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Creato da dimaio3d il 14/11/2006

Napoli - Milano.

Solo Andata. Racconto semiserio di un viaggio dal Sud al Nord.

 

 

E freddo sia

Post n°395 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da dimaio3d
 

freddoCome ogni anno, dopo l'estate, è naturale che arrivi il primo freddo; e sembrerebbe che ci siamo quasi. Da un paio di giorni a Milano, ma quasi in tutta Italia, un vento gelido ha abbassato la temperatura e causato molti danni. Ma cosa differenzia Milano e Napoli? Non dalle temperature, che molto spesso sono simili, ma il modo di percepirle.
E' proprio questo il periodo migliore per riconoscere un terrone come me che vive a Milano e il milanese doc. Come? Semplice!

Milanese: il 15 ottobre la Legge prevede che si possono accendere i termosifoni? Cascasse il mondo, ci fossero anche 45 gradi all'ombra, gli gnu che ti saltellano in casa e le scimmie attaccate ai lampadari, in quella data si accendono i termosifoni! Non importa se poi in casa bisogna girare in perizoma e si suda come un cammello, è arrivato il primo freddo e non bisogna farsi trovare impreparati. E se non bastasse, la notte è determinante coprirsi con il piumone comprato all'Ikea. Inoltre è fondamentale vestirsi pesante: il vero milanese lo riconosci perchè, a prescindere da quanti gradi ci siano, ha già addosso il piumino d'oca di marca, cappello, sciarpa e guanti. Di norma sudi solo a vederlo, figuriamoci ad indossare le stesse cose. Se poi gli si chiede perchè mai abbia indossato l'equipaggiamento per stare caldi anche al Polo Nord (non Sud perchè sarebbe da terroni), ti risponde placidamente, raffreddato e con il naso colante: "Alura! Non ci sono più le mezze stagioni! E poi la mattina, quando io esco per andare a lavurà, fa freschino!" In realtà è una normale reazione al fatto che in piena estate, quando il resto del Paese si sciacquava le parti intime al mare, il milanese doc era nei supermercati a comprare per primo il capo autunno-inverno, che va tanto di moda. L'importante è indossare il il giacchino trandy, costoso e del colore che si porta tanto quest'anno.

Napoletano a Milano: discorso esattamente opposto per il partenopeo in esilio. Lo riconosci da lontano per un semplice motivo: anche se effettivamente fa fresco, lui persiste, insiste e non demorde nel vestirsi estivo! Mentre tutti gli altri sono già bardati per affrontare la bora, lui è in giro in maniche di camicia, con 5 bottoni aperti in petto a mostrare i peli e la catenazza d'oro. Se gli si fa presente che forse sarebbe il caso di coprirsi, la risposta è sempre la stessa: "Ma io sono abituato a camminare così in questo periodo: a Napoli fa caldo!" Si, ma tu stai a Milano però, non a Napoli! E poi sfatiamo questo falso mito: non è vero che a Milano c'è sempre la nebbia e a Napoli splende sempre il sole. Da qualche anno in inverno fa più freddo al sud che al nord, per cui bisogna arrendersi all'evidenza! E come sopra, il discorso riguarda anche la casa: se il napoletano abita in una casa dove c'è il riscaldamento autonomo, non è mai cazzo di accenderlo! Quando poi anche lui si rende conto che è inevitabile accendere i caloriferi (già la parola fa sudare), lo fa giusto per mezzora, tanto subito si riscalda l'ambiente! Infine, di notte, dormono in 3: lui, la moglie... e il pinguino. La donna partenopea invece si riconosce perchè è lei un termosifone ambulante: sta sempre mezza scollacciata e con la panza e i rini da fuori.. e copriti!

Cari amici milanesi, se in questi giorni, mentre voi sudate per l'eccessiva copertura, vedete quancuno andare in giro in camicia sbottonata, con i ghiaccioli sotto il naso e le stalattiti sotto le ascelle, non dubitate: è uno di noi terroni!

 
 
 

Bancomat ogni mattina...

Sabato siamo andati a fare la spesa in un grosso supermercato e al momento di pagare abbiamo sentito la voce dell'interfone che avvertiva: "Ci scusiamo per il disagio, ma per motivi tecnici al momento non è possibile pagare con bancomat e carte di credito." Sconforto assoluto per tutte le persone che erano in fila perchè, come sempre più spesso capita, quasi nessuna aveva i contanti per pagare.
La notizia buona però è che era possibile farsi fare lo scontrino e poi essere scortati in cassa centrale e pagare lì, dove, non si sa per quale arcano motivo, era funzionante il POS.
Chiaramente immaginatevi tutte le persone che erano alle casse riversarsi all'unica cassa tutti insieme: caos puro. I vari addetti alla sicurezza bloccavano i carrelli e accompagnavano i clienti; poggiavano poi le relative carte di credito sul bancone e proseguivano il giro. Praticamente prima di me una trentina di persone inferocite e altrettanti bancomat in fila.
A rilento i pagamenti proseguivano fino a quando, tre o quattro persone prima di me, impazzisce definitivamente il POS e non fa pagare nemmeno lì. Praticamente siamo rimasti un'ora in attesa che si sbloccasse questa macchinetta infernale e che ci permettesse di pagare. La cassiera aveva inoltre adottato un metodo democratico: se al primo tentativo non funzionava il pagamento con carta di credito o bancomat, passava a quella successiva e così via. Nel frattempo avevo dirottato mia moglie al prelievo bancomat per pagare in contanti, ma anche lì la fila era incredibile.
Come spesso capita, si scambiano quattro chiacchiere con gli altri poveretti in fila; caso ha voluto che avanti a me capitasse un altro napoletano. Ne abbiamo approfittato chiaramente per fare amicizia e sdrammatizzare sulla situazione, anche se la rabbia e la protesta montavano ferocemente.
Tutti fermi e nervosi, all'improvviso arriva lei: la deficiente di turno. Scavalca tutti quelli in fila e alzando al cielo la sua carta di credito si avvicina alla cassiera e le ordina: "Signorina, provi la mia, sicuramente funziona perchè io ho la Carta VIP!" Tra un coro di protesta si alza al cielo quella del mio compagno di fila partenopeo: "Signò, ve la potete strisciare pure in mezzo alla pacche 'sta Carta VIP... non funziona lo stesso!"

Non so dirvi come sia andata a finire... fortunatamente è arrivata mia moglie con i contanti e ce ne siamo andati finalmente a casa dopo 1 ora e mezza di attesa con tutti i surgelati scongelati.... mortacci loro!

 
 
 

Il Fiurièr Adolfo

Post n°393 pubblicato il 15 Settembre 2009 da dimaio3d
 
Foto di dimaio3d

Agosto 1939, Napoli. Riuniti intorno al tavolo nella sala segreta, in un bunker nascosto sotto la cucina della signora Concettina, sono riunite le massime cariche della politica napoletana dell'epoca: su tutti il Federmaresciallo Kazzìmmen e il Comandante Esposito, capo del Kaz del Fiurièr, meglio conosciuta come la Cancelleria. Improvvisamente si apre il portone blindato e compare sulla soglia della porta Adolfo Scognamiglio, detto il Fiurièr, per il suo passato di venditore di fiori e piante all'angolo di piazza Cavour. Tutta la sala scatta in piedi, alza il braccio destro e lo stende, pugno chiuso e solo l'indice e il mignolo tesi nel saluto tipico: "Uè Fiurièr!"

La massima carica dello stato partenopeo, con passo militare, si accomoda alla testa del tavolo; impettito nella sua perfetta uniforme dove sono appuntate numerose onorificenze e un cornetto portafortuna, ha un aspetto particolarmente curioso. E' il Federmaresciallo a parlare per primo:
"Fiurièr, bello questo taglio che vi siete fatto: sembra che una mucca vi ha leccato in testa.. ma 'stu baffetto?"
"Lascen staren: ho sgarraten con il rasoio stamattinen e mi sono fottuten mezzen baffetten! Ma dove stannen tutti gli altren?"
"Ma benedetto Fiurièr, voi fate questa riunione ad Agosto.. chi volete che ci sia? Il Capo delle SS Palummella è in malattia e il  Secondo Comandante delle Truppe Partenopee Apicella ha dovuto portare la famiglia in vacanza a Scalea: quella la moglie lo comanda a bacchetta, la chiamano 'a nazzista!"
"Li farò fucilaren per alto tradimenten appena tornano! Mein truppen, vi ho riuniten 'accà perchè tengo una cosa importanten da comunicaren!"
Il Comandante Esposito interviene: "Lo sapevo.. è fallito l'esercito.. Guagliù.. tutti a casa!"
"Nein! Nein! E' giunto il momenten di dimostrare al mondo interen che il popolo napoletanen è la razza suprema!"
"Eh vabbè.. ma lo sapevamo già.. simm è meglio! C'era bisogno di fare tutto 'sto casino? Senza offesa, con rispetto parlando, ma io mi stavo preparando nu spaghetto aglio e olio che è 'na meraviglia!"
"Lo dimostreremen invadenden la Polonia!"
"Uh Gesù.. La Polonia?! E che vi ha fatto?"
"Nienten, ma mi stanno 'ncoppen les pallen i polakken!"
"Fiurièr, voi lo sapete, facciamo tutto quello che volete voi: l'altra volta non siamo andati a Varcaturo al mare per farvi contento? O no? Ma la Polonia è troppo lontana.. i guagliuni dell'esercito si stancano mentre arrivano fino a 'lla. E poi tengo un cugino in Polonia, fa il muratore. Non si potrebbe invadere un posto più vicino?"
"Nein! Nein! Ho decisen!"
"Maronna mia Fiurièr, quanto vi mettete una cosa in testa voi.. Che ne dite di invadere invece la Patània?"
"Che cos'è la Patànien??"
"Come cos'è? Il campo di patane che sta a Nord di Mondragone. Ci sta il contadino, Umberto 'o Boss, che dice che noi napoletani siamo una razza inferiore. Quello si che ha bisogno di una mazziata!"
"Mm.. interessanten. Ma i napoletanen come reagiscono a questa gravissima offesen?"
"Con la nostra migliore arma: l'ironia! Gli hanno fatto pure la canzuncella! Fa così: quand'era piccolino il piccolo Umbertino, era assai irrequiete lo sanno pure le pietre.. fin quando era fanciullo lui si appendeva 'a culla, facendosi ragazzo si appendeva in faccia 'o..."
"Basten! Niente volgarità! Nein!"
"Ma si appendeva in faccia 'o lietto!"
"Allora decisen! Invadiamo la Patanien! Il primo settembren entreremen con il nostro eserciten nella loro fredda terra piena di nebbien!"
"'O primo di settembre? Troppo presto! Qua stanno tutti in ferie! Poi sapete che ammuina troviamo sull'autostrada? La radio ha detto che ci sta il bollino nero per il rientro! E poi abbiamo bisogno di tempo per organizzare i nostri soldati.."
"Solo scusen! A propositen: come stiamo messi con le armi?"
"Dunque.. abbiamo un carrarmato Fiat 127 Sporting, verde mimetico, ci ha fatto la modifica mio cognato e ora va una cannonata; poi due aerei mezzi scassati che ci ha venduto Peppe 'o mbruglione: quelli volano solo se li buttiamo dentro 'o burrone; nu bello peschereccio sequestrato la settimana scorsa perchè pescava i cannolicchi ed è vietato.."
"Nein! Nein! E a bombe come siamo messen?"
"Ah, con quelle stiamo a posto: possiamo allertare Tatonno 'o bombarolo che mette insieme una decina di tricchi tracchi, nu paio di palloni di Maradona e una vrangata di fischi e facciamo un figurone!"
"Mm.. comunquen, prenderemo tutti i patànen e li mettiamo dentro i campi di concentramenten! Li faremo lavorare dalla mattina alla seren!"
"E che gli fate?? Quelli sono abituati a lavorare tutto il giorno! No, no.."
"Allora li buttiamo dentren i fornen crematorien! Li inceneriremo!"
"Mamma mia! Ma non è troppo? E poi tutta quella cenere.. chi pulisce poi dopo? Quella la signora Carmela, per togliere un po' di polvere dal lampadario fa una storia infinita.. figuriamoci per tutta quella roba!"
"Ma i napoletanen devono essere vendicaten! Siamo una razza superioren! Dobbiamo prenderci anche le loro terren!"
"Fiurièr.. ma c'è bisogno di fare tutta 'sta storia? Noi teniamo il sole, il mare, l'allegria e la simpatia. Che ce ne facciamo della Patània? Sapete che facciamo? Lasciamolo parlare a quel fesso di Umberto 'o Boss.. che ce ne fotte a noi? Andiamoci a mangiare una bella sfogliatella alla faccia sua!"
"Basten! I napoletanen non mi meritano! Me ne vado in Germanien! Loro si che sono superioren!"
"Uh, Adolfo! Ma tu tieni la guerra in capa! E vai vai! La Madonna ti accompagni! Ma che ce ne fotte a noi! E poi a settembre comincia 'o campionato.. Forza Napoli!"

 
 
 

Il mio primo derby

Post n°392 pubblicato il 31 Agosto 2009 da dimaio3d
 
Foto di dimaio3d

Sabato sera mi sono regalato il mio primo derby Milan-Inter; non perchè tenessi particolarmente a una delle due squadre, ma comunque è uno spettacolo che va visto almeno una volta nella vita. Ho preferito la curva del Milan perchè ho un bel po' di amici lì e mi hanno ospitato tra gli ultrà. Purtroppo è andata come è andata e non mi soffermo sul risultato. Ci sta tutto e onore ai vincitori. Ma come al solito mi è capitata una cosa che va assolutamente raccontata.

Appena arrivato in curva, senza file e attese estenuanti come invece mi era capitato altre volte andando in altri stadi, i miei amici mi indicano un posto che mi avevano conservato. Va precisato che teoricamente sul biglietto è segnato il posto, ma mi hanno spiegato che non funziona l'assegnazione: ti devi sedere dove non dai fastidio agli abbonati...
Accanto a me un ragazzo, abbastanza corpulento. Tempo due minuti e il giovane si gira verso di me e, guardando il suo orologio mi dice: "Ma quand' cazz accummencia questa partita? Manca ancora 'n ora!" Noooo! Curva Milan, derby con l'Inter e chi ti becco accanto?? "Scusa, ma sei napoletano??" e lui: "Si, si! Sono ti Napoli!"; non ci potevo credere. "Ma sei qui perchè sei tifoso del Milan o come me ti trovi per simpatia?" "Sono salito apposta da Napoli pe vvedere la pattita!" Stavo cercando la conferma: "Ma quindi sei milanista?" "Cettamente! Sai, non ho vissuto l'epoca di MaraTona.." Ma li mortacci sua!! Come fa un napoletano, napoletano doc perchè era dei quartieri, a non tifare Napoli?!?!
Constatato il fatto che eravano concittadini, il ragazzo mi aveva scambiato per il suo informatore: "Ma dove si accattano le magliette ccà?" "Ma quanto costa il biglietto delle tribbbune?" "Ma ddo' sta BBerlusconi?" "Ma non passa quello dell'acqua?" "Ma dove sta 'o bbar?" "Ma dove sta 'o cess?" A tutte queste domande, chiaramente ho risposto in serie sempre nello stesso modo: "E non lo so.. è la prima volta che vengo a San Siro!" Nel frattempo avevo notato che aveva una simpatica caccola che gli fuorisciva da una narice e non potevo far altro che guardarla ogni volta che parlavo con lui.
Poi, una mezzora prima che cominciasse la partita, ecco il colpo di genio: "Paesà, mi guardi il borZello? Vado ad accattare la maglietta origginale del Milàn, quella co la Cèmpiònz" E mi ha lasciato in custodia il marsupio con tutti i suoi effetti personali, come se ci conoscessimo da una vita. Hodovuto lottare strenuamente perchè non si fregassero il posto e il borZello lasciato ad occuparlo. Mi avranno chiesto almeno in venti se il posto era occupato ed in un paio di casi ho dovuto litigare con teste rasate e panze da fuori.
Ormai mancavano meno di cinque minuti all'inizio, era iniziata anche la coreografia che prevedeva lo sventolio di buste della monnezza bianche, nere e rosse e il tipo non era ancora tornato. Poi, finalmente, eccolo. E' arrivato tutto trafelato, sudato come un porco in calore, senza acquisto. "Ma che fine avevi fatto??" E lui: "Ma all'anima di chi c'è mmuorto! Non mi volevano più fare entrare! Mi hanno fatto uscire fuori per comprare la maglietta e poi il biglietto non era intestato a me ma a mio zzio! Mi so dovuto fare tutto il giro dello stadio, sto tutto sudato! Non tenevo nemmeno 'o cellulare e tutti i documenti che stavano 'cca dinto 'o burzello!" E si è tolto la maglietta e ha cominciato a sputare a terra allegramente. Considerando che in curva faceva un caldo allucinante e che si stava strettissimi, mi sono ritrovato il paesano incollato addosso che emanava un calore pari a quello di una stufa d'altoforno.
Il simpatico panzarotto imbottito ha cominciato a stringere amicizia con gli altri ultrà parlando tranquillamente in napoletano, come se fosse naturale ed obbligatorio che loro capissero le frasi e le osservazioni fatte in un dialetto incomprensibile persino da me. Poi, quando la partita è comincia a girare male, dopo il primo gol e l'espulsione, ha cominciato a darmi gomitate nel costato ad ogni azione avversaria, come per suggerirmi di guardare l'azione.
Insomma, sul 4-0 mi ha salutato e se ne è andato. "Ma che partita di merda! Chi cazzo me l'ha fatto fare di salire 'cca a Milàn!" Immagino che se fosse stato Inter-Milan, lui sarebbe salito a Intèr....

Va detto che per qualche secondo ho temuto per la mia vita, quando sono cominciati i cori milanisti e il mio orgoglio partenopeo non mi ha permesso di partecipare: tutti quelli che mi attorniavano mi hanno guardato storto. Ma la fede è fede, non si tradisce!
Cari milanisti, non ve la prendete con me se avete perso, io ho cercato di portare un po' di sostegno, ma state veramente inguaiati! Comunque, mi sono divertito un sacco :)

 
 
 

Frescura arredamenti

Post n°391 pubblicato il 23 Agosto 2009 da dimaio3d
 

Il caldo fa brutti scherzi e porta a compiere gesti inconsulti. Per rercare un po' di frescura, io e mia moglie avevamo deciso di girare un po' di negozi di arredamento per cercare un piccolo mobiletto da mettere nel bagno. Avevamo già visitato l'Ikea e un altro paio di posti ma senza trovare quello che volevamo. Poi abbiamo deciso di entrare in un negozio vicino casa che avevamo visto solo da fuori.

Una volta entrati, ci siamo trovati una frescura particolarmente gradevole, ma contemporaneamente siamo stati accolti da un commerciale che non ci ha dato scampo: nemmeno il tempo di fiatare, ci ha assaliti con domande del tipo "come ci avete trovati, privati o aziende, cosa cercate.." Abbiamo provato a divincolarci dalla morsa del venditore incallito, ma tutto quello che siamo riusciti ad ottenere sono state altre domande.

Nasceva ora un dubbio amletico: mandare a quel paese il giovane e tornare all'afa che attanagliava il mondo esterno, o assecondare la voglia di proporre del tipo e goderci un altro po' di refrigerio? Mia moglie stava già per aprire la porta e andarsene quando io, in preda ad allucinazioni dovute al caldo, ho tirato fuori la storia che dovevamo cambiare casa e tutti i mobili della stanza da letto, cucina, bagno e cameretta.

Il martellante venditore ci ha accompagnati in un tour di tutto il capannone, ha cercato di attaccar bottone facendoci notare che anche lui era meridionale e poi ci ha condotto alla sua scrivania dove, probabilmente per la trentesima volta nella stessa giornata, ci ha illustrato su un foglio di carta i loro metodi di vendita, l'assistenza, i pagamenti e tutti il resto. Io e mia moglie, chiaramente, non ce ne potevamo fregare di meno, ma non potevamo più scappare.

Quando finalmente ci eravamo ritemprati e il tipo sembrava avesse finito i suoi scarabocchi, ha particolarmente insistito per avere un nostro cellulare e contattarci per sapere quando rivederci con tutte le planimetrie e i preventivi. Che fare? Mi sono inventato nome e numero e ci siamo alzati, scoprendo che nonostante tutto avevamo lasciato sulle sedie una simpatica macchia di sudore.

Abbiamo cordialmente salutato, promettendo di vederci quanto prima, e siamo usciti di corsa. Appena fuori, abbiamo buttato tutto nella spazzatura. Peccato che il tipo ci abbia visto dall'interno ed schizzato fuori per capire cosa fosse successo. Non gli ho dato nemmeno il tempo di fiatare, ci siamo messi in macchina e siamo scappati come due ladri.

Meno male che stanotte è venuto a piovere e si è rinfrescata un po' l'aria, altrimenti mi sarebbe toccato andare in tutte le agenzie immobiliari per trovare casa e frescura!

 
 
 

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