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Scontro generazionale

Post n°19 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da maulinux
 
Foto di maulinux

Torno a scrivere nel mio blog, è un fatto abbastanza raro, ma questo argomento merita  qualcosa di nero su bianco. Giusto per fermare le idee, e se vogliamo per essere letto da me stesso negli anni a venire.

Dunque siamo nel 2012, l'anno della crisi e del governo Monti, una serie di riforme per rilanciare l'economia sono già state fatte ma adesso tocca a quella più spinosa, la riforma del mercato del lavoro.

E' cambiato e cambierà ancora il modo in cui andremo in pensione, e dovrà diventare più flessibile il lavoro, meno garanzie e più flessibilità.

C'è un fatto però, le persone invecchiano, e quando erano giovani calcolavano la loro aspettativa di vita su altri parametri, mi spiego meglio con un esempio: ci sono generazioni, quelle che oggi vanno verso i 60 che avevano iniziato la loro carriera prevedendo di esser in pensione al giorno d'oggi.

E invece gli tocca lavorare ancora, magari per anzianità ed esperienza hanno un ruolo significativo in azienda, sono diventati quadri e dirigenti. Tutto filava liscio fino a quando è arrivata una nuova generazione, quella precarizzata ma allo stesso tempo fatta di laureati preparati e motivati.

E' qui che si rischia lo scontro generazionale, non è colpa di nessuno, ma gli anziani sono ormai obsoleti e non in grado di stare al passo con i tempi, hanno investito la loro vita su tecnologie o discipline che sono state superate dal tempo.

Nelle aziende, negli istituiti pubblici e in diversi ambiti non si è mai pensato di formare e aggiornare le professioni per persone oltre ad una certa fascia di età perchè magari la pensione era vicina.

Oggi, improvvisamente, la pensione non è più vicina.

E allora cosa ci raccontiamo?

Il risultato è che c'è un "nuovo che avanza", e "un vecchio che non può mollare",

allo stesso tempo.

La mia formula, che spero di vedere applicata fra qualche anno è questa:

  • fare una legge che obblighi le aziende a formare e aggiornare il personale per farlo durare il più possibile.
  • regolamentare la meritocrazia, abolendo ovviamente le "sponsorizzazioni" e facendo in modo che le crescite professionali siano certificate e documentate, le promozioni devono essere approvate da commissioni di almeno 3 membri.
  • riattivare le assunzioni a tempo indeterminato, però introducendo un fattore di merito. Un'idea potrebbe essere quella di promuovere solo il lavoratore che  raggiunge determinati obiettivi e dimostra duratura efficienza. Per gli altri non c'è disoccupazione o emarginazione, ma c'è il rischio di rimanere con uno stipendio sotto la media.
  • applicare le regole di etica sociale che già oggi esistono ma in modo più ferreo

Lo so, non è un granchè di idee, spero che dal cilindro del Governo esca qualcosa di funzionante, non vorrei trovarmi, io e la mia generazione, ancora a mandare le e-mail nel 2040, quando basterà battere le ciglia per scrivere su un file le idee che ho in testa per inviarle a qualcuno!

Incrociamo le dita.

 
 
 
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