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    <title>Il neurone single</title>
    <subtitle>Un povero neurone solo e con poco ossigeno... eppure genera pensieri</subtitle>
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        <title type="text">Qualcuno che ti aspetta</title>
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        <published>2011-03-17T22:05:18+01:00</published>
        <updated>2011-03-17T22:05:18+01:00</updated>
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        <summary type="text">E&amp;rsquo;  bello avere qualcuno a casa che ti aspetta.Le mozzarelle, quando apro  la porta del frigo,...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span id=&quot;internal-source-marker_0.9069962068932088&quot; style=&quot;color: #000000; background-color: transparent; font-weight: normal; font-style: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;&quot;&gt;E&amp;rsquo;  bello avere qualcuno a casa che ti aspetta.&lt;br /&gt;Le mozzarelle, quando apro  la porta del frigo, quasi mi saltano in braccio. Sono sicuro che se ne  avessero la possibilt&amp;agrave; mi verrebbero incontro anche sulle scale. Sono l&amp;igrave;  da mesi e nulla &amp;egrave; cambiato. Beh, quasi nulla. Ultimamente hanno un  colorito che vira un tantino verso il giallo e una vaga fragranza di  caciotta. Ma tant&amp;rsquo;&amp;egrave;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; background-color: transparent; font-weight: normal; font-style: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;&quot;&gt;A  proposito di caciotta, il pecorino sardo &amp;egrave; decisamente pi&amp;ugrave; riservato,  com&amp;rsquo;&amp;egrave; d&amp;rsquo;altronde consono a chi viene dall&amp;rsquo;isola. Per&amp;ograve; lo so che anche  lui mi vuole bene; ogni volta che torno a casa si fa trovare adorno di  nuove escrescenze floreali. A dir il vero ormai ne &amp;egrave; tutto ricoperto,  tanto che non ricordo pi&amp;ugrave; che colore troverei se rimuovessi la muffa  verde che lo sovrasta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000; background-color: transparent; font-weight: normal; font-style: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;&quot;&gt;Qualche  problema l&amp;rsquo;ho avuto invece quando ad aspettarmi c&amp;rsquo;erano anche i petti  di pollo. Sono decisamente poco propensi all&amp;rsquo;attesa, dopo tre giorni gi&amp;agrave;  avevano manifestato una decisa insofferenza che si era propagata sotto  forma di un odore poco gradevole per tutta casa. Alla fine, quando il  vicino mi ha bussato per chiedermi se nascondevo morti in casa, ho  dovuto liberarmi di loro. N&amp;egrave; d&amp;rsquo;altra parte &amp;egrave; stato difficile: &amp;egrave; bastato  lasciare aperta la porta del frigo e quella d&amp;rsquo;ingresso che sono fuggiti  da soli. Ingrati!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Memoria</title>
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        <published>2011-02-16T07:09:07+01:00</published>
        <updated>2011-02-16T07:09:07+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;Memoria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho una torta di ricordi, lacrime e rimpianti. Ora ho ancora da fare, la conservo per dopo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando sono disteso confondo i morti con i vivi. Vorrei alzarmi per andarli a trovare. Portargli la torta, mangiarla con loro. &lt;br /&gt;Alla fine per&amp;ograve; ricordo: i morti sono morti da tempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho una torta di ricordi, lacrime e rimpianti. Ora per&amp;ograve; non posso, la conservo per dopo.&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Let the wind carry you home Blackbird</title>
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        <published>2011-02-14T08:31:28+01:00</published>
        <updated>2011-02-14T08:31:28+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;span style=&quot;font-family: arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span class=&quot;messageBody&quot;&gt;Lentamente  mi sfilo la pelle. Non &amp;egrave; dolore che provo, piuttosto sconcerto. Coprire  ora la mia carne nuda m&amp;rsquo;impedirebbe di capire. L&amp;rsquo;aria &amp;egrave; densa e nera,  l&amp;rsquo;anima esala i suoi vapori. Resto cos&amp;igrave;, in attesa di vento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Let the wind carry you home Blackbird&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/yz_j7nVCJJ0&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Cielo sotto terra sopra</title>
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        <published>2011-02-10T07:18:51+01:00</published>
        <updated>2011-02-10T07:18:51+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span id=&quot;internal-source-marker_0.607367678407734&quot;&gt;Dedico questo breve capitolo de &amp;ldquo;L&amp;rsquo;altalena del respiro&amp;rdquo; di Herta Muller al piccolo Dodo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pregher&amp;ograve;  quel dio che non ho e che non mi abbandona mai, affinch&amp;egrave; la fantasia  non abbandoni mai neanche lui. Che possa sempre ricordare che se la  mente &amp;egrave; labile anche i confini lo sono.&lt;br /&gt;Ed &amp;egrave; per questo che &amp;egrave; sempre tutto possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;Cielo sotto terra sopra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella  casa estiva sulla Wench, in fondo al frutteto, c&amp;rsquo;era una panchina senza  schienale. Si chiamava Ziohermann. Aveva quel nome perch&amp;egrave; non  conoscevamo nessuno che si chiamasse cos&amp;igrave;. Ziohermann aveva due piedi  tondi fatti con tronchi d&amp;rsquo;albero piantati nel terreno. Il sedile era  segato liscio solo sulla parte superiore, su quella inferiore c&amp;rsquo;era  ancora la corteccia. Quando il sole batteva Ziohermann sudava gocce di  resina. Se le staccavi con le dita, il giorno dopo erano gi&amp;agrave; rispuntate.&lt;br /&gt;Pi&amp;ugrave;  avanti, in cima alla collina erbosa, c&amp;rsquo;era zia Luia. Aveva uno  schienale e quattro gambe ed era pi&amp;ugrave; piccola e snella dello Ziohermann e  pi&amp;ugrave; vecchia di lui. Ziohermann era arrivato dopo. Davanti a zia Luia mi  rotolavo gi&amp;ugrave; per la collina. Cielo sotto terra sopra ed erba in mezzo.  L&amp;rsquo;erba mi tratteneva sempre i piedi , perch&amp;eacute; non cadessi nel cielo.  Vedevo sempre l&amp;rsquo;addome grigio di zia Luia.&lt;br /&gt;Una  sera mia madre sedeva su zia Luia e io ero disteso sulla schiena  nell&amp;rsquo;erba, davanti ai suoi piedi. Guardavamo in alto, le stelle erano  tutte l&amp;agrave;. E la mamma si tir&amp;ograve; il colletto del golfino sopra il mento  finch&amp;eacute; il colletto ebbe labbra. Finch&amp;eacute; non fu lei a parlare, ma il  colletto:&lt;br /&gt;Il  cielo e la terra sono il mondo. Il cielo &amp;egrave; tanto grande perch&amp;eacute; dentro  c&amp;rsquo;&amp;egrave; appeso un mantello per ogni persona. E la terra &amp;egrave; tanto grande per  via di tutte le distanze fino alle dita dei piedi del mondo. Il che &amp;egrave;  per&amp;ograve; tanto lontano che bisogna smettere di pensare perch&amp;eacute; allora si  sentono le distanze come un malessere vuoto nello stomaco.&lt;br /&gt;Io chiesi: Dov&amp;rsquo;&amp;egrave; il punto pi&amp;ugrave; lontano nel mondo?&lt;br /&gt;L&amp;agrave; dove finisce.&lt;br /&gt;Alle dita dei piedi?&lt;br /&gt;S&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Sono deici anche loro?&lt;br /&gt;Credo di s&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Tu lo sai qual&amp;rsquo;&amp;egrave; il tuo mantello?&lt;br /&gt;Solo quando sar&amp;ograve; lass&amp;ugrave; in cielo.&lt;br /&gt;Ma l&amp;agrave; ci sono i morti.&lt;br /&gt;S&amp;igrave;.&lt;br /&gt;E com&amp;rsquo;&amp;egrave; che ci arrivano?&lt;br /&gt;Vagano con l&amp;rsquo;anima.&lt;br /&gt;E anche l&amp;rsquo;anima ha dita?&lt;br /&gt;No, ali.&lt;br /&gt;E i mantelli hanno maniche?&lt;br /&gt;S&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Le maniche sono le loro ali?&lt;br /&gt;S&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Ziohermann e zia Luia sono una coppia?&lt;br /&gt;Se il legno si sposa, allora s&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Poi  la mamma si alz&amp;ograve; in piedi e and&amp;ograve; in casa. E io mi sedetti su zia Luia,  nel punto esatto dov&amp;rsquo;era stata seduta lei. L&amp;agrave; il legno era caldo. Nel  frutteto il vento nero tremava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Herta Muller - L&amp;rsquo;altalena del respiro - Traduzione di Margherita Carbonaro&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Una pagina nuova</title>
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        <published>2010-05-08T07:59:13+01:00</published>
        <updated>2010-05-08T07:59:13+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p&gt;Torno in questo blog dopo tanti giorni d'assenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le giornate sono diventate improvvisamente piene, mi hanno riempito la mente. &lt;br /&gt;Immagino fosse quello che cercavo perch&amp;egrave; ho perso molta della mia inquietudine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi e sabato, piove, sono sveglio da un po', il nuovo libro che ho iniziato a leggere &amp;egrave; malinconico. Forse per questo, per tutto questo, sono passato da qui.&lt;br /&gt;Ricordo tutto. Mi ricordo di tutti e non solo ora, ma sempre, tutti i giorni. Pi&amp;ugrave; forte &amp;egrave; il ricordo dei legami pi&amp;ugrave; forti che qui ho avuto. Non ho rinuciato a quei legami, ma non riesco pi&amp;ugrave; a viverli come in passato. Vorrei viverli fuori come succede con alcuni di essi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un abbraccio,&lt;br /&gt;Andrea&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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