Neverland

La felicità è una farfalla che, quando inseguita, è sempre oltre la portata della nostra mano, ma che, se sedete tranquillamente, può posarsi su di voi. Nathaniel Hawthorne

 

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Osservate con quanta previdenza la natura,
madre del gener
e umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di foll
ia.
Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste.
Se i m
ortali si guardassero da qualsiasi rapportro con la saggezza, la vecchiaia n
eppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbe
ro felici un'eterna giovinezza.
La vita uman
a non è altro che un gioco della follia.
Il cuore h
a sempre ragione

Elogio alla follia - Erasmo da Rotterdam



Ho imparato che si dovrebbe sorridere per quello che è stato e non soffrire per quello che non sarà più. Ma c'è un momento, non so quanto duri, in cui questo non è ancora possibile. In cui senti solo quel terribile vuoto. in cui intrecci le corde che tirano su la tua anima come un sipario. E allora il tendone di velluto si solleva e tutti guardano sul palco. Ma l'attore non entra. Non più. Perchè quel qualcuno è già altrove. Una nuvola bianca che in cielo gioca a spartirsi l'azzurro con le altre sorelle. Un arcobaleno invisibile che puoi disegnare senza matite e farlo storto quanto ti pare. Tronchi secchi al vento di una passeggiata nel bosco, rumore delle gocce nella pioggia forte d'inverno, rumore del guscio d'una noce che si frantuma, rumore dell'onda quando colpisce a tradimento la schiena prima di un tuffo. In tutto questo c'è chi se n'è andato. Sempre. 

Cercasi Niki disperatamente  - Federico Moccia


 

 


Creato da Fefa89

+ Fefa +

 



 


by cla 




 




























 

 

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Post N° 363

Post n°363 pubblicato il 25 Novembre 2007 da luckycecy89

30 giorni, 30 giorni esatti al Natale. Non vedo l'ora. Adoro il Natale. Firenze a Natale è più bella se possibile, tutta illuminata a festa. E passi per via Tornabuoni, tutta accesa e splendente di mille colori, dove non puoi fare altro. Mica puoi entrare da Gucci o da Dior e implorarli di farti il regalino di Felice Natale. E allora, non ti resta che guardare le vetrine sognando e sospirando davanti a cotanta beltà. E con la sosta di Natale, faremo una pausa, finalmente. La scuola che ci opprime fino alla nausea, pomeriggi passati a studiare, vedi i voti e ti viene da pensare che tutto quel tempo è stato sprecato. Potevi uscire, divertirti, e invece sei stata lì, ad ammuffire su quei libri. Ma poi pensi che infondo va bene così, ti basta. A te basta andare a scuola, vedere le facce sorridenti di quelle persone che in cinque anni hanno saputo capirti, apprezzarti e volerti bene più di quanto pensassi. E quella vecchia amica che ogni tanto fa uno squillo, cerca di riallacciare un rapporto morto ormai da troppo tempo, senza che tu lo volessi, senza che tu potessi far niente per impedire che accadesse. E pensi alla vacanza dopo l'esame. A quella promessa stipulata pochi giorni fa. "Se tu vieni con me a Marsalam, poi io vengo con te a Londra". Ti si illuminano gli occhi al pensiero della capitale inglese, con lei. Con cui hai iniziato a parlare, ad apprezzarla, a capirla solo da gennaio. Avete condiviso risate sfrenate, soppresse e nascoste alle orecchie di professori, pianti e disperazione, per cose così brutte che ti viene da chiederti se potresti più farne a meno. E quella mano stretta forte forte, in quella chiesa, il maggio scorso, a dirti che lei ci sarà, per qualsiasi cosa. Perché il dolore non era tuo in prima persona, ma ti toccava. Eccome se ti toccava. Vi siete fatte forza a vicenda, per quell’amica che non ha più una mamma. E poi ti ricordi che i primi di Gennaio andrai a Siena, e poi a Bologna. A visitare l’università, con l’altra tua amica. Quella che ti tiene con i piedi incollati al suolo, ma che ti da forza e coraggio. Che sa farti ragionare quando sembra che tutto vada a puttane, che ti aiuta e ti sostiene, sempre e comunque. E la sua fede così forte in quegli attimi è anche tua, la percepisci. Perché, andrai all’università. E andrete nella stessa città. Insieme. E tu sei la più pazza del gruppetto, quella folle, che coinvolge tutti con la sua solarità, la sua allegria, la sua vivacità. E poi ci sono le altre. Quella rinata grazie ad un amore nuovo, che l’ha salvata da un dolore in cui stava sprofondando, quella che solo a scuola si sente a casa perché una casa vera non l’ha ma avuta, quella che ti fa tenerezza e ti fa incazzare ogni volta che piange per delle cose che a te sembrano stupide, insensate, ma che per lei contano. C’è quella con problemi alimentari che da anni si aggrappa alla vita, per vincere. C’è quella che, nonostante questa vita stronza le abbia tolto la madre, continua a ridere, mascherando in parte la sofferenza. C’è poi quella calma e pacata che quando ride la senti fino in Kenya. C’è quella che, perdendo l’amicizia della sua migliore amica, continua ad andare avanti, incazzandosi con la vita che le offre solo ragazzi sbagliati. E infine c’è la tua classe, nella sua totalità. Che vita sarebbe senza quelle pazze criminali delle tue amiche? Avete condiviso tutto, dalle gioie ai dolori, cicatrizzando le ferite con le risate, per le cose più stupide. Unite a Roma, a Parigi, a Berlino, a Firenze. Dovunque andiate, sempre insieme.

Perdonate lo sfogo in seconda persona. Oggi mi è presa così. Amen.

 
 
 
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INFO


Un blog di: luckycecy89
Data di creazione: 10/05/2007
 
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NON C'E' SCONFITTA NEL CUORE DI CHI LOTTA...
 

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Essere donna è così affascinante. E' un 'avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disobbedienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che chiede di essere ascoltata.

Oriana Fallaci

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Essere o non essere; questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più; e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte. Morire, dormire, sognare forse: ma qui è l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già distrutti dal groviglio mortale, ci trattiene: è la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la strafottenza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?
Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome.

Amleto – William Shakespeare



 

L'amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato Cupido viene dipinto col volto bendato.

Sogno di una notte di mezz’estate – William Shakespeare