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informazione,campagna elettorale Sardegna

Post n°89 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da nichi14

Oggetto: Lettera di Umberto Allegretti - ordinario di diritto costituzionale dell'Università di Firenze

DIFFONDETE!

La vita politica sarda attraversa, in questa campagna elettorale, un momento di particolare delicatezza. Tale delicatezza non è solo legata alle difficoltà, ora superate, intervenute tra il Presidente della Regione e la sua maggioranza e che hanno provocato un leggero anticipo delle elezioni. E non dipende unicamente dalla contrapposizione radicale di programmi e di atteggiamento  tra la maggioranza della legislatura appena conclusa e quella che, qualora le subentrasse, sovvertirebbe, come è del tutto chiaro, le realizzazioni  della Giunta Soru nelle materie più essenziali della politica regionale: le realizzazioni in campo istituzionale, quelle in campo finanziario – che hanno fruttato il risanamento del bilancio e lo sviluppo delle risorse a disposizione della Sardegna – quelle in materia di cultura e di istruzione, in campo ambientale e urbanistico, come pure nelle politiche sanitarie, sociali ed economiche. In realtà, più che in una situazione delicata ci si trova di fronte, non senza un senso di vero e proprio sbigottimento, a una anomalia, sconcertante e assolutamente inedita: il dispiegarsi di settimana in settimana di una pressione indebita – indebita costituzionalmente e politicamente – che il presidente del consiglio, più che la coalizione che si è totalmente affidata a lui, sta esercitando su queste elezioni in un modo e con una intensità che non si è mai data in precedenza.

    Da costituzionalista, parto dal primo punto. Talora non sono mancate in Italia, anche da parte di qualche governo nazionale di segno diverso dall’attuale, interferenze poco corrette su elezioni a livello regionale e locale. Ma esse non hanno mai avuto la violenza della pressione svolta in prima persona da Berlusconi con una continua presenza nella campagna elettorale sia in Sardegna che sulle stesse televisioni nazionali. Questo comportamento, rincarato anche rispetto a quello già da lui praticato in Abruzzo, non può che essere definito costituzionalmente illecito. Di fronte al ruolo delle Regioni nell’attuale sistema costituzionale, il presidente del consiglio deve infatti rigorosamente attenersi all’obbligo di osservanza dei confini tra le varie istituzioni e al dovere di imparzialità che la Legge sulla Presidenza del Consiglio gli richiede a tutela sia delle competenze dei poteri nazionali (che non si concentrano certo in decisioni sovrane del presidente del consiglio) che della libertà delle autonomie territoriali, ed è tenuto a osservare il  rispetto dovuto all’autonomia che il pluralismo del nostro sistema costituzionale esige per mantenere effettiva la democrazia nel nostro paese.

    Questo aspetto, di eccezionale rilievo per valutare la fedeltà o infedeltà del presidente del consiglio alla posizione che la Costituzione gli impone, potrebbe sfuggire all’elettorato interessato a una contesa che dovrebbe riguardare essenzialmente il governo della Regione (ma che avrà indubbi riflessi sul contesto nazionale, riflessi che Berlusconi, ad onta di ogni affermazione contraria, ha di mira, e che gli elettori non possono pertanto omettere di tenere in conto). Ma proprio questo è il punto: l’invadenza di Berlusconi sulla campagna elettorale regionale non è che una chiara dimostrazione di quanto questa campagna coinvolga direttamente la questione dell’autonomia sarda, del valore che le è proprio e della sua relazione col quadro nazionale. E’ l’autonomia che oggi è in gioco come non mai e gli elettori dovrebbero orientarsi in base al valore che intendono darle.

    I sardi – come gli storici e gli uomini di cultura hanno tante volte messo in luce - hanno sempre avuto un senso acuto della propria autonomia e proprio quando questa meno è stata rispettata dall’esterno hanno sempre reagito affermandola. Così è accaduto nel glorioso sebbene breve periodo del primo dopoguerra e della fondazione del partito sardo d’azione, così nel secondo dopoguerra con l’affermarsi compatto della richiesta di dar vita a una regione a statuto speciale. Così anche nel primo periodo di funzionamento della regione, nel quale la pur tendenziale conformità dei governi sardi al colore di quelli nazionali si è accompagnata a un vivace atteggiamento di difesa delle competenze regionali risultanti dallo statuto contro gli atteggiamenti ostili del governo e della burocrazia statale. Il sentimento dell’autonomia si è ancora accentuato nel periodo della lotta per la conquista e la realizzazione del piano di rinascita, della quale, nonostante i difetti emersi nell’attuazione del piano, non può disconoscersi il valore che a suo tempo ebbe per l’Isola. Esso si è ripetuto nelle difficili traversie delle giunte di centrosinistra degli anni ottanta e novanta e poi più fortemente con la Giunta Soru, che  ha saputo condurre quella riuscita azione di rivendicazione finanziaria, di salvaguardia ambientale, di valorizzazione dell’identità sarda e di ridimensionamento delle servitù militari che tutti conoscono.

    Si vorrebbe oggi far a meno di questo patriottismo regionale? Il pericolo di compressione dell’autonomia, di resa all’invadenza governativa volta a rafforzare il potere della maggioranza sul piano nazionale, e di  soddisfacimento di precisi interessi di dominio sulla Sardegna e di appropriazione dei pregi del suo territorio, non è mai stato così grave come col terzo governo Berlusconi e con l’azione messa in moto dal presidente del consiglio. Questi parla di valorizzazione dell’ambiente e del turismo, ma quale cessione del contesto naturale e paesistico sardo all’edificazione selvaggia sia da aspettarsi da una giunta che gli sarebbe eternamente ligia perché direttamente da lui insediata nel potere, ogni sardo che voglia guardare in faccia la realtà sa bene. L’accentramento finanziario, già praticato eminentemente verso la Sardegna dal governo Berlusconi della legislatura 2001-2006 è assolutamente vivo in questa legislatura malgrado i propositi, per ora puramente retorici, di federalismo fiscale. L’appoggio alla ricerca e agli studi superiori e universitari dato dalla Giunta Soru sarebbe inghiottito dalla politica contro la ricerca propria dell’attuale governo, che fa fuggire i giovani all’estero in cerca di una lavoro qualificato. E così via.

    Dunque convinzione del valore dell’autonomia della Sardegna, non  partigianeria politica – personalmente non ho mai fatto atti di adesione politica ma solo opera culturale – induce chi è sardo appassionato alla sua terra perché ne segue pur  di lontano la vita, ad appoggiare la coalizione di centrosinistra e ad augurarsi che l’elettorato, sia quello di sinistra che quello moderato, sappia distinguere la coalizione che ha mostrato e dà fiducia di valorizzare l’autonomia speciale e l’identità particolare della Sardegna da un’altra la cui vittoria  porterebbe a una fase di vera e propria colonizzazione dell’Isola. Grave errore sarebbe quello di coloro che – magari per rigorismo ideale o per insofferenza a una guida sentita come personale e decisionista, ma che ha praticato politiche appropriate allo sviluppo della nostra terra – cedesse a quel massimo di allontanamento dalle proprie responsabilità che sarebbe l’astensione: atto di voto indiretto alla conquista berlusconiana dell’Isola, un suicidio vero e proprio, che contribuirebbe ad affossarne l’autonomia, chissà, per una lunga fase.

Umberto Allegretti
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informazione

Post n°88 pubblicato il 26 Gennaio 2009 da nichi14

La denuncia contro il Presidente del Consiglio. Le risposte di Renato
Soru ai giornalisti



lunedì 26 gennaio 2009 - ore 19:53
Renato Soru stamattina ha presentato stamattina una denuncia contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Così Renato Soru ha risposto ai giornalisti all’uscita dal Tribunale diCagliari: “Come sapete ho appena depositato la denuncia contro ilPresidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il suo comportamento inquesti ultimi giorni di campagna elettorale. È da tempo che dice dellecose perseguibili, ma ieri ha proprio oltrepassato ogni segno,accusandomi impunemente di aver intascato tangenti o cose del genere.Quindi lo dovevo a me stesso, lo dovevo ai miei figli e ai mieifamiliari, e ho depositato la denuncia. Purtroppo credo che in questomomento sia protetto dal Lodo Alfano, staremo a vedere”.

“Credo, che non di campagna elettorale si tratti, ma di normalicomportamenti degli esseri umani. E nel comportamento civile di unessere umano non è contemplato un comportamento come quello delPresidente del Consiglio”.

“È necessario mettere un muro, una linea di demarcazione tra quantoè ammissibile e quanto non è ammissibile ed è quello che ho fatto oggi.E io credo che a chiunque spetterebbe il dover chiedere scusa, ochiarire e magari specificare che forse non intendeva dire quello chepoi è stato detto”.

A proposito della querela annunciata dal segretario del Psd’AzEfisio Trincas nei suoi confronti, Renato Soru ha detto: “Hosemplicemente detto quello che è agli atti e che può essereriscontrato. Delle decine, se non centinaia di autorizzazioni che sonostate date dalla sua amministrazione, anche negli ultimi giorni primadelle clausole di salvaguardia. Autorizzazioni per finti edifici ruraliche sono trasformati in casette per vacanze. Quindi, basta andare averificare i numeri di protocollo del Comune di Cabras per vederequanto è successo”.



                               

 
 
 

musica, sentimento

Post n°87 pubblicato il 25 Gennaio 2009 da nichi14

"Aggrappati al mio cuore"

Aggrappati al mio cuore
Aggrappati a quel sentimento
Sappiamo tutti e due che siamo stati qua prima
Sappiamo tutti e due cosa può accadere

Aggrappati al mio cuore
Perchè sto guardando oltre la tua spalla
Oh per piacere non forzare questo momento

 
 
 

.................

Post n°86 pubblicato il 10 Gennaio 2009 da nichi14
 

Reagire, reagire, reagire



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Gli attacchi alla mia persona ed all’Italia dei Valori in questi
giorni sono diventati martellanti ed hanno dell’incredibile. Non si
tratta di una semplice campagna giornalistica ma di una ben orchestrata
azione criminale tesa a fermare in qualsiasi modo l’unico partito che
finora si è posto seriamente all’opposizione di questo Governo. Azione criminale portata avanti scientificamente da persone e mass media di proprietà del Presidente del Consiglio Berlusconi.



Azione criminale di cui ho già reso edotto la magistratura,
denunciando specifici episodi, ma che ora è necessario inquadrare
nell’ambito di un’associazione a delinquere vera e propria che opera
nell’ottica di un unico disegno criminoso portato avanti da più persone
a più livelli, ciascuna con specifiche mansioni e ruoli (mandanti,
esecutori, favoreggiatori), utilizzando soprattutto l’arma della denigrazione e della disinformazione.
Arma che il mio avversario politico Silvio Berlusconi può usare a iosa
giacchè è “proprietario diretto” di metà del sistema di informazione
italiana (TV private e stampa) e controlla politicamente l’altra metà
(TV di Stato e Organi di Vigilanza), essendo egli anche Capo del
Governo e della maggioranza parlamentare.



Si ripropone così l’anomalia di fondo che avvolge il personaggio Berlusconi: il conflitto di interessi in
cui si trova e di cui abusa per troneggiare sugli altri. Sì, lo so, ci
sono i soliti sapientoni che dicono la gente è stanca di sentir parlare
di conflitto di interessi e si aspetta che noi politici ci occupiamo
invece di come risolvere i problemi economici del paese.
Ma il problema sta proprio qui: fin quando continueremo a convivere con
l’anomalia del conflitto di interesse che avvolge Berlusconi, non
sapremo mai se le decisioni che egli prende sono a favore della
collettività o suoi personali o di alcuni amici suoi (come per esempio,
da ultimo è avvenuto per la vicenda Alitalia, ove il
Governo ha messo a carico dei contribuenti italiani i debiti della
Compagnia e nelle tasche dei “soliti noti” – anche sul piano
giudiziario – i beni ed i profitti).



Di fronte a questa montagna di illegalità, in
questi giorni l’attenzione dei mass media è stata invece tutta rivolta
a criticare l’eccessivo dirigismo dello Statuto dell’Italia dei Valori
ed a criminalizzare le mie proprietà immobiliari (come se li avessi rubati a qualcuno).

Ebbene, proprio perché non ho nulla da nascondere
né secondi fini da portare avanti, ho provveduto subito a prendere
provvedimenti che potessero eliminare qualsiasi dubbio sui miei
comportamenti. Ieri mi sono recato dal notaio ove ho radicalmente modificato lo Statuto
dell’Italia dei Valori, affidando non più alla mia persona le decisioni
sull’utilizzo delle risorse finanziarie del partito ma ad un organo
collegiale di 7 persone (l’Ufficio di Presidenza).



Giacchè c’ero ho fatto anche di piu’: ho azzerato
la partecipazione ed il ruolo degli originari soci fondatori (e quindi
anche di mia moglie, con cui mi devo davvero scusare per tutti i
grattacapi che le ho procurato) affidando i poteri a loro finora
spettanti solo ed esclusivamente agli organi del partito. Inoltre ho cancellato
di sana pianta il tanto contestato art. 16 del vecchio Statuto: quello
che affidava a me transitoriamente i poteri statutari: anche questi
sono stati rimessi totalmente agli organi del partito. Infine mi sono
anche spogliato della possibilità di cambiare Statuto
e quindi mi sono messo in condizione anche di non poter piu’ tornare
indietro. Chiunque voglia visionare il nuovo Statuto e confrontarlo con
quello precedente può cliccare sul sito www.italiadeivalori.it alla
voce “Statuti” (confronta i due statuti).



Ho fatto questo perché ora l’Italia dei Valori è diventato un partito vero
e quindi è giusto che cammini con i suoi piedi. Inizialmente invece non
potevo fare che come ho fatto: per avviare ogni attività – anche
politica – ci deve essere per forza un primo imput di un “socio
fondatore” che avvia la “macchina” e si assume la responsabilità di
guidarla.



Approfitto dell’occasione per segnalare anche che settimana prossima mi recherò personalmente a Napoli dai
Magistrati che indagano sugli scandali campani, per fornire loro la mia
testimonianza di cittadino, di parlamentare e di ex Ministro delle
Infrastrutture. Con l’occasione incontrerò anche le strutture
dell’Italia dei Valori in Campania per verificare lo stato del partito
in quella regione e prendere i conseguenti provvedimenti.



Insomma tocca passare dalla fase del “resistere” a quella del “reagire”. Io ci sto.



 


Postato da Antonio Di Pietro

 
 
 

i polli NASA

Post n°85 pubblicato il 10 Gennaio 2009 da nichi14


Gli scienziati della NASA

hanno costruito una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti

alla velocita' massima possibile contro i parabrezza degli aerei di

linea, degli aviogetti militari e della navetta Space Shuttle


Lo scopo e' simulare i frequenti scontri con i gallinacei vaganti nell'aria per verificare la resistenza dei parabrezza


Alcuni ingegneri britannici, avendo sentito parlare di questa "arma",

erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad

alta velocita'


Sono stati presi accordi con la NASA ed il cannone e' stato spedito

agli assistenti tecnici britannici. Quando l'arma e' stata attivata la

prima volta, gli ingegneri britannici sono rimasti impietriti mentre il

pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza

infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi,

spezzava in due lo schienale della poltroncina di un ingegnere e si

andava ad incastrare nella parete posteriore della baracca come se

fosse stato una freccia scoccata da un arco. Gli sconvolti tecnici

Britannici hanno trasmesso alla NASA i risultati disastrosi

dell'esperimento e i progetti del loro parabrezza supplicando gli

scienziati Americani perche' dessero loro dei suggerimenti. La NASA ha

risposto con un appunto della lunghezza di una riga:


"Scongelate i polli."

 
 
 
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