Creato da: NoirNapoletano il 28/01/2011
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Messaggi del 14/05/2017

 

TU

Post n°629 pubblicato il 14 Maggio 2017 da NoirNapoletano

Tu, più di qualsiasi altra cosa, più di tutto ed il tutto considerabile e confutabile, più del giusto, del gustoso, del vizio, del capriccio. Io ti scorro sotto pelle, io ti amo dall’interno ...


 
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L'ADDIO

Post n°628 pubblicato il 14 Maggio 2017 da NoirNapoletano

 

Ho provato a descrivere l’immagine dell’addio con questo mio scritto che ripropongo. Sono convinto che l’addio includa, nell’identico spazio del dolore, la densità massiccia di spettri ricomparsi dal folto fardello del passato e imprigionati nell’espressione di un discorso. Ripercorrere il rischioso percorso dell’evoluzione di amori interrotti e frantumati, perché ogni sagoma di commiato, inclusa la fine di un amore, evidenzia sempre una verifica globale della vera fine come la morte, ovvero la scomparsa, una dipartita, il senso della inesistenza. Ed ecco i ricordi. Vivere sulla propria pelle l’urto del distacco, nel vuoto indimenticabile di una assenza, è come un tormento che si insinua nelle ossa fino a eliminare tutte le tue energie pensanti. C’è sempre un modo per affrontare l’addio ed io ho provato ad accettarlo con occhi che incamerano decorosamente il dolore e lo riconsegnano al proprio sentire eliminando il senso della compassione e del discernimento.

 

 

In questi giorni ho poi navigato

tra un pensiero e un sordo respiro.

E nel mio navigare ho sognato un luogo d amore

il nostro viaggio, quel bacio

che nell’eclisse di un crepuscolo

diventava poi un dolce ricordo.

E’ la libertà del mio amore

che rimane solo

e non di noi due

in quel navigare di parole inespresse

e stozzate come luna

e sole nel platonico amore di ragione

Discutere è il nulla

per aver contezza del di poi

nel nessun dica quel che non si è detto

mi rimani così,

con quei tuoi magnifici occhi

nel fiato di un sospiro.

Noir

 

Ti lascio andare, amore mio. Avrei creduto alla tempesta, se tu, mio sole senza fine, avessi scaldato la parte gelata del mio cuore. Ti lascio andare perché di me solo tracce sulla sabbia ormai so lasciare, in balia di queste onde che di te cancellano il passaggio. Avrei voluto dirtelo allora, se, nel mio cuore al cadere di una certezza, un infinito senza ritorno avessi potuto restituire. Il cielo di una realtà obiettiva senza assurdi voli, ti avrei regalato, tu, che di me nulla sai ormai. Avrei creduto nella tempesta, in quell’oceano del sentire emotivo che sa bene raccontare di noi, in questo orbitare oltre il buio di un ti amo, oltre alla paura del distacco … e dell’abbandono. Trattenersi l’inadatto esistere come sognatore, è il sussistere  del mio tormento. Ti lascio andare ... amore mio

 

 
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IL CIMITERO DELLE FIGURINE

Post n°627 pubblicato il 14 Maggio 2017 da NoirNapoletano

... i miei veri amici

Descrivere un’emozione, non vuol dire certo confidare ad altri qualcosa di tuo. Come sono fatto io, in realtà, non avrei nemmeno osato a dirlo a mio fratello, figuriamoci qui. Vivere sulla propria pelle l’urto di un’emozione, è qualcosa di ben più grande e non si può confonderlo con il tentativo di avvicinarsi a tale incanto come se fosse per forza un’esperienza personale .. una storia ..un amore. Ed ecco che in questa realtà virtuale, chi racconta l’attimo, viene scambiato di rigore come un Don Giovanni una persona che fa del suo giorno l’arte di adulare. L’adulazione, e tengo a precisarlo, è uno degli elementi della sensibilità, che formano la gentilezza, la carineria dell’animo e lambiscono le parole protese all’amicizia velando quest’ultima come la cosa più essenziale del mondo come l’amore. Ora non voglio certo paragonare e discutere sulle differenze tra l’amicizia e l’amore…ma di certo il sentimento che proviamo nei confronti dell’amicizia di base, è amore. Qui, in questo mondo virtuale, amicizia e amore viene confuso in terminologie assurde, E allora si può essere “amico” senza mai aver conosciuto “l’alieno” raggruppandoli con le figurine nei propri profili come fosse un cimitero e evidenziarne il valore del proprio sentimento con il buongiorno e il buonasera e magari inviando fiori e oggetti virtuali con un click. Ma scherziamo?? Guai a scavalcare quel muro che ci divide perché l’anonimo è garanzia di sicurezza del mio status quasi una dovuta legittima difesa. Io non sono fatto così, Io voglio conoscere “l’amico”, ascoltarlo imparare assimilare e comprendere ciò che mi spinge ad avvicinarmi a lui. Ed allora, provo ad abbattere i muri a costruire ponti ..altrimenti cosa servirebbe tutta questa comunicazione se non quella di sentirci vicini con un semplice numero telefonico,.. con qualsiasi mezzo dell’avvenuta realtà di amore e solidarietà umana. Ecco perché è facile giudicare in questo mondo virtuale e additare qualsiasi tentativo di avvicinamento, con sirene assordanti e luci di protezione e spiegazioni intellettuali contro l’abominevole serial Killer. Smettiamola e qualifichiamoci voglio sentire la tua voce amico/a perché questa è la mia vita e allora sì, vieni a farne parte ma davvero e gettiamo queste maschere, L’amore è ben altro perché la vita è fuori e il virtuale è un mezzo per viverla meglio se l’affianchi al reale. Ed è così che davvero possiamo aiutarci e finalmente esclamare: “posso contare su di te”. Vado a cancellare le figurine.

 
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