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volo di farfalla

chi entra nel mio blog...non ascolta suoni...ma legge una parte di me e dei miei pensieri

 

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Citazioni nei Blog Amici: 4
 

 

...da un 'amico...

Post n°364 pubblicato il 24 Maggio 2012 da r.somaschi08
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...L’amicizia quella vera la senti quando inizi a preoccuparti dell’altro, quando riesci a percepire i battiti del suo cuore, a sentirne la stanchezza, la gioia. Per questa amicizia saresti pronto a stendere un tappeto rosso sul suo cammino per non farla inciampare nelle difficoltà della vita.(Gaetano Cioppa)

 
 
 

...notte...

Post n°363 pubblicato il 18 Maggio 2012 da r.somaschi08
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E' nel momento in cui si spengono le luci, che ritrovi te stesso...

il silenzio di fine giornata ti fa ripensare alle ore trascorse

e riesci ad ascoltare la voce segreta del tuo cuore...

la vita assorbe ogni sensazione...non hai tempo...corri...ma dove?

poi...quando il giorno finisce, ti ritrovi a ripensare ad un sorriso...

a una voce che ti ha sussurrato parole che non sentivi da anni...

a due occhi che per un attimo si sono riflessi nei tuoi...

puoi ripensare alle parole del tuo amante e macinarle

fino a consumarle per capire se ti ama ancora...

puoi sentire il respiro del tuo bambino...

dell'uomo che ti dorme accanto...

nel silenzio della notte, puoi rivivere tutte le emozioni

del giorno trascorso e abbracciata ai tuoi segreti...

aspettare che venga il domani.

 
 
 

...la danza...

Post n°362 pubblicato il 11 Maggio 2012 da r.somaschi08
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...nulla si ferma...ne il positivo...ne il negativo...

i pensieri...le nuvole...il polline poi non ne parliamo...

il battito del cuore...il battito delle ciglia...

la saliva, che lenta scivola nella nostra gola...

le nostre dita sulla tastiera...

le immagini che non riusciamo a fermare anche se lo vorremmo...

...e quando la giornata è finita spesso ci chiediamo...

perchè abbiamo vissuto?

solo e semplicemente per quello che è scorso

dentro e fuori di noi...lasciando tracce indelebili che al momento

sembrano solo leggere sfumature..............................

 
 
 

...mi piace...

Post n°361 pubblicato il 10 Maggio 2012 da r.somaschi08
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...Abbi una felicità delirante
o almeno non respingerla....
Lo so che ti suona smielato,
ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi,
io ti dico: buttati a capofitto,
trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera.
Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore.
Io non sento il tuo cuore.
Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare,
perché se non hai tentato, non hai mai vissuto....

(tratto dal film... " vi presento Joe Black ")

 

 
 
 

...l'attimo...

Post n°360 pubblicato il 10 Maggio 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

 

Non è facile da spiegare...

sembra che tutto funzioni...sei felice...

poi...TAC..è come se qualche cosa si inceppa...

è come se un ramo si spezza...e...senza motivo...

di colpo diventi triste...senza neppure sapere perchè.

 
 
 

...tortuosi pensieri...

Post n°359 pubblicato il 07 Maggio 2012 da r.somaschi08
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Cosa spinge le persone ad esternare i propri pensieri in un blog?

desiderio di comunicare...

desiderio di dire quello che non avrebbero mai il coraggio di dire apertamente...

voglia di avvolgere con sensualità chi passa...

comunicazione di contestazione di massa...

semplicemente quello che le passa per la testa in quel momento...

o cosa altro ancora?...

poi a un certo punto il meccanismo si inceppa...

il cuore si ferma perchè è intento a battere per un amore...

la sensualità viene vissuta nei lunghi silenzi...

la contestazione si realizza che spesso è inutile...

perchè le cose non cambiano.

e i pensieri a volte sono così pesanti che è meglio tacerli...

oppure sei felice...semplicemente felice...

e non ti serve altro.

 

 
 
 

...1 MAGGIO...

Post n°358 pubblicato il 30 Aprile 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

1 maggio 2012: il significato di una festa tra passato e presente 

L'intervento di Luca Baldissara, docente di Storia contemporanea del nostro ateneo: "Il significato profondo della festa del 1° maggio è quello di combattere l'immagine e l'idea che lo stato di cose attuale sia ‘naturale', affermare che viceversa è storicamente determinato, quindi mutabile con una consapevole azione collettiva criticamente orientata"
 Riesce difficile immaginare una situazione in cui la ricorrenza della Festa del Lavoro rivesta pregnanza e centralità maggiori di quest'anno. In primo luogo, perché la crisi sociale in corso ha tra i suoi effetti una drastica riduzione dell'offerta di lavoro, che in talune aree va assumendo contorni talora drammatici. Ma anche perché la discussione politica e parlamentare intorno al cosiddetto "decreto Salva Italia" ha finito con il polarizzarsi intorno alla questione dell'articolo 18 negli sconcertanti termini di un baratto tra diritti e lavoro, quasi che tra i due termini dovesse fluire una corrente di incompatibilità.Ci avviamo quindi a festeggiare il 1° maggio 2012, da una parte, con l'angoscia generata dalla mancanza di lavoro e dalla difficoltà di difendere e tutelare quello che c'è; dall'altra, con la consapevolezza che essere alla ricerca di lavoro significa sempre più spesso disporsi ad accettare di lavorare in condizioni di precarietà e ricattabilità, di disagio ed inadeguata retribuzione, di concorrenzialità e potenziale antagonismo tra lavoratori.In questo quadro, il lavoro da valore in sé è ridotto ad essere una - ed una tra le tante - delle variabili del processo economico. Viene sostanzialmente rappresentato nei termini di un problema di costi e forme della produzione: più si contengono salari e stipendi, e tanto maggiore è la flessibilità, quanto maggiore sarà la competitività dell'azienda, quindi la sua tenuta sul mercato e la disponibilità di lavoro. Tale ritornello risuona da trent'anni: ad oggi il risultato è che l'apparato produttivo del paese è stato in gran parte smantellato e frammentato, che quello che resiste è in forte crisi e contrazione, che i salari e stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa, che la forbice sociale e dei redditi si è notevolmente ampliata, che i diritti sociali e dei lavoratori sono rappresentati alla stregua di un freno dell'economia, e dunque che chi si attarda a difendere i primi al più è ritenuto un conservatore illuso, quando non un difensore di privilegi, mentre chi sorregge la necessità di lavorare comunque e a qualunque condizione è un realistico interprete del presente. Con il risultato che il lavoratore viene espunto nella sua soggettività e nella sua dignità, dunque ricompreso nella dinamica produttiva come uno dei fattori della produzione, totalmente sottoposto alla direzione d'azienda e privo di diritti in quanto lavoratore, al più titolare di diritti civili che lo accompagnano sul luogo di lavoro e lo attendono fuori.Trent'anni di neoliberismo - con il conseguente smantellamento dei progetti politici solidaristici, quelli che rivendicavano di governare il mutamento sociale e di indirizzarlo a fini di giustizia sociale - e l'accentuarsi della crisi di sistema in corso hanno insomma consolidato una visione falsamente realistica della realtà economica e sociale.Il mutare delle forme e delle condizioni di lavoro diviene la manifestazione di uno sviluppo naturale dell'organismo sociale, di fronte al quale non resta che adeguarsi. Si tratta di una concezione "naturalistica" del mutamento, che giudica della modernità e della adeguatezza tanto dei comportamenti individuali quanto di quelli collettivi e politici sulla base della capacità di adattarsi e di assecondare i processi di trasformazione in atto. Rinunciando dunque a mutarne il corso, a indirizzarne le traiettorie sociali, a governarne l'evoluzione, a riequilibrarne gli assetti. Ma sotto le spoglie del presunto realismo di questo modo di procedere si cela una vera e propria ideologia sociale, che, nell'accettazione dell'esistente e nella celebrazione dei rapporti di forza come di qualcosa di immutabile, di "naturale" appunto, svela il proprio obiettivo politico di conservazione degli equilibri sociali esistenti, e quindi anche delle diseguaglianze sempre più pronunciate che li caratterizzano.Questo naturalismo - che registra l'esaurirsi di possibili alternative discettando di fine della storia, fine del lavoro, fine della politica, fine del conflitto - funge così da giustificazione dei tentativi e dei provvedimenti di disarticolazione delle acquisizioni faticosamente conseguite dal movimento operaio tra Ottocento e Novecento.Il significato profondo della festa del 1° maggio, viceversa, consiste nel ricondurre alla storia i processi di trasformazione del lavoro e dei modi di produzione e accumulazione. Ricostruire le fasi e le forme di quei conflitti di lavoro che hanno legittimato il movimento operaio come soggetto politico e sociale, ripercorrere le tappe che hanno condotto ad una cultura giuridica e costituzionale in grado di ratificare e definire il ruolo del lavoro nella società e del lavoratore nella costruzione della democrazia, significa contrastare la rappresentazione ideologicamente connotata dei fenomeni storici come fenomeni naturali, quindi ineluttabili. Significa combattere l'immagine e l'idea che lo stato di cose attuale sia ‘naturale', affermare che viceversa è storicamente determinato, quindi mutabile con una consapevole azione collettiva criticamente orientata.

Luca Baldissara, docente di Storia contemporanea dell'Università di Pisa

 

 
 
 

...idee di democrazia...utopia...

Post n°357 pubblicato il 24 Aprile 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

 

Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo.

Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata la Costituzione Italiana.

                                         

 

 
 
 

...unica nutrice...

Post n°356 pubblicato il 24 Aprile 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

 

Società di massa e massificazione della società...

Uno dei fenomeni sociali più rilevanti che prende l'avvio con i primi del '900, e che caratterizza tutta la storia del nostro secolo, è l'avvento della società di massa cioè della nostra società attuale
Mentre fino all’inizio del ‘900 i fenomeni, i problemi, gli avvenimenti interessano, in genere, prevalentemente alcune classi della società, oppure alcuni paesi, nel XX secolo avremo invece il verificarsi di fenomeni, politici, culturali, economici, sociali, che investono tutta la società, cioè di fenomeni di massa.
Questa evoluzione è progressiva , comprende tutto il XX secolo e riguarda prima l'Europa e il Nord America e solo in un secondo tempo il resto del mondo.
Dall'inizio del '900 si possono però vedere i presupposti di questa evoluzione.

Nella Politica
In campo politico nascono i grandi partiti politici di massa e avviene lo sviluppo del movimento sindacale. I partiti, che saranno i soggetti politici principali nella vita politica del '900, assumeranno, indipendentemente dalla loro caratterizzazione ideologica, l'aspetto di organizzazioni costituite da milioni di individui: partito socialista, partito comunista, partito fascista, partito nazista, partito popolare ecc. saranno tutte organizzazioni che si avvarranno del sostegno di milioni di uomini appartenenti a tutte le classi sociali riuniti dall'adesione ad una ideologia e ad un programma politico.
Un elemento centrale della vita politica diventerà quindi il consenso: nessun movimento politico del '900 potrà conquistare il potere se non saprà conquistare il consenso di larghe masse.
Analogamente i sindacati si struttureranno progressivamente come organizzazioni composte di milioni di aderenti: organizzazioni capaci, con la loro azione, di condizionare la vita economica delle nazioni e l'operato dei governi.

Nell’Economia
Lo sviluppo industriale con la produzione in serie determina la nascita dei consumi di massa. Tutti gli abitanti dei paesi industriali vengono considerati potenziali consumatori dei prodotti industriali che vengono realizzati in quantità sempre maggiore e a costi sempre più bassi. I beni di consumo tendono ad essere sempre più standardizzati, cioè sempre più simili gli uni agli altri e aumenta l'importanza degli individui come consumatori. Il processo toccherà il suo apice nella seconda metà del '900 col fenomeno del consumismo di massa. Nasce ai primi del novecento la pubblicità che ha il compito di informare i potenziali acquirenti dei nuovi prodotti che vengono immessi sul mercato per soddisfare i bisogni dei consumatori, ma anche di creare artificialmente nuovi bisogni (bisogni indotti) per smerciare i beni che vengono prodotti.
Anche questo fenomeno si accentua progressivamente raggiungendo il suo culmine nella seconda metà del secolo.

Nella Cultura
L'alfabetizzazione di massa, la diffusione della stampa e la sua trasformazione in industria, la diffusione di riviste e di giornali illustrati, l'affermazione del romanzo d'appendice e del romanzo popolare, la nascita del cinema (1895), l'uso del mezzo radiofonico (dopo il 1919) sono gli elementi che segnano la nascita di una cultura di massa. Si creano i presupposti per la diffusione di informazioni e di cultura in una misura sconosciuta in tutte le epoche precedenti della storia ma questi stessi strumenti costituiscono il presupposto per una manipolazione delle idee in una misura mai vista in precedenza. I movimenti politici totalitari della prima metà del secolo (fascismo, nazismo, comunismo) non sono immaginabili al di fuori del contesto della cultura di massa. Un altro elemento importante è la nascita dello sport che darà origine, oltre che ad una pratica di massa, a fenomeni di sfruttamento economico e politico di questa attività.

Massificazione
Con questo termine si intendono soprattutto sottolineare gli aspetti negativi della società di massa cioè la tendenza all'omologazione dei gusti e delle idee: cioè la tendenza all'eliminazione delle differenze, all'appiattimento culturale, alla spersonalizzazione, tutti fenomeni che andranno pericolosamente accentuandosi con l'avvento di mezzi di comunicazione più potenti e diffusi, quali la televisione, nella seconda metà del '900.
 

 
 
 

...silenzio...

Post n°355 pubblicato il 14 Aprile 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

 

 

I Blog, sono come le persone...a volte hanno bisogno di silenzio...

un segnale che da la mente, perchè è occupata a elaborare pensieri...

pensieri che non possono essere scritti...

 
 
 

...la mia ultima ruga...

Post n°354 pubblicato il 29 Marzo 2012 da r.somaschi08
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LE DONNE NORMALI   
 
Le donne più belle attendono l’autobus nel mio quartiere, o acquistano le borse nei negozi di saldi. Si truccano gli occhi come a loro piace e le labbra col rossetto comprato dal cinese.

Le bellezze vere sono quelle che bevono birra e non si preoccupano di quante patate hanno mangiato, quelle che si siedono nelle panchine del parco con delle buste, quelle che accarezzano con tenerezza i cani che gli si avvicinano ad odorarle. Le bellissime dame che mettono la tuta di domenica. Quelle che odorano di lampone e caramelle di liquirizia.

Le donne normali sono le bellezze autentiche, senza matite ne gomme. I fiori del deserto sono quelle donne che ti stanno accanto. Quelle che ti amano e che amiamo. C’è solo bisogno di guardare oltre l’apparenza, oltre gli occhioni, oltre le gambe scolpite, oltre il seno da vertigine. Effimeri adorni, vestigia del tempo, nemico della forma e nemico dell’anima. Vertigine da dive e pianto da principesse.

La vera bellezza è nelle rughe della felicità...

Mario Vargas Llosa
Premio Nobel Letteratura  2010

                                                                                            (condiviso)

 
 
 

...Dostoevskij...

Post n°353 pubblicato il 25 Marzo 2012 da r.somaschi08
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MEMORIE DALLA CASA DEI MORTI

L'opera ha la forma di un diario, di cui l'autore, nella prefazione, attribuisce la paternità a un recluso immaginario che avrebbe ucciso la moglie in un impeto d'odio (Dostoevskij, invece, era stato arrestato per motivi politici).

I personaggi dell'opera (cioè i reclusi condannati ai lavori forzati, ma anche i loro carcerieri e le figure del popolo russo sullo sfondo) sono descritti facendo emergere la loro nascosta umanità e i loro sentimenti più profondi. L'autore ha così modo di inserire nel romanzo delle riflessioni di ampio respiro sulla condizione umana, specialmente riguardo alle speranze che si provano nei momenti di sofferenza. Il condannato, osserva Dostoevskij, vive attendendo la propria liberazione, e tale attesa è tanto più insostenibile quanto più il momento agognato si avvicina, ma poi, giunta la liberazione, ecco che a una sofferenza se ne sostituisce un'altra non prevista. E pare infine essere questo il destino dell'essere umano, qualunque sia la sua condizione sociale.

 
 
 

...battito d'ali...

Post n°352 pubblicato il 23 Marzo 2012 da r.somaschi08
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Le tue lunghe,

morbide ciglia mi sfiorano,

come battito d'ali d'argento.

 Le tue labbra intriganti,

mi cercano e i tuoi

occhi non visti,

mi guardano.

I tuoi fianchi

accarezzano i miei.

Il tuo profumo,

che solo io sento,

mi avvolge.

E mentre le mie dita,

esplorano il tuo viso,

ringrazio Dio per

non vedere.

Perché il sublime che

appartiene all'amore,

non ha colore.                                    

                                                          R. 

                                                                         

 
 
 

...R.

Post n°350 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da r.somaschi08
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....io....R. C'è sempre un grano di pazzia nell'amore, così come c'è sempre un grano di logica nella follia.

 
 
 

...l'amore di Neruda...

Post n°348 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da r.somaschi08
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Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso, non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge, cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno. Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio, ho fame della pallida pietra delle tue unghie, voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza, il naso sovrano dell'aitante volto, voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo, cercandoti, cercando il tuo cuore caldo come un puma nella solitudine di Quitratúe. "Pablo Neruda"

 
 
 

...vi presento Joe Black...

Post n°347 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da r.somaschi08
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"Lo so che ti suona smielato ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: buttati a capofitto, trova qualcuno da amare e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo? Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore. Io non sento il tuo cuore perchè la verità è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi, equivale a non vivere. Ma devi tentare, perchè se non hai mai tentato, non hai mai vissuto".

 

 
 
 

...attrazione...

Post n°345 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da r.somaschi08
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L’attrazione mentale è quando ti senti attratto da una persona simile a te o più precisamente simile al tuo pensiero,al tuo spirito,è quella affinità che scatta parlando con una persona e ti senti capito,al di là della razionalità…..quando bastano poche parole e l’altro ha perfettamente compreso,quando non hai ancora finito di parlare e l’altro sa cosa dirai e viceversa,ma l’attrazione mentale è anche quando l’altro ti stimola alla riflessione,al confronto,al dialogo:Quando ci si trova di fronte una persona dell’altro sesso,si valuta la sua bellezza in base,prima di tutto,a fattori legati alla cultura e alla psiche piuttosto che alla biologia.Ad ogni modo,l’attrazione fisica tra due persone si manifesta soprattutto attraverso un linguaggio non verbale:quello del corpo.Quando siamo attratti e cerchiamo di conquistare una persona,si parla prima di tutto con il corpo e non con le parole.Il linguaggio del corpo comunica,infatti,molto più di quanto si è soliti credere.Senza che noi ce ne accorgiamo dal modo in cui si gesticola,si guarda l’altro,si cammina,si sta seduti,ci si muove,chi ci sta di fronte riesce a capire molto di noi.L’attrazione mentale può essere alla base di un amicizia disinteressata ma se conbinata con l’ attrazione fisica può dar vita ad un rapporto d’amore. Nel rapporto d’amore credo si verifichi sempre contemporaneamente all’attrazione fisica…creando una complicità indispensabile affinché l’amore possa durare nel tempo.Un connubio tanto perfetto… quanto raro

 
 
 

...il coraggio di essere diversi...

Post n°344 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da r.somaschi08
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Come può dirvi chiunque, non sono un tipo gradevole: non so nemmeno cosa vuol dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i fuorilegge, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita che fa schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un de...bole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti che i santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anche io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, le religioni, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società.
-- Charles Bukowski
 
 
 

...affinità...

Post n°343 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

ma non lo danno a chiunque.
Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.
...Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere.
Quelle che non si accontentano più.
Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni da quelli no.
Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il... cuore.
Quelle che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Quelle che vale la pena.
Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.
Quelle con l'anima vicina alla pelle.
Quelle che vedono con mille occhi nascosti.
Quelle che sognano a colori.
Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.
Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore,
danno sapore alla vita.
Alma Gjini

 
 
 

...una goccia di saggezza...

Post n°342 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da r.somaschi08
Foto di r.somaschi08

 

 

Quattro cose non tornano mai indietro:

una pietra dopo che l'hai lanciata...

una parola dopo che l'hai detta...

un'occasione dopo che l'hai persa...

e il tempo...dopo che l'hai sprecato.

 
 
 
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Un blog di: r.somaschi08
Data di creazione: 12/12/2010
 

...CORIANDOLI DI VITA...

...domani è un altro giorno...se tutto cambia...se tutto si modifica...o tutto resta uguale...non ha importanza... importante è aver colto un attimo...uno solo...e con ogni attimo rubato formare un mosaico di emozioni...di pensieri...di ricordi ...che ti accompagnano nel tempo...diversamente la vita è una nebbiosa e fredda serata di novembre...R.
 

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