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Creato da: kapdagde il 19/01/2007
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KOKTEBEL - CRIMEA (UCRAINA)

Post n°64 pubblicato il 28 Settembre 2010 da kapdagde
 

Parlare di Koktebel ora che il viaggio è finito mi provoca una certa tristezza; soprattutto perchè sono consapevole che non potrò tornare prima di 8/9 mesi.

La penisola di Crimea, regione autonoma dell’Ucraina, nasconde siti di grande interesse per chi ama il nudismo, purtroppo, atteso lo scarso sviluppo turistico richiede una guida locale per potersi addentrare in essi; si pensi che tutte le indicazioni (comprese quelle stradali ed aeroportuali) sono in cirillico e che nessuno (alberghi , ristoranti, guide turistiche ed aeroporti compresi) parla altra lingua dal russo.

Per fortuna la mia compagna pro tempore è ucraina ed è stata lei a farmi scoprire le meraviglie di Koktebel, località pressoché sconosciuta al turismo europeo e di massimo interesse per un moderno naturista.

Le sorprese cominciano dall’aeroporto, il volo Kiev – Simferopel porta in un piazzale aperto dove ti vengono consegnati i bagagli direttamente sotto l’aereo, un cancello metallico delle dimensioni di una normale porta – presidiato da una guardia – separa la zona d’atterraggio dal parcheggio dell’aeroporto “internazionale” in quanto meta di ricco turismo russo. Una rapida contrattazione con il locali tassisti, che ti assaltano letteralmente all’uscita dal cancello, ti consente in circa 2 ore di strada più o meno carrabile di coprire i 120 chilometri che separano la capitale da  Koktebel con una spesa attorno ai 30 euro.

Gli alberghi sono moderni e praticamente costruiti a ridosso del mare, lo standard è comunque molto al di sotto di quello europeo ma – in compenso – anche i prezzi (te la cavi con circa 80 euro al giorno, colazione inclusa,  per una doppia nei migliori alberghi con vista mozzafiato a 360° sul mare).

Il contesto è paragonabile all’Italia di 30 anni fa (vetture in primo luogo, si possono osservare splendidi esemplari di fiat 124 e 125 perfettamente operativi), ci sono ampi spazi di sviluppo ma per l’Ucraina si tratta di una rinomata capitale di vacanze e viene considerata come di grande prestigio; non mancano ristoranti molti pure  sul tono arabeggiante e ben integrati nel contesto altri che paiono bicocche d’altri tempi. Non avendo eccessive pretese si può avere tutto quello che serve per una vacanza adeguata anche se non di lusso (il posto è sportivo e giovanile). Ottima la night life, grazie ai numerosi spazi danzanti, pub e night.

La musica dal vivo in genere la fa da padrone ( a settembre il jazz festival accoglie migliaia di persone).

La spiaggia nudista che risale a Maximilian Voloshin mitico scopritore della città, attorno alla cui dimora ruota tutto il centro e a cui è dovuta la notorietà del posto, si trova sulla punta estrema all’opposto del Karadag (la locale montagna) ed è in tutto simile alle altre: un ampio ciottolato a ridosso del lungomare, costituito quest’ultimo da una strada pedonale che passa in mezzo a gruppi  di chioschi che vendono di tutto, dalle torte e vino fatti in casa, alle foto con animali, alle rosticcerie improvvisate ai souvenir e quant’altro si possa immaginare. Questo già da se fa capire che la privacy sia un elemento del tutto estraneo alla cultura nudista locale; chiunque passeggiando sul “lungomare” può godersi la scena di russe mozzafiato che prendono il sole nel loro più intimo o di maschioni stile “bear” - ma con attributi very normal - che sembrano tutti  guardie del corpo mentre sono di carattere affabile e giocoso nella loro simpatica nudità.

La spiaggia è molto libera nei costumi, anche se non c’è ostentazione come a Cap d’ Agde o Punta Krizi; la tolleranza è totale e ciò rende del tutto vivibile l’ambiente anche alle numerose e interessantissime singole o gruppi di donne sole, che la  popolano  diffusamente. Nessun naturista talebano che rompa i coglioni ma neanche orde di segaioli; i maschi soli hanno un atteggiamento molto corretto pur non dissimulando il loro interesse. Arrivano famiglie con bambini che non si nascondono nella loro estrosità e interesse verso le altre coppie, spesso anche la pratiche sessuali (peraltro molto soft) avvengono nonostante la presenza dei bimbi che le ignorano del tutto.

Non c’è coda di paglia e nessun problema quindi a scattare fotografie, ovviamente che si giustifichino come qualcosa di interesse proprio e non morboso.

L’assenza di controlli di polizia in tutto il paese (la caserma più vicina è a Simferopel) rende il posto del tutto libero, i controlli sono appaltati dai singoli esercenti del le attività commerciali a guardie private che si occupano solo del loro mandato. L’assenza assoluta di immigrazione lo rende del tutto esente da rischio criminalità; in ogni caso – come in tutta l’Ucraina – pagando si ottiene tutto, salvacondotti compresi per ogni illegalità ma la popolazione locale non si può permettere di pagare ed  ha un fortissimo senso di rispetto per l’ordine costituito, frutto probabilmente del retaggio ex URSS.

Inutile mi soffermi sulla qualità delle donne, tutti sapete che loro hanno una marcia in più e che noi europei un minimo benestanti viaggiamo in settima in termini di attrattiva, almeno per le locali, in quanto le russe stanno con uomini ricchi e quindi a loro riferiscono; ma quei pochi uomini russi che decidono per la spiaggia di Koktebel sono quasi sicuramente di mentalità moderna in quanto il nudismo non è diffuso in Russia (nemmeno i topless).

Se qualche gruppo di singoli italiani leggendo questo crede di poter andare anche in Crimea ad esportare il solito turismo di infima qualità che ci rende famosi nel mondo e abbiamo avuto il privilegio di portare in tutte le spiagge trasgressive d’Europa se lo dimentichi…..senza parlare il russo è letteralmente impossibile organizzare questo viaggio e divertirsi; quindi prima trovatevi  una donna russofona e poi si può intraprendere la scoperta del nudismo in Crimea.

Prima di tornare(cosa che farò quanto prima) devo ancora verificare con la mia compagna un altro posto, sempre sul mar nero, ma Koktebel merita davvero per un nudista vintage come il sottoscritto!

 
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Premessa e avvisi

Le definizioni di nudismo e naturismo che uso sono tratte da alcuni siti che si occupano della materia. Infatti non esistono definizioni ufficiali in quanto anche quella cui normalmente fanno riferimento le associazioni naturiste, derivata dalla Federazione Internazionale, è comunque applicabile solo per gli associati di detta istituzione, non ha nessuna priorità gerarchica.

Tutto quanto espresso dal sottoscritto in tema d’analisi – anche critica – dei fenomeni in oggetto, resta frutto della propria elaborazione intellettuale e quindi nell’alveo delle opinioni.

La conclusione cui vorrei arrivare è che le attuali impostazioni teoriche sulla pratica naturista discendono da pregiudizi e da una visione anacronistica dell’evoluzione dei costumi e delle abitudini; che sono spesso strumentali al mantenimento di equilibri di potere. Ne discende che l’eventuale affidamento del nascente business turistico legato all’apertura prossima delle aree nudiste italiane a soggetti con dette caratteristiche è negativo per lo sviluppo e in controtendenza rispetto a quanto già da anni avviene in Europa, dove gli operatori si sono – nella maggior parte dei casi – slegati dal substrato ideologico portato dalle associazioni.

I problemi aperti sono tanti, particolarmente sentito in Italia è quello dell’ordine pubblico che – in un paese di furbi e repressi come il nostro – assume connotazioni di estrema importanza e riguarda le aree stesse, quelle circostanti, l’indotto, le gestioni.

 

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