QUELLO CHE GLI OCCHINON VOGLIONO VEDERE... |
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Post n°53 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da occhidigatto_71
IL GATTO ROBERT RILASCIATO DAL LABORATORIO DI VIVISEZIONE DELL’UNIVERSITÀ DELLO UTAH La foto e la storia del gatto Robert hanno commosso il mondo intero ed hanno aperto gli occhi su una realtà a molti sconosciuta. L’OIPA si era fatta voce di Robert e di tutti gli animali che stanno soffrendo nello Utah ed aveva predisposto un Appello per gli Animali in cui chiedeva all’Università di porre fine agli esperimenti su cani e gatti randagi. Pochi giorni dopo avere lanciato l’Appello, abbiamo ricevuto conferma che l’Università dello Utah (USA) ha disposto il rilascio di Robert, il quale verrà dato in adozione ad una famiglia che si prenderà cura di lui. La liberazione di Robert è il più bel regalo che si possa ricevere: dopo tanto dolore ora potrà avere cure, amore e dire addio alla gabbia del laboratorio. Questa bellissima prima vittoria è stata resa possibile grazie a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro Appello per gli Animali: pochi istanti del vostro tempo possono cambiare realmente la vita degli animali. Robert ne è l’ennesima prova! Il nostro cuore è colmo di gioia per Robert ed il nostro lavoro continua per tutti gli altri animali che stanno soffrendo nello Utah. Scienza, ricerca, sperimentazione non giustificano mai tali sacrifici. |
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Post n°52 pubblicato il 17 Agosto 2009 da occhidigatto_71
Da ormai troppo tempo all'interno di quei canili, i poveri animali continuano a morire di stenti, di malattie, senza acqua, senza cibo, senza le attenzioni che meritano, abbiamo assistito ad episodi di cannibalismo, di cani ridotti pelle ossa !!! Il Sindaco, quale primo cittadino è tenuto, ai sensi dell'art. 1 alla tutela, alla cura e al benessere degli animali. http://www.firmiamo.it/fuoriilsindaco |
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Post n°51 pubblicato il 24 Giugno 2009 da occhidigatto_71
CONTRO L’ORDINANZA AFFAMA CANI DEL COMUNE DI SILIQUA (CA) Se un cane si perde a Siliqua (un paese a 35 chilometri da Cagliari) potrebbe morire di fame e sete. Una ordinanza del Sindaco del primo aprile scorso (ma non è uno scherzo) vieta, infatti, i cittadini di nutrire un randagio. A farne le spese una pensionata di 62 anni, Natalina Todde, che vedendo un setter malato e stremato (la Sardegna è fra le regioni più calde d'Italia) ad un angolo della strada poco distante dalla propria abitazione gli ha dato un po' d'acqua ed una manciata di crocchette per cani. Ma è stata multata dai vigili comunali (105 euro). [ANSA] Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/siliqua.html
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Post n°50 pubblicato il 21 Giugno 2009 da occhidigatto_71
SARDEGNA... UN ALTRO SINDACO AFFAMARANDAGI, MULTATA PER AVER NUTRITO UN RANDAGIO!!
Sfama cane randagio, multata!!!! CAGLIARI, 105 EURO A PENSIONATA... Una pensionata di 62 anni, è stata multata per avere dato da mangiare ad un cane randagio. E' accaduto a Siliqua, a 35 chilometri da Cagliari, dove un'ordinanza del sindaco vieta ai cittadini di cibare i tanti cani randagi della zona. La donna però, quando si è trovata di fronte ad un setter malato e stremato, vicino a casa, gli ha dato un po' d'acqua ed una manciata di crocchette per cani. Subito è scattata la multa dei vigili: 105 euro. A fare le spese dell'ordinanza del sindaco una pensionata di 62 anni, Natalina Todde, che vedendo un setter malato e stremato (la Sardegna e' fra le regioni piu' calde d'Italia) ad un angolo della strada poco distante dalla propria abitazione gli ha dato un po' d'acqua ed una manciata di crocchette per cani. Ma e' stata multata dai vigili comunali (105 euro). La donna - come ha raccontato al quotidiano La Nuova Sardegna che ha riportato la notizia - paghera' la multa ("ho cercato di alleviare le sofferenze di quel cane mossa da compassione") ma ha ricordato che ''i vigili urbani sono stati solerti nel sanzionarmi ma non sono stati puntuali quando li ho invitati più volte a far ospitare il setter in un centro in grado di curarlo". Secondo i vigili vi è una ordinanza che deve esser rispettata e "se la signora Todde voleva dare conforto al setter poteva portarselo nel suo cortile", avrebbero detto. tratto da: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo453020.shtml ANDATE A VEDERE I COMMENTI... IHIHIHIH....!
VERGOGNA... VERGOGNA E POI ANCORA VERGOGNA!!! SINDACO, TI CONVIENE SPARIRE COME GLI ALTRI SINDACHETTI AFFAMARANDAGI... LA POLTRONA NON TI RENDEVA ABBASTANZA??? VERGOGNA! CHE DITE AMICI...? NOI CI DANNIAMO ED I SINDACHETTI CI SGUAZZANO... MEDITO CHE PRESTO VI CHIEDERO' DI CONTRIBUIRE A FAVORE DEL RANDAGINO MALCAPITATO E DELLA SIGNORA PENSIONATA CON QUALCHE EMAIL... CI SARETE??? QUI TROVATE I COMMENTI DEI VARI QUOTIDIANI E MEDIA SARDI... ED A CHI DI BUONA VOLONTA' ANCHE IL TESTO CON GLI INDIRIZZI DELLA EMAIL DA INVIARE AL SINDACO ED AGLI ORGANI DI STAMPA... ED ALTRO, ALTRO, ANCORA...!!! |
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Post n°49 pubblicato il 21 Maggio 2009 da occhidigatto_71
DA LONTANO i cani non si vedono ma si sentono abbaiare forte e quando si è vicini il rumore è insopportabile. Gli ululati si alzano come a chiedere aiuto. Ci sono lager chiamati rifugi dove gli animali sopravvivono a stento, perdono il contatto totale con l' uomo e restano impantanati in recinti di fango ed escrementi per la vita. Dopo qualche viaggio in queste prigioni, si ha davvero chiaro che i canili, quelli propriamente chiamati lager, sono strutture fatiscenti, distanti da tutto, che i loro proprietari hanno creato per puro business. Nella periferia di Roma ci sono un paio di rifugi/lager dove è difficile anche solo riuscire ad entrare. Gli orari di apertura al pubblico sono praticamente inesistenti. Neanche ai volontari è dato più il permesso di accesso. Il canile di Via Prenestinaè gestito da una vecchia proprietaria che non lascia più che nessuno si avvicini. Gli animalisti raccontano che sono state depositate negli anni centinaia di denunce a suo carico per le irregolarità e i maltrattamenti nei confronti degli animali. Spesso, fuori di lì, si vedono manifestanti e volontari reclamare l' accesso e protestare contro le anomalie che avevano visto accadere fino a qualche tempo prima. A via Ostiense, invece, centinaia di cani fantasma sono ancora rinchiusi in gabbie, decine in un solo box, ammucchiati uno sull' altro. Questo lager era stato posto sotto sequestro, ma poi rimesso in mano agli stessi proprietari per mancata applicazione dei decreti. Più di mille cani erano stati affidati al Comune che li aveva suddivisi in canili sanitari eppure oggi, dopo un patteggiamento, la situazione è la stessa. Centinaia di cani appartenenti a comuni del Lazio sono stati di nuovo rinchiusi in quel lager. Rifiutati da randagi prima, dimenticati per sempre, poi. Senza pelo, tremanti, magrissimi, offrono i loro occhi per chiedere aiuto. C' è chi si nasconde dove può perché è terrorizzato dall' uomo, altri fanno a gara per ricavare spazi tra le fessure delle celle/box e supplichevoli chiedono solo di essere portarti via. Anche nella provincia di Frosinone, la tragedia che si consuma è la stessa. 1200 animali sono distribuiti in cinque canili - due dei quali sono stati posti sotto sequestro giudiziario. Per non parlare di Latina che batte ogni record negativo. Sulla strada provinciale S. Amagno sono rinchiusi 750 cani in appena 13 recinti- secondo i dati dello scorso giugno- non sterilizzati: e la struttura è convenzionata con vari comuni. A Rieti, dopo il rinvio a giudizio del gestore del canile Colle Aprea e del direttore sanitario della struttura per maltrattamento ed uccisione di animali, ancora oggi la Asl rifiuta di rilasciare qualunque documento ufficiale sui cani rinchiusi nel canile, i quali non sono dotati di libretto sanitario regionale né presso gli uffici della Asl né presso il canile. In questi lager l' unica presenza umana è quella di un dipendente straniero, responsabile del poco cibo che una volta al giorno viene lanciato senza alcun accorgimento nelle gabbie, dove sono presenti anche 50 cani per box. Secondo le stime diffuse dal Ministero della Salute, relative allo scorso gennaio, solo nel Lazio esistono 13.628 cani ospitati nei canili, suddivisi tra 40 canili rifugio (che presentano le caratteristiche malsane dei lager), e 20 canili sanitari e con un numero presunto di randagi pari a 60.000. Il Consigliere Monica Cirinnà spiega che le connivenze avvengono tra Sindaci, proprietario dei canili ed i veterinari della Asl. Questi ultimi sono obbligati, secondo la legge, a tenere la struttura sotto controllo per evitare inadempienze. "Ma questo business -continua la Cirinnà- fa parte delle ecomafie, con uno sperpero enorme del denaro pubblico. Lo scorso 1 aprile, la Regione Lazio ha finalmente nominato un nuovo direttore regionale per la sicurezza sul lavoro che ha, tra le altre competenze, anche il controllo sui servizi veterinari. Staremo a vedere." - LUDOVICA AMOROSO
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