

BENVENUTI NEL PERSONALISSIMO BLOG DI ASSUNTA
TOGLIETE LE SCARPE E NON FATE RUMORE, SI LEGGE IN PIENO RELAX.
"Gli amici si vedono nel momento del bisogno"... sbagliato! Gli amici devono esserci anche nei momenti più belli della tua vita, perché se non si sanno condividere e non si sa essere felici per l'altro... beh allora quello non è un vero amico!
"Che cosa sarebbe la vita
se non avessimo il coraggio
di fare tentativi?"
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Post n°14 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da incompresa5
![]() ![]() BENVENUTI NEL PERSONALISSIMO BLOG DI ASSUNTA TOGLIETE LE SCARPE E NON FATE RUMORE, SI LEGGE IN PIENO RELAX. ![]() Fino a qualche mese fa, non avrei mai pensato di possedere un computer, e oggi oltre a possederne uno, sono arrivata ad avere un blog tutto mio, sono fiera di me, vuol dire che nella vita non è mai troppo tardi per quasi nulla. Non ho tanta dimestichezza con il mondo dell'informatica, ma conto in futuro di migliorare, grazie anche all'aiuto di pazienti e buoni amici, è proprio il caso di dire : anche la regina ha bisogno della vicina, e con i tempi che corrono dove a nessuno interessa di nessuno, non è poco. La mia confidenza con il magico computer è quasi elementare e questo blog, che ho imparato a gestire con amore è una creatura di cui vado orgogliosa, non è niente di particolare, però sono racchiusi piccoli frammenti della mia vita nonchè dei miei ricordi più cari. Chiunque farà quattro passi attraverso i miei scritti, sappia che sono semplici post creati con il cuore e senza pretese. Ed ora se volete, prendetelo come .......un relax. PS: i pensieri, i ricordi, fanno parte della mia vita. le varie immagini (senza le foto personali) le ho prese nei vari siti che forniscono tale materiale. Invece alcune immagini le ho estrapolate da vari blog, che ne danno gentilmente il permesso. PS. Questo, non vuole essere il solito blog, di saluti e varie frasi di amicizia, ma uno spazio tutto mio per raccontarmi, un ricordare tempi a me cari che non torneranno più, poi visto che è un blog libero, chiunque può dare un'occhiata. Può anche non piacere, ma egoisticamente piace a me! Raccontare alcuni momenti del mio trascorso di bimba, mi da tanta soddisfazione. |
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Post n°15 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da incompresa5
Episodi lontani della mia fanciullezza, ogni tanto ritornano ad invadere il campo dei miei ricordi. Quanti anni sono passati! Si può benissimo dire una vita intera. Rammento ad esempio in collegio, i lunghi corridoi adiacenti alle camerate, si chiamavano "corridorelli" erano appunto una sequela di bidè uno accanto all'altro che servivano per il pediluvio serale, mentre di fronte sotto dei lunghissimi specchi, si trovavano lavandini chilometrici con file di decine di rubinetti. I lunghi lavabi erano due, uno per ogni camerata, e poi tre bagni con relativa porta dove dentro erano posizionati i water e dei bidè per lavarsi in completa privacy. I due lunghissimi lavabi erano divisi da una porta che immetteva direttamente in uno dei corridoi che poi andavano alle varie aule scolastiche e di fronte erano le stanzette dove dormivano le suore. Una notte, io che aprivo la lunga fila di lettini, quindi ero accanto alla porta che dava appunto nel corridorello, dovendo andare in bagno, mi alzai e con tantissima paura, rasentando il muro entrai in una delle porte che davano nel bagno vero e proprio, non accesi la luce, perchè erroneamente avevo la sensazione di sentirmi più sicura al buio. Abbassai le mie mutandine e mi sedetti su quello che pensavo fosse il water, le gambe mi si paralizzarono, il cuore comincio ad andare per conto suo, la voce si congelò in gola senza emettere nessun suono, praticamente mi ero saduta in qualche cosa di morbido e molliccio che mi fece rabbrividire, all'improvviso urlai come una pazza e la cosa molliccia urlò con me, correndo rifeci la strada andandomi a cacciare sotto le coperte del mio letto e coprendomi anche la testa dimenticai persino che mi scappava la pipì, mentre un'ombra sgattaiolava fuori dalla porta che immette nei corridoi dove dormivano le suore. Si accesero le luci e la suora della camerata (madre Crocifissa) usci dalla sua tenda per vedere cosa stesse succedendo, Assunta! Cosa succede? Madre le dissi terrorizzata, mi sono seduta al buio su qualche cosa di enorme e molliccio, accese le luci e in bagno non c'era anima viva. Vattene a letto e non dire sciocchezze! Mi apostrofò in malo modo. Non riuscii più a dormire, mentalmente mi passai in rassegna tutti i sederi delle suore che dormivano sulla stesso piano ed ero più che certa, che era Madre Anna Maria, perchè era l'unica che aveva un di dietro da fare invidia alle mammone africane, un mappamondo enorme che sembrava due mezze lune piene, doveva essere per forza lei, perchè mi ero seduta su un qualche cosa che sembrava una mongolfiera. Nessuno mi credette, ed io non dissi più nulla, però sono certa che quella notte, mi sedetti sopra alla grassa e corpulenta Madre Anna Maria, la pianista del coro, che aveva avuto la mia stessa idea di far pipì, senza accendere la luce. |
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Post n°16 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da incompresa5
![]() Ora mi rendo conto che nessuno perfetto.. Che la vita è dura, Ma io di più!! Che le opportunità non vanno mai perse, quelle che lasci tu, le prende qualcun altro. Quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte. Che bisognerebbe sempre usare parole buone, Perchè domani forse si dovranno rimangiare.Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.Che non posso scegliere come mi sento, ma posso sempre farci qualcosa. Che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.Che è meglio dare consigli solo in due circostanze, quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. Ora lo so! Che meno tempo spreco........................ |
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Post n°17 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da incompresa5
![]() ![]() Basta guardarmi per capire che sono veramente una buona forchetta e non disdegno niente, bhe! mi correggo: quasi niente. Ho la fobia per il pollo e i suoi derivati. Devo però fare un passo indietro ai tempi del collegio a Como. Il giorno stabilito "giovedì a pranzo, POLLO" io non ero tanto simpatizzante di questo alimento, le prime volte lo davo alla mia sorellina Maria Vittoria, che si trovava nei tavoli davanti a me fra le piccole delle elementari, poi un giorno sedendomi a tavola, mi resi conto che la mia sorellina non era più davanti a me, ma l'avevano spostata da un'altra parte, però quando arrivò il (mio amato pollo), non mi persi d'animo. Avevo in tasca la carta gommata e con maestria lo incollai sotto il tavolo, ero soddisfatta! Mi sentivo salva, non feci però i conti con l'unto che vanificando la colla dello scotch, fece stramazzare a terra il cosciotto. La suora che mi osservava da lontano, seguì la scena e raccolto il pollo me lo mise nel piatto con tanto di adesivo al seguito, intimandomi di mangiare, non si allontanò, ma si piazzò davanti dondolandosi con le mani sui fianchi come un maresciallo. Signorina: mi disse, se non finisci tutto non ti alzi. Ero disperata, cominciai a masticare quel puzzolente pollo che però, mastica, mastica, non ne voleva sapere di andar giù, lo sentivo peggio di una purga. Quando ebbi finito, mi sentivo morire e avevo voglia di dar di stomaco, però era passata. Il giovedì dopo al suono della campanella già stavo male, quando mi arrivò davanti il piatto, incrociai lo sguardo della suora che già mi osservava, io con non curanza facevo finta di mangiare, e pian piano feci sparire il maledetto nella tasca del grembiule. Inutile spiegare come l'unto mi aveva ridotto il vestiario, ma questo era l'ultimo dei miei problemi, all'uscita dal refettorio, corsi in bagno svuotai la tasca e tirai lo sciacquone. Con mia disperazione quando l'acqua finì di scendere. vidi il pollo che galleggiava nella tazza, sembrava quasi mi prendesse in giro e non ne voleva sapere di andarsene. Tirai nuovamente lo sciacquone, niente! Per paura che lo vedesse la suora obbligandomi poi a mangiarlo, mi feci coraggio, misi le mani nel water raccolsi il nemico e me lo rimisi in tasca. Mentre le mie compagne erano in cortile a giocare sgattaiolai su per le scale fino al solaio dove mi liberai del pezzo di carne, lo misi ben nascosto nel cassetto di un vecchio mobile. Questa purtroppo, era storia di ogni giovedì e per me era diventata una maledizione, ripromisi a me stessa che una volta fuori dal collegio il pollo lo avrei cancellato dal mio vocabolario. Mi sembra ancora di sentire la suora che diceva: vergognati! Pensa quanti bambini vorrerbbero quello che tu rifiuti, in verità nella mia logica di bimba avrei voluto risponderle che il pollo a quei bambini l'avrei ceduto volentieri. Chi mi conosce sà di questa mia avversione che mi fa star male solo al pensiero! E non riesco a entrare nemmeno in una polleria, figuriamoci se per colmo mi fossi innamorata di un pollivendolo................................. |
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Post n°18 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da incompresa5
![]() Nella solitudine della notte, sola con me stessa, seduta sulla mia poltrona in salotto, penso e penso, io penso sempre. I miei pensieri sono tanti e tali, che non mi lasciano tregua, si susseguono vertiginosamente e non si fermano mai. Il passato è il mio più ricorrente dolce tormento. Se dovessi paragonare la mia testa ad un contenitore, potrei pensare soltanto ad un enorme silos, di quelli enormi, mastodontici ed ermetici. Sono un'inguaribile romantica e se mi fanno un complimento, nonostante la mia età, mi lusinga ancora e sempre . Se scavo profondamente nella mia memoria, fra le tante cose che spuntano fuori, riesco a ricordare persino i miei primi "grandi amori." Ero bimba e mi piaceva tanto stare insieme ad un bimbo molto bello che si chiamava Alberto, era il figlio di un generale di istanza a Milano e per le vacanze venivano a Messina. La sua villa aveva una grande cancellata che si affacciava sullo stradone che percorrevo per raggiungere casa mia. Attraverso le inferriate lo guardavo sempre, finchè un giorno non attaccammo bottone. Diventammo grandi amici, ma sempre io al di quà e lui al di là del grande cancello, il nostro grande amore, si consumava, cosi! Diviso da un cancello. Passavamo ore ed ore a raccontare i nostri segreti di bambini innocenti. Poi ironia della sorte, suo padre fu trasferito e non vennero mai più a Messina. Quanto dolore provò il mio cuore tenero di bambina, per i primi tempi quando passavo davanti al cancello, avevo sempre la sensazione, di vederlo arrivare da un momento all'altro di corsa dal viale che attraversava il suo giardino, ma questo non accadde mai. Piano piano lo dimenticai, anche perchè il suo posto nel mio cuore fu sostituito da Salvatore, detto Turi, frequentavamo la stessa scuola ma non la stessa classe, anche lui ai miei occhi era bello, ma l'opposto di Alberto, educato e raffinato, Turi era un monello allegro e scanzonato. Suo padre gestiva l'osteria del circondario, fu grazie a lui, che vidi per la prima volta la tv, allora era in bianco e nero. Quanto gli volevo bene! Poi il destino amaro ancora una volta, mise alla prova il mio ( grande cuore innamorato) e questa volta, fui io con la mia famiglia a lasciare la Sicilia per sempre, destinazione Lombardia, lasciando li, in quell'osteria buia fra botti, calici e odore di vino puzzolente, il mio cuore e sopratutto il mio amore, del quale presto, non ricordai più nemmeno il viso. Potere dei sentimenti e della passione................ |
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Post n°19 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da incompresa5
![]() Mi sono chieste mille volte che cos'è questo malessere che mi assale all'improvviso, mi sembra che abbiano diviso la terra ed io mi trovo dalla parte sbagliata. A volte un senso di solitudine mi invade dentro, fisicamente ci sono, sono presente, ma i miei pensieri, navigano chissà dove, vorrei volare, ma poi ritorno nella mia solitudine. Il mio cervello è come un turbinio di foglie secche che girano attorno, sollevate dal vento, ma perchè sono così? Perchè permetto alla malinconia di rovinarmi l'esistenza con pensieri che non sono da persona intelligente, quando invece io mi sono dichiarata sempre tale! Le mie insicurezze saltano sempre fuori all'improvviso e vanno a vanificare tutti i miei sforzi, di sembrare una persona serena e per certi versi anche felice. Si cerca sempre di fare programmi per il futuro, come se la vita fosse eterna e si dice che chi pensa al futuro, non sa vivere il presente, io sono peggio perchè non vedo ne il presente, ne il futuro, ma sogno sempre il mio passato, non per la qualità della vita che conducevo, che per certi versi era normale, ma per la mia gioventù, che è sparita nelle pieghe di un tempo che non tornerà mai più. Vivere solitamente, significa imparare a buttarsi con coraggio e riuscire ad affrontare il tempo che inesorabile passa, ormai avrei dovuto superare questa fase, ed aver maturato una certa sicurezza, invece ancora non riesco a metabolizzare, che la vita è una, viverla al meglio e goderla fino infondo. Questa teoria è facile a dirsi, ma come metterla in pratica? Ho come la sensazione che mi manchi qualche cosa e la mia età biologica, mal si sposa con il cervello che va da tutt'altra parte. Forse perchè sono una sognatrice incallita e riesco ancora a rifugiarmi nei miei sogni, anche ad occhi aperti, nella speranza che qualche volta non mi svegli di colpo, cadendo pesantemente nella realtà, nella vita vera, nella vita che conta, l'unica che devo decidermi a percorrere |
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Post n°20 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da incompresa5
![]() Dalle finestre aperte mi arrivano le dolci note di un valzer, è la festa del fante, che si svolge nel cortile dell'oratorio. Si balla si canta e si mangia. le coppie volteggiano sulla pista e la musica mi fa sognare. Chiudo gli occhi e mi lascio cullare da quel valzer. Che bello sognare ad occhi aperti e tornare indietro nel tempo, tanto indietro, fino a quando le immagini sembrano ingiallite, come le foto racchiuse in un vecchio album. Che bella festa quando è nata la mia sorellina! Era il lontano ottobre 1955. Rammento che noi bambini aspettavamo fuori dalla porta di casa, era proibito entrare, l'ostetrica era arrivata da poco, ai tempi c'era l'uso di partorire in casa e raramente si andava all'ospedale. L'attesa e la curiosità era tanta, ed io vivace più di tutti, ebbi la brillante idea di arrampicarmi, fino ad arrivare alla finestra, per fortuna bassa, però non feci in tempo e vedere nulla, che dall'interno si spalancarono le ante, uscì una mano e mi arrivò un sonoro ceffone, che mi fece cadere all'indietro. Finì così la mia curiosità, di vedere come nascevano i bambini. Dicevano che li portava la cicogna, ma noi piccoli con il naso in su aspettavamo da un pezzo l'apparire di questa fantomatica cicogna con il fagotto nel becco, ma giustamente, scrutavamo il cielo inutilmente, ecco perchè la mia brillante idea di curiosare dalla finestra. Quando ci fecero entrare per conoscere la nuova sorellina, della cicogna non c'era nemmeno l'ombra, da dove era arrivata quella piccola? Se la porta era chiusa e noi eravamo proprio fuori dall'entrata? La curiosità era tanta e mi facevo mille domande giustamente senza nemmeno una risposta decente. Comunque, da qualsiasi parte fosse arrivata, era la più bella bambina che avessi mai visto. Mi innamorai di lei, sin dal primo istante che la vidi! |
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Post n°21 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da incompresa5
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Post n°24 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da incompresa5
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Post n°29 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da incompresa5
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Post n°31 pubblicato il 15 Marzo 2012 da incompresa5
![]() Vi assicuro che anche pensare serve ed è positivo. Non voglio peccare d'ipocrisia, quindi confesso che ho raccontato tutto ciò, con una punta d'orgoglio ed ho provato anche piacere a vantarmi e dopo tutto questo e tanto altro ancora dico: ma...... vecchia a chi? |