Relative
lo capisco se mi prendi per le mele, ma ci passo sopra, gioco e non mi arrendo...
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de bellezza et de infernororium
Post n°663 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da odisseando
ed io: "impegnato? saviano non mi par scriva in maniera così impegnata". e lui: "non parlavo dello stile, ma dell'argomento". ed io: "ah, beh, sì... in effetti... ma non ho trovato altro che mi chiamasse rabdomanticamente". anche perché non mi fanno impazzire le raccolte di articoli. mi pare siano strappati fuori dal presente che rileggono e raccontano, a caldo. e vederli in fila, come decontestualizzati, mi pare siano una specie di minestra riscaldata fuori luogo e tempo. però, a dire il vero, saviano non fa del giornalismo. anzi. è stata una botta. tipo il film di tarantino. solo che me l'aspettavo fino ad un certo punto. a voler fare il grataculo, ripensando all'interlocuzione col mio amico bibliotecario, lo stile savianesco non è che mi faccia proprio proprio impazzire. la cifra a volte si arrotola troppo, per i miei personalissimi gusti. ma proprio perché uno vuol fare il grataculo. e alcuni capitoli li ho letti giusto per non saltarli con sufficienza. però, la botta, sono quelli che invece ho letto venendo preso a schiaffi. stordito dalla capacità di analisi, di lettura finissima, di guardar altro che in filigrana gli eventi. è come se avesse la capacità di risoluzione nell'osservare alcune cose che è spaventosamente ficcante. e riuscisse a capire, senza girargli attorno, quel che sta anche dietro. e sopra. e sotto. che ti dici: vorrei esserne capace un decimo e sarei contento. l'ho restituito in maniera quasi ossequiosa. questo libro, probabilmente, è il caso di comprarlo. così uno se lo tiene. ps. nell'ultimo capitoletto saviano ringrazia tutti quelli che - in un modo o nell'altro - lui si sente in dovere di ringraziare [e lo senti quasi graffiarti la pelle quello che deve voler vivere sotto scorta, come capita a lui] per la loro vicinanza, in tutti i sensi. alla fine ringrazia alcune città, quelle gli hanno offerto la cittadinanza onoraria. la prima è stata l'aquila [di cui racconta del dopo terremoto]. non c'è milano. per quanto la mia hometown sia un'altra, mi sono vergognato di lavorarci e di viverci. |
ANGOLO [ANTI]CENSURA

libero si fa solo per dire?
"...la nostra piattaforma è libera da censure, ma ci sono delle regole da rispettare, che tutti sottoscrivete all'atto della registrazione..." come il conferencemaster si è premurato di farmi sapere?
elenco [aggiornabile, con il contributo di chiunque] delle operazioni censorie in cui mi son inciampato peregrindando al di fuori della provincia denuclearizzata. a memento.
cinasky0
non.sono.io [segnalatia by TMM]
poly [però continua a funzionare il blogghe freepoly]
ooo.SENZA.ooo [che adesso è molto essenza. cercar tra le righe essenziali]
Red Lady e la sua "locanda Almeyer"
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