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Qualche rima

Post n°11 pubblicato il 02 Maggio 2011 da hurt0
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Caro amico di mamma e papà

Devi dir la verità

Conoscevi quei miei pochi anni

Ma non mi hai risparmiato i tuoi inganni

Eri sicuro della situazione

Ma adesso fattene una ragione

La bambina con cui hai giocato

Adesso è un fiore sbocciato.

 

Adesso che son donna

Sento quella vergogna

Non la nego non la dono

La sento e non mi perdono

 

Il tempo fa fretta

Non cerco vendetta

Anche se hai infangato

Il mio corpo immacolato

Ricorda che un giorno

Mentre ti guardi intorno

Tornerà il passato

E capirai ciò che sei stato.

 

Capirai che adesso io son donna

Ma tu resti la carogna

Non sei uomo non sei animale

Non sei un verme né un vegetale

 

E così saprai cosa ho provato

Quando mi dicevi che non era peccato

Quando ti sei messo d’accordo con la mia ingenuità

E capirai chi ha pagato chi paga e chi pagherà.

 
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Se c'è qualcosa levala per favore.

Post n°10 pubblicato il 03 Dicembre 2007 da hurt0
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27 Gennaio 2006 Carlo mi chiama al cellulare dicendomi che voleva, per così dire, "tagliare la testa al toro". Voleva chiudere la nostra relazione perchè ha pensato al fatto che sta tradendo Rosangela e si ritiene uno stronzo.
Io accettai la sua decisione con un'immensa comprensione e nei giorni che seguirono ci incontrammo, non soli. Capitava che mi trovavo con mio padre all'autolavaggio e gli occhi di Carlo non riuscivano a staccarsi dal mio corpo. Mi guardava e sentivo la sua attrazione nei miei confronti. Sentivo che Carlo stava impazzendo e non riusciva a stare senza di me. Queste sensazioni furono provate con una mia iniziativa banale e stupidissima, ma motivata o addirittura spinta.

Il 4 Febbraio 2006 andai di nascosto da mio nonno materno e così chiamai al telefono mia nonna materna per sentirla finalmente. Quella telefonata per me fu un attentato di lacrime e ghiacciai che si formavano nella mia gola con un'invisibile corda che mi soffocava stringendo intorno il mio collo. Tutto l'immenso affetto, anzi, amore che provavo e continuo a provare per i miei parenti materni era inarrestabile e complicatissimo da vivere a distanza e mi rattristì molto, troppo, da cercare un sostegno, qualcuno che al mille per mille poteva darmi conforto, una persona che conosceva tutto quello che stava succedendo, una persona che non lo avrebbe detto a nessuno, una persona che mi coccolasse, o almeno, facesse finta. Chiamai Carlo per potermi sfogare con lui.

Eravamo vicino casa mia, nascosti, dentro la sua auto, dietro cespugli. Mi sfogai con lui ed era come se avessi fatto la cosa migliore.
All'improvviso Carlo si distrae. Io continuavo ma mi ero accorta della sua distrazione e quando non ne potevo più gli chiesi:

-Ma che c'è?
-No, niente, scusami. Pensavo che avessi qualcosa nel collo, insomma, nel poncho, boh.
-Se c'è qualcosa levala per favore.

Carlo si avvicina. controlla il mio collo, sposta il poncho e mi bacia teneramente il collo. Era così tenero. Mi sono sciolta come un ghiacciolo davanti un forno a 300°. La sua pelle calda, il suo respiro...ci scambiammo poco dopo un bacio appassionante e tenero nello stesso tempo e lui, mentre ci baciavamo, mi massaggiava i capelli.
Fu la scena che mi emozionò tantissimo e ci stavo bene, mi dispiace.
Non si può parlare d'amore, ma di illusione e ingiustizia. Errore.

Però qualcosa rovinò quel magnifico bacio e furono i pensieri che arrivarono come flash senza avviso. I sensi di colpa nei confronti di quella povera creatura ingenua ma profondamente scema la quale è Rosangela. Tutto spezzò l'atmosfera. Io allontanai Carlo e cominciai a dire che era tutto sbagliato. Scesi rapidamente dalla macchina andandomene a casa infuriata. Lo chiamai col cellulare e cominciammo a litigare per telefono, ma l'indomani mattina gli chiesi scusa. Fu una scusa che incoraggiò entrambi a continuare la relazione. Non so spiegare se le mie scuse avevano questo scopo, ma una cosa è certa: c'è una parte del mio carattere che odia le incomprensioni, infatti cerco in qualsiasi caso di non lasciare cose senza ragionarci e chiarire.

 
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Dal mio Diario Segreto.

Post n°9 pubblicato il 03 Dicembre 2007 da hurt0
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Dal mio Diario Segreto:

Il 15 Gennaio 2006 non ho perso la verginità. Ero troppo tesa e rigida. Carlo faceva la qualunque per farmi rilassare o ... ma niente. Mi faceva solo male. Sentivo solamente dolore e nemmeno un minimo di... eccitazione. Ho cominciato a parlare del numero 15 e a capire che non poteva andare e ho rotto il rapporto con Carlo.

I giorni successivi ero più che convinta di quello che avevo deciso ma Carlo ero motivo di rabbia. Cercava di farmi sentire in colpa perchè credeva che non avessi il coraggio  di prendermi la responsabilità di tutta la situazione.

Il 23 Gennaio 2006 sono andata di mattina in biblioteca e dopo aver finito sono passata dall'autolavaggio. Io e lui siamo andati in ufficio e mentre avevo un lecca-lecca mi ha sbattuta contro il muro e mi ha baciata. Voleva toccare tutte le mie curve compresa la mia parte più che intima. Io facevo di tutto per impedirglielo e mentre mi stringeva per toccarmi, mi sono fatta male il fianco sbattendo contro lo spigolo della scrivania per evitare che lui mi toccasse. Quando lui per la paura che mi fossi fatta male mollò la presa, gli spaccai mezzo dente con una specie di pugno.
Il pomeriggio per telefono mi chiamò "AMORE", per la prima volta. Come se non avessimo mai avuto tutto quello che è successo quella mattina. La mia ingenuità mi portò a dubitare sul fatto che Carlo, dato che mi aveva chiamata AMORE, poteva cominciar a provare un sentimento più forte e serio. Pura ingenuità.

 
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Il numero 15 fu una tortura.

Post n°8 pubblicato il 03 Dicembre 2007 da hurt0
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La confusione passeggiava ingiustamente sul mio sangue, ma Carlo sembrava interessato, ma non lo era: aveva costatato la merce e gli andava più che bene.

L'indomani, durante una telefonata mi chiese:

-Non è che per caso sei innamorata?
-Innamorata? Certo che no!

La mattina seguente rifece la stessa domanda che ebbe la solita risposta. Ma in quel momento fu organizzato un nuovo incontro: Domenica 15 Gennaio 2006 saremo stati da soli per avere un rapporto sessuale. Era arrivato il giorno memorabile per Carlo, il giorno in cui poteva dar sfogo ai suoi desideri bollenti e tutto con una quasi sedicenne.

Il numero 15 fu una tortura in quel momento:

-Il 15 Agosto 2005 ho avuto il mio primo ragazzo a cui ero molto affezionata
-Il 15 Settembre 2005 ho troncato la prima storiella d'amore
-15 erano gli anni di entrambi
-Il 15 Giugno 2006 il matrimonio di Carlo e Rosangela

...e adesso c'era la possibilità che il 15 Gennaio 2006 Carlo mi facesse perdere la verginità....

 
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Non aveva avuto i soliti avanzi.

Post n°7 pubblicato il 28 Ottobre 2007 da hurt0
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...impossibile, ma vero. Conservavo ancora quella purezza totale e profonda. Ero ancora quella fanciulla vergine con quegli occhi color cielo e quei capelli color terra, la pelle di un lenzuolo. Io.
Non aveva avuto i soliti avanzi, ma ero sua, tutta sua, nessuno mi toccò prima di lui.

Ero ancora vestita, seduta sopra di lui, faccia a faccia con il collega del Diavolo.
Sentivo freddo e decisi, per rompere il ghiaccio, di andar a studiare il telecomando della pompa di calore nella camera da letto. Ma ecco che mi trovai lui, dietro di me, che mi annusa il collo. Indossavo un profumo economico comprato con i miei risparmi: Licia-Gemme di fuoco.
Carlo mi abbraccio da dietro e continuando ad annusare il mio collo mi disse:

-Mmmm. Che bel profumo. Giovà, mi fai addumari comu un curnutu (Giovanna mi fai accendere come un cornuto)!

Spense la luce e mi tolse il telecomando dalle mani continuando a tenermi davanti a lui. Non capii più nulla.
Continuava a baciarmi il collo con un enorme passione, stando sempre dietro di me e così conducendomi verso i piedi del letto e da lì, mi vidi distesa in quel letto sotto di lui. L'avevo addosso, sopra di me, passava le sue mani in tutta la mia pelle.
La cosa tragica fu quando la sua mano arrivò dove aveva intenzione di arrivare. Nemmeno io mi permettevo di portare le mie mani in quella mia parte intima e pura, non sapevo com era. Carlo impazziva, ma io ero fredda e non provavo altro che disorientamento. Non è così che volevo. Ma io, cosa volevo? Non l'ho mai saputo, o forse lo so, ma non lo capirò mai, o forse si. Presi la scusa di sentir freddo e fummo sotto le coperte, ma sentivo veramente freddo. Stavo un pò troppo giù di morale, non capivo.
Lui andò in bagno. Ritornò e tutte le parole che uscivano dalla sua bocca miravano solamente ad un concetto: era eccitato.
Dell'argomento sesso non sapevo molto, soprattutto per quanto riguarda le volgarità. Con Carlo ho saputo di tutto e di più.

Sotto le coperte, le sue mani in ogni parte del mio corpo. Il silenzio. La stranezza di tutto quello che era in quella stanza d'albergo. 

Non ho perso la verginità, quella volta. Carlo era senza precauzioni ed io ero senza tutto, però lui continuò con le solite cose che non voglio nemmeno scrivere, ed io, impassibile e passiva, continuavo con la mia ingenuità.

Dopo tutto ciò, andammo via ed io ero più confusa che mai.

 
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