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OLBIA GALLURA Caccia grossa riaperta

Post n°178 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da olbiatempio

 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

Sindacato in assemblea. Forte richiamo a Bertolaso sulle imprese impegnate per il G8

La Cisl: una legge speciale per sughero e granito

Allarme per la perdita di 3500 posti di lavoro, appello alla Regione. Sciopero generale più vicino

 

OLBIA. La situazione economica e sociale dell’isola è disastrosa. E la Sardegna, adesso, si colloca al di sotto delle regioni del Meridione: il prodotto interno lordo è vicino allo zero, la produttività è ferma. In Gallura, solo nei comparti del sughero e del granito, negli ultimi dieci anni hanno perso il posto 3500 lavoratori «ed è assurdo non pensare a una legge specifica per questo territorio che vada a rafforzare le industrie». Non si intravvedono sbocchi e la Cisl lancia da Olbia (dove si è tenuto il consiglio generale provinciale) la sua proposta: uno sciopero generale a novembre per combattere la recessione sarda.
«Noi proponiamo - dice il segretario generale della Cisl sarda Mario Medde - ma l’obiettivo è di coinvolgere anche Cgil e Uil. La Sardegna non può arrendersi alla crisi, ed è necessario dare un segnale forte, di grande unità. La povertà cresce, le imprese che riescono a tenersi in piedi non sanno per quanto tempo potranno ancora reggere, i disoccupati continuano ad aumentare e lo sciopero generale non può essere più rinviato».
 La Cisl chiede che si riprenda il dialogo con la Regione e dà una serie di numeri per far capire l’urgenza. Ogni anno l’Istat evidenzia la ricchezza che producono le regioni. In Sardegna l’evoluzione del Pil dal 2000 al 2007 è in negativo: nel 2000 era pari a un +1,92 per cento, nel 2007 +0,69%, nel 2006 +0,95%. Invece di accendere ricchezza, si torna indietro. Nello stesso tempo la produttività, dal 2005 a oggi, vive una situazione stagnante. E il tasso di disoccupazione è aumentato di parecchi punti: nel secondo trimestre del 2007 era dell’8,6 per cento; nello stesso periodo di quest’anno è balzato all’11,3%. «Il rilancio? Un’impresa difficilissima» e secondo la Cisl «serve un nuovo piano straordinario per il lavoro nell’isola. Si devono ridurre i prezzi, deve essere eliminata l’Irpef regionale e anche i Comuni devono fare la loro parte riducendo le imposizioni tariffarie dei vari servizi. Ma devono anche essere utilizzati i soldi che la Regione ha a disposizione. Ci sono i residui di bilancio (somme impegnate e non spese), e poi ci sono le risorse dell’Unione europea: che questi fondi vengano indirizzati ai lavoratori disoccupati e che si individui la mappa degli aiuti e degli incentivi per le imprese. Senza dimenticare le difficoltà che vivono anziani e pensionati: si deve andare incontro alle loro esigenze garantendo un rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata».
 Tutte emergenze che Mario Medde ha elencato ieri mattina durante i lavori del consiglio generale di Olbia, al quale hanno partecipato tutti i quadri, a partire dal segretario generale della Cisl Gallura Massimo Tedde.
 E’ stato lui ad aprire i lavori del Consiglio (dopo l’intervento del segretario regionale Giovanni Matta) ed è stato lui a parlare per primo di quelle che sono le vertenze nazionali (Alitalia, confronto con la Confindustria, riforma della scuola e della pubblica amministrazione) in cui è impegnata la Cisl, e del «continuo grido di dolore che arriva da ogni parte a causa della crisi economica mondiale». Poi una riflessione sul ruolo del sindacato, sulle difficoltà che attraversa, sulla necessità di insistere per far capire ai lavoratori che non devono rassegnarsi, che c’è voglia di combattere e lottare. «Ma siamo chiamati a svolgere un compito nuovo - ha detto Tedde -, forse più difficile del passato. Dobbiamo parlare di più con le persone, privilegiare i rapporti diretti. Far capire che il confronto col sindacato è fondamentale».
 Ha parlato anche di G8, Tedde. «Chiederemo al più presto un incontro con il commissario straordinario Guido Bertolaso, perché attendiamo risposte alle nostre richieste datate 8 luglio: quante imprese e quali; quanti lavoratori con nomi e cognomi; dove li incontriamo e quindi fissare un locale per le assemblee; chi è il referente di tutte le imprese per le organizzazioni sindacali».
 Il prossimo appuntamento del consiglio generale Cisl della Gallura è imminente. Verrà riconvocato in vista del congresso della Cisl provinciale.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

«Le ferrovie non limitano lo sviluppo, eliminarle sarebbe un grave errore»

OLBIA. «E’ un grave errore, sia per Olbia che per Golfo Aranci, ritenere invasiva e limitativa di un certo sviluppo turistico la presenza di una rete ferroviaria. E non deve essere un imperativo liberarsene subito. Le implicazioni che queste scelte potrebbero avere per l’occupazione e le attività lavorative di settore, non devono essere sottovalutate».
 Parole della segreteria della Cisl Gallura che interviene nella polemica sulla situazione della rete ferroviaria nel nord est della Sardegna e che chiede l’apertura di un confronto. Lo ha scritto in una lettera inviata al presidente Soru, all’assessore regionale ai Trasporti Broccia, ai sindaci di Olbia e Golfo Aranci, al presidente della provincia e a quello dell’autorità portuale. «Siamo convinti - dice il segretario generale Massimo Tedde - che si possa e si debba, nell’interesse di tutto il territorio, liberare il cuore della città dalla morsa del traffico restituendo alcune aree alla disponibilità e alla fruibilità dei cittadini, con l’esigenza che tutta la provincia abbia una rete ferroviaria di trasporto passeggeri e merci, adeguata al potenziale turistico-economico, testimoniato dalle performance che il proprio sistema aeroportuale continua a registrare. Non possiamo commettere lo sbaglio di rischiare di smantellare l’intero sistema ferroviario a causa di valutazioni forse affrettate per il fatto che, da un lato, l’utilizzo delle procedure per il G8 ci consente un’esecutività di alcune opere pressoché immediata rispetto all’ordinarietà e, dall’altro, perché la sofferenza patita in tanti anni dai cittadini imbottigliati nel traffico olbiese, rendono l’eliminazione dei binari una scelta certamente condivisa a furor di popolo».
 La Cisl Olbia-Tempio chiede che si affrontino questi argomenti nella prossima riunione (prevista a fine mese) della Conferenza dei servizi, «nell’esclusivo interesse della crescita e dello sviluppo economico e occupazionale del nostro territorio».
 Nel documento del sindacato, che fa un resoconto su quella che è la storia del sistema ferroviario del nord Sardegna a partire dagli anni 70, si sottolinea come «sia sempre mancata una visione strategica per tutti gli interventi che si sono succeduti, e quindi sia per quelli realizzati che per quelli arrivati solo alla fase di progettazione».
 Per quanto riguarda l’eventuale potenziamento dello scalo merci di Porto Torres, la Cisl Gallura dice di non essere contraria. Ma poi fa una considerazione: «Se oggi alcune compagnie di navigazione considerano diseconomica la traversata da Civitavecchia e Piombino a Golfo Aranci, cosa sarà mai se la si allunga sino a Porto Torres?»
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

LA CHIESA

«Uniamo le forze per sostenere tutti i disoccupati»

OLBIA. «Oggi i poveri sono il padre e la madre di famiglia che perdono il posto di lavoro, uomini e donne che non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese. Sono i cassintegrati che, abituati a lavorare, non vogliono dipendere da nessun sussidio, anche se giusto e meritato. Sono operai e operaie stanchi di rinvii e di promesse. Sono quelli che possono rinunciare a una seconda macchina, ma non al bene casa, non all’università per i figli, non alla garanzia di una vecchiaia dignitosa». Parole di don Sandro Serreri, direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro, che ieri mattina era in prima fila al consiglio generale della Cisl Gallura. E non era lì per caso. La Chiesa, infatti, ha deciso di percorrere un cammino con il sindacato. Con la Cisl, appunto. Con cui vuole affrontare in modo parallelo i problemi dei lavoratori, con cui vuole sedersi a discutere per trovare soluzioni, coinvolgendo pure le forze sociali e politiche. Ecco perché don Serreri ha illustrato i progetti della Consulta diocesana per i problemi sociali e il lavoro. «Sono stato nominato direttore a settembre dell’anno scorso - dice -, ma la Consulta sta muovendo i primi passi da poco tempo. Serve maggior dialogo, più confronto. Quando soffre un lavoratore, soffre un’intera famiglia. E noi dovviamo fare qualcosa. Ma serve anche avere un quadro esatto di quella che è la situazione dei disoccupato del territorio e uno dei compiti della Consulta sarà quello di raccogliere dati. La presentazione ufficiale della Consulta avverrà il 13 dicembre a Tempio».
 Don Serreri non perde tempo e dopo aver inviato una lettera a tutti i sindaci che fanno parte della diocesi di Tempio Ampurias, li sta anche incontrando. Con un solo obiettivo. Chiedere l’aiuto e la collaborazione dei Comuni, offrendo in cambio quella della Chiesa. «Occorre lavorare insieme per il bene della nostra gente, delle nostre famiglie e dei nostri lavoratori - ha scritto don Serreri ai sindaci -. Chiesa e Società devono infondere coraggio, speranza e futuro a tutti gli uomini e le donne del territorio, specialmente a coloro che soffrono perché non trovano casa, perché sono in cerca della prima occupazione e perché si sentono emarginati». (s.p.)
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

Acqua e fogne nel quartiere terra di nessuno

Dopo anni di attesa l’amministrazione comunale realizzerà le opere primarie

 

OLBIA. La città fantasma trova la sua identità. Santa Mariedda abbandona lo status abusivo e diventa quartiere a tutti gli effetti. La borgata, nata nel più totale disprezzo di norme e autorizzazioni, ha ormai da anni regolarizzato la sua natura illegale, ma solo ora vede riconosciuti i suoi diritti: acqua e fogna. Per asfalto, marciapiedi e illuminazione occorrerà avere ancora pazienza, ma intanto entro la fine del 2009 arriveranno luce e rete idrica, quella fognaria e quella per l’acqua grezza.
 Ieri mattina a dare l’annuncio Gianni Giovannelli. «Sono molto felice di rispettare un impegno preso in campagna elettorale - ha detto il sindaco -. Ho sempre sostenuto che accanto alla riqualificazione del centro storico dovessimo riservare particolare attenzione alle periferie, perchè Olbia è una città cresciuta in maniera tumultuosa, che ha avuto bisogno di ben 17 piani di risanamento. E uno di questi ora vede la luce». Santa Mariedda è una zona ancora servita dal Consorzio di bonifica del Liscia. Acqua destinata ai campi che viene utilizzata in centinaia di case. E se, com’è successo in queste ultime settimane, il gestore blocca le irrigazioni anche i residenti del quartiere periferico si trovano con i rubinetti a secco. Una situazione surreale che stride con la nuova veste indossata da Olbia nelle vie centrali. «Bisognava porre fine a questa emergenza - ha aggiunto Marzio Altana, assessore all’Urbanistica -, perché tutti i cittadini hanno diritto all’acqua potabile. Per me si tratta di un traguardo importante, perché nel 2002 col mio voto in consiglio contribuii a far diventare Santa Mariedda una zona regolare». Il piano di risanamento del quartiere interesserà circa 100 ettari che vanno dalla parte alta di via Barcellona, all’altezza dell’Ersat, fino a via Sant’Anna. In pratica, il proseguimento dell’intervento di un anno fa, oggi in fase di ultimazione. «Nel 2007 abbiamo impiegato un milione di euro - è intervenuto Antonello Zanda, capo del settore tecnico del Comune -, mentre ora ne abbiamo a disposizione un milione e mezzo. La maggior parte sarà destinata alla rete idrica, i restanti a fogne e acqua grezza». Il progetto prevede una condotta di 6300 km per l’acqua potabile e di 5500 per quella grezza. Due tipi di allacci: uno per gli usi civili, l’altro per quelli non civili, onde evitare che giardini e orti vengano annaffiati con l’acqua potabile. Insomma, la rinascita di Santa Mariedda è alle porte. Prima, però, sarà necessario il bando di gara, che l’amministrazione dovrebbe indire nelle prossime settimane, al massimo entro i primi di novembre. A quel punto si renderanno necessari altri 60 giorni per l’apertura delle buste. I lavori dovrebbero iniziare ai primi di gennaio e si protrarranno per 300 giorni circa. Data di consegna, quindi, intorno alla fine del 2009. Esattamente un anno dopo i residenti di Sa Minda Noa, che entro questo Natale vedranno finalmente risolti i problemi legati all’acqua e alle fogne. Il primo dei 17 piani di risanamento su cui si scriverà la parola fine.
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

Rubano 7 quintali di cozze: condannati

I due ladri era stati arrestati dopo un inseguimento a nuoto e in auto

OLBIA. Il giudice monocratico del tribunale di Tempio ieri mattina ha condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno Salvatore Carta, 36 anni, di Buddusò, e Gianfranco Murrighile, 53, nato in Gran Bretagna ma residente ad Olbia, riconosciuti responsabili del furto di 750 chilogrammi di cozze in uno stabulario nel golfo di Olbia.
 L’arresto dei due giovani, nello scorso mese di luglio, era avvenuto in circostanze piuttosto insolite. Secondo la ricostruzione in aula dell’episodio, da tempo i proprietari di un allevamento di cozze a Sa Marinedda, avevano denunciato di aver subito numerosi furti. In quella zona, accanto al porto turistico in costruzione, erano stati segnalati i movimenti sospetti di una barca senza luci. I carabinieri avevano intensificato i controlli e, durante uno di questi, i due militari di pattuglia avevano sorpreso i due ladri a bordo di uan barchetta: stavano tirando su i filari di cozze. Illuminati dal fascio di luce dell’auto di servizio, i due ladri, con muta e pinne, si erano tuffati nelle acque del golfo (non esattamente limpide) per iniziare cominciato una fuga da film. Avevano nuotato per centinaia di metri, da una costa all’altra, impiegando circa un’ora per compiere la traversata in condizioni difficilissime. Murrighile e Carta, inseguiti da un gommomne dei carabinieri, erano arrivati presumibilmente all’Isola Bianca, dove avevano lasciato un furgone. Erano saliti a bordo, dopo aver tolto le mute, quindi erano scappati in direzione della sopralevata nord. Alla fine però erano stati bloccati da un’altra pattuglia dei militari.

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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

Ieri l’assemblea all’Istituto comprensivo, oggi la manifestazione di protesta contro la riforma del ministro Gelmini

Docenti e studenti in piazza: «Difendiamo la scuola»

 

OLBIA. Il bersaglio è la Gelmini, ma la manifestazione non dovrà avere nessun colore politico. I docenti e gli studenti di Olbia non ci stanno a essere tacciati da Berlusconi di essere i soliti comunisti sfascisti. No, dicono gli organizzatori, la loro non vuole essere una manifestazione di parte. Nessun simbolo o bandiera, tutti in difesa della scuola. Ieri sera nell’auditorium dell’istituto comprensivo si è svolta un’assemblea che ha visto coinvolti insegnanti di tutte le scuole, studenti e genitori.
 Ieri sera nell’auditorium dell’istituto comprensivo si è svolta un’assemblea con insegnanti di tutte le scuole, studenti e genitori per organizzare il grande appuntamento di questa mattina: la prima manifestazione di Olbia contro la rivoluzione scolastica del ministro Gelmini. Il raduno è fissato alle 9.30 in piazza Crispi. Da qui il corteo studentesco attraverserà via Redipuglia, via Roma, via Gabriele D’Annunzio, via Nanni, via Principe Umberto, il Corso, per poi arrivare in Piazza Regina Margherita, dove a metà mattinata si siterrà un’assemblea in cui si alterneranno al microfono i vari esponenti del mondo della scuola. Ieri pomeriggio l’assemblea non ha visto una grande partecipazione, ma per la manifestazione sono attese diverse centinaia di persone. Insegnanti di tutte le scuole, comprese le primarie (d’altronde, uno dei punti più criticati del decreto Gelmini è proprio la reintroduzione del maestro unico), nonché gli studenti di tutti gli istituti superiori cittadini e della provincia (hanno dato la loro adesione i rappresentanti d’istituto delle scuole di La Maddalena e Budoni).
 Ma se da un lato gli organizzatori puntano a una manifestazione apolitica, dall’altro hanno intenzione di ottenere un confronto con i rappresentanti del Comune e della Provincia. Che, però, difficilmente avranno la possibilità di incidere sulle scelte della Gelmini. (al.pi.)
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 da La Nuova Sardegna SABATO, 25 OTTOBRE 2008

Zone infette: caccia grossa riaperta, ma le doppiette contestano i divieti

            

OLBIA. La Asl riapre la caccia grossa nelle zone infette solo a determinate condizioni. Che, però, non trovano il beneplacito degli amanti delle doppiette. Lo stop alla caccia è stato dettato dal diffondersi della peste suina africana, patologia che colpisce i cinghiali, riscontrata in alcune zone dei comuni di Olbia e Arzachena.
 Per la precisione la zona del Cavallino Bianco, una parte di San Pantaleo, Porto Cervo, Monti Canaglia e Baja Sardinia. Da qualche settimana nei territori in questione i cartelli impongono il divieto di caccia grossa. Ma nel contempo il servizio veterinario della Asl può fare una deroga per i cacciatori che accettano di rispettare le sue condizioni. L’azienda sanitaria comunica che le compagnie possono fare domanda per praticare l’attività venatoria nelle zone infette, ma solo se chi ne fa richiesta ha una cella frigorifera in un locale chiudibile a chiave.
 Inoltre, la carcasse devono essere stoccate e numerate nell’attesa del referto dell’Istituto zooprofilattico di Sassari, che esaminerà i campioni raccolti dal servizio veterinario della Asl di Olbia. Il referto sarà quindi consegnato al Servizio di Igiene degli alimenti di origine animale, a cui spetterà il compito di “liberalizzare” le carni. Una lunga procedura che non trova l’accordo dei cacciatori.
 Che non riescono a capire con quale criterio la Asl abbia individuato le zone infette. «Capita di frequente che in una sola notte un cinghiale possa spostarsi da una zona dichiarata infetta a una in cui la caccia è libera. Quindi, o lo stop è totale oppure sarebbe meglio togliere i divieti». Intanto, la Asl ha nominato i veterinari che si occupano della questione: per le zone infette Giovanni Asoni (0789.552159 o 340.9743981), per il controllo delle carni Mario Paolo Virdis (Olbia, 0789.552127) e Giovanni Matteo Bianco (Tempio, 079.620811). (al.pi.)
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