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Spesso mi sorprendo
con lo sguardo perso
oltre i tetti delle case,
oltre la fine della strada,
oltre l'orizzonte del mare
oltre la luce delle stelle.
La mia casa è l'Universo,
il mio nome è "Nessuno".
TORELLA DEI LOMBARDI
DIARIO DI UNA STORIA DI ORDINARIO EROISMO
La sera di Domenica 23 Novembre 1980 un terribile terremoto sconvolge il sud dell’Italia.
Mercoledi mattina 26 novembre: un accorato sos arriva nella sede della nostra Azienda di Roma da Torella dei Lombardi in provincia di Avellino; a lanciarlo è un nostro collega, originario dei luoghi, che all’indomani del terremoto è già sul posto del disastro e ci riferisce, da un telefono da campo, dei terribili disagi sopportati dalla popolazione che a 60 ore dalla paurosa scossa non ha ancora ricevuto aiuto di alcun genere.I rappresentanti dei lavoratori si mobilitano immediatamente e tutto il personale viene informato della situazione.Si decide di devolvere una parte della retribuzione a favore delle popolazioni colpite dal sisma ma anche di portare aiuto diretto con tale somma per una giustificatissima diffidenza verso le Istituzioni da parte di tutti noi.Alcuni rappresentanti chiedono un incontro urgente con la Direzione: difficoltà. Si chiede alla Direzione Aziendale di improntare il denaro risultante dall’offerta di tutti i lavoratori: lentezze.L’intenzione è di acquistare materiali e vettovaglie varie da portare con degli automezzi direttamente sul posto della tragedia.Nel frattempo si cercano contatti telefonici con il Ministero degli Interni e con la Prefettura di Roma: nulla. Altra telefonata dai luoghi della sciagura: "piove, la temperatura scende, la gente non ha da mangiare né da dormire; venite presto, è terribile."Si va in prefettura per richiedere i permessi di partenza: per ottenerli violentiamo la burocrazia (non sarà la sola volta).
Ore 11, si torna in Azienda ed organiziamo la partenza. Troviamo il primo camion. Ore 15, siamo in sala riunioni Ore 16, (!) riunione.
Parole. Vogliamo partire, siamo pronti ed organizzati ma mancano ancora i nostri soldi da trasformare in cibo e vettovaglie.Una proposta: diamo tutto a Zamberletti (Commissario Straordinario del Governo). Ai voti: una sola mano si alza (non voglio ricordare chi fosse). Abbiamo i nostri soldi. Intreccio di telefonate fra Direzione e Presidenza. Dopo mezz’ora la somma si triplica ( solo per non sfigurare, non certo per umanità) e abbiamo anche un altro camion. Ci specificano, però, che chi vorrà partire dovrà sacrificare le proprie ferie (no comment): accettato (...ma che occasione si sono persi).
Ore 18, andiamo da un grossista per acquistare merci e caricare i camions: arrivano molti colleghi ad aiutarci. Carichiamo di tutto e, finalmente, anche per noi la giornata finisce.
Giovedi 27 novembre:
Ore 7, prima di metterci in viaggio, andiamo a caricare altro materiale sui camions.
Ore 9, finalmente ci dirigiamo verso l’autostrada: siamo una colonna di cinque automezzi.
Ore 11,30, una vettura brucia la guarnizione della testata, devia per Frosinone e, nella nostra Agenzia, viene fatto il cambio con un'altra vettura; quindi ci raggiunge. Piove; la pioggia non ci abbandonerà più.
Ore 17, all’uscita autostradale di Grottaminarda troviamo due pattuglie della Polizia Municipale che hanno il compito di scortarci fino a Mirabella: mistero, nessuno sa chi le abbia mandate.
Ore 18,30 siamo a Mirabella, è buio, siamo fermi nella piazza del paese: la prima tendopoli.La nostra scorta prende contatti con l’Autorità Militare la quale ci ordina di attendere il permesso della Prefettura del posto prima di proseguire il cammino.Il tempo passa invano, mentre la gente si fa sempre più pressante intorno ai camions carichi: temiamo, realisticamente, un assalto ai nostri mezzi. All’unico uomo della scorta rimasto con noi diciamo chiaramente che con il permesso o senza permesso noi ci saremmo rimessi immediatamente in viaggio: così facciamo.
Ore 19,30 poco fuori del paese un nostro camion, per evitare una collisione con un’auto proveniente dal senso opposto, scarta di lato andando ad inginocchiarsi, col le due ruote di destra, nella cunetta al bordo della strada.Nonostante tutto non disarmiamo: proviamo in ogni modo di riportare in carreggiata il nostro mezzo. Dopo non poche fatiche e grazie anche all’aiuto della gente del luogo, riusciamo a mettere in piedi il grosso camion. Avanti !
Ore 21, arriviamo a S. Angelo dei Lombardi: ancora una tendopoli e fotoelettriche; fango, pioggia, freddo.....ma dov’è il paese ? Non si passa: ci consigliano di pernottare lì e proseguire l’indomani mattina. Un attimo di esitazione....poi ci apriamo il varco fra i soldati: voci di richiamo dietro di noi, ma proseguiamo. Da ora in poi la distruzione e la morte saranno visioni usuali.
Ore 22, Torella dei Lombardi. Primo colloquio con il Sindaco: otteniamo un locale dove scaricare il nostro materiale per l’indomani mattina. Scegliamo un punto dove montare la nostra tenda poco fuori dal paese: piove. Non so che ore siano quando, finito di montare la tenda, ci infiliamo nei nostri sacchi a pelo. Buona notte, ragazzi.
Venerdi 28 novembre
Ore ? ci sfiliamo dai sacchi a pelo galleggianti sull’acqua che aveva invaso tutto. Una tavoletta di cioccolato ed un sorso di grappa (forse erano due...o tre sorsi) ed iniziamo a scaricare il materiale mentre ci organizziamo per la sua distribuzione.Per tutti noi non c’è un attimo di sosta: la gente ha bisogno di tutto e, nonostante siano passati ormai cinque giorni dal sisma, sembra quasi che solo noi si possa sollevarla dall’incredibile indigenza in cui il terremoto l’ha gettata. Vediamo, in giro, militari senza ordini che non sanno cosa fare e volontari non organizzati che si aggirano impotenti; alcuni di questi, poi, si aggregheranno a noi. La distribuzione dei materiali prosegue a ritmo intenso; portiamo soccorso fino nei più sperduti casolari e montiamo le tende senza curarci dell’acqua che ci bagna fino nelle ossa. La gente che soccorriamo è stata fin troppo tempo al freddo e alla pioggia. La pioggia. Quando avrebbe smesso di piovere ? Vestiamo i bambini: che strazio dentro di noi. Quanti occhi ci chiedono con la vergogna di chiedere; quanto vorremmo dare ! E’ strano, non siamo stanchi. Dormiamo in terra, svolgiamo un’attività frenetica per sedici ore al giorno, quasi non mangiamo.....eppure non siamo affatto stanchi.
Sabato 29 novembre: La mattina ,all’alba, siamo sulle rovine del centro antico di Torella. Sembriamo fantasmi usciti dal nulla; solo distruzione e morte sono intorno a noi. L’odore della morte: è indescrivibile. Nel silenzio più assoluto chiaramente sentiamo, nell’anima, i pianti , i lamenti , le grida degli uomini, delle donne, dei bambini morti sotto le macerie per i colpevoli ritardi di chi avrebbe dovuto organizzare in tempo i primi soccorsi. Il Governo ancora una volta ha disertato; in guerra i disertori vengono fucilati...., e questo disastro è peggiore di una guerra.Si torna a distribuire gli aiuti; a piedi, con i sacchi sulle spalle, fino ai casolari irraggiungibili con le auto. Si innalzano ancora tende anche sotto la grandine ma poi, purtroppo, le tende finiscono. Finiscono anche gli stivali, gli impermeabili, le scarpe, i sacchi a pelo, le coperte, le lampade, i fornelli, le bombole, il cibo; anche la pioggia finisce....., ora nevica. Però, ormai sempre di più, si notano nella gente del posto i segni di una ripresa dallo schok subìto a causa del sisma; sempre di più la si vede capace di prendere in mano la situazione: siamo tutti molto soddisfatti di questo.
Domenica 30 novembre, fuori dalla tenda tutto è bianco intorno a noi.
La nostra spedizione sta giungendo al termine. Abbiamo visto tante sofferenze e ne abbiamo alleviate alcune; abbiamo visto tante ingiustizie e ne abbiamo contrastate alcune. Ma ora io già vedo volare, sopra queste macerie, avvoltoi con altri rostri ed altri artigli, pronti ad avventarsi sui morti e sui vivi, forti della paura e dell’indifferenza di coloro che credono di non essere mai toccati dalle tragedie e dalle sventure degli altri.
Alessandro ( 1° Dicembre 1980 ) Questo diario è dedicato a tutti i miei compagni ed amici di allora; a quelli che, con me, erano a Torella dei Lombardi e ai tanti che vennero insieme a noi con l’anima; affinchè, per il loro bene, nessuno di essi dimentichi. Alessandro (Novembre 2011)
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Post n°15 pubblicato il 17 Maggio 2012 da Oldhighlander
Lo scorso anno aprii il mio blog con il mio primo post in cui gridavo a gran voce che per risolvere la crisi era necessario "chiudere le Borse, chiudere i mercati finanziari". Da allora ho ripetuto continuamente questa mia tesi come Catone il Censore ripeteva la sua famosa frase "Cartago delenda est" ogni mattina, quando entrava in Senato. A lui ci volle molto tempo per far capire agli altri senatori che per far sopravvivere Roma era necessario distruggere Cartagine; credo che a me servirà infinitamente più tempo per far capire la necessità assoluta di chiudere i mercati finanziari perché tutti noi si possa economicamente sopravvivere. Non serviranno le regole per i Mercati perché le regole verranno costruite in modo che possano essere infrante con degli escamotages; questo lo abbiamo già visto troppe volte. La chiusura dei Mercati non produrrà tragedie; qualcuno perderà qualcosa, è vero, ma fino ad ora ha rimpinguato le proprie casse con i nostri soldi. Se, nel frattempo, il Governo Italiano decidesse di emanare un decreto con cui si stabilisce che i Titoli di Debito non verranno rimborsati e che da oggi ai loro possessori verranno riconosciuti interessi del 1,5% (come per quelli tedeschi, per intenderci), l'Italia risparmierebbe circa 100 miliardi di euro l'anno di interessi che invece di andare ad ingrassare gli speculatori potrebbero essere così impiegati: 50 miliardi da accantonare per ridurre da subito il debito favorendo eventualmente per primi i piccoli risparmiatori e 50 miliardi nella costruzione di centrali fotovoltaiche (per fare un esempio). Investendo 50 miliardi l'anno in quel settore, risparmieremmo sull'acquisto di energia alcuni miliardi di euro l'anno da reinvestire in Previdenza ed Assistenza; metteremmo in circolazione ogni anno una maggiore liquidità per 50 miliardi di euro creando centinaia di migliaia di posti di lavoro e innescando un circuito virtuoso per la ripresa economica. Ed io sono già molto più moderato di un maestro dell'economia, l'americano Frank Chodorov, che stigmatizza l'uso dei Titoli di Debito e che consiglia il loro azzeramento, da parte degli Stati, semplicemente annullandoli. Quella che sembra un'assurdità è semplicemente un'idea geniale che produrrebbe benefici effetti mondiali. Comunque se, poi, il tutto fosse unito ad una politica fiscale che facesse scaricare ad ogni cittadino tutte le spese effettuate, si avrebbe una partenza a razzo dell'economia Italiana (altro che locomotiva tedesca!) eliminando l'evasione fiscale e riducendo a zero il debito nazionale in pochi decenni; impresa finora mai riuscita a nessuna Nazione al mondo. Non vogliamo proprio essere, noi, i primi? |
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Post n°14 pubblicato il 04 Maggio 2012 da Oldhighlander
Non vorrei che i miei amici si rammarichino o si rattristino per quanto ho scritto su di me quale "perdente". Per evitare fraintendimenti su quanto volevo esprimere, ribadisco la mia fierezza di essere un perdente per i motivi che ho già esposto e vorrei completare il mio pensiero con un esempio. Credo che sia nota a tutti la vicenda storica di Leonida e della battaglia delle Termopili; Leonida e i suoi Spartani fecero una scelta eroica e, combattendo valorosamente, si fecero massacrare dall'esercito del re Persiano Serse per dar modo all'esercito greco di riorganizzarsi e reagire all'invasione. Leonida morì in quella battaglia insieme a tutti i suoi (eccetto due che poi si suicidarono per la vergogna di essere sopravvissuti), ma chi pensate che abbia vinto alle Termopili, il "vincente" Serse o il "perdente" Leonida? La vicenda di Leonida mi appartiene molto e me la sento sanguignamente; vi spiego il perché. Durante il periodo in cui ho prestato servizio in un corpo speciale della "Folgore" ero in un reparto destinato (eravamo nei primi anni '70) ad essere paracadutato (uomini e mezzi) nei pressi di una gola al confine fra l'Italia e la ex Yugoslavia e, lì, avremmo dovuto contrastare, a qualsiasi costo, l'ipotetica avanzata dell'esercito nemico di allora e, quindi, eravamo destinati a farci massacrare per permettere alle retrovie di organizzare una reazione di difesa o un contrattacco. Come vedete, oltre che nella mia volontà, è nel mio destino essere un "perdente"; permettetemi solo di esserne estremamente orgoglioso. I "vincenti", poi, li aspetto al varco; al varco delle difficoltà della vita, al varco dei cambiamenti epocali imminenti; li aspetto alle Termopili. Molòn labé! |
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Post n°13 pubblicato il 03 Maggio 2012 da Oldhighlander
Con grande fierezza dico di me stesso di essere un vero uomo, nonostante le mie numerose debolezze...e, forse, proprio in ragione di esse. So bene che non dovrei essere io a dire di me stesso di essere un vero uomo, ma non ho avuto mai nessuno che me lo abbia detto e questa, a pensarci bene, è la mia più grande debolezza. Ho fatto sempre quello che andava fatto, con coerenza; non ho mai venduto e mai venderò la mia dignità per nessun prezzo; sono compassionevole, emotivo ed iroso con un difficile autocontrollo. Sono un sognatore disperato ed un pacifico che non ha mai rifiutato una battaglia contro l'ingiustizia. Ma sono un perdente, per natura e per scelta, perché non mi sono mai alleato con il più forte; sono un perdente perché ho accettato le sfide più dure; sono un perdente perché la Fortuna mi ha guardato di sotto la benda e non le sono piaciuto. Ho fatto verdi le vele della mia barca (il verde per un marinaio non è di buon augurio) a suo dispetto e continuerò sempre a sfidare la Fortuna perché anche io non l'amo perché dispensa ingiustizie, perché è nemica dei veri uomini; continuerò sempre a sfidarla perché in fine potrà togliermi niente altro che la vita e, allora, sarò io ad aver vinto. |
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Post n°12 pubblicato il 09 Aprile 2012 da Oldhighlander
Ho fatto un sogno, ieri; ma ero perfettamente sveglio e con gli occhi bene aperti e sognavo, immaginandola concretamente, la composizione di un Governo Mondiale per dar seguito alle mie precedenti considerazioni generali. Non so perché, non avendone nessun merito particolare, ma immaginavo di poter fare, io, le scelte dei GOVERNANTI DEL MONDO; quindi: - Ministero della Salute Pubblica: Medici Senza Frontiere. - Ministero delle politiche sociali ed assistenziali: Emergency (Gino Strada). - Ministero della Giustizia: Avvocati Senza Frontiere. - Ministero delle Finanze: Muhammed Yunes (l'ideatore del "Microcredito"). - Ministero dell'Economia e del Lavoro: WFTO (World Fair Trade Organization) Organizzazione del commercio solidale. - Ministero dell'Energia: mi ero autoeletto, essendo il mio campo professionale ed avendo ben chiaro che il futuro prossimo dell'energia per il nostro pianeta è il sole/idrogeno. Poi, in questa mia veste di ricercatore "super partes", giravo il mondo per cercare fra gli esseri umani (sicuro di trovarli) i "ricchi" come Francesco d'Assisi e i "poveri" come Madre Teresa di Calcutta; i "guerrieri" come Ghandi e i "pacifici" come Che Guevara; i "potenti" come un Dalai Lama e i "senza padrone" come gli anarchici alla Francesco Guccini. La mia ricerca mirerebbe a dare a tutti loro un posto di responsabilità in questo Governo Mondiale a cui, però, mancherebbe ancora la forza materiale, concreta; la forza della spada. Perché non crediate che non serva la forza per realizzare e proteggere inizialmente delle Istituzioni così come le ho immaginate. I Potenti, le Mafie, i Ladri, e i Malvagi di ogni ceto saranno i nemici da combattere e da abbattere (qui, sì, si verseranno lacrime e sangue); chi vorrà farlo? E allora, anche questa veste di combattente mi sono permesso di avocarla a me, per mia natura , per una forte esperienza diretta nella Folgore (essere guerrieri non sempre significa essere prevaricatori e arroganti) e per una mia grande sete di giustizia. E poi, comunque,....dovremmo tutti sperare che il Padre Eterno, vedendo la sofferenza, l'impegno e la bontà di così tanti uomini e di così tante donne, si decida finalmente a scendere e ad accettare la carica di Presidente del Consiglio. Sarebbe davvero dura senza. Da parte mia, io sarei pronto. |
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Post n°11 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da Oldhighlander
Sento la necessità di chiarire cosa intendo, io, quando mi definisco "Sognatore". Nella mia concezione delle cose il sognatore non è colui che corre dietro ad una chimera, ma colui che immagina una realtà che solo al momento è fantastica ma che già contiene in sé una scintilla di concretezza. Il mondo, oggi più che mai, ha bisogno di questi sognatori, di chi sà immaginare una nuova era avendo lo spirito pragmatico e realizzativo ed il carisma per aggregare , intorno ad un sogno, i sogni di tutti i sognatori. Se Cristoforo Colombo non fosse stato un sognatore non avrebbe attraversato l'Atlantico e così anche se una donna non avesse creduto nel suo sogno; la concretezza di una donna sognatrice (e il suo intuito)è insostituibile nella realizzazione di un sogno. Altri stupendi esempi di precursori e di sognatori li abbiamo avuti nella storia passata e recente: Leonardo da Vinci, Archimede, Francesco d'Assisi, Galileo, Ettore Majorana, Madre Teresa, Albert Einstein, Che Guevara, Enrico Mattei, M.L.King,ecc. Ma sono stati ancora pochi, perché ne servirebbero milioni e milioni di sognatori che cavalchino a fianco di cavalieri senza macchia e senza paura, con le spade sguainate, contro i mulini a vento. Quei mulini a vento dentro i quali si nascondono e si mimetizzano i "dragoni" che Don Chisciotte, nella sua ingenuità, non aveva bene individuato. E' difficile fare il sognatore che deve muoversi con la prudenza e la circospezione del serpente, la pazienza e la determinazione del lupo, l'aggressività della tigre e l'irruenza del rinoceronte............e apparire tuttavia normale!
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Post n°10 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da Oldhighlander
Ho fatto un sogno, ieri; ma ero perfettamente sveglio e con gli occhi bene aperti e sognavo, immaginandola concretamente, la composizione di un Governo Mondiale per dar seguito alle mie precedenti considerazioni generali. Non so perché, non avendone nessun merito particolare, ma immaginavo di poter fare, io, le scelte dei governanti del mondo; quindi: - Ministero della Salute Pubblica: Medici Senza Frontiere. - Ministero delle politiche sociali ed assistenziali: Emergency (Gino Strada). - Ministero della Giustizia: Avvocati Senza Frontiere. - Ministero delle Finanze: Muhammed Yunes (l'ideatore del "Microcredito"). - Ministero dell'Economia e del Lavoro: WFTO (World Fair Trade Organization) Organizzazione del commercio solidale - Ministero dell'Energia: mi ero autoeletto, essendo il mio campo professionale ed avendo ben chiaro che il futuro prossimo dell'energia per il nostro pianeta è il sole/idrogeno. Poi, in questa mia veste di ricercatore "super partes", giravo il mondo per cercare fra gli esseri umani (sicuro di trovarli) i "ricchi" come Francesco d'Assisi e i "poveri" come Madre Teresa di Calcutta; i "guerrieri" come Ghandi e i "pacifici" come Che Guevara; i "potenti" come un Dalai Lama e i "senza padrone" come gli anarchici alla Francesco Guccini. La mia ricerca mirerebbe a dare a tutti loro un posto di responsabilità in questo Governo Mondiale a cui, però, mancherebbe ancora la forza materiale, concreta; la forza della spada. Perché non crediate che non serva la forza per realizzare e proteggere inizialmente delle Istituzioni così come le ho immaginate. I Potenti, le Mafie, i Ladri, e i Malvagi di ogni ceto saranno i nemici da combattere e da abbattere (qui, sì, si verseranno lacrime e sangue); chi vorrà farlo? E allora, anche questa veste di combattente mi sono permesso di avocarla a me, per mia natura , per una forte esperienza diretta nella Folgore (essere guerrieri non sempre significa essere prevaricatori e arroganti) e per una mia grande sete di giustizia. E poi, comunque,....dovremmo tutti sperare che il Padre Eterno, vedendo la sofferenza, l'impegno e la bontà di così tanti uomini e di così tante donne, si decida finalmente a scendere e ad accettare la carica di Presidente del Consiglio. Sarebbe davvero dura senza. Da parte mia, io sarei pronto. |
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Post n°9 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da Oldhighlander
Il mondo sta accumulando problemi così grandi e di così grande entità da rischiare di raggiungere, in brevissimo tempo, il punto di non ritorno; cioè, il caos (inteso come situazione incontrollabile, al di sopra della capacità intellettiva umana di riordino). È vero che nel caos si raggiunge una sorta di equilibrio dinamico in cui tutto sembra obbedire ad un ordine incomprensibile, ma è anche vero che in tale situazione gli elementi più sensibili e deboli soffrono terribilmente schiacciati da tutte le parti dagli elementi forti. Traslando il ragionamento filosofico/matematico alla realtà socio economica mondiale vediamo che gli elementi di disordine stanno creando sofferenze umane sempre più grandi e generalizzate; tutti noi ne siamo testimoni e protagonisti nel contempo. L'elenco è lunghissimo e se ci fermiamo ad esaminare, anche solo superficialmente, i singoli problemi ci accorgiamo che ognuno di questi ha delle interconnessioni sinaptiche con gli altri: - la crisi economica, voluta dagli speculatori finanziari, sostenuti e foraggiati dai molteplici potentati e dalle molteplici mafie che, nella bolgia dei mercati finanziari, riciclano i soldi del traffico di droga, di armi, di esseri umani. - i cambiamenti climatici, in parte naturali, in parte determinati dall'attività umana e in buona parte determinati dai folli tentativi di pseudo scienziati di comandare gli elementi. - l'esodo biblico, dai Paesi poveri, di milioni di uomini verso i Paesi ricchi nella speranza di realizzare il sogno di una vita agiata che intravvedono attraverso le tv satellitari e attraverso il turista opulento e becero giunto nelle loro terre quale neo colonizzatore. - i problemi sociali, di convivenza e anche di ordine pubblico determinati dalla presenza, nelle grandi città "occidentali", di grandi masse di etnie diverse non integrabili, che non si ha avuto il coraggio di limitare e che si fanno però vivere in modo umiliante. - i paesi emergenti (Cina, India, Brasile, ecc.) che, a suon di PIL a due cifre, reclamano il loro turno di accedere a quel "benessere" finora negatogli dalle locomotive del nord e dell'ovest del mondo; ma che così facendo indirettamente determinano la brusca frenata di quelle locomotive e una crisi economica mondiale che inevitabilmente si ritorcerà anche contro di loro (saturazione del mercato). - il decadimento della qualità dei servizi e dei prodotti, legati ormai alla sola logica del prezzo, che ci intristiscono la vita e ci danneggiano la salute; problema solo apparentemente marginale. - l'approvvigionamento di energia con i folli tentativi di orientarlo verso la tecnologia della fusione nucleare al solo scopo di mantenerne il controllo da parte dei soliti potentati. Infatti, l'energia producibile con la tecnologia solare/idrogeno è alla portata di tutti e toglierebbe, quindi, una buona parte del potere ai Governanti della Terra. - il decadimento dei valori morali e l'enfatizzazione del materialismo (inteso come anomala ed abnorme considerazione primaria dei beni materiali e della vita biologica) e la radicalizzazione degli egoismi personali e di parte, alimentati dai problemi generali e, nel contempo, fomentatori degli stessi. A questo elenco, certamente incompleto, va aggiunto il problema dell'eterno conflitto israelo/palestinese innescato ed amplificato dalla "pochezza" dei governanti del mondo.Questa "bomba ad orologeria" se non governata subito con grande decisione ed oculatezza può essere motivo di innesco di incendi devastanti. Per ultima, ma non per importanza, voglio evidenziare la crisi della Chiesa cattolica che è una istituzione di grandissima importanza mondiale non solo per i "credenti" se ne prendiamo in considerazione le implicazioni morali (pedofilia, ecc.), le implicazioni economiche ( IOR e suoi intrallazzi) e politiche. Paradossalmente, sembra proprio che i vertici ecclesiastici e, in generale il clero tutto, non si accorgano della crisi in cui sono piombati (peraltro non da ora) e in cui stanno sempre più sprofondando; il massimo della loro azione è l'autoincensamento in occasione delle assemblee oceaniche fini a se stesse. Il Capo della Chiesa cattolica dovrebbe percepire il segno dei tempi e la necessità di una vera conversione e di un'azione dirompente per rinnovarsi tornando alle origini senza le distorsioni degli opportunismi e delle paure; un cristiano è eroe per definizione. Parimenti, il Congresso delle Nazioni (una Onu totalmente ristrutturata o, meglio, una organizzazione da inventare "ex novo") deve prendere urgentemente coscienza che è ormai improcrastinabile la costituzione di un " governo mondiale" che, superando ostacoli anacronistici ed interessi di parte, governi (appunto) i cambiamenti epocali necessari per salvare il mondo prima che si giunga al punto di "non ritorno", all'acme del caos, cioè a una sorta di "Big Bang" primordiale; cioè ad una violenta rivoluzione globale. La storia dovrebbe insegnare che la sopportazione umana non è senza limiti e se, in situazioni circoscritte, ha portato alla Rivoluzione francese e alla Rivoluzione russa, cosa potrebbe accadere nella situazione attuale di globalizzazione? È necessario battersi perché una utopia diventi un sogno realizzabile: il Governo Mondiale, la nostra ultima speranza. |
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Post n°8 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da Oldhighlander
MENENIO AGRIPPA: L'APOLOGO Agrippa arringò la folla spiegando l'ordinamento sociale romano con una metafora, paragonandolo ad un corpo umano nel quale, essendo tutte le parti connesse tra loro, se collaborano riescono a vivere, se discordano si danneggiano fino alla morte. Quindi se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo. Ma ribatté che, dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento. "Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute." Vorrei dire al mio vecchio amico Menenio che apprezzo molto che abbia paragonato il Senato (il Potere) ad uno stomaco che tutto ingurgida e digerisce; ma non sono affatto d'accordo che questo, poi, distribuisca equamente alle membra (né allora né, tantomeno, ai giorni nostri). "Agrippa Menenio Lanato, o Agrippa Menenius Lanatus nato non si sa quando nè dove e morto nel 493 a.c., è stato un politico romano, membro della gens Menenia, antichissima famiglia patrizia autoctona esistente già ai tempi di Romolo, ed inclusa nelle cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio." (Foss'anche solo per queste sue doti peculiari, Menenio mi suscita istintiva simpatia) Comunque, come si vede, da questa storia siamo lontani 2.500 anni (luce) |
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Post n°6 pubblicato il 18 Novembre 2011 da Oldhighlander
Ho fatto un sogno l’altra notte; ho sognato che mi avevano investito di un potere assoluto per governare il Paese e che prendevo decisioni importanti e coraggiose nel solo ed esclusivo interesse del popolo. Così, per abbattere il debito pubblico e disporre di risorse per lo sviluppo, avevo deciso di rinnovare d’autorità i BTP già emessi assicurando, ai possessori, un rendimento prestabilito del 1,5% annuo e, per dare il buon esempio, mi ero imposto ed avevo imposto a tutto il Governo e a tutti i parlamentari di acquistare, a quelle condizioni, titoli di Stato per un valore pari alla metà di tutti i beni di cui ciascuno disponeva; fidando che il buon esempio è sempre trainante e l’eroismo lo è ancora di più, imponevo a tutti cittadini di acquistare titoli di Stato per un importo pari al 10% del reddito di ciascuno in modo da togliere i restanti titoli dalle mani degli speculatori. Per dare più forza a questi atti di eroismo avevo anche abolito, per tutti i parlamentari, stipendi e remunerazioni di qualsiasi natura (è accertato che nessun parlamentare ha necessità delle prebende statali per vivere). Inoltre, avevo imposto una tassa del 3% sui patrimoni eccedenti i due milioni di euro in modo che anche i ricchi si sentissero orgogliosi di contribuire al bene comune e si sentissero, nel contempo, figli e padri di questa nuova Nazione. Avevo, poi, nazionalizzato la Banca d’Italia perché (forse qualcuno già lo sa) la Banca d’Italia non era dello Stato ma apparteneva a banche private. Ed ancora, avevo nazionalizzato l’Agip per imporre un’azione calmierante sul prezzo dei combustibili ( come sostiene da tempo il mio amico Trollen) ed avevo, altresì, imposto dei dazi sulle merci che anche le nostre industrie producevano e che, invece, fino ad allora venivano importate da Paesi dove (fra l’altro) l’ambiente e l’uomo erano considerati meno che niente. Il tutto fin quando il Paese non fosse risorto. Ho sognato che, così, eravamo diventati un Paese ricco e potente; nessuno rideva più di noi e per farci apprezzare a livello internazionale non eravamo più costretti a fare la ruota di scorta nelle missioni internazionali e a mandare i nostri figli a morire in Afganistan. Ho sognato anche che la nostra forza e le nostre idee così determinate avevano convinto i nostri Partners europei della necessità di chiudere i mercati finanziari e che queste idee stavano già permeando il mondo intero. Sul più bello del sogno,poi, mi sono svegliato e, mentre gustavo il mio primo caffè, il TG mi informava che era stato varato il nuovo Governo, con gli inciuci e i bizantinismi di sempre. Giornata rovinata. |
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Complimenti! I mercati finanziari stanno per varare il nuovo governo e, finalmente, dopo averle cercate per mari e per monti,potranno disporre delle risorse necessarie per chiudere i buchi creati dagli speculatori e dai banchieri. Gli Italiani sono un gran popolo; più grande dei Tedeschi che sono riusciti "soltanto" ad unificare le due Germanie (saldando i debiti della Germania Est). Gli Italiani stanno per riuscire ad unificare le "destre" e le "sinistre" per saldare i debiti di chi gli ha divorato risorse fino ad ora. Poveri Italiani ! Le Associazioni dei Consumatori si sono sempre accalorate nel denunciare gli alti costi delle commissioni bancarie; cosa diranno, oggi, che agli Italiani verranno chiesti dalle banche (scusate, volevo dire "dal governo") costi miliardi di volte superiori? Gli Italiani, però, non si preoccupino eccessivamente: verranno dissanguati solo quel tanto che basta (come fanno i Masai che bevono il sangue delle proprie vacche senza, però, ucciderle); gli Italiani dovranno avere sempre qualcosa da perdere così che non si affolleranno mai davanti ai palazzi del potere armati di vanghe e forconi. "Panem et circenses" saranno sufficienti perché i privilegi non vengano mai veramente toccati e gli schiavi continuino sempre a produrre per i loro padroni. |
INFO
Cartago delenda est!
Traduci: "i mercati finanziari devono essere chiusi"!
(prego, leggere nel blog le motivazioni)
OCCUPY WALL STREET
Mi dispiace non poter essere lì, ma idealmente sono con voi.


Inviato da: sawij.1
il 18/05/2012 alle 17:17
Inviato da: lucre610
il 18/05/2012 alle 08:54
Inviato da: lucre610
il 17/05/2012 alle 21:14
Inviato da: trollen
il 17/05/2012 alle 19:07
Inviato da: MarquisDeLaPhoenix
il 10/05/2012 alle 20:46