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senza memoria
Post n°710 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da makavelika
Nei giorni scorsi zappingando allegramente m'è capitato di vedere il messaggio promozionale che annunciava la trasmissione su La7 dell'ultimo lavoro di Marco Paolini che sarebbe andato in onda in occasione della Giornata della Mermoria. Premetto che io Paolini lo adoro con riserva dai tempi del monologo del Vajont, sono persino andata avederlo dal vivo, insomma mi sono schiodata dal divano apposta per lui, mica roba di tutti i giorni eh! E' proprio bravo, anche solo per il fatto che gli basta un solo bicchiare d'acqua per rinfrescarsi le corde vocali dopo un soliloquio di più di un'ora. La mia riserva nasce dal fatto che nel suo lavoro riversa, a mio avviso eccessivamente, le sue convinzioni politiche. E' una cosa che mi crea un po' di disagio. Oddio, i principi morali di Paolini li condivido pienamente ma a volte ho la sensazione che punti il dito in una sola direzione, ecco. Vabbè, pazienza. Mica si può avere tutto dalla vita, no? Comunque per pura fortuna (non mi ricordo dalla bocca al naso le cose che programmo) ieri sera m'imbatto nella Gruber (ma avete visto che labbroni?!) che annuncia la programmazione della serata:"Seguirà Marco Paolini con il monologo intitolato Ausmerzen, vite indegne di essere vissute". In diretta dal famoso (meglio sarebbe dire famigerato) Paolo Pini di Mialno apre la serata quell'altro antipatico (dico così solo perchè gli invidio la cultura) di Lerner (ma è ebreo? boh e chissene). Aspetto la fine dell'introduzione e mi accoccolo sotto la copertina (mbè a me piace stare sul divano con la coprtina, sì! problemi?) e mi accendo la prima siga. Ora io il tema trattato lo conosco da quando avevo 17 anni e mi prese la fissa dei libri sui campi di concentramento per cui caro il mio Paolini, se la gente, tu compreso, non conosce/conosceva il programma di sopressione degli invalidi fisici e psichici durante il regime nazista è perchè non ha studiato, non perchè ci sia reperibile facilmente materiale informativo sull'argomento. Come nella miglior tradizione del cineforum, dopo lo spettacolo (che non commento perchè non basterebbero le parole) c'è il dibattito. E qui inizio a innervosirmi. Non che ci voglia molto, lo so. Domanda di Lerner: voi al posto di quei dottori di famiglia, ostetriche, psichiatri... che avreste fatto? Domanda del cazzo Lerner, hai perso 10 punti. Nessuno che abbia abbia avuto i coglioni di dire che, in quel frangente con ogni probabilità la maggior parte delle persone si sarebbe macchiata di quei crimini. Io la manina sul fuoco per me stessa non ce la metto e non perchè sono un'assasina repressa ma perchè in quella brutta faccenda c'è una logica di fondo che è sfortunatamente facilmente condivisibile: una vita al posto di 100. E non venitemi a dire che solo Dio ha diritto di decidere della vita o della morte di un uomo, sono troppo pragmatica per bermi queste favolette. Secondo motivo di giramento è stato l'uso infelice del termine eutanasia. Alt un attimo. L'eutanasia con questa faccenda c'entra come i cavoli a merenda. Se anche i giornalisti iniziano a fare disinformazione giocando con l'uso improprio dei termini come hanno fatto i nazisti allora rischiamo di confondere le idee alla gente. Quelli erano per la maggior parte OMICIDI, l'eutanasia è quando si stacca il respiratore a una persona con l'encefalogramma piatto o quando è lo stesso paziente a chiedere di essere aiutato a morire. Non facciamo casino, per cortesia! Lo scazzo definitivo che ha comportato il cambio di canale però è arrivato quando il microfono è passato ad una giovane che dilavoro è insegnate di sostegno la quale, avendo evidentemente più a cuore la precarietà del suo impiego piuttosto che l'esercizio delle sue attività neuronali, non ha saputo dire altro che secondo lei il suo lavoro era molto importante, perchè i bambini diversamente abili hanno disogno di figure professionali come la sua e con i tagli all'istruzione... Ma vaffanculo, ma c'avevi l'i-pod nelle orecchie durante lo spettacolo?! Non hai capito una mazza! Emmmm sorry per lo sfogo, ma tentare di strumentalizzare lo sterminio di massa a fini personali lo trovo schifosamente amorale. Siamo destinati a diventare senza memoria. |
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