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Come fare un Dentifricio con Olio di Cocco: Sano e Naturale

Post n°424 pubblicato il 18 Settembre 2017 da princesssweet

Lavarsi i denti con un dentifricio con olio di cocco rappresenta un rimedio molto più salutare ed economico rispetto ai dentifrici prodotti industrialmente, non solo perché si tratta di un prodotto semplice e naturale privo di sostanze chimiche, ma anche perché all’olio di cocco sono attribuite potenti proprietà antibatteriche. E’ stato, infatti, dimostrato come alcune sostanze presenti nell’olio di cocco riescano a debellare efficacemente gli streptococchi, batteri comunemente presenti nel cavo orale e responsabili di placca, gengiviti e carie. I dentifrici prodotti industrialmente, a differenza di un dentifricio naturale realizzato con olio di cocco, sono inoltre pieni di sostanze nocive che, alle lunghe, possono provocare gravi irritazioni e reazioni allergiche anche di una certa entità. Fra queste sostanze, troviamo il triclosan, presente in moltissimi prodotti per l’igiene ma capace di alterare la normale produzione di ormoni da parte del nostro organismo, e i tensioattivi, sostanze chimiche fortemente irritanti in grado di danneggiare in modo irreparabile le nostre mucose. Tutti validi motivi per buttare definitivamente nel cestino i dentifrici tradizionali e cominciare ad utilizzare un dentifricio con olio di cocco allo scopo di mantenere i nostri denti puliti e in salute.   Come Fare un Dentifricio con Olio di Cocco Realizzare un dentifricio fai da te a base di olio di cocco è un’operazione abbastanza semplice da fare. Non sono richieste particolari abilità e soprattutto è realizzato con ingredienti molto semplici e facili da reperire in una qualunque erboristeria. Alla fine, otterrete un dentifricio naturale, che, oltre a detergere e igienizzare a fondo il vostro cavo orale, vi metterà a riparo da tutte le conseguenze negative sulla nostra salute associate invece alle sostanze chimiche presenti nei dentifrici industriali. Vediamo dunque insieme come fare un dentifricio con olio di cocco, semplice e naturale. Gli ingredienti necessari per realizzare il vostro dentifricio fai da te con olio di cocco sono i seguenti: - 1 cucchiaino di...Continua a leggere >>

 
 
 

B52: la ricetta e le dosi dello short drink infiammato

Post n°423 pubblicato il 15 Settembre 2017 da princesssweet

Facile 5min 1 persone kcal 94 Ingredienti: Kahlua 2 cl Bailey's 2 cl Grand  Martire 2 cl  

   Il B52 è uno short drink di origini statunitensi, detto anche "Torello", un cocktail a base di liquore al caffè (Kahlua), Irish Cream, solitamente si utilizza il Bailey's, e Grand Marnier, presenti in dosi identiche e versati seguendo un ordine ben preciso. Una preparazione che prevede una tecnica a strati, per fare in modo che gli ingredienti, data la diversa densità, restino separati. Inoltre, infiammando il Grand Marnier, si otterrà un particolare effetto scenico, anche se si tratta di un metodo non accettato come tecnica professionale. Il B52 è il cocktail ideale come after dinner ma anche per accompagnare i dolci: il suo grado alcolico è pari a 27,7% di vol. Ma ecco come preparare questo particolare drink, in cui si mescolano dolce e amaro, in una consistenza cremosa ma dal sapore. ...Continua a leggere>>

 
 
 

11 settembre 2001, l’attacco alle Torri Gemelle: «Ho visto decine di persone lanciarsi nel vuoto dalle finestre»

Post n°422 pubblicato il 11 Settembre 2017 da princesssweet

#Accaddeoggi   «Un boato, decine di persone cadevano nel vuoto»

   È quando la torre è crollata che tutti insieme, come impazziti, abbiamo cominciato a correre verso nord. Io ho preso mia figlia Francesca per mano, l’ho stretta forte come non avevo mai fatto. Correre, scappare via per non essere travolti dai detriti: solo quello contava. Ma mentre scappavamo lontano dalla sua scuola — che è solo a 500 metri dalle Torri gemelle — insieme a quella marea di gente senza controllo continuavo a pensare che doveva esserci un errore, che quello che stavamo vivendo non poteva essere vero. In neanche mezz’ora, dalle 10.05 alle 10.28, sono crollate tutte e due le Torri, simbolo del centro finanziario di New York e sede di lavoro per 40 mila persone. Altri 345 mila vengono quaggiù tutte le mattine e si aggiungono alle decine di migliaia di newyorkesi che, come noi, hanno scelto di abitare in questa zona, fra il fiume Hudson (a ovest) e l’East River. La prima Torre, quella più a sud, l’ho vista incendiarsi mentre stavo ancora nel cortile di casa, il Gateway Plaza, a due passi. Ero scesa per strada poco dopo le 9 perché avevo sentito un botto assordante. Stavo leggendo il giornale nel mio appartamento, che è anche il mio ufficio. Sono corsa giù, dal quindicesimo piano, insieme a mio marito Glauco Maggi, giornalista della Stampa. E la scena che ci si è parata davanti ci ha tolto il respiro: c’era un buco in ciascuna delle due Torri.   Quella a Nord aveva la cima in...Continua a leggere>>

 
 
 

Tutto può accadere ad Agosto

Post n°421 pubblicato il 26 Agosto 2017 da princesssweet

Agosto, il mese che si aspetta tutto l’anno! L’azzurro del cielo è limpido e sgombro di nuvole.          I campi ben coltivati, i campi di papaveri e di girasoli, la natura tutta vibra sotto la luce del sole.  

      E le corse sulla spiaggia, le lunghe nuotate, l’anima vola, respira, canta la vita, perché tutto può accadere ad agosto Nelle luminose e calde ore pomeridiane, il paesaggio è...Continua a leggere >>

 
 
 

Scienziati da spiaggia

Post n°420 pubblicato il 14 Agosto 2017 da princesssweet

  Come nasce una spiaggia di sabbia? Le spiagge sono di fatto delle discariche naturali dove vanno ad accumularsi i detriti delle rocce erose da vento, sole, gelo e acqua. I fiumi li trasportano verso il mare e le onde li depositano lungo la costa. Perché le nostre spiagge siano proprio dove sono dipende dal punto in cui si è stabilizzato il livello del mare alcune migliaia di anni fa, e il loro colore varia a seconda della composizione. Le spiagge di sabbia chiara sono formate per la maggior parte da granelli di quarzo, con varie sfumature a seconda dell’età del minerale. Ci sono anche spiagge di origine organica, formate da ciò che resta di conchiglie e coralli.  

   Perché in acqua si sente peggio? In acqua i suoni si propagano più velocemente, a 5300 chilometri l’ora, contro i 1200 dell’aria. Il motivo per cui però noi sentiamo molto peggio ha a che fare con la nostra anatomia e fisiologia. Sott’acqua, il nostro padiglione auricolare, che come quasi tutti i tessuti del corpo ha praticamente la stessa densità dell’acqua, non riesce a svolgere la sua funzione, quella di raccogliere le vibrazioni e trasmetterle all’orecchio medio e interno. Le ossa del nostro cranio, però, più dense dell’acqua possono ricevere e trasmettere le onde sonore all’orecchio interno. In pratica “sentiamo con le ossa”, che è anche il meccanismo su cui si basano alcuni apparecchi per le persone affette da sordità, anche se questo sistema è meno efficace, per cui per sentire lo stesso suono serve un volume più alto.  

   Che cosa fare se ci si sente portare via da una corrente? Quelle pericolose per i bagnanti sono le cosiddette correnti di ritorno, causate dall’energia delle onde che si infrangono quando il mare è mosso, e che possono trascinare verso il largo. Di solito si riconoscono perché si presentano come una striscia di mare calmo in mezzo al mare più mosso. Se si finisce in una corrente, la cosa migliore da fare è spaventarsi, cercare di attirare l’attenzione con un braccio e, intanto, cercare di nuotare “fuori” dalla corrente, che significa di solito andare parallelamente alla spiaggia. Nuotare controcorrente direttamente verso la spiaggia non è invece una buona idea, perché se la corrente è forte ci si stanca subito, e ci si mette in ulteriore pericolo.  

  Perché le dita in acqua raggrinziscono? Non...Continua a leggere >>

 
 
 
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