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Lavoro

Post n°883 pubblicato il 28 Maggio 2012 da manuelazen

Se da bambina m'avessero chiesto cosa volessi fare "da grande", certo, mai avrei risposto: "La farmacista!". Per me i farmacisti erano una categoria utile, normale che ci fossero; ma niente di più.

"Allora perchè fai la farmacista?"

Per una concatenazione di coincidenze, di mancato coraggio...
Ora in parte ne sono contenta, mi diverto anche.
Grazie al rapporto con la gente, o meglio: con le persone, perchè non si tratta di un ammasso confuso, bensì di individui ognuno con una sua originalità, ho imparato a non essere più quella stupida chiusa in sè stessa che ero, fino al momento della laurea. Ho perso in cultura, ho guadagnato in umanità e solo grazie alle persone, che il mio lavoro mi dà l'opportunità di incontrare. Certo sono stata aiutata da una mia caratteristica: ho sempre detto che se fossi stata la valletta di Mike Bongiorno, al Rischiatutto, sarei stata più brava di Sabina Ciuffini, che era invisibile, muta, totalmente priva dell'uso della parola; ma di una prontezza invidiabile nel porgere a Mike ciò che gli occorreva. In parte io sono così, lo diceva anche mia zia, sorella più anziana di mia madre: "Lavorare con Manuela è piacevole, indovina cosa ti serve prima ancora che lo sappia tu." E' un trucco insomma; basta prevenire i desideri degli altri e, se non si rovina la cosa con parole inutili, c'è tutto il tempo di godere della compiaciuta sorpresa, che si dipinge sul volto di chi riceve le nostre attenzioni. Purtroppo a volte non so tacere, mi cerco una gratificazione in più, non sono muta... E torno ad essere un po' stupida.

Mio nipote, fa la prima media, mi diceva un giorno di voler fare un mestiere utile da grande: il pompiere o il poiliziotto. "Ma fare il pompiere è pericoloso, meglio il poliziotto; ma, zia, non poliziotto della stradale: di quelli in tenuta antisommossa negli stadi o alla manifestazion, col manganello, con l'autorizzazione ad usare la forza per mantenere l'ordine." "Insomma, Tommy, vorresti fare quel mestiere solo per essere autorizzato ad essere un violento? Nessuno ha diritto ad usare la violenza, mai! M A I!"...
Più tardi un amico gli manda un messaggio: "Zia, mi devi prestare il cellulare, devo chiamare Matteo urgentemente, col tuo cell si spende meno." Gli presto il telefono e lui sparisce in salotto a parlottare di nascosto. "Tommaso, cosa stai combinando?" "Cose private." "Non farai mica delle idiozie!" ...
Un po' alla volta riesco a farmi dire quasi tutto e senza fatica. Tommaso mi racconta che gli amici e le amiche lo chiamano a tutte le ore come  "consulente", "consulente matrimoniale"; poi lo ricompensano in caramelle, una ragazzina l'ha interpellato anche alle sei del mattino. Il punto è che sembra lui sia uno dei pochi che, nella sua scuola, riesce a rimanere il contatto sia con l'universo femminile che con quello maschile, parla con tutti e molti si rivolgono a lui per "affari di cuore". Lui studia le caratteristiche degli uni e degli altri e dà consigli mirati. Qualcuno gli ha pure detto che potrebbe fare lo psivologo.
"Beh, se tu facessi lo psicologo, sarei orgogliosa di te più che vederti andare negli stadi col desiderio di avere una scusa per picchiare qualcuno. Potresti mettere in conto di coltivare questa abilità."
"Ma, zia, tu non mi vuoi bene? Allora dovresti essere orgogliosa di me comunque! Se fossi un barbone e suonassi alla tua porta, non mi daresti da mangiare? Non mi manterresti?"
"Certo che no. A parte il fatto che non ho i soldi per farlo. Ti direi: Alza il culo e cerca un lavoro!"
...
Con questo non voglio assolutamente mancare di rispetto a chi per colpa della crisi si trova ad essere sottoccupato o disoccupato, spesso l'idea di rimanere senza quel lavoro, che pure non mi piace granchè ma mi ha dato molto, mi terrorizza.

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ALLA CIECA

Faccio per un'istante l'ipotesi che qualcuno stia leggendo queste parole. Ipotesi che non ho modo di verificare. Qualcuno potrebbe chiedersi perchè io abbia tolto il box con le icone dei visitatori e il contatore del numero delle visite ricevute. Qualcuno potrebbe pensare si tratti di drammatici comportamenti asociali. Nessuno in questo momento può trarre informazioni che non siano le parole del mio blog e solo su queste può contare per costruirsi una mia immagine. Dal mio blog non è ora possibile (fatta eccezione per gli autori dei commenti ai miei posts) risalire all'identità di alcun visitatore. E' come se il mio blog fosse diventato un vicolo cieco, un ramo laterale senza sbocco nella community di Libero, non conduce (o quasi) ad altro che a se stesso, ai link da me inseriti nei posts, ai commenti di alcuni lettori. A questo punto non avete altra possibilità che continuare a leggere le mie parole o "uscire" senza averlo fatto.
Perchè?
Troppo spesso i profili delle persone, qui nel mondo vituale, non vengono neppure letti o letti con poca attenzione e, se la persona rappresentata dal profilo scrive in un blog, i visitatori raramente si interessano a ciò che essa scrive. A volte ancora la visita ad un profilo o ad un blog è solo una mera strumentalizzazione della persona incontrata per cercare qualcun altro. A volte c'è la possibilità di un giudizio sul numero, sul tipo di persone che appaiono nella sua lista amici.
Altrettanto vale per chi scrive, potrebbe chiedersi: "Chi mi ha letto oggi? In quanti? Sono piaciuto? Cosa posso scrivere per piacere di più e perchè mi leggano in molti?"
Non desidero seguire questo schema. Non posso sapere chi mi leggerà. L'unica cosa a cui possono fare da ponte le mie parole sono idee ed emozioni che eventuali lettori potrebbero trovare in sè per una sorta di risonanza.

 

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