RE PER SEMPRE
"Re per sempre" è, per me, ogni essere umano.
Il richiamo è ad un passaggio del vangelo dove si dice che ogni uomo è sacerdote, profeta e re: ognuno di noi è custode della sacralità della vita, ognuno di noi può sostenere ed esprimere colla sua vita dei valori, ognuno di noi ha diritto al rispetto che si tributerebbe ad un personaggio di potere, ognuno di noi ha la dignità di un re...
Le mie parole altro non sono che il tentativo di ricordarlo a me stessa.
Scrivere qui può essere un modo per sfogare ciò che non si riesce a dire e scriverlo in modo comprensibile agli altri lo rende più comprensibile a noi stessi... E più accettabile...
Vorrei chiedere scusa anticipatamente a chi, leggendo ciò che scrivo, in questo blog, nei miei commenti, nel mio profilo, nei miei messaggi, nelle mie mail, pensasse di individuare un tono offensivo. La maggior parte delle volte non è mia intenzione essere aggressiva, può essere che io usi in maniera poco appropriata le parole ed esse sembrino colorarsi di toni aspri da me non desiderati.
Una stessa frase può assumere significati diversi:
"Cosa pensi di aver capito?" ad esempio può essere intesa come accusa e recepita come: "Non hai capito niente!" ma può essere semplice richiesta di un chiarimento: "Dimmi cosa pensi di aver capito."
Per favore, non fermatevi emotivamente al primo significato di una frase, concedetemi il "beneficio d'inventario" e cercate quello più costruttivo vi riesca d'immaginare.
Grazie
Manuela 
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Post n°883 pubblicato il 28 Maggio 2012 da manuelazen
Se da bambina m'avessero chiesto cosa volessi fare "da grande", certo, mai avrei risposto: "La farmacista!". Per me i farmacisti erano una categoria utile, normale che ci fossero; ma niente di più. "Allora perchè fai la farmacista?" Per una concatenazione di coincidenze, di mancato coraggio... Mio nipote, fa la prima media, mi diceva un giorno di voler fare un mestiere utile da grande: il pompiere o il poiliziotto. "Ma fare il pompiere è pericoloso, meglio il poliziotto; ma, zia, non poliziotto della stradale: di quelli in tenuta antisommossa negli stadi o alla manifestazion, col manganello, con l'autorizzazione ad usare la forza per mantenere l'ordine." "Insomma, Tommy, vorresti fare quel mestiere solo per essere autorizzato ad essere un violento? Nessuno ha diritto ad usare la violenza, mai! M A I!"... |
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ALLA CIECA
Faccio per un'istante l'ipotesi che qualcuno stia leggendo queste parole. Ipotesi che non ho modo di verificare. Qualcuno potrebbe chiedersi perchè io abbia tolto il box con le icone dei visitatori e il contatore del numero delle visite ricevute. Qualcuno potrebbe pensare si tratti di drammatici comportamenti asociali. Nessuno in questo momento può trarre informazioni che non siano le parole del mio blog e solo su queste può contare per costruirsi una mia immagine. Dal mio blog non è ora possibile (fatta eccezione per gli autori dei commenti ai miei posts) risalire all'identità di alcun visitatore. E' come se il mio blog fosse diventato un vicolo cieco, un ramo laterale senza sbocco nella community di Libero, non conduce (o quasi) ad altro che a se stesso, ai link da me inseriti nei posts, ai commenti di alcuni lettori. A questo punto non avete altra possibilità che continuare a leggere le mie parole o "uscire" senza averlo fatto.
Perchè?
Troppo spesso i profili delle persone, qui nel mondo vituale, non vengono neppure letti o letti con poca attenzione e, se la persona rappresentata dal profilo scrive in un blog, i visitatori raramente si interessano a ciò che essa scrive. A volte ancora la visita ad un profilo o ad un blog è solo una mera strumentalizzazione della persona incontrata per cercare qualcun altro. A volte c'è la possibilità di un giudizio sul numero, sul tipo di persone che appaiono nella sua lista amici.
Altrettanto vale per chi scrive, potrebbe chiedersi: "Chi mi ha letto oggi? In quanti? Sono piaciuto? Cosa posso scrivere per piacere di più e perchè mi leggano in molti?"
Non desidero seguire questo schema. Non posso sapere chi mi leggerà. L'unica cosa a cui possono fare da ponte le mie parole sono idee ed emozioni che eventuali lettori potrebbero trovare in sè per una sorta di risonanza.
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