RE PER SEMPRE
"Re per sempre" è, per me, ogni essere umano.
Il richiamo è ad un passaggio del vangelo dove si dice che ogni uomo è sacerdote, profeta e re: ognuno di noi è custode della sacralità della vita, ognuno di noi può sostenere ed esprimere colla sua vita dei valori, ognuno di noi ha diritto al rispetto che si tributerebbe ad un personaggio di potere, ognuno di noi ha la dignità di un re...
Le mie parole, quelle che scrivo qui di tanto in tanto, altro non sono che il tentativo di ricordarlo a me stessa; il fatto di farlo pubblicamente la presa di un impegno nel tentativo di renderle vere nella mia vita.
Scrivere qui può essere un modo per sfogare ciò che non si riesce a dire perchè non c'è nessuno di reale a cui dirlo, e scriverlo in modo comprensibile agli altri lo rende più comprensibile a noi stessi... E più accettabile...
Ultimi Commenti
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manuelazen il 27/05/12 alle 01:34 via WEB
Credo che basti leggere i blog femminili di Libero-community per vedere che il desiderio della donna per l'uomo è tutt'altro che taciuto, anzi: è l'argomento principe senza veli, solo devo ammettere, e non mi piace molto, che ancora le donne per proclamare il proprio desiderio usano immagini sensuali di se stesse allo scopo di attrarre gli uomini. Sempre, che si tratti di blog maschili o femminili, sono le immagini di nudo della donna ad imporsi prepotentemente, riconosco il valore estetico di talune; ma mi riesce difficile leggere quando mi sento aggredita da una zaffata di richiami sessuali. In fondo perchè leggere ciò che palesemente è rivolto ai maschi?
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manuelazen il 26/05/12 alle 01:11 via WEB
Grazie Dan, del tuo commento, ti confesso che sono un po' maniaca per quanto riguarda il linguaggio: mi spiace sentire e leggere una lingua italiana priva di rispetto dei modi e dei tempi dei verbi, senza doppie consonanti, senza uso corretto delle h, senza uso di sinonimi... penso che una povertà lessicale rispecchi una povertà di pensiero, la mancanza di accuratezza e chiarezza denoti la presunzione che
siano gli altri a dover capire noi anzichè noi a doverci rendere comprensibili, a volte addirittura una scrittura eccessivamente elaborata, tanto da compromettere la comprensibilità, denoti (purtroppo) un velato disprezzo degli altri. Ciao. Manuela
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danbart il 25/05/12 alle 15:39 via WEB
Siamo cresciuti con un visione regolata dalle abitudini e perciò diam valore a quel che vogliamo quando e come ci torna comodo...giusto il tuo ragionamento che ,come in oriente, cerca di far riflettere sulle terminologie, dando alle parole un preciso valore
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sagredo58 il 24/05/12 alle 09:02 via WEB
Appunto quello che manca è cantare il desiderio della donna per l'uomo, se siamo privi da millenni (del canto)
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manuelazen il 23/05/12 alle 15:00 via WEB
Questa poesia mi ha richiamato delle assonanze che spero Prevert mi perdonerà. chancon-chacun=ciascuno, corte-conte=racconto, m'aimes-meme=stesso, repete-nel mio dialetto "repeton" indica il frastuono, quel tuerais mi ricorda seppellire, nascondere, senza parlare di oiseau e tete (con una t aggiunta)... Ecco il prodotto della contaminazione: "Ciascuno, il più delle volte, racconta del desiderio dell'uomo per la donna. Canta, ripete, urla sempre una stessa cosa: il fastidioso intreccio tra desiderio e amore, tenta di nasconderlo nel mattino dell'indomani; ma intanto lo ripete e lo vive nel corso della notte."
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sagredo58 il 23/05/12 alle 08:11 via WEB
Approccio multicanale al dialogo, mail, messaggi, blog, interessante.
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sagredo58 il 23/05/12 alle 08:09 via WEB
Lieto di "inquinarti"
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manuelazen il 20/05/12 alle 23:03 via WEB
Mio cugino da piccolo scriveva: "Mia mamma dice sempre che intende cominciare la dieta, che comincerà domani. Domani non arriva mai, è sempre il giorno dopo, e lei non comincia mai la dieta."
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sagredo58 il 20/05/12 alle 22:55 via WEB
La mia poesia di prevert preferita è
La chancon la plus corte
L'oiseau qui chante dans ma tête
Et me repete que je t'aime
Et me repete que tu m'aimes
L'oiseau au fastidieux refrain
Je le tuerais demain matin
L'uccello che canta nella mia testa
E mi ripete che ti amo
E mi ripete che mi ami
L'uccello dal ritornello fastidioso
Lo ucciderò domani mattina
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manuelazen il 17/05/12 alle 15:00 via WEB
Ammetto che probabilmente non ce la farei ad urlare con i finestrini dell'auto aperti, mi sentirei bloccata dall'idea che qualcuno mi potesse sentire e non capire. A volte ho urlato nel vento; ma solo mentalmente. Forse dovrei recarmi in un luogo deserto, aperto e sgombro da qualsiasi cosa possa ostacolare la dispersione della voce. Chissà che effetto farebbe: forse come quando si parla al microfono e non si riesce a valutare correttamente come usare toni e volumi di voce? Magari il suono di disperderebbe come ad infiltrarsi nel terreno e spiccare un salto verso il cielo?
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