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Non ho mai preso in considerazione più di tanto il tempo come categoria discriminatoria fra le persone e non in senso meramente ideologico; è stato sempre per me proprio una cosa istintuale , naturale,automatica .
Nel lavoro ,nelle amicizie ,ovunque mi trovi a relazionarmi con le persone mai mi sono preoccupata di catalogare la gente secondo l’età e/o tanto meno di “inquadrarla” o definirla da subito per questioni anagrafiche.
Questo mi ha permesso di entrare in una realtà lavorativa quando avevo venti anni e trovarmi accanto a persone prossime alla pensione ,divertirmi,imparare ,collaborare con loro e diventarne amica.
Lo stesso nei gruppi amicali ,mi capita di essere assieme assieme a ragazzi dell’età di mia figlia a bere e chiacchierare ed ancora ad imparare ed a divertirmi.
L’intersecarsi delle stratificazioni esperienziali di tutti è essere fuori dai ghetti ,dai pensieri coatti e stereotopi .dai deja vu.
Ghetti che mi sembra di percepire sempre più attorno e che per nulla mi piacciono,anzi aumentano la claustrofobia.
Inviato da: Fajr
il 22/05/2013 alle 16:27
Inviato da: Anto al volo
il 20/05/2013 alle 06:52
Inviato da: giovanedestra_lecco
il 19/05/2013 alle 20:25
Inviato da: merizeta21
il 17/05/2013 alle 13:33
Inviato da: Roberta_dgl8
il 17/05/2013 alle 10:37