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Messaggi di Luglio 2006

grazieeee

Post n°602 pubblicato il 31 Luglio 2006 da ossimora
 


Un bacione grande ed un fiore a tutti coloro che hanno scritto cose bellissime e interessanti in mia assenza ed anche a coloro che sono passati a trovare il mio blog in maniera silente.!

§

Siepi di tortuose tamerici

color del vento

fluttuano

tratteggiate

sulla luna

di acquei tremolii.

Lancio saettante

 di sassi piatti,

 di azzurri rimbalzi

SFIDA

come gioco d’infanzia

Lanciando lontano

ineludibili

pensieri di piombo.

A.


 
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Ritornare

Post n°601 pubblicato il 31 Luglio 2006 da magdalene57
 

A volte si torna nel futuro per compiacersi del proprio presente e non perchè non sia migliore dell'oggi che viviamo ma solo perchè noi siamo abituati a questo. Questo è cosa ci appare giusto anche nell'essere ingiusto.
A volte si torna a casa. Perchè è bello ritrovare gli spazi che nel tran tran quotidiano si accumulano di cose al posto sbagliato mentre i colori al posto giusto, suggeriscono che è ora di preparare una tazza di caffè lungo. O di orzo. O di thè.
A volte si torna nel passato. Per raccontare di nuovo una storia che si era capita male. Perchè è bello rivedere con occhi di allora le cose di allora, sapendo le cose di oggi. Tutto sembra cosi bello anche quando ci aveva fatto soffrire un po'. La leggerrezza è sempre nel cuore.
A volte si torna. Dove non è importante perchè in fondo una cosa è partire una cosa è tornare e se ogni partenza è un addio dall'altra parte, il viaggio diventa unico.

Ovunque andrai sempre nel cuore qualcuno avrai.
** Bentornata TesorYlla, ci sei mancata! **

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LA POESIA COME SAGRA DI PAESE

Post n°600 pubblicato il 29 Luglio 2006 da bargalla
Foto di ossimora

In questo periodo è tutto un fiorire di sagre, di spettacoli di piazza e di feste paesane, il tutto condito con l’inevitabile richiamo di qualche grosso nome dello spettacolo che permette sempre di fare il pienone.
Qui come di sicuro in ogni borgo e contrada del Belpaese c’è sempre qualcuno che organizza qualcosa, ogni pretesto è buono per promuovere e valorizzare un prodotto tipico locale o un evento simil-culturale che in altre stagioni impossibile da allestire all’aperto.  
Una volta quando si usciva in comitiva c’era quasi l’imbarazzo della scelta, succedeva che in un sola serata ci si spostava da un posto all’altro per cercare di non perdere un concerto, o una rappresentazione teatrale di qualche compagnia capitata quasi per caso da queste parti in cui non esiste un teatro degno di questo nome.
Da qualche anno vivo di riflesso anche questi eventi, leggo il cartellone e i programmi che mi capitano fra le mani; alcuni sono veramente interessanti e meriterebbero maggior fortuna, altri sono soltanto un modo alquanto discutibile di spendere e di sperperare il pubblico denaro.
Quando, come stasera il vento soffia da una certa direzione, qui in campagna arriva l’eco dei suoni e dei rumori del mio paese. E stasera il vento mi porta qualcosa che sembra essere una via di mezzo fra il concerto di musica classica e la declamazione di qualche poesia.
Per la gioia di Calliope qualcuno particolarmente ispirato, recita le sue poesie come se fosse il cieco aedo di Chio.
Un festival della poesia, roba di altri tempi si direbbe e invece sembra proprio che in giro ci sia voglia di poesia e con l’aria che tira solo il Buon Dio sa quanto migliore sarebbe il mondo se fosse governato anche dai poeti.
Le vacue proposte delle serate vacanziere ad uso e consumo dei forestieri, riempiono le piazze come niente. Sarei curioso di sapere quanta gente c’è stasera nella piazza del mio paesello ad ascoltare i poeti in erba e i loro componimenti. Un po’ li invidio, perché hanno avuto il coraggio di leggere in pubblico i loro versi.
Spero tanto che non se la prendano per qualche inevitabile fischio.
Il verseggiare è cosa per palati fini e chi dopo alienanti giornate al mare fa indigestione di serate evanescenti, mal sopporta che qualcuno si esibisca mettendo a nudo la propria anima per un po’ di notorietà.

Nella polifonica drammaturgia di un tempo storico in cui il fragore della guerra continua ad essere il suono più cacofonico mai prodotto dall’uomo, ci sono ancora dei sognatori che tentano di coprire con la loro musica e i loro versi il rombo degli F16 e le esplosioni di mille ordigni bellici.
Da un mondo lacerato da mille contraddizioni che emargina e uccide i più deboli, gli inermi  e gli indifesi, spunta una notte di poesia e forse da quei versi sorgerà l’alba di un giorno migliore.

 
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pomeriggio al caffè

Post n°599 pubblicato il 29 Luglio 2006 da magdalene57

BETTI                         Visioni oblunghe nella macchina
                                          del caffè espresso

ZAVATTINI                   bottiglie di cristallo
                                         piene di vodka
                                         allucinate

BERTOLUCCI                Musa dolce d'un tempo
                                         con un mazzo di rose rosse
                                        Contro il petto
                                        E un ombrellino a righe multicolori
                                        con su dipinta una rondine

MINARDI                    che vola in uno smorto
                                        cielo di velluto

BIANCHI                    Ma ritorniamo al caffè, cari
                                        compagni di adesso, pensate
                                        al treno lampo, all'espresso

BETTI                        Così la barba cresce, poi di nuovo la
                                      radiamo
                                        restiamo in pari, questa è la vita

ZAVATTINI                  E se l'abbiamo rasa
                                        perchè farla ricrescere
?

(amiche)

 
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COLPO DI SPUGNA

Post n°598 pubblicato il 28 Luglio 2006 da bargalla
 
Foto di ossimora

Quando non si sa come iniziare o come rompere il ghiaccio si inizia col parlare delle condizioni meteo, della bolla di caldo africano che ha sfrattato dalle nostre latitudini il più temperato anticiclone delle Azzorre e di queste temperature che, pur essendo al di sopra della media stagionale, sono pur sempre caratteristica di ogni bella estate.  

Certo il troppo stroppia anche in fatto di temperature massime, così come si fa fatica ad accettare gli indulti o indultini che un clemente e gemente guardasigilli ha messo sul piatto di una bilancia che difficilmente potrà ancora essere emblema di una giustizia uguale per tutti.
Non è tanto in discussione l’atto di clemenza in sé, il cui spirito umanitario è largamente condivisibile, quanto l’aver voluto cancellare con un colpo di spugna anche i reati contro la Pubblica Amministrazione e lo Stato, favorendo colpevolmente in primis fior di corrotti e corruttori patentati che avrebbero meritato di languire in galera invece di “godere” degli arresti domiciliari e dell’aria condizionata. Altro che atto di clemenza!

Qui ormai si benedicono i “furbi e gli orbi” i ladri e i papponi.

Le carceri sono piene di poveri disgraziati e avrebbero dovuto essere solo loro i beneficiari di un provvedimento che invece ha premiato e premierà una masnada di legulei che hanno fatto del cavillo giuridico il loro cavallo di battaglia.

Questo indultino è un palliativo, che non risolve il problema del sovraffollamento carcerario, semplicemente lo rimanda al prossimo ingorgo. Invece di creare un clima di legalità, si lascia intendere che fra un condono, più o meno tombale, un indulto e magari un’amnistia, in questo Paese c’è sempre il modo di farla franca. 

Impunità e immunità sono due facce della stessa medaglia, peccato sia stato proprio un governo di centro-sinistra a coniarla usando il vile metallo della immoralità e del malcostume politico.

E’ quasi un tradimento del mandato parlamentare conferito dal popolo sovrano, è il trionfo del consociativismo che sbeffeggia nel modo più osceno quanti ancora stupidamente pensano di vivere in un Paese normale. 

 
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3' e 37" di sana follia

Post n°597 pubblicato il 28 Luglio 2006 da magdalene57


S.velate Velature

Ci sono molti ricordi che si legano al pensiero di altre persone. Il significato cambia a seconda del senso che ha attraversato lo spazio vitale di chi li ha vissuti. Certe volte si ha la fortuna di poterli condividere nel gusto, nella colorazione, nella percezione quasi tattile. A volte organica.
Ho sempre avuto il vizio di attorniarmi di presenze utili alle mie inventorialità. Ricordo che da bambina raccontavo delle storie che sentivo nel vento della fantasia. C’era quell’anno che verrà di Lucio Dalla che la radio sfiorettava come una rivendicazione sul presente amaro che sempre circonda gli animi dei sognatori. E i miei cugini più piccoli mi chiedevano dei perché che io non sapevo dare, ma l’illusione di poter essere didassica senza appartenere a una scuola mi rendeva grazia. E poesia. E quell’uomo a cui Lucio scriveva era un uomo morto da tempo che sarebbe tornato anche se nessuno mi aveva raccontato delle teorie new age dell’immortalità dell’Anima. Da bambini le cose si sanno senza saperle. Questa è la vera innocenza.

Cosi mia cugina V. che aveva di me la percezione di una sapiente, scrisse nel tema libero la mia interpretazione. Ma l’essere creativi non è interpretare e se non sei in grado di credere fino in fondo rischi la derisione o la perversione. Che diversa appare pur recandoti il medesimo danno. Il tema fu valutato male e a  pensarci ora, la sua maestra poteva essere taciuta da un qualunquista mediocre. Ma allora lei fu in grado solo di difendersi con la classica discolpa a carico di altri. Sconosciuti ed ignari del gesto compiuto. Che, amaramente comprendo, è quello che sempre si fa nel vivere.
Dopo molti anni, a una classica cena di famiglia, il delitto compiuto venne alla luce. Eri una casinista che confondevi le idee a noi che credevamo in te.

Che colpa era stata la mia? Di aver immaginato una possibile assoluzione. Dolce e sincera come certi tramonti estivi. Io ho sorriso. Perché ho capito che la mia meraviglia non era affare da poco. Già infante era in grado di manifestare il suo libero discernimento.  

Il senso dell’ignaro non è cosa da tutti. E di questo un po’ mi vanto.

 

Scalza

 
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E venne il temporale

Post n°596 pubblicato il 26 Luglio 2006 da SandaliAlSole
 

Il cielo gonfio verso la sera. Nuvole nere. Il vento. E aspetti, sperando che non giri di nuovo. Sperando che le prime gocce non siano le uniche. Saluti lo scroscio e preghi che duri. Sollevi con sollievo le prime ondate d'acqua sull'asfalto troppo asciutto per assorbirle. E ascolti sorridendo il rumore della pioggia che cade.
Lasci che la pioggia ti bagni mentre cerchi le chiavi di casa, ed entri con i rivoli che scorrono lungo la schiena e lungo le braccia.

Poi scorri le notizie del giorno: il Libano e il vertice di Roma, l'indulto, i farmacisti, i panettieri, i notai, i clandestini, il Dpef, l'inquinamento, il calcio, l'università.

E sai che non sono di freddo i brividi che senti.

 
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Quando un buongiorno ti rende la notte più gradevole

Post n°595 pubblicato il 26 Luglio 2006 da lubely
 

Mia figlia ha un anno e mezzo. La sera si addormenta generalmente tra le 21.30 e le 23. Più che addormentarsi crolla. Avvinghiata ai piedi, alle gambe o alle braccia della madre, sul divano. A quel punto la portiamo nel suo lettino, nella sua camera.

Mediamente nove notti su dieci dorme fino al mattino successivo, quando la svegliamo noi. Mediamente una notte su dieci, forse per un brutto sogno, o forse perché spostandosi nel sonno sbatte il testolino contro le sbarre del letto, si sveglia, e caccia un urletto. A quel punto mi alzo, le prendo e le metto nel letto con noi. E lei si riaddormenta.

E' successo anche l'altra notte. Ho sentito la sua voce, ho guardato l'ora: le 5.37. Ero andato a dormire due ore e mezza prima, me ne restavano ancora due di sonno. Mentre percorrevo quei sei metri che separano la nostra camera dalla sua, mi dicevo che quando sarà grande, e la sera farà tardi, un giorno mi leverà la soddisfazione di svegliarla all'alba e di dirle: "Questa è per quella volta che mi hai sbrandato tu".

Poi l'ho vista, arrovogliata nella zanzariera. Mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha detto: "Buongiorno". L'ho presa, l'ho messa nel nostro letto tra me e sua madre, e mi sono addormentato contento.

Questo perché, a volte, un buongiorno ti rimette in pace con la notte.

Perché a volte una parola al momento giusto ti rende felice.

Come un saluto che arriva da un assolato internet point sperso da qualche parte dell'Italia da una persona di cui ignori anche il volto.

Grazie

 
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RELATIVITA' DEL PENSARE, OVVERO QUANDO IL PENSIERO DIVENTA BYTE

Post n°594 pubblicato il 26 Luglio 2006 da bargalla
Foto di ossimora

Provo una strana, piacevole sensazione nel postare in un blog che non è il mio. Non è come limitarsi a commentare il pensiero di chi solitamente “abita” in questa dimora, di più, il condividerne le idee mi porta a corrispondere anche con quanti abitualmente frequentano il blog di Ossimora, senza per questo avere minimamente la pretesa di venir meno a quelli che sono i doveri che il mio essere ospite, spero gradito, comporta.

Ma ho come l’impressione di violare, seppur invitato, uno spazio che non mi appartiene, per quanto, neanche il blog sul quale di solito scrivo abbia i confini ben definiti che per logica si associano alla dimensione spazio e di conseguenza anche quello che ritengo essere il “mio” spazio diventa relativo e opinabile.

Non per niente e non a caso, specie in questo ambito, si parla di spazio e di realtà virtuale; l’esserci e il non esserci, non avendo alcunché di tangibile, se non questi pensieri che divengono bytes, sfuggono a qualsiasi definizione, correndo in mille direzioni diverse su quel “sistema binario” che con sole due cifre, l’uno e lo zero, ha rivoluzionato il percorso del comune sentire.

Non è certo il caso di scomodare il buon Einstein e la sua legge sulla relatività, che attiene a campi ben più fisici che concettuali, ma forse, qui più che altrove, il pensiero di ognuno si sublima fino a diventare propriamente relativo, eludendo persino se stesso e pur essendo identitario, vanifica ogni tentativo di essere codificato in appartenenze.

Il pensiero di uno, per quanto discutibile, diventa il pensiero di tutti.

Per formazione, buona o forse sbagliata chissà, mi trovo spesso in conflitto con il pensiero dominante e dominato e quando trovo qualcuno che trasmette sulla mia stessa lunghezza d’onda, mi sembra di non essere quel naufrago che pensavo e affido ai miei post la valenza che di solito si dà ai messaggi in bottiglia.

Improbabile che qualcuno li trovi, ma se un gioco di correnti dovesse dare un senso alla stoica, forse irrazionale, ambizione di chi è sempre alla ricerca di un altrove che non sia la più banale “isola che non c’è” credo proprio che non ci sia niente di più gratificante che rapportarsi con chi pensa che nonostante tutto sia ugualmente “dolce naufragar in questo mare” dove la solitudine per assurdo e per scelta, ogni giorno diventa l’unico approdo possibile.

 
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Post N° 593

Post n°593 pubblicato il 24 Luglio 2006 da magdalene57

dopo tanto sole, ci facciamo una merenda in giardino ... io porto il melone e prosciutto....

(de nittis, colazione in giardino)

 
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Leggermente f-utile

Post n°591 pubblicato il 16 Luglio 2006 da SandaliAlSole
 
Foto di ossimora

In assenza della padrona di casa, occupo l'angolo ricreativo.
E conoscendo una certa sua passione, celebro per e con lei la vittoria di Valentino in Germania.



[.. .]Tornando alla gara Rossi continua a scherzare: "Devo chiedere scusa alla moto - dice Valentino - perché oggi dopo tutto quello che gli ho detto per le difficoltà di metterla a punto andava fortissimo". Vale si gira verso la M1, la guarda e gli urla "Scusa!". E' proprio vero: Rossi con la moto ci parla...  
(da Repubblica) 

 
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Post N° 590

Post n°590 pubblicato il 15 Luglio 2006 da lubely
 

Stasera volevo scrivere di balòn, del giuoco del calcio. E' da un po' di tempo che voglio scriverne. Per dire che il giuoco non è solo la vittoria ai Mondiali. Quella è una cosa che capita ogni 4 anni a 23 fortunati bipedi tra gli svariati miliardi di esseri umani che popolano questo mondo. E' anche quello, ma non è solo quello.
Volevo anche dire che il succitato giuoco non è quella poltiglia stercorea di cui tanto di parla in questi giorni. E' anche quello, ma non è solo quello.

Il giuoco del balòn è quella cosa strana che, dato un rettangolo libero (sia esso di prato, di terra, di asfalto o di cemento), una sfera e un numero x (meglio se pari) di esseri umani (maschi, in linea di massima), fa sì che quel gruppo di individui si divida come per magia in due parti e, l'una contro l'altra, ognuno sputi tutto quel che ha in corpo, neanche fosse un duello all'ultimo sangue.

Però le parole sono femmine, e come tutte le cose e le persone di sesso femminile danno l'impressione di essere prede, ma si fanno catturare solo da chi vogliono loro. E quelle parole stasera mi hanno evitato.

Non sono riuscite, però, ad evitare altre persone. Un gruppo di cui mi sono fatto regalare un cd a scatola chiusa, senza averlo mai sentito, solo perché qualcuno me ne ha parlato bene. Quel gruppo, quelle parole le ha catturate. Ne ha fatto una canzone dedicata a uno di quei bipedi che del gioco del balòn hanno fatto professione. Ma che sono riusciti a non diventare ciechi su quanto gira attorno a loro.
Lui è Cristiano Lucarelli. Il gruppo è la Casa del Vento. Il cd è Il grande niente. La canzone, questa canzone, è Ala sinistra.

Ero bambino
e davo calci ad un pallone.
Gente comune nel quartiere
ed il sudore.

Cosa vuol dire
camminare per il pane,
marcato a uomo
mi volevo liberare

dal mio destino
di ogni giorno ad otto ore,
dal fiato sul mio collo,
da una condizione.
Un catenaccio
a denti stretti e un centrattacco
su quella fascia
la bellezza di un riscatto


Perché ho sempre immaginato
di smarcarmi, di involarmi
e insaccare in un rettangolo di gioia.
E così che come allora
sono incline a liberarmi
e il mio piede è più sensibile a sinistra

Ala sinistra, sola sulla fascia
tutti al centro e io rimango
ala sinistra.
Ala sinistra, sola sulla fascia
tutti al centro e io rimago
ala sinistra

E allora so che intorno
c'è tanto dolore,
non solo l'oro dei contratti
da firmare.
Uno squilibrio
dove sempre brucia un fuoco
milioni in un'azione
sempre in fuorigioco

Perché la fuori
c'è chi gioca una partita
che già in svantaggio
prende calci dalla vita.
Passo la palla
a tutti gli altri per vedere
una giocata più corale
e realizzare

Perché so che per segnare
c'è uno schema solidale
mescolando i tentativi
alla pazienza.
E così anche se attaccati
stretti con i miei compagni
trasformiamo la difesa in resistenza

Ala sinistra, sola sulla fascia
tutti al centro e io rimango
ala sinistra

Mille calci da guardare
giornalisti da ascoltare
e discutere per ore
se è rigore.
Per portarci ad assopire
e non farci più pensare
rompere le antenne
e farci addormentare


Chiuso nella metà campo
da quel diavolo assalito
un contrasto vinto
e sono ripartito.
E spostandomi a sinistra
ho calciato all'improvviso
Palla in rete, rete gonfia
si è sgonfiato e si è spento quel sorriso.




Perchè so che per segnare
c'è uno schema solidale
mescolando i tentativi
alla pazienza.
E così anche se attaccati
stretti con i miei compagni
trasformiamo la difesa in resistenza

 
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Post N° 589

Post n°589 pubblicato il 15 Luglio 2006 da ossimora
 
Tag: Imago



 
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Post N° 587

Post n°587 pubblicato il 14 Luglio 2006 da ossimora
 

Se tra trent'anni la questione palestinese non sarà risolta, il mondo sarà peggiore» ci diceva Wael Zuaiter, il rappresentante di Al Fatah a Roma.

Nell'ottobre del 1972 Wael fu assassinato da agenti del Mossad, dopo Monaco.

 L'ha raccontato perfino Spielberg nel suo ultimo film, dovemette in dubbio proprio la legittimità criminale del principio di rappresaglia.

 E se qualcuno vuole vedere l'inanità delle proprie azioni politiche, guardi fisso negli occhi la notte di Gaza isolata dal mondo e il confine libanese.

 Sono passati 34 anni e la situazione non solo non è cambiata quanto al diritto del popolo palestinese di avere uno stato,ma è peggiorata.

I raid aerei su Gaza hanno fatto terra bruciata e decine e decine di vittime. Con la battaglia sul confine del Libano del sud e l'entrata in scena di hezbollah le vittime stavolta sono state tra i soldati israeliani.

La crisi si internazionalizza nel modo e nel momento peggiore.

E' il momento nel quale il mondo vorrebbe non vedere le sue pesanti responsabilità nella precipitazione del Medio Oriente.

Quel mondo e quell'Onu che non puntano i piedi per il rispetto delle risoluzioni di pace e che hanno abbandonato i palestinesi.

 Quel mondo che considera una stravaganza l'opposizione alla guerra e non si azzarda a pensare ad un intervento «umanitario» o ad una interposizione nell'unico posto della terra dove sarebbe giusto farlo.

 Siamo equivicini, come se i kalashnikov e i ridicoli quanto sanguinosi razzi Qassam possano essere paragonati agli F-16 e ai carri armati. Tornano le battaglie.

 E le teatrali menzogne di Shimon Peres che dichiara: «Noi abbiamo accettato la tregua loro l'hanno violata», lui che ha autorizzato nella «tregua» centinaia di esecuzioni mirate per cancellare la leadership di Hamas.

 Fin dove arriveranno i tank israeliani, ora che il Libano non è più la sede politica dell'Olp come nel 1982 (ricordate Sabra e Chatila)?

Sarà «solo» una rappresaglia o l'inizio di un nuovo capitolo della guerra preventiva di Bush che tuona contro la Siria e l'Iran, e che per farla in Afghanistan e Iraq ha imitato il «modello Sharon»?

E' tornata la vecchia guerra. E non è un déjà vu.

Da :Tommaso di Francesco (il manifesto)



 
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Post N° 586

Post n°586 pubblicato il 13 Luglio 2006 da ossimora
 


"Contro il decreto Bersani c'è anche la reazione furibonda dei collezionisti di francobolli ,che sono migliaia!"

letto su REPUBBLICA...oggi

Carlo Giovanardi deputato UDC ( a volte ritornano...sigh!)

§

«Vittoria della nostra identità, una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici, comunisti.»
 
Roberto Calderoli, Lega Nord, commentando la vittoria dell’Italia ai Mondiali;

«Il mio gesto colpisce di più, ma quello che ha detto Calderoli, per me, è molto peggio»
[
Zinédine Yazid Zidane]

PS:Calderoli quando parla di "nostra identità",dovrebbe pensarci
Io considerando che razze ed identità sono trasversali,
che le radici ce l'hanno gli alberi,gli uomini invece si muovono ,si spostano e non hanno certo radici (metafora tremenda sopratutto in bocca ad un razzista) ,con Calderoli ,poi,non ho un fico secco in comune e non vorrei nulla ,neanche lo stipendio che si ciuccia da Roma ladrona...stò somaro...


 
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Post N° 585

Post n°585 pubblicato il 12 Luglio 2006 da ossimora
 

Bifore ,irrorate

da luce inusuale

accalorano

il grigio

della pietra serena

trasudante calore,

in un ritmico acciottolarsi

di cellophane.

Riaffiorano

spaesate dal ricordo,

sonore solitudini,

ricolme di sorrisi.

Tutto è discreto

e   celato

Lieve eco,

rimbombante

al suo manifestarsi.

Oltre

mirabolanti mediocrità

 agghindate a festa

starnazzano

emettendo

stridii disumani.

Il rumore è così forte

da vanificare

sommessi sussurri.

A.

 
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Post N° 584

Post n°584 pubblicato il 11 Luglio 2006 da ossimora
 

 

Saltellando per le complesse strade e stradine della Toscana si percorrono quattrocento chilometri senza neanche accorgersene ;è una regione stupenda e stupendamente varia ed articolata .

Ieri un giro fino a Piancastagnaio ,nel frescolino degli 800  metri ;splendidi i castagni secolari e splendido il formaggio dell’Amiata col miele di castagno e noci

Quindi giù dall’alta Valdorcia ,dove l’occhio spazia  fra il letto del fiume vasto ed arido ed il “gialleggiare”,di campi ,colline sinuose e scarse costruzioni con le  gigantesche ruote di fieno, performance naturali, che ti aspetti inizino a rotolarti giù  davanti agli occhi in gara fra loro.

In discesa per il  senese contraddistinto dai colori caldi del mattone ed in ultimo dalla   sagoma della torre del Mangia che fa capolino in lontananza .

Fino  a  Poggibonsi  in una Val d’Elsa produttiva e superantropizzata  dove la gente sembra in continuo ,veloce,iperattivo  movimento e dove  è ben difficile ripensare ai fasti medioevali ed alla via Francigena ,quando lo spostarsi ed il muoversi ben più complicato doveva essere davvero un viaggio interiore in una natura incontaminata /ostile.

 Infine Impruneta ,nei saliscendi ,le vie strette dei colli fiorentini,il cotto,l’argenteo ,gli ulivi ,le strade del Chianti…e giù attraverso il Valdarno ( i fiumi sono tutti mortalmente asciutti e pieni di veglio…),fino alla Valtiberina che mi è apparsa insolitamente verde…anche se soprattutto per merito delle culture intensive ,che ne compongono le valli come in una scacchiera impazzita.

Ad Umbria jazz però...c'era Veloso e ...me lo sono perso...


 
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Post N° 583

Post n°583 pubblicato il 09 Luglio 2006 da ossimora
 
Tag: Di me

Mi sono svegliata ,tardi,stropicciata e lievemente di malumore. Forse scriverne può servire.

Ieri sera ,prima di addormentarmi ,chiuso il libro,ho pensato che avrei voluto sognare ,uno di quei sogni tortuosi ,che ti abbandonano pian piano e dai quali stenti a prendere le distanze;invece nessun languore del genere ,silenzio onirico e nessun racconto che svanisce in testa .

E’ tornato il sole ,ho voglia di mare ma qui il mare non c’è e buttando l’occhio fuori dalla finestra le colline mi appaiono meno belle del solito,tutto questo verde acuisce il desiderio  dei  paesi bianchi del sud che mi rendono sempre ,totalmente allegra .

Ieri sera si è rotto il televisore;l’unico che ho in casa,quindi se stasera volessi vedere la finale del mondiale mi tocca mescolarmi alla folla della piazza…oppure ascoltarla in radio.

Mi infastidisce il silenzio ma non so quale sarebbe la musica che ho voglia di ascoltare .

Bernard Show deve aver detto che le ore critiche della convivenza sono quelle del mattino…non so dargli torto e se “qualcuno”qua attorno non si toglie rapidamente di torno lo fulmino!


 
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Post N° 582

Post n°582 pubblicato il 08 Luglio 2006 da ossimora
 

Leggendo i lampi di

Inthemood...sull'ebraismo e  non solo mi sono tornate in mente un paio di barzellettine/aneddoti raccontate da

Moni Ovadia...

in verità i suoi libri ed i suoi spettacoli sono un continuo ricorrere alla "storiellla ebraica "ed i suoi temi ricorrenti ...la mamma ebrea,lo psicoanalista ,il rabbino...tutta un tradizione di umorismo caustico al quale hanno attinto a piene mani Groucho Marx,Mel Brooks,Woody Allen...

Sulla napoletanità...

  • "A Verona durante la partita di calcio Verona - Napoli ,la tifoseria locale aveva riempito gli spalti di  striscioni con epiteti razzisti di vario tipo accogliendo a fischi e male parole la tifoseria partenopea.Al ritorno ,a Napoli gli ultras della squadra vesuviana esposero un enorme striscione nel quale campeggiava un'unica grande scritta:"Giulietta è n'a zoccola!".


 
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