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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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Messaggi di Agosto 2006

Post N° 631

Post n°631 pubblicato il 31 Agosto 2006 da ossimora
 

Impronte effimere

 in sabbie di confine

assorbono

frange  di pensiero

lasciandole svanire

come nuvole nel vento.

Abbagli lontani

appaiono e risplendono

come fuochi fatui

affaticati.

Pini di Aleppo

e buganvillee scomposte

offrono

fulgide  alchimie

a demoni sordi.

Le cose emanano pace.

A.


 Un bacio a tutti i miei blogfriend...


 
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Post N° 629

Post n°629 pubblicato il 30 Agosto 2006 da magdalene57

la luce del sole è già cambiata, te ne sei accorta...?


e anche le giornate, hanno un profumo diverso ....


amo l'estate per il canto delle cicale.
perchè a ben vedere, nelle altre stagioni
senti cantare solo i motori diesel..






torna a casa, dai....qui manca la tua impronta

 
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Avant garde italienne

Post n°628 pubblicato il 26 Agosto 2006 da rana_nelluniverso

Non è una notizia d'attualità, ma per me sì, che l'ho saputo oggi leggendo il numero di settembre di LinuxPRO. Il "fatto" è del 19 luglio ed ora, girando in digiland, l'ho trovato in questo post di rigitans.


Un estratto dell'articolo: L'Umbria è la prima regione italiana ad adottare una legge che ha come finalità quella di garantire al cittadino il pluralismo informatico, costringendo la pubblica amministrazione ad adottare l'Open Source e gli standard aperti. Questa legge mira anche alla sostenibilità economica: l'uso del Software Libero al posto di quello proprietario porterà notevoli vantaggi dal punto di vista economico. Pochi giorni fa, il consigliere regionale dei Verdi Oliviero Dottorini (già portabandiera dell'iniziativa di cui sopra) e l'assessore regionale all'istruzione Maria Prodi, si sono incontrati per discutere l'eventuale adozione di Software Libero anche nelle scuole. Insieme ai due attori appena citati, all'incontro era presente anche il Lug di Perugia che ha provveduto a spiegare come i programmi liberi siano didatticamente validi e chiaramente più sicuri, economici ed affidabili di quelli proprietari. [...]

Certo liberare il software non è il primo problema del mondo. Ma nemmeno è poco importante. Quasi tutto, oggi, si muove per interposizione di software.

Ed il discorso si allarga... Leggevo, non molto tempo fa, che iniziative analoghe vengono tentate anche nell'ambito dell'agricoltura. Lo scopo è di creare dei prodotti per l'agricoltura, non escluse le elaborazioni genetiche, ma senza lo scopo di brevettarli. Le formule vengono condivise con chiunque voglia partecipare al loro sviluppo o anche semplicemente al loro utilizzo. Che è il contrario dell'atteggiamento delle cosiddette multinazionali. Se sono un top manager di qualcosa di grosso, pongo come primo obbiettivo il guadagno, possibilmente un elevatissimo guadagno. Che sia da stimolo alla sopravalutazione dei titoli azionari della mia azienda (che non è mia, cosa che tra l'altro mi deresponsabilizza), o che li aiuti a mantenersi su quotazioni elevate. Pongo in secondo piano tutto il resto, compresi i danni che provocheranno i miei prodotti. Poi, se ne avrò il modo, vi farò introdurre degli elementi che ne rendano irrinunciabile l'utilizzo, senza alcun vantaggio riscontrabile nel prodotto finale. Forse con solo danni collaterali.

r n u

 
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SUGGESTIONI  SALENTINE

Post n°627 pubblicato il 25 Agosto 2006 da bargalla


Credo che Ossimora abbia scelto uno dei periodi migliori per visitare il mio Salento, terra “de sule, de mare e de ientu”.   
Forse è arrivata qui che spirava il maestrale e se per ventura nei giorni scorsi si fosse trovata dalle parti di Otranto a percorrere la strada costiera che passa per Porto Badisco, mitico approdo del “pio Enea” in fuga da Troia, avrebbe di certo sentito nell’aria il respiro del Cielo e l’intenso profumo del mirto, del timo e del lentisco, che in quel tratto crescono spontanee insieme ad altre varietà .
Sembrava salire dal mare increspato dal vento quella fragranza d’Oriente che si respira ancora fra le mura di Otranto, nelle viuzze e nei vicoli di un centro storico che conserva la magia di una storia millenaria e riflette i colori e i sapori della vicina penisola ellenica.
Poi sono stati giorni di cielo sereno e di caldo intenso, l’ideale per trascorrere qualche ora al mare, magari la mattina sull’Adriatico e il pomeriggio sullo Ionio. Avrà di certo notato  i cangianti colori del mare, passando dall’azzurro al  blu cobalto dell’Adriatico, fino al turchese dello Ionio.
Su questo blog ho letto un post inviato l’altro ieri per interposta persona, col quale Ossimora mostrava di gradire le specialità marinare, da quanto diceva si trovava a Gallipoli.
Quindi avrà visitato la “città bella” con la fontana greca e il ponte in pietra che unisce la città vecchia, la più bella, alla nuova; avrà frequentato le sue spiagge, forse le avrà trovate caotiche, come le trovo io in questo periodo, sarà per questo che preferisco la scogliera di Porto Selvaggio. Magari una puntatina l'avrà fatta anche lei da quelle parti.
Non so se questo viaggio lo avesse programmato, ma il suo soggiorno nel Salento coincide con il calendario di due eventi che proprio in questi giorni stanno richiamando il pubblico delle grandi occasioni.
A Lecce è festa grande, domani sarà il clou della festa patronale, forse non sarà l’occasione migliore, data la ressa,  per visitare le chiese, l’anfiteatro, il teatro di epoca romana e il centro storico che in certi angoli sembra letteralmente  grondare barocco.
Forse passerà da Porta Rudiae che guarda verso il luogo di nascita del grande Quinto Ennio, forse si chiederà perché mai anche nello stemma di Lecce, l’antica Lupiae, c’è
una lupa.
Tante cose da vedere, tanti luoghi da visitare, tantissima la musica da ascoltare, soprattutto etnica e popolare, tanta la voglia di lasciarsi coinvolgere dal ritmo frenetico e trascinante della “pizzica” che proprio domani sera concluderà il festival itinerante nei paesi ellenofoni della Grecìa Salentina con il concertone finale di Melpignano.
“La notte della taranta” è l’altro evento da non mancare.
Quest’anno si prevedono più di centomila spettatori, anche perché fra gli altri ci sarà Lucio Dalla che si esibirà proponendo  una versione molto “pizzicata” del suo “disperato erotico stomp”.
Per farsi solo un’idea di quello che è la “pizzica” consiglio di vedere un film di Edoardo Winspeare, salentino doc, che all’estero ha raccolto premi e consenso di pubblico, ma che qui in Italia, non ha avuto il successo che merita.
Il film si intitola “Pizzicata”.
Riporto un brevissimo stralcio dalla recensione de “Le Figaro” che accompagnò l’uscita del film in Francia: “…se vi colpiscono ancora un tramonto in un campo di ulivi, la poesia degli oggetti quotidiani spogli come un quadro di Moranti, la bellezza delle donne non truccate, dai volti statuari, dalle arcate sopraccigliari che non hanno conosciuto l’istituto di bellezza, il fremito dell’alone di una candela, così come ci affascina in un quadro di La Tour, allora affrettatevi a vedere Pizzicata.”
Stasera soffia lieve il vento di scirocco, caldo e umido, forse domani ci sarà qualche nuvola passeggera di troppo, ma non pioverà perché questa non è ancora la stagione delle piogge.
Comunque sia spero che Ossimora stia trovando un ambiente all’altezza delle sue attese e che soprattutto conservi un buon ricordo del suo viaggio nel mio Salento terra
“di sole, di mare e di vento”.

 
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SerpYlleria

Post n°626 pubblicato il 24 Agosto 2006 da scalzasempre
Foto di ossimora

Cresce un po' ovunque e lascia un buon odore tra le mani quando lo raccogli. C'è la pianta chiara e quella scura perchè come mi ha insegnato nonna Ernestina, c'è il maschio e la femmina. Bisogna prendere quella scura, il maschio. Perchè forse le femmine servono a proliferare la pianta stessa. Questa cosa non l'ho chiesta e un po' mi spiace perchè nonna Ernestina ora sta insegnando in altra dimensione altre cose che poi forse un giorno saprò anche io. Per adesso mi limito a proseguire la mia scorta invernale di questa pianta che va bene per fare i decotti, la pizza bianca e il pesce. E in certe sere non troppo gioiose, basta aprire il grande vaso serpillante e odorare un po' di estate che rimasta nel fiore, cerca ancora la sua vanitosa espressione. E come dice mia nipote V. "i serpilli hanno gli occhi così". Come i suoi, of course. E a me, i suoi occhi, piacciono tanto.

ILY

Scalza

 
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ricevuto da Antonia alle 22,30 di martedì:

Post n°625 pubblicato il 23 Agosto 2006 da magdalene57

Gallipoli
Souté di cozze e Tagliolini con l'astice
Negramaro

un bacione



grazi, antonia..... io avevo mangiato un risotto knorr...

 
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Post N° 624

Post n°624 pubblicato il 19 Agosto 2006 da ossimora
 
Tag: Utility

Lo so
quando si è presi da questa passione 
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
(N. Hikmet)

Coppula Tisa

La Bellezza è un valore unificante che trascende l'appartenenza sociale e politica e diventa popolare perché di tutti; è inoltre l'unico vero collante del nostro paese. Nel "Bel Paese" le costruzioni edificate negli ultimi cinquant'anni superano, per quantità e volume, nove volte quelle edificate nei 2200 anni che vanno Ab Urbe Condita alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A parte il giudizio estetico, la Penisola "scoppia" di case (quasi tutte costruite male e brutte) e i disastri ambientali e sociali derivano in parte considerevole da questo attacco all'Armonia, alla nostra anima. Ma l'Italia è talmente bella che nemmeno gli italiani (quelli recenti) sono riusciti a rovinarla completamente, ma a ferirla eccome e profondamente. Coppula Tisa chiama a raccolta tutte le popolazioni italiche (e non) per invertire questa tendenza attraverso una rivoluzione amorevole e dolce, altresì grintosa e incisiva. L'azione partirà ab finibus terrae, dal Salento perché qui è ricomparsa la lucertola salentina e ha deciso di guidare la Rivoluzione della Bellezza. Ascoltate attentamente per cortesia!

Non è colpa degli Dei

se siamo schiavi


(W. Shakespeare)

A parlare di Bellezza si corre seriamente il rischio di andare incontro a legittimi fraintendimenti e facili sarcasmi, ancora di più se si ha l'utopia di "realizzarla" con azioni concrete. Perché la Bellezza è ineffabile, soggettiva, inafferrabile come un pavone e a volte il solo parlarne rende il tema frivolo mortificandone l'importanza. Forse la Bellezza bisognerebbe solo sentirla e tacere, respirando piano. Ma l'uomo contemporaneo ha quasi del tutto perso quel sentimento che tocca più i sensi e meno l'intelletto che è la percezione estetica e morale delle cose belle. Non c'è più niente da fare allora? L'uomo ha fatto la sua scelta definitiva: produrre e consumare…dimenticando il rumore del mare. Forse ancora no, forse c'è ancora speranza, la nostra nel Tacco d'Italia si chiama Coppula Tisa, la lucertola salentina. Il grande poeta tedesco Heinrich Heine la incontrò una prima volta due secoli fa e ne fu colpito dalla saggezza, ma anche divertito dalla sua ironia e infine intenerito dal suo amore per il genere umano. L'artista messapico-fiammingo Norman Mommens la ritrovò duecento anni dopo fra le pietre di un muretto della campagna salentina. Si parlarono, risero per gli esseri "pensanti" del Pianeta, piansero a causa degli stessi ma soprattutto Coppula Tisa trasmise a Norman e quindi a tutti noi delle idee per arginare e chissà fermare la distruzione ambientale e morale della Terra e dei suoi abitanti. Innumerevoli furono queste idee, tutte molto interessanti, anche da ridiscutere a seconda dell'applicazione e quelle sulla Bellezza ci sono sembrate molto sagge oltre che pratiche. Di una cosa però la buona lucertola si è raccomandata, di avere speranza e non demordere mai perché le azioni seppur una goccia nell'oceano potrebbero avere un effetto domino molto virtuoso. Si è congedata ricordandoci che "petra su petra ozza parite" (pietra su pietra innalza il muro)!

Qui c'erano accademie

e monaci sapientissimi

(Vittori Bodini)


Ma quali sono queste azioni? Sono l'acquisto di pezzi di territorio ritenuti interessanti allo scopo di preservarli da edificazioni e discariche selvagge. Interramento dei pali di cemento. La bonifica di aree ritenute importanti dal punto di vista ambientale ed estetico. Il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole a scopo didattico e altre attività. Campagne di sensibilizzazione ambientale attraverso spot, internet, brochure, mostre, seminari e specialmente feste molto divertenti. Acquisto e piantumazione di piante botanicamente (e culturalmente) compatibili con il territorio. "Riorganizzazione" dei cartelloni pubblicitari e dei neon nei paesi (meglio ma utopistica la loro eliminazione)! Abbattimento di "mostri" e costruzione al loro posto di edifici molto belli. Un "Pensatoio" economico e legislativo, per esempio per incentivare chi costruisce dopo aver abbattuto, o dare più valore a terreni sgombri da edifici ( fra poco meno di quelli "ingombri").
E tante altre azioni, anche proposte da futuri simpatizzanti, sia con idee pratiche che contributi teorici; sarà Coppula Tisa che avrà parlato attraverso i nuovi amici. Siate tutti ben venuti, ma proprio tutti, anche chi una volta ha costruito abusivamente, oppure ha buttato lo scaldabagno in campagna. Siamo tutti un po' abusivi e un po' incivili, ma Coppula Tisa ci condona moralmente! Queste azioni saranno finanziate da una grande colletta e il "risultato"(per esempio 100 ettari di "anima" salentina, campagna o natura più o meno selvaggia) verrà regalato alla Comunità in maniera totalmente disinteressata. La prima azione, la scintilla della Rivoluzione di Coppula Tisa sarà l'acquisizione in un luogo ameno di un terreno molto bello ma con una costruzione molto brutta, di quelle inutili, tipo scheletri di cemento non terminati o cose del genere, la distruzione poi del Golem architettonico, il ripristino in seguito della Bellezza originaria e infine il festeggiamento con una Grande Festa per l'Armonia ritrovata.

Adelante Sancho, con juicio
(Cervantes)

 www.coppulatisa.it.

Per chi volesse contribuire all'abbattimento del Golem architettonico

Finibusterrae…..
è qui che i salentini dopo morti
fanno ritorno
con il cappello in testa.
(V.Bodini
)

...ciao

A TUTTI I MIEI AMICI...UN Pò DI MUSICA ,

VADO alla SCOPERTA DEL SALENTO....

http://www.dds.it/mostre/verso_sud/modem/itinerari/verso_sud.html

 


 

 
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Post N° 623

Post n°623 pubblicato il 18 Agosto 2006 da ossimora
 


«Gli ebrei, dice chiaro e tondo Pacifici (vicepresidente Comunità ebraica romana, n.d.a.), provano “preoccupazione” certo, ma anche “indignazione” per “le dichiarazioni dal Medioriente di D’Alema”.

 Il ministro degli Esteri, infatti, “non ha mai messo in evidenza che il nemico dei popoli amanti della libertà e della democrazia è Nasrallah”. Secondo il portavoce il vicepremier mancherebbe di un atteggiamento equidistante e non avrebbe avuto “la stessa solerzia, durante il suo viaggio nello stato ebraico, di andare a verificare di persona gli effetti dei missili di Nasrallah nel nord di Israele”».
[
La Repubblica]

Piccolo dettaglio: i missili del terrorista/resistente/guerrigliero (a seconda dei gusti) Nasrallah sono stati lanciati dopo i primi bombardamenti di Beirut da parte di Israele, Stato amante della libertà e della democrazia: quattro beduini gli rapiscono un paio di soldati e loro devastano un Paese.

 Risultato: il cattivone Nasrallah è più forte di prima.

Se da una parte abbiamo 300.000 israeliani che stanno uscendo dai bunker, dall’altra abbiamo un milione di profughi e danni stimati intorno ai 6 miliardi di dollari (escludendo il disastro ecologico sulle coste libanesi).

Meno male che il nemico non è Israele.

A proposito di Israele è bellissima e commovente la lunga lettera che

David Grossman ha dedicato a suo figlio Uri ,morto in battaglia in Libano. (leggetela perchè è davvero bella...)

Mi dispiace tanto ,

adoro

Grossman,che proprio pochi giorni prima di perdere Uri,aveva, assieme ad altri scrittori ed intellettuali israeliani rivolto un accorato appello per il cessate il fuoco.


 
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Post N° 622

Post n°622 pubblicato il 16 Agosto 2006 da ossimora
 
Tag: Empatia

Le statistiche comunitarie registrano che in Europa la violenza rappresenta la prima causa di morte delle donne nella fascia di età tra i 16 e i 50 anni e nel nostro paese si ritiene che ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato.E questo è un dato di fatto terribile e dichiarato in maniera anche piuttosto "piatta"dalla Commissione parlamentare sulle pari opportunità. 

La sciagurata vicenda di Hina ,la ragazza Pakistana di Brescia ,presumibilmente uccisa dal padre per impedirle (!!)di vivere come  voleva lei ,ha aperto dibattiti .Si è centralizzato (of course)il fatto dell'islamismo della famiglia e della "trasgessione",della poverina ;certamente una mala interpretazione della Sharia può portare iin menti deboli anche a queste forme di assurda violenza.Corano e sharia a parte  è successo in Italia   a Brunetta Morabito uccisa dal fratello perché rimasta in cinta fuori del matrimonio, o a Jennifer Zacconi massacrata di botte e sepolta viva dal padre del bambino che portava in grembo. Mi viene in mente una studentessa uccisa per gelosia con una coltellata alla gola sul cortile di un liceo del nord Italia o l'altra ragazzina trucidata e fatta sparire in un paese della Puglia .

Tutta questa violenza verso le donne è un retaggio atavico di assurda inciviltà.Quando la donna decide di testa sua ci si trova spesso difronte al rifiuto e peggio alla violenza .

L'autodeterminazione delle donne è accettata superficialmente dalla maggioranza degli uomini ;interiorizzata e compresa/partecipata realmente da una minoranza,addirittura rifiutata e avversata da fasce di uomini che non sempre sono facilmente identificabili o etichettabili.

Se si prova a leggere le storie del "telefono rosa"ci si trova  difronta a fatti e persone inimmaginabili.Maschi ,insospettabili e perbenino,che fanno della violenza sistematica una prassi.

Quando si parla di donne c'è spesso un bell'incontro di inciviltà.


 
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Post N° 620

Post n°620 pubblicato il 15 Agosto 2006 da ossimora
 


Piatte perle di ematite traslucida

(resti di bizzarre collane)

emergono,

argentando,

un liso sacchetto di rosso raso.

Non sento dolore ,

 soave ,celeste, atarassia .

L'anomia è assimilata .

Straniero fruscia allusivo

 il nuovo domani.

Eco,

prigioniera dell’orizzonte

elargisce sorriso.

A.


 
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Post N° 619

Post n°619 pubblicato il 14 Agosto 2006 da ossimora
 
Tag: inserti

*Ho trovato questo pezzo in un blog ,parecchio tempo fa ,lo avevo, in una cartella e l'ho ripescato facendo (impresa titanica)un pò d'ordine nei miei file ...non ho segnato malauguratamente l'autore del blog...era in Splinder ...o il Canocchiale...non ricordo ma mi era piaciuto... 

ELOGIO DEL Fico d’india

 Perché è un frutto impossibile: nessuno ci crederebbe.
Ha una buccia fatta di spini e centinaia di noccioli duri. E' selvatico, ostile, non chiede che d'essere lasciato in pace a covarsi colori inconcepibili: zafferano, violetto, bianco di pistacchio e guerra civile, verde borraccia e limatura d'isola.

 Lui sta lì, aggrappato in alto, gli occhi semichiusi nella vampa d'eterno mezzogiorno, sognando latitudini arancioni perfettamente asciutte, e intanto i succhi profondi della terra - che comunicano misteriosamente con le correnti sottomarine, i sali sommersi, i bracieri del cuore del pianeta - si mescolano ribollendo e prendono la rincorsa verso l'alto, verso la morsa zuccherina che promette di sbocciare, estrema e incoronata di spine, sugli angoli imprecisati dell'isola.

 Lui dirompe all'improvviso da una crepa del tetto, dal muro, dalla base arida dell’armacere. Lui segna il dolente cammino delle trazzere, le stazioni della via crucis perenne che il sole e gli uomini compiono di secolo in secolo, da un capo all'altro della giornata, dell'isola, della storia.

 Lui s'accorda spontaneamente alla frenesia intermittente delle cicale e persino alla mano di calce che il profondo silenzio di mezzogiorno stampa sulle cose.
Non s'esprime in odori o allettamenti, non cerca nient'altro che non sia il proprio sforzo interno, la camera segreta nella quale nutre di zucchero i gialli zolfati, i porpora, gli smeraldini, i vinaccia.

 Rifiuta il concime, perché tutto gli è concime: gli strati della terra seminati a sudore, le ossa, la polvere di città e nomi distrutti, le spighe dei remoti granai, il greco e poi il latino dei conquistatori, il bronzo vecchio delle monete col profilo dei tiranni, i carri degli dei, l'orlo di ruggine delle battaglie consumate, il grano saraceno, le bifore, il malocchio, i piedi di Cristo, le alghe e i relitti portati dalla corrente, la peste, la dottrina, i galeoni spagnoli, gli agrumi che ripetono il sole, il falcetto sofista, portella della ginestra, l'uva blu delle vigne, la fatica, due colpi di fucile nell'assordante rombo della canicola, gli scuri chiusi, i santi dagli occhi fosforescenti, i morti di pasta di mandorle, gli agnelli di pasta di mandorle, i morti agnelli che belano in tutti gli angoli dell'isola.

 E' un frutto onnivoro, persistente, insondabile.
Occorre un sapere speciale, per sbucciarlo: devi conoscere l’arte dei tagli in croce, devi avere l’occhio per vedere dove finisce la corazza e comincia il paradiso. Non devi avere paura delle spine. Ci devi credere. 

La verità, se esiste, è un ficodindia.


 

 
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Post N° 618

Post n°618 pubblicato il 13 Agosto 2006 da ossimora
 

Leggo in giro di qualcuno che non condivide il fatto che Bertinotti abbia inviato i suoi auguri a Fidel Castro,addirittura per questo affermando "di non sentirsi rappresentato", essendo Fausto figura istituzionale.

 (... un figura istituzionale deve fare gli auguri soltanto super partes..pare! Una barzelletta!!!)

La cosa mi ha in un primo momento lasciata abbastanza indifferente poi ho cominciato a rifletterci su e qualcosa non mi torna.Anzi mi fa friggere.

(Intanto ,per quel che conta mi unisco agli auguri per un buon  compleanno e una  pronta guarigione del vecchio Fidel...dedicandogli un pò di MUSICA)

Mi sono ricordata poi  di un'altra figura istituzionale ,tal Marcello Pera;che niente meno si è avventurato nella scrittura di un manifesto della razza(..in difesa dell'Occidente ),certamente ben più grave di un saluto di auguri che di certo,al massimo lascia il tempo che trova e non istiga di certo all'odio interetnico.

Un messaggio di auguri ad un vecchio leader  per giunta malato non mi sembra affatto una cosa grave come  il Manifesto razzista di Pera.

La cosa più strana(non certo nuova) è che questo profluvio di trito odio viene da sedicenti  cattolici che si sentono meglio rappresentati da chi fomenta l'odio e magari..augura la morte.


 
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Post N° 617

Post n°617 pubblicato il 12 Agosto 2006 da ossimora
 

Faccio mio lo sdegno di SNOOPY68 per l'uscita ,infame e mascalzona di Feltri a proposito del volontario italiano ucciso a Gerusalemme.

FELTRI FA ORRORE.

§

E'difficile sapere cosa sia la verità,

ma a volte è molto facile

 riconoscere una falsità .

Albert Einstein

Plot foiled, "piano sventato", è la nuova formula di "allarme rosso" a cui sono costretti a ricorrere ormai da tempo le amministrazioni dei gemelli da conquista, Bush e Blair, per tenere comunque alta nella popolazione la tensione verso il "terrorismo".
Un mesetto fa erano stati gli astuti ragazzi dell'FBI a "sventare un piano" per abbattere la Sears Tower di Chicago, da parte di un gruppetto di improbabili "terroristi islamici" di Miami, il cui capo aveva il leggerissimo difetto di essere assolutamente identico a Zacharias Massaoui. Sarebbe quasi stato divertente lasciarlo libero, per vedere quante volte riusciva - con quella faccia - a farsi arrestare da solo, andando in macchina da Miami a Chicago, senza aver fatto assolutamente nulla.
Per non essere da meno, ieri i colleghi britannici hanno "sventato" un piano che prevedeva addirittura ... di abbattere in volo aerei di linea
... fra l'Inghilterra e gli Stati Uniti! Beh, diciamo che la fantasia non abbonda nè dalle parti di Langley nè da quelle di Scotland Yard. O forse, ancora più tristemente, lo sceneggiatore è sempre lo stesso.
In un modo o nell'altro, ci sono in questo momento a Heathrow migliaia di passeggeri sconvolti e allibiti, ai quali improvvisamente, da un minuto al'altro, è stato comunicato che non si può più viaggiare con il bagaglio a mano. Nulla, nemmeno la più piccola borsetta, o il più innocente borsello, potranno accompagnare il passeggero a bordo dell'aereo su cui intendeva imbarcarsi. Tutto dovrà passare attraverso i canali del bagaglio vero e proprio, per essere riconsegnato al legittimo proprietario solo dopo l'arrivo. Ma chi se la sente di abbandonare nelle mani di ignoti - sia in partenza che in arrivo - il proprio laptop, la propria videocamera, o anche soltanto la 24ore piena di documenti importanti?

Eppure la nuova regola, ovvia conseguenza dell'attentato appena "sventato", è rigidissima: si potranno portare a bordo soltanto portafogli personali di dimensione tascabile (formato carta di credito), medicinali accompagnati da valida ricetta, e persino gli occhiali da vista dovranno viaggiare senza astuccio. Mentre le madri che portano dei lattanti, dovranno assaggiare davanti al funzionario aeroportuale l'eventuale contenuto del biberon, prima di potersi imbarcare.Le comiche!Ma sono comiche troppi tristi per mettersi a ridere, poichè stiamo assistendo alla totale debacle di una intera società, che non riesce più a vedere la totale assurdità di tali misure, da cui dovrebbe immediatamente dedurre - se non ci fosse già arrivata per altre vie - la totale infondatezza delle motivazioni che le avrebbero imposte.
Cosa succederebbe infatti se un domani leggessimo sul giornale che il Londra - Los Angeles è stato dirottato dopo che al pilota è stata tagliata la gola con una carta di credito, il co-pilota è stato accecato con la stanghetta degli occhiali da vista, mentre un altro terrorista teneva in mano 80 pillole di Nembuthal, minacciando di farsi esplodere sfregandole l'una contro l'altra? Chi è a quel punto che gli chiede "ma scusi, allora ricetta era falsa?"Anche perchè nel frattempo la madre del poppante ha sciolto altre pillole strane nel "latte innocente", e ora si aggira per la classe turistica brandendo un biberon da cui escono fiamme lunghe mezzo metro.



 Non c'è modo di fermare nessuno .E non è quindi ovvio che la cosa debba a sua volta essere solo una montatura colossale - l'ennesima - per distrarci, incantarci, e tenerci ancora un pò con il fiato sospeso e quel che è peggio per acuire gli odi,le "differenze",per soffiare sul fuoco di una  situazione di guerre infinite ridotte a pantani e di un Israele che ha azzardato una guerra che sta avendo esiti imprevisti e che sta mettendo in discussione lo stesso Olmert  e che speriamo davvero si concluda con l'accordo O.N.U.

Io comunque dal primo momento che ho sentito ululare radio e telegiornali ferragostani all'anguria ,di certo non mi sono sentita nè in pericolo ,nè minacciata ,o meglio non da questa lisa strategia del consenso all'odio,semmai dai cori inneggianti alle guerre sante.

Che barba.



 
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perseidi

Post n°616 pubblicato il 10 Agosto 2006 da ossimora
 

 "e cosi uscimmo a riveder le stelle..."


Già... la notte delle stelle cadenti (che poi sembra non sia quasi mai corrispondente al 10 di Agosto ..slittano slittano,le stelle, si sa ,da buone prime donne si fanno attendere !)ma la leggenda cristiana vuole che le Perseidi rappresentino le lacrime di S.Lorenzo quindi...

Questa data ,come molte altre ha assunto nel tempo un significato di festa e festeggiamento ;i calici di stelle per gli amanti del buon vino ,i fuochi in spiaggia,i concerti.Tutto normale ,in pieno Agosto,col trend vacanziero che imperversa ,si coglie ogni occasione per folleggiare un pò.(on line c'è anche il sito per regalare una cyberstellina ...)

Io non ne ho particolarmente voglia ,anzi  dire il vero me ne infischio bellamente .

La data però  mi porta a ricordare almeno un paio di notti di san Lorenzo

(anche il film dei fratelli Taviani mi viene in mente a pensarci...forse con Kaos, uno dei più belli) .

Ad Isola di capo Rizzuto ,Calabria Jonica ,in compagnia di un nuovo amico siciliano,piacevolissimo ,(seppur un tantino troppo preoccupato della sua valigetta d'alluminio  con l'attrezzatura fotografica...)in una spiaggia rosso scuro,dove sembrava che il cielo si potesse toccare .Mai più mi è ricapitato di vedere scie luminose di quella portata ,comparivano velocissime ,anche tre o quattro assieme ,scatenando il nostro entusiasmo ed una tensione forte;attraversavano sezioni di cielo vastissime ,sembravano veri fuochi ,saettanti e imprendibili anche allo sguardo.Una   notte  rutilante, avvolti dalla sabbia e dal cielo.

L'altro ricordo è più recente .Sul giardino -aia  della cascina di una amica fra i colli dell'Appennino ,spente le citronelle,abbandonato il portico e piazzatici in un paio di plaid...buon cibo ,parecchio buon vino ,tanta allegria,poche stelle...centellinate ,quasi contese fra di noi:"...l'ho vista ...l'ho vista...io", giocare coi desideri e ...la mia camicia lasciata incautamente incustodita ,completamente distrutta da morsi giocosi dei due cagnoli della casa.


 
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Post N° 615

Post n°615 pubblicato il 09 Agosto 2006 da ossimora
 


Sanità diritto Primario 


 
E qua, 
forza Turco.

*Totalmente adottato dal blog di Mauro Biani

Sanità privata, un affare da 20 miliardi

cliniche e le strutture convenzionate si mangiano il 22% della spesa complessiva. Sta probabilmente in queste cifre la ragione della dura reazione alla campagna aperta dal ministro della Salute Livia Turco.


 

 
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Post N° 614

Post n°614 pubblicato il 09 Agosto 2006 da ossimora
 

Lo scorrere all'impazzata di un Agosto avaro di caldo/calore/calura;la rilassatezza ipotensiva con la quale sfoglio le pagine di giornale ,che mi induce a concentrarmi  in maggioranza e purtroppo sul pantano medio orientale hanno fatto si che mi sia sfuggita questa perla dell'incommensurabile Calderoli(mai dimentichiamoci  mai,  che era un MINISTRO del governo B.),il Frankestein della pedemontana .

A  proposito dell'accellerazione della legge che farà diventare cittadini italiani i migranti in tempi più brevi ha detto col solito a plombe

"è un golpe a favore di Bingo Bongo". 

 

Il poveraccio si sarà sentito immagino assai simpatico nel fare tale battuta e magari anche bello ed intelligente ( di certo di più degli statuari senegalesi...il mentecatto ...)

,avrà pure brindato con Borghezio alla sua sagacia ...ed aiutato il buon Bossi a ridere...

Detto ciò quello che a me pare strano non è che si dia la cittadinanza italiana agli amici Bingo Bongo, ma che non la si tolga a Calderoli.

... Un altro bingo bongo che a Goteborg...ha vinto un medaglia d'oro nel lungo coi colori azzurri ...l'unica medaglia d'oro Italiana .

Tosto Howe...nuovo cittadino reatino!!!


 
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Post N° 613

Post n°613 pubblicato il 08 Agosto 2006 da ossimora
 
Tag: Imago


Da una parte abbiamo (morti a parte) una gigantesca macchia di petrolio che ha deturpato le coste libanesi in seguito ai bombardamenti israeliani, dall’altra abbiamo (morti a parte) i razzi Hezbollah che hanno ridotto in cenere le foreste della Galilea e vari paradisi naturali come il Monte Hermon o la conca di Hula.

Chi sosteneva che la guerra

è la sola

igiene del mondo?

Ah già, Marinetti:

 uno avanti...


 
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Post N° 612

Post n°612 pubblicato il 07 Agosto 2006 da ossimora
 


Continua l'escalation in

Libano e in Israele, per fortuna c'è un Irak completamente sereno e stabilizzato, "gioiosamente" proiettato verso il futuro. ( ....grazie agli esportatori di democrazia !!!)

Israele-Libano: veglia di Amnesty per il cessate il fuoco

Si svolgerà questa sera a Roma, in piazza del Colosseo dalle 19 alle 22, senza simboli né bandiere, la veglia organizzata dalla Sezione Italiana di Amnesty International, nell'ambito della mobilitazione globale dell'associazione per un immediato cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah.

Amnesty International invita tutti coloro che non potranno intervenire alla veglia, a tenere accesa una candela sul balcone o alla finestra della propria abitazione.

 Le Sezioni di Amnesty International di Israele e Libano, se le operazioni militari lo permetteranno, terranno una veglia rispettivamente a Bat Galim (Haifa) e Beirut.[continua]


Amnesty chiede il cessate il fuoco

Firma gli appelli

Occorre un inchiesta indipendente sul massacro di Cana

AMNESTY


 
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Post N° 611

Post n°611 pubblicato il 06 Agosto 2006 da ossimora
 


Boklin

Maree ed inondazioni

assalgono

casualmente

il silente lucore

delle notti.

A zonzo nel tempo,

bugnato di cerchi scuri.

Pista selvaggia.

Teorie di stanze vuote,

locali sommersi dal silenzio

eco di brusio.

Sogni sfuggenti

di improbabili (impossibili?)

ricerche di armonia

accompagnano

irrequiete

memorie

perennemente rinnovate

incessantemente

protese

 verso speranze coltivate

disattentamente .

Vertigine composta.

 A.

 


 
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Post N° 610

Post n°610 pubblicato il 05 Agosto 2006 da ossimora
 
Tag: Letture

Rotko

Mi ha inviato questo articolo di Garimberti ,una mia amica .

Mi ha fatto piacere perchè era un pò che non la sentivo e  poi mi ha fatto  riflettere, si perchè pur essendo cose  che sappiamo già bene ,suonano come un vuoto deja vu .Ho provato  a leggerle, tentando di "ascoltarle", mi rendo conto di quante volte si riesce a distogliere l'attenzione ,a fare una specie di censura mentale.Ad una prima lettura ho scorso via veloce ,mi accorgo altresì che ascoltando  un notiziario alla radio  mi  colpiscono spesso  le notizie VICINE;anche minimali ma adiacenti.

L'idea di "analfabetismo emotivo "mi sconvolge anche perchè la percepisco sulla pelle  ed attorno a me e segna la cifra delle discussioni e delle chiacchiere quotidiane riempiendo di vuoto .


Umberto Galimberti: Dal non-mondo all’inferno su quelle piccole barche Tratto da “la Repubblica”, 31 luglio 2006

Ho osservato con attenzione la fotografia della barca dei clandestini alla deriva. Ha l’aspetto e le dimensioni di quelle piccole imbarcazioni per cinque o sei persone che nel periodo estivo si noleggiano sulle nostre coste per un giro di un paio d’ore in mare. Sei metri per due, neanche 12 metri quadrati. Stipate fino all’inverosimile ventisette persone. Ciascuna delle quali aveva pagato 1.500 dollari per l’acquisto dell’imbarcazione senza conducente. Avevano detto loro: «Seguite le luci delle piattaforme petrolifere e arriverete a Lampedusa». Le luci le videro la prima notte, poi il motore si ruppe e senza orientamento si persero nel mare. Senza cibo e senza acqua, esaurita nei primi tre giorni, i ventisette disperati incominciarono a gettare a mare chi tra loro, sotto il sole cocente di giorno e il freddo della notte, non riuscì a reggere per tutti i venti giorni in cui erano in balia delle onde, senza neppure più la forza di sperare. «Anche per morire paghiamo» ha dichiarato Hammed, 22 anni, eritreo, uno dei sopravvissuti. «Lo sapevamo che con quei 1.500 dollari pagavamo il biglietto per la nostra morte, ma c’era anche la speranza che qualcuno di noi ce l’avrebbe fatta. E allora abbiamo tentato. E’stato come una scommessa dove in palio c’era la vita o la morte». Se la barca costava 40 mila dollari non si poteva essere meno di ventisette. Il che vuole dire 30 centimetri a persona, acqua e viveri al minimo per ragioni di spazio, bisogni corporali davanti a tutti come gli animali, neppure lo spazio per sdraiarsi se uno sta male. E poi i morti e la puzza dei loro corpi che cancella la pietà. Ma se la posta in gioco non è quella di migliorare le condizioni della propria esistenza, ma, senza alternative e in piena consapevolezza, quella più crudele di vivere o morire, quali sono le condizioni di vita di Hammed, di Mustafà e di quanti come loro raccattano un po’di soldi come possono nei loro paesi d’origine e poi, dall’Eritrea, dal Mali, dal Sudan, dal Darfur giungono in Libia per l’ultima scommessa con in palio una posta da roulette russa? Non ce lo immaginiamo, non ne abbiamo esperienza, tanto meno percezione, per cui la notizia di questa tragedie, soprattutto se reiterate quasi quotidianamente, ci scivolano sopra la pelle senza provocare alcun brivido, alcuna scossa al nostro sentimento morale. E così la povertà, che dal continente africano dove dilaga, incomincia a intaccare il nostro mondo, non provoca in noi alcuna reazione, anche se sappiamo che l’estrema povertà non è solo mancanza di cibo, non è solo un incontro quotidiano con la malattia e con la morte, ma è soprattutto la fuoriuscita dalla condizione umana e insieme la sua riapparizione come "incidente della storia", che fa la sua comparsa televisiva quando i conduttori della storia passano da quelle lande disperate che un giorno chiamavamo "terzo mondo" e che ora, visti i tenori di vita raggiunti dal primo mondo, potremmo chiamare "non-mondo", puro incidente antropologico, non dissimile da quegli incidenti geologici o atmosferici che, sotto il nome di terremoto o alluvione, chiedono soccorso. Ma cos’è un "soccorso umanitario" se non la latitanza del nostro sentimento morale che si accontenta di un gesto di carità, senza avere la forza di sollecitare la politica? E qui non penso alla politica che fa gli affari con la fame nel mondo, penso alla politica come al "non-luogo" della decisione, perché la decisione avviene altrove, in quell’altro teatro, l’economia, che da due secoli a questa parte sembra aver ridotto la politica a un siparietto di quinta, dove ha luogo la rappresentazione democratica di interessi che operano dietro la scena e lontano dagli schermi. Quando, senza scomporci, veniamo a sapere dai telegiornali che nella regione dei Grandi Laghi, nel Sudan e nel Darfur due milioni di uomini donne e bambini sono stati ammazzati con il machete e un altro milione manca all’appello, un appello che non si fa a nominativo, ma per cifre che oscillano, a seconda dei diversi calcoli delle organizzazioni locali e internazionali, nell’ordine di decine di migliaia, davvero consideriamo questi esseri umani nostri "simili", simili a noi italiani, tedeschi, francesi, americani, o non piuttosto simili a un gregge di cui non ci interessa la sorte?

E perché non ci interessa? Perché non muove il nostro sentimento morale? Perché forse sospettiamo, anche se poi rimuoviamo il pensiero, che il nostro benessere dipende dalla loro disperazione. Nascosta allo spettacolo quotidiano, espulsa dalla percezione e dal linguaggio, la povertà sembra vivere solo nel gesto distratto di una mano che allunga qualcosa che non cambia di un grammo la nostra esistenza. E così, non toccata, anche la nostra esistenza si rende immune dalla presenza anche massiccia della povertà. Una povertà silenziosa, densa come la nebbia che in modo impercettibile ci tocca da ogni parte e che può passare inosservata solo a colpi di rimozione percettiva, visiva, linguistica. Ma il rimosso ritorna e la povertà materiale di coloro che, invisibili, si muovono nei bassifondi delle condizioni impossibili d’esistenza compie la sua vendetta, mutilando la nostra esistenza, per consentirle di non percepire che il nostro stato di benessere dipende direttamente dallo stato di povertà del mondo. La condizione umana infatti è comune. E il privilegio di chi vuol difendersi non solo dalla povertà, ma anche dalla sua percezione, è l’inganno di un giorno. Con ciò non voglio dire che l’Occidente è diventato cattivo, insensibile e cinico. La sua colpa non è nella sua accresciuta insensibilità e indifferenza per le sorti del mondo (questa semmai è la conseguenza non la causa). La sua colpa morale consiste nell’aver consentito che la povertà del mondo divenisse "smisurata", perché, di fronte allo smisurato la nostra sensibilità si inceppa. Il "troppo grande" ci lascia indifferenti, non freddi, perché la freddezza sarebbe già un sentimento. E quando ci dicono che nel mare di Sicilia ancora una volta altri tredici disperati hanno perso la vita, il nostro sentimento si trova di fronte non a una tragedia, ma a una statistica, di fronte alla quale piomba in una sorta di analfabetismo emotivo. Questo analfabetismo, divenuto ormai nostra cultura, è peggiore di tutte le peggiori cose che accadono nel "non - mondo", perché è ciò che rende possibile l’eterna ripetizione di queste terribili cose, il loro accrescersi e il loro diventare inevitabili. 


 
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