

Area personale
Ultimi commenti
Cerca in questo Blog
Menu
Chi può scrivere sul blog
I messaggi sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.

Che bellini che erano, felici e spensierati.....
E adesso uno se torna a casa ad aiutare l'amata Carlà a cambiare i pannolini della pupetta, l'altra si è appena beccata la peggior batosta elettorale della storia cristiano-democratica in Nord Reno-Westfalia. Le politiche sono ancora lontane, bisognerà aspettare settembre del prossimo anno, ma la poltrona della Cancelliera si va sempre più restringendo.....
|
|

Ho seguito con interesse e con un minimo di partecipazione lo scontro sull'ormai consueto tema dell'antisemitismo che ha visto coinvolto l'amico Quintana con l'ambiguo "eclettico graphic designer" e con due arrembanti giovani. Una in particolare si è distinta per la sua travolgente dialettica che le ha consentito di disseminare qua e là commenti impregnati del più spregevole antisemitismo. Pare che la fanciulla riconosca qui su Libero un autorevole maître à penser, che risponde all'impegnativo nick di BogBoss_Project, tanto da consigliare a Quintana la lettura dei suoi post. Questo raffinato intellettuale ci propone un post addirittura in tre parti, dall'accattivante titolo "Giudaismo, sionismo e gli ebrei". Secondo la ragazzetta che mi dava del servo, questo post dovrebbe avere il magico effetto di "aprire gli occhietti" a chi è refrattario al pensiero che esce da CasaPound. Vediamo....
1^ Parte.
Scopiazzature delle voci "Giudaismo" e "Sionismo" di Wikipedia, niente di speciale. Sul finale però ci sono un filmato di rabbini che strepitano contro Israele e un po' di fotografie di rabbini che sbaciucchiano Ahmadinejad. Accidenti, questo sì che è uno scoop!!! Ma invece no! Si tratta degli esponenti del gruppo ultraortodosso "Neturei karta", che sostengono l'illegittimità dello stato di Israele e l'empietà del sionismo, in quanto non dovrebbe esistere uno stato ebraico prima dell'arrivo del Messia. In pratica dei poveri mentecatti, con una consistenza di qualche centinaio di famiglie a Gerusalemme e qualche comunità sparsa in USA e nel Canada. Nel 2006 i leader del gruppo furono effettivamente ricevuti con tutti gli onori a Teheran, in una conferenza negazionista. Se ci andarono nella disperata ricerca di un po' di visibilità, per soldi o per stupidità non è dato sapere. Ma considerarli in qualche modo "rappresentativi" del pensiero ebraico è come ritenere che le idee di un qualunque movimento di dementi....che so, ad esempio, CasaPound, rappresenti il pensiero degli italiani. Mi spiace, signorina, il suo guru non mi ha ancora aperto gli occhi
2^ Parte
Beh, qui lo scoop ci sarebbe, anzi sarebbe davvero enorme: il 90% degli ebrei non sono ebrei! Peccato che sia una scemenza.Tutto nasce dal fatto che la radice "ashkenaz" è stata usata in tempi diversi in riferimento ad aree geografiche diverse e dal fatto che a seguito di rilevanti immigrazioni ebraiche verso il IX secolo pare il Khanato di Khazaria si convertisse alla religione ebraica. Mancano però del tutto evidenze della durata di questa conversione, e della migrazione di queste popolazioni verso l'Europa orientale e centrale.I Nell'accezione attuale il termine "ashkenaz" risale invece al medioevo e indica la zona lungo il corso del Reno, da cui la definizione di ashkenazim per gli ebrei che vi risiedevano. E' ovviamente inutile aggiungere che lo yiddish non ha nulla a che fare con la lingiua dei Khazari. Signorina, sono molto spiacente per il suo guru, ma vede, a parlare troppo dei Khazari si rischia di fare la figura dei cazzari.
3^ Parte
E qui abbiamo dichiarazioni di Ben Gurion, di Golda Meir, di Shamir e così via, che dimostrano inequivocabilmente l'indole razzista e sanguinaria dei sionisti. Alcune delle frasi attribuite a Ben Gurion sono oggi riconosciute dalla storiografia come apocrife. Ognuna di quelle frasi dovrebbe poi essere esaminata nel contesto in cui è stata pronunciata, molte risalgono a momenti in cui Israele era in guerra. E, finalmente, dovrebbero essere confrontate con quelle coeve di leader arabi e palestinesi, o con quelle odierne dei capi di Hamas. Allora forse al confronto apparirebbero prudenti e moderate. Tutto ciò non toglie che molte non siano per nulla condivisibili, nemmeno da me, ebreo, sionista e, ovviamente, filoisraeliano. Ma chiunque mi abbia letto con un minimo di pazienza sa bene che la mia non è una difesa incondizionata delle scelte del governo israeliano. Errori e colpe, anche gravi, ci sono stati da entrambe le parti. Ciò che ho sempre contestato è invece l'attribuzione ad Israele di ogni responsabilità. Se oggi chi soffre di più sono i palestinesi, gli Israeliani non sono i soli (e forse nemmeno i maggiori) colpevoli.
Poi, alla fine, molto più delle parole contano i fatti. Nonostante tutte le bellicose dichiarazioni diligentemente riportate dal guru è un dato di fatto che migliaia di arabi dopo la guerra del '48 hanno scelto di rimanere comunque in Israele, tanto che oggi ne costituiscono circa il 16% della popolazione e ne sono cittadini a pieno titolo. In realtà soffrono di qualche limitazione, legata al fatto che sono esonerati dall'obbligo di leva, il che li penalizza poi dal punto di vista dell'impiego lavorativo, ma godono di tutti gli altri diritti civili, hanno dei partiti che li rappresentano e i loro deputati alla Knesset e hanno piena libertà di culto. Pur lamentando, giustamente, la loro condizione di cittadini per qualche verso di serie B, godono di una libertà e di un benessere assolutamente non paragonabili a quelle dei loro fratelli dei paesi confinanti, come i fatti di questi tempi stanno ampiamente dimostrando. E infatti non hanno la minima intenzione di abbandonare Israele.
Allora signorina, mi sembra che la fiducia che lei ripone nel suo guru sia del tutto ingiustificata. I miei occhietti non si sono aperti nemmeno un po', se non talvolta per lo stupore di fronte ad argomentazioni di una pochezza così sconcertante. Allora, se le piace sia pure antisemita, la cosa non le farà onore, ma è di certo un suo diritto. Ma lo accetti come un fatto istintivo, come il suo tifo per la Lazio, non cerchi di rivestirlo di motivazioni logiche o razionali. Il razzismo non può avere radici intellettuali, trae invece linfa vitale da ignoranza e stupidità. Provi a superarle, non è del tutto escluso che lei ne abbia la capacità.
|
|

Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato
in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt´al più le note a margine.
E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,
perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un´atomica.
E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l´altro paese,
in cui da anni - anche se coperto da segreto -
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?
Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.
Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile, la cui specialità
consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata
ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
dico quello che deve essere detto.
Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;
anche perché noi - come tedeschi con sufficienti colpe a carico -
potremmo diventare fornitori di un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.
E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un´istanza internazionale.
Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita,
e in fin dei conti anche per noi.
Questa è "Ciò che deve essere detto" la poesiola di Günter Grass che tanto subbuglio ha creato in questi giorni. Lo squallore letterario è evidente; si potrebbe cedere alla tentazione di attribuirlo ad una traduzione frettolosa, all'urgenza del momento, alla necessità di trattare un'"opera d'arte" con metodi e tempi da cronaca. Ma non è così. La "figurina" del mio avatar è Georg Friedrich von Hardenberg, meglio noto con lo pseudonimo di Novalis, poeta romantico tedesco della fine del XVIII secolo e vi assicuro che la poesia in quanto tale, anche se letta in tedesco, fa schifo quasi come in italiano.
Günter Grass è d'altronde uno dei tanti personaggi a cui negli ultimi decenni è stato attribuito un premio Nobel per la letteratura secono principi incomprensibili ai più, forse il sorteggio....
James Joyce, Francis Scott Fitzgerald, Robert Musil, Franz Kafka, Cesare Pavese, Rainer Maria Rilke...sono solo i primi nomi che mi vengono in mente tra gli scrittori che NON sono dati considerati degni di questo premio, elargito invece a figure come Dario Fo e, appunto, Günter Grass. E ho detto tutto.
Qualche anno fa ci furono feroci polemiche, qualcuno addirittura propose che gli venisse ritirato il Nobel, quando Grass confessò di essere a suo tempo entrato come volontario nelle SS. Questo fatto non lo rese molto simpatico alla maggior parte degli ebrei, anche se io personalmente ritengo che non fosse molto facile per nessuno avere sedici anni nella Germania nazista. Certo, c'era chi doveva evitare di finire in un lager, e non era un problema da poco, ma anche un ragazzino ariano bombardato quotidianamente da una propaganda ossessiva poteva essere un po' fuorviato e indotto a scelte discutibili. Non posso lodarlo per quelle sue scelte di allora, ma nemmeno mi sento di condannarlo più di tanto. Almeno ha avuto il coraggio di confessarlo, e non è poco. Comunque sia, questi suoi trascorsi non hanno aiutato a far sì che in Israele la sua poesia venisse accolta con generalizzato entusiasmo.
E' così il governo israeliano lo ha definito "persona non gradita". Conseguenza? Günter Grass non potrà entrare in Israele. Punizione giusta? Spropositata? In ogni caso non credo che Grass, ormai ottantacinquenne, avesse tanta voglia di fare il turista in Israele. Ufficialmente sarebbe forse stato meglio ignorarlo del tutto, seppellire questa patetica filastrocca sotto un totale silenzio. Rispondere "Günter Grass chi?". Qualcuno potrebbe allora chiedermi perché ne parlo io. Perché quello che a me non va giù non sono i trascorsi nelle SS e nemmeno la filastrocca, ma la replica di Grass al provvedimento del governo israeliano. E cosa ha risposto l'ineffabile Günter:
"E' una misura coercitiva che ricorda i metodi della vecchia Repubblica Democratica Tedesca".
E no, caro il mio Günter, forse ti stai dimenticando che la buona vecchia DDR non aveva l'abitudine di impedire l'accesso a "persone non gradite" quanto piuttosto quella di non lasciar uscire quegli sconsiderati che inspiegabilmente volevano abbandonare quel paradiso in terra. E magari parliamo anche di muri. Quello non era un muro costruito per rendere più difficile il compito di chi vuol far saltare per aria uno scuolabus, ma un muro per trattenere chi voleva la libertà, un muro che ha fatto più di centotrenta vittime. A meno che Grass non consideri a sua volta Israele come la terra promessa, e tutto il resto del mondo come una nuova DDR da cui fuggire, e si senta per questo duramente colpito dal provvedimento. Ma non credo sia questo il suo pensiero. E allora, torniamo al titolo: Günter, vacci, e restaci. Non abbiamo bisogno di te.
|
|

Uno tra mille. Se ne potrebbero fare davvero tanti, evidenziare l'incongruenza di un personaggio che scarica insulti a razzisti a vagonate, poi piagnucola e si atteggia a vittima; che scrive che è antisemita per colpa degli ebrei, e la riga dopo dice che non è vero, che lui non è antisemita. Ma lasciamo perdere questi aspetti, proviamo a vedere che reale sostanza ha l'individuo. Recentemente ha pubblicato un post, prelevato da Infopal.it, che si proponeva di ricostruire la storia e le motivazioni del conflitto arabo-israeliano, dalla dominazione ottomana ai giorni nostri. Compito a dir poco improbo nel breve spazio di un articolo, ma bisogna riconoscere svolto abbastanza bene, per quanto infopal non sia forse tra i siti più obiettivi e neutrali (!). Il testo intero lo potete leggere qui:
http://blog.libero.it/AMEN555/11215618.html
Il buon Roberto mi ha invitato a commentare questo post, da me, perché da lui non mi vuole. E va bene, posso anche capirlo (no, a dire il vero non lo capisco, ma fa lo stesso).
Allora, vediamo una delle cose scritte da infopal:
Le Nazioni Unite, per porre fine alle tensioni nella zona,propongono come soluzione il "Piano di Spartizione dellaPalestina" (risoluzione 181) secondo cui si sarebbe dovutiformare due stati indipendenti con:
- il 56,5% del territorio agli Ebrei (che erano 500.000, il30% del totale),
- il 42,5% ai Palestinesi (che erano più del doppio,1.150.000, il 70%).
Questo è un classico esempio di verità parziale. Quello che c'è scritto è assolutamente vero. Peccato manchi qualcosino che, guarda caso, cambia un po' le cose. E quel qualcosino l'ho fatto notare, scrivendo:
L'apparente sproporzione a vantaggio ebraico tra popolazione e superficie dei due stati è dovuto essenzialmente al fatto che allo stato ebraico veniva assegnata la quasi totalità del deserto del Negev. Se il confronto venisse effettuato solo sulle aree effettivamente popolate, quella sproporzione si annullerebbe.
Come mi si risponde? Così:
Il signor ouisted insiste nel dire che ad israele gli è stato dato il deserto , a me sembra che la maggioranza , al 90& di un'area non corrisponda al deserto ... poi ricomincia con uno dei suoi soliti pipponi pieni di dati incontrovertibili se non per lui , inutile , chi è in malafede non ammette neanche un solo suo errore . Lo sa tutto il mondo serio ed onesto che gli israeliani sono in mala fede perche' ladri di roba e terra non loro , e che i Palestinesi sono invece le vittime , che si difendono con dei sassi contro i mitra dei "buoni" . Ouisted ... non lo sa .
Allora, io non "insisto", faccio notare un qualcosa che è evidente dalle cartine che lo stesso Roberto ha pubblicato e che ho riportato all'inizio. Il piano di partizione assegnava ad Israele il deserto del Negev, che è sostanzialmente quel bel triangolino bianco che sta in basso, quello dove c'è scritto "Israel" nelle due ultime cartine. E' facile vedere che quell'area rappresenta poco meno della metà del territorio dello stato di Israele. A meno che la recente storiografia non abbia scoperto che anche questa è una menzogna sionista, una delle carattteristiche dei deserti mi risulta essere quella di non avere una grande densità di popolazione. Allora quell'apparente sproporzione del 56,5% per cento del territorio dato a chi ha meno della metà della popolazione dovrebbe risultare un po' meno strana. Poi si può discutere all'infinito se quanto previsto dal piano di spartizione fosse "giusto" o meno, sicuramente il far passare in quei termini la sproporzione 56-42 nella distribuzione delle terre è malafede, oppure ignoranza, o entrambe. Io lo so, tu Roberto? Sei molto più onesto e credibile quando mi dai del "figlio di txxxa ebrea", almeno lì lasci esplicitamente emergere la tua natura di razzista, non cerchi di tirare in ballo "mitra e sassi" quando non c'entrano nulla perché si parla semplicemente di rapporti tra territorio e popolazione.
Ovviamente questa non era l'unica obiezione all'articolo di Infopal, è solo l'unica a cui, seppur in questo modo strampalato, mi sia stata data qualche risposta. Se qualcuno che si è letto quell'articolo ha ancora la pazienza di leggere anche le mie obiezioni, le riporto nuovamente qui. Può essere utile, magari qualche dubbio sull'obiettività dell'informazione filopalestinese potrebbe anche venire.
La ricostruzione di infopal è sostanzialmente corretta nel come riporta i fatti storici. C'è però qua e là qualche "omissione" che è opportuno integrare. Le più importanti:
Deir Yassin: è una macchia grave, molto grave sulla storia della nascita dello stato di Israele e i relativi fatti non sono negati dalla storiografia israeliana, non solo da quella attuale, ma anche da quella dell'epoca. Ma è malafede riduttiva ricondurre vent'anni di disordini e scontri tra arabi ed ebrei durante il mandato britannico a quel solo episodio. Eccessi ed atrocità sono avvenuti da entrambe le parti. Tanto per citarne uno, il massacro di Hebron del 1929, fu una deliberata uccisione di ebrei, senza nemmeno l'attenuante di una battaglia per il controllo della città, come invece avvenne a Deir Yassin. E gli stessi fatti di Deir Yassin furono seguiti da una rappresaglia in cui fu attaccato un convoglio diretto all'ospedale Hadassah, in cui furono trucidati feriti, medici e infermiere. Non si cerchi di far credere che da una parte fossero tutti santi ed eroi e dall'altra tutti assassini. Episodi per cui provare vergogna ce se sono da entrambe le parti.
Piano di partizione del 1947. Fu proposto allora come unica possibile soluzione di compromesso alla situazione venutasi a creare negli anni, pur nella consapevolezza che non sarebbe stato possibile accontentare entrambe le parti. Ad esempio, alcune frange del movimento sionista contestarono quel piano in base ad un'interpretazione della dichiarazione Balfour secondo cui lo stato ebraico avrebbe dovuto comprendere l'intera Palestina (come era intesa allora, cioè l'insieme degli attuali stati di Israele e Giordania)! L'apparente sproporzione a vantaggio ebraico tra popolazione e superficie dei due stati è dovuto essenzialmente al fatto che allo stato ebraico veniva assegnata la quasi totalità del deserto del Negev. Se il confronto venisse effettuato solo sulle aree effettivamente popolate, quella sproporzione si annullerebbe.
Guerra del 48-49. La guerra scoppia in seguito all'accettazione da parte ebraica del piano di partizione e alla conseguente proclamazione della nascita dello Stato di Israele. Il rifiuto da parte araba NON nasceva però da rivendicazioni territoriali, ma dalla pura e semplice negazione dello Stato di Israele. Gli arabi non combatterono per dei confini "più equi", combatterono per cancellare Israele.
Questione dei profughi. Le cifre di infopal sono corrette. La guerra causò l'uscita di circa 700.000 profughi arabi da Israele. Si dimentica però che circa altrettanti ebrei furono espulsi per rappresaglia dai paese arabi, cancellando comunità che esistevano da secoli. Molti si diressero verso l'Europa e gli Stati Uniti, ma 400.000 andarono in Israele. Qui non furono segregati in campi profughi, ma divennero cittadini israeliani. Ben diversa fu la sorte dei profughi arabi, a cui fu negata cittadinanza e libertà di movimento nei paesi arabi "fratelli". Ecco come 700.000 profughi di allora sono oggi diventati quasi sette milioni. Sempre profughi, dopo quasi settant'anni! E perché Egitto e Giordania non favorirono comunque lo nascita di uno stato palestinese, seppur entro confini più ristretti di quelli previsti dal piano di partizione, ma preferirono occupare militarmente Gaza e la Cisgiordania?
Guerra dei sei giorni. Molto faticoso tentare di trasformarla in una guerra di aggressione da parte di Israele. Soprattutto se poi ci si "dimentica" di citare la guerra dello Yom Kippur.
Ma tutto questo conta fino ad un certo punto. Ciò che è veramente importante è il futuro. Che non può che essere la soluzione "due popoli due stati". Che deve essere accettata incondizionatamente dalle due parti. L'occidente deve far sentire una pressione unanime in questo senso, negando ogni sostegno a chi rifiuta questo principio. Altrimenti non si supererà mai il giochino "è colpa di questo, no è colpa di quello" e chi continuerà a soffrirne di più saranno i palestinesi.
|
|

Bene. la nostra amica non ha digerito bene il pesciolino aprilano che ha dovuto ingerire con tutte le squame e le pinne (almeno così era kosher!), evidentemente non aveva l'Alka Seltzer e così si è sfogata con un post piuttosto ricco di insulti. Risultato: una bella bannatura, e l'ennesima resurrezione, condita del solito vittimismo. Ma oggi non ho nessuna voglia di polemizzare, mi godo semplicemente tutte le figuracce fatte da quella banda di boccaloni che hanno potuto credere ad una notiìzia così assurda. Non è d'altronde una gran novità che i compagnucci siano un po' creduloni......


Contrordine compagni! La frase pubblicata sull'Unità "Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asino accogliente che offra ad essi la possibilità di divertirsi ed istruirsi" contiene un errore di stampa e pertanto va letta "Bisogna che i compagni trovino in ogni sede rionale un asilo accogliente...."
Contrordine compagni! la frase pubblicata sull'Unità "Dovete dire tutto il vostro olio ai guerrafondai democristiani" contiene un errore di stampa e pertanto va letta "Dovete dire tutto il vostro odio...."
|
|
| « Precedenti | Successivi » |



Inviato da: bavzlo
il 14/05/2012 alle 13:59
Inviato da: ouisted
il 14/05/2012 alle 13:22
Inviato da: bavzlo
il 14/05/2012 alle 13:11
Inviato da: atreju.1
il 23/04/2012 alle 17:44
Inviato da: atreju.1
il 23/04/2012 alle 17:42