Creato da bal_zac il 21/10/2011

FUORI SERIE

Pensieri non convenzionali, forse

 

 

Alberto Sordi sognava la Regina d'Inghilterra

Post n°62 pubblicato il 26 Ottobre 2016 da bal_zac

"Mi accompagnò in camera e in corridoio mi saltò quasi addosso. Non mi aspettavo un approccio così irruento... Aveva un modo di baciare molto passionale… A letto aveva poca fantasia, era molto tradizionalista, non amava sperimentare. Una sera ordinai lo champagne sperando che le bollicine potessero aiutarlo nella fantasia. Poi gli dissi che doveva togliersi il vizio di portare i pantaloni ad altezza ombelicale come faceva sempre lui. Lo trovavo antierotico". A parlare è la contessa De Blanck in un'intervista alla rivista Oggi. 
Faccio un po' fatica a immaginarmi l'Albertone nazionale nelle vesti di amante appassionato, anche perché l'ho sempre considerato un personaggio asessuato, una specie di angelo della comicità casereccia,  simpatica e un po' pataccara. Ora scopriamo, sempre dalla bocca della De Blanck, che la massima fantasia erotica dell'Albertone era la regina Elisabetta d'Inghilterra. Mah, che dire... Tra i mutandoni ascellari alla Fantozzi e la regina d'Inghilterra mi sembra di scorgere un Sordi inedito: rustico, genuino e forse per la prima volta (almeno per me) anche divertente.

 
 
 

La promessa elettorale di Madonna:«Se votate Hillary faccio sesso con voi»

Post n°61 pubblicato il 21 Ottobre 2016 da bal_zac


La campagna elettorale americana è diventata un circo a luci rosse. La sguaiatezza della nostra campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre sembra roba da orsoline al confronto. Eppure, nel nostro circo Barnum, di promesse elettorali ne abbiamo sempre sentite tante, e a volte anche molto fantasiose. Non sarà un caso se siamo la patria della commedia dell'arte. Ma quella di Madonna le batte tutte. Proprio tutte. La signora Ciccone ha pronunciato parole che entreranno nel Guinness dei Primati. Sentite: "Se voterete Hillary io vi farò un pompino a tutti e sono brava. Lo faccio lentamente, adoro il contatto visivo e soprattutto ingoio". Non voglio pensare alle battute ironiche in caso di vittoria della Clinton: "Povera Hillary, ancora perseguitata dal fantasma di Monica Lewinsky".
 

 
 
 

12 ottobre 1960: quando Kruscev batté la scarpa al tavolo Onu

Post n°60 pubblicato il 12 Ottobre 2016 da bal_zac

scarpa_KRUSCEV

Una scena memorabile in un luogo memorabile: l'ONU. Correva l'anno 1960, il 12 ottobre, in piena Guerra Fredda. Mio padre mi raccontava accalorato di Nikita Kruscev e io lo ascoltavo attentamente. Il nome del personaggio e la sua importanza mi sfuggivano, ma vedevo mio padre così infervorato nel narrare la scena che la mia attenzione era tutta per lui. Il secondo uomo più potente del pianeta si tolse una scarpa e la sbatté sul tavolo dalla sua postazione. Un gesto incredibile. Fuori da ogni protocollo, se consideriamo la sede: l'assemblea generale delle Nazioni Unite. Il gesto divenne una delle immagini-icona del Ventesimo secolo, ma questo lo compresi solo molti anni dopo. 

 
 
 

Signorini ci sa fare

Post n°58 pubblicato il 09 Novembre 2014 da bal_zac
 

Ralph Fiennes
Un tempo c'era il gelato. Piaceva a tutti. Chi lo preferiva al cioccolato, chi al limone, chi invece al pistacchio. Oggi il gelato non è più quello di una volta, il suo gusto ha subito una deriva che lo ha spinto dal dolce al salace. Recentemente il presidente del Consiglio Renzi ha affidato a un gelato la sua risposta al vetriolo a quella vignetta dell'Economist che lo ritraeva, un po' infantile, con un cono in mano, dietro a un impettito Hollande e a una Merkel sempre più imperiale, mentre la barchetta di carta dell'euro faceva acqua da tutte le parti e il povero Draghi si dannava nel tentativo di salvare il salvabile. Ora il gelato ha colpito ancora. Questa volta a farne le spese è il Ministro Madia, paparazzata dai reporter della rivista "Chi" di Signorini, mentre leccava con goduriosa soddisfazione un gelato in macchina. Appena quattro scatti innocenti, se non fosse per il titolo tra il malandrino e l'osceno: "Madia. Ci sa fare col gelato". Ed è successo il finimondo, l'Italia si è divisa in due come il Mar Rosso, roba da Cecil DeMille. Poi, cambio di scena, Signorini si pente: "Bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere un errore - confessa il re del gossip - e io lo riconosco". Vuoi vedere che ora con quest'ammissione di colpa si rifà una verginità? Mi ricorda troppo quella bellissima scena del film "Quiz show" di Robert Redford, quando Charles Van Doren (il personaggio principale interpretato da Ralph Fiennes) si presenta davanti a una commissione del congresso americano e confessa che il Twenty One a cui aveva partecipato, una specie di Lascia o raddoppia made in Usa, era truccato, e che gli venivano fornite le risposte in anticipo. Pubblico e gran giurì si lasciarono commuovere dalla sincerità e dall'eloquenza delle parole di quell'uomo. Ma Charles-Ralph Fiennes aveva classe e fascino da vendere, mentre Signorini difetta sia dell'una che dell'altra...

 
 
 

Meditazione sulla lavatrice (ci sono seduto sopra)

Post n°57 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da bal_zac

Fango, tortora e mastice saranno colori da stilista ma il greige (anonimo miscuglio di grigio e beige) è stato sicuramente inventato da una casalinga. Forse frettolosa, sicuramente disperata.

 
 
 

Juntos (insieme)

Post n°56 pubblicato il 12 Ottobre 2014 da bal_zac
 

I due danzatori prendono possesso della scena prima ancora che gli spettatori si siano tutti seduti. Forse hanno fretta quei due. Ora mordono lo spazio circostante e lo percorrono in diagonale, lui da una parte, lei dall'altra. Partono da lontano, si avvicinano bruscamente, si incrociano per poi allontanarsi di nuovo. Singolare torneo. Il gioco riprende, ammesso che sia un gioco. Potrebbe trattarsi di una lotta. I danzatori riprendono l'insolito balletto che si ripete e si espande. Gli spostamenti lasciano intuire un incontro spesso interrotto. Come due innamorati che si cercano, si scoprono e poi confusi e impauriti dalle troppo forti emozioni scappano per rifugiarsi nel pudore della propria solitudine. E la tensione sale in un crescendo senza fine, come in un'atavica danza tribale dove il tempo si dilata e finisce per dissolversi. Solo il lungo applauso del pubblico restituisce ai due danzatori la loro dimensione reale. Per qualche istante sono stati Juntos, ora sono di nuovo umani. Esausti. Ansimanti. Felici. 

 
 
 

Silenzio, si gira!

Post n°55 pubblicato il 11 Luglio 2014 da bal_zac
 

I film mi entrano dagli occhi ma solo alcuni vi rimangono. I più, quando si riaccendono le luci in sala, svaniscono nel nulla. E la visione del lungometraggio successivo non fa che spingere fuori dalla mia coscienza e dalla mia memoria quello che l'ha preceduto. Quando mi chiedono quale film ho visto di recente nel migliore dei casi faccio la figura dello smemorato. Spesso di quell'orgia di immagini rimangono solo poche tracce evanescenti.

Altri film invece mi entrano negli occhi e si espandono lentamente, come il colore di una bustina di tè appena immersa nell'acqua bollente e che piano piano satura la trasparenza dell'acqua con fantasiose volute scure. Come per il tè anche il film mi lascia il suo aroma. Se non lo riconosco al primo sorso vuol dire che il suo profumo mi è sconosciuto o che le mie papille non sono pronte.

Poi ci sono i film che mi sorprendono, mi rallegrano e mi riconciliano con il mondo. Non perché c'è l'happy end o sono film d'autore. Affatto. A volte sono piccole e poco note produzioni. Raccontare una storia è sempre impresa ardua. Farlo attraverso un alfabeto di immagini e suoni lo è ancora di più. Ma quando quel linguaggio raggiunge il suo ritmo e amalgama con felicità (non facilità) inquadrature, storia, personaggi, musica e suoni, allora quei novanta minuti diventano pura magia. Non quella di Harry Potter. Quella vera. Quella del cinema.

 
 
 

Il gusto degli altri

Post n°54 pubblicato il 13 Maggio 2014 da bal_zac
 

Quante paure quando si è innamorati da poco e si vuole far conoscere la new entry al proprio entourage! Si vorrebbe raccontare a tutti la propria felicità e nello stesso tempo la si vorrebbe tutta per sé. Come se parlandone si perdesse un pezzo. Ma troppo velocemente giunge il momento di presentare la "lei" o il "lui" agli amici. E qui iniziano i problemi.
Vorremmo un consenso bulgaro e non vivere l'angosciante attesa della Cassazione. Ma nei rapporti amorosi non esiste il sistema metrico come non esistono automatismi. I sentimenti non hanno bisogno di legittimazione esterna, la legittimazione la trovano per il solo fatto di esistere e di farsi sentire. Il nostro partner può essere una persona silenziosa fino al mutismo o eccentrica fino al folclore oppure lontana anni luce dal nostro comune pensare. Non per questo le sue attenzioni ci toccano di meno o ci sentiamo meno abbracciati dal suo affetto. Inoltre, ci sono qualità che solo i protagonisti di una storia riescono a conoscere. Mentre chi ne è fuori è come un non vedente. E non mi sembra corretto metterlo a fare il critico d'arte davanti ai colori di un quadro di Van Gogh.

 
 
 

Razzi e mazzi

Post n°53 pubblicato il 23 Aprile 2014 da bal_zac
 

razzi

Il senatore Razzi immortalato nell’unico giorno in cui non ha risposto:
 “Mah, non credo… Fatti li cazzi tua... molla la parrocchia...
fatti un Vaticano tutto tuo...“

 
 
 

Ti ascolto

Post n°52 pubblicato il 15 Aprile 2014 da bal_zac
 
Foto di bal_zac

Ti ascolto sempre volentieri. Anche se non sempre è cosa facile. Nessun paradosso. I miei occhi ti scrutano, apro la mente e mi sbarazzo delle zavorre. La mia attenzione è tutta per te. Ti ascolto con tutto il mio essere, ben oltre il nervo acustico o la corteccia cerebrale. Più all'altezza del cuore.

Tu parli lentamente. Con lunghe frasi che seguo con docilità, vocabolo poco apprezzato di questi tempi. Eppure vuol dire "che è disposto ad apprendere". Seguo il tuo discorso come una canoa trascinata dalla corrente di un fiume, percorrendone, fedele, meandri e circonvoluzioni. Ti interrompo solo per chiederti spiegazioni. Sono fastidiose per chi parla, lo so. Ma è solo un'altro modo per ascoltarti meglio. Non voglio assomigliare a quel personaggio surreale, anche se molto divertente de "L'uomo che non capiva troppo". Quello è soltanto uno sketch mentre questa invece è vita reale e non me la voglio perdere. 

Noto la tua insofferenza quando ti interrompo ma il tuo fastidio lascia subito posto a un sorriso contagioso perché vedi che ho recepito esattamente il tuo pensiero. Non dimentico mai quei sorrisi. Ne faccio incetta: sono spettacolari. E quando al telefono una mia proposta di incontro si scontra con un tuo impegno mi rifugio nel mio granaio, insieme ai tuoi sorrisi.

 
 
 

Che gnocca quella Meloni!

Post n°51 pubblicato il 10 Aprile 2014 da bal_zac
 
Foto di bal_zac

Photoshop piace ai politici bruttini. Soprattutto in campagna elettorale. E Giorgia Meloni, che nemmeno l'ottimismo della volontà riesce a trasformare in cigno, ricorre al notissimo promotore d'immagine. Almeno questa è la tesi sostenuta dalla rete, dopo la diffusione di un nuovo manifesto elettorale per le europee che la ritrae più somigliante a una Sharon Stone, seppure in formato Fratelli d'Italia, che al brutto anatroccolo che tutti noi conosciamo. 

Su Twitter sono in molti a mettere in dubbio l'autenticità di quella splendida foto e gridano naturalmente al ritocchino condito magari in mille salse. C'è chi la butta sull'ideologico: “Photoshop è un software di destra”. Chi invece si lascia scappare un “Ah beh, non le riesce molto bene, dovrebbe imbruttirsi un po'". Chi ancora vorrebbe maggiore serietà sulla sacralità del corpo e la rimprovera: “Va bene barare sui contenuti politici, ma non sull’aspetto fisico, Meloni non si fa”. Chi invece, con sano pragmatismo, si consola della scelta, facendo buon viso a cattivo gioco: “Beh, l’alternativa era Crosetto, e lì altro che Photoshop…”.

Come reagisce l'onorevole Meloni a questa pioggia di cinguettii? Semplicemente respingendo con sdegno le accuse: "Ogni volta che esce un manifesto con una foto decente tutti a dire che è ritoccata... E' ufficiale: il mondo mi considera una cozza".
Mah, una cozza no, ma punti di somiglianza con qualche altro mollusco, forse...

 
 
 

Italiani brava gente

Post n°50 pubblicato il 19 Settembre 2013 da bal_zac
 

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori. I 32 morti della Costa Concordia smentiscono quel cliché buonista e autoreferenziale. Ma tant'è. Si raddrizza una nave e il miracolo si compie: dopo la vergogna arriva il momento del riscatto. Che tristezza! Schettino, dal canto suo, fa causa alla compagnia armatrice che lo avrebbe licenziato senza giusta causa. Dalla tragedia si passa all'opera buffa.
Anni fa a rappresentare gli italiani c'era Alberto Sordi con i suoi personaggi un po' sguaiati, pataccari e scrocconi ma non privi di simpatia. Almeno l'Albertone ci faceva ridere. Altra epoca, probabilmente. Decenni dopo noi italiani siamo rimasti della stessa pasta: un po' sguaiati, pataccari e scrocconi, solo meno simpatici.
L'altro giorno seguivo i telegiornali ed era tutto un inneggiare all'orgoglio ritrovato. 
Che buffonata! Non basta raddrizzare un transatlantico per tornare ad essere decenti. Altre sarebbero le cose da raddrizzare e altri i luoghi dove porre l'orgoglio. Personalmente non ce l'ho con il commandante della Concordia il cui destino lascio volentieri ai magistrati e alla sua coscienza. Me la prendo invece con tutti quegli Schettini spuntati qua e là. Ma forse quello è un altro mare.

 
 
 

Politically uncorrect

Post n°49 pubblicato il 31 Luglio 2013 da bal_zac

L’altro giorno ero seduto al tavolino di un bar e mi sono dovuto difendere dagli schiamazzi di una famigliola numerosa quanto rumorosa, composta da padre, madre e i loro quattro rampolli. Non era necessario scomodare Mendel e i suoi piselli per scoprire le leggi dell’ereditarietà. Erano evidenti sotto i miei occhi: tutti erano lisci, paffuti e rubicondi. In altre parole extra large. 
Non parlavano, sbraitavano. Facevano a gara a chi trovava la meta turistica più stravagante. E siccome la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo avevano tutti una voce stridula. Allora mi sono alzato, mi sono avvicinato e con voce calma: "Non sapete dove andare in vacanza? Ho il sito web che fa per voi.  Trip(p)advisor". E mi sono allontanato con un sorriso forse un po' sadico, lo ammetto, ma molto soddisfatto.

 
 
 

Brufoli & Co

Post n°48 pubblicato il 28 Giugno 2013 da bal_zac
 

Gli adolescenti attuali non sono più brufolosi. Lo posso constatare con le tre nipoti di Giovanna, lisce e levigate in viso. Per quanto incredibile possa sembrare sono tutti così: il brufolo è stato sconfitto dalla faccia degli imberbi. Quando avevo 16 anni a me i brufoli ogni tanto venivano, soprattutto se c'era in ballo qualche evento mondano, una condanna puntuale come il fato. Ma era poca roba e mia sorella, con un tocco magico tutto femminile, trovava sempre il modo di renderli invisibili. Però ricordo un paio di compagne di liceo brufolose: era contro ogni tentazione il solo pensiero di baciarle, poverine. E pensare che una delle due mi faceva addirittura la corte... Oggi sono sposate, con uomini bellocci, posizionati e pieni di brufoli. Ma i loro figli ne sono del tutto esenti. Chissà. Forse il brufolo, come il talento, salta sempre una generazione.

 
 
 

Banana spleen

Post n°47 pubblicato il 31 Marzo 2013 da bal_zac
 

A chi non piacciono le banane? Già da bambino ne andavo pazzo. Sono ottime pistole, maneggevoli e deliziosamente riciclabili dopo il cessate il fuoco. Inoltre, si sfoderano e si sbucciano facilmente. Le adoravo. Ora che sono adulto non riesco a passare accanto al reparto frutta e verdura di un supermercato senza dare una sbirciata a quel ricordo d'infanzia, anche quando so che devo portare a casa solo un paio di pere.
Colorate e divertenti, con una forma che solo un designer avrebbe potuto concepire, sono un must in ogni mia ipotetica lista della spesa. E da quando importano anche i "platanos", cugini più verdi e più lunghi delle banane - immangiabili crudi ma deliziosi fritti - le mie sbirciatine si sono trasformate in meditazioni. Tanto che Giovanna, con mille scuse e qualche spintone, cerca sempre di farmi passare direttamente al reparto latticini. Lì purtroppo svanisce l'incanto e davanti alla distesa di yogurt e beveroni probiotici, cado in letargia. Ci vuole un altro spintone per farmi tornare alla realtà. Ma a quel punto siamo già alle casse con la spesa fatta e disposta con maestria nel carrello: sotto le cose pesanti, a parte le cose fredde, sopra le cose delicate, il detersivo fuori, appeso al gancio. Sto pagando ma la mia mente vaga ancora con nostalgia a quelle gialle 
sirene tropicali.

 
 
 

A Matusalemme piace l'enduro

Post n°46 pubblicato il 12 Marzo 2013 da bal_zac
 

Allampanato e con una tuta da motociclista che gli copriva tutto il corpo, se ne stava lì seduto in un angolo della veranda a bere una birra. Sembrava un crociato dopo un lunga cavalcata, fiero di esibire le "saponette" d'ordinanza a mo' di stemmi sulle gambe. Come per dire: guarda che la moto per me non è un diversivo, è una missione. Stavo lì a guardarlo e la scena aveva attratto l'attenzione dei clienti della trattoria, tutti motociclisti. L'uomo sembrava non accorgersi di niente eppure tutti gli sguardi erano per lui. Due cose colpivano del personaggio: la magrezza e l'età avanzata. "Ma quello lì va ancora in moto?" ci chiedevamo tutti. A un certo punto l'uomo paga il conto, attraversa la strada e raggiunge il parcheggio stracolmo di motociclette: era il momento della verità!
No, quella no, troppo alta di sella - pensavamo tutti all'unisono - e nemmeno quella, troppo pesante, quella neppure, non sei il tipo. Alla fine affianca una GS 1200. Noi tutti, in silenzio, a scrutare ogni suo movimento. L'uomo infila la chiave nel cruscotto, stabilisce il contatto e accende il motore. Sotto la veranda silenzio religioso, conversazioni sospese, posate immobili a mezz'aria, come nei film di Harry Potter. Unica voce udibile, il bicilindrico bavarese.
Quello alza la gamba destra, sì, no, non ce la fa, la sella è alta e richiede un movimento di rotazione non proprio semplice. Nemmeno per un giovane. Dopo qualche tentativo e molte esitazioni la scarpa del piede destro raggiunge faticosamente la sella e con un leggera spinta di tutto il corpo l'uomo cavalca la bestia: ce l'ha fatta. In un batter d'occhio tira la frizione, ingrana la prima e si allontana tra lo stupore generale.
Ho guardato Giovanna negli occhi ed ho sentenziato soddisfatto: ho ancora 40 anni di moto davanti a me!

 
 
 

Non c'è più religione

Post n°45 pubblicato il 20 Febbraio 2013 da bal_zac

Benedetto XVI tira i remi in barca. Oscar Giannino si dimette da Fare - per Fermare il Declino. Che desolazione! Ci manca solo che si scopra che Monti va a trans. Povera Italia!

 
 
 

Ostentazione

Post n°44 pubblicato il 04 Febbraio 2013 da bal_zac
 

Mostrare. Esibire tutto, ovunque e comunque. Belli, brutti, sporchi e cattivi, cresce il numero degli esibizionisti bisognosi di un megafono, di una telecamera, di un pubblico, di una platea. Ormai i panni sporchi non si lavano più in famiglia ma sulla pubblica piazza. Si twitta, si chatta, si posta. Non si litiga a quattrocchi ma tramite agenzia stampa. A distanza. La rabbia, gli insulti, l'indignazione, tutto è lecito. Purché sia dato in pasto, visto, condiviso, spiattellato ai quattro venti. Magari in diretta tv, in una specie di bunga bunga mediatico. Tutto diventa rigorosamente social e se non hai ancora fatto un calendario sei out. Questa omogeneizzazione al ribasso la si vuol far passare per trasgressione. Poveri noi! La spregiudicatezza nell'era di Facebook? La solitudine e il silenzio, forse. Magari la discrezione. Sicuramente il pudore.

 
 
 

Facce da copertina

Post n°43 pubblicato il 22 Gennaio 2013 da bal_zac
 
Foto di bal_zac

Amo i libri. Non solo per il loro contenuto, ovviamente, ma l'oggetto. Hanno un peso, una forma, un portamento, uno stile. Tutti aspetti in grado di fornire alla mano il diritto di esistere e di esercitarsi nell'arte della prensione. Sono eccessivo, me ne rendo conto. Quando vado a spasso, porto sempre un libro con me. Sentirne il volume anche se minuscolo o la sua gravità seppur leggerissimo, mi dà sicurezza. E poi, cosa sarebbe la lettura senza il piacere del contatto, senza l'odore della carta mentre i polpastrelli sfogliano le pagine, con rabbia o impazienza? Non sarò mai un fan dell'e-book.

La mia insana passione per i libri non scaturisce solo dalla materia nobile con cui sono fatti né dal loro prezioso contenuto, ma da alcuni dettagli più prosaici. Quando porgo un libro a un amico glielo presento a pancia in giù, con il titolo verso il basso mostrando la quarta di copertina, nella speranza che il mio interlocutore apprezzi quel "boccone del prete" in versione letteraria. In realtà la letteratura non c'entra nulla, anzi, non è nemmeno indispensabile. Forse perché  leggendo le classifiche dei libri più venduti non trovi i nuovi romanzieri ma Benedetta Parodi e Antonella Clerici, con le loro ultime fatiche gastronomiche. Lungi da me il voler criticare le due simpatiche signore, in cuor mio "nutro" nei loro confronti un profondo rispetto. Ci danno da mangiare e ci campano pure: chapeau! Sì, lo so, non sono ancora arrivato al punto, ma prima di fare jogging non conviene fare un po' di stretching?

Quello a cui non potrei mai rinunciare sono le foto degli autori con le loro facce pensose e pompose. Mi guardano senza vedermi. Il mio lato comico mi spinge verso il mondo di Harry Potter, dove le figure si animano. Mi immagino volumi vicini in libreria, con "gli autori" che si ignorano altezzosi o che guardano speranzosi gli avventori. Il mio lato serio invece mi fa pensare a un libro di David Grossman. Anche lui guarda lontano, ma non sopra la mia testa, più all'altezza del cuore.

 
 
 

E la storia continua, ora anche con il sonoro...

Post n°42 pubblicato il 18 Novembre 2012 da bal_zac

 
 
 
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