Creato da Giuranna il 05/07/2008
Blog di Giovanni Giuranna - consigliere comunale della lista civica Insieme per cambiare di Paderno Dugnano

AREA METROPOLIS 2.0

CALDERINA (LUGLIO)

 

Area personale

 

Scommettiamo?

Paderno e il Villaggio Ambrosiano sono quartieri diversi ma non tanto da non poter camminare insieme!
Varie cose li uniscono: le due scuole dell'infanzia e le due elementari appartengono all'I.C. De Marchi, le due parrocchie dal 1° settembre 2007 formano un'unica Comunità Pastorale con un solo parroco.
La nostra scommessa è che possiamo crescere insieme, valorizzando le rispettive risorse e potenzialità.

 

VITTORIA?

 

La scommessa è un blog di Paderno Dugnano Responsabile Giovanni Giuranna (da giugno 2014 consigliere comunale per la lista civica Insieme per cambiare).

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GIANNI BOTTALICO AL CIRCOLO ACLI DEL VILLAGGIO AMBROSIANO

 

Si è svolta ieri mattina l'assemblea del Circolo ACLI del Villaggio Ambrosiano, a cui hanno preso parte anche Gianni Bottalico (presidente provinciale Acli Milano) e Paolo Giambelli (Presidente della Zona nord e direttore del CAF Acli Nord Milano).

Michele Crapuzzo ha presentato le attività del Circolo, che esiste dagli anni '60 e attualmente conta 30 soci. Nell'ultimo periodo non è stato possibile fare molto sul versante formativo, ma al Villaggio Ambrosiano le Acli sono rimaste come un presidio di erogazione di servizi (CAF e Patronato) che rappresenta un punto di riferimento per il quartiere e anche per le aree vicine.

Per una valutazione del lavoro svolto dall'associazione Crapuzzo ha offerto anche qualche dato: per quanto riguarda i servizi fiscali solo quest'anno sono state effettuate 680 dichiarazioni dei redditi (Modello 730 e Unico), 200 modelli ISEE e ISEU, 160 RED. A queste vanno aggiunte le attività di Patronato che sono più difficili da misurare: per un centinaio di pratiche  INPS all'anno si deve considerare che ogni fruitore ha avuto accesso tre/quattro volte al servizio Acli. Quando è aperto il Patronato, curato da due volontari, c'è sempre la fila...

Inoltre Crapuzzo ha anticipato che dal prossimo mese di gennaio Rosalba Brambilla (fino al 31 dicembre responsabile dello Sportello Immigrazione del Comune) garantirà a titolo volontario l'apertura dello Sportello Immigrati  per conto delle Acli tutti i giovedì presso la sede di via Messico.

Dal punto di vista "culturale" il Circolo è stato attivo nel progetto "Luoghi Comuni" (promosso da Comin e A77) che si è appena concluso e che ha permesso la costruzione di una rete associativa al Villaggio. Inoltre ha partecipato al Comitato per l'Acqua, ha raccolto le firme per l'interramento della Rho-Monza e contro l'Inceneritore, ha sostenuto la lotta dei lavoratori di Lares e Metalli Preziosi...

Paolo Giambelli (Presidente della Zona nord e direttore del CAF Acli Nord Milano) ha detto che questo Circolo ha mantenuto le caratteristiche originarie delle Acli. E' un vero avamposto inserito in un quartiere caratterizzato da varie problematiche (immigrazione, disgregazione sociale causata dalla crisi del lavoro...). I servizi offerti ai cittadini sono un mezzo per far passare una "visione" della socialità.

In questa zona, distribuiti su tre/quattro Comuni, ci sono 11 Circoli Acli che intrattengono un dialogo costante con le istituzioni. Per fare un esempio Giambelli ha riferito di essere stato convocato dall'Assessore ai Servizi Sociali di Paderno, Alberto Ghioni, per la Family Card e le famiglie numerose.

Dopo una rapida presentazione dei soci e simpatizzanti presenti alla riunione, ha preso la parola il Presidente provinciale Gianni Bottalico:

Sono contento di essere venuto, anche perché questa del Villaggio Ambrosiano è una delle poche sedi che ancora non avevo visitato. Grazie per aver tenuto duro nei momenti di difficoltà! Dopo la salita si intravede ora qualche prospettiva di sviluppo...
Vi ho ascoltato molto attentamente. Non è un Circolo in affanno o cieco di fronte ai problemi che stiamo vivendo. Sapete che cosa volete e che cosa è necessario fare e questo gioca a favore del rilancio.
Se fossi venuto due anni fa, vi avrei detto cose diverse in quanto lo scenario nazionale e globale è cambiato. Oggi la storia si presenta molto diversa da due anni fa. Si impone il tema del lavoro che non c'è più. Occorre chiedersi: che cosa fare perché torni a esserci il lavoro? Questo è un tema basilare.
Le Acli sono un'associazione di ispirazione cristiana. Dobbiamo saper leggere i "segni dei tempi". Come associazione siamo di fronte ad un lavoro importante e serio. La morfologia del territorio sta cambiando e non solo per l'immigrazione, ma anche per la crisi economica (lo vediamo quotidianamente con il Fondo Famiglia Lavoro!). Emerge un tratto di forte fragilità dei nuclei familiari sottoposti alla crisi occupazionale ed economica.
Scopo delle Acli non è solo erogare servizi, ma entrare in relazione, porsi in ascolto della realtà e  - da questa precisa collocazione - elaborare delle risposte concrete e culturali-politiche alla situazione.
Occorre fare tre cose:
1) Dobbiamo abitare il territorio, stare sul territorio. Il fatto di aver mantenuto una "casa" sul territorio del Villaggio Ambrosiano è un fatto molto importante. Tenete conto che per aprire una sede è necessario fare un lavoro duro, mentre per chiudere bastano cinque minuti...
2) Dobbiamo saper leggere i bisogni di questo territorio. Oggi è più complesso perché tanti schemi sono saltati e la situazione è fluida.
3) Dobbiamo saper organizzare dei servizi.
Fino a non molto tempo fa all'interno delle Acli c'era il dibattito se si dovesse dare la precedenza alla formazione o ai servizi. Oggi ci rendiamo conto che le due cose devono camminare insieme.
Inoltre oggi emerge un fatto nuovo: c'è l'esigenza di dare una rappresentanza nelle sedi opportune alle tante persone che non si sentono rappresentate dai partiti. Con ciò non intendo dire che le Acli debbano sostituirsi ai partiti o creare un partito, ma sono chiamate a porre i problemi giusti nelle sedi istituzionali ed essere di stimolo.
A livello provinciale si sta realizzando un grosso lavoro per offrire dei servizi integrati tra loro. Un tempo era più semplice: la persona sapeva di cosa aveva bisogno e dove rivolgersi, oggi invece  occorre aiutare le persone a orientarsi nella
complessità. Per quanto è possibile dobbiamo semplificare la vita complessa del cittadino. I vari servizi non possono funzionare come se fossero dei compartimenti stagni.
Inoltre è necessario puntare sulla formazione: aiutare le persone a formarsi e a costruire dei percorsi coerenti. Il nostro Presidente nazionale Andrea Olivero dice: "Dare più politicità ai nostri servizi". Serve una formazione che sappia costruire una classe dirigente. Occorre aiutare il territorio a capire che cosa sta succedendo e a cercare le possibili vie di uscita. Su questo ci giochiamo il futuro: se le Acli non riescono a fare formazione dentro la realtà sociale, saremo spazzati via dalla storia perché non saremo utili a nessuno...
Come Fondazione Acli Milanesi (la struttura deputata a stimolare una riflessione) stiamo avviando un Osservatorio permanente sull'impoverimento delle famiglie in collaborazione con l'Università Cattolica. In pratica si tratta di dare una lettura ai tanti dati raccolti dai CAF e dai Patronati per offrire al mondo della politica dei dati leggibili su cui ragionare. La politica ha estremo bisogno di elementi di comprensione.
Tradizionalmente le Acli non si occupano della marginalità (come fa la Caritas), ma del cosiddetto ceto medio popolare. Nei prossimi anni, secondo il Prof. Campiglio dell'Università Cattolica (impegnato anche nel Fondo Famiglia Lavoro promosso dalla Diocesi di Milano) ci sarà un diffuso corpo sociale che  sarà costituito da un ceto medio popolare che vivrà con 1.500 euro mensili. Su questo occorre avere le idee chiare.
Per rispondere alla questione dell'impoverimento delle famiglie occorre puntare sui cosiddetti nuovi stili di vita, ispirati a criteri di sobrietà. Su questo il Cardinale Tettamanzi insiste molto. Non deve però essere una scelta elitaria e addirittura un po' snob. Nuovi stili di vita non significa andare in giro con le pezze sul sedere, ma avviare un processo politico e culturale forte che porti a una revisione dei modelli di consumo.
Un ultimo elemento: abbiamo bisogno di far sentire che le Acli stanno dentro la comunità cristiana, non sono un corpo estraneo. Sono dentro le parrocchie perché queste imparino ad uscire, perché osino percorsi nuovi... Non siamo dei "chierichetti", ma dei laici adulti maturi che si assumono le loro responsabilità.
Per stimolare l'ambito ecclesiale ripartiamo dalle Settimane Sociali! Io sono stato a Reggio Calabria e, nonostante i limiti, ho visto cose molto interessanti che vanno riprese e sviluppate sul territorio. Bisogna avere il coraggio di dire che questi ultimi 15 anni incentrati sul Progetto Culturale del Cardinale Ruini sono stati devastanti.
Occorre ripartire dalle Settimane Sociali, facendo attenzione a non cadere nella trappola del movimentismo che alla fine risulta inefficace. Come una culla che oscilla ed è sempre in movimento ma in realtà non si muove dal posto in cui è. Bisogna evitare il "tanto movimento e zero spostamento". E' necessario produrre dei veri spostamenti, delle reali trasformazioni nella società!

Dopo l'intervento del Presidente provinciale il Circolo ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo che risulta così composto: Agoni Sigismondo, Benigni Giovanni, Crapuzzo Michele, Giuranna Giovanni, Grandini Pierluigi. Prossimamente, secondo lo statuto, il Consiglio procederà all'elezione del presidente del Circolo del Villaggio Ambrosiano.

 
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