Padre negato

Paternità negata

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Novembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
 
 

FACEBOOK

 
 

 

Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 15 Marzo 2008 da alnilam123

Affinché ogni bambino abbia due genitori presenti:
http://progettoetico.blogspot.com

 
 
 

Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 02 Marzo 2008 da alnilam123

.........e lui disperandosi e piangendo, con
la sua forza di bambino di tre anni si frapponeva tra il padre e la
porta per non farla aprire, per non farlo andare via!.
Ma la porta si doveva aprire, qualcuno aveva deciso cosi', aveva anche deciso che dovevano passare giorni prima che padre e figli si potessero riabbracciare, nonostante lo desiderassero tanto.......


..........Come se la missione del tribunale di Napoli e tanti altri tribunali fosse "togliere il padre ai bambini"..........



Cera una volta…………..
C’era una volta……….. un padre felice che aveva una figlia “Pucci”.
“Pucci” per il suo papà, era stato il regalo più bello avuto dalla vita; anche perché aveva desiderato dei figli per molti anni.
Fin da piccolissima “Pucci” era assai carina, con un visino regolare, nasino piccolo e impertinente, occhi espressivi e intelligenti, capelli d’oro e ondulati, quasi ricci. Per strada capitava anche che estranei, donne e uomini fermavano padre e madre, scusandosi, per poterla guardare più a lungo.
V. era un papà “moderno”, di quelli che non fanno distinzioni tra sessi, quindi fin da subito e forse più della mamma stessa aveva preparato e dato le pappine, messi e tolti pannolini, lavato e portato fuori la figlia nel passeggino o marsupio, anche da solo. “Pucci” era molto amata da suo padre e questi metteva sempre in secondo piano le proprie esigenze, innanzi tutto “Pucci”, poi se stesso o gli altri.
Cosa può l’amore di un padre! notti intere a passeggiare per casa con la figlia febbricitante in braccio, perché solo cosi si addormentava e, non appena suo padre tentava di poggiasi sul bordo del letto con lei sempre in braccio, erano pianti immediati!
“Pucci” cresceva e alla sua bellezza si aggiungeva una meravigliosa dolcezza di carattere, si, Pucci era nata dolce! poi arrivò anche L., un fratellino altrettanto carino a completare la felicità di quel padre.
Per lui la gioia era un sorriso sui visini incantevoli dei figli, sorriso che arrivava puntuale quando il papà lanciava Pucci verso il soffitto (per la verità bassino) e lei doveva riuscire a toccarlo con la manina; quando papà le soffiava con l’asciugacapelli il vento in faccia mentre lei era distesa sul divano; quando portava lei e il fratellino a cavalluccio correndo per la casa; quando lui si metteva al pianoforte a suonare la musica de “il libro della jungla” e loro due camminavano intorno a quattro zampe a ritmo della musica; quando li portava al parco “a caccia” di impossibili talpe e lì si rotolavano felici sull’erba, o al mare, badando da solo a loro due fino al pomeriggio tardi.
Preso da tanta serenità e felicità quel padre non si accorgeva che dei nuvoloni minacciosi e tetri si andavano addensando nella mente della madre.
II
Qualche avvisagli in verità l’aveva avuta, quando ad esempio lei non voleva che i due piccoli giocassero sul letto con lui; o quando i figli saltavano in grembo al padre in poltrona e lei trovava sempre una scusa per dividerli.Chi non è ladro non pensa subito al ladro…..…. quindi V. non vi aveva fatto eccessiva attenzione; ne aveva posto ciò in relazione ai litigi sempre più numerosi e futili che stavano minando il matrimonio.
In realtà l’altra metà del cielo, la madre, aveva già deciso, magari inconsciamente: quel padre doveva sparire da quella casa!
Adesso si dovevano soltanto creare le condizioni, fare in modo che il “conflitto” giustificasse la sua decisione!. Ecco quindi la pretesa che il padre non doveva muoversi di casa se lei era al lavoro:- mi sento più sicura se ci sei anche tu diceva! devi restare li! Al massimo puoi scendere per comprare il giornale o prendere un caffè! (nonostante la presenza in casa di nonna, zia e governante) ; ecco che lui diventa un egoista se va a pesca mentre lei contemporaneamente può prendere lezioni di yoga-vela-musica e andare al cinema il mercoledì o giovedì con le amiche.
“Senti io mi voglio separare!” - mi voglio separare! Una semplice affermazione di tre parole……….quasi sempre delle madri!
Forse V. non ne apprezzò la portata, altri amori erano finiti prima, poi si sa che l’amore può finire, come si sa che l’amore verso i figli, quello si che non finisce mai!-
Lascia passare un poco di tempo, fu consigliato alla madre dalla sua amica avvocato può darsi che sei un po’ nervosa, esaurita...pensaci!”
Un paio di mesi passano, ma la decisione come detto era presa da tempo, silenziosamente, autonomamente:
Poi di nuovo: Mi voglio separare! -Va bene! se hai deciso così e sei convinta,non ci posso fare niente.
Poveri figli miei cominciò a pensare quel padre, così piccoli sei anni e tre anni, già senza il padre in casa!
questo pensiero e l’urlo di Pucci, un “NOOO!” gridato quando aveva per caso sentito la parola “separazione”, gli avrebbero tolto il sonno per mesi e la serenità per sempre!.
III- -Strategia femminile-
“separati in casa in attesa di una separazione consensuale.”
Per la signora si pone un problema: come giustificare la propria decisione ? parenti stretti ed amici intimi, tutti sanno che il padre di quei bambini è un buon padre, non ha vizi, collabora in casa in tutto, non ha amanti! tutti penseranno che lei è una irresponsabile e insensibile per sfasciare un matrimonio così a cuor leggero!
soluzione possibile?: creare una specie di mostro molto velocemente, (forse siamo ancora in tempo) cosi da invertire la cadenza degli avvenimenti.La cadenza temporale reale è sfavorevole alla signora:
prima:Ci stiamo già separando per volontà della madre e per
futili motivi(tribunale già attivato).
dopo : scopro che lui è una specie di mostro.
Molto meglio invertire per giustificare la separazione! Ed ecco che in quelle poche settimane che separano dalla comparsa davanti al giudice il padre:-insidia la governante -diventa violento -si comporta male con i figli …….
Adesso tutto si giustifica! peccato che fino a poco prima non era un cattivo padre, anzi….
IV -vita da separati-
Chi potrebbe mai descrivere il dolore di un padre scippato dei suoi
affetti più cari? chi può capire cosa significa ritrovarsi soli di sera,
quando ti viene a mancare il bacio della buona notte; quando te ne vai a letto da solo pensando ai tuoi figli e ti domandi: staranno bene?
chissà se dormono, se si sono scoperti, se mi stanno pensando e
mi vorrebbero li, si sentiranno soli? speriamo che non piangono!
e li abbracci col pensiero…, gli dai un bacio col pensiero…
mentre gli occhi ti si fanno lucidi e la gola ti si stringe fino a farti molto male.
“Prima visita a casa della madre” : stilettata tremenda al cuore!
(Come consuetudine, ed in barba allo spirito della nuova legge i giudici avevano detto a V.che i suoi figli li poteva vedere qualche ora un solo giorno alla settimana e poi una Domenica, o giù di lì.
Da padre costante e presente era diventato un padre del tutto occasionale).
Trepidante v. telefonò alla ex per annunciare il suo arrivo,
entrò in casa e subito i figli gli saltarono addosso dalla gioia,
cominciarono a giocare a costruire casettine con dei pupazzetti,
poi i pupazzetti dell’uno e dell’altro si scambiavano visite nelle
rispettive casette.
Il tempo volò,ed ecco affacciarsi nella stanza la madre che scaltra, senza farsi notare dai bambini fece segno con la mano al padre di “smammare” “sparire”, il tempo era scaduto!
Ed ecco la stilettata al cuore! Non appena quel papà si alzò per andarsene L. cominciò a piangere a dirotto e disperarsi:non te ne andare!non voglio! non voglio! non te ne andare! Andava ripetendo
mentre incontenibili lacrimoni gli bagnavano il bel visino e lui, con
la sua forza di bambino di tre anni si frapponeva tra il padre e la
porta per non farla aprire, per non farlo andare via. Ma la porta si doveva aprire, qualcuno
aveva deciso così, aveva anche deciso che dovevano passare giorni prima che padre e figli si potessero riabbracciare,
nonostante lo desiderassero tanto.
Ed ecco che quel padre distrutto e annientato, quel padre deve anche recitare per tranquillizzare i suoi figli, mentre il cuore gli scoppia.
Non sa ancora quel padre che da li ad un paio di anni quei figli non lo vorranno più, grazie all’opera devastante e demolitrice di una madre malevola e ad un sistema giudiziario passivo che ciò consente; mentre va sbandierando la sua missione di protezione dei minori.
Come se la missione del tribunale di Napoli e tanti altri tribunali fosse "togliere il padre ai bambini".







V- “Chi ha i figli può comandare?”
 IL RICATTO 
La nuova situazione era dolorosa per tutti, V. nonostante il
tempo passasse non si capacitava alla forzata separazione dai figli; le maestre della figlia gli avevano riportato che la figlia aveva molto sofferto per quella separazione; V. in verità non lo aveva notato appieno anche perché Pucci era, ed era sempre stata
riservata, di poche parole ma molto, molto riflessiva. L, più piccolino forse ancora non si rendeva bene conto di quanto avveniva, in ogni caso era l’esatto opposto della sorella, estroverso, istintivo, simpaticamente chiacchierone; ogni volta che incontrava il padre lo riempiva letteralmente di bacini, gli stava spesso abbracciato, dava bacini anche sulle mani del suo “papi”.L. col suo affetto plateale in quei mesi rappresentò la sopravvivenza morale e forse fisica di suo padre.
 Per i primi pochi mesi si procedette per cosi dire “tranquillamente” il padre vedeva i figli secondo gli accordi consensuali (un paio di volte alla settimana), li portava con se al mare; al bosco; alle isole del golfo di Napoli insomma ovunque, poi alla madre non andò più bene così. Forse perché aveva iniziato un lavoro dai tempi irregolari che le consentiva di stare coi figli quando capitava, insomma cominciò col pretendere che ogni volta fosse stata libera i figli dovevano stare con lei, del tutto indipendentemente dagli incontri previsti col padre. Cominciava quindi a capitare che il padre non riusciva a stare coi figli che qualche ora alla settimana. Certo che V. protestava! ma dopo alcune proteste più veementi, quando fu costretto a prospettare un ricorso ai giudici si sentì dire:
“se fai ricorso dirò che ho dei dubbi circa il tuo comportamento coi bambini, così non li vedrai mai più!”



........cosi non li rivedrai mai piu! .......così non li rivedrai mai più!.....così non li rivedrai mai più!





 



 





ecco l’esempio di una frase capace di roderti il cervello, di farti compiere gesti insani, di non farti più dormire, insomma di portarti alla disperazione, a perdere il raziocinio.Quando si parla di violenze si evidenziano le violenze fisiche, come se allontanare un padre dai propri bambini, troncare improvvisamente quelle che sono le sue relazioni affettive, farlo ritrovare solo e con gravi problemi economici, gettargli addosso le più infamanti calunnie, non fosse una istigazione al suicidio/omicidio, una violenza terrificante!.V. era una persona per natura molto calma, ma quella calma cominciava ad essere scossa alle fondamenta. "Non è giusto!" pensava, mentre si andava convincendo che la madre dei suoi figli, non contenta di averlo mandato via di casa, mirava ora ad escluderlo dalla vita dei figli, come se un padre fosse del tutto superfluo.Questo poteva pensarlo lei che era cresciuta senza padre (a pochi anni orfana), non poteva accettarlo lui che con madre e padre aveva avuto un bellissimo rapporto affettivo per tutta una vita.  V. si domandò se quella madre sarebbe stata apace di tanto e, ritornando sugli avvenimenti degli ultimi mesi non ebbe dubbi, si! pensò, ne sarebbe stata capace! - allora cosa fare? I figli avevano ora sette e quattro anni, molto piccoli, indifesi, ingenui, la madre, se avesse deciso di calunniare il padre avrebbe forse potuto fargli dire ogni cosa, avrebbe potuto forse
convincerli di ogni cosa, in futuro i bambini neppure avrebbero ricordato di essere stati plagiati e usati; non poteva correre un simile rischio! allora cosa fare? rischiare di non vedere più i bambini era un'idea che lo atterriva, pensò che l'unica possibilità era aspettare che i bambini crescessero di qualche anno così da avere maggiore coscienza degli avvenimenti, intanto le cose avrebbero anche potuto miracolosamente migliorare. Decise dunque di non agire giudizialmente per il momento, comunque da quel momento avrebbe documentato ogni cosa, così da avere nel futuro la possibiltà di fronteggiare eventuali false accuse. Manco a dirlo, ringalluzzita dalla sostanziale arrendevolezza di V. quella madre diventò "il verbo"; il Comandante Generale; la Padrona di tutto. Per due interi anni si andò avanti così.
Limitato nella frequentazione dei figli a quando Sua Maestà gentilmente acconsentiva (per suoi impegni di lavoro), il padre cercava di assaporare ogni momento con i figli, li portava (da solo) in tanti posti, molte persone lo vedevano e
questo sarebbe stato utile per poter dimostrare all'occorrenza la fiducia della madre.......    
Per due anni e più, tutti igiorni, quel padre andò ad aspettare i figli all'ingresso e all'uscita di scuola, per vederli pochi
secondi e dargli una frutta e un bacino, quando la madre non li tirava via esclamando: andiamo e tardi!- Dopo due anni, quando la giornata intera da trascorrere coi figli veniva di imperio ridotta
anche a due tre ore dalla ex “dolce metà”, V. pensò che non poteva più resistere a tutte quelle angherie, doveva rivolgersi ad un legale ed al tribunale. Pensava quel padre sprovveduto che “La Giustizia” avrebbe fatto giustizia!, che erano tutti li pronti a difendere il diritto dei figli ad avere un padre: Illuso!. “Avvocato io voglio che gli accordi di separazione siano rispettati, e vorrei anche un ampliamento delle visite, ma la mia ex mi ha promesso che se avanzo questa richiesta mi farà false accuse!”          

3 marzo 2008 continua



 



 





 



 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: alnilam123
Data di creazione: 02/03/2008
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

airborne76alnilam123raisysupervalinafrapiccarretam.mariateresa83mauriziomaterlvcorradobielleroventi.netnika_84mose111143eventualmente1claudiopzecv1simo.debby
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom