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L'UNIVERSO AFFOLLATO: ALLA RICERCA DI PIANETI ABITATI di Walter Caputo - 14-15/8/2010
Post n°433 pubblicato il 23 Settembre 2010 da supergigia2000
Alan Boss ha scritto un libro veramente bello. "L'Universo affollato - Alla ricerca di pianeti abitati" (editore Le Scienze, 2010) è un diario di viaggio lungo 14 anni, in cui si narrano le vicende degli astronomi che hanno partecipato alla caccia ai pianeti situati al di fuori del nostro Sistema Solare. Dal 1995 al 2009 si susseguono le speranze, i progetti, i meeting, gli annunci, le verifiche, le stime e - soprattutto - le idee di chi ha lavorato con un unico obiettivo: la caccia ai nuovi mondi. Si tratta di un libro, peraltro molto efficace dal punto di vista del linguaggio, decisamente divulgativo, che offre tantissimi spunti di riflessione. Tratterò in questo articolo soprattutto le affermazioni di natura statistica che vengono fatte dall'autore, alcune delle quali sono corrette, altre per lo meno azzardate ed altre ancora assolutamente scorrette. Come ho già fatto in precedenti articoli (*), intendo divulgare un corretto uso dei concetti statistici, proprio per demolire la credenza secondo cui con la statistica si può affermare ciò che si vuole e non ciò che è. Nel suo diario Alan Boss, il 21 agosto 1995, scrive che George Wetherill, nel corso della sua relazione in occasione di una conferenza che si tenne al Caltech di Pasadena dal 7 al 10 dicembre 1992, "aveva scioccato una platea di parecchie centinaia di astronomi e studiosi di scienze planetarie facendo notare che la prova dell'esistenza di un solo sistema planetario contenente Giove non significa necessariamente che i pianeti simili a Giove siano comuni". Nel 1992 non era ancora stato scoperto alcun pianeta orbitante intorno ad una stella diversa dal nostro Sole, dunque perché pensare che possano esistere altri Giove intorno ad altre stelle? Non avendo evidenze statistiche, non era possibile affermare che i pianeti come Giove Il 23 novembre 1995 l'autore, nel suo libro, spiega come mai Gordon A. H. Walker non sia riuscito a scoprire alcun pianeta extrasolare dopo 12 anni di osservazioni; al contrario, servì relativamente poco tempo a Michel Mayor e Didier Queloz per Il 7 agosto 1996 Boss scrive che "dovevano esserci molti pianeti là fuori, e se nel nostro sistema solare c'erano almeno due pianeti (l'autore si riferisce alla Terra e a Marte) ad ospitare (o ad aver ospitato) la vita, non c'era motivo di dubitare L'11 novembre 1999 l'autore descrive la difficoltà di osservare il transito di un pianeta extrasolare. Fino alla scoperta del nono pianeta, non si era riusciti a "vedere" alcun transito. Ma ora "la notizia era che il team di Butler aveva trovato il decimo Giove caldo, e che quel decimo pianeta transitava, eccome. L'ipotesi del 10 per cento di probabilità di poter osservare il transito dei giganti gassosi veniva dunque confermata: in perfetta coerenza con il calcolo delle probabilità, si era dovuto aspettare proprio la scoperta del decimo pianeta". Sebbene non risulti dal contesto, la speranza è che questa affermazione sia una sorta di battuta umoristica. Infatti, come già spiegato in precedenza, non è possibile calcolare la probabilità di osservare il transito di un gigante gassoso. Si potrebbe tentare una stima, arrampicandosi sui vetri, ma, in Occorre in ogni caso rilevare anche le informazioni statistiche corrette presenti nel libro di Alan Boss. L'11 dicembre 2001 egli scrive "la missione Kepler (...) sarebbe stata in grado di stimare la frequenza di pianeti di tipo terrestre (...)". Questa affermazione è corretta: infatti non si parla di calcolare la frequenza, ma soltanto di stimarla. D'altronde il campo stellare sottoposto ad indagine da Kepler (un'area presso la costellazione del Cigno) è paragonabile al mio condominio, quando tutta la popolazione italiana corrispondesse all'Universo (non ho calcolato esatte proporzioni: si tratta soltanto di un esempio per dare un'idea). Se nel mio condominio ci sono 50 razzisti su 100, non posso certo affermare che i razzisti sono il 50% della popolazione italiana (vale a dire circa 30 milioni !). Tuttavia, posso partire dal mio condominio per fare una stima. Che, naturalmente, potrà essere anche molto lontana (cioé molto distorta) dalla vera percentuale di razzisti in Italia. Continuando nella lettura, il 26 luglio 2004 troviamo un altro esempio di informazione statistica corretta ed anche efficacemente descritta. "Si contano sulle dita di una mano i teorici della formazione dei pianeti che scommetterebbero sull'instabilità gravitazionale: quando viene il momento di mettere i soldi sul tavolo, quasi tutti puntano sull'accrescimento del nucleo", scrive l'autore. Si tratta di due teorie "rivali" che cercano di spiegare come possa nascere un gigante gassoso come Giove. Visto che i dati sono insufficienti e non è possibile confermare con assoluta certezza Vorrei concludere questo articolo con un'affermazione significativa tratta dall'epilogo del libro: "(...) se i mondi abitabili sono comuni, che cosa impedisce, in miliardi di anni di esistenza, l'evoluzione dei loro abitanti da una sorta di vita primitiva?". Questa è un'errata interpretazione della legge dei grandi numeri, ovvero pensare che, nel lungo termine, l'evento sperato comunque si verificherà. Ciò induce alcuni a trasformarsi in giocatori d'azzardo "cronici", perchè, essi pensano, se non vinco oggi, vincerò domani, quindi devo soltanto continuare a giocare e a tenere duro. Purtroppo il nostro (*) APPROFONDIMENTI http://www.gravita-zero.org/2010/02/ma-cosa-stiamo-dicendo-quando-parliamo.html http://www.gravita-zero.org/2009/11/un-vecchio-esperimento-mentale-della.html http://www.gravita-zero.org/2009/10/si-fa-presto-dire-probabilita-di-vita.html http://www.gravita-zero.org/2009/10/non-probabilita-di-vita-extraterrestre.html |
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L'AUTORE DEL BLOG: CHI E' WALTER CAPUTO ?
Ha un diploma universitario in Amministrazione Aziendale, con specializzazione in Finanza. E’ laureato in Economia e Commercio e in Scienze Statistiche. Insegna sia materie matematico - fisico – statistiche che economico - giuridico - fiscali.
Sui temi della contabilità, del controllo di gestione, di paghe e contributi e di matematica ha scritto 10 libri, pubblicati in 25 edizioni. Per divulgare soprattutto matematica, fisica e statistica ha pubblicato oltre 100 articoli. Da novembre 2012 è cofondatore di Risparmiare Fare Guadagnare. Da novembre 2008 è redattore di Gravità Zero, testata internet di divulgazione scientifica. Da giugno 2007 gestisce un Blog di Scienze naturali ed economiche.
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