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        <title>Paghe e contabilità</title>
        <description>Scienze naturali ed economiche</description>
        <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 13:37:05 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Economia</category>
        <category>Fisco</category>
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            <title>ESERCITAZIONE DI CONTROLLO DI GESTIONE: Margherita portami via - Quarto Atto</title>
            <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/11057405.html</link>
            <description>&lt;p&gt;A) Tenendo conto del budget delle vendite del locale &quot;Pizza Margherita Take Away&quot;, si esegua l'analisi degli scostamenti dei ricavi sulla base dei seguenti consuntivi, relativi al 2011. I prodotti sono 3: tranci di pizza, bottiglie d'acqua, lattine di coca cola. Le quantit&amp;agrave; vendute sono rispettivamente: 13000; 4000; 8000. I prezzi sono (sempre rispettando l'ordine): 1,95 euro; 0,55 euro; 0,90 euro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;B) Tenendo conto che nell'esercizio relativo al locale &quot;Pizza Margherita Take Away&quot; non abbiamo preso in considerazione il (trascurabile) magazzino dei prodotti finiti, possiamo ipotizzare, per semplicit&amp;agrave;, che la quantit&amp;agrave; da produrre (a livello di budget) fosse pari alla quantit&amp;agrave; da vendere, cio&amp;egrave; 13200 tranci di pizza. Prendiamo quindi in esame la materia prima farina e riepiloghiamo i dati di budget:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 0,075 Kg per ogni trancio di pizza;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 0,80 euro per ogni Kg di farina;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 13200 tranci di pizza da produrre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 2011 i consuntivi, relativi alla farina, sono stati i seguenti:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 0,078 Kg per ogni trancio di pizza;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 0,72 euro per ogni Kg di farina;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- 13100 tranci effettivamente prodotti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Effettuare l'analisi degli scostamenti relativi al costo della farina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Walter Caputo - 10 febbraio 2012&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
        <category>scostamenti; budget</category>
            <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:37:05 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/paghecontributi/11057405.html</guid>
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            <title>CORSI RAPIDI, VELOCI ED ECONOMICI ! E C'E' ANCHE CONTABILITA' !!!</title>
            <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/11034376.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Presso &lt;a href=&quot;http://www.connetsrl.com/informatica/component/seminar/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Connet Apple&lt;/a&gt; di Via Napione 33 a Torino, l'&lt;a href=&quot;http://www.accademiatelematica.it/Home/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Accademia Telematica&lt;/a&gt; organizza una serie nutrita di corsi di informatica, nuove tecnologie, interior design, giornalismo e un sacco di altri argomenti interessanti! Alcuni corsi sono &lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;addirittura gratis&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, &amp;egrave; quindi il caso di approfittarne !!!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fra i corsi trovate anche &lt;a href=&quot;http://www.accademiatelematica.it/art/Home/Home/News/Corso%20Base%20di%20Contabilit%C3%A0%20e%20Bilancio&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;il mio corso base di contabilit&amp;agrave; e bilancio&lt;/a&gt; e, se ci sarete, potremo vederci di persona &lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;luned&amp;igrave; 2 aprile 2012 alle 19:00&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Mi raccomando: non perdetevi per nessun motivo i MISTERI DELLA PARTITA DOPPIA......&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A presto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Walter Caputo - 2 febbraio 2012&lt;/p&gt;</description>
        <category>accademia telematica</category>
        <category>contabilità</category>
        <category>corsi</category>
            <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:19:15 +0100</pubDate>
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            <title>VIAGGI E SCIENZA: UNO SGUARDO AL NOSTRO GLORIOSO PASSATO di Walter Caputo - 22/1/2012</title>
            <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/10999109.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Oggi molti turisti preferiscono i viaggi completamente organizzati. Nulla deve essere lasciato al caso, a tal punto che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; importante la programmazione di ogni singolo momento del viaggio che non lo &lt;em&gt;scopo del viaggio&lt;/em&gt;. C&amp;rsquo;&amp;egrave; persino chi si lamenta della pasta scotta, quando &amp;egrave; in vacanza in paesi che con le nostre tradizioni alimentari non hanno nulla a che fare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente i grandi esploratori di fine Ottocento ed inizio Novecento non erano come i turisti di oggi. D&amp;rsquo;altronde, se ci pensate, ci&amp;ograve; che resta davvero impresso nella memoria al ritorno da un viaggio &amp;egrave; proprio &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;imprevisto&lt;/strong&gt;, ci&amp;ograve; che non era pianificato o organizzato e, ancora di pi&amp;ugrave;, ci&amp;ograve; che rimarr&amp;agrave; stabilmente fra i ricordi del viaggiatore, &amp;egrave; &lt;strong&gt;la scoperta&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, se fate sempre viaggi organizzati, perch&amp;eacute; non gustare un po&amp;rsquo; di esotismo e un po&amp;rsquo; di sana avventura alla &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Salgari&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Emilio Salgari&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;? Vi basta leggere &amp;ldquo;&lt;a href=&quot;http://www.codiceedizioni.it/libri/esploratori-perduti/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Esploratori perduti&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;rdquo; di &lt;a href=&quot;http://www.stefanomazzotti.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Stefano Mazzotti&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, pubblicato da &lt;a href=&quot;http://www.codiceedizioni.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Codice Edizioni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (2011) e subito vi immergerete nelle zone pi&amp;ugrave; selvagge e inesplorate dei cinque continenti. In questo periodo, come direbbe mia moglie, &amp;ldquo;&lt;em&gt;sono cascato dentro il libro&lt;/em&gt;&amp;rdquo; in oggetto, rapito dal fascino del viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel libro troverete innanzitutto &lt;strong&gt;la Storia&lt;/strong&gt;, quella che abbraccia un periodo &amp;ldquo;che va approssimativamente dalla nascita dello stato italiano alla Prima guerra mondiale&amp;rdquo; (le citazioni sono estratte dal libro di Mazzotti). All&amp;rsquo;interno di questo periodo leggerete le &lt;strong&gt;avventure&lt;/strong&gt; dei &amp;ldquo;protagonisti che hanno fatto la storia di quell&amp;rsquo;epoca&amp;rdquo;, ovvero &amp;ldquo;commercianti, avventurieri, missionari, cacciatori, militari, giornalisti, politici, ma anche scienziati di chiara fama, geografi, geologi, zoologi, botanici, antropologi&amp;rdquo;. Si tratta di persone che &amp;ldquo;avevano obiettivi, ambizioni e ideali&amp;rdquo;, sempre pi&amp;ugrave; rare nella nostra attuale societ&amp;agrave;. Uomini d&amp;rsquo;altri tempi, la cui vita era guidata dalla curiosit&amp;agrave; e dalla conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perch&amp;eacute; questi uomini &lt;em&gt;sono cos&amp;igrave; importanti&lt;/em&gt;? Perch&amp;eacute; &amp;ldquo;catalogarono e scoprirono centinaia di nuove specie animali e vegetali, e descrissero usanze e costumi di popoli indigeni primitivi&amp;rdquo;. In sintesi &amp;ldquo;dedicarono gli anni migliori della loro vita alle scoperte geografiche, naturalistiche ed etnologiche&amp;rdquo;. In pratica essi scrissero la storia dell&amp;rsquo;impresa coloniale italiana, che ebbe inizio soprattutto in seguito al commercio con l&amp;rsquo;Africa e l&amp;rsquo;Oriente e al lavoro dei missionari, &amp;ldquo;religiosi che per primi tentarono di evangelizzare gli indigeni dell&amp;rsquo;Africa orientale e che tracciarono una prima via d&amp;rsquo;accesso a questi territori&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le cose che mi hanno colpito, in questo inizio di lettura, citerei &lt;em&gt;l&amp;rsquo;interdisciplinariet&amp;agrave;&lt;/em&gt; degli esploratori, in quanto oggi spesso ci viene imposta una ferrea specializzazione, a causa della complessit&amp;agrave; raggiunta dalle attuali conoscenze. Invece all&amp;rsquo;epoca, ad esempio Giovanni Miani &amp;ldquo;fu un personaggio eclettico, di indole irrequieta e turbolenta, i cui interessi spaziavano dalla passione per la musica alla pedagogia, dall&amp;rsquo;agricoltura agli studi di egittologia&amp;rdquo;. Colpisce senz&amp;rsquo;altro il coraggio di questi pionieri: lo stesso Miani, gi&amp;agrave; sessantenne, &amp;ldquo;&lt;strong&gt;visse per diversi mesi a stretto contatto con le comunit&amp;agrave; dei temutissimi antropofagi niam-niam&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;. Inoltre occorre evidenziare come i grandi viaggi di esplorazione, gi&amp;agrave; a partire dal Settecento, hanno &amp;ldquo;posto le basi per la nascita delle discipline naturalistiche, dalla geografia alla geologia, dalla botanica alla zoologia, dall&amp;rsquo;archeologia all&amp;rsquo;etno-antropologia&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vi racconter&amp;ograve; pi&amp;ugrave; avanti ulteriori itinerari di lettura del testo&lt;/em&gt;, ma intanto vorrei concludere questa prima e breve presentazione con l&amp;rsquo;auspicio dello stesso Mazzotti, ovvero che grazie a quest&amp;rsquo;opera &lt;strong&gt;venga riportata ad oggi la passione, l&amp;rsquo;entusiasmo e la speranza&lt;/strong&gt; che albergava nell&amp;rsquo;animo di quei pionieri che ci hanno lasciato una cos&amp;igrave; rilevante eredit&amp;agrave; scientifica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Walter Caputo - 22 gennaio 2012&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 12:20:44 +0100</pubDate>
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            <title>PROTEZIONISMO, LIBERO SCAMBIO E CONCORRENZA di Walter Caputo</title>
            <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/10938392.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Protezionismo&lt;/strong&gt; significa limitare al minimo le importazioni  (al limite eliminarle) ed agevolare al massimo le esportazioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una politica protezionistica pu&amp;ograve; essere sorretta da una serie di motivazioni  economiche, fra le quali proteggere le imprese nazionali dalla concorrenza  straniera, salvaguardare l&amp;rsquo;occupazione ed evitare che i debiti dello Stato verso  l&amp;rsquo;estero crescano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono noti, nella letteratura economica, anche gli &lt;strong&gt;svantaggi&lt;/strong&gt; del protezionismo. Gli altri paesi possono non essere d&amp;rsquo;accordo con una politica  che danneggi le loro esportazioni, quindi potrebbero adottare strategie di  ritorsione. Inoltre il paese che intende &amp;ldquo;chiudersi&amp;rdquo; al commercio internazionale  potrebbe non essere in grado di farlo a causa della carenza di alcune materie  prime, oppure per mancanza di know-how di produzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tuttavia c&amp;rsquo;&amp;egrave; un elemento contro il protezionismo dai pi&amp;ugrave; ignorato.  L&amp;rsquo;economista liberista &lt;strong&gt;Pascal Salin&lt;/strong&gt;, in &amp;ldquo;&lt;a href=&quot;http://www.direnzo.it/dett_libri.php?recordID=8883232138&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Liberismo,  libert&amp;agrave;, democrazia&lt;/a&gt;&amp;rdquo; (Di Renzo Editore 2008) evidenzia che la volont&amp;agrave; di un  determinato governo di chiudere le frontiere commerciali &lt;em&gt;limita la libert&amp;agrave;  dei singoli individui di esercitare la pratica del commercio&lt;/em&gt;. Egli scrive  testualmente: &amp;ldquo;La storia ci insegna che non ha senso obbligare i popoli a  sviluppare rapporti commerciali, perch&amp;eacute; un aspetto fondamentale della libert&amp;agrave;  degli individui &amp;egrave; quello di agire, di contrattare, di scambiarsi beni, merci&amp;rdquo;.  La libert&amp;agrave; va tutelata: se i cittadini vogliono commerciare con l&amp;rsquo;estero devono  essere lasciati liberi di farlo. Se non intendono sviluppare rapporti  commerciali con l&amp;rsquo;estero, non li si deve obbligare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Spesso invece le cose vanno nella direzione opposta. Se un governo intende  proteggere un&amp;rsquo;industria nascente, &lt;strong&gt;stabilisce e impone dazi  doganali&lt;/strong&gt; o contingenti all&amp;rsquo;importazione. Addirittura un governo pu&amp;ograve;  essere &lt;em&gt;capace di mantenere in vita un&amp;rsquo;azienda ormai decotta&lt;/em&gt; contro  l&amp;rsquo;opinione di tutti coloro che ritengono sia il caso di smettere di sperperare  denaro pubblico per entit&amp;agrave; commerciali senza futuro. In tali casi si ignora il  concetto di specializzazione. Se un Paese non &amp;egrave; in grado di produrre determinati  beni o servizi, vorr&amp;agrave; dire che li acquister&amp;agrave; da altri e si specializzer&amp;agrave; in ci&amp;ograve;  che sa fare meglio e a costi bassi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Talvolta un governo &lt;strong&gt;pu&amp;ograve; imporre determinati comportamenti&lt;/strong&gt; in  maniera pi&amp;ugrave; sottile. Ad es. se ritiene che le aziende vendano troppo poco  all&amp;rsquo;estero, pu&amp;ograve; incentivarle fiscalmente affinch&amp;eacute; le esportazioni crescano.  Anche questa azione non rispetta la libert&amp;agrave; dei singoli cittadini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;Egrave; molto sentito dalle persone il rischio che l&amp;rsquo;Europa soccomba di fronte alla  concorrenza dei Paesi Emergenti. Secondo Pascal Salin occorre innanzitutto  introdurre un nuovo concetto di concorrenza. Non quella classica di aziende  concorrenti in quanto producono lo stesso tipo di bene o di servizio, ma  concorrenza in senso pi&amp;ugrave; ampio, nel senso che tutte le aziende &amp;ldquo;concorrono&amp;rdquo; per  disporre di una parte del reddito degli stessi consumatori. In questa ottica il  timore di perdere posti di lavoro a causa dei produttori cinesi va riesaminato e  ricontestualizzato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A tal proposito, Salin scrive: &amp;ldquo;&lt;strong&gt;Sono convinto che i posti di lavoro  non vengano sottratti dai produttori cinesi&lt;/strong&gt;. Immaginate, ad esempio, di  trovarvi di fronte ad economie molto flessibili, nelle quali sia possibile per i  lavoratori passare da un posto di lavoro ad un altro, da un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; ad  un&amp;rsquo;altra, da un fattore produttivo ad un altro: non ci sarebbe affatto il&amp;nbsp;  problema della concorrenza da parte dei Paesi emergenti. Il problema della  nostra economia non &amp;egrave; tanto la paura di perdere posti di lavoro, ma il timore  fondato che una volta perso il posto di lavoro &amp;egrave; difficile trovarne un altro. E  perch&amp;eacute; ci sono queste difficolt&amp;agrave;? &lt;strong&gt;Per rigidit&amp;agrave; imposte dai governi dei  nostri Paesi&lt;/strong&gt;, e con questo mi riferisco in modo prioritario all&amp;rsquo;eccesso  di imposizione fiscale e di regolamentazione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Certo, l&amp;rsquo;idea che ogni lavoratore contratti liberamente con un determinato  datore di lavoro tariffa oraria e condizioni di lavoro &lt;em&gt;appare un po&amp;rsquo;  estrema&lt;/em&gt;, ma oggi molti giovani lavorano esattamente in questo modo. Si  avvalgono di contratti di prestazione occasionale o di contratti a progetto  oppure usano la partita IVA. Se per&amp;ograve; il mercato del lavoro fosse completamente  deregolamentato potrebbe succedere che gli over 50 finiscano fuori da ogni  azienda per essere sostituiti da giovani. Se un imprenditore potesse liberamente  licenziare un cinquantenne stanco di ripetere gli stessi movimenti in fabbrica  da una vita&amp;hellip;&amp;hellip;.&lt;/p&gt;</description>
        <category>Pascal Salin</category>
        <category>protezionismo</category>
            <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:25:38 +0100</pubDate>
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            <title>TRA IL MODELLO E LA REALTA' - di Walter Caputo</title>
            <link>http://blog.libero.it/paghecontributi/10929987.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Il processo di modellizzazione &amp;egrave; alla base della scienza moderna. Da un lato vi &amp;egrave; un sistema fisico, ad es. il sistema solare e dall'altro troviamo un modello matematico: punti in uno spazio a tre dimensioni ed equazioni che ne descrivono il moto. Tra il modello e la realt&amp;agrave; vi &amp;egrave; una corrispondenza: il moto matematico dei punti coincide con il moto osservato dei corpi celesti. Questo &amp;egrave; un miracolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ci siamo abituati talmente a questo miracolo da non pensarci pi&amp;ugrave;, eppure continua a restare un mistero, quanto meno per chi scrive queste righe&amp;rdquo;. Tale affermazione &amp;egrave; estratta da &amp;ldquo;Come funziona il caos &amp;ndash; Dal moto dei pianeti all'effetto farfalla&amp;rdquo; di Ivar Ekeland (Bollati Boringhieri 2010). Ed effettivamente Ivar Ekeland ci ha pensato molto: leggendo il suo testo si comprende benissimo quanta fatica faccia un divulgatore per farsi capire dal grande pubblico. Il risultato &amp;egrave; davvero ammirevole, assolutamente in linea con le buone indicazioni fornite da Amedeo Balbi ne &amp;ldquo;L'apologia di un divulgatore&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma torniamo ai modelli. Ne esistono due tipi: stocastici e deterministici. &amp;ldquo;Un modello &amp;egrave; stocastico se, ad un istante dato, richiede che qualcuno lanci i dadi per usare il risultato del lancio. Nell'ambito della fisica moderna si calcolano delle probabilit&amp;agrave;: la probabilit&amp;agrave; che un elettrone passi da un'orbita atomica ad un'altra, la probabilit&amp;agrave; che un nucleo si disintegri (...)&amp;rdquo; scrive Ekeland. Si tratta di situazioni in cui non sappiamo cosa succeder&amp;agrave; in futuro; possiamo semplicemente stilare un elenco di eventi e a ciascuno assegnare una determinata probabilit&amp;agrave; di verificarsi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Decisamente pi&amp;ugrave; utili sono i modelli deterministici, grazie ai quali &amp;egrave; possibile predire gli stati futuri e ricostruire quelli antecedenti, poich&amp;eacute; &amp;ldquo;l'evoluzione del modello &amp;egrave; determinata interamente dal suo stato attuale&amp;rdquo; (tutti i virgolettati di riferiscono a citazioni di Ekeland, salvo dove sia diversamente specificato). Se non esistessero altri tipi di modelli il modello apparirebbe piuttosto triste: o gli esseri umani sono foglie in balia di venti ingovernabili (modelli stocastici) oppure tutto ci&amp;ograve; che succede ora determiner&amp;agrave; in modo ineluttabile e fatalistico il nostro futuro (modelli deterministici).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fortunatamente esiste la teoria del caos che, innanzitutto, fornisce nuovi modelli per rappresentare fenomeni irregolari o aleatori. Si tratta di modelli deterministici ma caotici: non serve la presenza (ingombrante) di un lanciatore di dadi, ma si lascia posto anche al caos, cosa che implica &amp;ldquo;associare una dimensione all'imprevedibile&amp;rdquo;. In pratica, in matematica sono stati elaborati nuovi strumenti: sta poi al fisico o al biologo o anche all'economista scegliere i mezzi migliori per modellizzare la realt&amp;agrave; oggetto del loro studio.D'altronde, a tal proposito, Ekeland scrive: &amp;ldquo;La teoria del caos &amp;egrave;, come la geometria euclidea o  la teoria dei numeri, un insieme di risultati matematici dotati di vita propria, indipendentemente dal fatto che si possa applicare o meno a dei fenomeni osservabili&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Molti pensano che l'incertezza sia necessariamente legata alla complessit&amp;agrave;. Eppure &amp;egrave; possibile generare il caso &amp;ldquo;anche attraverso meccanismi molto semplici&amp;rdquo;. Cos&amp;igrave;, anche se vi &amp;egrave; un ridotto numero di fattori e ciascuno di essi &amp;egrave; fonte di casualit&amp;agrave; autonoma, il sistema &amp;egrave; caotico. Ma come &amp;egrave; possibile che un sistema caotico sia anche deterministico? &amp;ldquo;La risposta sta in quel labile margine che separa lo zero matematico dal quasi niente, l'esattezza assoluta  dalla migliore approssimazione possibile&amp;rdquo;. Purtroppo non siamo in grado di ottenere una precisione senza limiti, n&amp;eacute; in merito alle condizioni iniziali del sistema, n&amp;eacute; relativamente ad ogni tappa futura di evoluzione dello stesso. E ci&amp;ograve; potrebbe farci sentire completamente impotenti di fronte alla realt&amp;agrave; che ci circonda. Tutte le simulazioni numeriche, fornite dai grandi calcolatori, sembrerebbero di fatto inutili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In realt&amp;agrave;, e fortunatamente, esiste lo &amp;ldquo;shadowing lemma (il lemma dell'orbita ombra)&amp;rdquo;: esso &amp;ldquo;ci assicura che, in un certo senso, l'incertezza sulla posizione iniziale e gli errori di arrotondamento si compensano&amp;rdquo;. Cos&amp;igrave;, sebbene si commettano errori, &amp;egrave; possibile calcolare traiettorie &amp;ldquo;giuste&amp;rdquo;, grazie &amp;ndash; paradossalmente &amp;ndash; all'instabilit&amp;agrave; tipica dei sistemi caotici. Ma dobbiamo sempre tener conto che, fra il modello e la realt&amp;agrave;, c'&amp;egrave; il calcolo. &amp;ldquo;Non diremo mai pi&amp;ugrave;: questa equazione rappresenta questo fenomeno. Bisogner&amp;agrave; aggiungere: il sistema &amp;egrave; caotico, il suo tempo caratteristico &amp;egrave; di tot, sappiate che al di l&amp;agrave; di quest'ultimo certi calcoli non rappresentano pi&amp;ugrave; nulla (...)&amp;rdquo;. Ai limiti fisici eravamo gi&amp;agrave; abituati, ora &amp;ldquo;bisogner&amp;agrave; abituarsi al fatto che le teorie abbiano anche dei limiti numerici&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;</description>
        <category>fisica</category>
        <category>matematica</category>
        <category>teoria del caos</category>
        <category>walter caputo</category>
            <pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:46:27 +0100</pubDate>
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