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La BALLATA DEL GENESIO

Ogni vita una storia,ogni storia una vita

Un po della mia vita anche qui.


 

 

 

DEDICATO A TUTTI QUEI RAGAZZI CHE

HANNO LASCIATO LE LORO CASE E

CHE HANNO PERSO LA VITA SUL FONDO

DI UNA MINIERA.

 

 

La BALLATA DEL GENESIO

Ogni vita una storia,ogni storia una vita

Un po della mia vita anche qui.


 

 

" alt="" />

DEDICATA  A TE......................

BUON COMPLEANNO!!!!!!

 

 

A te che hai fatto del tuo tempo

un dono per gli altri.

A te che hai fatto del tuo essere

donna e madre il tuo piacere.

A te che tieni la mia mano ogni

istante e mi sorreggi quando

vacillo e quando tremo mi

riscaldi.

A te che spesso non capisco ma

che comunque condivido.

A te che spesso fatichi a capirmi

ma comunque condividi.

A te che l'amore ha fatto più dolce

e gli anni, nel mio cuore, più bella.

A te che hai saputo cucire con

pazienza gli strappi della vita.

A te che hai saputo vedere quando

i miei occhi erano chiusi.

A te che amo più della mia

stessa vita.

GRAZIE DI ESISTERE.

TI AMO DA MORIRE!!!!!!!!!!!!!!!!

BUON COMPLEANNO!!!!!!!!!!!!

 
Creato da: graziano.castoldi il 15/06/2009
non solo teatro

 

 

QUANDO GIRANO GIRANO!!!!!!!!!

Post n°274 pubblicato il 26 Maggio 2012 da graziano.castoldi

VOLEVO SCRIVERE UN BEL POST ED ERO GIA' A BUON

PUNTO MA QUESTO GRANDISSIMO FIGLIO DI MADRE

IGNOTA DEL  MIO MAC HA DECISO PER BEN DUE VOLTE

DI FARMI SALTARE LE PAGINE E PERDERE TUTTO, O

QUASI,  QUELLO CHE AVEVO SCRITTO. VA DA SE CHE MI

SONO GIRATE UN TANTINO LE COSIDDETTE E  PER

QUESTO HO DECISPO DI LASCIARE IN SOSPESO IL POST

IN QUESTIONE E FARLO CON CALMA SUL PC NORMALE,

...........IN DATA DA DESTINARSI.

PER ORA VI LASCIO UN CALOROSO ABBRACCIO E VI

AUGURO UN SERENO WEEK END ^________^

 
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COME FARANNO A VEDERCI LO SCANDALO????????

Post n°273 pubblicato il 22 Maggio 2012 da graziano.castoldi


'TIME', COPERTINA SCANDALO:
BIMBO ALLATTA AL SENO -FOTO

TAG : copertina, time, scandalo, seno

FOTOGALLERY : La copertina scandalo di Time
facebook twittershare

NEW YORK - Una bella mamma, bionda, in perfetta forma e con il seno scoperto, che allatta il suo bambino decisamente un pò cresciutello: è la copertina-scandalo di Time che, ancora prima di uscire nelle edicole (è visibile sul sito on line del prestigioso magazine), sta già facendo discutere. Il titolo recita: «Sei mamma abbastanza?».
La scelta di Time è stata infatti dettata dalla ricorrenza della 'festa della mammmà. Il ragazzino, tre anni suonati, è vestito con calzoni mimetici e sta in piedi su una seggiola per arrivare al seno materno, guardando diritto verso l'obiettivo. Sotto il titolo si legge: «Perchè l'attaccamento eccessivo dei genitori porta alcune mamme a comportamenti estremi».
Quelli consigliati nel 'Baby Book' del dottor Bill Sears, una sorta di guru che raccomanda allattamento al seno prolungato, condivisione del letto tra genitori e figli e così via. I blog e i Twitter si sono scatenati. «Chi non è rimasto a bocca aperta?», ha scritto qualcuno. «Adoro questa foto nel modo più schifato possibile», ha commentato un'altro.
E ancora: «Genitori preparatevi alle domande dei vostri figli quando vedranno la copertina del settimanale». Ma il direttore di 'Timè difende la scelta: «E una foto provocatoria - ha detto Rick Stengel - che rappresenta l'attaccamento tra una mamma e un figlio». E certo sta facendo parlare del settimanale.

                  

                         POSSO INCAZZARMI COME

                          UNA JENA???????

 

Premesso che, visto l'articolo, la foto tende ad essere un elemento di provocazione. Io , padre di famiglia, con figli rigorosamente allattati dalla madre, che vive in un paese che per tradizione ha sempre visto come una benedizione l'allattamento al seno......................COME FACCIO A NON INCAZZARMI QUANDO QUALCHE IDIOTA BENPENSANTE

(ma forse solo un tantino disturbato mentalmente)

fa delle asserzioni tanto stupide.

Questo articolo l'ho trovato, prima che in google, in un post mentre giravo e mi sono sentito in dovere di commentarlo, vista la marea di "minchiate"(perdonatemi il francesismo........ahahaha) che ho trovato tra i commenti.

Vorrei citarne uno in particolare (più o meno, in quanto, dopo che sono tornato per vedere la risposta, non solo non ho trovato il commento ma nemmeno il post. Mistero!!!!)

Diceva così :

E' una cosa disgustosa ed è chiaramente un spinta verso la depravazione. Poi non lamentiamoci se i figli si sco...o

le madri.

Vi giuro che se l'avessi avuto a portati di mano

l'avrei preso a calci in culo da qui all'eternità.

Ma non solo lui, anche un discreto stuolo di donne (forse frustrate) dava man forte a chi vedeva in questa foto

non la semplice simbiosi tra madre e figlio, la tenerezza dello sguardo di un bimbo che si sente tutt'uno con colei che lo ha generato, ma la palese interpretazione di un atto sessuale.

Non so quanti di voi mi daranno ragione e, onestamente, non ho certo postato per questo, ma siccome io sono io, sempre e comunque, ho voluto mettermi ancora una volta in discussione davanti a tutti.

Le cose che veramente fanno scandalo, sono le immagini di violenza che ogni giorno passano sugli schermi, quelle dei reality che propongono la donna come oggetto e gadget sessuale, quelle dei ladrocini perpetrati dai politici a nostro danno, ma non certamente una donna che allatta, anche se il bimbo è ormai cresciutello.

Buona giornata a tutti voi e sia chiaro:

IO RISPETTO TUTTO E TUTTI, MA NON TOLLERO

PREGIUDIZI ASSURDI E STRALI LANCIATI AL VENTO.

Chi ha orecchie per intendere.....intenda!!!!!!!!!

P.S.

Se a qualcuno interessasse, sappia che i miei figli, tranne il primo per ragioni tecniche, sono stati allattati ben oltre i tre anni. Ovviamente non come cibo ma come coccola serale prima di dormire e nessuno si sognerebbe mai

di scop...i la madre!!!!!!!

 

 
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AUGURI MAMMA

Post n°272 pubblicato il 13 Maggio 2012 da graziano.castoldi

 

Ciao Mamma. Ti ricordi quando.................

 


Giugno 1970   .... ( TRATTO DALLA MIA AUTOBIOGRAFIA)


Mamma, all'oratorio hanno organizzato un corso di pallavolo e i miei amici ci vanno tutti.

Posso andarci anch'io? E' solo due pomeriggi alla settimana, dalle quindici alle diciassette.

Posso?”

Neanche per sogno! E se ti bocciano, cosa più che probabile visti i voti, l'estate lo passi a fare il manovale con Maurizio e suo padre, così vedi com'è bello!!”

Beh ! La prospettiva di passare un estate a stretto contatto con Maurizio non mi dispiaceva affatto anche se dovevo lavorare ma in quel momento la cosa che più mi disturbava era l'ennesimo rifiuto, da parte di mia madre, a farmi partecipare ad una iniziativa più che piacevole che, in quegli anni, era pressoché all'avanguardia in materia di socializzazione e intrattenimento giovanile. Qualcosa di alternativo alle solite e ormai patetiche (dal mio punto di vista ovviamente) organizzazioni calcistiche.

Non riusciva a capire che un ragazzo che aveva vissuto per anni in mezzo alla natura non poteva di punto in bianco essere relegato in tre locali più servizi per il tempo che intercorreva tra un inizio dell'orario scolastico e l'altro, indipendentemente dal rendimento e dai voti in pagella.

Purtroppo nemmeno le pacate -intromissioni- nella gestione della mia educazione, da parte di mio padre, riuscirono a farla desistere dall'eroico quanto inconsulto tentativo di fare del sottoscritto un modello di virtù. Nella sua mente il battipanni o i suoi surrogati e la privazione del divertimento erano la miglior ricetta per ottenere ciò che si desiderava da un figlio scapestrato e assolutamente recalcitrante ad ogni tipo di disciplina. Capirà più avanti che non è così. Almeno non nel mio caso.

A quel punto, vista la assoluta necessità di -aria aperta- e l'altrettanta assoluta mancanza di dialogo con la depositaria dei segreti della perfetta educatrice, decisi che fosse arrivato il momento di riprendere in mano la mia esistenza, attuando quello che, con altri due compagni di scuola nelle analoghe condizioni di relazione con i rispettivi genitori, avevamo definito il piano di fuga del secolo. Da casa ovviamente.

Tutto era stato preso in considerazione fin nel più piccolo dettaglio. Ogni particolare vagliato più e più volte e, come nei film dove vengono effettuate magistrali rapine, ripetuto fino alla nausea.

Purtroppo anche nel nostro caso, come appunto succedeva nella maggior parte o quasi dei casi cinematografici di cui sopra, qualcosa andò storto..........anzi più di ....qualcosa.

Innanzitutto la partita dei mondiali di calcio, che disputava quella notte la nazionale azzurra, si protrasse più del previsto, credo per i tempi supplementari.

Cosa centra questo? Centra perché: Per prima cosa i vari padri appassionati di calcio si attardarono davanti al televisore dovendo così far slittare l'orario stabilito per il -rendez vous-

Secondo imprevisto fu la mancanza di uno dei tre temerari che avevano progettato la fuga da casa.

Successe infatti che, aspettando che il padre prendesse sonno per poter agevolmente sgattaiolare fuori dalla porta, il terzo componente del gruppo si addormentò.

Si potrebbe pensare che, tutto sommato, spostarsi in due o in tre cambiava poco se si fosse stati determinati. Vero dirò io, ma il tizio in questione, avendo un garage poco distante da casa, doveva occuparsi di custodire i viveri di sostentamento e quel poco denaro che eravamo riusciti a mettere da parte. A quel punto non potevamo più tornare indietro. Se ci avessero scoperto apriti cielo. Quindi, dopo aver invano atteso per una buona mezz'ora, passammo senza indugio al punto due e cioè: Corsa nel luogo stabilito, appena fuori della stazione ferroviaria dove, per via di un' ampia

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curva, i treni in transito avrebbero dovuto rallentare, specialmente i vagoni merci, dando così a noi la possibilità di salirvi anche se in corsa.

E' chiaro che a nessuno sfiorò la mente la vaga possibilità che la cosa comportasse qualche rischio.

E meno ancora ci venne in mente che uno potesse avere qualche difficoltà a salire sul vagone mentre questo passava.

Mi pare ovvio, dopo queste premesse, che anche in quel frangente qualcosa non funzionò.

Il mio compagno di fuga inciampò in una stringa mal allacciata finendo sull'acciottolato mentre io, che per primo ero salito sul predellino della porta scorrevole del vagone merci, lo incitavo a rialzarsi e correre. Intanto, superata la curva, il treno prendeva velocità.

Vittorio era un buon corridore ma, dopo un centinaio di metri, dovette desistere, costringendo anche il sottoscritto a saltare dal vagone per ricongiungermi all'amico sfortunato.

Il prossimo treno merci sarebbe passato solo dopo due ore per cui, visto che eravamo stanchi, decidemmo di fumarci una delle poche sigarette rimaste e sdraiarci in un angolo poco distante dalla massicciata per riprendere le forze.

Come era prevedibile, dopo aver fumato, ci addormentammo come sassi.

Il fischio di un treno che sfrecciava accanto a noi ci fece ritornare alla realtà, facendoci anche scoprire che ormai era giorno fatto e che non potevamo più approfittare della complicità del buio per attuare quello che era rimasto del piano di fuga.

Nel frattempo, a casa mia almeno, già da ore era scattato l'allarme. Mia sorella si era alzata per andare in bagno verso le tre di notte e, non avendomi visto nel letto, dopo una breve ricerca nei paraggi aveva logicamente svegliato mio padre prima e successivamente anche mia madre.

Una breve consultazione con un amico poliziotto lo fecero desistere dall'idea di un'immediata denuncia alle autorità, optando per una meno compromettente, anche se più estenuante, attesa.

Devo convenire che in quel caso l'attesa fu la migliore delle soluzioni poiché, dopo avere valutato attentamente le opzioni che ci rimanevano e le possibilità di farla franca, tra l'altro privi dell'effetto -sorpresa- che per ovvie ragioni era venuto a mancare, nonché di ogni tipo di sostentamento, decidemmo di fare ritorno alle rispettive case.

Appena arrivati in una zona abitata, approfittando della presenza di una cabina telefonica, chiamai mio padre affinché venisse a prenderci e, nel contempo, valutare l'entità del danno psicologico causato ai miei genitori dalla mia ennesima cavolata. Onestamente il pensiero più grande era relativo alla punizione che mia madre mi avrebbe inferto, quindi dalla telefonata avrei anche potuto calcolare così a spanne quello che sarebbe stato il successivo mio danno, però fisico.

Rimasi a dir poco stupefatto dall'assoluta mancanza di ogni tipo di ripercussione nei mie confronti anche se, per un certo periodo, l'aria in casa rimase piuttosto pesante.

Mi resi chiaramente conto di aver fatto una grandissima fesseria, con tutti gli effetti negativi che un tale sconsideratezza avrebbe potuto causare, però.........................

Da quel giorno i rapporti con mia madre presero una piega un po' più........come dire......elastica.

Certo, non ero libero di fare quello che volevo ma, quanto meno, ero riuscito nel mio intento e cioè attirare la sua attenzione sulle mie necessità.

Altri tempi. Altri modi di vedere e di pensare. Altri valori.

 

Te ne ho fatte passare tante vero?????.......

Lo so, non sono stato il figlio che desideravi ma ti ho sempre

amato e oggi, dopo undici anni che te ne sei andata,.......

mi manchi.

Oggi è la festa della mamma e spero che tu, da lassù,

possa guardarmi e darmi una mano in questo momento

un po difficile per tutti, ma, soprattutto, spero che tu mi

abbia perdonato.

AUGURI MAMMA. TI VOGLIO BENE e vorrei per l'ultima volta

recitarti la poesia che ci avevano insegnato all'asilo,

in occasione della festa della mamma.

 

O MAMMA, VO' DIRTI UNA COSA

CHE FORSE TI PIACERA' TANTO.

STANOTTE PASSANDOMI ACCANTO

MI HA DETTO IL BAMBINO GESU':

FELICE E' QUEL BIMBO CHE VIVE

PROTETTO DA UN ANGELO PIO.

O MAMMA QUEL BIMBO SON IO,

QUELL' ANGELO O MAMMA SEI TU!!!


 

 
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Scherza coi fanti ma........

Post n°271 pubblicato il 11 Maggio 2012 da graziano.castoldi
Foto di graziano.castoldi


La delibera con cui la giunta della Regione Veneto imporrebbe l'obbligo di "apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere, anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita" presso gli obitori, ha scatenando reazioni a catena, con le proteste di anestesisti e medici, che sostengono che "non serve", e che è un costo inutile.

È doveroso però specificare che la delibera in realtà non introduce l'obbligo di impiegare apparecchiature di rilevazione e di segnalazione a distanza, ma al contrario permette di usare anche esse per il monitoraggio del cadavere (da sempre previsto), e non obbliga più al monitoraggio "fisico".

mano-zombie_thumb1

Ma la paura di essere sepolti vivi non è certo solo italiana: in Turchia, alcune nuove le camere mortuarie sono state attrezzate con un sistema di rilevazione dei movimenti, affinché sia possibile individuare cadaveri che cadaveri non sono.

La "sepoltura prematura" è un fatto quasi impossibile se le procedure mediche più moderne sono applicate correttamente, ma la probabilità cresce con la minore attenzione agli aspetti medici.

I casi di "quasi sepoltura da vivi" sono rari ma ci sono: qualche mese fa il caso di una 49enne russa, risvegliatasi durante il suo funerale, ma morta per lo spavento pochi secondi dopo.

In Sudafrica, invece, qualche mese fa le autorità hanno invitato la popolazione a non dichiarare autonomamente la morte dei parenti, ma farla constatare ad un medico, proprio perché ci sarebbero stati diversi casi di sepolture "anticipate".


Read more: http://notizie.delmondo.info/2011/11/20/si-diffondono-i-cimiteri-anti-zombie/#ixzz1uBgE0uNB


 


Questa è la notizia copiata dal web ma io vorrei allargare un pochino la visuale su questi fatti

per entrare in punta di piedi nel mondo del paranormale.

Da sempre abbiamo testimonianze di varie persone che sono incorsi, una o più volte, in fenomeni inspiegabili come " fantasmi,.....morti viventi,......creature non ben definite.............

A questo proposito vorrei raccontare un fatto accaduto proprio al sottoscritto in gioventù e rimasto ancor oggi senza spiegazioni razionali.

E' tratto dalla mia autobiografia che, come altri libri, giace sul fondo di un cassetto, pertanto prendetelo come un capitolo di un qualunque racconto e poi...........


Ognuno esprima il proprio parere!!!!!

 

 

 

 

 

 

SCHERZA CON I FANTI MA..................


Come in tutte le città sorte nei tempi antichi o quasi, anche nella mia si raccontavano spesso leggende e storie che avevano a che fare con il soprannaturale, specialmente riguardanti alcuni di quei paesi che facevano da cornice al lago e che, in alcuni casi, avevano mantenute intatte tradizioni e abitudini nei secoli.

Tutto iniziò nel 1973, un giorno che Luciano arrivò al bar e iniziò a raccontare una strana quanto intrigante storia.

Pare che in epoche remote, in un certo paese a quindici chilometri dalla città, vivesse un tale che, in circostanze poco chiare e per oscuri motivi, si trasformò in un - lupo mannaro--.

Già oggi le cause che inducono la licantropia come patologia vera e propria non credo siano ben note, immaginiamoci nell'antichità quando erano solitamente legate a pratiche magiche o a presenze demoniache.

Per farla breve: da fonti più o meno attendibili sembrava che il suddetto - lupo mannaro-- o qualche suo discendente, fosse ancora in circolazione, ben intenzionato a spaventare il malcapitato di turno che avesse avuto l'ardire di circolare nei luoghi dove era solito fare le sue apparizioni.

Non sono mai stato un credulone, specialmente per tutto ciò che riguardava credenze popolari, streghe, fatture e quant'altro, però ..............

Alla prima luna piena, per essere ovviamente in tema con le dicerie, organizzammo un -raid- motociclistico con meta il presunto luogo delle apparizioni e dove, a detta di Luciano, il presunto licantropo aveva già fatto mostra di se davanti a lui e ad altri.

Era il mese di giugno. In poche occasioni mi era capitato di vedere una luna così bella, così vicina e, per creare l'atmosfera, così piena.

Nell'immaginario collettivo la mezzanotte sarebbe stata l'ora fatidica.

Non fu necessario aspettare tanto.

Verso le ventidue e trenta parcheggiammo le moto in uno spiazzo vicino ad una curva sulla strada che costeggiava il lago.

Nonostante la luna rischiarasse il paesaggio, a ridosso della montagna, in prossimità di una doppia curva, era buio pesto.

Proprio lì, in cima una roccia alta circa venti metri a strapiombo sulla strada, era stato visto il licantropo e, sempre a detta di Luciano, da quell'altezza era saltato sulla strada.

Alcuni dei facenti parte della - spedizione-- si erano radunati vicino al bordo della strada, appoggiandosi alla ringhiera che faceva da parapetto tra la carreggiata e il lago e, forse per dimostrarsi particolarmente coraggiosi o semplicemente per dar più senso alla loro incredulità, iniziarono a rivolgersi con scherno al fantomatico-- lupo mannaro--.

"Ehi....!!!! Licantropo!!!!!! dove sei?????. Perché non ti fai vedere???????

Ad un tratto, come in una scena uscita da un libro di Stephen King cominciammo ad udire dei sinistri rumori di rami spezzati accompagnati da suoni gutturali. Almeno tali sembravano.

Dopo pochi istanti sulla sommità della roccia parve a tutti di intravedere una figura che di umano aveva poco.

Non fu ben chiaro cosa accadde nei minuti che seguirono l'avvistamento. Di certo vedemmo cadere dall'alto rami e pietre che fecero prima desistere dal continuare con gli improperi e poi ci convinsero che, qualunque cosa stesse per accadere non era il caso che noi fossimo presenti.

Il cielo non era più limpido come quando eravamo arrivati.

Alcune nuvole a tratti rossastre nascondevano ora una grossa fetta di quella luna, complice della quale forse, qualcosa al di fuori dalla nostra comprensione stava accadendo.

2

Fra le poche cose che mi accomunavano a Luciano c'era il desiderio di capire, al di là di ogni ragionevole dubbio, a rischio di cadere nel ridicolo o, come in quel caso di partecipare all'evento.

Rimanemmo pertanto indietro con altri due amici mentre, in barba alle spacconate iniziali e alle manifestazioni di miscredenza, della maggior parte dei curiosi non si sentiva più nemmeno il rombo del motore.

Ancora oggi non sono sicuro di ciò che ho visto o sentito, ma mentre cercavamo di allontanarci una forza misteriosa ci impediva materialmente di lasciare quel luogo, quasi a volerci punire per il nostro goffo tentativo di voler scoprire più di quanto all'essere umano fosse dato di sapere.

Sentivamo la moto rombare sotto di noi, la marcia era stata innestata più volte e la frizione rilasciata altrettante volte ma noi eravamo sempre fermi.

Passarono due o tre minuti, forse meno ma furono interminabili.

Il cuore batteva all'impazzata, le gambe tremavano e le mani si erano fatte deboli e dalla presa incerta.

Non avevo nemmeno il coraggio di scendere dal sellino posteriore della moto di Luciano dove mi trovavo, per paura di non potervi più risalire ed essere costretto a rimanere in quel posto in balia di oscure forze.

Dopo vari tentativi la moto si avviò lentamente, per poi rispondere alle sollecitazioni di Luciano solo dopo esserci allontanati da quel luogo.

Non ci fermammo fino all'arrivo in città, dove anche gli altri ci aspettavano.

Nessuno parlò. Nessuno fece il minimo cenno a quello che forse era accaduto o che probabilmente avevamo visto o avevamo voluto vedere.

Ci accorgemmo che uno dei ragazzi non era ancora arrivato.

Passò quasi un'ora prima di vederlo.

Era visibilmente spaventato e confuso e, esprimendosi quasi a gesti per l'agitazione che gli impediva di parlare correttamente, ci fece capire di aver avuto una brutta esperienza.

Mentre tentava di partire, con la stessa difficoltà che avevamo incontrato noi, aveva avuto la sensazione di essere stato toccato sulla schiena da una mano e di aver sentito un intenso bruciore che ancora lo infastidiva.

Forse fummo vittima di un'allucinazione collettiva ma sul suo dorso, sotto le due scapole, era ben visibile l'impronta di una mano, come se il contatto avesse infiammato tutta la zona.

Sparì nel giro di poche ore ma nessuno capì mai cosa fosse accaduto.

Nessuno tornò più in quel luogo e, passandovi saltuariamente, ognuno di noi si guardò bene dal fermarsi.

Una credenza popolare della zona attribuiva certe manifestazioni al demonio.

Si racconta infatti che una pastorella, attratta dalle bellissime fattezze di un giovane sconosciuto, fosse caduta nelle grinfie del maligno che si celava sotto quelle sembianze.

Una notte, intrattenendosi col misterioso giovinetto sotto un ponte, nascosti da una fitta e quantomai insolita nebbia, la fanciulla sparì e non venne più ritrovata.

Alcuni dicono ancor oggi che, quando su quel ponte si vede la nebbia, significa che l'oscuro abitante degli inferi è in circolazione nella speranza di fare nuove vittime.

Forse fu un caso. Forse tutte queste cose sono state solo frutto della fantasia. Forse al di là di ciò che la mente umana non è in grado di capire non esiste nulla.

Una cosa so per certo: quella notte, sul ponte, vedemmo quell'insolita nebbia, molto molto fitta.

 

 

 
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Per tutti coloro che amano!!!

Post n°270 pubblicato il 09 Maggio 2012 da graziano.castoldi


Tre fiammiferi accesi

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

 

Jacques Prevert

 

 
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Il vento nella criniera e la libertà nel cuore.

 

 

Il Pensionato.

Un Guccini che non si dimentica

e che ti fa riflettere sul tuo

        "DOMANI"

 

 

GRAZIE MORA!!!!!!

^____________^

 

 

 

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