Un blog creato da paolafarah il 19/07/2012

Paola Farah Giorgi

Scrivere per hobby e per passione

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

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Grazie mille lo leggero`
Inviato da: Francesco
il 21/11/2017 alle 12:39
 
mi piace il tuo blog, a me piace molto leggere e sono...
Inviato da: gatta.sissi
il 08/04/2015 alle 12:57
 
sono balle quando ti raccontano che devi accontentarti di...
Inviato da: nottealta78
il 05/04/2013 alle 10:25
 
 
 
 
 
 
 
 

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SCRITTURA CREATIVA A GENOVA

Post n°66 pubblicato il 22 Settembre 2017 da paolafarah

Martedì 3 ottobre 2017 alle ore 18.30 inizia a Genova la seconda edizione del laboratorio di Scrittura Zen. Come per la precedente edizione, si svolgerà in salita del Prione 26 (locali comunali). Il laboratorio, totalmente pratico, trae ispirazione dal libro "Scrivere Zen" di Natalie Goldberg e l'idea fondamentale è: scrivere per il piacere di scrivere, senza ambizioni letterarie, senza puntare al successo. Se il successo dovrà arrivare, arriverà da sè. L'addestramento è fondamentale, questo sì, ed è per questo motivo che ogni incontro prevede un vero e proprio preriscaldamento alla scrittura. La consapevolezza è nella mano e nella penna, la mente riposa, in pieno spirito zen. Novità di quest'anno sarà l'incontro della Scrittura Zen vera e propria con esercitazioni che aiuteranno ad affinare il proprio stile e la propria duttilità narrativa. Natalie Goldberg, in questo senso, incontrerà Rodari, Queneau e Calvino. Esercizi zen, esercizi di fantasia, esercizi di stile ed esercizi di "leggerezza". Ulteriore novità: le uscite di scrittura. Scrivere in luoghi diversi sollecita una diversa ispirazione creativa. Scriveremo in campagna, in montagna, in spiaggia, in un bar, in un pub e altrove, dove decideremo insieme di volta in volta.

Il laboratorio di Scrittura Zen è un laboratorio dell'Associazione LibriDa

Le iscrizioni sono aperte: info@librida.it - 340 3374883

Costo: € 80 ciclo di quattro incontri mensili + € 10 iscrizione annuale all'Associazione Culturale LibriDa (anno 2017-2018)

Il laboratorio si svolgerà il martedì pomeriggio dalle ore 18.30 alle ore 20.30 in salita del Prione 26 (la via che collega Porta Soprana a Piazza delle Erbe).

Inizio primo ciclo: martedì 3 ottobre 2017

Se ti piace scrivere o senti il bisogno di farlo, non pensarci troppo. Segui il tuo istinto zen e unisciti a noi. Scrittura Zen Genova è anche su facebook.

 
 
 

Chesil Beach di Jan McEwan - recensione

Post n°65 pubblicato il 16 Luglio 2017 da paolafarah
 

Chesil Beach, spiaggia ciottolosa lunga 28 km nel sud dell’Inghilterra, contea del Dorset. È la spiaggia di una fuga, di un bisogno impellente e tragico di solitudine, di un silenzio impossibile nel fragore dell’anima, un fragore impietoso, quasi da affogarci dentro. Il mare osserva. Il mare è lì. Di fronte a Florence Ponting. Onde di sensazioni, percezioni e pensieri inconsulti, opprimenti. Lei è lì, a Chesil Beach, il suo futuro è altrove.

Chesil Beach, spiaggia ciottolosa lunga 28 km nel sud dell’Inghilterra, contea del Dorset. È la spiaggia dove raggiungere e catturare una spiegazione, un chiarimento dei fatti, un perché, ed è l’evidenza di una fine non ancora iniziata, di un qualcosa che è successo ma che non avrebbe dovuto succedere. Edward è lì, di fronte al mare, assurdamente imbrigliato in parole che non vorrebbe sentire, in un buio che non vorrebbe vivere.

Chesil Beach è un romanzo di Ian McEwan, un concentrato di 136 pagine di emozioni. Personaggi scavati nella sabbia e nel sale delle proprie paure, ansie, inquietudini. È un romanzo dalla trama minima, essenziale: un momento di vita, preceduto da un’attesa, scaraventato nella realtà. Quasi una punizione per ciò che Florence ed Edward non hanno mai avuto il coraggio di dirsi in anticipo.

Mi è piaciuto, lo consiglio, adatto anche a lettori pigri come me, quelli che prima d’iniziare un libro guardano anche il numero delle pagine: è di una bellezza concentrata, con immagini forti, da non dimenticare, ed è una riflessione acuta su ciò che la sessualità era e rappresentava sino ad una manciata di anni fa.

Dal romanzo è stato tratto un film.

 
 
 

LETTURE DI PRIMAVERA

Post n°64 pubblicato il 05 Aprile 2017 da paolafarah

La primavera, come l'autunno, inducono buoni propositi. Il mio è questo: leggere con più regolarità e riprendere a scrivere recensioni. Il periodo appena trascorso è stato un periodo un po' lento, sotto questo punto di vista ... capita ... più incentrato sui miei romanzi che su quelli di altri, lo ammetto. Okay, allora si riparte. I primi in lista sono:

Come diventare buoni di Nick Hornby

Lo diciamo a Liddy? di Anne Fine

L'arte di lasciarsi cadere nel vuoto di Maurizio Angeloni

La visitatrice di Fulvio Tomizza

Il suo nome era Aprile di Elisa Barbaro

La gatta di Tanizaki Yunichiro

 

 

 
 
 

Laboratori di scrittura creativa a Genova

Post n°61 pubblicato il 11 Dicembre 2016 da paolafarah

Due importanti laboratori di scrittura creativa si svolgono alla Biblioteca Internazionale per ragazzi Edmondo De Amicis (Porto Antico - Genova):

IL GIOVANE EDMONDO - per classi della scuola secondaria di primo e secondo grado e per gruppi di giovani dai 14 anni in su; da gennaio 2017 aperto anche a insegnanti ed educatori.

IL DEAMANDALA - per classi della scuola primaria, dalla terza alla quinta.

Inoltre, su richiesta:

VILLA BIETOLA (Villa Bietola è il luogo della fantasia dove c'è posto per tutti). Date e sedi da concordare. Per aspiranti scrittori, scrittori principianti, indecisi ecc.. e, in generale, per tutte le persone che vogliono provare l'ebbrezza di creare storie.

Ulteriori info: LABORATORI DI SCRITTURA CREATIVA A GENOVA

 
 
 

Oltre ogni apparenza, romanzo di Giuseppe Pellegrino. Recensione di Paola Farah Giorgi

Post n°60 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da paolafarah

La vita di alcune persone può interrompersi e frantumarsi da un momento all’altro, di solito per un evento traumatico, e spostarsi su un altro piano dove, in modo altrettanto inaspettato, riesce a riprendere forma. È una forma diversa, una nuova vita: si riparte da zero come alternativa alla morte, a quel “morire dentro” forse più penoso e faticoso di una morte fisica.

Emilio, il protagonista di “Oltre ogni apparenza” ritorna così a vivere, creandosi una nuova forma e una nuova libertà: quella di uomo di strada, in “moto perpetuo” (di tanto in tanto si fermava a sgranocchiare qualcosa o a sorseggiare un po’ di grappa, riscaldando lo stomaco, freddo e contratto come tutto il resto del corpo). Unici punti fissi: la mensa e il dormitorio. Unici amici: quattro barboni come lui.

Questo può accadere a tutti, anche a un impiegato di banca di livello medio-alto, come è stato Emilio, perché il sentirsi rinnegato, per i propri principi morali, anche dalla moglie, gli crea nell’anima un danno irreparabile. Leggendo il libro di Giuseppe Pellegrino, forse, si è portati a pensare che quest’uomo abbia fatto una scelta stupida (perché non lasciare semplicemente la banca, con i suoi sporchi affari, e mettersi in proprio come onesto consulente finanziario? Confesso che, leggendo il libro, l’ho pensato) ma non tutto, nella vita delle persone, resta sempre “sotto controllo”, ed è questo il messaggio forte che l’autore nasconde fra le pagine. Emilio, per sopravvivere al dolore, non può fare diversamente. È così. Così e basta. Accade. Non possiamo e non dobbiamo esprimere alcun giudizio.

Insieme al suo personaggio, a questo punto Giuseppe Pellegrino si addentra e ci accompagna, con uno stile impeccabile, nel mondo di strada, dove esiste anche amicizia autentica e qualche risata, dove si è in competizione per l’elemosina e, soprattutto, dove si incontra la gente comune (noi), quella che considera in automatico un barbone anche un “fuori di testa” ed evita di scambiare con lui anche due semplici parole. Ogni dialogo è precluso. Un freno ci immobilizza la voce. Ancora una volta mi sento di dire: è così. Innegabile.

È questo uno dei passaggi che inducono con più forza alla riflessione: era stanco dell’indifferenza generale, sia in chi dava qualcosa, mosso da carità, sia in chi non dava nulla. Era stanco di quell’assoluta mancanza del benché minimo dialogo, della benché minima parola di conforto, che riduceva il suo elemosinare a puri gesti meccanici: aprire la mano e richiuderla, solo per riporre in tasca qualche moneta.

Ma non diventiamo tristi per Emilio, in fondo ha soltanto 53 anni.

Un sapiente colpo di scena, lascia al romanzo un finale aperto. Emilio è in stazione e sta per iniziare una “terza” vita dopo essersi ripulito almeno un poco e cambiato gli abiti. Non voglio aggiungere altro. Spero che il nostro autore voglia cimentarsi in questa grande sfida: la narrazione della “terza” vita di Emilio, non di certo facile, ma concreta. Concreta come “quelle” che ha vissuto sino ad ora.

OLTRE OGNI APPARENZA

di Giuseppe Pellegrino

Silene Edizioni

ISBN 978-88-99220-04-4 

 

 
 
 
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