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CHIMICA sperimentale

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L'Acido borico, H3BO3

Post n°365 pubblicato il 08 Gennaio 2017 da paoloalbert

Passando dalla zona delle Colline Metallifere toscane, dopo San Galgano ed il suo ferro trovato per caso (post n. 361), ho voluto vedere l'originale acido borico di Larderello.
Si entra gratuitamente (!) nel bel museo della geotermia, sito nel palazzo che fu di Jacques de Larderel, l'industriale francese dal quale la singolarissima località prende il nome.
Singolarissima è dir poco, perchè non capita tutti i giorni di attraversare una zona nella quale, dalle colline circostanti e da tutte le direzioni, arrivano serpentoni metallici che hanno succhiato preziosissima energia dalla terra.
Come un nugolo di zanzare giganti che piantano nelle vene delle colline i loro pungiglioni e convogliano tutte insieme i fluidi estratti verso la pancia di un enorme insaziabile insetto, la centrale geotermica, che li elabora, li digerisce e li espelle.
Uno dei prodotti di questa "espulsione" è l'acido borico.
Provate a sorvolare da vicino la Valle del Diavolo con Google Maps, è una meraviglia!

 

Acido borico Larderello


Per curiosità ecco quanto scriveva nel 1918 il prof. Ettore Molinari (ved. post n. 317) nel suo librone "Chimica inorganica":

- Nelle Maremme toscane e specialmente a Larderello e paesi vicini, da alcuni crepacci del terreno escono dei soffioni di vapor d'acqua molto caldi chiamati anche fumaroli, che contengono una piccola dose di acido borico insieme a CO2, NH3, H2S e alquanto solfato ammonico.
Condensando questi vapori in vasche d'acqua (lagoni) e concentrando la soluzione diluita (2%) si separa dell'acido borico cristallizzato.
In questi ultimi anni mercè gli studi del prof. Nasini la lavorazione dei prodotti di quei soffioni è stata resa più razionale, utilizzando anche il calore di quei vapori e lavorando l'acido borico sino all'ultima raffinazione.
A Larderello i soffioni boraciferi hanno una pressione di 2-3 atmosfere ed una temperatura di 150-190 gradi.
In Toscana si trova dell'acido borico cristallino nel terreno col nome locale di Sassolino. Allo stato di borato sodico (tinkal) abbonda nel Thibet e in California. ...
L'acido borico si usa in gran quantità in medicina (specialmente in oculistica) come buono, ma blando, antisettico; se ne consuma molto abusivamente per conservare le sostanze alimentari (conserve di legumi, di pomidoro, ecc.).
Scaldato a lungo a 80-100° perde una molecola d'acqua e forma acido metaborico (HBO2).

Così brevemente il Molinari a proposito di questo simpatico acido; ricordo, a conferma di quanto afferma il grande Ettore, che la mia vecchia nonna teneva sempre nel suo armadio una bottiglia di "acqua borica" (una soluzione al 3% di H3BO3), che usava appunto come blando disinfettante oftalmico.
(Sono tuttavia sicuro che la buon'anima non l'ha mai usato per conservare nè legumi nè "pomidoro").
Lo acquistava in farmacia, in certe bustine verdi contenenti 30 grammi di H3BO3, rigorosamente provenienti dalle officine di Larderello, da sciogliere in un litro di acqua bollita.
Con pochissime lire si aveva... una quantità industriale di collirio!
Che funzionasse più o meno come quei costosissimi e blandi flaconcini moderni da qualche ml? Mi resta il dubbio...

Per la ricerca analitica dell'acido borico esiste anche un singolare metodo che voglio provare, ma la prova la posso fare solo in primavera (a suo tempo si scoprirà perchè).
Spero di ricordarmene fra qualche mese.

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