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Un blog creato da suryananda il 28/12/2008

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CABIBBO... DOVE SEI?

Post n°3 pubblicato il 06 Gennaio 2009 da suryananda
 
Foto di suryananda

Carissimo Cabibbo,

carissimo irrefrenabile e incommensurabile Cabibbo, novello giustiziere del 2000 o del 2001, novello Robin Hood o Zorro o Zuzzurro, dove sei, perché ti neghi in modo così crudele ai miei occhi da miope (vale la pena vederti?).

Eppure io ho fatto il tuo numero di telefono, 1670­55077; ti ho fatto partecipe dell'ingiustizia di cui sono vittima; ma tu non ti sei fatto vedere (nonostante io abbia messo gli occhiali).

Ho capito ... forse l'aver vissuto per 10 anni a pochi metri da una discarica di rifiuti urbani o finire il resto della propria vita sommerso da una montagna di rifiuti, non è un motivo abbastanza valido perchè venga preso in considerazione.

Ma io so come pungerti nel vivo, so qual’è il tuo punto debole e so come ricattarti, cosicché non ti potrai rifiutare di portare alla ribalta della TV la mia triste vicenda.

Devi sapere che ho legato un cane ad un albero, in una zona non precisata della Sicilia. L'animale non mangia e non beve da una settimana ed ha la lingua in fuori e la bava alla bocca.

Ti rivelerò il posto solo se mi renderai giustizia oppure, diavolo di un Cabibbo, se non vuoi salvare me, salva almeno il cane!

Sento che la molla del giustiziere è già scattata in te e farai di tutto per salvare… il cane.

Ciao Cabibbo, gli ani­mali te ne saranno ricono­scenti in eterno.

Marzo 1995.

 
 
 

STORIA DI ORDINARIA SOPRAFFAZIONE

Post n°2 pubblicato il 05 Gennaio 2009 da suryananda
 
Foto di suryananda

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO
Approvato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite - 1948
Art. 5 - Nessun individuo può essere sottoposto a tortura o a trattamento o punizioni crudeli, inumane o degradanti.

STORIA DI ORDINARIA SOPRAFFAZIONE

Questa mia vicenda, tanto grottesca quanto inverosimile che non auguro nemmeno al mio peggior nemico, ebbe inizio verso la fine del 1983, quando fu installata una discarica di rifiuti urbani a pochi metri dalla mia abitazione.

La mia casa era stata costruita tra Maggio e Dicembre 1982 in una zona di campagna a circa sei chilometri dal centro abitato. Nell’Agosto del 1983 vi ero andato ad abitare insieme a mia moglie e ai due miei figli che all’epoca avevano rispettivamente 11 e 8 anni di età.

Debbo premettere in tutta sincerità che si trattava di una abitazione costruita abusivamente; ma il mio era un abuso di necessità e non di speculazione come solitamente fanno alcuni costruttori amici dei politici, anche perché nella zona in questione non esisteva nessun vincolo di inedificabilità.

Nel 1985, dopo l’entrata in vigore della legge di sanatoria edilizia, avevo provveduto a presentare la documentazione occorrente a sanare l’abuso e avevo pagato la relativa oblazione.

La sola colpa che mi si poteva addebitare era quella dell’abuso edilizio, ma nessuno, in ogni caso aveva il diritto di sottoporre me e la mia famiglia a 17 anni di atroci sofferenze. Quando s’instaura un contenzioso legale fra due parti in causa ed una delle parti patisce sofferenze fisiche, morali e spirituali, la società cosiddetta “civile” si dovrebbe adoperare innanzitutto affinché vengano rimosse le cause delle sofferenze. Invece è successo tutto il contrario, in quanto tutti si sono adoperati per prolungare ed acuire a dismisura le mie sofferenze.

Naturalmente cominciai a reagire immediatamente per la situazione che si era venuta a creare e fu proprio allora che mi resi conto della malvagità, dell’ipocrisia e della vigliaccheria delle persone che erano coinvolte, come mia parte avversa, in quella assurda vicenda. Fu allora che mi resi conto che era appena cominciata la mia lunghissima e penosa odissea, perché fu allora che cominciai a varcare la soglia di una infinità di studi legali, di uffici di giudici inquirenti, nel vano tentativo di far chiudere quella maledetta discarica che, nel frattempo, veniva gestita in modo vergognoso nel pieno disprezzo delle leggi, del rispetto della vita umana e dell’ambiente.

Nel contempo, il mio modesto bilancio familiare subiva un continuo salasso oltre che per le esose spese legali, anche per le perizie tecniche sullo stato dei luoghi che facevo redigere per allegarle a qualche denuncia. Ma  come era prevedibile, non riuscivo a cavare un ragno dal buco.

Ho chiesto aiuto ai politici, solidarietà ai preti, ai vescovi, ma nessuno ha mosso un dito per alleviare le mie sofferenze. Nemmeno il Cabibbo di “Striscia la Notizia” è voluto intervenire in mio favore, sebbene invitato ripetute volte.

Nell’anno 1982 cominciai a notare che i rifiuti urbani (e non solo quelli)  venivano scaricati in un terreno attiguo non facente parte della discarica e tutto ciò avveniva naturalmente nel pieno disprezzo di tutte le norme in materia di smaltimento; perdipiù veniva riempito di rifiuti un vallone naturale che serviva per lo scolo delle acque, modificando in tal modo l’assetto del territorio.

Cosicché scrissi una lettera ai Nuclei Operativi Ecologici informandoli del fatto, i quali interessarono la Procura di Modica ed un maresciallo dei carabinieri fu inviato per una indagine.

L’indagine ebbe luogo, i reati in atto erano evidenti, ma tutto fu messo a tacere.

Nel settembre 1994 presentai un ricorso al TAR di Catania per far chiudere la discarica, ma il mio ricorso fu rigettato con la motivazione che la mia casa era priva dei requisiti di abitabilità. Era veramente incredibile! I giudici del TAR avevano emesso la loro sentenza senza verificare la sistemazione interna della mia abitazione. Io abitavo in quella casa fin dal 1983 e i documenti del comune lo attestavano, ma per i giudici io non esistevo e non dovevo esistere in quel luogo e in quel  contesto temporale. Se qualcuno mi avesse fatto sparire, magari in un forno crematoio come succedeva alcuni decenni orsono, avrebbe reso un servizio gradito a molti.

Nel maggio del 1996 il comune mi notificò il diniego della concessione edilizia in sanatoria in base all’art. 24 della legge del 20/03/1941 n.366 (molte volte la democrazia si serve delle leggi fasciste), la quale dice che non si può costruire un’abitazione entro i mille metri da una discarica.

Però le cose non stavano così, ma completamente al contrario. La prospettiva era che il comune avrebbe proceduto alla demolizione della mia casa addossandomi anche le spese della ruspa che avrebbe eseguito i lavori. Non mi restò altro da fare che presentare un altro ricorso al TAR di Catania che emise la sentenza definitiva nel dicembre del 1988. Quando si ricorre in giudizio contro un ente pubblico, per essere sicuri di vincere bisogna avere tre volte ragione, perché una sola non basta. Ed io non avevo tre volte ragione ma ben dieci volte ragione. Finalmente riuscii a dimostrare di avere ampiamente ragione e che le motivazioni del comune erano del tutto pretestuose. La sentenza fu inappellabile e al comune non restò altro da fare che rilasciarmi la concessione edilizia in data 15/04/1999 e successivamente il relativo certificato di abitabilità.

Nel frattempo la competenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani in provincia di Ragusa era passata al Prefetto, il quale, come se niente fosse, continuava ad emettere ordinanze di proroga per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica collocata accanto alla mia abitazione.

Forte della mia vittoria al TAR di Catania, in data 14/12/2000 inviai un esposto al Prefetto di Ragusa con il quale lo invitavo a non concedere ulteriori proroghe per lo smaltimento dei rifiuti.

Fu concessa un’altra proroga, ma questa volta l’ultima, fino al 31/06/2001.

Si tramanda che Dio punì gli Egiziani infliggendo loro dieci piaghe. A me è andata peggio, perché le piaghe inflitte, non da Dio, ma dagli uomini, sono state senza fine.

Dopo 17 anni di sofferenze inflitte a me, a mia moglie e ai miei due figli di 11 e 8 anni, la vicenda sembrava conclusa. Il 23/06/2001 il Prefetto di Ragusa emise un’ordinanza con la quale intimava al comune di bonificare e mettere in sicurezza con urgenza la discarica dei rifiuti. Da allora sono passati 7 anni e la discarica dei rifiuti è totalmente incontrollata.

Il 20/02/2002 i Bulli della politica locale misero in atto l’ultimo vile atto velleitario, il serpente immondo vibrò l’ultimo colpo di coda quando fu approvata una delibera che intendeva installare una discarica per la lavorazione di rifiuti speciali in un terreno attiguo al mio, a circa 20 metri di distanza dalla mia abitazione.

Ancora una volta dovetti mettere mano al portafoglio e presentare un ricorso al TAR di Catania, mentre invece loro usufruiscono di una fonte inesauribile di denaro pubblico e non rispondono mai di persona per le loro malefatte. A tutt’oggi sono in attesa di ulteriori sviluppi.

Attualmente mi ritrovo con una enorme collina di rifiuti che mi copre la gradevole visione del Mare Mediterraneo e della città  di Pozzallo, e con una discarica incontrollata e non ancora bonificata dove chiunque può scaricare tutto quello che vuole come e quando vuole e la utilizza come vuole.

Se ho raccontato questa penosa vicenda non l’ho fatto per farmi compatire da coloro che leggeranno queste poche righe, ma l’ho fatto perché mi rattrista pensare a tutte quelle persone che si trovano in una situazione simile alla mia  e che per un motivo banale qualsiasi non riescono a cavarsela come me la sono cavata io, finendo come carne da macello nelle fauci voraci e insaziabili della gentaglia insulsa ebbra di potere che malauguratamente si ritrova a ricoprire cariche politiche e istituzionali.

 

 
 
 

CORSI E RICORSI STORICI

Post n°1 pubblicato il 01 Gennaio 2009 da suryananda
 
Foto di suryananda

Ci sono dei momenti, nell'incessante divenire dell'umanità, in cui alcuni loschi, biechi, insulsi, vili e lerci individui si attribuiscono l'arbitrio di poter disporre a loro piacimento della vita altrui, confidando nella complice indifferenza di tutte le parti sociali.
E' stato per questo motivo che durante l'ultimo conflitto mondiale sono stati serminati dai nazisti sei milioni di Ebrei. Purtroppo la lezione non è servita a niente, ed ieri, come oggi, la solita feccia umana continua ad operare indisturbata in termini di sopraffazione e abusi di potere.
Non sto parlando dei paesi del Terzo Mondo, ma di casa nostra, il posto dove viviamo giorno per giorno. Questi abusi di potere sono come le violenze che si verificano in ambito domestico, dove raramente, coloro che subiscono le violenze riescono a far valere le proprie ragioni.
A volte ho paragonato questi loschi figuri ai nazisti, a causa della loro ferocia e crudeltà. Ma poi ho dovuto ricredermi, poichè, in effetti, loro sono peggio dei nazisti.
I nazisti agivano da nazisti per la ragione che erano nazisti e dovevano tenere quel tipo di condotta. Invece gli emuli dei nazisti agiscono in quel modo dichiarandosi cristiani cattolici e democratici.
Giudicate fra le due categorie di feccia umana quale è la più abietta.

 
 
 
 

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