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Gli anni occultati, le Religioni e il suo vero Messaggio

 
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Parola di Gesù: Io sono la Via, la Verità, la Vita!

La Via che è Gesù stesso, è fatta di Compassione e Perdono nell'Amore incondizionato.

La Verità è nel qui- e-ora, nell'Adesso, perchè nella Presenza del Ricordo di Sè quotidiano e attraverso la preghiera e la meditazione, che si annulla il tempo e la mente e di conseguenza la dualità, fonte di tutte le sofferenze del mondo.

La Vita, perchè se viviamo nell'Adesso, ci Risvegliamo e conosciamo il Regno dei Cieli in Terra, formiamo il Corpo di Gloria e trasmutiamo il nostro Piombo in Oro diventando immortali.

 

La compassione è una forma di amore propria di chi accetta di esplorare l'anima dell'altro, senza giudicare, per sentirne i palpiti, ed offrire i propri!

 

I

Il presidente Nelson Mandela nel suo discorso di insediamento nel 1994 disse: "La nostra più profonda paura è quella di essere potenti ogni oltre misura. E' la nostra luce non la nostra oscurità a spaventarci di più. Siete figli di Dio. Interpretare una piccola parte non serve al mondo. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi".

 

Ecco una preghiera che compose il Maestro Gesù rivolta alla Madre Divina, essa non è riuscita a varcare il tempo com'è invece accaduto con il Padre Nostro, perchè è stata ben presto messa all'indice da parte dei primi "costruttori" della Chiesa.

Madre  Nostra...                                                                                                                        Madre Divina, Tu che ci accogli sulla Terra come in Cielo: che la Tua Presenza abiti nella mia anima, che la Luce prenda corpo in noi, e così il Soffio Tuo purifichi ogni cosa nell'unità dei mondi. Fai che ogni giorno sia per noi un autentico nutrimento, rendici coscienti delle nostre manchevolezze, e dacci la forza di tendere la mano a coloro che inciampano. Dacci il discernimento, e avvolgici nel Sole del Tuo Amore perchè Egli è la sola Dimora.

 

 Tommaso detto Didimo o Taumà che vuol dire fratello gemello è la voce nuova di colui che fu così vicino a Gesù da respirarlo, di colui che non si è fermato alla superficie del Salvatore ma ha voluto penetrare al di là dell'epidermide, cacciando coraggiosamente il suo dito nel profondo. Il piccolo nervoso Giuda detto Tommaso Didimo dopo aver risposto alla domanda di Gesù che gli chiedeva a chi lo paragonasse dicendo che la sua bocca rimaneva chiusa e si rifiutava di dire a chi somigliasse il Maestro, perchè Egli non poteva essere paragonato a niente e a nessuno e poi ascoltava le parole segrete osservando e ascoltando Gesù che sorrideva quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli e così rispondeva: "Allora gli uccelli chissà come sono in vantaggio su voi". Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva: " Il Regno è dovunque, fuori e dentro di voi, sopra e sotto. Il Regno non è altro che il Pensiero Vivente, il Padre Vivente. Se lo riconoscete, siete recipienti colmi di Vita. Ma se non lo riconoscete... siete il vuoto assoluto!".

 

Un giorno chiedemmo a Gesù: "Quale sarà la nostra fine?" Ed Egli ci rispose: "Se scoprite il principio non dovrete preoccuparvi della fine, perchè dove è la fine, là è il principio. E chi conosce il principio, conosce la fine e si libera dalle morti". Disse proprio così, "dalle morti" e poi aggiunse: "Volete sapere in che modo un uomo si libera dalle morti? Ve lo dico subito: divenendo consapevole di essere già esistito prima di ogni nascita. Queste parole sono fondamento di ciò che vi dico. Allora, pur restando coi piedi su questo pianeta, diverrete padroni dei cinque alberi meravigliosi del Paradiso che sono sempre fiorenti, estate e inverno, e non perdono mai le foglie. Chi conosce questi alberi si libera dalle morti. "E cosa sono questi cinque alberi?" Chiedemmo noi. Gesù rispose, sorridendo: " Sono le cinque strade infinite, che portano a Dio. Son fatte di vita, di spazio e di tempo. Si percorrono avanti e indietro. Se cammini su di esse, facendo tanti passi in un senso e un ugual numero di passi nell'altro, muovendoti, sarai fermo, come il Padre".

 

Come un'immensa onda del mare piena d'amore è venuto a sconvolgere la nostra esistenza risvegliandoci dal nostro torpore! Gesù non vince le forze del mondo servendosi del dolore. La sua arma non è la sofferenza ma la Conoscenza che, attraverso di Lui, esce dal tempo e diventa Eterna, Cosmica!

 

Una sera al tramonto vedemmo nel deserto, dall'alto di un colle, un leone balzare su un povero uomo e divorarlo. Gesù ci disse, meravigliandoci: " Quel leone ha fatto quello che si doveva fare, mentre sarebbe orribile che l'uomo uccidesse e mangiasse il leone". Quando gli chiedemmo il perchè, Egli rispose: " E' il leone che nello scorrere del tempo, diventa uomo, imparando a prendere decisioni umane, mentre l'uomo che mangia il leone, regredisce, prendendo decisioni bestiali!

 

Un giorno Gesù ci disse: "Non perdete tempo a digiunare perchè così facendo, fate la vostra rovina spirituale. Non perdete tempo a pregare perchè così facendo, vi costruite un inferno. Molti di noi non capivano. Gesù, ridendo aggiunse: " Tu, Matteo, che eri chiamato il grassone, sai bene quale rovina fosse per te l'ingordigia che ti squilibrava, altrettanto squilibrante è il digiuno". Replicammo: "Questo lo abbiamo capito, ma perchè la preghiera ci danneggia?". Gesù ci chiese: " Come pregate?" "Diciamo: Signore, abbi pietà di noi!". Pensate forse che il Padre sia crudele? E cos'altro dite?". Diciamo: Signore facci avere questo, concedici quest'altro". "Questa è un'ingiustizia! Non così dovete pregare". "E come allora?". "Tacendo e ascoltando la voce del Silenzio che parla dentro di voi, il Pensiero Vivente, vera preghiera, che crea e non ripete, che entra in voi ed è pura. Ciò che entra non vi contamina, ma ciò che esce vi sporca". Chi ha orecchie per intendere, intenda!

 

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« Ma allora ci Reincarniamo?Il corpo... la mente »

La gabbia e noi

Post n°616 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da paralotti
 

Quale giorno fa, sono rimasto affascinato nell’osservare una coppia di pappagallini a cui mi sono affezionato. Ero appena intervenuto nella loro vita, appendendo una seconda mangiatoia alle sbarre della gabbietta…
Un segno d’attenzione e anche d’amore, per accrescere il confort di quel piccolo universo. Mal me ne colse… Che cosa avevo fatto? I due uccellini, si sono subito irrigiditi sul posatoio, con il collo teso, lo sguardo fisso sul nuovo elemento di “arredo”, che gli avevo appena imposto… ma senza chiedere il loro parere.
Era mattina… sono rimasti così per ore, incapaci di fare il minimo movimento per andare a becchettare i semi, né nella prima mangiatoia, né nella seconda.
Alla sera, mi sono deciso di rimuovere l‘oggetto percepito come intruso, dicendomi che forse non l’avevo sistemato in maniera “uccellisticamente corretta”.
Ma non è bastato… quel giorno i miei due pappagallini, non hanno praticamente mangiato, limitandosi a recuperare qualche granello dalla spiga di miglio vicina al loro posatoio-rifugio. Ciò che più mi stupiva, era lo straordinario sguardo sospettoso con cui continuavano a osservare il nuovo elemento proposto al loro piccolo mondo. Non il minimo salto da una sbarra all’altra, nemmeno un solo di quei cinquettìi gioiosi di cui peraltro erano stati assai prodighi fino a poco prima. Insomma, la bella gabbia bianca, era diventata un luogo di immobilità e di silenzio. La loro routine era stata sconvolta, l’inquietitudine vi aveva fatto il nido, ed erano depressi, forse persino angosciati. Ero sicuramente responsabile di una vera e propria rivoluzione nel loro rapporto con il mondo. La nuova mangiatoia poteva essere pericolosa? Rischiava di esplodergli in faccia? O forse significava che ora potevano becchettare in due, contemporaneamente, cioè senza che uno prevalesse sull’altro?
Tanti interrogativi come questi e forse altri ancora, per noi impenetrabili, erano improvvisamente venuti a perturbare, a destabilizzare la loro logica e le loro abitudini.

Forse l’avete intuito… quella coppia di pappagallini mi ha rapidamente fatto pensare a noi esseri umani. L’analogia mi è sembrata evidente anche se, a priori, noi ci sentiamo più liberi e più autonomi di due pappagallini in gabbia. In effetti, ho spesso notato che molte persone, hanno difficoltà a introdurre elementi di innovazione nella propria quotidianità. Hanno inventato un equilibrio per il loro mondo, generalmente piccolo e ben circoscritto: funziona a circuito chiuso, e soprattutto non bisogna azzardarsi a intervenirvi, perché si sono rassegnati alle incoerenze e alle paure che lo caratterizzano. Naturalmente non parlo di interventi materiali, visto che le innovazione tecnologiche fanno parte della formattazione di base della nostra specie e del nostro tempo. Parlo di interventi relativi allo sguardo che si rivolge al mondo, agli atteggiamenti mentali ed emotivi, ai comportamenti, e soprattutto ai grandi temi, a partire dai quali, ognuno si costruisce la propria idea della vita.
Riassumendo, parlo di tutto ciò che ha la funzione di fare di noi degli esseri in evoluzione, piuttosto che semplici espressioni di una specie vegetativa destinata a consumare. Se, utilizzando l’esempio dei due pappagallini di cui ho appena osservato il comportamento, porto ad esempio il modo in cui alcuni di noi, più che vivere, “Esistono”, è perché, oggi più che mai, bisogna lavorare per fare in modo che il nostro mondo inizi a regredire. Il suo immobilismo conduce al soffocamento.
La maggior parte degli scienziati di punta, dei sociologi, degli economisti, degli storici, dei pensatori e degli spiritualisti, sanno molto bene che troviamo alle soglie di un’immensa mutazione su scala planetaria. Dobbiamo quindi aspettarci che alcune importantissime componenti del nostro “Scenario”, siano destinate a cambiare e a riorganizzarsi completamente. E, infine, questo significa che siamo invitati a far sì che il nostro livello di coscienza collettivo, salga più in alto sulla scala dell’Evoluzione… Altrimenti la nostra “Nuova nascita”, ineluttabile proprio perché prevista da cicli naturali, sarà più dolorosa di quanto dovrebbe esserlo.
Parlo di parto, perché è proprio il termine che si addice agli anni che stiamo vivendo. Dunque, se vogliamo evitare l’uso del forcipe, dobbiamo per forza muoverci: nel nostro cuore, nella nostra mente, e attraverso il nostro coinvolgimento, nei mille aspetti della quotidianità. E’ per questo che scrivo e rendo testimonianza, è per questo che vi trovate a leggere testi come questo, è per questo che bisogna avere il coraggio individuale e collettivo di impegnarsi di più a modificare i vecchi schemi attraverso cui ragioniamo e funzioniamo.
Che siamo d’accordo o meno, La Terra si muove, le nostre vecchie strutture si spaccano e sentiamo chiaramente che “qualcosa” in noi reclama un’urgente riorganizzazione della nostra “casa”.
Certamente, per noi non si tratta soltanto di qualche semino in più o in meno, anche se nel nostro mondo se ne sperimenta una tragica carenza; è una questione di spazi interiori da creare, di orizzonti da ampliare o meglio ancora, di porte da aprire. Tempo fa, avevo un uccellino a cui lasciavo sempre la gabbia spalancata, e che così volava dove voleva. Era senza alcun dubbio infinitamente più felice dei miei due pappagallini che, invece, si agitano non appena la porta del loro perimetro “sicuro”, si socchiude… Lui aveva superato le sue paure!
E a voi, non viene la tentazione di prendere il volo?

Daniel Meurois

 
 
 
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Un blog di: paralotti
Data di creazione: 24/03/2008
 

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L'Onda e l'oceano

La mia storia (2006)

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Ecco il vero significato della parabola del buon pastore e della pecora smarrita.  E Gesù disse a Tommaso: "ricordi, Didimo, la parabola del Buon Pastore? L'ho raccontata tante volte". "Certo, Maestro, la ricordo molto bene. Possedeva cento pecore e una di loro, la più grande, era sparita. Con un salto aveva scavalcato la staccionata e si era avventurata verso l'ignoto". "Si, Didimo, la pecora più grande. La più ardita. Sai cosa andava a cercare quella pecora?" "Maestro mio, cercava la verità". "La mia pecora più grande, Didimo, sei tu e ti amo più delle altre novantanove, perchè tu non ti fermi dietro le staccionate. La verità che trovi, serbala!"

 

Inno alle donne di Gesù

Chiunque non rispetti sua madre, l'essere più sacro dopo il suo Dio, non merita il nome di figlio... Rispettate la donna perchè ella è la Madre dell'Universo, e tutta la verità della Divina Creazione risiede in Lei. Ella è la base di tutto ciò che è buono e bello, ed è anche il germe della vita e della morte... Lei vi fa nascere nella sofferenza. Con il sudore della fronte vi alleva, e fino alla sua morte voi le causate le più gravi ansie. Beneditela e onoratela perchè lei è il vostro vero amico, il vostro unico sostegno sulla terra... Allo stesso modo amate le vostre mogli e rispettatele, perchè sarano madri domani, e più tardi le antenate di una razza. Siate clementi con la donna. perchè il suo amore nobilita l'uomo, rende tenero il suo cuore indurito, addomestica in lui la brutalità e lo rende un agnello. La moglie e la madre sono i tesori inapprezzabili che vi sono stati dati da Dio. Proteggete vostra moglie, perchè ella possa proteggere voi e tutta la famiglia. Tutto quello che fate per vostra moglie, vostra madre, per una vedova, l'avete fatto al vostro Dio.

 

Noi siamo come l'Onda che viaggia nell'0ceano, affronta le tempeste e gli scogli, si addormenta in esso quando si calma per poi riprendere il suo lungo viaggio...  infine muore quando si infrange a riva e ritorna da dove è venuta... nell'Oceano!

 

Ero con Gesù al tramonto, in cima ad un monte. Divenne triste e mi disse con voce malinconica: "la mia Grande Madre da troppo tempo soffre per la stupidità degli uomini! Quando inchioderanno al legno le mie membra, la vera crocifissa sarà Lei. Ascolta e ricorda Tommaso: a colui che bestemmia il Padre, sarà fatto misericordia, a colui che bestemmia il Figlio, sarà perdonato. Ma colui che sevizia la Madre non troverà perdono, nè in terra, nè in cielo. Perchè Lei non si difende e tutto riceve".

 

Un giorno Gesù ci spiegò i segreti delle stelle e disse: "Passano le costellazioni, dopo l'Ariete, i Pesci e poi verrà il segno dell'Acquario. Allora l'uomo scoprirà che i morti sono  vivi e che la morte non esiste!

 

E Gesù disse: "l'Universo nasce dall'amore del Padre e della Madre. Il Pensiero Vivente pervade tutto il Cosmo; noi veniamo dalla luce di questo Pensiero eterno e che è Padre ed è Madre. Veniamo di là, dove la luce stessa si crea, da sola. Noi tutti siamo figli della Luce e di coloro che il Padre Vivente ha scelto e la Grande Madre ama" Ma chi è questo Grande Padre? E chi è questa Grande Madre? E Gesù sorridendo rispose: "E' movimento. E' quiete".

 

Gesù disse: "Trattenetevi dal fare l'elemosina perchè fareste torto al vostro spirito". Molti di noi non capivano e Lui aggiunse: "Ciò che dai a te stesso lo chiami forse elemosina? E ciò che voi chiamate elemosina non è altro che quel piccolo obolo che una coscienza addormentata paga volentieri per poter continuare tranquillamente a dormire!". Poi aggiunse di nuovo: " Lo Spirito è perfezione. Pensate sia perfetto un mondo in cui è necessaria l'elemosina?". "No. E' un mondo ingiusto". "L'elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia". " E allora, cosa dobbiamo fare, in questo mondo che purtroppo è ingiusto, quando un povero affamato viene da noi?". "Fate a lui quello che vorreste fosse fatto a voi. Fate il vostro dovere e fatelo in silenzio". E tutti all'unisono risposero: "Adesso abbiamo orecchie per intendere".

 

Tommaso chiese a Gesù: "Maestro mio, come fu inventata la morte? Come fu inventato il male?" "Ascolta Tommaso, disse Gesù: Dio è coppia, Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L'uomo credette uno ciò che era soltanto metà. Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l'errore diabolico. La vita fu spezzata in due parti il Bene e il Male. Una metà dell'Infinito Bene fu creduta il Male. Così anche l'uomo fu spezzato, si vergognò di una parte dei suoi pensieri e li nascose. Ecco come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità, ma l'uomo non ne fu degno, perchè amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre lontana dallo Sposo, e il Regno è vuoto. Hai capito perchè è avvenuto questo?" "Si mio Maestro, perchè prima eravamo uno e poi siamo divenuti due". " E ora che siete due, cosa dovete fare?" "Dobbiamo farci Uno nello Spirito, ricostruendo con Te, che sei Amore, la perfetta Trinità, perchè Tu risiedi nel cuore delle coppie che sono nel Tutto. "Questo era voluto da sempre. Fu sciupato. Ma è ancora e sempre voluto. Io non torno indietro dal mio eterno progetto d'Amore. L'uomo creò i diavoli, nutrendosi di cose spezzate e morte che, uscendo da lui, ebbero una vita larvata e provvisoria, ma dovranno rientrare nella non-esistenza. E' già pronto il mio magnifico vivente tappeto, unico e tutto intero, e la madre del Cosmo ne sta saldando i nodi sul rovescio. Lente ruotano le costellazioni, Taumà. Questo cielo, passerà. Il cielo che viene dopo, passerà. Ma i morti resteranno morti, e i vivi mai non moriranno".

 

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