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marzo1941
   
Creato da marzo1941 il 25/05/2011
L'amore per la bellezza in tutte le sue manifestazioni

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L'arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo.

(John Ruskin)

 

WILLIAM-ADOLPHE BOUGUEREAU

 

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JOHN SINGER SARGENT

 

 
 

 

TORNERO' .....

Post n°260 pubblicato il 05 Gennaio 2012 da marzo1941

..... appena mi sarà possibile!!!!!

 
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BUON ANNO !!!!!

Post n°259 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da marzo1941
 

Attenzione! E' in arrivo un uragano che rimarrà nella storia!

Forti scariche di Abbracci, ondate piene di Affetto e una

pioggia infinita di Auguri! Lasciati colpire:


 


 
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CANTAUTORI ITALIANI: IVANO FOSSATI

Post n°258 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da marzo1941
 

 

Ivano Fossati è nato a Genova nel 1951, dove continua a vivere fino ai primi anni '80 quando decide di trasferirsi, dopo molto viaggiare fra Europa e Stati Uniti, in un piccolo paese dell'entroterra ligure.

La sua passione per la musica si manifesta da bambino: a otto anni inizia lo studio del pianoforte, strumento che diventerà fondamentale nella sua vita, malgrado si sia cimentato anche con altri strumenti, come la chitarra e il flauto. Un vero polistrumentista, quindi, una caratteristica che fa di lui uno dei musicisti più completi e "colti" della canzone italiana.

La sua carriera ha inizio suonando in alcuni gruppi di rock e nel 1971, a soli venti anni,  incide il suo primo album  "Dolce acqua", alla guida dei Delirium. L'album contiene il suo primo grande successo, il brano "Jesahel", esploso, dal punto di vista anche commerciale, l'anno successivo. La sua natura fortemente irrequieta e il grande amore per la musica lo portano subito a provarsi però anche in altri campi e la sua produzione è ricchissima, basti pensare che dal 1973 al 1998  ha pubblicato ben diciotto album, manifestando un interesse per la musica a tutto campo.

Un artista così eclettico non poteva dimenticare il jazz e infatti, nella sua lunga carriera, i suoi tanti fan hanno potuto apprezzarlo  anche al fianco di rinomati musicisti di quell'area, sia italiani che stranieri. Un capitolo importante dell'evoluzione di Fossati è anche rappresentato dalla collaborazione con altri cantautori di livello, fra cui è impossibile non nominare le canzoni firmate prima  con Fabrizio De Andrè e successivamente con Francesco De Gregori.

Ma sono molti  i personaggi che hanno goduto della sua creatività e si può dire che  quasi tutti i più bei nomi della canzone italiana abbiano ricevuto un pezzo da lui. La lista comprende Mina, Patty Pravo, Mia Martini, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Gianni Morandi  e tanti altri.

Nel 2001, con un exploit degno di un grande artista, ha realizzato  un album esclusivamente strumentale, dal titolo "Not one word" e nel 2003  esce il prezioso album "Lampo viaggiatore", che ottiene grandi lodi dalla critica. Seguono un disco dal vivo, dal titolo proprio "Dal vivo" (2004), "L'arcangelo" (2006), "Ho sognato una strada" (2006, raccolta di tre CD), "Musica moderna" (2008). Nello stesso anno, per il brano "L'amore trasparente presente" inserito  nel film "Caos calmo", riceve un Premio David di Donatello per la migliore canzone originale e un Nastro d'Argento alla migliore canzone.

Di recente, durante la trasmissione tv "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, presenta il suo nuovo disco "Decadancing" e coglie l''occasione per comunicare la sua decisione di dare l'addio alle scene.

 


 
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UN SECOLO FA IL CLAMOROSO FURTO DELLA GIOCONDA

Post n°257 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da marzo1941
 

 

Il 21 agosto del 1911 a Parigi era una mattinata di piena estate, afosa e col cielo velato, almeno così raccontano le cronache dell'epoca, quando, alle otto del mattino, un giovane copista, autorizzato dalla direzione, sistema il suo cavalletto nella "Salle Carrè" del museo del Louvre, alza gli occhi e perde il fiato: il quadro della Gioconda di Leonardo da Vinci non è più al suo posto! In un attimo vengono avvertite le autorità, sessanta agenti dei servizi segreti setacciano il museo, cercando di nascondere la notizia, ma non ci riescono, ed i giornali la rilanciano subito, con toni mesti, sottolineando la dura ferita subita dalla "grandeur" parigina.

 


 

L'otto settembre successivo finisce in carcere addirittura il poeta Guillaume Apollinaire, accusato del furto perchè, si venne a sapere, qualche tempo prima aveva venduto a Pablo Picasso due frammenti di statua proveniente dal famoso museo, evidentemente mal custodito in quegli anni. Ma in qualche settimana di comprese che Apollinaire e Picasso del furto di Monna Lisa non sapevano nulla e quindi il primo venne scarcerato ed il secondo non più sorvegliato.

 


 

Tuttavia il tempo passava e del quadro non c'era traccia, malgrado le indigini serrate. In realtà, ma lo si seppe solo due anni dopo, il furto fu commesso da un italiano, nato vicino a Varese, che si chiamava Giuseppe Peruggia e che, come imbianchino, aveva lavorato al Louvre in varie occasioni. Durante i suoi turni aveva studiato il museo ed i punti dai quali si poteva uscire con maggiore facilità, e quel giorno caldo di agosto aveva staccato la Gioconda dal muro, l'aveva incartata alla meglio dopo aver liberato la tela dalla cornice gettandola in un sottoscala, l'aveva messa sotto il braccio ed era uscito indisturbato, iniziando la lunga ricerca di un ricettatore disposto ad acquistare il dipinto, che nel frattempo aveva nascosto nel doppio fondo di una valigia.

 


 

Ma non trovò nessuno disposto a compiere il folle acquisto e Peruggia portò con sè il quadro nei suoi spostamenti, fino al dieci dicembre del 1913 quando, ormai esausto, nell'albergo fiorentino "Tripoli e Italia" la riconsegnò, inventando nobili motivi per il suo gesto, affermando: "Napoleone l'ha rubata all'Italia io l'ho rubata alla Francia e all'Italia la restituisco". Peruggia fu condannato a poco più di un anno di reclusione dalla Corte d'Assise di Firenze e la Monna Lisa potè tornare a Parigi, accompagnata da un treno speciale predisposto dalle Regie Ferrovie, dai legittimi proprietari. Il quadro, infatti, fu acquistato dal re francese Francesco I di Valois direttamente da Leonardo, assieme ad altri suoi lavori, quando si  trovava ad Amboise, dove morì nel 1519, e Napoleone, almeno per quanto riguarda il furto, era del tutto innocente.

 
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COM'E' BELLA LA BRUTTEZZA !!!

Post n°256 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da marzo1941
 

La bruttezza è stata sempre considerata l'ombra del bello, come la sua "gemella cattiva", ma il suo potere di attrazione ha molto spesso eguagliato, se non addirittura superato,  quello della "gemella buona", ha sedotto, ammaliato e qualche volta divertito.

Per quanto riguarda l'arte appare sotto varie forme: mostruosa, satanica, abietta, trasgressiva, ma spesso anche commovente e più vicina alla realtà rispetto al bello ideale, proprio come dimostrano questi capolavori assoluti dei grandi maestri della pittura:


"Volti grotteschi" - Leonardo - 1452/1519


"Vecchio e nipote" - Domenico Ghirlandaio - 1449/1494

"La duchessa brutta" - Quentin Massys - 1466/1530


"Testa di Medusa" - Peter Paul Rubens - 1577/1640


"Mangiatori di patate" - Vincent Van Gogh - 1853/1890

 
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