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Creato da marzo1941 il 25/05/2011
L'amore per la bellezza in tutte le sue manifestazioni
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L'Arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana, svolta singolarmente o collettivamente, che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall' esperienza. Nel suo significato più sublime l'Arte comprende ogni attività umana creativa connessa alla capacità di trasmettere emozioni. (Fonte Wikipedia)
VINCENT VAN GOGH - CIELO STELLATO SUL RODANO

La "Sindrome di Stendhal", detta anche sindrome di Firenze, è il nome di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati. Tale disagio è spesso riscontrato nella città di Firenze. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti "malanni del viaggiatore". Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal. Egli, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand Tour del 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio": "Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti e i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere". (Fonte Wikipedia)
VINCENT VAN GOGH - CIELO STELLATO

GRANDI MOSTRE ATTUALMENTE IN CORSO O IN FASE DI ALLESTIMENTO
A LONDRA - NATIONAL GALLERY

A RAVENNA - MUSEO ARTE

A ROMA - PALAZZO SCIARRA

A RIMINI - CASTEL SISMONDO
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L'arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo.
(John Ruskin)
WILLIAM-ADOLPHE BOUGUEREAU

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..... appena mi sarà possibile!!!!!

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Attenzione! E' in arrivo un uragano che rimarrà nella storia!
Forti scariche di Abbracci, ondate piene di Affetto e una
pioggia infinita di Auguri! Lasciati colpire:

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Ivano Fossati è nato a Genova nel 1951, dove continua a vivere fino ai primi anni '80 quando decide di trasferirsi, dopo molto viaggiare fra Europa e Stati Uniti, in un piccolo paese dell'entroterra ligure.
La sua passione per la musica si manifesta da bambino: a otto anni inizia lo studio del pianoforte, strumento che diventerà fondamentale nella sua vita, malgrado si sia cimentato anche con altri strumenti, come la chitarra e il flauto. Un vero polistrumentista, quindi, una caratteristica che fa di lui uno dei musicisti più completi e "colti" della canzone italiana.
La sua carriera ha inizio suonando in alcuni gruppi di rock e nel 1971, a soli venti anni, incide il suo primo album "Dolce acqua", alla guida dei Delirium. L'album contiene il suo primo grande successo, il brano "Jesahel", esploso, dal punto di vista anche commerciale, l'anno successivo. La sua natura fortemente irrequieta e il grande amore per la musica lo portano subito a provarsi però anche in altri campi e la sua produzione è ricchissima, basti pensare che dal 1973 al 1998 ha pubblicato ben diciotto album, manifestando un interesse per la musica a tutto campo.
Un artista così eclettico non poteva dimenticare il jazz e infatti, nella sua lunga carriera, i suoi tanti fan hanno potuto apprezzarlo anche al fianco di rinomati musicisti di quell'area, sia italiani che stranieri. Un capitolo importante dell'evoluzione di Fossati è anche rappresentato dalla collaborazione con altri cantautori di livello, fra cui è impossibile non nominare le canzoni firmate prima con Fabrizio De Andrè e successivamente con Francesco De Gregori.
Ma sono molti i personaggi che hanno goduto della sua creatività e si può dire che quasi tutti i più bei nomi della canzone italiana abbiano ricevuto un pezzo da lui. La lista comprende Mina, Patty Pravo, Mia Martini, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Gianni Morandi e tanti altri.
Nel 2001, con un exploit degno di un grande artista, ha realizzato un album esclusivamente strumentale, dal titolo "Not one word" e nel 2003 esce il prezioso album "Lampo viaggiatore", che ottiene grandi lodi dalla critica. Seguono un disco dal vivo, dal titolo proprio "Dal vivo" (2004), "L'arcangelo" (2006), "Ho sognato una strada" (2006, raccolta di tre CD), "Musica moderna" (2008). Nello stesso anno, per il brano "L'amore trasparente presente" inserito nel film "Caos calmo", riceve un Premio David di Donatello per la migliore canzone originale e un Nastro d'Argento alla migliore canzone.
Di recente, durante la trasmissione tv "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, presenta il suo nuovo disco "Decadancing" e coglie l''occasione per comunicare la sua decisione di dare l'addio alle scene.
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Il 21 agosto del 1911 a Parigi era una mattinata di piena estate, afosa e col cielo velato, almeno così raccontano le cronache dell'epoca, quando, alle otto del mattino, un giovane copista, autorizzato dalla direzione, sistema il suo cavalletto nella "Salle Carrè" del museo del Louvre, alza gli occhi e perde il fiato: il quadro della Gioconda di Leonardo da Vinci non è più al suo posto! In un attimo vengono avvertite le autorità, sessanta agenti dei servizi segreti setacciano il museo, cercando di nascondere la notizia, ma non ci riescono, ed i giornali la rilanciano subito, con toni mesti, sottolineando la dura ferita subita dalla "grandeur" parigina.

L'otto settembre successivo finisce in carcere addirittura il poeta Guillaume Apollinaire, accusato del furto perchè, si venne a sapere, qualche tempo prima aveva venduto a Pablo Picasso due frammenti di statua proveniente dal famoso museo, evidentemente mal custodito in quegli anni. Ma in qualche settimana di comprese che Apollinaire e Picasso del furto di Monna Lisa non sapevano nulla e quindi il primo venne scarcerato ed il secondo non più sorvegliato.

Tuttavia il tempo passava e del quadro non c'era traccia, malgrado le indigini serrate. In realtà, ma lo si seppe solo due anni dopo, il furto fu commesso da un italiano, nato vicino a Varese, che si chiamava Giuseppe Peruggia e che, come imbianchino, aveva lavorato al Louvre in varie occasioni. Durante i suoi turni aveva studiato il museo ed i punti dai quali si poteva uscire con maggiore facilità, e quel giorno caldo di agosto aveva staccato la Gioconda dal muro, l'aveva incartata alla meglio dopo aver liberato la tela dalla cornice gettandola in un sottoscala, l'aveva messa sotto il braccio ed era uscito indisturbato, iniziando la lunga ricerca di un ricettatore disposto ad acquistare il dipinto, che nel frattempo aveva nascosto nel doppio fondo di una valigia.

Ma non trovò nessuno disposto a compiere il folle acquisto e Peruggia portò con sè il quadro nei suoi spostamenti, fino al dieci dicembre del 1913 quando, ormai esausto, nell'albergo fiorentino "Tripoli e Italia" la riconsegnò, inventando nobili motivi per il suo gesto, affermando: "Napoleone l'ha rubata all'Italia io l'ho rubata alla Francia e all'Italia la restituisco". Peruggia fu condannato a poco più di un anno di reclusione dalla Corte d'Assise di Firenze e la Monna Lisa potè tornare a Parigi, accompagnata da un treno speciale predisposto dalle Regie Ferrovie, dai legittimi proprietari. Il quadro, infatti, fu acquistato dal re francese Francesco I di Valois direttamente da Leonardo, assieme ad altri suoi lavori, quando si trovava ad Amboise, dove morì nel 1519, e Napoleone, almeno per quanto riguarda il furto, era del tutto innocente.
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La bruttezza è stata sempre considerata l'ombra del bello, come la sua "gemella cattiva", ma il suo potere di attrazione ha molto spesso eguagliato, se non addirittura superato, quello della "gemella buona", ha sedotto, ammaliato e qualche volta divertito.
Per quanto riguarda l'arte appare sotto varie forme: mostruosa, satanica, abietta, trasgressiva, ma spesso anche commovente e più vicina alla realtà rispetto al bello ideale, proprio come dimostrano questi capolavori assoluti dei grandi maestri della pittura:

"Volti grotteschi" - Leonardo - 1452/1519

"Vecchio e nipote" - Domenico Ghirlandaio - 1449/1494

"La duchessa brutta" - Quentin Massys - 1466/1530

"Testa di Medusa" - Peter Paul Rubens - 1577/1640

"Mangiatori di patate" - Vincent Van Gogh - 1853/1890
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