Creato da banditosenzaluna il 07/10/2009
scomodi risvolti ordinari
 

 

arrivederci, addio

Post n°81 pubblicato il 17 Giugno 2010 da banditosenzaluna

bandito è sbandato, smarrito, attonito. non riesce a stare in piedi, e forse è troppo stanco anche soltanto per fermarsi a sragionare come faceva un tempo. sento che è finito un ciclo. non scrivo più. almeno non come facevo una volta. non è cambiato niente, eppure è tutto diverso. probabilmente questa vacanza mi farà bene. e questo vuoto che adesso ho saprà riempirmi almeno un poco l'esistenza. vi lascio per oggi, forse anche per domani, come vi ho lasciato in questo tempo che mi ha tenuto lontano da questi scomodi risvolti ordinari. un saluto a voi tutti, e un saluto anche a quella parte di me che ho già perduto. siate felici o sereni, a seconda di quanto avrete voglia di illudervi. adieu.

 
 
 

qualcosa per i relitti

Post n°76 pubblicato il 10 Maggio 2010 da banditosenzaluna

quello che credo giusto molto spesso si rivela un abbaglio. è la legge delle cause impossibili, o qualcosa del genere. il punto è che di cose da cambiare ce ne sarebbero, come di cose da gettare, o dimenticare. provate a chiedere al mangiatore di fuoco se fa più male ciò che ingoia o gli sguardi indifferenti della gente. fatelo per davvero. il punto è che noi ce ne freghiamo. e allora rimetto in discussione quello che pensavo di aver capito, perché evidentemente quello che ho in mano più che un granchietto è un granchione. oggi serve un permesso per ogni cosa. serve sapere in anticipo dove andare a sporcarsi le mani. e nessuno riconosce più il valore delle cose. provate a chiedere a un becchino se fa più male il giudizio di quattro bifolchi o le vertebre alla fine della giornata. il punto è che quand'anche fossi un brav'uomo, la tua pancia da calabrone non ti porterà mai più lontano della merda che cachi. però io voglio provarci. devo provarci. gli altri facciano pure, vincano pure, lasciatemi dormire. (esco a prendere un po' d'aria al balcone e guardo il mare di case morte). il punto è che nessuno dovrebbe morire nel lenzuolo in cui ha scopato. anche se la città reclama, e la tua vita è segnata. io vado dove sono andate le mosche dell'estate, e voi acchiapatemi se vi riesce. (la gente non capisce, o più semplicemente non può).

 
 
 

notturno delle tre

Post n°73 pubblicato il 30 Aprile 2010 da banditosenzaluna

di me si sono presi tutto. e io li ho lasciati fare. adesso c'ho due teste al posto di una, e un principio di sbornia da urla. non faccio che pensare al presente, e questo è un male. specie quando domani sarà di nuovo ieri. specie se non c'è niente da fare. e tra il dire e il fare è tutto un mondo, e tu e lei, e noi, e loro. e la radio che non parla e il disco che non suona. e la coperta che è troppo corta. finiremo con lo stare male, lo so. finiremo per fraintendere. e le urla diventeranno graffi negli occhi. e le due teste si mangeranno a vicenda. ma di tutto quello che mi manca, quello che più vorrei è il tuo sorriso. e due o tre buone occasioni per poterti scordare.

 
 
 

vermi

Post n°71 pubblicato il 17 Aprile 2010 da banditosenzaluna

terra bagnata, terra umida. non c'è tempo qui per sapere come andrà a finire. ho mani e piedi legati, ma in fondo sto anche bene. gli altri devono essersene andati nella notte. forse vi hanno lasciato detto qualcosa. (un fiore lasciato in barba all'inverno, una foto che non mi rappresenta). venissero a vedere dentro i calzoni quanto sono vivo. venissero a toccarlo con mano. e la terra è bagnata, la terra è umida. (una lettera perduta da chissà quanto, la grana lasciata dietro ai covoni). mi avevano detto che l'avrei rivista, ma le promesse non sono fatte per essere mantenute. e ci stiamo ancora a chiedere come andrà a finire. ci stiamo ancora a chiedere dove. la luna risale un cielo curvo, l'assassino viene avanti col suo passo di foca. (in mezzo alle rose e alle erbacce c'è un foglio, e un anello con su scritto il mio nome). mi ricordo i capelli di Sheila, Shane e Bum Mahoney che scappano nei campi di grano. mi ricordo il colore dell'erba, e la polvere sulle scarpe, sulla strada per Boston. la vita è dolce come la lama di un coltello. è breve come una vecchia canzone. un giorno qualcuno mi scoverà, e il pranzo sarà ben che servito. (le orme in mezzo alla segale, qualche goccia di me sopra al muro). trascina il carro e l'aratro sopra le ossa dei morti, stagione dopo stagione, finché ci sarà fine. sperare serve solo agli idioti, e tutti sanno come andrà a finire.

 
 
 

tutta la veritÓ su manuela

Post n°70 pubblicato il 14 Aprile 2010 da banditosenzaluna

(ti tenevo la mano comunque, e non eri nemmeno più mia). cantavano forte i gerani, e i grilli vestivano a festa. la notte è un ottimo compromesso fra la vita e la morte. la notte è ogni giorno più piccola. lei aveva un vestitino azzurro, e due gambe che sembravano cominciare da qualche parte del cielo. "ecco cosa fa non averci i danari". ecco cosa fa averci il cuore malato, pensavo io. tutto ciò che c'è da imparare nella vita io l'ho scordato, e non ci vedo niente di male se mi ha portato a te. così dico cane e invece voglio dire lupo, dico ti amo e invece voglio dire te. (ti sfioravo i capelli comunque, e non eri nemmeno più mia). il giorno che diventerò grande mi comprerò un castello con tanti cavalli. e avrò un mago col cappello tutto mio. lei mi prese per mano e mi portò dietro al giardino. sotto alla statua c'era un bel cespuglio di more. "mio padre mi ucciderà", fecero le sue labbra. il cuore mi sembra impazzire, pensavo io. tutto ciò che poteva sbocciare fu detto, e l'erba era un comodo letto per la sua pelle di luna. e se penso a un sorso mi viene un bicchiere, se penso a un bacio un mattino. (ti sfioravo la fronte comunque, e non eri nemmeno più tu).

 
 
 

ognuno Ŕ solo

Post n°68 pubblicato il 11 Aprile 2010 da banditosenzaluna

ognuno è solo, là fuori. quando le suole si fermano a un angolo, e imbracci il tuo violino, o la barca è troppo corta per il mare che sale. quando ai tuoi fiori donati non si risponde che a smorfie, e una carezza può trasformarsi in coltello. ognuno è solo, là fuori, altri molto di più. pensi ancora di poter distinguere il paradiso dall'inferno? sai ancora separare i cieli azzurri e il dolore? sei ancora nel tuo passato, fra i tuoi fantasmi diversi. sei ancora allo stesso verso della stessa canzone. ognuno è solo là fuori, e io ho freddo. il cane si morde la lingua, il tuo amico non canta. la gente mi passa oltre, e non vede. ognuno è con la sua ombra, e corre dritto al suo scopo. come vorrei che fossi qui. come vorrei rivederti. 

 
 
 

tenera Ŕ la notte

Post n°67 pubblicato il 10 Aprile 2010 da banditosenzaluna

primo giorno di silenzio, dopo i cannoni. dalle due parti sbocciano le bandiere bianche. vedo la luna che cala, con un principio di intossicazione in fondo a un occhio. sarà colpa del cielo stellato, dei fumi della centrale elettrica. sarà colpa della tensione accumulata in ottant'anni di vita. e se l'oceano non mi vuole, io mi faccio una barca di sughero. se l'oceano non mi vuole, imparerò anche a morire di sete. però la notte è tenera, ed è misera al contempo. e mi piace spalmarci sopra un po' di musica, così, per allietarmi il respiro. e luccica da lontano il tuo palazzo, e luccica la tua stanza con il lumino acceso. e la coperta ha l'odore di donna che volevo, l'odore della maternità perenne. siamo tutti nel ventre della balena, di questo grosso cetaceo chiamato amore. però misera è la notte, ed è tenera al contempo. e mi piace pensarti sopra una foglia, così, mentre ti pettina il vento.

 
 
 

tutto all'inferno

Post n°65 pubblicato il 02 Aprile 2010 da banditosenzaluna

una donna quando piange. un mercante che fa giuramento (ci sono cose cui non potrò mai credere. cose che non vorreste sapere). i parrocchiani la fanno facile, per loro tutto è già scritto. la gente del posto è sicura. non lo sanno che andremo tutti all'inferno. un ladro quando promette di pagare. un ubriaco quando invoca il demonio (ci sono cose cui non potrò mai cedere, cose che è meglio evitare). io voglio solo sentirti gemere, voglio solo sentirti sbocciare. è universo che rema contro ogni logica, e la nave dei matti è stracolma. il serpente quando dorme. la volpe che annusa le fragole (ci sono cose cui è meglio non affezionarsi, cose da lasciarci le penne). per ogni passo non puoi tornare più indietro. per ogni amore si getta un cuore nel pozzo. l'assassino che si riposa. il gatto che non segue la preda (ci sono cose cui non potrò mai credere, cose che non vorresti vedere). mettetemi su una barca piatta. toglietemi ogni scorta di rhum. sperare serve solo agli idioti, vivo o morto andrò comunque all'inferno. un cane quando nasconde il suo osso. il prete quando tende la mano (ci sono cose per cui val bene una messa, cose senza né capo né coda). i fiori sono nel vaso, il bambino fa la conta dei morti. il destino sembra sempre più nero, ma tutto andrà comunque all'inferno. tu mi guardi mentre sprofondo e sorrido, e anche il tuo orrore andrà comunque all'inferno.

 
 
 

pasionaria

Post n°64 pubblicato il 01 Aprile 2010 da banditosenzaluna

lasciami suonare un ultimo pezzo. lascia che questo poco di voce che mi resta ti racconti la sua ultima favola. pregami di andare via, se necessario. pregami di non cercarti. io questo tempo l'ho preso e buttato. questo tempo l'ho lasciato marcire. mi avevano detto che il pozzo era pieno d'argento. che la faccia appesa al soffitto non poteva far male. mi hanno messo in mano un coltello e una maschera rossa. "dormi tranquillo", dicevano. "lascia ogni rosa al suo rovo". ci avevano creduto i tre guasconi con il grugno sul muso, ci aveva creduto il tuo cane. lascia che io canti un ultimo pezzo, allora. lascia che queste dita ti ricordino un semplice motivo che sia d'amore. e poi non dire una parola, che a me basta un tuo sguardo. non dire una parola, e vai via. lasciami soltanto le tue quattro gocce, e di tutto il tuo amore io ne farò una lacrima. lasciami il tuo gambo e il tuo velo, e nel silenzio del vento io tesserò una rosa.

 
 
 

l'agnello afono del profeta Isaia

Post n°63 pubblicato il 30 Marzo 2010 da banditosenzaluna

questa non è una storia. è un thriller. questo è il rovescio della medaglia, l'altra faccia del mondo. si rompono le fila solo dopo l'annuncio. ognuno torna a casuccia, tutto deve passare. ci ricordiamo la faccia e il nome. ci ricordiamo il sorriso. andassimo a controllare tutto il resto, sai che crepe. sai quante facce deluse, quanti panegirici e apologie. e allora diamoci la mano in segno di pace. domani è la domenica delle salme. la piramide è quasi conclusa e lo scimpanzé danza ancora. il risiko più insulso della storia. dai pure la colpa al mio dio, se il tuo ha il nome più forte. morto un papa se ne fa un baffo. trullallero lallà.

 
 
 

erba verde

Post n°61 pubblicato il 26 Marzo 2010 da banditosenzaluna

posa la testa dove una volta c'era il mio cuore. fa che domani sia ieri. fa che la terra non mi cada addosso, e che il cielo non si pieghi sul mio naso. sdraiati nell'erba verde qui, vicino a me, e ricorda di quando mi amavi. avvicinati, non hai niente da perdere. fermati all'angolo di quella stella, fermati sotto quel noce. la luna sorge come una moneta dal taschino. pensa a me mentre un treno ti passa accanto. togli alle rose le spine. fischietta una canzoncina che sia blu (ora sono una bollicina, che ti bacia e ti morde). resta nella mia ombra, resta qui dentro al giaccone. se ascolti puoi ritrovarmi in ogni cosa, e in ogni cosa è il tuo odore. la banderuola sul tetto ci dice che oggi c'è odore di pioggia. "dio ha preso le stelle e le ha sparse ovunque, impossibile distinguere gli uccelli dai fiori". di me non ti libererai mai, di te non potrò mai farne a meno. e non dovremo mai dirci perché, e non dovremo mai dirci addio. e se il cielo si piegherà sul tuo naso, segnati le mie parole: cattureremo altri giorni. posa la testa dove una volta c'era il mio cuore. fa che domani sia ieri. e poi sdraiati nell'erba verde, e ricorda di quando mi amavi. 

 
 
 

cenere alla cenere

Post n°60 pubblicato il 25 Marzo 2010 da banditosenzaluna

d'accordo, avete ragione voi. nemmeno mi rendo più conto di essere io il vostro padrone. non sono nient'altro che ciò che volete io sia. (il cervello è grande, il cervello è un organo figo). questo sangue che pulsa qui dentro fa meno schifo del vino che mi è stato offerto. ed era vino ben forte, e verdastro. occhio a ciò che faccio o a ciò che dico. occhio ad affidarmi la vostra sorellina preferita. diamo a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio. diamo a Giuda la sua ricompensa, per averci avuto le palle di decidere per l'umanità tutta. questo uccello ha ragione. questo cazzo di uccello ci ha visto benissimo. mi viene in mente la storia di quel giovanotto cui tutti davano del tossico. e a mia madre non è mai piaciuto che andassi pei boschi con tipi tanto loschi e bistrattati. e che male avrò fatto, dico io? ho amato tutti quelli che avevo bisogno di amare, fatto tutto quello che dovevo fare, niente di buono, niente di cattivo. confinato qui in basso e inseguito da tante piccole assuefazioni. che cazzo di colpa ho io? sono depresso. sono felice e sono depresso. sono depresso e vi odio. datemi un'ascia, o una scure. datemi un'ascia e una scure e squarcerò il ghiaccio di questo cielo infernale che ci tiene incollati per il culo a questo mondo. il pianeta sta bruciando, il pianeta sta bruciando. diamo a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. io vi saluto dal fondo, e vi bacio. e chi si è visto si è visto.

 
 
 

thick as a prick

Post n°57 pubblicato il 21 Marzo 2010 da banditosenzaluna

davvero, non mi importa del vostro fastidio. potete pure non sentire quello che scrivo, né leggere ciò che vedo e vi dico. i pavimenti fanno rumore comunque, anche se a calpestarli è un sordocieco. così come le parole hanno un peso, anche se a dirle è un rubacuore. "e il poeta rinfodera la penna mentre il soldato sguaina la spada". io posso fare o non fare, comprimere o sciorinare. posso avere e rubare, donare e poi riprendermi indietro. i figli oggi deridono i padri (come se il tempo fosse una colpa qualunque). cosa farai, adesso? che farai quando il vecchio se ne sarà andato? dove terrai la tua coda di carta e il tuo occhio di legno? da piccolo ero convinto che i falchi avessero dato in pegno la parola in cambio del vento. che i cani l'avessero barattata per la forza, e i gatti il genio. oggi venderei volentieri la mia anima a un diavolo, a patto che il crocifisso non pianga a vedermi schiodare. "credi nel giorno? no? credi nel giorno!". l'eroe consumato ora è tornato alla notte, e non gli importa cosa ne sarà del suo mattino. l'eroe del giorno ora è vivo, e nei piedi ha più strada che agli occhi. venite allora, giovani che costruite castelli. venite qui, dove è più chiara la luce. mi metterò a fischiettare un motivetto, mentre il nastro scorreggia e il pazzo versa sangue nella clessidra. cavalcate pure gli ippogrifi, concludete i vostri loschi affari. i saggi non sanno come ci si sente, ad averci la testa dura come il cazzo.

 
 
 

pornografia

Post n°56 pubblicato il 20 Marzo 2010 da banditosenzaluna

io ho la bocca, tu il collo. tu hai le braccia, io le mani. ti sfioro col dorso e coi palmi. ti vedo con guance labbra naso occhi dita. sentirsi fino a non conoscersi. dimenticarsi di dove e di quando. le vibrazioni di luce velata che affondano il burro rosato della camera, l'odore del lattice ancora vivo, l'acqua che gocciola. le tubature tengono il tempo dove ne manca. fuori fa freddo ma è solo fuori. fuori è lontano, più di quanto ci importi. unghie che cercano, gambe che trovano. si va per odori. si va per ossimori. si va per tornare, scoprirsi diversi. trovarsi dispersi, abbattuti, perdenti. si va per guardare, svenire, sudare. godere, leccare, leccarsi per bene. ognuno è nudo, come la pelle è nuda. siamo abiti a nolo. abiti e gemme. raso e diamanti. seta e zaffiri. e poi naso dita labbra guance occhi. e braccia e palmi e mani. mani che cercano, mani che trovano. mani che lottano, fra l'agguato e la resa. nulla dice il quanto e il come. niente chiede cosa o a chi. siamo soli, come si nasce e si muore. se questo è l'inferno è il migliore castigo. siamo soli, come si lascia e si vuole. se questo è l'inferno, ne vorrai ancora.

 
 
 

black out

Post n°54 pubblicato il 16 Marzo 2010 da banditosenzaluna

nei momenti di buio serve sempre saper boccheggiare. una parola tira l'altra, e il silenzio non è mai d'oro. io quando voglio non scrivo, e quando è troppo tardi è troppo presto per fare qualcosa. non è l'isterìa di un cieco questa. solo un bieco e fuori luogo riempitivo per un buco diventato urticante. probabilmente non servirà a nulla, ma almeno avrò portato un po' di acqua al mio mulino. questo è quanto mi esce al momento. con buona pace del buco e dei sensi. amen.

 
 
 

intermezzo (tre piccoli grani)

Post n°53 pubblicato il 11 Marzo 2010 da banditosenzaluna

adesso è normale, adesso è così. sono le cose che perdi che ti dicono il quanto. adesso che ho tre piccoli grani sul palmo, e lo sguardo cambiato. tu che mi vedi più grande dovresti avanzare di un passo. è questione di spazi. e di tempi. adesso che anche un unghio è un rifugio, e ogni ruga una svista. adesso che tutte le cose che vedi hanno un nome, e ogni angolo è tondo. adesso che il cielo ti prende per mano, ed è tutto convesso. mio padre diceva che in fondo ogni faccia ha il suo schiaffo. che ogni gamba ha il suo culo, e ogni mano il suo pugno. io so solo che adesso è normale, che adesso è così. e prima o poi capiremo, prima o poi ne verremo un po' a capo.

 
 
 

pensa una cosa

Post n°52 pubblicato il 09 Marzo 2010 da banditosenzaluna

pensa una cosa e diventa vera. prima che il cielo fosse il cielo, il mare era un pozzo di ali, e i pesci pescavano i gigli coi becchi, picchiando dall'alto. pensa una cosa, una cosa qualunque, tutto quello che hai sempre voluto. un cucchiaio di legno per raccogliere il vento, la tempesta di neve in un bicchiere. nel paese dei sogni, elefanti e perline, e cicogne dai lunghi stivali trapunti di stelle. fenicotteri rossi e vini di gran pregio. pensa una cosa e diventa vera. il bambino dorme tra le tue scarpe. i tuoi denti sono palazzi con porte dorate. i tuoi occhi pesci su una spiaggia fatta di panna. la torta è un regalo del dio delle fiabe. uno ad uno, i tuoi sogni diventano veri. pensa una cosa, ed è già mattina. la luce ti copre un orecchio. il buio ti guarda le spalle. e tutto è il contrario di tutto, solo un po' più felice. il ginocchio è guarito da solo, e la mano ha due anelli per dito. pensa una cosa e diventa vera. pensa le cose più grandi. pensa che il mondo è un pianeta sottile, e che il tempo è un regalo. tutto quanto appartiene a ogni cosa, e ogni grammo è un segreto. quello è quello se vuoi che sia quello, l'altro e l'altro se vuoi che sia altro. dove comincia il tuo bianco finisce il mio nero, ed è questo che conta. pensa una cosa e diventa vera, e ogni pianto saprà di sorriso. e alla fine, esaudito ogni sogno, svelato il mistero, verrò a darti un bacio.

 
 
 

oceano

Post n°50 pubblicato il 04 Marzo 2010 da banditosenzaluna

ho smesso di pensare al come, adesso. adesso che ti ho qui. tutti hanno qualcosa fra i denti, come una parola che sa di rancore. e il cono di luce lo illumina, con il suo ciuffo identico al tuo che sa di terreno. e le dita rincorrono le stesse sue note. e la voce canta e incanta, tutti i muscoli che conosco, e i tendini e i nervi. la sola cosa che ho di te sono i versi di questa canzone. la stessa cosa resta a te, di me, e non era mai troppo. la sola cosa che ci ha uniti, al mondo, la sua faccia e il suo occhio. le sigarette che non abbiamo fumato, nel letto in cui non abbiamo bevuto. quella notte, quell'estate. la tua bocca che diceva scrivendo. le mie mani e il mio respiro. prendere insieme il mattino d'anticipo. immergersi l'una dentro agli occhi dell'altro. tutto questo un'altra volta, in un'ora, nel medesimo cono di luce. con un violino e una chitarra, e una voce, voce di gola. e l'amico con la v di fianco. e un po' di noia, e d'amore nel petto. ci siamo amati e perduti, è vero. ma mai dimenticati, ed è meglio, suppongo, del non esserci mai lasciati. almeno sul serio.

 
 
 

agua de marzo

Post n°49 pubblicato il 01 Marzo 2010 da banditosenzaluna

piango la pioggia che è assente. le gocce bugiarde sulla tua nuca. piango il vapore sui vetri, l'asfalto bagnato nelle pozzanghere. piango un cane che beve da un vaso. la giostra che è ferma da mesi. il viso disabitato di un arabo. la mano che regge lo specchio. piango i petali dei gerani sul muro. le dita svogliate sulla tastiera. piango l'acqua che ora dorme e che c'era, e quell'aria di marzo bagnata, supina. piango le curve adagiate su un manto. la pelle che sa di orchidea. piango la sabbia colpita e disfatta. piango gli ombrelli venduti più cari. piango quei due sotto il portico, a inventarsi un amore, e l'attesa di vederti spuntare. piango l'orchestra che suona a gettoni, pensare a una cosa e comprarla. piango la foglia calpestata e schiacciata, e quel tipo che parla da solo. tutta l'acqua che scende a bagnare le case, e ogni cosa che sappia di aprile. piango la voglia di vederti tornare, e due braccia a formare un abbraccio. piango il sapore di un bacio non dato, la distanza che c'è fra due mondi. piango il dito attaccato alla luna, e la vostra miseria, e la strada. piango me e te, insieme o divisi. piango le crepe spuntate sui visi. piango l'amore che pulsa, sotto pelle, negli occhi. piango il pensiero di mettersi a letto. e se l'acqua che scende è anche acqua che è sale, se quest'acqua che bevo è anche un riso. se quest'acqua ora, adesso, mi tocca e poi muore, so per certo che non è il tuo pianto.

 
 
 

un poco andante (allegro molto ed agitato)

Post n°47 pubblicato il 21 Febbraio 2010 da banditosenzaluna

una per una, le tue parole, le metto in fila come perline. uno per uno, i tuoi baci, li tengo cuciti alla bocca. me le sento qui addosso le tue dita, e contento le lecco nel buio. uno per uno i tuoi battiti li unisco alle note che invento. e il violino fa il resto da solo. non si è mai troppo stanchi per non ricominciare. non si è mai troppo brilli. la vita è una cesta di frutta, diciamo, e il tempo non sente ragioni. mangiamo oggi quello che potremmo gustare domani, e godiamo dei succhi e dei grani. per questo due occhi sono ciliegie, e le labbra due spicchi di arancia. per questo le guance due pesche, e le gambe cespugli di more. credo tu mi stia viziando, o forse ho scordato chi sono. se così fosse, ti adoro. per tutto il resto, ti voglio. in sostanza ho un pensiero e una stanza. facciamo finta che il letto sia un bosco. facciamo finta che il giorno sia notte.

 
 
 
Successivi »
 

Area personale

 

Ultime visite al Blog

Lady.Boleynpsicologiaforensehors.de.concoursbal_zacsoundwave_wWIDE_REDdoublelleDONNADISTRADAstrong_passionle_videlost4mostofitallyeahpauline7V_I_N_C_E_N_TDuoadunamamma1
 
 

stiamo fuggendo in

 

Ultimi commenti

io vestitini di seta non ne ho. ma un paio di belle...
Inviato da: banditosenzaluna
il 18/06/2010 alle 17:32
 
Nonostante gli sgretolamenti quotidiani, colmi vuoti, li...
Inviato da: lacuradgl0
il 18/06/2010 alle 05:51
 
http://www.youtube.com/watch?v=UzzZa5o1q5k
Inviato da: lacuradgl0
il 21/05/2010 alle 13:38
 
forse Ŕ davvero l'importante il saperlo
Inviato da: Blackkdestiny
il 18/05/2010 alle 21:36
 
non tutti possono
Inviato da: Blackkdestiny
il 15/05/2010 alle 13:33
 
 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 9
 

Migliori Siti

 

Chi pu˛ scrivere sul blog

Solo l'autore pu˛ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 


Motori ricerca

 

 

Mi sembra il gioco di un
pagliaccio, ma poi mi volto
e mi duole ammetterlo:
non mi scorderò mai
quell'attimo e quella posa,
e quella falsa attitudine
alla sopportazione.
Ma più di tutto, dico,
non scorderò mai
quella voglia irresistibile
di abbandonarsi all'inedia,
e la parola frastuono
detta in silenzio tra i denti.
E il giorno che capirò
cosa vuol dire perdersi
o trovarsi, sarà troppo tardi
forse, ancora
per addormentarsi.