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Creato da robertadesi il 14/04/2008

Parole Alate

semplicemente, parole alate.

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ciao

Post n°157 pubblicato il 03 Maggio 2012 da robertadesi

-Buongiorno!
-Mmm, no, dimmi il tuo "ciao"!
-Ciao tesoro..
-Eccolo, il tuo ciao, la tua voce.. non potrei farne a meno...

 

e ricordandosi queste parole, si chiese come potesse invece fare a meno di lui... 

 
 
 

la quadra del cerchio

Post n°156 pubblicato il 24 Aprile 2012 da robertadesi

... e se ci riesci, dimenticami.

 
 
 

La valigia da disfare

Post n°155 pubblicato il 11 Aprile 2012 da robertadesi

Avrebbe voluto essere ancora nella sua mansarda, dove poteva contare le gocce di pioggia che cadevano sul tetto, lasciandosi andare ancora una volta ai suoi pensieri; e invece doveva condividere luoghi e situazioni con altre persone che non capivano, che non sapevano ciò che dietro quella calma apparente stava in realtà esplodendo.
L'unica cosa che poteva fare era rimanere aggrappata a quelle parole scritte e ricevute, a quei momenti insieme.. in fondo solo un ricordo, o comunque l'illusione che potesse durare.

Forse sarebbe stata la v
olta buona che avrebbe ripreso a scrivere, d'altronde con il suo arrivo tutto ciò che la circondava le appariva senza senso, ora invece, avrebbe dovuto ricollocare ogni cosa al proprio posto, avrebbe dovuto disfare quella valigia che per troppo poco tempo era stata riempita da inutili cose e che adesso spingevano per potersi riappropriare violentemente dei propri spazi, gli stessi che erano stati sottratti dalla presenza di lui.

Eppure le sembrava così strano, aveva la sensazione che da un momento all'altro l'avrebbe chiamata, o le avrebbe scritto, smettendo di nascondersi dietro a una banalissima scusa, difficile a cui credere... 
Il telefono continuò invece a tacere, e le mail a non arrivare.
Prese in mano i primi sette capitoli del suo libro, li rilesse e  riprese a scrivere.

 
 
 

le tenebre

Post n°154 pubblicato il 10 Aprile 2012 da robertadesi

Sorrise agli amici e conoscenti, sorrise dietro gli occhiali da sole, sorrise fingendo di stare al gioco.. e sorrise.
Sorrise anche quando, una volta sola, davanti allo specchio, tolti gli occhiali, tolti i filtri, smessa la maschera, vide i suoi occhi rossi e gonfi, che ancora una volta la tradivano.
E tutto le parve così assurdo, insensato, vuoto; vuoto come quello lasciato dentro di lei, vuoto come si sentiva dentro, talmente vuota da non meritare una spiegazione reale, e non quella che più le avrebbe fatto male.
Ma volle fingere di crederci, volle fingere che pur di averla avrebbe accettato anche quella.. ma non era così... e dopo essersi struccata, dopo aver tolto ogni traccia della sua maschera, tornò alle tenebre che ben conosceva, le stesse da cui proveniva.
Andò in camera, spense la luce, e si chiuse in se stessa. 

 
 
 

...

Post n°153 pubblicato il 10 Aprile 2012 da robertadesi

Lo guardò negli occhi, e si fece male da sola....

 
 
 
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