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Creato da ParoleMaddalene il 07/02/2006

Janas

...e le streghe e le fate...

 

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Post n°172 pubblicato il 10 Febbraio 2009 da ParoleMaddalene

Te ne sei andata come la prima folata di vento che apre una finestra socchiusa,con la stanchezza che ha smesso di dare del tu alla forza. Non so se sia oggi un buon giorno per morire, ma il cielo è stato coperto per tutto il giorno, in questa porzione di terra. L'aria bianca e un freddo più acuto del solito ed io non mi sono, forse, mai sentita così viva, come oggi a pensarti e nelle orecchie una mano d'arpa che diceva "back to home". E se è vero che sei tornata alla casa del Padre o che te ne sei andata dissolta, là dove non esistiamo prima di esserci, sia silenzio ad accompagnarti ché gli starnazzi di questa Italietta vile e bugiarda sono tali, voci di corvo dentro gli occhi di Dio, e il grido più acuto fu quello di tuo padre, quando ti perse 17 anni fa.

E si sparla con la facilità dell'insulto, ci si azzanna per un riflesso di luce catodica, e non ci si ferma un secondo a pensare che quando un padre prega per la morte di un figlio si è davanti al Dolore più puro, sottile, dissanguato.

Nessuno dovrebbe mai sopravvivere alla morte di un figlio, nessuna madre dovrebbe mai con le proprie mani seppellire chi ha partorito, nessun padre dovrebbe mai essere dietro al corteo funebre del proprio sangue.

Ci sono ruoli che devono essere rivestiti nel gioco della vita, ci sono strazi che non possono,nè devono,essere oggetto di arringa o giudizio.

La cortina cala sul silenzio di quattro mura, una manciata di anni, ricordi, rimorsi, e parole che il tempo non ha permesso di dire.

 
 
 

Post N° 171

Post n°171 pubblicato il 07 Gennaio 2009 da ParoleMaddalene

Le partenze hanno il sapore di arsenico e mare e mandorle amare. Per le parole dette e quelle dette a sproposito, per i silenzi e le spalle voltate, per i sorrisi velati e le grasse risate.

Vanno i piedi a calpestare passi e inghiotti voci che vorresti sentire a stento. E poi la vita ingolfa e tutto prende il tram tram dei veleni grigi e delle mangiatoie di pasti lauti e avanzi.

Vanno i mari lontano ché nemmeno ricordi fino al prossimo cielo e la fiducia è parola di carcassa sonante quando non si ingioiella all'affido.

Vanno. Vanno. Vanno.

E vai.

Ad un anno nuovo d'inizio.

 
 
 

Post N° 170

Post n°170 pubblicato il 16 Novembre 2008 da ParoleMaddalene

Perchè,alla fine,non ce l'ho fatta mica. A seguire l'intera Talpa, intendevo.

Inizia meravigliosamente,con una Paola Perego reduce da qualche tagliando facciale,vestita come una vecchia: abito viola (ma non portava jella alle showgirls?), casacchina nera che,ogni tanto, fa furbescamente scivolare sotto le scapole,perchè altrimenti pare davvero la nonna Abelarda, e stivali bassi che ricordano un po' gli anfibi. Certo,è alta, nulla da dire,ma la mia tv nuova nuova di zecca,comprata in comunione di beni col fidanzato, piatta piatta e pixel attento me la rimanda come una chiatta senza redenzione.

Il programma ha un antefatto della settimana:c'è un pornodivo, un pugile, e qualche altra persona che non ho capito che minchia fanno nella vita oltra ad aver incontrato la ditta Uomini&donne & Grande Fratello. Vabbè.

Mi delude il pornodivo, uno che si chiama Trentalance non può andare in ritiro spirituale solo perchè deve riposarsi da un cartellino lavorativo di 8 ore di trombate regolari, non può. Glielo vieta la sua deontologia,come minimo avrebbe dovuto trombarsi la Barale, Pasquale (che non so come altro si chiami) e la capretta che il cui prima accennato porta religiosamente a spasso la mattina manco fosse un bassotto.

E, invece, niente. Il sopraddetto pornodivo preferisce buttarsi da burroni, stare a mollo in acqua trubbbola e prendere serpenti in bocca, invece che, recuperata la sua dignità lavorativa, mettere a 90gradi i presenti. Delusione.

C'è una che ha dato di matto,tale Melita. Ha minacciato di morte il prima citato Pasquale, salvo poi piangere come un'idiota e chiamare il medico per una siringata di Lexotan. Anche qui, minacci in piena Africa qualcuno che dorme nella tua stessa capanna? Dagli come minimo un colpo di bottiglia sui denti, provocagli una ferita di guerra.Niente.

C'è un sacchettino umano di silicone, chiamato Karina:dal sunto delle puntate precedenti si nota che è solita urlare manco fosse al mercato dei Quartieri spagnoli e piangere in continuazione.E' carino il lavoro dei cameramen:quando devono concentrare i primipiani sulle imprese tecnicoginniche di questi, agli uomini li inquadrano in viso, alle donne nelle chiappe. Rigorosamente quasi nude. Perchè gli uomini possono fare delle prove in pantaloncini comodi, le donne devono agilmente muoversi con un filo di stoffa che deve serrare loro il culo per forza. Quando si dice comodità.

Bella la Barale. In un colpo solo è salita in cime alle persone televisive che devo assolutamente evitare, per non diventare isterica. Altro che Paolo Limiti...

Lei è assolutamente fuori luogo in quel contesto, vestita che non c'azzecca nulla (e non mi parlate di tendenza che esco fuori dallo schermo del vostro PC come la bambina di The Ring) e parla con una cadenza che, se è frutto di studio e lezioni di dizione, è da brividi, come minimo dovrebbe denunciare il curatore. Fa delle battute cui solo lei ride e di cui probabilmente gli autori che gliele avranno scritte si vergognano come ladri di caramelle ai bambini. Dopo le prime risate che naturalmente ti suscita, e la successiva supplica al Cielo ringraziando che in qualsiasi stato economico ti trovi c'è gente che è portatrice sana di tristezza, ti innervosisci e inizi a cercare per casa un gastroprotettore.

"Vai con lo zulu!" urla la Paoletta bionda a un Pasquale che deve lottare con alcune comparse. Una lotta tribale con bastoni, che vengono sostituiti da moci vileda quando a combattere c'è il biondino. La Barale non si fa mancare un tristissimo "Se Musa cade qui, lo raccolgo volentieri" o qualcosa di simile, riferendosi alla defenestrazione da parte del biondino del guerriero (guerriero?Sì, e io sono una cestista...) zulu.

Dopo questo, ho spento. Rischiavo gli incubi. Già che sono tendenzialmente masochista la notte e inquieta perennemente. Meglio una dormita.

 
 
 

Post N° 169

Post n°169 pubblicato il 13 Novembre 2008 da ParoleMaddalene

Oggi sono di penna.Inutile, ma tant'é. Ho la bronchite e "voglia di fare, saltami addosso". Sono così pigra e debilitata da curarmi malamente. Poco sonno, poca fame, tanto lavoro, nessuna voglia di tornare dal medico per farmi controllare. Ma ho un pretesto: il trash televisivo. Quando sto male, mi concedo (quasi) di tutto. Serve per espellere le tossine. E se è pure vero che Limiti, De Filippi, Ventura, Giletti e altri i cui visi li trovo sbattuti pure nei tg, ma che per fortuna sono privi di nomi associabili, non riesco fisicamente a reggerli; è altrettanto vero che oggi sono stata tentata da un passaggio pubblicitario: la Barale, buonanima, che parlava della Talpa. Una delizia: vestitino di raso,mentre attorno piove che pare il cielo bestemmi; e lei che finge simpatia dilatata da ogni poro, dice qualche nome di cui ignoro l'esistenza terrena e poi finisce la sua passerella con un indimenticabile: "Due maròn" detto come una piemontese che finge di essere cosmopolita.

Mi sono commossa.

Ho deciso di guardare la puntata che sta per iniziare su Italikkia1 e non potrei,dopo,non parlarvene.

Vi lascio con la mia leggiadra immagine, mentre con una mascherina per l'aerosol inizio a farmi del male. Con gusto. Come chi si tagliuzza le braccia. Io voglio troppo bene a questa mia pellaccia.

 
 
 

Post N° 168

Post n°168 pubblicato il 13 Novembre 2008 da ParoleMaddalene

Riconosco l'essenza del vizio ed è terribilmente attraente. Leggo il tuo sguardo che sa di rivalsa contro chi non ti sfidava di sguardo e so che dovrai ancora tagliare, sentire, il gusto acre di far del male ad un uomo. Nemmeno tu sarai immune, nonostante il tuo passato angelico e la fame di amore. Ti scopri regina, e poco importa se altri ti dissero in passato che lo eri, nonostante quel corpo diverso. Ora ti senti regina e devono -gli altri- pagare il biglietto per gustarsi lo spettacolo. E' un veleno la bellezza, mia cara; è un veleno soprattutto togliere il velo di Maya e scoprire di essere a credito col maschio. La sorpresa, il circolo dell'abbaglio, la luce accecante dell'esistere ora, qui: fuscello. Passeranno dalla lama, alcuni, prima di passare dal tuo letto. E dal tuo cuore, perora, è un viaggio lontano. Ed è questa la reale bellezza dell'intrigo, l'inganno della pelle, il gusto della rivalsa:ottenere per il gusto di avere, lasciare per la cicatrice con cui altri ti hanno segnato, ferire per il piacere di fare. Il buonismo sta alla vita, come l'aria al respiro; ma sei fiele e vivi attraverso l'alambicco del bozzolo: ti svesti, lo perdi, nuda, esisti.

Quando ti sveglierai da questo sogno di asprezza, sarai pronta, ma non è ancora il momento per percorrere le pagine di questo viaggio di formazione. Non ora, ancora, nel presente, nel piacere. Sii assente: è il miglior modo per farsi notare. Non dipendere, gli altri pregheranno per una lacrima che sappia di te. Occupa tanto un cuore pesante, non sanerà le vecchie ferite, ma il perdono spesso passa attraverso il dolore. Altrui. Il tuo è già stato pagato.

 
 
 
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"Si sbaglia chi, mio nemico, mi chiama poeta,

Iddio sa bene che io non sono quel che loro dicono;

dacché sono sceso in questo luogo di dolore,

voglio almeno sapere chi io sia."

(O. Khayyam)


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"Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...

comprimimi discioglimi tormentami...

infiammami programmami rinnovami.

Accelera... rallenta... disorientami.

 

Cuocimi bollimi addentami... covami.

Poi fondimi e confondimi... spaventami...

nuocimi, perdimi e trovami, giovami.

Scovami... ardimi bruciami arroventami.

 

Stringimi e allentami, calami e aumentami.

Domani, sgominami poi sgomentami...

dissociami divorami... comprovami.

 

Legami annegami e infine annientami.

Addormentami e ancora entra... riprovami.

Incoronami. Eternami. Inargentami."

(Patrizia Valduga, da Medicamenta"

 

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