<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>VOLONTA' DI DIALOGO</title>
        <description>Rinnovamento Sociale per la partecipazione di tutti ai diritti umani.</description>
        <link>http://blog.libero.it/partecipare/</link>
        <lastBuildDate>Thu, 25 Mar 2010 11:46:59 +0100</lastBuildDate>
        <generator>Libero Blog</generator>
        <category>Politica e Societį</category>
        <category>Politica e Partiti</category>
        <item>
            <title>OCCORRE  EVIDENZIARE LE CAUSE DI FENOMENI  NATURALI   PERICOLOSI</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/8608759.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Occorre adeguare l'efficienza, la flessibilit&amp;agrave;, la competitivit&amp;agrave; alle esigenze&amp;nbsp; dei cittadini e non viceversa.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il problema che esiste, ed &amp;egrave; molto grave e serio ritengo che sia essenziale attivare progettezioni e programmazioni alternative per dare una risposta alla tragica realt&amp;agrave; attuale.Andrebbe pertanto ribadita l'importanza della macroeconomia e delle grandi opere intrastrutturali e sopratutto di una cultura nuova ispirata ai cambiamenti del presente. Vale a dire il passaggio dalla&amp;nbsp;logica &amp;nbsp;costruzione di beni materiali, alla loro gestione e manutenzione negli interessi dell'utenza. L'esperienza che io vivo da tanti anni, basata sulla promezione di una imprenditoria di gruppo&amp;nbsp;autogestita &amp;nbsp;finalizzata &amp;nbsp;al superamento della cultura della mentalit&amp;agrave; della cultura del dipendente, per incentivare il senso di&amp;nbsp;responsabilit&amp;agrave; e il bisogno di partecipazione del cittadino, che sta realizzando in assoluta autonomia economica e&amp;nbsp; operativa un centro che loro hanno battezzato &quot;Il&amp;nbsp;Villaggio della&amp;nbsp; Speranza&quot;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:37:38 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/8608759.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>DEMOCRAZIA , PRINCIPIO  DELLA  LIBERTą  POPOLARE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/8372507.html</link>
            <description>&lt;p&gt;DEMOCRAZIA, PRINCIPIO DELLA LIBERT&amp;agrave; POPOLARE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Risult&amp;ograve; evidente che il concetto puramente formale della democrazia, era veramente troppo ristretto per rispondere ad una esigenza, il cui contenuto si ampliava al ritmo dell'evoluzione sociale. Ne consegue che l'analisi della democrazia, porta a considerarla pi&amp;ugrave; una tendenza che una forma operativa di governo. &amp;nbsp;D'altronde, considerando le istituzioni politiche in cui gli operatori dicono di volerla realizzare, risulta evidente come nella prassi questi abbiano cancellato l'ideologia e i concetti che avevano contrassegnato la democrazia presso i primi propositori.&amp;nbsp; Il governo del popolo da parte del popolo: ma quale popolo? con quali fini? era un interrogativo che gli stessi propositori della democrazia si ponevano. La discordanza delle risposte che ad esso sono state date, rende inevitabile la deduzione che democrazia &amp;egrave; un termine che, se si vuol render ragione della realt&amp;agrave;, va scritto senza una precisa definizione, quindi non come un termine assoluto.&amp;nbsp; Tutte le differenti democrazie, realizzate, manifestano una caratteristica comune: si professano al servizio dell'uomo. Il dramma &amp;egrave; che non tutti ne hanno la stessa concezione. Prendendo in esame una formula di governo, detto democratico, ogni riflessione sulla democrazia porta ad un inquietante interrogativo: che cos&amp;egrave; l'uomo? e quali sono le sue naturali esigenze?.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:00:32 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/8372507.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>DEMOCRAZIA   FONDAMENTO DELLO STATO SOCIALE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/8332705.html</link>
            <description>&lt;p&gt;DEMOCRAZIA FONDAMENTO DELLO STATO SOCIALE&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando la democrazia era solo un ideale, era facile darne una definizione Si cotrapponeva ai sistemi politici allora in vigore,che si fondavano sul principio di autorit&amp;agrave;. Bench&amp;egrave;&amp;nbsp;potesse sembrare utopico che gli affari comuni che gli affari comuni non fossero gestiti dai governanti iniziava a trapelare il pensiero che il governo del popolo da parte del popolo per il popolo potesse rispondere in maniera pi&amp;ugrave; soddisfacente. Senza dubbio tale&amp;nbsp;formula implicava una&amp;nbsp;filosofia politica diversa perch&amp;egrave; il popolo poteva reclamare l'esercizio del potere solo in quanto titolare. la democrazia era quindi essenzialmente una forma di governo. Questa concezione identifica la democrazia con una forma costituzionale che si &amp;egrave; rivelata insufficiente quando gli uomini non si sono pi&amp;ugrave; limitati a rappresentarsi la democrazia, ma hanno tentato di viverla.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:42:44 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/8332705.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>UN  VERO  PENSIERO  POLITICO  PER UNA  RIFORMA  SOCIALE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/8197098.html</link>
            <description>&lt;p&gt;UN VERO PENSIERO&amp;nbsp; POLITICO PER UNA RIFORMA SOCIALE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riporto il pensiero di Don Dossetti, che sarebbe molto importante per avviare un vero dialogo nella base sociale popolare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dicono autorevoli commentatori politici:&amp;nbsp;la sinistra ( o una cospicua fetta di essa ) deve abbandonare la strada dell'invettiva, dell'insulto , dell'attacco personale contro un leader e imboccare un'altra via, la via della critica (anche forte e aspra ) a determinate posizioni&amp;nbsp;e a determinate linee politiche, e contestualmente la via della elaborazione di nuove posizioni e di nuove linee politiche. Viene giustamente raccomandato a una buona fetta della sinistra l'abbandono di qualsiasi campagna di odio e di demonizzazione (quale abbiamo visto dispiegarsi in modo impressionante nel corso dell'anno che sta per finire ) e viene raccomandata l'adozione di un atteggiamento completamente diverso che &amp;egrave; quello della battaglia tutta politica contro l'avversario e non contro il nemico. Battaglia politica significa essenzialmente confronto sui programmi concreti, sulle cose da fare e non aggresione contro le persone. Il risultato della confluenza in essa di due culture non riformiste: quella cominista e quella cattolica sociale , o Dossettiana&amp;nbsp;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lasinistra italiana per diventare sinistra moderna ha davanti a se un lungo cammino che deve passare in primo luogo una nuova cultura.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 28 Dec 2009 11:17:02 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/8197098.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>PROFITTO</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7986607.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;PROFITTO&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il profitto e la distribuzione della ricchezza,sono due elementi,apparentemente contrastanti, ma che &amp;nbsp;risultano fondamentali se operanti in simbiotica armonia, per la formazione di un vero e concreto stato sociale. In termini generali il profitto &amp;egrave; definibile come una forma di reddito che pu&amp;ograve; essere presente in una economia priva di un programma che determini il quantitativo di produzione e distribuzione del prodotto sociale. La diversit&amp;agrave; delle nozioni riguardanti il profitto,non solo diperndenti dai rapporti economico sociali tra gli individui,ma anche delle particolari finalit&amp;agrave; e obiettivi legati ai programmi produttivi,rendono il discorso sul profitto e sulla distribuzioe dei beni difficile e complesso. Una teoria del profitto dovrebbe rispondere a molti interrogativi ed esigenze.&amp;nbsp;Per esempio:il profitto offre un contributo alla formazione del prodotto sociale?&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nel rappresentare un'economia che abbia decisioni di produzione e di spesa decentrato e quindi non legato al gruppo produttivo, ma a chi pone il capitale,una volta fissata la distinzione fra gli operanti,che&amp;nbsp; relazione di equit&amp;agrave; &amp;egrave; possibile instaurare tra il profitto&amp;nbsp;e le rimunerazioni? L'esigenza di distinguere il&amp;nbsp; profitto del proprietario e la rendit&amp;agrave;&amp;nbsp;&amp;nbsp;del salario del lavoratore dipendente.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:47:25 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7986607.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>PEDEGOGIA  E LIBERTA'</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7841850.html</link>
            <description>&lt;p&gt;PEDAGOGIA&amp;nbsp; E LIBERTA'&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel diciottesimo secolo i pensatori progressisti fecero circolare idee di libert&amp;agrave;,democrazia e autodeterminazione, e dalla prima met&amp;agrave; del novecento tali idee cominciarono ad entrare nella pedagogia. Il principio che sta alla base dell'autodeterminazione &amp;egrave; di sostituire l'autoritarismo con la libert&amp;agrave;, di aiutare il giovane a scoprire&amp;nbsp;se stesso,ad avvertire&amp;nbsp;la sua esperienza interiore,di agevolare il confronto con i&amp;nbsp;suoi simili per una continua ricerca antropologica dell'etica. Ne deriva quindi che il primo problema ed il primo&amp;nbsp;obiettivo della pedagogia &amp;egrave; quello di portare il giovane a realizzare&amp;nbsp;e ad esprimere se stesso,a concretizzare la propria creativit&amp;agrave; e a costruire gradualmente la propria personalit&amp;agrave; e maturit&amp;agrave;. Questo atteggiamento segn&amp;ograve; l'inizio dell'educazione progressista. I risultati per&amp;ograve; si manifestarono spesso deludenti. E' errato allora il principio dell'educazione alla libert&amp;agrave;? Direi di no: ritengo solo sia stato pervertito il concetto di libert&amp;agrave; e ritengo quindi si debba fare chirezza, e che prima dobbiamo capire qual'&amp;egrave; la natura della libert&amp;agrave;. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:15:02 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7841850.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>LA  LIBERTA' : EDUCARE ALLA LIBERTA'</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7832969.html</link>
            <description>&lt;p&gt;LA LIBERTA' : EDUCARE ALLA LIBERTA'&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una brevissima introduzione,non di natura ideologica ,ma di prassi operativa per rispondere agli interrogativi della tesi per capire e definire il senso di libert&amp;agrave;, e cosa significa essere padroni di se stessi . Sono temi complessi sui quali &amp;egrave; importyante ragionare e discutere. Il pensiero individuale che si desidera esprimere, essendo temi molto delicati, per avere una adeguata risposta,&amp;egrave; importante che ognuno esprima se stesso&amp;nbsp;e le sue finalit&amp;agrave;. Ogni trasformazione sociale, per avere successo, dipende dalle modifiche della&amp;nbsp;struttura &amp;nbsp;sociale,e dai rapporti fra le persone: non puo nascere una nuova societ&amp;agrave; se non nasce una nuova figura umana funzionale ad essa. La pedagogia &amp;egrave; finalizzata a riformare la societ&amp;agrave;, e a cambiarla in base ai bisogni dei cittadini. Quale concezione dell'uguaglianza &amp;egrave; coerente con la libert&amp;agrave;? E' compatibile combinare il valore della libert&amp;agrave; con altri valori o fini sociali quali l'uguaglianza,la stabilit&amp;agrave;,&amp;nbsp; il benessere.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 15 Oct 2009 16:07:07 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7832969.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>TESTO  TRADOTTO DAL LATINO  DEL 12VIII</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7805010.html</link>
            <description>&lt;p&gt;TESTO&amp;nbsp; TRADOTTO &amp;nbsp;DAL&amp;nbsp; LATINO&amp;nbsp; DEL&amp;nbsp; I2VIII&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho tradotto dal latino scritto nel mille duecento otto, e riportato&amp;nbsp; per invitare i lettori a una riflessione&amp;nbsp; sulla realt&amp;agrave;&amp;nbsp; vissuta&amp;nbsp; dai&amp;nbsp; cristiani&amp;nbsp; a quel tempo&amp;nbsp; e per promuovere una vera&amp;nbsp; conoscenza del Cristianesimo delle origini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Maiardino, insignito giustamente nei&amp;nbsp; Sacri Ordini solo come Suddiacono: come Vescovo viene eletto rapidamente Geremia; per accelerata promozione al diaconato e al presbiterato&amp;nbsp; emerge Innocenzo III,deliberato come Vescovo XI titolare di Modena,nel capitolo 13 delle ordinazioni. Maiardino chiar&amp;igrave; molte prerogative, e in queste difficolt&amp;agrave; agi rispettando i bisogni dei cittadini, e nella Chiesa ampliare con sollecitudine una buona pastorale,quando i Pontefici e gli Imperatori con sontuosit&amp;agrave; curavano i benefici e la stessa citt&amp;agrave; per i numerosi residenti promovendo ordinamenti civili: in tal modo offrivano alla base popolare notevoli benefici.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 10 Oct 2009 11:55:56 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7805010.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>L'EDUCATORE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7683504.html</link>
            <description>&lt;p&gt;L'EDUCATORE&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vorremmo prospettare&amp;nbsp; alcune linee&amp;nbsp; ideologiche atte a definire l'azione educativa dell'educatore,per promuovere,con la formazione dei giovani, un equilibrato sviluppo della vita sociale. Il bisogno di socialit&amp;agrave; si manifesta gi&amp;agrave; nella prima infanzia, e le attivit&amp;agrave; di gruppo assumano una loro particolare importanza. L'aspetto dominante del bisogno di socialit&amp;agrave;, si esprime nei bambini con l'organizzazione del gioco. Piace ai bambini l'inserirsi in gruppi, ed avere&amp;nbsp;un'intensa attivit&amp;agrave; ludica.&amp;nbsp;La funzione dell'educatore,con i suoi interventi, serve ad indicare tecniche cooperative e ad aiutare a capire le diverse situazioni del gruppo,concorrendo&amp;nbsp;a favorire l'armonia sociale e il dialogo. Nasce durante l'adolescenza la tendenza a formare gruppi misti. Gli adolescenti mostrano una maggior cura e attenzione nelle scete degli amici.Iniziano a preoccuparsi delle loro relazioni sociali,e si angustiano se non riescono ad adattarvisi. Gli educatori debbono sentire la responsabilit&amp;agrave; di guidare i giovani. Gli educatori,con il loro modo di operare, democratico e non dittatoriale , incoraggeranno i giovani ad asumersi impegni di maggior seriet&amp;agrave;, orientati verso un loro futuro di cittadini di una societ&amp;agrave; libera e democratica.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:46:09 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7683504.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>POTERE  E  CRISI  SOCIALE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7604682.html</link>
            <description>&lt;p&gt;POTERE&amp;nbsp; E&amp;nbsp; CRISI&amp;nbsp; SOCIALE&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il significato pi&amp;ugrave; generale di potere&amp;nbsp; espresso da Platone nel sofista &amp;egrave; una definizione che afferma la capacit&amp;agrave; di influenzare un'altro o di essere influenzato da un'altro.Il concetto per&amp;ograve; di potere che riteniamo sia giusto esprimere, &amp;egrave; strettamente legato al tema che ci siamo prefissi di trattare: il potere sociale. Gli obiettivi e le finalit&amp;agrave; quindi di tali poteri sono determinati dalla volont&amp;agrave; e dalla capacit&amp;agrave; di attivare, nella societ&amp;agrave; , deterninati cambiamenti che mantaengano vivi e presenti,nella base , la speranza di una positiva&amp;nbsp; evoluzione sociale. E' opportuno,per&amp;ograve;, far notare che non tutti i cambiamenti dipendano dalla volont&amp;agrave; di quanti sono inseriti nel potere. Se poi analizziamo i contrasti,i conflitti, i desideri rivendicati dai cittadini, i problemi che ne deriverebbero sarebbero molto complessi. Le azioni&amp;nbsp; di chi &amp;egrave; insediato nel potere,o ne &amp;egrave; il rappresentante , debbono essere finalizzate alla realizzazione di interessi comuni&amp;nbsp;della collettivit&amp;agrave; &amp;nbsp;e non possono essere finalizzate a favorire gli interessi personali dei potenti.&amp;nbsp;E' per questo fatto specifico che&amp;nbsp;si viene a determinare&amp;nbsp;&amp;nbsp; che il potere politico &amp;egrave; il potere che emerge dall'intera comunit&amp;agrave; popolare.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 02 Sep 2009 11:16:52 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7604682.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>LA  LEGGE  NELL'ATTIVITA'  PEDAGOGICA</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7583073.html</link>
            <description>&lt;p&gt;LA&amp;nbsp; LEGGE&amp;nbsp; NELL' ATTIVITA&amp;nbsp; PEDAGOGICA&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una persona che sia vissuta in un clima educativo, onesto, sincero, certe norme le impara da sola se pu&amp;ograve; disporre di modelli ai quali pu&amp;ograve; fare riferimento. Se poi tra mio figlio&amp;nbsp; e me esiste un felice rapporto educativo, sar&amp;agrave; lui stesso a scegliere un comportamento chje gli sembrer&amp;agrave; pi&amp;ugrave; opportuno e pi&amp;ugrave; rispettoso. Per il comportamento umano vi sono norme etiche e norme morali. Per una sana educazione sono pi&amp;ugrave; importanti i punti di riferimennto o le norme. Con l'esperienza della mia crescita ritengo che faciliti maggiormente e faccia pi&amp;ugrave; chiarezza avere buoni punti di referimento. Da una persona della quale vedi chiaramente i comportamenti, puoi imparare qualcosa, ed &amp;egrave; pi&amp;ugrave; utile che avere delle norme e ricevere degli ordini. Nella vita siamo oppressi da una infinit&amp;agrave; di norme: mi sono sentito confuso e coartato nella mia crescita. Con una norma ti scontri mentre con una persona dialoghi. Nel dialogo ognuno fa la sua parte e nasce qualcosa di costruttivo per tutti. E' difficile stabilire &amp;nbsp;un rapporto sociale tra persone che non hanno un confronto e un dialogo. Il potere determina delle norme e i cittadini le debbono seguire: &amp;egrave; un sistema oppressivo&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2009 18:33:02 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7583073.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>CRISTIANESIMO  E  POTERE</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7533151.html</link>
            <description>&lt;p&gt;CRISTIANESIMO&amp;nbsp; E&amp;nbsp; POTERE&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per definire le ripercussioni,i comportamenti tra il potere e una realt&amp;agrave; religiosa, come&amp;nbsp;potrebbe verificarsi con il Cristianesimo o altra religione, &amp;egrave; essenziale definire cosa si intenda per potere,e cosa realmente rappresenta. Nel suo significato generale &quot;Potere&quot; indica il compito, la capacit&amp;agrave; di operare e di produrre effetti e pu&amp;ograve; essere riferita sia ad individui che a gruppi di organizzazioni sociali. Inteso poi in senso prettamente sociale, in rapporto alla vita dell'uomo&amp;nbsp; nella societ&amp;agrave;, il potere diviene un compito e una capacit&amp;agrave; dell'uomo,inserito come dirigente nell'organizzazione di una struttura pubblica, per determinare la condotta dei suoi simili. L'uomo non &amp;egrave; solo il soggetto, ma anche l'oggetto del potere, perch&amp;egrave; il potere deve avere una funzione sociale. E' potere sociale il compito del padre di impartire ordini ai figli: di un governo di impartire comandi ai cittadini, mentre non &amp;egrave; una funzione dell'uomo di potere il controllare gli ordini e il gestire in senso dittatoriale i suoi compiti. Da quanto premesso ,deve determinarsi la natura di un rapporto tra Cristianesimo e potere, che deve essere assolutamente rispettoso della dignit&amp;agrave; di ambedue.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:27:08 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7533151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>STATO  SOCIALE  E  ASSISTENZIALISMO</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7509665.html</link>
            <description>&lt;p&gt;STATO SOCIALE E ASSISTENZIALISMO&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel senso etimologico il termine assistenza,indica una generica azione di soccorso che pu&amp;ograve; trovare significati diversi: carit&amp;agrave;, beneficenza, filantropia. Il problema per&amp;ograve; resta immutato per il fatto che in questa definizione generica restano imprecisati i contenuti e i caratteri degli aiuti erogati.Un primo elemento positivo e chiarificatore potrebbe derivare dall'abbinamento al termine assistenza&amp;nbsp;con il termine Vangelo, che &amp;egrave; la voce del popolo: la base popolare che recepisce il Messaggio&amp;nbsp;Evangelico e oralmente lo trasmette ai suoi simili. Ed &amp;egrave; proprio con questa realizzazione di una vita assembleare,investita di grande autorit&amp;agrave;, che al popolo veniva assegnato non il compito di abolire determinati privilegi di chi deteneva&amp;nbsp; il potere,ma di promuovere la nascita dell'uguaglianza&amp;nbsp; giuridica di tutti i cittadini. L'aspetto innovativo di questa definizione &amp;egrave; dato dalla relazione che si stabilisce tra la natura degli aiuti e la finalit&amp;agrave; per la quale questi sono erogati. Deve emergere chiara la finalit&amp;agrave; del rinnovamento istituzionale che ha origine dal discorso Evangelico&amp;nbsp;e dall'assistenzialismo caritativo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 11 Aug 2009 11:50:53 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7509665.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>PAROLA   AI   GIOVANI</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7494252.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;PAROLA&amp;nbsp; AI&amp;nbsp; GIOVANI&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;Occorre&amp;nbsp; analizzare&amp;nbsp; il grande tema delle condizioni sociali&amp;nbsp; che alimentano pi&amp;ugrave; o meno intensamente&amp;nbsp; il fenomeno droga&amp;nbsp; nelle nostre societ&amp;agrave;. Quando si afferma&amp;nbsp; che la droga &amp;egrave; radicata nella storia,nelle tradizioni ,in risposta ai bisogni vitali di tutti i popoli,non &amp;egrave;&amp;nbsp;certamente &amp;nbsp;esatto. Vi &amp;egrave; un legame essenziale espresso e messo al centro delle nostre riflessioni. Lo sviluppo e la trasformazione sociale e la nascita&amp;nbsp;&amp;nbsp; di forme di disagio&amp;nbsp;&amp;nbsp;particolarmente nei &amp;nbsp;giovani, e quindi per questo &amp;nbsp;a far uso e consumo di droga, se questa tesi corrisponde a verit&amp;agrave;,come penso che non&amp;nbsp;vi siano dubbi, viene naturale domandarci, che nel futuro dobbiamo rassegnarci a convivere con la droga.&amp;nbsp;L'individuazione delle iniziative capaci di alleviare le&amp;nbsp;forme pi&amp;ugrave; pesanti di disagio sociale,&amp;egrave; un fatto che non pu&amp;ograve; certamente risolversi in un giorno, ma si deve mettere in gioco il potere politico che dimostri chiaramente la volont&amp;agrave; di promuovere politiche sociali&amp;nbsp;che facciano nascere nella base la speranza e la fiducia in un avvenire diverso. (Testimonianza di FRANCESCO)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 07 Aug 2009 17:49:51 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7494252.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>PERCHE'  LA  DROGA</title>
            <link>http://blog.libero.it/partecipare/7489100.html</link>
            <description>&lt;p&gt;PERCHE'&amp;nbsp; LA&amp;nbsp; DROGA&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci poniamo un interrogativo per rispondere a un problema che assilla l'opinione pubblica creando tensione nella realt&amp;agrave; sociale. L'obiettivo proposto &amp;egrave; di illustrare e capire le cause che quasi costringono un'essere umano,prevalemtemente giovane, a far uso di sostanze stupefacenti.Il dibattito molto animato &amp;egrave; finalizzato concretamente&amp;nbsp;ad evidenziare le cause di tale fenomeno che pur essendo un problema complesso e difficile da affrontare non &amp;egrave; logico ignorarlo perch&amp;egrave; si presenta come il problema&amp;nbsp; pi&amp;ugrave; grave esistente nell'odierna realta sociale.Furti,scippi, microcriminali&amp;agrave; sono episodi ogni giorno presenti nella vita delle nostre citt&amp;agrave;. Le vittime degli incidenti stradali, di giovani che ritornano alle loro case dopo una nottata da balordi passata in discoteca,sconvolti dall'alcool o dalla droga,sono una drammatica realt&amp;agrave; che spesso sconvolge le famiglie. Si parla del fenomeno con l'intento di volerlo attrbuire a nuove patologie che colpiscono i giovani. In effetti &amp;egrave; una realt&amp;agrave; molto complessa che non si pu&amp;ograve; banalizzare rapportandola unicamente a un fatto puramente sanitario.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2009 18:58:58 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/partecipare/7489100.html</guid>
        </item>
    </channel>
</rss>
