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Creato da pdtriggiano il 14/10/2007
Sito ufficiale del Partito Democratico di Triggiano
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BANDO PRIMA DOTE PER I NUOVI NATI
Con l'Atto dirigenziale n. 533 del 14 luglio 2010 del Servizio Politiche di Benessere Sociale e Pari Opportunità, in corso di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, sono state approvate le graduatorie provvisorie dei nuclei familiari che hanno presentato la domanda per l'erogazione della "Prima dote per i nuovi nati".
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BANDO ASSEGNO DI CURA
Con Determinazione n. 178 del 30 giugno 2010, il Dirigente del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria, in relazione all'attivazione della seconda annualità dell'Assegno di cura per i carichi familiari connessi alle non autosufficienze, è stata avviata la fase istruttoria per la verifica dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dall’Avviso Pubblico.
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Proseguono di gran lena i lavori che porterranno a breve alla conclusione della nuova circonvallazione.
In questi giorni, i cittadini che sono passati nei pressi della scuola elementare Rodari, avranno notato che i due segmenti della circonvallazione, separata da via Carlo Alberto, stanno per essere uniti e sta per sorgere la rotonda.
Insomma quello che un paio di anni fa era un progetto fantascientifico nella mente di qualche sognatore… oggi è quasi realtà.
Un’opera così complessa e impegnativa ha incontrato nel corso del suo svolgimento alcuni contrattempi come l’esistenza non prevista, nei terreni interessati, di condotte idriche, cavi elettrici, tubature varie presenti irregolarmente da decenni. Tali impedimenti hanno costretto l’amministrazione alle necessarie varianti tecniche per garantire gli standard di sicurezza e la posa in opera dell’infrastruttura a regola d’arte.
Ma ora siamo giunti nella fase finale, negli uffici tecnici del comune si parla già di una data intorno a settembre/ottobre per la conclusione.
I triggianesi potranno in cinque minuti raggiungere la statale 100 per Bari, bypassando completamente il traffico di corso Vittorio Emanuele e di via Casalino.
Ma per un’opera che si conclude, un’altra sta per essere cantierizzata. Infatti è in fase di approvazione il progetto definitivo della variante urbanistica per il secondo tratto della circonvallazione. Questo secondo tratto collegherà direttamente l’ospedale Fallacara con la strada provinciale per San Giorgio.
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«Non vorrei che questo fosse il nuovo tormentone dell’estate». Così Massimo D’Alema dal palco della festa dei Giovani Democratici a Torre del Lago (Lucca), ha risposto a chi gli chiedeva se Nichi Vendola potesse essere definito «un riformista». «Ho difficoltà a definirlo: lo conosco da 35 anni - ha ricordato D’Alema - quando lui era un esponente della Fgci e io ero il segretario nazionale. Se è nuovo lui siamo nuovi insieme, ed è una cosa che mi fa anche un po' piacere».
IL RITRATTO DEL GOVERNATORE - D’Alema ha però riconosciuto a Vendola l’intelligenza e la tolleranza: «è una persona estremamente intelligente», anche se poi ricorda che è «bravissimo a cancellare le sue tracce, e la rimozione dei fatti in politica talvolta può essere anche un disastro». Un riferimento a quando il governatore della Puglia militava a sinistra del Pd, «faceva parte di un partito che quando noi eravamo al governo è stata una spina nel fianco». «Ma ha saputo cancellare un po' di storia e prendere anche le distanze - ha aggiunto D’Alema - da un certo estremismo, e così è riuscito anche a vincere».
«CONTRIBUTO IMPORTANTE» - Al di là delle battute secondo D’Alema, Vendola può comunque dare «un contributo importante» al partito anche se «ho l’impressione che sia partito estremamente in anticipo: prima bisogna sapere cosa fare, poi con chi e infine pensare alla leadership».
A chi gli ricordava la battaglia persa dal Pd alle primarie D’Alema ha risposto sottolineando che il partito «doveva fare quella battaglia per tenere aperta una porta al centro», e forse Vendola «il giorno dopo avrebbe anche potuto dire grazie». Secondo l’esponente del Pd, più volte applaudito in alcuni passaggi, il problema in questo momento non è la scelta di un premier, perché «il Pd ha fatto le primarie e Bersani le ha vinte, e se domani ci fossero nuovamente le primarie io voterei per Bersani. Non capisco perché Nichi che si candida per la leadership della sinistra è il nuovo, uno eletto con le primarie è il vecchio».
Per D’Alema, infatti, nel Pd ci sono giovani in grado di portare avanti la politica di questo paese e qui cita il presidente della Toscana Enrico Rossi, quello dell’Emilia Romagna Vasco Errani, Nicola Zingaretti e anche Andrea Orlando, persone «che hanno stoffa» che non hanno paura a mettersi in gioco.
(Corriere della Sera)
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Una bella notizia per i bambini di Triggiano: le giostrine della villa comunale si rifanno il look. Sono state infatti installate nuove strutture ludiche a sostituire le vecchie ormai vetuste.
E per i genitori, inoltre, la serenità di veder giocare i propri piccoli nella massima sicurezza: è stato infatti aggiunto un pavimento antitrauma che attutisce i colpi di cadute accidentali.
(foto da tmland.it)
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Mentre scriviamo il consiglio comunale è ancora in corso e con tutta probabilità si protrarrà sino a notte fonda.
Tuttavia, quando mancavano pochi minuti all’una, è stato approvato il bilancio di previsione e quindi possiamo dire ufficialmente che l’amministrazione ha superato la crisi: è definitivamente scongiurato il pericolo del commissariamento.
In questo consiglio comunale si è delineata la nuova maggioranza a 11 che ha sottoscritto un documento politico di fine consigliatura e che suggella l’intesa per Triggiano frutto dell’unità ritrovata.
Lo scorso giugno Ciccio Battista, Marcello Tarulli e Daniele Volpe avevano abbandonato il Pd, mentre Vito Messa era uscito dall’Italia dei Valori. Dunque si è trattato di una crisi nata e risolta all’interno del centrosinistra, visto che Messa e Ciccio Battista (oggi rappresentati del nuovo partito Moderati e Popolari) sono stati eletti nel 2006 nelle liste che sostenevano Cassano e sino ad oggi hanno sempre fatto parte della maggioranza. E’ stata quindi una (travagliata) rimodulazione delle forze politiche interne alla maggioranza, senza che ci sia stato alcun ingresso di consiglieri dell’opposizione.
Il sindaco ha dato lettura del documento sottoscritto (che è anche un trampolino di lancio per il coordinamento politico delle forze di maggioranza) e ha reso pubblico la composizione della nuova giunta.
Eccone di seguito la composizione, tenendo presente che il consigliere Francesco De Francesco, diverrà assessore dopo la surroga con il primo dei non eletti nella lista Italia dei Valori, cioè Gaetano Procaccio.
Da segnalare l’ingresso del giovane avvocato Vincenzo Rubino (che sostituisce Ismalia Simplicio ai Lavori Pubblici), la doppia delega per il Pd rappresentato da Milillo, il già citato ingresso di De Francesco, mentre per Lasalandra, Caringella e Diprizio le deleghe rimangono immutate.
Superata questa fase di tensioni, da oggi l’amministrazione, il consiglio comunale e i partiti possono concentrarsi sugli ultimi mesi di lavoro, da dedicare ai punti elencati nel già citato documento d’intesa: l’approvazione dei regolamenti delle cooperative edilizie; l’adozione della variante al PRG; l’approvazione della nuova pianta organica del comune di Triggiano e l’impegno a migliorare le metodologie decisionali e i percorsi partecipativi.
ASSESSORE | PARTITO | DELEGA |
Lasalandra | SEL | Bilancio e vice sindaco |
Caringella | Rinnovamento Puglia | Servizi Sociali |
Diprizio | UDC | Affari generali |
Milillo | PD | Polizia Municipale, cultura |
De Francesco | Italia dei Valori | ATO idrico; edilizia privata |
Rubino | Moderati e Popolari | Lavori Pubblici |
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Se non ora, quando?» Nichi Vendola pesca a piene mani nel repertorio delle vecchie glorie della sinistra per dire che «questo è il momento per aprire il cantiere dell'alternativa, che oggi non c’è», cita il Gramsci della «connessione sentimentale col popolo» per criticare un centrosinistra «votato alla sconfitta per il suo politicismo e la povertà della sua proposta culturale», nega di «fare poesia» ma dice anche che «con la prosa cinica di qualcun altro non si è andati da nessuna parte», e nega anche di avere «un’ambizione personale» e però non si preoccupa di fare troppo sfoggio di modestia, quando aggiunge: «Ovunque sento forte questa attesa sulla mia persona. Candidandomi alle primarie ho risposto a un appello che c’è in giro per l’Italia. Non sono un patito dei sondaggi, al contrario di altri, ma come può sembrare normale che nel momento in cui si apre la prima importante crisi del centrodestra, anche il centrosinistra perde consensi? Adesso bisogna cominciare a rendere percepibile l'alternativa. E se in molti si rivolgono alla mia persona è per la storia politica che ho incarnato: ho dovuto per due volte sconfiggere il centrosinistra per poter poi sconfiggere il centrodestra».
Mattinata nel Salento, tappa pomeridiana a Milano e poi serata alla scuola di politica «Democratica» in corso a Bertinoro. Vendola viene accolto con lunghi applausi dal centinaio di ragazzi che hanno scelto di passare queste giornate a discutere di «democrazia, religioni, identità», e da Walter Veltroni, che dopo essere rientrato a Roma dopo il giorno di apertura dei lavori è voluto tornare sulle colline romagnole per introdurre il dibattito dal titolo «si può discutere laicamente di valori non negoziabili?», con il governatore della Puglia tra i partecipanti. Il fondatore di «Democratica» sa dei sospetti che serpeggiano nel Pd per questo suo invito a Vendola, ma non gli dà peso. Se il governatore pugliese ha annunciato la candidatura alle primarie del centrosinistra con l’intento di «sparigliare», Veltroni dice che il punto è questo: «Piuttosto che stare sempre chiusi in un dibattito interno, che è insopportabile, c’è bisogno di scegliere quattro, cinque grandi questioni di innovazione con le quali costruire un consenso e avere in futuro una maggioranza riformista. Nel 2008 io c’ero andato abbastanza vicino». E questa scuola di politica? «Qui si insegna l’autonomia intellettuale, il dubbio, non le certezze, come fanno le scuole di partito».
Chi dubbi non sembra averne è invece Vendola. «Ho paura che all’uscita dal tunnel non ci sarà più il Paese», dice mentre l’auto lo porta da Milano a Bertinoro. Il riferimento non è ovviamente al tragitto stradale ma all’attualità politico-giudiziaria. «C’è una crisi economica e sociale senza precedenti e i vertici dell’Italia sono allegramente assediati da mafiosi e camorristi, massoni deviati e faccendieri. Il Paese a volte sembra anche privato del sentimento della decenza. E di fronte a tutto questo le parole e gli atti del centrosinistra appaiono inadeguati, non rappresentano in maniera palpabile un’alternativa al berlusconismo e alla sua crisi». Per questo si è candidato alle primarie, anche se è tutto da vedere se si terranno prima del 2012, per dare «una scossa» al centrosinistra. E per «afferrare uno strumento e rimetterlo in campo, perché a nessuno venga in mente che si possa tornare indietro».
Non ha dubbi Vendola, e gli applausi che incassa sembrano rafforzare le sue certezze. In cima alle quali, c’è il fatto che «la cattiva politica che si è fatta Stato è entrata anche negli accampamenti del centrosinistra». E che le colpe dell’attuale situazione politica sono responsabilità di alcuni tra i massimi dirigenti del Pd. Il governatore della Puglia non attacca Bersani, ma dopo che il segretario dei Democratici ha definito «fuori contesto» la sua candidatura alle primarie ha replicato da Piacenza, praticamente a casa del leader Pd, che «fuori contesto è la mancanza di opposizione del centrosinistra». Contro D'Alema i fendenti sono più mirati. Anche qui a Bertinoro, anche se non lo nomina, è lui il bersaglio delle stoccate più dure: «Qualcuno dice che faccio poesia. Non è così, e comunque con la prosa cinica, non si va da nessuna parte».
Vendola si guarda bene dall’inserirsi nell’eterno duello «Walter vs Massimo», dice che «niente è casuale» e quindi neanche la sua presenza alla scuola di Veltroni, rispetto al quale lo accomuna «la ricerca e l’idea che la politica sia darsi obiettivi». Ma dice anche che non gli interessa essere «cooptato in dinamiche nevrotiche di gruppi dirigenti». «A questa età me ne andrei volentieri in vacanza, a pregare, studiare, scrivere, viaggiare. Ma mi sento prigioniero di un dovere. In politica ci vuole generosità. E io voglio, pasolinianamente, gettare il mio corpo nella lotta».
(Simone Collini – L’Unità)
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Un’altra scossa a Palazzo di città. Il sindaco Michele Cassano ha firmato ieri il decreto che ha revocato le deleghe a tutti gli assessori della sua giunta. L’azzeramento dell’esecutivo era stato richiesto come atto fondamentale per poter avviare un dialogo con i gruppi che hanno aperto la crisi di maggioranza. La diffida del prefetto, che scadrà giovedì 29 luglio, detta i tempi di questa crisi, serrando il confronto. Il tavolo della trattativa politica vede da un lato il resto della vecchia maggioranza e dall’altro i cosiddetti dissidenti che hanno dato alla luce due movimenti, i «Moderati e Popolari» (Messa e Francesco Battista) e gli «Indipendenti» (Tarulli e Volpe).
Per questa sera è preannunciato un nuovo incontro tra le parti che sarà una sorta di spartiacque. Infatti, il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio consuntivo è stato convocato in prima battuta per martedì 27 ed in seconda per giovedì 29, ovvero l’ultimo giorno utile per scongiurare il commissariamento prefettizio. Il segnale forte dell’azzeramento della giunta indica che la volontà comune è quella di evitare al paese di essere governato da un Commissario fino alle elezioni della prossima primavera, ma gli scenari che potrebbero delinearsi sono diversi.
L’accordo potrebbe limitarsi ad un patto di fine legislatura con una giunta tecnica, un patto che rinsaldi l’attuale maggioranza e la riporti compatta al voto, magari blindando la ricandidatura di Cassano a primo cittadino. Tuttavia, i tempi stretti della crisi e le continue fibrillazioni di questi primi quattro anni di legislatura potrebbero indurre i gruppi politici della nuova maggioranza ad optare per una soluzione tecnica, svincolandosi da accordi ed impegni per il nuovo quinquennio legislativo.
Negli ambienti politici, infatti, si tende a non slegare la crisi in atto dalle ormai prossime elezioni che, dopo la pausa estiva, vedranno certamente partire la volata per un posto a Palazzo Pontrelli nella prossima legislatura. Cassano potrebbe cedere alle richieste dei gruppi dissidenti, incassando la ricandidatura. Ma i suoi detrattori potrebbero mandarlo a casa subito, togliendogli il vantaggio di giungere alle prossime elezioni con l’elenco delle opere realizzate.
(Vito Mirizzi – La Gazzetta del Mezzogiorno)
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«Né imbarazzo, né distanza, né disattenzione» per l’autocandidatura a premier di Nichi Vendola. Che può essere «un’opportunità per il centrosinistra», a condizione che il governatore non rinunci alla «buona azione amministrativa». Il segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi, sdogana l’iniziativa di Vendola. La giudica positiva (e così la priva dell’elemento del conflitto: il Pd non alza le barricate anche per evitare che nel contrasto sia Vendola a rafforzarsi). Le primarie? Benvenute sempre, «anzi in Puglia le vogliamo adoperare anche per individuare i candidati al Parlamento».
Segretario,come valuta l’iniziativa di Vendola?
«Sono convinto, come Nichi, che sia sempre più profonda la disattenzione verso la politica. E che dunque occorra rifondarla per arrivare alla rigenerazione morale, culturale e civile del Paese. Vendola può dare un contributo in questa direzione. Dunque, la sua candidatura non solo è legittima, ma degna di ogni considerazione. Ad un patto, però». Quale? «Che essa si innesti su un governo di qualità, qui in Puglia. Le due questioni sono intimamente legate: tanto più credibile risulterà l’iniziativa di Vendola, quanto più essa sarà legata allo sforzo di far compiere un salto di qualità alla nostra regione».
C’è chi si dice preoccupato che la decisione di Vendola possa indebolire l’azione della giunta. Lei no?
«Vorrei usare le parole di Vendola quando cita don Tonino Bello. Gli uomini sono degli angeli con una sola ala: volano solo se sono abbracciati. Occorre tenere abbracciate le due questioni: la qualità del governo e l’aspirazione politica volano se stanno abbracciate».
Gianluigi Pellegrino scrive che il voto a Vendola non è stato un giudizio sull’azione amministrativa (non priva di errori). Piuttosto sulle opzioni politiche.
«Insisto: le opzioni politiche diventano più forti se accompagnate dal tema del governo. Per stare alla metafora: guai a spiccare il volo con un’ala sola».
Le opzioni politiche in secondo piano?
«Non sono indifferente al tema. Penso, per esempio, che il Pd debba diventare una comunità e non un assemblaggio di cordate in funzione elettorale. Deve farlo, se intende essere un autentico partito riformista e diventare strumento di equilibrio in una società di diseguali, e non limitarsi a svolgere solo una modesta azione compromissoria. Aggiungo un altro concetto».
Prego.
«Vedremo se e come le primarie contribuiranno ad individuare il leader del centrosinistra. Ma certo penso che in Puglia dovranno essere le primarie a rimediare a quella legge elettorale di stampo sudamericano che lascia la nomina dei parlamentari nelle mani di un’oligarchia».
Sta dicendo che dovranno essere le primarie a designare i candidati da schierare?
«Esatto. Il Pd deve riconsegnare al proprio popolo la scelta dei candidati. Anche da qui comincia la rigenerazione democratica del partito».
Perché il Pd appare disorientato e imbarazzato dall’iniziativa vendoliana, così come fu per le Regionali?
«Né imbarazzo, né distanza, né disattenzione. È indiscusso il carisma di Vendola, egli rappresenta una risorsa per ridisegnare il profilo e il vocabolario del centrosinistra. Il resto è da definirsi. I processi politici si definiscono mano a mano che si procede».
Certo, ma ora che fare? Cosa fa il Pd della candidatura di Vendola?
«Occorre vedere come si sviluppa la discussione e il processo politico. Ribadisco: non sottovalutiamo nulla e nessuno. Vendola dice, e io sono d’accordo con lui, che occorre rifondare la politica. Avviamoci a questo, poi vedremo».
Scusi, ma questa pare una risposta elusiva.
«Ma un sì o un no a Vendola oggi rappresenterebbe un torto a Nichi e un torto al Pd. Sarebbe banale dire sostengo Tizio oppure Caio. Oggi siamo alla vigilia di un grande appuntamento. Quando arriverà faremo tutte le scelte. Per il Pd sarà una grande opportunità».
Come si concilia questo percorso in apparenza concorde con le critiche aspre che Vendola muove al Pd?
«Le sue critiche non sono infondate. Anche noi abbiamo detto basta parlare di noi stessi, mettiamoci in testa i problemi del Paese. Dichiarare oggi il proprio sostegno ad un candidato è superficiale, rispetto ad un proposito più grande: rifondare la politica e il Paese. Tanto più ad un passaggio cruciale come quello di questi mesi, con la crisi che morde, la manovra aggressiva di Tremonti e la maggioranza che si sfarina. Vendola è un seme importante, vedremo più in là i frutti che potrà dare».
(Francesco Strippoli – Corriere della Sera)
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Dopo mesi impiegati a risolvere le guerre intestine alla maggioranza, finalmente la giunta provinciale guidata da Schitulli approva un provvedimento concreto: si aumentano le indennità!
Tempo di crisi? Le provincie non servono a niente? La politica dovrebbe dare il buon esempio riducendo gli sprechi?
Macché!
Il presidente Schitulli applica un aumento lordo di 370 euro mensili alla sua busta paga, mentre gli assessori devono accontentarsi di un aumento di 270 euro!
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