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ARIA PULITA, OSSIGENO.

Post n°42 pubblicato il 05 Aprile 2010 da penelopekaulon

Mi sono liberata di uno che è connivente con la 'ndrangheta, è un ex democristiano, si finge cattolico, ha una pessima cognizione dell'arte dialettica, della retorica e della grammatica italiana, uno che è inseguito dall'intero e dall'universale giudiziario peggio che Lupin III. Lo conosci? Come no: l'avrai sentito nominare quando era Ministro o al Parlamento. Avrai visto la figlia, che fa la corrispondente al TG 5: noi siamo così PD che mangiamo dalla mano di Silvio. Ancora non è chiaro? Parlo di quello che, indagato assieme alla buona parte dei suoi compari, ha avuto il coraggio di farsi assolvere venti giorni prima delle elezioni e salutare dalle pagine di ogni quotidiano nazionale. Mentre ti salutava, calabrese che non sei altro, compariva la nuvoletta dei fumetti con dentro scritto "ti ho fottuto ancora" a caratteri cubitali rossi, lampeggianti. Sì, lo stesso che, se non è ancora stato condannato per abuso d'ufficio e qualche altra cosa che aveva a che fare con il diritto penale, è solo perchè è quasi un decennio che questi reati ammuffiscono nella morgana della prescrizione. Ma la prescrizione congela le cose, non le estingue.

Va bene, te lo dico: si tratta del nostro ex Presidente della Regione, Agazio Loiero.

E' bella, Caulonia, quando ci sono le elezioni e per la prima volta nella storia vince la destra. E' bella, bellissima, ve lo assicuro, anche per una che manca di una collocazione politica, ma che di destra non è. E' bella perchè è come se una mano invisibile appianasse una superficie impalpabile. Come se tutte le certezze di una parte diventassero certezze altrettanto schiccianti per l'altra. E' come capire che si è nel giusto: chi si concede il beneficio del dubbio è sempre nel giusto, almeno evita di illudersi, di illudere, di sentirsi, non lo so,Dio, Mao, la Verità stessa, e ritrovarsi, nella concretezza, lo scemo del villaggio.  

 

 
 
 

LAPSUS. DOVE VIVE PENELOPE.

Post n°41 pubblicato il 25 Agosto 2009 da penelopekaulon

 

 Penelope è una quasi ventenne che vive in un paese presuntuoso dal quale si protegge mediante un guscio di noce.

Nel paese in cui vive Penelope i giornali e le istituzioni danno nomi strani alle iniziative che promuovono e incorrono spesso e volentieri in dolorosi equivoci.

Le istituzioni hanno organizzato dei volontari affinchè dessero una pulita e una mano di vernice in certi posti, non chiedetemi dove, e hanno dato un nome a questa iniziativa. L'hanno chiamata "Campo di lavoro", almeno così hanno detto i giornali e i giornalisti. Penelope si protegge mediante un guscio di noce.

I volontari in questione sono in grossa percentuale stranieri* a cui vengono offerti, se non altro, vitto e alloggio.

*Straniero: per straniero s'intende un soggetto umano che abbia in dotazione non dalla natura che lo caratterizza, ma dalle entità astratte che lo riconoscono, i seguenti attributi:

- provenire da un posto che non faccia parte dell'Unione Europea (ecco perchè l'amministrazione comunale non ha ritenuto opportuno impiegare alcuni dei tanti rumeni che vivono qui e sono costretti, non essendo assistiti da alcuno e non rientrando in alcun progetto di accoglienza, per necessità, a fare i lavori più faticosi per ricevere come compenso una miseria, dando loro l'opportunità di lavorare in condizioni sicure e dignitose e di essere adeguatamente retribuiti);

- provenire da un posto che non sia il Marocco (ecco perchè l'amministrazione comunale non ha ritenuto opportuno impiegare alcuni dei tanti marocchini che vivono qui da parecchi anni e sono contretti non essendo assistiti da alcuno e non rientrando in alcun progetto di accoglienza, per necessità, a fare i lavori più faticosi per ricevere come compenso una miseria, dando loro l'opportunità di lavorare in condizioni sicure e dignitose e di essere adeguatamente retribuiti);

- dare una mezza idea di radical- chic, magari con un pizzico di esotismo, non so se mi spiego;

- sorridere alle telecamere e alle macchine fotografiche, o meglio, essere in grado di dimostrare di esistere (la gente poco interessante, quella silenziosa, non fa per noi) e, possibilmente, saper cantare.

Le istituzioni non sono corrette e Penelope è dunque costretta a ricostruire da sè le regole del vivere civile. Le istituzioni hanno appiccicato degli antiestetici manifestini di colore nero con delle macchie giallo senape a ridosso o, spesse volte, proprio sopra, alcuni manifesti dalla parvenza più gradevole, blu, con la luna. Penelope ricorda con piacere quei manifesti blu, le sono noti, li ha visti per una decina d'anni di seguito: sono quelli neri, che non riconosce. Ricorda: Tarantella Power, l'evento che si pubblicizza sui manifesti blu, con la luna, e che avrà luogo a Badolato, è alla sua decima edizione, mentre il Kaulonia Taranta Festival è solo alla sua seconda edizione. La prima edizione del Kaulonia Taranta Festival, vale a dire quella dell'anno scorso, è stata messa su con i soldi che erano stati destinati ad un progetto preciso che l'ARPA, l'associazione che ha allevato la Tarantella e che continua ad allevarla, pur avendole cambiato residenza, aveva presentato a chi doveva sborsarli. Il comune, di fatto, ha chiesto e ottenuto dei fondi per il lavoro dell'ARPA, non per quello di Eugenio Bennato. Penelope si protegge mediante un guscio di noce, poi, per sicurezza, scappa a Badolato. Non ne vuole a che sapere di un Festival in cui si usa la K per scrivere Caulonia, laddove la K allude ad un potenziale legame con la Magna Grecia di cui non interessa niente a nessuno. E nemmeno di un Festival dell'autocelebrazione, in cui si spende, a quanto pare, una cifra vertiginosa, cinque volte quella che è servita all'ARPA per organizzare Tarantella Power.

Penelope, bigotta e sbigottita, si sofferma ancora a riflettere sulle interessanti scelte di parole. Tarantella. Musica etnica. Gente. L'ultima serata di Tarantella Power prevede un concerto dell'Orchestra Popolare Calabrese con Piero Pelù.  L'ultima serata del Kaulonia Taranta Festival prevede Taranta Opera, una consacrazione della Tarantella alla musica classica. Megalomane, se non addirittura soporifero.

 
 
 

SCOMPARSE NEL NULLA 7 DELLE 24 NIGERIANE "OSPITI" NEL PAESE

Post n°40 pubblicato il 04 Ottobre 2008 da penelopekaulon

Non hanno più fatto ritorno alla loro nuova casa, la struttura di piazza Baglio, a Caulonia. Di sette delle ventiquattro giovani nigeriane, tutte tra i 18 e i 27 anni, dallo scorso 11 Settembre ospiti del Comune, da mercoledì pomeriggio si sono perse le tracce. Qualcuno le avrebbe notate, e si tratterebbe dell'ultima volta in cui sono state viste, lungo la provinciale che, 8 chilometri in tutto, separa il centro storico dalla frazione Marina. Potrebbero essersi allontanate a seguito di un piano già prestabilito, con l'ausilio di un basista, che le avrebbe punto prese a bordo di uno o più automezzi. Che si sia trattato di un allontanamento volontario o in qualche modo "indotto" da qualcuno non troppo ben intenzionato (il sospetto in questi casi è inevitabile, e porta dritto al mondo della prostituzione), non è dato sapere. L'arrivo delle ragazze nigeriane nell'antico borgo medievale, lo ricordiamo, ha suscitato un vespaio di polemiche, ancora oggi non spente, sia tra parte della popolazione, sia tra le forze politiche della maggioranza e dell'opposizione. Si sono fatti sentire pure, da ultimo, i lavoratori di pubblica utilità che in una nota denunciano di "essere anche loro bisognevoli di solidarietà da parte del comune". Anche la presidentessa del Civico consesso, Federica Roccisano, subito prima dell'arrivo delle profughe, aveva attaccato il sindaco, asserendo che prima di fare un tale passo, che poi si è attuato in poche ore, sarebbe stata necessaria una pianificazione che desse l'indirizzo delle "procedure di integrazione". Nella circostanza aveva pure denunciato che Caulonia "vive una realtà in cui i servizi sociali sono carenti e non in grado di soddisfare pienamente neanche i bisogni del territorio". A quel punto il sindaco Ilario Ammendolia, al fine di bandire ogni polemica, aveva esternato la volontà di proporre un referendum tra la gente, ma il comune aveva già formalizzato l'adesione al Progetto accoglienza, con i comuni di Stignano e Riace. Poi gli arrivi, hanno messo tutti di fronte al fatto compiuto, e il Sindaco aveva accolto personalmente ogni profuga con una rosa.

Armando Scuteri

Più che Penelope, direi Cassandra.

 
 
 

FIGURE RETORICHE

Post n°39 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da penelopekaulon

"Lavoro e aiuti ai poveri. Incontro con la Regione". E triti e ritriti blablabla sull'inestinguibile impegno dei nostri amatissimi amministratori che fanno di tutto per dare una mano a chi si trova in difficoltà. Una squadra di apostoli del ventunesimo secolo con un Gesù Cristo (con qualche secolo in più sul groppone?) sbarbato, perennemente immolato e puntualmente risorto che ti somministrano sempre la solita minestra di buonismo, insomma. Risulta consono, relativamente credibile all'apparenza, abitudinario...in sè. Ma, attenzione, c'è qualcos'altro che fa capolino. "I precari del Comune: <<E a noi chi ci pensa?>>". Il Comune in questione non è nè quello di Papanice, nè quello di Hong Kong, nè quello di Rabat, tanto per dire. Indovinate qual è? Kaulon Beach. Ora, le ipotesi non sono molte: o sono i precari a raccontare balle e quindi il comune li avrebbe sistemati e noi non l'avremmo mai saputo (la  modestia è una dote risaputamente diffusa tra i nostri amministratori), ma ne dubito, oppure la loro condizione non viene considerata una priorità. E sorvoliamo sul resto. Anzi, ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni sui contenuti, sono interessata a evidenziare altri fattori interessanti, a mio parere. E li evidenzierò con due domande a cui non darò risposta. A cui deciderete, se vorrete, di dare risposta, di darvi  risposta, di darmi risposta.

L'accostamento di due articoli intitolati uno "Lavoro e aiuti ai poveri. Incontro con la regione" e l'altro "I precari del Comune: <<E a noi chi ci pensa?>>" (sì, sono accostati, appiccicati, quasi uno solo, se non ci credi vai a pagina 36 di Calabriaora del primo Ottobre!), a prima vista, cosa ti fa pensare?

Si parla. Si discute. Si spiega (o si chiosa, come ama dire il corrispondente di Calabriaora). Si dialoga. Si dice. Si collabora. Si sa. Si sa com'è. Quando si fa?

 
 
 

BIS!!!

Post n°38 pubblicato il 16 Settembre 2008 da penelopekaulon

Fondoschiena sul velluto, corona d'oro posizionata alle ventitrè, porpora sulle scapole, il re legifera, musone. "Io li voglio!" "Ma, maestà, Lei deve capire che non abbiamo le strutture...""Io li voglio!""Sua Altezza deve comprendere che i sudditi potrebbero non condividere la Sua splendente, magnifica, celestiale decisione...""Io li voglio!""Regale maestà...bisogna attendere per realizzare cose di questo genere, con questo non vorrei insinuare che..." Ma il consigliere di corte non ha il tempo di finire la frase che il Sovrano in un impeto irrefrenabile d'ira afferra, dal porta ombrelli una saetta e la scaglia, furibondo, verso il basso. La saetta scende. Scende. Non rallenta la sua corsa. In picchiata. Diretta. Centra il bersaglio. Il solito bersaglio. Non lo centrava dal giorno 8 Agosto, quando la nostra Soave Maestà si era trovata nel bel mezzo della questione Tarantella. So che adesso il mio stimatissimo lettore si aspetta un bersaglio importante, degno, che ne so...una delle Statue di bronzo collocate sul lungomare, magari l'occhio di Ulisse, giacchè, se vogliamo andare per il sottile, un cittadino di cultura classica potrebbe sentirsi insultato da quell'occhio fuori posto (l'originale, o spettabili intenditori, è priva di un occhio, capito?). Invece no, Il bersaglio centrato dal nostro Regale Governante è qualcosa di molto più umano, molto meno eroico, fiabesco e romantico. Sissignori. Ancora: la fognatura. La fognatura che, inesorabile, insensibile alle insistenti preghiere, alle speranze di chi di dovere (quale assessore al ramo, sta volta?) se n'è andata in mare, nel folle tentativo, anche lei, di scappare. Anche quei nonsoquanti coli fecali diventeranno rifugiati politici presso il Re Tritone? Che cinismo, che mancanza di sensibilità. No, signori, non ce li possiamo permettere. E non è per quel motivo che serpeggia (bigotto!) nelle vostre teste ammaestrate, per la banalità della logica di alcuni. E' per tanti altri motivi che in modo realistico nella stessa misura (almeno!), per amore di un senso della giustizia ancora più alto, di una lotta per l'uguaglianza e la parità ancora più vero, che non ce li possiamo permettere. Giuro. E io non sono una mente politica, per la miseria. Possibile che non ci arrivano? Ne dubito. E' per questo che di loro io non mi fido.

 
 
 

IL TUNNEL DEGLIO ORRORI

Post n°37 pubblicato il 16 Settembre 2008 da penelopekaulon

Ora che mugugnare maledizioni contro l'asfalto irregolare (che eufemismo audace!) della 106 è pane quotidiano, ora che la Salerno - Reggio Calabria è diventata la nuova ambientazione dell'Odissea del XXI secolo, ora che tutte le strade, i sentieri, i viottoli del comune di Caulonia (e, stando a quanto dicono i dati, oltre) sono stati irrimediabilmente distrutti e di conseguenza resi impraticabili dall'epica tragedia, dal pericolo incontrastabile del celeberrimo incendio, lasciatemi spendere due parole su un'altra problematica stradale, logistica o che dir si voglia. Quello che io amo chiamare, anche in condizioni normali, "il tunnel degli orrori". Cioè la Limina, sì la galleria. Perchè "tunnel degli orrori"? Perchè in condizioni normali, quando ci passi, speri di trovarti in un Luna Park, cioè speri che la macchina abbia qualche dannatissimo pilota automatico, insomma, che non ti tocchi guidare là dentro. Perchè effettivamente dopo qualche centinaia di metri ti passa la voglia. Chi te lo dice che Mefistofele non si trovi proprio nelle viscere di quella montagna che troneggia sulla tua testa, verde, boscosa, nascosta? Sarebbe una sede auspicabile, non credi? Ad ogni modo ci trovi tutti e quattro gli elementi: l'acqua (che sgocciola da tutte le parti e le pareti, sempre e comunque), l'aria (nonostante la possibile claustrofobia, uno il freddo lo sente ugualmente), la terra (ce n'è quanta ne vuoi sulla tua testa) e il fuoco (la debole illuminazione, fiammella di speranza). E' proprio di quest'ultimo che hai bisogno. E puntualmente non c'è più. Au revoir. Non so se la gente ci passa, da quelle parti. Se ci passa, nota che la galleria non è propriamete quello che si dice illuminata. Io ci sono passata e non lo era. E nello stesso momento mi sono chiesta: ma per questa roba la gente paga le tasse? Per la manutenzione, la gente paga le tasse? E se le paga, qualcuno ha tempo per controllare quanti soldi vengono impiegati, secondo il bilancio dell'ente competente, per la manutenzione? Perchè, Cristo, dove vanno a finire, quei soldi?

 
 
 

DEMOCRAZIA? CHIARIAMO IL CONCETTO.

Post n°36 pubblicato il 08 Settembre 2008 da penelopekaulon

Democrazia: forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che la esercita per mezzo delle persone e deglio organi che elegge a rappresentarlo.

...

Demagogia: degenerazione della democrazia, arte d'accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali, difficilmente realizzabili.

...

Democratismo: falsa professione di democrazia.

 
 
 

CRONACHE DI UN SIGNORE GENTILE

Post n°35 pubblicato il 05 Settembre 2008 da penelopekaulon

Scrivo a difesa della nostra aggressività. Scrivo a difesa della nostra astuzia. Scrivo a difesa del nostro istinto. Scrivo a difesa della nostra pericolosità. Ve lo assicuro, non siamo innocue, non lo siamo mai state. Siamo femmine. Siamo Medea. Siamo Ecuba. Siamo Cleopatra. Siamo Giovanna D'Arco. Siamo Elisabetta I. Siamo Rosa Parks. Siamo Oriana Fallaci. Siamo Golda Meir. Ancora? Siamo Cassandra. Siamo Elena (sì, quella che aveva qualcosa a che fare con Troia). Elettra. Clitennestra. Agrippina. Gaspara Stampa. La Vergine Maria e Maria Maddalena (a proposito di Cristianesimo). Siamo Indira Gandhi. Caterina II di Russia.

"Ad ogni buon fine- ha spiegato (Ammendolia)- riteniamo giusto far presente che essendo la nostra una piccola comunità non vorremmo che il trasferimento avesse un impatto negativo su parte della popolazione o, ancora peggio, che ci fosse la pur minima possibilità d'una contaminazione con la criminalità organizzata. A tal fine ribadiamo ciò che telefonicamente abbiamo già esposto: chiediamo che i nostri ospiti siano nuclei familiari, oppure donne con bambini. Ovviamente la nostra non deve essere intesa come una discriminazione verso le persone di sesso maschile..." (tratto da "Calabriaora" del 5 Settembre)

Verso le persone di sesso maschile? Una discriminazione verso le persone di sesso maschile? Perchè, non mi venga a dire che non ci conosce, Sindaco. Lo sa benissimo ,quello di cui siamo capaci. Un uomo come Lei non può non saperlo. Ci sono fior fior di studi sulla nostra psicologia. E si preoccupa di una discriminazione verso le persone di sesso maschile? Fior Fior di letteratura gettata al vento, non mi dica (La Storia, Le Relazioni Pericolose, Macbeth, Fedra...ancora?). Patrimonio cinematografico (Lady Vendetta, Roma Città Aperta, esempi celeberrimi) a quintali. E Lei sostiene che non siamo pericolose. Letto Schnitzler? Lolita (Nabokov)? Vi fate sbeffeggiare dalle ragazzine. O Madame Bovary? Meglio? Lei non è la Santa Inquisizione, suvvia, si levi quel costume da censore, lo sa benissimo cos'è la prostituzione. Ma non solo quella. Crede che non sappiamo armeggiare con i proiettili e roba simile? Basta poco per imparare. La Lioce, sì? Se la ricorda, sì? Ma all'occasione anche partigiane, magari, per portare esempi paradigmatici, più gloriosi, insomma. Ora basta, passiamo al dunque.

Il dunque. Invece di nascondersi dietro un dito, inscenare queste magre figure, passare persino per un bonario misogino, pensi ad educare la cittadinanza. Se la gente vede che Lei prende tutte queste assurde precauzioni, perchè tali sono se pensa che le donne siano innocue e gli uomini no, se la scusa è questa e dietro non c'è altro, la prima cosa che penserà è che anche Lei è spaventato. Facciamo le cose più chiare. Così non si capisce niente, dico davvero.

 

 
 
 

I RAMI DEGLI ASSESSORI

Post n°34 pubblicato il 04 Settembre 2008 da penelopekaulon

Questa volta, signori e signore, non è più l’assessore al ramo a preoccuparsi, o meglio, non solo lui. Il pericolo coinvolge un po’ tutti, sì, tutti i rami degli assessori sono in pericolo. Pericolo incendi. E, molto pragmaticamente, cosa pensano di fare? Anzi, ufficialmente è l’assessore Napoli che si espone in prima persona, stando a quanto scritto nell’articolo pubblicato da “Calabriaora” il 3 Settembre. Insomma, pensano di far presidiare questi rami dai soldati. Mioddio. I soldati avranno qualcosa di meglio da fare? E il cosiddetto corpo forestale dello Stato, a che serve? Be’, mi pare ovvio, il ramo presidiato dal soldato, fa un altro effetto. E’ tutta un trucco psicologico, questa caccia al piromane. Ma analizziamo la figura del piromane. Il piromane può avere due nature: nel primo caso, afflitto da disturbi di tipo mentale, nel momento in cui appicca il fuoco, trovarsi come ostacolo una guardia forestale o un soldato, non gli cambia la vita, lui ha come priorità assoluta quella di incendiare, è una cosa indispensabile; nel secondo caso, non si può parlare specificamente di piromane, ma più che altro di criminale comune assoldato da criminale non proprio comune e, come tutti immaginiamo, questo fidatissimo scagnozzo avrà ben pensato a come evitare il fallimento dell’impresa e calcolato tutto per evitare di farsi beccare, seppure beccato (cogliere il suddetto con le mani nel sacco è comunque un compito adatto a qualsiasi membro delle forze dell’ordine, non obbligatoriamente ad un membro dell’esercito), il fulcro della vicenda sta comunque nel fine più alto a cui questo incendio serviva, che dev’essere individuato, anche quest’incombenza non richiede, com’è facile supporre, una necessaria collaborazione da parte dell’esercito. E’ un processo logico così complicato da svolgere? Si tratta semplicemente di essere realisti. Affrontato l’argomento dal punto di vista logico, passiamo a quello pratico e più concreto.

Prevedere un incendio è difficile, se non impossibile. Non si può assolutamente “monitorare” un territorio come quello di Caulonia (se l’incendio del 5/6 Agosto avesse avuto i risvolti che il nostro sindaco presume, probabilmente ci saremmo levati di torno una bella gatta da pelare, visto che oltre un terzo del paese sarebbe andato distrutto! Bruciati gli alberi, bruciato il problema ) nella sua totalità, senza enormi difficoltà pratiche. Piantoniamo ciascun albero (e vi assicuro che ce ne sono)? Non si può. E’ una questione di educazione e di coscienza civica. Un coinvolgimento della cittadinanza in toto sarebbe l’ideale, sì auspicabile e meravigliosamente difficile da realizzare.

Mi permetterei di suggerire, a questo punto, una soluzione coraggiosa, per il nostro assessor dei rami. L’ispirazione mi è stata fornita dall’edotta citazione di Cavallo, che paragona l’odierno piromane, il cattivo della situazione, a Nerone. Prego, controllare come reagì Seneca, il saggio della situazione…

 
 
 

IL RITORNO

Post n°31 pubblicato il 27 Agosto 2008 da penelopekaulon

Abballàti. Ma lo sapete che al consiglio comunale dell’11 Agosto il nostro sindaco ha detto che le fogne sono scoppiate perché sono state manomesse? Sulla relazione della capitaneria c’è scritto che si è trattato di un semplice malfunzionamento.

Abballàti. Lo sapete che le analisi di quel giorno dicono che nell’acqua del mare c’era oltre 6 volte la quantità di coli fecali necessaria per provocare patologie? (640 per un limite di 100!) “Portate i vostri bambini al mare!”

Abballàti. Lo sapete che i dati che riportavano i danni provocati dall’incendio del 5/6 Agosto a Caulonia sono stati falsificati in maniera eclatante?

Abballàti. Lo sapete che il nostro comune è al limite dello sfascio, che non abbiamo soldi e che per la Tarantella ne stiamo spendendo una marea? Dove vanno a finire?

Abballàti. Lo sapete che questi soldi erano destinati ad una manifestazione gestita dall’ARPA e non ad altro gestito da altri? E lo sapete che non è la decima edizione? Che è tutta un’altra cosa? Eh, lo sapete?

Abballàti. Lo sapete che c’è il regime? Che se fai il tuo lavoro, lo svolgi con trasparenza, ti picchiano e ti picchiano con mandato pubblico? Bravo, riesci ad adempiere ai tuoi doveri. Ti abbiamo fatto sedere su quello scranno reale perché così sei più alto e non hai paura dei sette nani.

Abballàti. Lo sapete che un comune cittadino sarebbe stato additato, messo alla gogna e travolto dall’opinione pubblica mentre per lui c’è silenzio e solidarietà?

Gente, fate quello che vi pare. Tanto alla fine è Socrate quello che si beve la cicuta.

 

 
 
 

Post N° 30

Post n°30 pubblicato il 23 Settembre 2007 da penelopekaulon

PERPLESSITA' DI MAIOLO SUL KAFKIANO SILENZIO  DI AMMENDOLIA...

Il Partito (A)Democratico cauloniese, alleato di Forza Italia con cui amministra nonostante le parole famose della Margherita (“mai più liste civiche”) e del sindaco che anche nelle linee programmatiche prosegue imperterrito nell’opera di presa per i fondelli dei cauloniesi (questa è un’amministrazione di centro-sinistra) continua ad ignorare la minoranza e a non avere alcun rispetto per le regole della democrazia. All’incirca 20 giorni fa il sottoscritto ha presentato un’interpellanza al sindaco Ammendolia che non ha ancora avuto risposta. È comprensibile l’imbarazzo del sindaco perché le menzogne usate in campagna elettorale (e oltre) dalla sua coalizione sono state rivelate, ma siamo ancora in attesa di una risposta convincente o quantomeno di una dichiarazione di scuse ai cittadini per averli ingannati nascondendo la realtà dietro montagne di menzogne. L’amministrazione comunale, che quando era all’opposizione cianciava di democrazia partecipata senza nemmeno conoscerne il significato, continua ad operare in silenzio, senza coinvolgere i cittadini. Addirittura sono arrivati al punto da non informare i cittadini (come invece faceva la passata amministrazione con pubblici manifesti) della data di convocazione dei consigli comunali. All’ultimo consiglio il pubblico era composto da sole 4 persone!!! È questo il loro modo di gestire la cosa pubblica! Ci raccontano storie sul loro essere di sinistra, sul loro credere nei valori della pace (emblematica la polemica sull’adesione a Recosol) e di fronte alla proposta di votare un documento equilibrato (Voglio di +) scritto dalla tavola della Pace si oppongono! Alla faccia del pacifismo! Ha qualcosa da dire, su questo, il presidente del consiglio? O resterà in silenzio come il sindaco che ignora per convenienza le questioni imbarazzanti? Capogruppo di “Sinistra Alternativa per Caulonia” Giovanni Maiolo

 
 
 

Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 10 Settembre 2007 da penelopekaulon

Neonazisti, Israele sotto choc. Sgominata una cellula ebraica.

GERUSALEMME - Il numero tatuato sul braccio non è il ricordo tragico dei campi di sterminio, il marchio che i sopravvissuti all'Olocausto portano ancora sul polso. La cifra è una sola: "88", il significato doppio. Un simbolo che vuole esaltare l'orrore nazista e l'ottava lettera dell'alfabeto "Heil Hitler". I giovani dalla testa rasata, arrestati dalla polizia israeliana, lo esibiscono in mezzo a croci celtiche e svastiche.

Otto ragazzi, attorno ai vent'anni, fermati dopo un'indagine lunga un anno. Sono accusati di pestaggi contro religiosi ebrei (davano la caccia a chiunque indossasse la kippah), immigrati stranieri, omosessuali, drogati. Avrebbero riempito di svastiche una sinagoga a Petah Tikva. Tutto documentato in video che si sono girati da soli. Mentre prendono a calci un uomo a terra o spaccano una bottiglia di birra in testa a un cinese. Mentre fanno il saluto nazista e imbracciano un fucile mitragliatore M - 16.

Israele non ha neppure una legge contro l'antisemitismo o l'apologia del nazismo, le norme puniscono in modo generico l'incitamento all'odio razziale, perchè nessuno pensava che sarebbe potuto succedere qui. Che un gruppo di adolescenti, immigrati dall'ex Unione Sovietica e cresciuto nel Paese,  potesse esaltare ed esaltarsi per l'ideologia che ha prodotto lo Shoah.

I ministri del governo, riuniti per il consiglio domenicale, hanno visto i filmati. "Nessuno in questa nazione può rimanere indifferente alle immagini", ha commentato Ehud Olmert "Mostrano che noi, come società, abbiamo fallito". Il premier parla comunque di "caso isolato, che non tocca la comunità russa nel suo insieme". I telegiornali spiegano che le origini ebraiche degli arrestati sono dubbie, parte di quell'immigrazione massiccia dalle ex Repubbliche sovietiche agli inizi degli anni Novanta, quando in molti decisero di chiedere la cittadinanza più per ragioni economiche che per attacamento alle radici o ideali sionisti.

Il capo della banda si fa chiamare Eli il nazista. Ha diciannove anni. Ai poliziotti che lo interrogavano ha replicato: "Non mollerò mai. Sono un nazista e resterò un nazista. Non avrò pace fino a quando non li avremo uccisi tutti". Gli agenti hanno trovato nelle loro case coltelli, palle di ferro chiodate, esplosivi. Il gruppo era in contatto via internet con organizzazioni neo - naziste all'estero. Nel video riprendono il sangue sparso sui pavimenti, le facce degli aggrediti ridotte in poltiglia.

"La tragica ironia è che sarebbero stati scelti per lo sterminio da quei nazisti che vogliono emulare", ha commentato un portavoce dell'Anti - Defamation League dagli Stati Uniti. "E' un fatto marginale ed estremo. Ma resta intollerabile e dovremo affrontarlo", dice Avener Shalev presidente di Yad Vashem, il museo dell'Olocausto.

Due anni fa gli investigatori avevano arrestato Vladimir Ternorozky. Anche lui portava una svastica tatuata sul petto, nell'appartamento materiale di propaganda dell'Unione Israeliana Bianca. Bersagli dell'odio gli stessi del gruppo di Petah  Tirkva: ebrei, stranieri, arabi, omosessuali. Vladimir aveva fatto il servizio militare, su internet giravano le sue foto mentre fa il saluto nazista con indosso la divisa di Tsahal. Il caso rivelato ieri è piu' scioccante per il Paese perchè la polizia l'ha definita una cellula organizzata: " stavano anche pianificando un omicidio", ha spiegato un portavoce.

Il ministero degli Interni adesso sta cercando di capire se sia possibile revocare la cittadinanza ai fermati, scavando nel loro passato per scoprire se abbiano falsificato le origini ebraiche. Ministri e parlamentari propongono di cambiare la legge del ritorno per rendere piu' rigide le regole che rendono possibile l'immigrazione in Israele.

                                                   Davide Frattini

(Tratto dal Corriere della Sera del 10 Settembre 2007)

 
 
 

Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 10 Settembre 2007 da penelopekaulon

Vorrei sapere a che cosa e' servito
vivere amare e soffrire
spendere tutti i tuoi giorni passati
se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com'eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi.

 
 
 

Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 10 Settembre 2007 da penelopekaulon

...IN ATTESA DI ILLUMINANTI SPIEGAZIONI SU INNUMEREVOLI QUESTIONI...
RETTIFICA A FALSO ARTICOLO DI CALABRIAORA Non solo cattiva amministrazione, mancanza di rispetto delle regole democratiche e balle sulla composizione dell’amministrazione. Ora anche balle sulle proposte avanzate in consiglio comunale. Così scopriamo (Calabriaora del 5 settembre) che il presidente del consiglio avrebbe proposto di aderire a Recosol!!! L’opposizione, dal primo consiglio comunale e in ogni conferenza dei capigruppo, ha chiesto insistentemente che il consiglio comunale si pronunciasse sull’adesione alla Rete dei Comuni Solidali, che aveva richiesto, tramite una lettera di Chiara Sasso, l’adesione del nostro comune. Il ruolo dell’amministrazione comunale è stato solo quello di ritardarne l’approvazione con vari mezzi; o non inserendo il punto in questione nell’ordine del giorno o rinviando i consigli prima della discussione in merito. Altro che proposta avanzate dal presidente del consiglio!!! Questo solo per ristabilire la verità oggettiva dei fatti. Il Capogruppo di “Sinistra Alternativa per Caulonia” Giovanni Maiolo

 
 
 

Post N° 26

Post n°26 pubblicato il 10 Settembre 2007 da penelopekaulon

COORDINAMENTO REGIONALE - CALABRIA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE LOIERO SE PROPRIO VUOLE L’ESERCITO IN CALABRIA LO PORTI IN CONSIGLIO REGIONALE! Presidente Loiero, la vede, Lei, l’ombra nera che si muove lungo la carcassa della Statale 106 e le rovine della Salerno – Reggio Calabria? La vede anche soffermarsi sui tetti di edifici scolastici disastrati e spiare gli alunni annoiati e riottosi? E proteggere con la sua oscurità le manovre fugaci di chi gestisce gerarchie? La nota quando si addensa impenetrabile nei bagni delle sedi istituzionali a celare padroni che tirano e padrini che vendono? Lei, signor Presidente, sente l’eco della violenza? Riesce a percepire le voci delle donne nate in un regime familiare dispotico? Il demone della disoccupazione e l’avvoltoio della fame che impongono la loro volontà e dettano scelte di vita condizionate non La spaventano? Il sangue che viene versato da figli di questa terra che si ammazzano a vicenda ha lo stesso colore del sangue di tutti noi. E non è con l’arrivo dell’esercito che si riuscirà a porre fine a tutto questo. L’eventuale intervento dell’esercito in Calabria potrebbe persino essere considerato un tentativo di sminuire la reale entità del problema (pensa sul serio che costruire la caserma dei carabinieri a San Luca sia una testimonianza della reale presenza dello Stato in Calabria?): dietro i crimini commessi dalla ‘ndrangheta si nasconde qualcosa di molto più grande della semplice ferocia o dell’incontinenza brutale, c’è una cultura, un modo di pensare difficilissimo da sradicare, interessi economici. E la soluzione non può essere un provvedimento ad effetto che getta fumo negli occhi dei calabresi e che in realtà non servirebbe a nulla se non a militarizzare ulteriormente un territorio già militarizzato. Ma è molto più semplice dire ai giornali che per combattere la ‘ndrangheta si è disposti ad avere l’esercito che cercare di avviare un processo di cambiamento della società, non Le pare? Usando lo stesso metodo di quelli che per fingere di combattere la piccola criminalità fanno arrestare i lavavetri. La richiesta di avere l’esercito è figlia della stessa logica. Come spiega continuamente il presidente della Commissione Antimafia Forgione per combattere le mafie bisogna uscire da qualunque ottica emergenziale. Bisogna promuovere l’antimafia sociale, quella concreta delle cooperative che utilizzano i beni confiscati alle cosche, quella dei tanti amministratori locali che nel silenzio subiscono intimidazioni. I militari in mimetica, le riunioni a Polsi e i digiuni non servono a nulla svincolati da un progetto complessivo. Bisogna prosciugare il brodo di coltura nel quale la ‘ndrangheta si perpetua e servono interventi seri. Si deve incidere sui circuiti finanziari nei quali la mafia è inserita e con i quali acquista potenza, spesso spacciando quella droga che parlamentari italiano consumano. Bisogna impedirle di allungare le mani sugli appalti. A Lei e alla sua giunta va un merito (purtroppo non ne avete molti); quello di volere il varo della stazione unica appaltante che potrà essere un utile strumento di controllo degli appalti pubblici. Noi Giovani Comunist* approviamo questa scelta. In questa regione, in cui la composizione di questo Consiglio Regionale ha fatto tornare di enorme attualità la questione morale (ed è ininfluente che solo due consiglieri siano inquisiti per reati commessi dopo le elezioni regionali, che giustificazione assurda!) più che piazzare militari ai bordi delle strade bisogna spezzare l’intreccio tra criminalità organizzata e politica. Paradossalmente, e se non avessi troppo rispetto per l’istituzione che lei rappresenta, mi verrebbe da dire che se c’è un luogo in Calabria in cui l’esercito dovrebbe andare, quello è il Consiglio Regionale. Il Portavoce delle/i Giovani Comuniste/i Giovanni Maiolo

 
 
 
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Un blog di: penelopekaulon
Data di creazione: 27/05/2007
 

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