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Un blog creato da profilo_femminile il 25/03/2010

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"Il cinico è uno che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno in cerca di una bara"- Henry Louis Mencken

 
 

 

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GRAZIE DELLE TUE PAROLE

Io volevo ringraziarti, di vero cuore, perché sei tra le pochissime persone intellettualmente oneste che, quando postano un pezzo non proprio, hanno l'educazione ed il rispetto di citarne la fonte. Purtroppo molte delle cose che scrivo sono state "rubate" senza decenza, senza citarmi come autore, e non essendo iscritta alla siae non posso procedere legalmente. Mi vedo costretta a chiudere il blog onde evitare questo scempio dei miei pensieri, che mi ferisce incredibilmente. Perciò grazie, grazie davvero. Perché sei un'eccezione rara e pulita. Un sorriso. Antonia.

 

BUON COMPLEANNO CHETTU

 

IN ALTRO LUOGO MI HANNO SCRITTO...

Hai un modo di scrivere e di porti poco comune, a me capita per esempio leggendoti di percepire il senso di quel che scrivi a strati. Mi spiego: ad ogni rilettura escono fuori colori diversi e più completi delle tue parole. Non è obbligatoriemente un pregio…talvolta esige un’attenzione particolare ma è un patrimonio direi, qualcosa che arricchisce e dà un senso di avventura e ricerca....Mar.

 

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Post n°1094 pubblicato il 21 Luglio 2015 da profilo_femminile
 

Seduta sulla veranda della casa in collina tra il verde del boschetto intravedo l'azzurro tenue di un lembo di mare e la mente riposata si lascia andare ai ricordi. Un ricordo limpido e chiaro, come fotografia in bianco nero, mi appare in questo momento è quello di me bambina. Bambina in piedi su una pedana in una vecchia soffitta . A quel tempo nelle famiglie benestanti era abitudine farsi confezionare su misura i vestiti da una sarta e noi avevamo due sarte che ricordo come le sorelle Materassi. Vivevano in una vecchia soffitta dove anche lavoravano. Ricordo ancora le lunghe ore delle prove. Su quella pedana con in indosso una sottoveste bianca di cotone le mani sapienti delle due sorelle prendevano misure, mettevano spilli, accorciavano orli. Quando penso a questa immagine di me bambina cerco di comprendere il significato. E nella ricerca di dare una spiegazione alla emozione che questo ricordo mi avvolge emergono due ipotesi. Quella negativa d'essere in balia nelle mani di due sconosciute che cercano di soddisfare una vanità che ancora non sapevo d'avere, in balia di misure , spilli, orli come fossero presagi di una resistenza futura, che la vita attraverso difficoltà mi avrebbe messo alla prova, resistenza che bambina non avevo ma dovevo dimostrare. Ma questa sensazione di negatività come vaso comunicante da un atrio all'altro del cuore interagisce con quella positiva: due mani che si prendono cura di me. Il ricordo si ferma all’estate.Tra le persiane socchiuse una filo luce dorato si posa sulle manine lasciando una pulviscolo che ricorda la polverina di certe fiabe magiche, ma nulla di magico è. La sottoveste bianca lascia intravedere due gambette segnate da graffi e lividi fatti nelle corse in bicicletta, la voce di una canzone che viene da un vecchio giradischi si confonde con le parole che riempiono la strada nelpomeriggio assolato. Le mani esperte delle due donne stringono pezzidi stoffa, inseriscono pizzi e accorciano orli. L’immagine svanisce e lascia come d'incanto spazio a questa giornata appena iniziata e tuffandomi in quel lembo di mare azzurro lascio annegare i ricordi in un presente ancora da vivere.

 

 
 
 
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