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MAGGIO 2012

LA SFIDA PER LA TERRA.
Sir Richard Branson Presidente del Gruppo Virgin, punta al titolo di "Mecenate del XXI secolo" perchè ha lanciato una competizione per la salvaguardia della Terra che mira a trovare un sistema che sia in grado di sottrarre l'anidride carbonica di origine antropica dall'atmosfera, senza danni collaterali.
L'impresa non è facile ma il Premio in palio potrebbe mettere in moto molti "CERVELLI" in quanto all'ingegnoso vincitore andranno infatti in tasca 25 milioni di dollari e come dice Branson:"La storia dimostra che i premi incoraggiano lo sviluppo di tecnologia per il bene dell'umanità"
La valutazione delle tecnologie che saranno presentate, è in mano ad una Giuria d'eccellenza come AL GORE-JAMES HANSEN della NASA-JAMES LOVELOCK inventore della teoria di Gaia, che dichiara "PER SALVARE LA TERRA, ABBIAMO BISOGNO DI UN MIRACOLO"
ALLORA:BUONA FORTUNA A TUTTI I "CERVELLI" CHE PASSERANNO DA QUESTO BLOG.
...CON IL FASCINO DELLE NEBBIE.
..E GLI ALBERI SI RISVEGLIAVANO IN FIORE.

PANORAMI DA MOZZARE IL FIATO

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Post n°931 pubblicato il 04 Maggio 2012 da personcina
Su quasi 8 mila chilometri di coste, solo il 30% rimasto allo stato naturale Salviamo le coste italianeAl via l'iniziativa del WwfParte la nuova campagna per tutelare tratti di costa in Sardegna, Veneto e Puglia minacciati dal degrado - Su quasi 8 mila chilometri di coste che disegnano il profilo dell'Italia, solo il 30% è rimasto allo stato naturale. Basta questo dato - che potrebbe essere accompagnato a quello del consumo di suolo - per spiegare il degrado di un importantissimo ambiente e della necessità di proteggere quelle parti che ancora mantengono un habitat naturale. Situazione che emerge dal dossier Coste: Il profilo fragile dell’Italia.WWF - Dopo il successo dell’edizione 2011 che ha permesso di salvare due boschi, ilWwf lancia il 29 aprile la nuova campagna Un mare di oasi per te. Nelle prossime tre settimane l'organizzazione ambientalista chiede l’aiuto degli italiani per proteggere tre preziose aree costiere in Sardegna, Puglia e Veneto: precisamente per dare vita alla nuova oasi di Scivu ad Arbus; bonificare la spiaggia della riserva naturale Le Cesine in Salento; riforestare e riqualificare le zone umide della golena di Panarella sul delta del Po. «I pochi chilometri di coste italiane che sono sopravvissuti alla mano dell’uomo conservano fragili ecosistemi di dune, spiagge, delta fluviali e boschi costieri popolati da migliaia di specie animali e vegetali», ha detto Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia. «Ma senza una quotidiana azione di tutela, questi preziosi ritagli di natura rischiano di soccombere». Erosione, degrado, cementificazione selvaggia e inquinamento sono alcune delle minacce che nell’ultimo secolo hanno già travolto e fatto sparire l’80% delle dune, eroso il 42% dei litorali sabbiosi e compromesso più del 50% delle nostre coste, dove vivono quasi 18 milioni di persone (30 milioni considerando la fascia dell’immediato entroterra), con una densità quasi doppia rispetto alla media nazionale. FESTA - Per questi motivi il Wwf quest’anno dedica alla tutela del mare e delle coste la Festa delle oasi, in programma il 20 maggio, che saranno aperte gratuitamente con iniziative speciali insieme a dieci riserve del Corpo Forestale dello Stato, che quest’anno partecipa alla festa. Inoltre dal 29 aprile al 20 maggio si potrà partecipare a questa nuova mobilitazione per la natura italiana inviando un sms o chiamando il 45503 oppure recandosi (dal 14 al 27 maggio) presso le filiali e i bancomat Unicredit in Italia.
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Post n°930 pubblicato il 04 Maggio 2012 da personcina
Il Peru' adotta un piano contro i cambiamenti climatici. In assenza di un patto globale vincolante per affrontare i cambiamenti climatici, ieri il Peru' ha adottato una soluzione per ridurre le sue emissioni di CO2. Il paese sta gia' sperimentando gli effetti del riscaldamento globale, come lo scioglimento dei ghiacciai nelle Ande. Inoltre, l'anno scorso le piogge da record in Amazzonia hanno devastato i raccolti, facendo aumentare l'inflazione e colpendo le esportazioni di caffe'. "Se non facciamo qualcosa, avremo problemi con i rifornimenti d'acqua lungo le coste. Sappiamo che ci saranno piu' siccita', piu' piogge e stiamo gia' assistendo a drastici cambiamenti di temperatura", ha detto Felipe Mariano Soldan, capo dell'ufficio di pianificazione strategica del governo. Nel piano adottato dal Peru' sono inclusi l'utilizzo di fonti rinnovabili, il passaggio ad un'economia a basse emissioni di carbonio e la riduzione del disboscamento illegale della foresta amazzonica. Piani analoghi sono in corso di attuazione anche in Sudafrica, Cile, Argentina, Colombia e Brasile
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Post n°929 pubblicato il 04 Maggio 2012 da personcina
L’aereo più lungo del mondo – L’aereo passeggeri più lungo del mondo con i suoi 76,3 metri di lunghezza, consegnato alla Lufthansa il 2 maggio a Francoforte. La compagnia tedesca sarà la prima aerolinea a usufruire dell’ultimo nato di casa Boeing, che supera di 5,60 metri la lunghezza della versione precedente del jumbo jet, la 400, e di più di un metro il concorrente A340-600, a cui strappa il primato di aereo passeggeri più lungo. AMBIENTE – Ma non è solo la lunghezza a rendere notevole il 747-8, chiamato la Regina dei cieli. Grazie a un nuovo profilo alare e altre migliorie aerodinamiche, l’aereo consente una riduzione del consumo di carburante. Inoltre anche il nuovo motore GEnx-2B67, sviluppato da General Electric, della stessa classe tecnologica di quello che spinge il Boeing 787, non solo a sua volta permette un ulteriore risparmio di carburante, ma riesce anche a consentire un abbattimento del rumore del 30%, con grande vantaggio sia dei passeggeri sia di tutti coloro che abitano nei pressi di un aeroporto. In totale il 747-8 è del 15% più efficiente nel consumo di carburante nei confronti di un velivolo della stessa classe di lunga percorrenza ed emette il 15% meno anidride carbonica degli aerei a elevata capacità passeggeri attualmente in servizio. DAL PRIMO GIUGNO - Con l’entrata in servizio dei venti 747-8 ordinati entro il 2015 (i primi cinque saranno disponibili entro la fine dell’anno), Lufthansa fa un ulteriore passo verso l’obiettivo che si è data di diventare una compagnia con una flotta da 3 litri, ossia 3 litri di carburante per 100 passeggeri/chilometro. Il volo inaugurale della prima Regina dei cieli che batte bandiera tedesca, immatricolata D-ABYA, è previsto il prossimo primo giugno sulla tratta Francoforte-Washington. Le prossime mete per i 362 passeggeri che può ospitare (otto in prima classe, 92 in business e 262 in economy), ha detto Christopher Franz, amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di Lufthansa, alla presentazione di Francoforte, saranno Chicago, Los Angeles, New Delhi e Bangalore.
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Post n°928 pubblicato il 26 Aprile 2012 da personcina
Caldo e sabbia in arrivo dal deserto «Avremo un periodo di bel tempo che garantirà sole e cielo azzurro fino al primo maggio». Massimiliano Pasqui, dell'Istituto di biometeorologia del Cnr, racconta con soddisfazione la buona notizia che il tempo ci riserva già a partire da oggi. Il termometro nei prossimi quattro giorni si impennerà, salendo rapidamente: al Nord raggiungerà i 25 gradi e al Centrosud sfiorerà i 30 gradi. «Ma non parlerei di ondata di caldo - nota Pasqui -, le ondate sono ben più lunghe e insidiose. Questa fase è solo la conseguenza di un flusso d'aria calda che arriva dal Nordafrica, dall'Algeria, dal Marocco, abbondantemente carico di sabbia prelevata dal deserto». Ciò renderà il cielo velato e vedremo gli effetti sulle automobili parcheggiate mentre la corrente distribuirà calore e pulviscolo su buona parte dell'Europa fino alla Polonia. Il buon fine settimana, dunque, è assicurato, con bel tempo fino lunedì ma con qualche incrinatura che proseguirà nei giorni successivi. La calura tenderà a scendere e il vento di scirocco si affievolirà a causa dei temporali lungo la costa tirrenica, sulle Alpi e sugli Appennini.IL RITORNO DELLE PIOGGE - Ma nessuna illusione, l'estate rimane ancora lontana. I prossimi giorni saranno soltanto una pausa. Tra lunedì e martedì torneranno le piogge, anche copiose in qualche caso, e il termometro scenderà un po'. «Così prevediamo rimarrà - conclude Massimiliano Pasqui - almeno per l'intera prima decade del mese». Le correnti Atlantiche, insomma, torneranno a guastarci il cielo e, forse, pure l'umore.
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Post n°927 pubblicato il 22 Aprile 2012 da personcina
Dal 21 aprile mangeremo solo pesce importato Secondo il rapporto Nef e Ocean2012 abbiamo hanno già mangiato tutto il pescato che l'Italia riuscirà a produrre nel 2012- L'Italia sta consumando molto più pesce di quello che riesce a produrre, rendendo il Paese dipendente dalle importazioni. Lo rivela un rapporto pubblicato dalla New economics foundation (Nef) e da Ocean2012, secondo cui il 21 aprile, è il "fish dependence day" italiano, cioè il giorno in cui l'Italia inizia a essere dipendente dal pesce pescato in altre acque. Aver raggiunto il "fish dependence day'" non significa che da domani gli italiani potranno acquistare solo pesce importato, ma che hanno già mangiato tutto il quantitativo di pesce che la nazione riuscirà a produrre quest'anno.IN EUROPA - Stando al rapporto Fish Dependence: The increasing reliance of the EU on fish from elsewhere, l'Italia è autosufficiente per il 30% del pesce che consuma, a fronte del 51% della media dei 27 Paesi Ue. In questo la Penisola è in compagnia di altri Stati con un ampio affaccio sul mare, come il Portogallo (autosufficiente per il 24%), la Spagna (39%) e la Francia (38%). Così, se per l'Unione europea il '"fish dependence day" sarà il 6 luglio, per la Francia arriverà il 21 maggio e per la Spagna il 25 maggio, mentre per il Portogallo è stato il 30 marzo.
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Post n°926 pubblicato il 22 Aprile 2012 da personcina
Un giorno per la Terra Occorre diminuire il consumo di carne e scegliere cibi biologici L' odierna Giornata mondiale della Terra è densa di significati, anche perché si celebra a due mesi dalla grande ricorrenza di Rio+20, legata al ventennale dello storico Summit di Rio de Janeiro del 1992, in cui quasi tutti i Paesi del mondo si accordarono per dare inizio a un forte impegno di salvaguardia del Pianeta. 2) Scegli i prodotti di stagione; 3) Diminuisci i consumi di carne, che contribuisconoall'inquinamento globale (ogni italiano ne mangia 87 chili all'anno); 4) Scegli i pesci giusti e non i più cari e pregiati (ne consumiamo 25,4 chili all'anno); 5) Privilegia i prodotti biologici che non richiedono l'uso di combustibili fossili e di pesticidi; 6) Riduci gli sprechi, mangiando tutto quello che hai acquistato; 7) Evita di comprare prodotti con troppi imballaggi; 8) Preferisci i cibi semplici della nostra insuperabile gastronomia tradizionale; 9) Bevi l'acqua del rubinetto (è ottima!); 10) Cerca di non usare cucine e forni elettrici che divorano molta energia.
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Post n°925 pubblicato il 14 Aprile 2012 da personcina
Alberi al posto dei ghiacciai. Conosciamo molto bene la situazione dei ghiacciai di casa nostra. Il 98% di essi si sta ritirando. E i dati vengono rilevati e seguiti anno dopo anno. Ma non è così facile osservare da terra i ghiacciai di aree più recondite sia perché difficili da raggiungere sia perché problematiche dal punto di vista politico. |
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Post n°924 pubblicato il 14 Aprile 2012 da personcina
Silenzio: non disturbare la foresta. Le piante non ci sentono, ma una recente ricerca condotta negli States dimostra che sopportano molto male il rumore e l'inquinamento acustico. C'è una forma di inquinamento di cui si parla troppo poco perchè considerata, a torto, non pericolosa e dagli effetti meno devastanti rispetto agli spettacolari disastri industriali a cui ci hanno abituato i media negli ultimi anni: è l'inquinamento acustico.
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Post n°923 pubblicato il 14 Aprile 2012 da personcina
Un terremoto tira l'altro Fino ad ora era soltanto un'ipotesi nel campo della geologia: forse i sismi più violenti “si parlano”, innescando scosse anche in luoghi molto lontani tra loro. Ora le nuove ricerche ci dicono che un rapporto c'è. Anche se molto complesso.A volte la Terra sembra svegliarsi da un sonno profondo, scossa da tremori che rimbalzano da un luogo all’altro del pianeta. Il 29 settembre 2009, per esempio, alle 19:48 ora italiana, un terremoto di magnitudo 8.1 ha scosso le isole Samoa, nell’oceano Pacifico, causando decine di vittime e generando un violento tsunami che ha attraversato tutto l’oceano. Sedici ore dopo, un altro violento sisma (magnitudo 7.6) ha colpito l’area meridionale di Sumatra, a circa 10 mila km di distanza, provocando centinaia di morti. Poi è stata la volta delle isole Vanuatu, a 2 mila km da Samoa nella stessa direzione di Sumatra, colpite da un sisma di magnitudo 7.3, cioè simile a quello d’Abruzzo. Abbastanza simile il caso del terremoto a Sumatra (11 aprile 2011) seguito 2 giorni dopo da un piccolo sisma a Palermo.
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Post n°922 pubblicato il 11 Aprile 2012 da personcina
Il mistero degli iceberg. Ma dove son finiti tutti gli iceberg? In un decennio che è stato il più caldo dal 1900 ad oggi e soprattutto con i dati degli scienziati che ci dicono che i ghiacci groenlandesi si sciolgono come non mai e così quelli polari, verrebbe da pensare che gli icearg siano in aumento. Ed invece ecco la sorpresa. Partiamo dai dati: dal 1900 ad oggi (cioè a fine 2011 – la stazione degli iceberg si apre infatti ad aprile) sono stati contati 53.118 iceberg che sono scesi al di sotto del 48mo° di latitudine che è il parallelo al di sotto del quale vi è un intenso traffico di navi. Ovviamente quanto più ci avviciniamo ai nostri giorni migliore è il conteggio, in quanto dagli anni Settanta sono entrati in attività anche i satelliti per la loro localizzazione. La media è dunque ci 474 iceberg per anno. Essi iniziano a galleggiare verso la fine di aprile per arrivare ad un massimo attorno ai mesi estivi e tornare a zero verso novembre-dicembre. Ebbene nel 2011 sono stati contati solo 3 iceberg. Nel 2010 se ne è contato solo uno, anch’esso sceso sotto il 48° di latitudine. Nel 2005 altro anno di magra con soli 11 iceberg e nel 2006 il valore è stato zero. E’ pur vero comunque che nell’eccezione di questo periodo di magra il 2009 ha visto ben 1.204 iceberg in circolazione e 976 nel 2008. Ma veniamo ai record: nel 1984 se ne sono contati ben 2.202 e nel fatidico anno dell’affondamento del Titanic, il 1912, gli iceberg contati
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Post n°921 pubblicato il 11 Aprile 2012 da personcina
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Post n°920 pubblicato il 11 Aprile 2012 da personcina
Musica sulla cresta dell'onda . Il rumore del mare e delle onde che si infrangono sono tra i più evocativi suoni della natura. E anche tra i più misteriosi. Una nuova ricerca aiuta a spiegare come le onde del mare producono il tipico suono che ci fa tanto sognare. Secondo Grant Deane e Dale Strokes dell'Istituto di Oceanografia di La Jolla in California, la qualità del suono dipenderebbe dalla dimensione delle bolle d'aria che si formano quando le onde si infrangono.
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Post n°919 pubblicato il 11 Aprile 2012 da personcina
L'azione combinata del mare che si innalza e del terreno che cede Venezia affonda più in fretta del previstoNuove misurazioni Gps indicano che il centro storico prosegue la subsidenza e si inclina verso est- Ci sono novità per quanto riguarda Venezia e l’acqua alta che l’assilla: nuove misurazioni indicano che il centro storico della città continua ad affondare in modo lento, ma a una velocità maggiore di quanto supposto, e in più si sta inclinando leggermente verso est. Non c’è solo il livello del mare che si sta innalzando (eustatismo), ma anche il suolo che si abbassa (subsidenza). E questo era noto. Secondo quanto si sapeva finora però l’entità della subsidenza era più contenuta, invece pare non essere così. Per lo meno nell’ultimo decennio. Le nuove misurazioni giungono da una ricerca condotta da Yehuda Bock, geodeta dell’Istituto di oceanografia dell’Università di San Diego in California, in collaborazione con l’Università di Miami in Florida e con la società italiana Tele-Rilevamento Europa, che misura le deformazione terrestri, analizzando i dati raccolti da Gps e radar satellitari (InSAR) per quanto riguarda Venezia e la sua laguna. INCLINAZIONE - Ma non è l’unica novità. L’analisi dei dati ha evidenziato che il fondale della laguna si sta un po’ inclinando verso est di circa 1-2 millimetri all’anno. Vale a dire che la parte occidentale - dove è posta la città di Venezia – supera in altezza quella orientale. «La nostra analisi combinata di Gps e InSAR ha evidenziato chiaramente i movimenti nell'ultimo decennio che i due sistemi da soli non potevano percepire», dice Shimon Wdowinski, professore di geologia marina e geofisica presso l'Università di Miami. EMUNGIMENTO D’ACQUA - La subsidenza di Venezia venne riconosciuta come un'importante concausa dell’aumento delle acque alte. Gli studiosi attribuirono parte del fenomeno all’emungimento di acqua dalla falda, messa in atto dagli anni Venti agli anni Settanta, per raffreddare gli impianti industriali di Porto Marghera. Venne calcolato che imputabile a questo prelievo sia l’abbassamento di circa 7 centimetri. Il pompaggio di conseguenza fu vietato e la subsidenza dovuta all’agire dell’uomo si fermò, ma la subsidenza per cause naturali, dovuta soprattutto all’inabissarsi dei suoli nelle zone umide, è sempre in atto. La media - secondo i dati finora noti - è però valutata in 4 cm al secolo e non di 4 cm in vent'anni, come prospetta il nuovo studio.
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Post n°918 pubblicato il 11 Aprile 2012 da personcina
Neve, tempeste e città sotto zero - Tutta colpa della corrente scandinava - con un tocco di Baltico - che ha abbassato di 7 gradi la temperatura media di stagione. Regalandoci una Pasquetta gelida arrivata a tradimento, dopo l'illusione di un'estate che sembrava già qui.
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Post n°917 pubblicato il 10 Aprile 2012 da personcina
Fukushima: alta radioattività in mare, ma sotto i livelli massimi ammessi Campagna internazionale di campionamento condotta lo scorso giugno da 30 a 600 km dalla centrale- Concentrazione elevata di radionuclidi, ma inferiore ai livelli massimi ammessi per la salute umana. È il risultato pubblicato a inizio aprile sulla rivista Pnas di un'accurata campagna internazionale di campionamento condotta lo scorso giugno nell'oceano Pacifico di fronte alle coste del Giappone per misurare il tasso di radioattività e la dispersione in mare seguente all'incidente alla centrale nucleare di Fukushima dopo lo tsunami dell'11 marzo 2011.LIVELLI - Anche se i livelli riscontrati sono di molto inferiori a quelli limite, i ricercatori pongono alla comunità scientifica - e non solo - una domanda: l'accumulo di materiale radioattivo nei sedimenti sul fondo marino, a lungo termine quale pericolo può porre all'ecosistema marino? I principali radionuclidi campionati nel Pacifico sono stati due isotopi di cesio (134 e 137) che non hanno origine naturale nei mari. E in ogni caso l'incidente di Fukushima ha causato il più grande rilascio accidentale di radioattività della storia nell'oceano. Il tasso più alto di contaminazione - mille volte superiore alla media, ma pari a solo il 15% della dose annuale dovuta alla radioattività naturale - non è stato riscontrato a Fukushima, ma più a sud presso Ibaraki, a causa di un vortice che si è staccato dalla corrente di Kuroshio.NUOVO RILASCIO DI ACQUA CONTAMINATA - Intanto la Tepco, la società che gestisce le centrali di Fukushima, giovedì 5 aprile ha reso noto che si è verificata la rottura di una conduttura che collega un impianto di desalinizzazione a un serbatoio di stoccaggio. Sono fuoriuscite 12 tonnellate di acqua contaminata con materiale radioattivo e parte è finita nell'oceano. Perdite simili si sono verificate numerose volte lo scorso anno, ma le autorità hanno sempre detto che non comportano rischi per la salute. A dicembre il governo giapponese aveva dichiarato che l'impianto aveva raggiunto la stabilità e che le perdite di liquido radioattivo si erano sensibilmente ridotte. Ma lo scorso mese si è verificata un'altra fuoriuscita di 120 tonnellate d'acqua e 80 litri (lo 0,07%) erano finiti in mare.
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Post n°916 pubblicato il 10 Aprile 2012 da personcina
Giappone: tsunami, potranno MILANO - Se un terremoto di 9 gradi della scala Richter dovesse avvenire nella fossa Nankai, nel Pacifico a ovest del Giappone, alcune zone della costa potrebbero essere colpite da uno tsunami con onde fino a 35 metri. Questo scenario apocalittico - ma non più di tanto se si considera che il sisma dell'11 marzo 2011 raggiunse proprio i 9 gradi di magnitudo - è stato delineato dalla revisione di un precedente studio sui rischi di maremoto, risalente al 2003, voluto dal governo giapponese per far fronte a un nuovo devastante tsunami. Lo studio del 2003 affermava che l'onda massima avrebbe raggiunto un'altezza di 20 metri. Lo tsunami del 2011 a Miyako raggiunse un'altezza di 40,4 metri.LO SCENARIO PEGGIORE - Si tratta dello scenario peggiore previsto dagli analisti, che prevede che l'onda scatenata dal terremoto, che colpirebbe un tratto della costa lungo circa 850 chilometri, raggiungerebbe altezza massima di 34,4 metri nella città di Kuroshio, nella prefettura di Kochi. Gli studiosi affermano che la probabilità di un simile evento è «estreamente bassa», ma aggiungono che è il caso di approfondire gli studi sugli effetti e sulle aree che verrebbero colpite dallo tsunami. Infatti l'area di Tokyo, e fino alle isole meridionali Kyushu, sarebbero interessate da ondate di 20 metri di media.CENTRALI NUCLEARI - In particolare lo studio si sofferma sull'altezza dello tsunami che colpirebbe le centrali nucleari sulla costa, un tema molto sentito in Giappone dopo il disastro della centrale di Fukushima. Ora gli impianti nucleare nipponici sono stati disattivati, ma non smantellati (serviranno decenni). Per esempio nella centrale di Hamaoka, nella prefettura centrale di Shizuoka, le onde potrebbero raggiungere i 21 metri, superando la barriera di 18 metri che è in corso di realizzazione.
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Post n°915 pubblicato il 22 Marzo 2012 da personcina
Venezia affonda più in fretta del previsto Nuove misurazioni Gps indicano che il centro storico prosegue la subsidenza e si inclina verso est - Ci sono novità per quanto riguarda Venezia e l’acqua alta che l’assilla: nuove misurazioni indicano che il centro storico della città continua ad affondare in modo lento, ma a una velocità maggiore di quanto supposto, e in più si sta inclinando leggermente verso est. Non c’è solo il livello del mare che si sta innalzando (eustatismo), ma anche il suolo che si abbassa (subsidenza). E questo era noto. Secondo quanto si sapeva finora però l’entità della subsidenza era più contenuta, invece pare non essere così. Per lo meno nell’ultimo decennio. Le nuove misurazioni giungono da una ricerca condotta da Yehuda Bock, geodeta dell’Istituto di oceanografia dell’Università di San Diego in California, in collaborazione con l’Università di Miami in Florida e con la società italiana Tele-Rilevamento Europa, che misura le deformazione terrestri, analizzando i dati raccolti da Gps e radar satellitari (InSAR) per quanto riguarda Venezia e la sua laguna. INCLINAZIONE - Ma non è l’unica novità. L’analisi dei dati ha evidenziato che il fondale della laguna si sta un po’ inclinando verso est di circa 1-2 millimetri all’anno. Vale a dire che la parte occidentale - dove è posta la città di Venezia – supera in altezza quella orientale. «La nostra analisi combinata di Gps e InSAR ha evidenziato chiaramente i movimenti nell'ultimo decennio che i due sistemi da soli non potevano percepire», dice Shimon Wdowinski, professore di geologia marina e geofisica presso l'Università di Miami. EMUNGIMENTO D’ACQUA - La subsidenza di Venezia venne riconosciuta come un'importante concausa dell’aumento delle acque alte. Gli studiosi attribuirono parte del fenomeno all’emungimento di acqua dalla falda, messa in atto dagli anni Venti agli anni Settanta, per raffreddare gli impianti industriali di Porto Marghera. Venne calcolato che imputabile a questo prelievo sia l’abbassamento di circa 7 centimetri. Il pompaggio di conseguenza fu vietato e la subsidenza dovuta all’agire dell’uomo si fermò, ma la subsidenza per cause naturali, dovuta soprattutto all’inabissarsi dei suoli nelle zone umide, è sempre in atto. La media - secondo i dati finora noti - è però valutata in 4 cm al secolo e non di 4 cm in vent'anni, come prospetta il nuovo studio.
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Post n°914 pubblicato il 12 Marzo 2012 da personcina
SCOPERTE/ Dopo 120 milioni di anni si “rifà vivo” il dinosauro tunisino. Non tutte le buone scoperte capitano per caso, e spesso la perseveranza premia. Da oltre tre anni nella vasta regione che si estende a sud della città di Tataouine, nella Tunisia meridionale, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna porta avanti la propria ricerca per riportare alla luce fossili vecchi di 120 milioni di anni. Il progetto, che è stato realizzato in collaborazione con l’Offices National des Mines di Tunisi per lo studio del patrimonio geologico e paleontologico della Tunisia, aveva prodotto già importanti risultati con la scoperta di diverse località fossilifere.
Tuttavia, la scoperta avvenuta nel mese di marzo ha certamente portato grande entusiasmo non solo nel team di ricercatori sul posto, ma anche agli esperti del settore. Aldo Bacchetta, che dall’inizio collabora con l’Università di Bologna in qualità di esperto del difficile territorio desertico e dall’occhio ormai esperto, si è imbattuto in un frammento osseo ancora parzialmente sepolto nelle sabbie del Cretaceo che poco aveva a che fare nell’aspetto con i tanti piccoli resti ossei che si trovano nella regione. La sua curiosità ha portato a una prima pulitura del frammento, che in breve si è rivelato essere la classica punta dell’iceberg. Al di sotto della dura sabbia infatti, si celava molto altro.
Dopo una settimana di scavi, il piccolo frammento aveva lasciato posto ai resti di un grande dinosauro erbivoro di cui si sono fossilizzati perfettamente le ossa del bacino e parte della coda. Questo almeno rivela la prima parte dello scavo, e molto altro attende di essere portato alla luce. Le sole ossa del bacino misurano 150 cm di lunghezza, e vertebre alte 45 cm in splendido stato di conservazione sono state recuperate e messe in sicurezza. È la prima volta in Tunisia che vengono rinvenuti i resti articolati - ossia nella posizione in cui l’animale è morto - di un dinosauro. I lavori di scavo sono stati dedicati alla messa in sicurezza di questo reperto attraverso l’uso di colle speciali e strutture protettive in gesso che hanno permesso di prelevare parte dello scheletro. La missione sul terreno, organizzata grazie al supporto di Eni, ha permesso un primo trasporto alla sede dell’Office National des Mines a Tunisi, da dove proseguirà il suo viaggio fino al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna per essere preparato e studiato.
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Post n°913 pubblicato il 12 Marzo 2012 da personcina
ANTARTIDE/ Crepa nei ghiacci: un iceberg grande quanto New York? Allarme ghiacci. Ua missione area scientifica ha scoperto una crepa enorme al Polo Sud: si teme possa staccarsi un iceberg di proporzioni enormi.
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Post n°912 pubblicato il 12 Marzo 2012 da personcina
Pericolo per torri elettricità a Tianjin, rimossi nidi di uccelli. Tianjin (Cina) - Non appena arriva la primavera e gli uccelli migratori volano nel nord della Cina verso i luoghi estivi di nidificazione, uno dei compiti più importanti degli addetti alla manutenzione degli impianti elettrici del comune di Tianjin, è di spostare i nidi di uccelli costruiti sulle torri elettriche perché potrebbero causare gravi incendi e mettere così a rischio la sicurezza dell'intera città, oltre ad uccidere gli animali. Ecco perché negli ultimi giorni diverse squadre della società elettrica di Tianjin si sono dovute arrampicare su dieci torri elettriche a diversi metri di altezza, rimuovendo i nidi degli uccelli, portarli giù con una carrucola e poi posizionarli sui rami degli alberi vicini. Per ogni nido è necessaria circa mezz'ora di lavoro. I nidi, fatti con erba bagnata e fili di ferro arrugginiti possono condurre scariche elettriche e provocare corto circuiti.
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