Creato da patty1_mah il 02/10/2007

Sottouncielodistelle

Ai confini dell’infinito, dove cielo e terra si prendono per mano

 

 

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Post n°11210 pubblicato il 18 Febbraio 2018 da patty1_mah




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Post n°11209 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da patty1_mah

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Il tuo silenzio mi ha dato tutte le risposte
A volte aspetto una tua risposta, le tue parole… Non ho imparato che non arrivano o che forse me le trasmetti in un altro modo, in assenza, come vuoti che non si riempiono di lettere e di frasi. Il tuo silenzio racchiude quello che non voglio ascoltare, quello che nego sentirti pronunciare.
È da codardi lasciare che il silenzio sia la risposta, ma a volte è quello che ci rimane. Ancora non ho imparato a non aspettarmi nulla da te, a non avere aspettative, a sapere che quel vuoto che lasci e crei è la tua risposta, è quello che vuoi dirmi.
“Ben poche cose sono assordanti quanto il silenzio.”
Mario Benedetti
Non imparo a decifrare il tuo silenzio
Non riesco ad interpretare il silenzio quando chiudi una porta e lasci che i miei pensieri volino per cercare di dare un senso a quelle parole che non pronunci. Ho bisogno che tu attribuisca delle parole a tutto quell’intenso silenzio che lasci ogni volta che te ne vai, ogni volta che non parli.
Il tuo silenzio crea una distanza tra noi due, un abisso che è impossibile attraversare, una separazione inspiegabile che non merito, che non capisco e che, tuttavia, devo accettare. Ma il tuo silenzio è un cammino che si divide in migliaia di possibilità e non posso sapere quale rispecchia i tuoi PENSIERI.
Lì, nel mezzo del silenzio, non trovavo l’eternità, ma la morte del tempo e una solitudine così profonda che le parole stesse perdevano il loro significato.
Toni Morrison
Quello che so del silenzio
I tuoi silenzi non sono sempre uguali, cambiano senza che me ne renda conto. Ci sono silenzi timidi, in cui non hai il coraggio di parlarmi, ma mi guardi negli occhi e i tuoi occhi mi parlano.
Ci sono silenzi ironici, quando incroci il mio sguardo e sorridi senza dire nulla. Ci sono silenzi confusi, quando ti faccio una domanda e non mi hai ascoltato perché sei lontano da qui senza volerlo. E, soprattutto, ci sono silenzi complici, quelli che bruciano l’anima con labbra che non pronunciano parole.
Ma questo silenzio, quello che ora ci separa, rinchiude altre cose, quelle che non osiamo dirci, e ha creato un profondo abisso tra quello che abbiamo e quello che vogliamo. E anche se non mi aspetto nulla, dubito di aver compreso del tutto il tuo silenzio.
La mia risposta al tuo silenzio
Posso trovare mille risposte al tuo silenzio, ma posso risponderti solo in un modo: dimmi quello che pensi, quello che ti preoccupa, sono accanto a te per aiutarti, per capirti. Se hai bisogno di un abraccio, te lo darò. Se hai bisogno di un bacio, te ne darò cento. Se vuoi solo che ti ascolti, lo farò, ti chiedo solo di pronunciare quello che vuoi dire.
Ti posso rispondere in tanti modi, posso ricambiare con il silenzio, ma non voglio aumentare ancora di più la distanza che c’è tra noi. Posso continuare a trasformare in parole il tuo silenzio oppure posso ovviare, continuare a parlarti senza ricevere risposta. Rispetto il tuo silenzio e ho bisogno che rispetti la mia incertezza, la mia necessità di sapere, di conoscere i tuoi pensieri.
Le risposte che mi dà il tuo silenzio
Se te ne vai senza dire nulla, il tuo silenzio mi sussurra che non vuoi farlo. Se non rispondi ai miei messaggi, il tuo silenzio mi dice che non ti importa come mi sento o quello che penso. Se ti chiedo a cosa pensi e tu non mi rispondi, il tuo silenzio mi dice che c’è qualcosa che mi vuoi nascondere.
Può essere che le risposte che vuoi dare con il tuo silenzio non siano queste, ma altre, ma non posso saperlo se non mi aiuti a capire quello che non dici.
Quasi non mi ricordo l’eco delle tue parole, non le sento più, ti muovi davanti a me come un fantasma, come qualcuno che non riconosco ed è il tuo silenzio a suggerirmi quello che non sei capace di dire a voce.
E se di nuovo chiudi la porta dietro di te, senza pronunciare alcuna parola, chiudi per sempre, non tornare, perché sarà solo in quel momento che capirò che volevi solo dirmi addio.
Le parole non bastano mai quando ciò che si ha da dire deborda dall’anima.
Julio Cortázar
La mente è meravigliosa

 
 
 

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Post n°11208 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°11207 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da patty1_mah

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Post n°11206 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da patty1_mah

Non giustifico più nulla. Non tollero più le mancanze, le disattenzioni, il protrarsi di situazioni sbagliate, che tanto non diventeranno mai giuste. Se una cosa è sbagliata dall'inizio, è inutile cercare di farla diventare giusta. Non lo sarà mai.
C.V. - Dove ti trovo?

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Post n°11205 pubblicato il 12 Febbraio 2018 da patty1_mah

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Post n°11204 pubblicato il 10 Febbraio 2018 da patty1_mah

La pace di quando non te ne frega più niente. Impagabile!

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Allontanarsi può essere una grande dimostrazione d’amore

Post n°11203 pubblicato il 09 Febbraio 2018 da patty1_mah

Allontanarsi non vuol dire non avere interesse per la persona. Può essere indicativo del fatto che apprezziamo molto di più il partner in quanto dimostriamo di volere che cresca da solo.
Allontanarsi da qualcuno può costituire una grande dimostrazione d’affetto perché la nostra presenza a volte non è d’aiuto, tutto il contrario.
Crediamo che stare al fianco di qualcuno sia un atto di coraggio, ma se richiedesse molto più coraggio allontanarsene, invece?
Non devono necessariamente farci sentire in colpa, insultarci o trasformarci nel bersaglio delle loro critiche. A volte prendere le distanze dalle persone a cui vogliamo più bene nel momento giusto può rappresentare un grande regalo.
Allontanarsi permette agli altri di combattere le proprie battaglie
Cosa succede quando vogliamo molto bene a qualcuno? Desideriamo che non gli capiti nulla di brutto e ci auguriamo il suo benessere al punto che, se potessimo metterci nei suoi panni, lo faremmo senza esitare.
Sappiamo, però, che questo non è positivo. Immaginiamo di attraversare un momento molto brutto dal quale non riusciamo a venire fuori. Magari la gente attorno a noi ci ha fornito parole di conforto, ma niente di più: non possono fare altro per noi.
Nel caso in cui qualcuno tentasse di dirigerci, consigliarci e guidarci mantenendo la propria prospettiva esterna o persino facendo cose che spetterebbero fare a noi, non farebbe che toglierci la grandiosa opportunità di imparare da una delle numerose esperienze forniteci dalla vita.
Tendiamo a fuggire da tutti gli eventi spiacevoli che ci capitano. Se gli altri vogliono prendere in mano la situazione, per noi va benissimo. Questo atteggiamento, però, ci porterà a non assumerci le responsabilità di ciò che ci succede.
 A nessuno piace stare male, ma soffrire permette di crescere, maturare ed imparare. Senza gli eventi negativi, non saremmo in grado di dare il giusto valore a quelli positivi; senza le vicende tristi, saremmo incapaci di dirigerci verso ciò che è più giusto per noi.
Cercare di sostituirci a quella persona che tanto amiamo o desiderare di condurre le battaglie in vece sua è un tremendo errore.
Quando l’amore ci rende ciechi, ci impedisce di pensare con chiarezza e di osservare le circostanze per come sono e capire che possono costituire una grande opportunità. In questo caso, allontanarsi rappresenta la migliore opzione.
Prendere le distanze non vuol dire non tenere a una persona
Esistono diverse convinzioni che possono aiutarci quando pensiamo di allontanarci da qualcuno, di lasciargli il suo spazio per smettere di essere una zavorra nel suo cammino verso la crescita.
Senza rendercene conto, a volte,manipoliamo, sopraffacciamo, perché vediamo la realtà in modo diverso.
L’importante, però, è permettere che ognuno agisca come meglio crede, anche se non lo riteniamo il modo migliore.
Per questo motivo, è molto importante allontanarsi, anche se determinate convinzioni che si annidano nella nostra mente ci incitano a restare al fianco delle persone che amiamo. Di seguito ne elenchiamo alcune:
“Non posso allontanarmi da lui/lei perché senza di me non sarebbe capace di andare avanti”. Un pensiero simile evita che l’altra persona prenda le redini della situazione e, inoltre, la si priva di valore considerandola incapace di risolvere le cose da sola. Non siete il salvatore di nessuno.
“Se mi allontano penserà che non mi preoccupo per lui/lei”. Magari l’altra persona non lo penserà. In effetti questa può rappresentare solo la vostra paura inconscia che gli altri pensino male di voi perché non fate ciò che viene considerato “corretto”.
“Ha bisogno di me, dice sempre che sono molto importante”. Forse la persona che tanto amate si è appoggiata tanto a voi da dipendere da voi. Non può fare a meno della vostra presenza per stare bene e affrontare la situazione. Non immaginate nemmeno quanto bene le fareste allontanandovi.
Le dimostrazioni d’amore presentano diverse prospettive
Troppo spesso assumiamo come verità assoluta tutto ciò che abbiamo fatto fino a questo momento. A volte, però, bisogna mettere in discussione il nostro modo di agire e di pensare, assumere nuove prospettive.
Per molto tempo abbiamo creduto che il fallimento fosse qualcosa di terribile, finché non abbiamo cominciato a interpretarlo come un momento di crescita. Consideriamo la dipendenza sinonimo di amore, quando il vero amore si coltiva in modo individuale.
Allontanarsi da qualcuno può permettergli di crescere, maturare e diventare forte. Nessuno, infatti, può assumere il controllo delle nostre vite, salvo noi stessi.
Non togliamo agli altri l’opportunità di acquisire potere. Se hanno paura, se si sono attaccati e hanno bisogno di noi perché credono che senza non potrebbero riuscirci, è giunto il momento di allontanarsi.
Vivere più sani

 
 
 

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Post n°11202 pubblicato il 07 Febbraio 2018 da patty1_mah

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Post n°11201 pubblicato il 06 Febbraio 2018 da patty1_mah


"Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, 
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco."
Charles Bukowski

 
 
 

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Post n°11200 pubblicato il 06 Febbraio 2018 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°11199 pubblicato il 05 Febbraio 2018 da patty1_mah

“Ti scrivo per dirti che ti libero da me, che ti amputo da me; sii felice e non cercarmi mai più. Non voglio saperne più niente di te e non voglio che tu sappia nulla di me”.
(Lettera di Frida Khalo a Diego Rivera)

 
 
 

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Post n°11198 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da patty1_mah


Se ti fa del male una volta, può darsi che fosse completamente inconsapevole di poterti ferire.
Perdona e ricomincia.
Se ti fa del male una seconda volta, probabilmente sospettava di poterti ferire, ma non ne aveva piena certezza.
Perdona e ricomincia.
Se ti fa del male una terza volta, era assolutamente consapevole del dolore che ti avrebbe procurato e ha scelto di farlo ugualmente.
Perdona e ricomincia.
Da sola-
Serena SantorelliL'immagine può contenere: 1 persona, primo piano

 
 
 

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Post n°11197 pubblicato il 02 Febbraio 2018 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°11196 pubblicato il 29 Gennaio 2018 da patty1_mah

"Resta 
con chi 
continua
a cercarti
anche se
ti ha già
trovato..."
Alejandro Jodorowsky

 
 
 

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Post n°11195 pubblicato il 28 Gennaio 2018 da patty1_mah

Per non dimenticare
Storia delle foibe - La strage dimenticata
Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell'istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.
La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell'armistizio dell?8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano 'nemici del popolo?. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l'istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l'unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l'odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l'italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.
Nel febbraio del 1947 l'italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l'istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell'uRSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affronta il dramma, appena concluso, degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l'argomento nel disinteresse. Come ricorda lo storico Giovanni Sabbatucci, la stessa classe dirigente democristiana considera i profughi dalmati 'cittadini di serie B?, e non approfondisce la tragedia delle foibe. I neofascisti, d'altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a raccontare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani. Fra il 1943 e il 1945 quelle terre sono state sotto l'occupazione nazista, in pratica sono state annesse al Reich tedesco.
Per quasi cinquant'anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta 'perché, ricorda ancora Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo?. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe. Inizia oggi l'elaborazione di una delle pagine più angoscianti della nostra storia.

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Post n°11194 pubblicato il 28 Gennaio 2018 da patty1_mah

Non voglio spogliarti dei vestiti,
quelli li toglierai tra un brivido e un sussurro,
voglio spogliarti l'anima,
per sentirne il profumo.
Stefano Ariel Dainelli
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Post n°11193 pubblicato il 26 Gennaio 2018 da patty1_mah

Sapevo che saresti stata troppo orgogliosa per tornare, 
così ho deciso di venire a prenderti.
Gabriel Garcìa Màrquez
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Post n°11192 pubblicato il 25 Gennaio 2018 da patty1_mah

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Frammenti di storia lastrigiana: La piccola Laura e l’orco

…..”mi avevano detto che gli orchi erano i tedeschi, ma il mio orco invece si nascondeva fra quelli dove io avevo riposto la mia fiducia”….

Oggi vi racconto la mia storia.
E’ orrenda vi avverto, prima di continuare a leggere valutate se riuscirete a reggere lo sdegno. 
Ero riuscita a sopravvivere ai tedeschi, quelli che tutti, i miei genitori, i miei amichetti, mi dicevano “sono cattivi”, “uccidono tutti”… e finalmente quegli uomini cattivi erano andati via.
Mai, ma davvero mai, avrei pensato che l’orco che mi ha strappato la mia giovane vita, si nascondesse fra quelli che tutti gli adulti, i miei genitori, i miei amichetti, festeggiavano mentre entravano a Lastra a Signa.
Entravano sorridenti, invece i tedeschi erano impauriti, impazziti, tesi, cattivi e urlavano sempre.
Entravano senza combattere, con le armi in spalla, invece i tedeschi avevano sempre un’arma in mano e una di riserva in spalla, bombe infilate nelle cinture e negli stivali, e si guardavano sempre intorno, come chi sa che sta per morire.
Entravano puliti, invece i tedeschi erano sporchi, sudati e fangosi, si nascondevano come topi tra le macerie dei bombardamenti e sull’argine dell’Arno fangoso, tentando di non finire sotto una bomba degli aerei.
Profumavano di lavanda, mentre i tedeschi puzzavano di rancore, rabbia cieca e paura.
Regalavano sigarette ai grandi e cioccolata a noi bambini, i tedeschi invece non ricevevano più nulla dalle loro retrovie e quindi come lupi affamati raziavano a noi tutto quello che gli serviva.
E un’altra cosa…baciavano…abbracciavano e baciavano le donne e le ragazze, mentre i tedeschi non baciavano nessuno, forse perché sentivano addosso la nera signora ed avevano paura di baciare per sbaglio quella.
Io non ero ne donna ne ragazza, io ero una bambina, e la sola idea di baciarti una guancia, orco schifoso, mi repelleva.
Ero solo una bambina.
Orco maledetto, tientelo il tuo cioccolatino se il prezzo è questo.
Ma tu, verme schifoso, davanti alla mia Dignità, al Coraggio di una bambina a fronte della tua nullità, non hai saputo fare altro che uccidermi, ho preferito la lama del tuo coltello con cui mi minacciavi al petto piuttosto che le tue luride mani addosso!
Poi sono stata riuccisa tante altre volte, da chi ancora meno mi aspettavo, da chi ha annotato sul registro “morta per tragica fatalità”…si la fatalità di trovare un orco, uccisa da chi ha costretto i miei genitori a non scrivere niente sulla mia lapide per non mettere davanti alle loro colpe i “liberatori”, uccisa da chi ha da sempre cercato di oscurare la mia storia, uccisa nuovamente da chi al “campino” dove giocavo sempre e dove l’orco mi ha accoltellata, poi ha costruito un monumento, dedicato a tutti i caduti di guerra, e quindi non a me che sono stata assassinata da un orco, non dalla guerra.
Non un cippo, non una lapide, non una iscrizione per me, piccola lastrigiana che ha preferito la lama alle angherie: da quassù ancora il mio coraggio non lo vedo a tanti di voi italiani!
Mi hanno detto che adesso c’è una giornata dedicata alla violenza sulle donne ed al femminicidio…ebbene voi lastrigiani, in quella giornata, ricordate anche me: sarei diventata una donna anche io, non esponete oggetti rossi, ma la mia foto se avete un briciolo del mio Coraggio che ho dimostrato io nel difendermi!
Io adesso sono qui, la foto della mia lapide vi guarda tutti negli occhi…sto con una mano in tasca come chi aspetta giustizia ed aspetta di vedere se ancora dopo 74 anni avete ancora paura di parlare di quello che mi è successo e di chi è la colpa.
Dove non arriverà la giustizia umana, arriverà quella Divina.
In Memoria ed Onore di una piccola coraggiosa lastrigiana.

 
 
 

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Post n°11191 pubblicato il 25 Gennaio 2018 da patty1_mah

…l’hai amata male. Tu l’ami come se aveste tutta la vita davanti. Non è così che si deve amare.
[Chi ti ama torna sempre indietro - Guillaume Musso]

 
 
 
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vero...
Inviato da: patty1_mah
il 19/12/2017 alle 12:37
 
questo scritto da anni gira su web ma fa sempre effetto.
Inviato da: capitolato000
il 17/12/2017 alle 14:53
 
Che tesoro....grazie
Inviato da: patty1_mah
il 17/10/2017 alle 15:22
 
che schianto ,unica.
Inviato da: roby.capricorno
il 27/09/2017 alle 14:17
 
Quanto eri bella,quanto sei bella .
Inviato da: roby.capricorno
il 22/09/2017 alle 15:37
 
 

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E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla,

per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e

senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Pedro Salinas