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Le primarie del PD

Post n°30 pubblicato il 28 Gennaio 2009 da MariaGraziaMessineo
Foto di MariaGraziaMessineo

[Piccolo preambolo.E' da molto molto tempo che trascuro il blog. Il che mi dispiace. Sono successi tanti di quegli episodi in questi mesi, che meritavano di essere menzionati. Ho deciso di rifarmi adesso con il seguente articolo.

Candidata quale delegato del PD all'elezione del segretario provinciale, ecco le mie riflessioni sulla giornata delle primarie, svoltesi il 25 gennaio scorso.]

Le primarie del Pd. C’è chi le considera un momento di vera democrazia, ma fino a che punto?

Vorrei spostare l’attenzione di chi legge ad un aspetto di queste primarie che va sottolineato, per onor del vero, e soprattutto per chiarire ancora una volta come un partito nuovo, o delle primarie nuove, non bastano a cambiare la politica, la mala-politica, che ostruisce le vie per  il raggiungimento di un obiettivo comune.Il mio non vuole essere un discorso fazioso, sebbene mi sia ritrovata candidata nella lista di una delle correnti del partito. Ma  una considerazione oggettiva del modo sbagliato di far politica da parte di “certa gente”. Sottolineo “certa”, perché sono chiari a tutti i nomi di coloro che da anni con le solite tattiche subdole e affaristiche portano avanti logiche sbagliate, volte a ledere l’interesse sociale in nome di quello individuale.

Queste primarie ancora una volta hanno messo in evidenza nella maniera più plateale e spudorata la leggerezza di far politica da parte di alcuni. Sempre se di politica si può parlare. Certo, non di quella con la P maiuscola.

E’ vero siamo usciti sconfitti da queste primarie troppo veloci, forse anche un po’ troppo confusionarie. Forse troppo poco discusse. Ma non abbiamo piegato la testa. Ci siamo opposti a quel ”Qualcuno” e a più di “qualcuno” che avrebbe voluto imporci una politica fatta di soli numeri e di regole dettate, da accettarsi passivamente  in virtù di un ipse dixit!

E’ mancato il dialogo tra i membri di uno stesso partito. Un dialogo proposto fino alla fine da uno schieramento, a difesa di una collaborazione e di un’unità che non dovrebbe mancare all’interno di uno stesso partito,  e rifiutato dall’altro, che con freddezza e disinteresse dell’opinione di tutti quanti i “compagni”, ha preferito decidere a tavolino (chissà magari al bar e non in sezione) la sorte della segreteria di partito( come d’altronde  si fa dappertutto ormai), imponendo il proprio candidato (nello stesso modo in cui i vertici di Reggio hanno imposto  quello alla segreteria provinciale)  con la scusa di avere abbastanza numeri per farlo.

Numeri reclutati al momento, iscrizioni di massa, scambi di voti richiesti a schieramenti politici opposti al pd, destra e socialisti, tanto per far vedere di avere 500 insignificanti numeri.

“Mi raccomando devi votare Tizio…hai capito…la “x” su Tizio…non sbagliare”. Era quello che “certa gente” ripeteva continuamente a tutti coloro che si avvicinavano alle urne, ragazzi e donne mai visti in sezione, anziani trascinati…Persone che, sono sicura, non si vedranno mai più in sezione per collaborare alla riuscita di un progetto comune. Numeri di circostanza.

Ci sono bastati 173 voti. Sapevamo che non avremmo vinto,ma sapevamo anche di poter affermarci come un vero gruppo nuovo, lontano dalla cosiddetta politica dei “vecchi lupi”. Voti genuini, voti di gente fattivamente attiva a Siderno, che ci seguirà anche in sezione per la riuscita di un progetto politico volto a debellare l’oligarchia e a portare avanti invece una politica basata sul dialogo e non sui “ numeri”. Pochi voti ma buoni, senza disturbare le file della destra e dei socialisti, convinti che  quei 173 numeri cresceranno,  se la gente capirà che per vincere non bisogna stare a guardare, attendendo che il deus ex machina scacci via i vecchi lupi. Bisogna non piegare la testa agli “ipse dixit”, bisogna proporre un’alternativa. Noi l’abbiamo proposta proprio in occasione di queste primarie,e continueremo a proporla mantenendo la testa alta, più di quanto coloro che "A testa alta" si “etichettano”.

Siderno, 26.01.2009

Maria Grazia Messineo

 
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