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Homo Sapiens "la Catastrofe"

Post n°120 pubblicato il 10 Dicembre 2009 da Piero_Calzona
 

HOMO SAPIENS:

"La Catastrofe dell’evoluzione"

Se Dio ha creato l’Uomo a sua immagine e somiglianza allora possiamo dedurre che Dio è malvagio e distruttore. Cos’è che mi spinge a fare una simile affermazione? E’ il risultato aberrante di un Essere che da quando si è staccato, circa sei milioni di anni fa, dalle scimmie antropomorfe ha iniziato la sua autodistruzione e la distruzione dell’ambiente in cui vive. La storia è lunga e complessa, cercherò di fare una breve sintesi per circoscrivere le cause di questo singolare e terribile fenomeno. Secondo alcuni etologi, come Konrad Lorenz, Danilo Mainardi, Desmond Morris, Eibl Eibesfeldt, gli animali hanno un comportamento che risponde alle necessità della loro sopravvivenza, c’è la preda e il predatore, questa è la dura legge della natura, ma tutto si svolge secondo precise leggi naturali senza alterare l’equilibrio ecologico e senza provocare catastrofi irreversibili. Nella storia del mondo abbiamo assistito, invece, a molte catastrofi naturali, quindi indipendenti dagli animali, come l’estinzione dei dinosauri, circa 65 milioni di anni fa, con la caduta di un asteroide di grosse dimensioni che ha provocato uno sconvolgimento ecologico a tal punto da oscurare la Terra per la grande nube di polveri e un abbassamento della temperatura con la conseguente estinzione di circa il 70% degli esseri viventi. Altre catastrofi di natura climatica si sono abbattute sulla Terra ed altre difficoltà di sopravvivenza si sono manifestate su molte specie animali, molte si sono adattate altre si sono estinte. Ma ecco che arriva l’Uomo! La grande "Catastrofe" dell'evoluzione.

Vediamo in sintesi il comportamento dell’Uomo nella storia.

Amministrare le risorse ambientali per un tempo prolungato è sempre stato un compito difficile, a partire dal momento in cui l’Homo Sapiens ha sviluppato l’inventiva necessaria per cacciare in modo efficiente, circa 50.000 anni fa. A cominciare dalla prima colonizzazione umana del continente australiano circa 46.000 anni fa, e dalla conseguente rapida estinzione della maggior parte degli antichi marsupiali giganti e di altri animali di grossa taglia, ogni nuovo arrivo dell’essere umano in un territorio, fosse l’Australia, l’America del Nord o del Sud, il Madagascar, le isole del Mediterraneo, le Hawaii, la Nuova Zelanda e dozzine di altre isole del Pacifico, è stato seguito da un’ondata di estinzioni di animali di grossa taglia. L’Uomo ha iniziato così il suo percorso di distruttore della natura fino al punto in cui molte volte ha rischiato la propria autoestinzione. Dove arrivava la mano dell’Uomo faceva stragi di ogni tipo.

Purtroppo questa caratteristica distruttrice, che è nell’Uomo, non solo è rimasta ma in questi ultimi decenni si stanno verificando degli episodi di declino ambientale di proporzioni enormi e irreversibili. L’Uomo è dunque un essere brutale e catastrofico? Pare proprio di si!!!

Se l'uomo del Terzo Millennio non porrà un freno allo sfruttamento del Pianeta e dell'ambiente, in 20 anni diventerà una specie in via di estinzione. Inquinamento, distruzione ambientale, globalizzazione, supremazia di una civiltà che non si ferma di fronte a niente pur di conseguire un utile immediato. L'uomo è diventato un elemento sconvolgente per la natura e quindi, per ricaduta, per l'uomo stesso. Vuole la globalizzazione, senza capire che l'appiattimento delle diversità porterà alla banalità e distruggerà importanti patrimoni culturali. Oggi siamo alla vigilia della sesta estinzione. Ci sono stati altri momenti nell'evoluzione umana con pericoli di annientamento per i generi viventi terrestri. Oggi però la situazione è totalmente nuova: potrebbe succedere non più in 100 mila anni ma in un solo anno. Le tracce ci sono ovunque: la quasi totale scomparsa delle rondini, degli storioni nel Po e di molte altre specie animali. Il rischio di estinzione per oltre 50 culture umane, la supremazia di una specie, quella umana, che sta distruggendo l'ecosistema planetario. E l'incapacità di pensare soluzioni lungimiranti che salvaguardino il futuro dell'intero pianeta. Sulla Terra vivono ora circa sei miliardi di uomini. Per tre miliardi di anni il pianeta si è evoluto secondo i ritmi biologici adeguati alla sua struttura. Poi è arrivato l'uomo che in diecimila anni si è evoluto in un modo tutto suo, con meccanismi totalmente diversi.

Si parla di evoluzione culturale dell'uomo, ma finalizzata a cosa? Per lo più a profitti di breve durata e senza alcuna considerazione verso le ricadute negative a lungo termine. Certo, predatore e preda sono sempre esistiti, chi dice il contrario? Ma se il predatore si arma di auto, fucile, cellulare, la coevoluzione non sarà più possibile. La biologia insomma non tiene più il passo della cultura. E gli squilibri sono già enormi. Ma c'è di peggio: con il diffondersi della cosiddetta "globalizzazione" l'intero mondo umano si sentirà in dovere di comportarsi così e di utilizzare lo stesso scriteriato modello. La nostra cultura è troppo distruttiva. Serve un nuovo pensiero, un pensiero che scivoli via dall'antropocentrismo per finire al biocentrismo dove non l'uomo ma la vita sta al centro di tutto. E non si tratta di un fine da conseguire per pura generosità. Il futuro dell'uomo del Terzo Millennio è dunque incerto. Non è disfattismo, terrorismo o pessimismo. I segnali sono evidenti. Lo attendono disastri naturali, squilibri culturali che già sono iniziati in tutto il mondo, nonché banalizzazione, tendenza all'uniformità, sovrappopolamento, povertà, scelte miopi. "Risolviamoli con la globalizzazione" dice l'uomo contemporaneo. E vediamola questa globalizzazione. Avrebbe dovuto evitare il razzismo. Invece è anche peggio di prima. Purtroppo ha introdotto invece il nuovo termine di pulizia etnica, dove razze che prima convivevano pacificamente sembrano ora non tollerarsi più. E intanto qualcuno manovra sopra di loro fili invisibili che portano solo a denaro e profitto. Razze intere scomparse solo perché per sfamarsi rubavano pecore ai bianchi, cinquanta culture nel mondo a rischio di estinzione perché non sanno adattarsi alla globalizzazione.

L'uomo del Terzo Millennio deve allora fermare la sua sfrenata corsa verso l'autodistruzione, contare umilmente i danni provocati e porvi subito rimedio, progettando il futuro, è l'unico modo per salvare quanto ancora si può salvare, la nostra cultura si è sempre imposta come la migliore. Per questo le conseguenze delle sue azioni non avevano alcuna importanza. I risultati invece sono evidenti: perdite irreparabili di patrimoni consolidatisi per milioni di anni. Non resta molto tempo, ma si può fare ancora qualcosa: la cultura ecologica deve divenire centrale, entrare nelle scienze economiche e politiche e dare il giusto scossone all'umanità che decide.

Per avere governanti migliori, bisogna avere una popolazione preparata. E' questa la sfida del Terzo Millennio.

I responsabili dell'ambiente in cui viviamo insomma non sono "gli altri", siamo noi: noi con le nostre scelte che devono essere lungimiranti, con le nostre azioni che buone o cattive devono sempre essere consapevoli delle ricadute che avranno sugli altri e sull'ambiente, con la nostra capacità critica che nessuno deve toglierci, con il nostro coraggio di essere coerenti e di andare fino in fondo a quello in cui crediamo, ma soprattutto con la nostra capacità di ragionare per conto nostro, impedendo a chiunque di prepararci già preconfezionato il nostro destino, il nostro cibo, la nostra giornata, il nostro pensiero. Uno per tutti, tutti per uno, questa è la strada da seguire.

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Catastrofi causate dall’Homo Sapiens

Sovrappopolazione

Deforestazione

Inquinamento culturale

Inquinamento luminoso

Inquinamento acustico

Inquinamento elettromagnetico

Inquinamento nucleare

Inquinamento industriale

Inquinamento atmosferico

Inquinamento fognario

Inquinamento da rifiuti urbani

Inquinamento idrico

Inquinamento del suolo

Inquinamento agricolo

Inquinamento biologico

Inquinamento oceani

Buco fascia dell’ozono

Effetto serra

Estinzione specie animali

Distruzione biosfera

Riduzione combustibili (petrolio, carbone)

Guerre (teocratiche e civili)

Politica, sulla politica ci sarebbe da scrivere un intero libro dirò solo (malgoverno)

Scientismo, tecnologia speculativa

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