PINOTECAOvverossia la bottega di Pino |
Benvenuto nella mia bottega! Non ho poltrone, ma una semplice sedia e un vecchio divano. Rilassato o incazzato, se sei qui capitato, significa che sei in giro a fare shopping. Allora, riposati un po', prendi fiato e poi corri dove ti pare e piace, ma ricordati: anche il fuoco più forte diventa cenere.
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Nickname: egregius
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HA RESO SORDO
IL COCCODRILLO
ZANZARE

CHI ACCENDE UNA LUCE AL BUIO
SI ASPETTI LE ZANZARE
SUDARE

NON SI SUDA ALL'INIZIO DELLA DANZA
L'ORO

NON TUTTO QUELLO CHE LUCCICA
E' ORO
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Post n°59 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da egregius
HANNO CONTATO I FUOCHI Hanno contato i fuochi sulle terre dei baroni, soffiando via la cenere. Non videro la pioggia di sangue penetrata nelle terra nè noi vedemmo più teste appese ai pali. Il viaggio dei morti s'è compiuto sotto gli occhi coperti dei vivi. Ma non tutte le sterpaglie si son fatte giardino. Lo scorridore di campagna s'è trasferito in città. |
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Post n°58 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da egregius
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Post n°57 pubblicato il 08 Novembre 2011 da egregius
L’ULTIMA BRIGANTESSA
Sinossi
24 dicembre 1863. La storia inizia in medias res quando la brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, si sveglia nel cuore della notte per l’abbaiare insistente di un cane. Nel capanno dove ha trovato riparo, il marito, Pietro Monaco, alias Brutta Cera, sdraiato accanto a lei, continua a dormire e il fuoco sta per spegnersi. Il freddo si fa sentire. Maria si alza, alimenta il fuoco e alle fiamme inquiete i ricordi la scuotono e la tengono desta. Rivive così i suoi primi incontri con Pietro e la sua misera vita da sposata, con il marito che si adatta a fare il boscaiolo. Nel Regno di Napoli era consentito dagli ordinamenti militari farsi sostituire da altri giovani per assolvere gli obblighi di Leva. Pietro si lascia convincere da un possidente della zona e, dietro un allettante compenso in denaro, va nuovamente sotto le armi al posto di un altro. Non termina il periodo prescritto e, all’inizio del 1860, diserta e torna dalla sua bella e giovane moglie. Dopo lo sbarco di Garibaldi in Calabria, Pietro segue l’esercito garibaldino, indotto dalle promesse di condono della diserzione. Completata l’impresa dei Mille, Pietro torna a casa e la sua delusione è amara nell’apprendere due cose: la mancata applicazione dei Decreti Garibaldi sulle terre demaniali della Sila e la chiamata alle armi dei disertori, di quelli, cioè, che non avevano completato il servizio di leva sotto i Borboni. Pietro decide di non rispondere alla chiamata, si rifugia nei boschi della Sila e si aggrega alla comitiva brigantesca di Domenico Straface, detto Palma. Dopo qualche tempo decide di costituire una sua banda, che diventa la più numerosa e la più temuta della provincia. Intanto Maria, nel marzo del 1862, è arrestata insieme alla sorella Teresa dalle guardie nazionali del Maggiore Fumel e costretta a due mesi di reclusione nel tentativo di portare il marito allo scoperto. Uscita di prigione, viene a conoscenza di una relazione tra la sorella Teresa e il marito. Sopraffatta dalla gelosia, la notte del 27 maggio del 1862, uccide Teresa brutalmente e, vestiti i panni di brigante, si unisce alla comitiva del marito, con cui si rende complice di numerosi atti briganteschi. Alla vigilia del Natale del 1863, Pietro Monaco viene ucciso da tre dei suoi gregari più fidati. Maria non si arrende. Assume il comando della banda e tiene la campagna per altri quarantasette giorni, sfuggendo alla caccia spietata della forza pubblica. Alla fine è catturata nel febbraio del 1864, in una grotta lungo il fiume Neto in località Bosco di Caccuri nel comune di Santa Severina. Processata a Catanzaro dal Tribunale Militare, il 30 aprile del 1864 è condannata “a morte mediante fucilazione alla schiena”. E’ l’unica brigantessa italiana alla quale è data una tale pena, che però è subito commutata dal Re Vittorio Emanuele II in quella di lavori forzati a vita. Viene rinchiusa nella Fortezza di Fenestrelle, in Val Chisone, in quello che da alcuni è considerato il lager dei Savoia, dove si spegne quindici anni dopo.
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Post n°56 pubblicato il 04 Giugno 2011 da egregius
Sono lieto di poter esporre fra gli scaffali della bottega il mio primo romanzo dal titolo L'ULTIMA BRIGANTESSA, edito da Marco Valerio Edizioni. Racconta la storia della brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, moglie del capobrigante Pietro Monaco, alia Brutta Cera. UNA INQUIETANTE STORIA D'AMORE E UN SOGNO DI LIBERTA' IMPOSSIBILE NEL CLIMA AGITATO E VIOLENTO DELL'ITALIA RISORGIMENTALE. UN ROMANZO STORICO TRA LA CALABRIA E IL PIEMONTE Vigilia di Natale del 1863. La brigantessa Maria Oliverio, detta Ciccilla, nell’immobile buio di un misero capanno, dove ha trovato riparo insieme al marito, il capobrigante Pietro Monaco, Brutta Cera, si lascia assalire dai ricordi che la scuotono e la tengono desta. Quando il marito è ucciso da tre dei suoi gregari più fidati, Maria non si arrende e assume il comando della banda. Catturata nel febbraio del 1864, è processata e condannata a morte “mediante fucilazione nella schiena”. E’ l’unica brigantessa italiana alla quale è data una tale pena, che però è subito commutata dal Re nei lavori forzati a vita. Rinchiusa nella celebre Fortezza di Fenestrelle, si spegne quindici anni dopo. La storia, tutta vera, fa cogliere il senso di quell’evento complesso e straordinario quale fu il brigantaggio meridionale e disvela scenari che concordano nell’imputare al processo di unificazione politica dell’Italia e alle sue modalità la nascita di una “nazione forzata”.
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Post n°55 pubblicato il 20 Febbraio 2010 da egregius
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Post n°53 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da egregius
Apro di nuovo la bottega dopo averla tenuta chiusa per crisi di prodotti. In questo periodo ho incontrato e stretto amicizia con un onorevole meridionale di nome Carmelo Pappaciullo, che mi ha convito a riaprire bottega. Sarà lui a fornirmi il materiale necessario per tenere pieni gli scaffali di merce a basso costo. |
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Nel mare magno del web si fanno incontri di ogni tipo. Nella maggior parte delle relazioni, le persone restano ferme al primo strato di sé, che è quello della “cortesia”, lo “strato delle frasi fatte”, delle frasi come “Buona giornata”, “Felice serata”, “Come stai?”, “Sono lieto di sentirti”. Che cosa succede quando si va oltre? Una risposta illuminante può essere fornita, seguendo uno studio sulla terapia della gestalt dello psicoterapeuta americano James Simkim. Secondo Simkim il passaggio successivo riguarda il secondo strato di sé, che è lo strato del ruolo, ruolo di maschio, di donna fatale, d’intellettuale, di marito, di padre, di figlio. Si tratta di ruoli prestabiliti, organizzati. Ma la “persona” non è là, è il suo ruolo che è là, è il modo di presentarsi. Spesso due persone prendono contatto così. Un ruolo incontra l’altro ruolo. Quando decidiamo di mettere da parte le frasi di cortesia, i ruoli, arriviamo a una sensazione di vuoto. Tantissime persone, quando arrivano allo strato di vuoto, non vogliono proseguire oltre questo strato, o immaginano che sotto non ci sia niente. Invece oltre il vuoto c’è lo strato implosivo-esplosivo. Lo strato esplosivo corrisponde a ciò che avviene quando si dice che le emozioni salgono alla superficie, che si è sul punto di piangere, di ridere, comunque di esplodere in qualche forte manifestazione esplosiva. Per esempio, le sensazioni sessuali forti esplodono nell’orgasmo. In una situazione sociale interpersonale puoi esplodere in gioia, in rabbia, in violenza, in lacrime. L’esplosività viene spesso repressa specie in alcune società o in alcune subculture, e quindi l’esplosività diviene implosività, cioè un comprimere, un trattenere, caratterizzato da disturbi psicosomatici come l’ulcera, l’emicrania, l’insonnia, tutti quegli spiacevoli malesseri fisici per cui il medico non riesce a trovare una causa organica. Sotto questi strani fenomeni ci sei tu e tu sei esplosiva.
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Sospinta dai capricci del vento, come stanco gabbiano ti sei fermata sugli scogli della mia isola. Di smontare i tuoi porti non ti chiedo, se son lacci e catene non ti fermeranno. Farti ascoltare altre onde, portarti su sentieri inesplorati è il mio sogno. Se vuoi bere al pozzo del mio autunno non devi riempire di paure fragili vasi di coccio. Per addolcire le labbra arse ti dirò dove cogliere melagrane mature. Ma devi da sola scalare il muro alto dell’orto. Tu puoi ancora volare. Io posso solo sognare non certo inseguire un gabbiano. Anche se i canti del vento aprono vie, come posso credere che quest’ isola abbia per te richiami d’amore? E poi? Dove ti condurrà questo vento che rumoroso il cielo spalanca? Quanti altri scogli ti daranno riparo? In quante altre isole troverai dimora? Da me l’inverno è in agguato e il fuoco ha consumato la legna. Per questo in ogni caso ti prego di non lasciarti appesantire le ali, la pioggia non conosce ragioni.
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Baci ad ogni incontro dammi da bere.
Con i baci l’amore germoglia e l’amor baci reclama, baci dolci, baci lenti, baci caldi, baci ardenti, baci fervidi, profondi, baci teneri, struggenti, baci intensi, appassionati, infuocati, disperati, baci aperti, scatenati, calorosi, mescolati, baci allegri, rinnovati, impacciati, complicati, baci pieni, baci estesi, baci trepidi, fugaci, baci sciolti, baci lieti, baci solidi, completi.
Le labbra offrimi e il mistero, fusione ed estasi, si compirà nel gaudio dei tuoi baci. |
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Post n°46 pubblicato il 20 Maggio 2009 da egregius
Eccoci qui, grandi e piccoli navigatori, esploratori solitari, visitatori frettolosi, alla deriva in un universo così grande da non avere confini, ma dove è possibile abbracciare, ignorare o respingere altri a noi simili o per noi diversi e complicati, e che cercano di colmare vuoti, di soddisfare bisogni, di realizzare desideri, alcuni frivoli, altri elevati. Qualcuno ci riesce, vero? |
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Non c’è chi non veda che tra felicità e salute c’è corrispondenza, c’è equivalenza. Tanto è vero che la saggezza del popolo dice della salute la stessa cosa che Epicuro ebbe a dire della felicità. Dice il popolo: “Quando c’è la salute, c’è tutto”. Dice Epicuro a proposito della felicità: “Quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla”. Lo stesso Epicuro, che possiamo considerare il filosofo del “buon vivere”, non tralascia di darci qualche insegnamento anche in ordine alla cultura dell’alimentazione. Egli sostiene che “il vero saggio dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce”. |
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Post n°36 pubblicato il 15 Aprile 2009 da egregius
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DA SOTTO LE MACERIE Una manciata di secondi e il rosario dei ricordi s’allunga d’altre poste dolorose. Abbiamo gridato aiuto e neppure un cane ci ha udito. Abbiamo gridato il nostro dolore al cielo e la terra ha continuato a tremare. Abbiamo scavato con le unghie al grido disperato di chi moriva impazzito. Disseppelliremo i morti, lasciando sotto le macerie amori e speranze. Nella storia dei disastri sono tanti i fantasmi delle negligenze. Qui ed ora hanno lo stesso volto delle nostre case distrutte. Qui ed ora possono far compagnia ai nostri morti imbrattati di calce. Come non darsi pensiero per le centinaia di morti e per le migliaia che piangono! Sotto i riflettori il dolore trascina. Domani il libro delle tragedie ha solo qualche pagina in più.
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E’ uno scaffale che non passa inosservato. Vi si trovano in bella mostra gli occhi di tutti coloro che abbiamo conosciuto e/o che vorremmo conoscere. Ti puoi avvicinare, prendere gli occhi della persona che ti interessa e metterli al posto dei tuoi occhi. L’altro potrà prendere i tuoi occhi e metterli al posto dei suoi. In tal modo ti vedrà con i tuoi occhi e tu lo vedrai con i suoi. Sarà un vero incontro. Mettersi al posto dell’altro per vedere al suo posto e con i suoi occhi ciò che l’altro sente e vede è il modo più vero, più intenso per incontrarsi, per meglio comprendere se stesso e per meglio percepire l’Altro. |
INFO
INVOCAZIONE ALLE MUSE

Fermatevi da me,
Muse procaci!
Suonate cetre
e titillate tutti.
Canti elevate
sensati e vivaci,
alla bottega date
dolci frutti.
IL FIUME E IL MARE

DINANZI AL MARE
IL FIUME SI ARRENDE
RONDINI

NON E' LA PRIMAVERA
CHE FA VOLARE LE RONDINI
PER AMORE

... nulla va perduto di quanto per amore
viene dato.
IL TUO CANTO

Ubriacami con il tuo canto ardente
e del cuore t'aprirò ogni segreto.
DILETTO

NESSUN PROFETA
HA MAI DETTO
CHE L'AMORE
E' SOLO DI-LETTO.
FIAMME

SE LIBERI FIAMME
RISCHI SCOTTATURE.
IL CUORE E IL MARE
IL CUORE UN MARE
CON L'ONDA
CHE MORMORA AMA.










Inviato da: selvaggiasaggia
il 22/09/2011 alle 09:01
Inviato da: selvaggiasaggia
il 25/01/2010 alle 16:59
Inviato da: selvaggiasaggia
il 12/01/2010 alle 18:35
Inviato da: egregius
il 28/08/2009 alle 22:35
Inviato da: selvaggiasaggia
il 27/08/2009 alle 10:57