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opinioni e poesie

parla un somaro qualunque

Creato da re1233 il 12/10/2008

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gli eroi invisibili

Post n°181 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da re1233
 

 

Alcune persone si prendono carico delle persone a loro più vicine: coniuge e figli, altri allargano il loro coinvolgimento emotivo e di solidarietà a parenti ed amici .

Ma esiste una categoria di persone molto altruiste che si fa carico dei problemi di tutte le persone e agisce per mitigarli o risolverli...............Questi sono gli eroi sconosciuti che vivono nell'ombra e dei quali nulla trapela!!!!!!!!!

A loro va il mio plauso considerando che è quello il motore che permette all'umanità di non scannarsi distruggendosi.

 

 

 
 
 

BUGIARDI

Post n°180 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da re1233
 

                               LA PREGHIERA DEL BUGIARDO


 

 

Voi sapete, mio buon Signore, che mento solo per necessità, senza cattive intenzioni. Ed essendo la menzogna parte integrante della mia volontà di sopravvivere, non credo sia peccato degno di offendervi. E' anche vero, dio misericordioso, che se di questo talento mi avete fatto dono, colpa ancora più grande sarebbe rifiutarlo. E ciò mi porta a pensare che non sia esatto giudicarmi un bugiardo, bensì un virtuoso dell'inganno.

E ditemi allora mio buon Dio: la virtù è forse peccato?

.............................................................................................................

Mi pare la preghiera che i politici utilizzano ogni mattina al risveglio!!!!!!!!!!!

 

 

 
 
 

neve

Post n°179 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da re1233
 
Tag: neve

                                            

 

 

                      NEVE......NEVE.....NEVE.....NEVE.......

 

 

 
 
 

economia reale

Post n°178 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da re1233
 

 

 

                      contadini al lavoro

 

 

Osservavo un vecchio contadino intento ad estirpare le erbacce dai filari della sua vigna 

utilizzando una vecchia zappa ormai consumata dal tempo.


Questa era l'Economia Reale durata fino ad una quarantina di anni fa!

Oggi è impensabile ritornare a ciò!


Ma il guaio è che abbiamo dimenticato che il Valore del Lavoro più umile è la base della

nostra sopravvivenza!


Oggi consideriamo il valore aggiunto come panacea di tutti i mali, ma il valore aggiunto

è l'illusione momentanea di ricchezza che si basa sulla perdita netta di qualcuno che in

futuro non avrà più le condizioni di aumentare il profitto su quel prodotto iniziale.

 

 

 
 
 

DEPRESSIONE

Post n°177 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da re1233
 

NON SERVONO CONSIGLI !!!!!!!!!!!!!   ANZI SONO CONTROPRODUCENTI........

IL MONDO DI UN DEPRESSO E' DENTRO SE STESSO ...........ISOLATO DAL MONDO ESTERNO E QUALSIASI TENTATIVO DI INTRUSIONE NELLA SUA SFERA EMOTIVA COMPLICA LA COSA.

IMPARATE A ESSERE PRESENTI CON GESTI SILENZIOSI DI AFFETTO!

QUESTA E' LA MIA ESPERIENZA!!!!!!!!!!!!!

 

 

 
 
 

giardino d'autunno

Post n°176 pubblicato il 26 Novembre 2011 da re1233
 

autunno

 

 

 

Gioca la luce con l'ombre


fresca mattina novembrina,


brillano tremolanti ragnatele


sospinte dal Levantino;


foglie di magnolia si colmano


di sprazzi luccicanti d'argento,


ricadono pampini colorati


nelle vigne ormai esauste.


Insiste il cielo terso


a dipingere l'ameno giardino


liberandone i colori.


L'acero protende la rossiccia


chioma nell'azzurro cielo .


La compatta  lavanda spande


profumo nell'aria ripulita.


Un sole arrossito bacia


gocce di brillante rugiada


innamorate della luce.



Vola l'anima mia

nell'infinità dell'essere.


 


 

 
 
 

il pensare è fatica

Post n°175 pubblicato il 13 Novembre 2011 da re1233
 

 

Il concetto può essere frutto di ricerca, quindi di confronto tra varie possibilità che originano una convinzione personalizzata oppure d'accettazione passiva di un "luogo comune".

L'accettazione passiva rivela la poca pratica all'analisi del proprio pensiero, e può essere originata da pigrizia, da cattivi esempi, ma soprattutto da scarsa dimestichezza con il proprio intelletto.

Il concetto personalizzato origina reazioni valutate e variate circa le situazioni mentre l'accettazione passiva origina reazioni di routine quindi illogiche, di sola convenienza.

Il concetto personalizzato può essere modificato, annullato, ricongetturato per l'influenza di nuovi paragoni concettuali

Il concetto scontato non è modificato perché accettato passivamente ed è un salvacondotto nelle situazioni difficili.

Nella vita di ognuno ce ne sono moltissimi acquisiti.

Come valuti un'aggressione improvvisa?  Con un luogo comune!

Come valuti una frase assurda? Con un luogo comune!

Come valuti un discorso insensato? Con un luogo comune!

Moltissimi individui hanno questa reazione.

D'altra parte l'acquiescenza del pensiero fa parte della nostra vita:

se cammino non uso il pensiero ma se avverto il pericolo di inciampare penso, se devo aumentare la velocità penso e non agisco in modo automatico.

Ciò dimostra che la nostra mente cerca di risparmiare al cervello la fatica di pensare e la usa solo in caso di necessità.

Il pensiero dunque è fatica!

Il pensare è un esercizio che è fatto solo con uno sforzo di volontà!

La volontà è stimolata da uno stato di necessità avvertita o fisicamente o mentalmente.volontà,

Per dolore (fisico o mentale)

Per piacere (fisico o mentale)

Per difesa   (vedi aggressione)

Per socializzazione (bisogno degli altri).

 

 

 

 
 
 

ideologia come aggregazione

Post n°174 pubblicato il 09 Novembre 2011 da re1233
 

 

ideologie:

sono collegabili alla necessità dell'individuo di riconoscersi nel gruppo.

Analogamente al branco animale che si riconosce dall'odore (formiche api, ma anche lupi, cervi, ecc.) l'individuo riconosce il suo simile dall'ideologia.

Intendo per ideologia tipi di pensiero che determinano una convinzione su un determinato argomento o più argomenti.

La ricerca del proprio simile ideologico all'interno dell'umanità è innata, spontanea.

Non sempre è il dialogo a rivelare i propri simili ideologici, talora sono atteggiamenti esteriori, comportamenti sociali.

L'enorme varietà d'ideologie nell'umanità determina comportamenti individuali o collettivi d'assoluta diversità.

Nella formazione dell'individuo   le ideologie che scopre nell'arco della vita hanno un valore enorme nella formazione della propria identità.

L'individuo assimila le ideologie, adattandole alle proprie caratteristiche mentali, (quanti gradi d'intelligenza possono essere catalogati? In quanti settori è più sviluppata rispetto ad altri? Ogni individuo sviluppa un'intelligenza diversa), al proprio sviluppo fisico (una persona malaticcia assume l'ideologia diversamente da un individuo sano).

Se l'ideologia dovrebbe essere il frutto di un pensiero ragionato che determina una convinzione, acquisendo informazioni affinché siano manipolate dall'individuo che sceglierà ciò che gli è più congeniale, invece  il "Luogo Comune" è l'accettazione incondizionata di ciò che altri hanno definito, affermerei che è figlia della pigrizia mentale .

Ogni individuo forma la propria filosofia individuale assimilando ideologie e luoghi comuni.

Naturalmente ognuno ha nella propria vita incontri diversi che non determinano mai due ideologie uguali ma solo simili..

Infatti, sono gli incontri di concetti diversi che determinano la crescita filosofica individuale che non si arresta mai fino alla morte.



 

 
 
 

la natura umana

Post n°173 pubblicato il 07 Novembre 2011 da re1233
 

 

 

Quando consideriamo una persona nostra nemica ogni sua manifestazione, anche innocua od inesistente ci appare lesiva nei nostri confronti.

Agiamo allora in stato di all'erta, ipotizzando ritorsioni future, che crediamo salvaguardino la nostra incolumità.

Questa è l'origine della difficoltà di pacificazione tra persone o popoli.

Leggevo un articolo del lontano 1983, quando ancora tra America e Russia esisteva quel conflitto non dichiarato ma reale che tanto tormentava la nostra generazione per paura di un conflitto atomico probabile.

Di seguito lo elenco:

Da due anni a questa parte il governo degli Stati Uniti sostiene che l'Unione Sovietica è responsabile di violazioni degli accordi internazionali in Afghanistan e nel Sud-Est Asiatico: i "Russi", affermano gli Americani, "irrorano dal cielo una pioggia gialla composta da una mistura di veleni".

I sovietici, però, hanno sempre respinto l'accusa e una commissione delle Nazioni Unite, inviata in Asia per far luce sulla controversia, non è stata in grado di confermare alcuna circostanza.

Ora un rispettabile scienziato americano, Matthew Meselson della Harvard University, con grande disappunto del governo, ha avanzato l'ipotesi che si tratti semplicemente di escrementi delle api. La sua teoria è basata su un lungo e paziente studio effettuato su campioni di pioggia gialla raccolti in Laos , Thailandia e Cambogia. Essi sono stati esaminati al microscopio elettronico e sono risultati composti prevalentemente da granuli di polline di alcune piante tropicali che costituiscono la base dell'alimentazione di una grossa ape locale ( Apis Dorsata). Il ricercatore, allora, ha confrontato i campioni con autentiche feci di questo insetto ed è rimasto sorpreso dalla straordinaria somiglianza delle due serie di minuscoli oggetti: in entrambi i casi erano presenti persino alcuni peli di ape!

La teoria di Meselson non è piaciuta affatto al Dipartimento di Stato americano che, con una procedura decisamente insolita nei confronti di una relazione scientifica, ha replicato direttamente attraverso un portavoce.

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Quanta fatica ad affermare la verità, ma soprattutto quanto a farla accettare.  

Verità supportata da prove scientifiche, non utopie!

Quanto guadagnerebbe l'Umanità se combattessimo le nostre paure dell'Altro, ed accettassimo per quello che sono le manifestazioni "diverse" di chi ci circonda!


Nei secoli l'uomo ha modificato gli utensili ma mai la sua natura!

Ci sarà mai un'evoluzione anche nei sentimenti???!!!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

questa non è vita !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Post n°172 pubblicato il 04 Novembre 2011 da re1233
 

Liberarsi dalle catene della quotidianità che ci avvincono e non ci permettono di assaporare la molteplicità della vita: questo sarebbe un bel traguardo! Il ripetere gli stessi atti, l'accettare orari, date, scadenze, frasi convenzionali sono sintomo di rinuncia alla vita stessa. Come automi che si alzano, si lavano, si pettinano, si vestono, si rimirano, si scambiano le solite frasi trite e ritrite o agiscono nel mutismo più completo appare iniziare la giornata come se ogni giorno fosse il precedente. Improvvisamente una mattina le cose non quadrano più! Una telefonata ci avverte che un familiare sta male. È ricoverato ed è in pericolo di vita. Ed ecco che scatta in noi il ritorno alla realtà. Ci immedesimiamo nella condizione di quasi fine vita altrui, ed il rimpianto di ciò che non abbiamo fatto ma solo desiderato ci attanaglia il cuore. Malgrado ciò usciamo e ci rechiamo al lavoro: la macchina, il percorso in coda, i clacson. Entriamo nei nostri uffici salutando come da schema prefissato. Ci sediamo ai nostri scranni moderni ed operiamo ponendo attenzione solo a ciò che interessa il presente. Operazioni già fatte milioni di volte, ripetute con precisione che escono dalla routine solo se incorriamo in errori. Salutari errori! Che per un attimo ci riportano alla coscienza di ciò che siamo in quel preciso istante: esseri fragili ed effimeri. Ben presto ritorniamo ai nostri doveri e nulla ci distoglie fino all'ora di pranzo, che ovunque sia fatto è anche quello un ripetersi di "già fatto", "già visto", "già detto". Il pomeriggio scorre come la mattina ed alla sera si rientra a casa. Ecco i soliti problemi di gestione del proprio domicilio, la famiglia colle sue aspettative, gli eterni battibecchi per dei nonnulla, l'ora di cena.......e la televisione..la televisione! Il telegiornale con 20 minuti di cronaca nera, 8 di pubblicità, 2 di informazione che dovrebbe interessarci. Non tutte le vite sono come questa, ma certamente una gran parte! Mi chiedo dov'è la libertà che tanto inseguiamo, il diritto a vivere che riteniamo dover avere.
Serenità!

 
 
 

Anche le lucertole hanno fortuna

Post n°171 pubblicato il 03 Novembre 2011 da re1233
 

Noi definiamo nell'evoluzione il più Forte come l'artefice dell'evoluzione, per tutte le specie esistenti compreso l'uomo.
Ritengo non sia così!
Infatti, è il più ADATTO alla situazione contingente chi provvede all'evoluzione.
Nelle lotte per le gerarchie nel branco, chi vince può non essere il più adatto alla sopravvivenza al verificarsi di cambiamenti dell'ambiente circostante, (clima, cataclismi, ecc.).

Esempio sono i dinosauri estinti nonostante gerarchie che sicuramente esistevano.
Quando pensiamo che le lotte umane per la supremazia siano necessarie per il "Progresso" confondiamo una banale lotta per il possesso del territorio o della ricchezza o dell'altrui sesso con ciò che invece importa seriamente all'evoluzione: "La Diversità".
Essa nasce casualmente tra le persone o cose ed è il germe che sopravvivrà alle condizioni mutate dell'universo.
È un assioma che tutto è in trasformazione continua, costante, da noi non visibile se non quando è macroscopico.

Per sintetizzare: la storia del mondo è stata fatta non dal più forte ma dal più "Fortunato" perché si è trovato nella diversità giusta nel momento ove questa diversità serviva.


 

 
 
 

il dolore nasce con le prime cellule organiche

Post n°170 pubblicato il 28 Ottobre 2011 da re1233
 


Il dolore ancestrale


Io penso che la genesi del nostro comportamento sociale attuale si sia formato nel primo stadio evolutivo della cellula primordiale.
La socialità od aggregazione ,necessaria alla sopravvivenza individuale, è figlia di un istinto primitivo: l'istinto di sopravvivenza.
Come si forma l'istinto di sopravvivenza nelle prime cellule?
Sappiamo che sul pianeta originariamente elementi chimici semplici trovano possibilità di legarsi, in particolari condizioni (di calore, di pressione o quant'altro), durante il raffreddamento della crosta terrestre.
Daranno origine a nuovi elementi composti quali acqua aria.
In un momento successivo e conseguente questi elementi composti inanimati combinandosi con altri danno origine a prototipi d'unicellule organiche che nella loro condizione d'instabilità si formano e muoiono, inizialmente, in modo quasi immediato.
Quando c'e' stabilità nella loro forma?
Quando imparano a nutrirsi!
La forma organica è per definizione instabile (cioè si decompone) ed ha bisogno per sopravvivere di assimilare componenti che ne prolungano l'esistenza.
Il fagocitare altre cellule è, in effetti, la prosecuzione evolutiva, in modo più complesso, dell'unione primaria d'elementi chimici semplici.
Che cosa decide il primo pasto?
Forse il contatto casuale delle due cellule che ne provoca l' unione.
Ritengo che in questo passaggio possa essersi creato negli elementi chimici che compongono l'unicellula quello che successivamente in forma più complessa sarà il "dolore".
Esempio:
l'unicellula prova dolore quando i suoi componenti chimici tendono alla loro scomposizione e ricollocazione in elementi primari; e la memoria di stabilità originata dall'assimilazione di un'altra cellula la spinge a fagocitare l'altra quando si verificano le giuste condizioni di contatto.
Se esiste evoluzione, solo le cellule che provano il dolore sopravvivono come forma complessa originando la trasformazione della vita.
L'evoluzione è frutto della formazione complessa e progressiva delle forme organiche che assimilando elementi nuovi danno origine a forme con caratteristiche sempre più complesse.
Dalla nascita di quello che chiameremo "dolore", pur non essendo ciò che oggi intendiamo, si origina logicamente "l'aggressività", che spinge alla assimilazione della cellula che potremmo definire "più debole".
Definirei questo dolore e questa aggressività come componenti essenziali" dell'istinto di sopravvivenza".
A mio parere esso è rimasto nella memoria delle cellule ed è componente essenziale di qualsiasi forma di vita organica esistente.
Nella progressiva memoria delle cellule aggredite si formerà un istinto di difesa in reazione all'aggressività subita.
Questo processo lentissimo nel tempo formerà le prime difese di ogni forma vivente.
Esempio: la cellula aggredita è in origine passiva e l'aggressore non la farà sopravvivere mentre sopravvive lui che tende al movimento e di conseguenza origina solo cellule con movimento; ma questo significa che, successivamente, si troverà di fronte solo cellule che si muovono e quindi dovrà modificare il suo comportamento per poterle catturare e contemporaneamente difendersi.
Da questo si origina come "difesa": la fuga; mentre per aggredire occorrerà evolversi con nuovi strumenti atti alla localizzazione della preda.
In questo stadio evolutivo ogni cellula può essere aggressore od aggredito.
Tutto, infatti, dipende dalla situazione e dal momento.
Nessuno potrà mai definirsi totalmente aggredito perché anche lui in taluni casi potrà diventare aggressore.
La distinzione può riguardare" la percentuale" di aggressività o passività delle singole unicellule.
Forme complesse (umanità) hanno ereditato dall'unicellula comportamenti innati per la sopravvivenza.








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

l'anima

Post n°169 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da re1233
 

 

L'anima è la nostra, individuale, biblioteca mentale composta da ogni sensazione od esperienza percepita dai nostri sensi ed analizzata ed elaborata dal nostro sistema nervoso centrale nel corso degli anni vissuti.

Noi riceviamo dagli occhi informazioni su ciò che ci circonda, ne percepiamo la consistenza attraverso il tatto, ne udiamo il suono, lo cataloghiamo attraverso l'olfatto (reminescenza di odori ancestrali), lo assaporiamo attraverso il gusto. Tali sensazioni vengono inviate ai neuroni che sintetizzano le informazioni ricevute trasformandole in ciò che noi riteniamo pensiero. La sintesi avviene utilizzando i ricordi delle esperienze accumulate nella vita e memorizzate man mano. Tale fatto ci rende unici per la varietà enorme di esperienze individuali che la vita ci riserva, a iniziare dai primi anni di vita.

La capacità di convertire la sintesi delle sensazioni in pensiero ci fa pensare che esista qualcosa in più nel nostro corpo e nella nostra mente, qualcosa che noi chiamiamo anima.

Ma il nostro pensiero non può che partorire idee che derivano da ciò che i nostri sensi ci hanno permesso di assimilare. Le idee si susseguono alle idee e si confrontano tra loro, formano nuove idee sintetizzando se stesse o amalgamandosi con altre, ricavandone idee consequenziali.

Quindi noi trasformiamo (non creiamo!!!!) i pensieri in convincimenti che adattiamo alle nostre necessità di tranquillità intellettuale. La costruzione del significato "anima" ci serve per dare un nome a ciò che ancora ci spaventa: la non conoscenza dei processi mentali del nostro cervello.

L'anima è una costruzione mentale, indefinita, varia per ogni individuo, che raggruppa ogni timore per la parte di potenzialità del nostro cervello che ancora non abbiamo conosciuto.

Non avendo noi la possibilità di creare dal nulla le cose non potremo mai ritenere reale ciò che tutti noi definiamo: infinito, illimitato, eterno, onnipresente e via dicendo tutti gli assoluti che usiamo in continuazione.

Tutti i processi mentali che conosciamo sono dovuti alla Trasformazione delle sensazioni, in ugual misura a ciò che ci circonda ed a ciò che riguarda il nostro corpo, quindi l'unica legge che spiega la nostra esistenza e quella dell'Universo o degli Universi è la Trasformazione costante, continua di ciò che esiste. 


 

 
 
 

il corvo e la lepre

Post n°168 pubblicato il 04 Ottobre 2011 da re1233
 

Il sole alto nel cielo ostentava i suoi raggi nel tentativo di riscaldare la fredda giornata invernale. Non otteneva un gran risultato, colpa di un vento gelido proveniente da Nord. La poiana volteggiava disegnando cerchi sempre più ampi nel cielo terso. L'occhio lungimirante scrutava il suolo alla ricerca di prede o carcasse in posizioni abbordabili. Evidentemente il suo volo aveva invaso uno spazio riservato perché un grosso corvo si stava avventando sul rapace. Avevo alzato gli occhi al cielo, colpito da quell'accanito gracchiare ed osservavo la lotta iniziata. Il corvo attaccava pinzando col becco le penne della coda della poiana, poi retrocedeva e riattaccava. Il suo verso diveniva sempre più alto e roco ed il predatore pareva in difficoltà. Non reagiva e si allontanava. Ho scostato lo sguardo solo quando era molto lontana ed il corvo era rientrato nel suo territorio.
Consideravo allora quanto grande fosse stato il coraggio di quell'uccello che pur nella sua grandezza era un nonnulla nei confronti della poiana.
Un altro episodio mi successe anni addietro quando, fermo ad un semaforo fuori città vicino ad un campo d'erba, vidi un leprotto aggredire un corvo. Quest'ultimo si era messo di fronte all'uccello e faceva dei balzi avanti cercando di mordergli la testa. Mi impressionò vedere il volatile retrocedere e cercare di riattaccare e venire nuovamente respinto da quell'animaletto che per me avrebbe dovuto essere un simbolo di docilità. Non so chi vinse ma mi vien da credere che il corvo se ne andò. Tutta questa tiritera per dire che anche il debole alla fine si ribella e la sua aggressività è molto più feroce di quel che si possa pensare. Anche tra le persone succede questo e talora la risposta ad un sopruso si rivela esagerata rispetto al danno subito. Avanti così ne avremo l'esempio. Quanto è difficile la convivenza pacifica tra persone!
Serenità!

 
 
 

Italiani brava gente

Post n°167 pubblicato il 30 Settembre 2011 da re1233
 

Perché stai male! Il perché non lo sai, ma il mondo attorno a te crolla. Ti mancano gli ideali che hai perseguito e visto morire asfissiati dall'indifferenza dei più, dalla ghigliottina utilizzata sulle parole : giustizia, libertà, fratellanza, pacifismo, tolleranza, e su quelle meno gravi come amorevolezza, cortesia, altruismo, accettazione. Vivi in un mondo dove l'unico ideale è "essere primo" sacrificando chi si frappone, soggiogando l'avversario, ma ognuno che incontri è avversario! Inutile richiedere comprensione, LUI deve essere distrutto, annullato nella sua impossibilità di difendersi. Volete esempi?? Eccoli! " ma sei down?" o " chettefrega se lui ruba?? È furbo!!!" , " ma se può fare i propri interessi perché non dovrebbe farli?", " Se lui è diventato ricco truffando allora è ora che anch'io lo faccia!!", " Che cazzo vogliono quelli che vengono qui? Che stiano a casa loro!", " Son tutti uguali, rubano i bambini, fregano i vecchi, dove ci sono loro non si può vivere!", " Sono tutti terroristi! Un giorno o l'altro ci mettono una bomba sotto il culo!". Vi basta???!!! Pensare che noi Italiani ci siamo autodefiniti "Italiani brava gente!" mentre nella guerra abissina sparavamo su donne e bambini, violentavamo la bella "faccetta nera", quando nel periodo fascista imprigionavamo chi non la pensava come il fascio, purgavamo chi non si adeguava alla direttiva gerarchica. La giustizia, asservita al potere dominante, condannava gli oppositori alla prigione e quindi alla tortura ed alla morte di stenti. Noi Italiani che nella guerra civile di liberazione adeguavamo le nostre idee di libertà alla spietatezza delle truppe germaniche punendo i fascisti di allora con torture, stupri delle mogli e figlie. Meno male che siamo "brava gente"!!!! Oggi percorriamo la strada della dimenticanza della sofferenza di chi non può ribellarsi con buoni risultati e penso a chi sale sulle gru, sui tetti delle fabbriche, coloro che occupano le carceri all'Asinara. Noi siamo brava gente solo quando la cosa ci interessa direttamente ma mal sopportiamo (forse solo con una lacrima) l'intrusione di moderne povertà nella nostra vita dedita ad una routine costante.
Non voglio appartenere a questo gruppo di persone, sono per condannare ogni forma di prevaricazione, intolleranza, ladrocinio. I "furbi" mi fanno schifo! Li disapprovo e li condanno in una società che li santifica ogni giorno creandone emulazione.
Malgrado questo scritto deprimente vi auguro tanta serenità!

 
 
 
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