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Creato da: skyliner999 il 13/06/2009
Il blog dei media

 

 

ITALIA - PARAGUAY 1-1

Post n°55 pubblicato il 15 Giugno 2010 da skyliner999
 
Tag: Calcio

UNA BUONA ITALIA IMPATTA CON IL PARAGUAY, SQUADRA PIU'... ITALIANA CHE SUDAMERICANA

Da questo pareggio vengono più indicazioni positive che negative. La squadra di Lippi, pur non vincendo, ha mostrato un gioco gradevole (Pepe straripante, De Rossi e Montolivo ottimi) ed una condizione fisica piuttosto buona contro i "catenacciari" paraguaiani che hanno il merito di buttarla dentro alla prima (e unica) occasione buona. Il goal di Alcazar è stata una mazzata terrificante perché arrivato su palla inattiva, con molte responsabilità di De Rossi che lascia saltare indisturbato il suo avversario. Di fronte a noi si è aperto il baratro di una sconfitta immeritata, scampata nel secondo tempo proprio grazie al tap-in del centrocampista della Roma su calcio d'angolo. Menomale!  A preoccupare, piuttosto, è stata la totale incapacità delle punte di tradurre in goal la mole di gioco prodotta dal nostro solido centrocampo, la cui unica falla è costituita da Marchisio trequartista, fuori posizione ed in evidente difficoltà. Gilardino e Iaquinta possono e devono dare di più, altrimenti spazio a Pazzini. L'impressione, comunque, è che li ì davanti manchi proprio qualcuno che accenda la luce (Balotelli ci avrebbe fatto comodo). E' inutile dire che contro la Nuova Zelanda sarà già dentro o fuori ma viste le (tante) cose buone del nostro esordio, possiamo guardare avanti con fiducia. Siamo sempre i favoriti del girone e il peggio, fatti i dovuti scongiuri, dovrebbe essere passato. La Nuova Zelanda, l'abbiamo già incontrata l'anno scorso e ci ha procurato non pochi grattacapi. Adesso, però, la storia è diversa. Il mondiale non è un amichevole. L'importante sarà tenerli lontani dall'area e non concedere loro calci piazziati, considerato che l'unica insidia che potrebbero portarci viene dal gioco aereo. Parola d'ordine: buttarla dentro!

LE ALTRE - La mia impressione dopo aver visto le prime partite è che questo mondiale sudafricano stia procurando qualche sbadiglio di troppo. Il gioco mostrato dalle squadre, a parte qualche eccezione, è stato piuttosto scialbo e sterile. In più ci si mette la "caciara" prodotta dalle vuvuzelas, infernali trombe spaccatimpani (e palle). I cori dei tifosi sono completamente sovrastati dal frastuono assordante di questi strumenti inutili e, se devo dirla tutta, piuttosto cafoni. Per non parlare del disturbo creato ai telespettatori: la voce dei telecronisti a fatica riesce ad arrivare fino al mio divano. Sarebbe stato meglio vietarle.
Tornando alle considerazioni tecniche, direi che la miglior squadra vista finora è la giovane, multietnica e strabordante Germania che, come sempre, non fa soffrire i suoi tifosi e seppellisce di goal i poveri socceros australiani.
Dall'Argentina, invece, visto il potenziale che ha in attacco mi aspettavo molto di più anche se ha espresso un buon gioco. Uno scandalo lasciare Milito in panchina preferendogli Higuain. L'Inghilterra è drammaticamente senza portiere e pareggia con gli Usa. Bene, invece, Corea del Sud e Giappone.

 
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ITALIA - MESSICO 1-2

Post n°54 pubblicato il 04 Giugno 2010 da skyliner999
 
Tag: Calcio

Eh, eh... Beh non è che ieri sia stato uno spettacolo molto bello. Vabbè, sì, dipende dai punti di vista. I messicani avranno sicuramente goduto. Diciamo che noi ci siamo divertiti come uno sparring partner o, meglio, come un sacco da boxe. Normalmente sarei preoccupato per una prestazione così incolore ma ci sono due fattori che secondo me vanno senz'altro tenuti presenti: la pessima condizione fisica della squadra - il Messico aveva già le gambe rodate - e la nostra tradizionale ritrosia a giocare bene nelle partite pre-mondiali. Speriamo che per il 14 giugno la musica cambi ma io sono abbastanza fiducioso. Piccole note tecniche: il 4-2-3-1 si può fare se cambiano gli interpreti. Meglio provare Pirlo come fantasista che lo spento Marchisio di ieri. Un cambio di posizione tra i due potrebbe giovare alla squadra, così come l'innesto di Pepe, tra i più positivi. Bonucci non è stato all'altezza della situazione. Io lascerei Chiellini al fianco di Cannavaro, piuttosto che fargli fare il terzino e proverei Maggio dal primo minuto. Con la Svizzera ci saranno sicuramente delle novità ma l'aspetto fondamentale sarà non imbaracare goal come nelle ultime occasioni. La difesa, infatti, attualmente è il nostro punto debole, più della stitichezza in attacco.
La sconfitta con il Messico non è un dramma ma occorre trarre le giuste indicazioni da una partita da cui potevamo tranquillamente uscire con una goleada sul groppone. Occhi aperti.    

 
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I SEE "MOU" WALKING AWAY

Post n°53 pubblicato il 24 Maggio 2010 da skyliner999
 
Tag: Calcio

Ripensando alle lacrime di Mourinho che lascia l'Inter dopo il trionfo in Champions (stupendo vedere tanti tifosi interisti piangere di gioia tra gli spalti), credo che la colonna sonora del suo addio ai colori nerazzurri sia More than a Feeling, una vecchia canzone dei Boston che penso sia molto adatta alla circostanza. So many people have come and gone...  Lo Special One se ne va a Madrid, sponda Real, dopo una tripletta storica che in Italia non era mai riuscita a nessuno. Il nostro campionato rimarrà orfano di un personaggio unico, un autentico fenomeno della comunicazione con uscite (il famoso "Io non sono pirla" nella conferenza di presentazione o le manette di qui sopra) che resteranno per sempre nell'immaginario degli amanti del calcio. Mourinho non ha mai rinunciato ad esternare la sua versione della realtà (a volte sbagliando, chiaro) senza mai arretrare di un centimetro e finendo inviso ad un ambiente che sguazza nell'ipocrisia. A lui non è mai stato perdonato niente, né gesti né ironie, costate squalifiche e deferimenti, mentre su altri (vedi pollice verso di Totti all'indirizzo dei tifosi laziali) non si è abbattuta per niente la mannaia della giustizia sportiva. Nonostante il suo poco gradimento per il calcio italiano, Mou lo lascia regalandogli ancora per due stagioni un posto in più in Champions ai danni della Germania.
Sarebbe un errore immenso, poi, non riconoscere i meriti di un tecnico che ha ricoperto con l'oro della Champions una società che per anni l'oro  ha saputo solo regalarlo agli altri, alternando l'acquisto di pseudo-campioni a veri e propri bidoni. Il cambio di mentalità che lui ha apportato è stato fondamentale allo stesso modo, se non di più, delle magie di Milito, un giocatore straordinario sotto ogni punto di vista. Mourinho lascia dopo due stagioni brevissime, intense e cariche di successi. Come  una Bocca di rosa versione interista, parte portando con sé la primavera.  Se ne va snobbando le supercoppe (italiana ed europea) e il mondiale per club preferendo l'ennesima sfida: vincere la Champions League con tre squadre diverse e puntando al primo posto nella Liga dopo i trionfi in Inghilterra ed Italia.
Mourinho se ne va con il colpo di scena finale... sciogliendosi in lacrime tra le braccia di Moratti. Magari un pò di mancanza dell'Italia la sentiva già.

 
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...E ADESSO LA LUCE CHI LA ACCENDE?

Post n°52 pubblicato il 13 Maggio 2010 da skyliner999
 
Tag: Calcio

Un commento sulle convocazioni mondiali

SENZA STELLE Niente Cassano e niente Totti. Balotelli? Macchè! A questo punto direte Miccoli? Nemmeno. Il comandante Lippi punta sullo zoccolo duro(?) juventino e su alcuni fedelissimi come Zambrotta, Gattuso e Pepito Rossi. Passi quest'ultimo ma Cossu? Che ci fa nella lista dei 30 uno che normalmente farebbe fatica a trovare spazio anche in un'outsider del mondiale? Figuriamoci in una squadra che ha 4 stelle sulla maglia come la nostra...
La cosa che mi lascia oltremodo perplesso - e qui ritorniamo alla domanda che ponevo all'inizio - è che nella rosa, a parte Pirlo che comunque non viene da una stagione brillantissima come del resto gli altri campioni del mondo superstiti, non c'è un fuoriclasse capace di cambiare il volto di una partita con uno dei suoi colpi. E' vero che ci sono stati anni in cui avevamo uno squadrone (vedi il mondiale di Corea e Giappone) e siamo andati comunque incontro a delle figure barbine, così come è vero che Lippi in passato è stato capace di costruire i suoi successi juventini contando su squadre con una forte impronta "operaia"; degli onesti mestieranti della pedata nazionale più 2-3 fuoriclasse. Questa volta il tecnico ha deciso di rinunciare anche a quelli. La nostra speranza, quindi, è che il Ct vinca l'ennesima scommessa magari con l'esplosione di Rossi, Di Natale o Gilardino. Il bis all'impresa del 2006, però, sembra oltremodo difficile se teniamo conto che la difesa, reparto su cui Lippi ha costruito il trionfo berlinese, nelle ultime uscite ha fatto acqua da tutte le parti; per non parlare dell'imbarcata di goal che ha preso la Juve (3/4 del reparto azzurro) quest'anno.
Nemmeno il centrocampo se la passa meglio. Con Ambrosini (uno dei migliori nel Milan) lasciato a casa, restano il solito Gattuso che ha giocato poco, Camoranesi un desaparecido nel naufragio della Juventus e Candreva, uno dei maggior indiziati a non rimanere nella lista dei 23. Ma vieniamo alla madre di tutte le domande: perché Lippi ha fatto queste scelte? Semplice: prima di essere un allenatore è un uomo che nutre simpatie ed antipatie - motivo per cui Cassano e Miccoli sono rimasti a casa -  nonché un profondo senso di gratitudine nei confronti di uomini di cui si fida ciecamente. Speriamo che siano capaci di ripagare questa fiducia. D'altronde, il commissario tecnico ha vinto un mondiale e merita credito e la libertà di fare le scelte che ritiene più giuste malgrado non si possa essere d'accordo su alcune di queste. In un calcio malato dove i tifosi la fanno da padrona, con allenatori e giocatori che spesso si lasciano andare ad atteggiamenti maleducati e antisportivi, le convocazioni di Lippi, dettate da un sentimento così nobile, dovrebbero passare in secondo piano.  

GLI ALTRI Se Lippi ha fatto delle scelte poco popolari, non scherzano nemmeno Dunga, Maradona e Domenech (vabbè questa non è una novità). Il primo ha rinunciato a Pato ma anche ad Adriano e alla bandiera Ronaldo. El pibe de oro, invece, ha inspiegabilmente lasciato a casa Cambiasso e Zanetti ed ha rinunciato a qualsiasi terzino di ruolo.  A differenza di Lippi, però, i due tecnici hanno delle rose di primissimo livello, piene zeppe di fuoriclasse. Va di lusso anche allo spagnolo Del Bosque che si trova tra le mani uno squadrone con i vari Torres, Villa, Iniesta, Xavi, Puyol e Fabregas che viene dal trionfo dell'ultimo europeo. Non sarà di certo facile per loro affrontare un eventuale fallimento.
Quel simpaticone di Domenech, dal canto suo, non ha convocato Benzema e Nasri, puntando sulla stella Gourcouff e i grandi vecchi Henry e Anelka.
Il ct che ha riservato meno sorprese è stato Capello che si affida a Rooney, Gerrard, Terry e Lampard, quest'ultimo alla sua migliore stagione in Premier League chiusa con il primo posto del Chelsea.          

CHI RIMARRA' A CASA? I maggiori indiziati a non andare in Sudafrica a mio parere sono Sirigu, Bonucci, Cassani, Cossu, Candreva. A centrocampo si giocano due posti Marchisio, Montolivo e Camoranesi mentre in attacco rischiano Rossi e Quagliarella.
Difendere il titolo sarà dura ma su una cosa non deve esserci la minima perplessità: il nostro tifo per l'Italia.
 

 
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SHUTTER ISLAND

Post n°51 pubblicato il 18 Marzo 2010 da skyliner999
 
Tag: Cinema

Se avete voglia di andare al cinema e non sapete che film scegliere, vi consiglio caldamente la visione di Shutter Island, un fantastico thriller diretto dal maestro Martin Scorsese e interpretato da ottimi attori come Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley e Max Von Sydow.
La regia di Scorsese si sposa benissimo con l'ambientazione cupa e uggiosa dell'isola di Shutter dove sorge l'Ashecliffe, il manicomio criminale che ospita gli psicopatici più pericolosi del paese. Una di loro, Rachel Solando, evade dall'istituto senza lasciare alcuna traccia. Ad investigare sulla misteriosa scomparsa della donna, assassina dei suoi stessi figli, sono gli agenti federali Teddy Daniels (DiCaprio) e Chuck Aule (Ruffalo). Il loro compito non sarà facile, anche perché i due agenti devono vedersela non solo con l'ambiente ostile dell'isola, vessata da violenti temporali che rendono quasi impossibili le ricerche dell'evasa, ma anche con l'apparente quanto garbato e condiscendente ostruzionismo del dottor John Cawley (Kingsley) e del suo collega, il dottor Naehring (Von Sydow), entrambi luminari (seppur con metodi diversi) della psicologia. L'atmosfera dell'Ashecliffe ed i suoi ospiti, infine, hanno un effetto nefasto sull'equilibrio psichico dell'agente Daniels, un uomo con un passato ricco di tragedie e violenze. Daniels, infatti, è stato testimone dell'orrore dei campi di sterminio nazisti e non ha mai superato l'assassino della moglie, morta durante un incendio appiccato da un piromane che forse è rinchiuso proprio nella vecchia fortezza dell'Aschecliffe, il braccio del manicomio dove sono reclusi i maniaci più pericolosi. Le orribili apparizioni di Dolores Chanal (Michelle Williams), la moglie di Daniels, si fanno sempre più frequenti tanto da indurre lo spettatore a sospettare che dietro ad ogni sigaretta, bicchiere d'acqua o aspirina, si nasconda un'insidia, il tentativo di corrompere la lucidità dei due agenti.
I colpi di scena si susseguono fino al finale catartico del film, durante il quale ogni mistero si dissolve come neve al sole. Se volete fare un pò i fighi/e con il fidanzato/a, amico/a, ed ostentare la superiorità sboffonchiando il più classico "te lo avevo detto..." vi consiglio di fare molta attenzione ad ogni piccolo seme lasciato dal regista, ad ogni traccia che conduce alla verità sconvolgente ed inaspettata. Shutter Island è un film non banale, capace di tenerti incollato alla poltroncina fino ai titoli di coda. Imperdibile. Voto: 9,5            

 

 
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AVATAR: INDIANI CONTRO COWBOY IN SALSA MATRIX

Post n°50 pubblicato il 28 Febbraio 2010 da skyliner999
 
Tag: Cinema

Mentre gli addetti ai lavori sono ancora intenti a quantizzare il successo economico di questo mega blockbuster firmato da James Cameron, vi riporto con colpevole ritardo, lo so, le mie impressioni su un film che se per tanti aspetti (effetti speciali in particolare) è stato all'altezza della sua imponente campagna di marketing, per altri,  si è rivelato un "polpettone". Non fraintendetemi... scrivendo "polpettone" non intendo dare un'accezione negativa al mio giudizio, bensì sottolineare la commistione di tanti "ingredienti", sapientemente miscelati da un regista indubbiamente tra i migliori nel panorama mondiale. Mi spiego meglio: Avatar è un film nel quale convivono diversi messaggi. Da quello eco-pacifista - gli umani cattivi e avidi, distruttori del proprio mondo, ne invadono un altro, Pandora, dalla natura incontaminata - a quello tecnologico - l'avatar, infatti, non è altro che un contenitore genetico creato appositamente dagli umani e da loro utilizzato per sopravvivere all'ambiente ostile del pianeta alieno, oltre che per entrare in contatto con la tribù dei Na'vi. Per non parlare dei riferimenti alla "rete", attraverso la quale tutti gli esseri, viventi e non, sono collegati (un particolare interessante è costituito dall'estremità della lunga treccia dei Na'vi, utilizzata da quest'ultimi per "connettersi" agli animali e agli alberi) -, fino ad arrivare ai concetti di scontro tra "civiltà" e alle aperte critiche alla politica estera americana di stampo "bushista": il più chiaro indizio all'interno del film è stato il riferimento alla "guerra preventiva".
Ci sarebbero anche altri particolari da analizzare, ma visto che non è mia consuetudine "spoilerare", anche perché attirerei tuoni e fulmini di chi il film non l'ha ancora visto, mi limito a dire che molte scene mi hanno ricordato Matrix.
Insomma, Avatar è un film eco-fantastico in salsa "indiani contro cowboy", il tutto condito dall'immancabile storia d'amore tra l'ex soldato paraplegico Jake Sully e la bella Na'vi, Neytiri, e dalla spruzzata innovativa del 3d (in alcuni momenti, l'effetto è veramente impressionante ma, alla lunga, gli occhiali stancano la vista). Per James Cameron, dunque, missione compiuta non solo per il risultato al botteghino ma anche perché il regista di Titanic è riuscito a confezionare una pellicola che lancia messaggi positivi ad una vasta platea disseminata in tutto il globo. Per una volta, metto a tacere la mia voce critica interiore che si aspettava qualcosa in più e mi inchino alla sapienza di chi ha saputo amalgamare sapientemente ingredienti collaudatissimi. Voto: 7,5

 
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SHERLOCK HOLMES

Post n°49 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da skyliner999
 
Tag: Cinema

Locandina italiana Sherlock Holmes

Il primo pensiero che ho avuto sui titoli di coda è che Robert Downey Jr. è uno dei migliori attori in circolazione, capace di rendere godibile anche una trama zoppicante. Sia chiaro, questo adattamento cinematografico del più grande investigatore fittizio di tutti i tempi creato da Sir Arthur Conan Doyle, è godibile, ironico e con la giusta dose di suspence ma di certo non sarà ricordato come una pietra miliare del cinema. Insomma un film perfetto per il clima natalizio o per chi sta facendo ancora fatica a riprendere la routine dopo i bagordi festivi.
Guy Ritchie, regista di questo lungometraggio di 128 minuti, ha avuto vita facile nel confezionare questo blockbuster vista l'imponente mole di materiale disponibile sul personaggio.
A farla da padrona, ovviamente, è la straordinaria mente analitica di Sherlock che, a parte la minchiata della scena di combattimento con l'energumeno di turno in cui il protagonista anticipa tutte le mosse dell'avversario manco fosse Nostradamus, è propria dell'originale creatura di Doyle. A Ritchie va comunque il merito di aver proposto una versione molto lontana dal classico stereotipo del gentiluomo inglese intelligentissimo quanto asettico, proponendo al pubblico una versione più umana (diciamo pure incasinata); un genio sregolato (esilaranti gli esperimenti che conduce sul suo bulldog) infallibile nell'individuare e catturare il colpevole ma che stenta nei rapporti sociali (spesso Holmes si estranea dal mondo rinchiudendosi per settimane nel suo polveroso e disordinatissimo appartamento di Baker Street e in più il fido Watson sta per sposarsi). La sua mente eccelsa così si trasforma  in una sorta di arma a doppio taglio.
Due parole sui comprimari. Jude Law/Watson non mi ha convinto. Le difficoltà di una prima donna come Law, oscurata dalla bravura di Downey Junior, erano del tutto evidenti. L'unica cosa che rendeva interessante il personaggio era il fatto che avesse il vizio del gioco. Meglio Mark Strong nel ruolo del cattivissimo Lord Blackwood, il cui ritorno dalla morte suscita più di qualche brivido.
Un plauso, infine, per l'ambientazione. La Londra bagnata e crepuscolare di fine '800 è una città affascinante e misteriosa, perfetta per abbientarvi un giallo, in cui la propensione verso il progresso e la riscoperta dell'occulto si fondono in una miscela irresistibile. Da vedere. Voto: 7      
  

 
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WELCOME 2010!!!

Post n°48 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da skyliner999
 
Tag: 2010

Dopo due settimane di vacanze natalizie dedicate alla famiglia e allo svago (nonchè alla magnadora :)), è tempo di tornare a concentrarsi sui progetti per questo nuovo anno, carico di aspettative e di buone intenzioni. Presto saranno pronte per voi nuove recensioni su quelle pagine, immagini e note che non smettono di farci sognare, arrabbiare, pensare...
A presto e che questo anno nuovo sia per tutti voi ricco di felicità e appagamento. 
 

 
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IRON MAN 2

Post n°47 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da skyliner999
 
Tag: Cinema

Un ben ritrovato a tutti!

Dopo un pò di tempo, torno a postare sul mio blog. A causa dei miei impegni, purtroppo, i miei interventi si sono ridotti un pò al lumicino. Senza rubarvi ulteriore tempo, vi lascio al trailer del nuovo film su Iron man, interpretato dal bravo Robert Downey Jr. Tra le new entry del cast ci sono Scarlett Johansson nei panni della fatale Vedova Nera, Samuel L. Jackson in quelli di Nick Fury e Don Cheadle a sostituire Terrence Howard nel ruolo di James "Rhodey "Rhodes/War Machine. Il ruolo del cattivo è affidato al rigenerato Mickey Rourke che interpreterà Whiplash. Confermata, invece, Gwyneth Paltrow che torna a vestire i panni della segretaria di Tony Stark, Pepper Potts. Il film uscirà in anteprima in Italia il prossimo 30 aprile, una settimana prima rispetto agli Usa. Buona visione. 

 
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IL SIMBOLO PERDUTO DI DAN BROWN

Post n°46 pubblicato il 21 Novembre 2009 da skyliner999
 
Tag: Libri


DAN BROWN "IL SIMBOLO PERDUTO", MONDADORI;
612 PAGINE BROSSURATO;
ISBN 978-88-04-59674-5;
EURO 24

Ben ritrovati!
Come promesso, vi posto le mie considerazioni sull'ultimo libro di Dan Brown (a questo link, http://blog.libero.it/planetkrypton/7843666.html, potete trovare il collegamento per leggere i primi capitoli). Nonostante la (eccessiva) lunghezza di questo tomo lasci immaginare un colpo di scena dietro l'altro, questa volta Brown delude il lettore. Certo, Washington è una città ricca di fascino e mistero per la sua stretta correlazione con la storia della massoneria ma non regge il confronto con la Parigi descritta ne' "Il Codice Da Vinci" né con la Roma di "Angeli e demoni". "Il simbolo perduto", purtroppo, non è all'altezza dei due precedenti romanzi aventi come protagonista il professor Robert Langdon.
I continui flashback rendono la narrazione frammentaria e discontinua, la ricerca del "simbolo perduto", poi, non ce la fa proprio a risultare affascinante come quella del Santo Graal. Mi hanno suscitato molti dubbi, infine, anche le reali motivazioni che spingono l'antagonista ad agire. I veri scopi di Mal'akh - rapitore del Gran Maestro massone Peter Salomon e la cui vera identità (forzatissima questa scelta narrativa dell'autore) si riesce ad intuire già 300-350 pagine prima della conclusione del libro - non convincono, così come non convince il risultato dell'ennesima ricerca-rebus di un Robert Langdon più appannato del solito. In tal senso, infatti, risulta decisivo l'apporto di un comprimario, Katherine Salomon, sorella del massone Peter, la cui brillantezza ed intelligenza a tratti supera quella del protagonista.
Nei romanzi di Dan Brown (e "Il simbolo perduto" non fa eccezione), però, c'è di buono che l'autore si rivela sempre un'ottima fonte di informazioni in merito ad eventi storici ed origini delle parole.
Sarà che i misteri cominciano a scarseggiare o sarà perché lo scrittore presenta per la terza volta lo stessa schema narrativo; fatto sta che "Il simbolo perduto" non sfonda. Voto: 5. 

 
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