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poetella
   
 
Creato da poetella il 16/11/2008

parole imprigionate

...viaggio in una bottiglia alla deriva

 

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Post n°1875 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Zitti zitti

come topolini ad aspettar

 

la neve

 

Io te

(by poetella)

 

 

Si tu vois ma merè - Sidney Bechet

 

 

 

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Perché non ci rassegnamo ...

Post n°1874 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Perché non ci rassegnamo che sia

Perché non può essere

non può essere che

 

E si combatte, io sì combatto

Io contro il grigio

e il nero e l’acido

Il vuoto e il povero, il poco,

il poco poco, il crudo, il duro

il freddo, l’amaro, il niente.

 

Io combatto con i miei no

Guardami! Dico no

ché c’è il bello. Guarda quant’è bello

quel cumulo di neve ancora bianco

sull’asfalto

 

Senti quant’è bella questa

musica

che fa ancora e ancora

il cosmo. E ancora

 

che facciamo noi

se guardiamo il dono del cielo

e delle rondini e delle stelle

 

 

Per cento o per dieci, per cinque, per due

per uno che la fa, che la canta

questa musica, se ce n’è uno che la fa

per quello, ancora, ancora

dico sì.

 

Per quello ancora dico senti! Guarda!

Ancora e ancora

Per quello ancora è bello ora

 

e c’è splendore, ancora e meraviglia

(by poetella)

 

 

Ascolta poetella

 

 

 

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E poi torniamocene a casa...

Post n°1873 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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E poi torniamocene a casa

che fa freddo

senza lasciare scarpette

di vetro

come se fosse niente

 

Niente tutta la luce, teniamocela

in petto

la luce, dietro gli occhi

la festa, bassi,

ché non si veda

Microesplosioni, pollini luminosi

 

Ché non posso, non posso proprio

e invece posso

legarmelo in cuore

questo Valhalla di ferite rimarginate

di banchetti e di canti

[Tutte le Valchirie scese da cavallo

e ballano un valzer

al suono di pianola]

Gira gira la manovella

Gira gira questo tempo

Gira e si chiude il cerchio. Attorno a te

 

 

Torniamocene a casa

zitta zitta

come dal mercato, le mani

le braccia colme di un tutto

che sembra un niente

 

Di un toccare le nuvole

e pasticciarcisi tutta

(by poetella)

 

 

 

Ascolta poetella

 

 

 

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poetella consiglia d’ascoltarla….

Post n°1872 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da poetella

ascolta poetella

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                      – Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

non la levo la mano, non la tiro via con la scusa di una ciglia nell’occhio, dei capelli che scappano dal mollettone come ci fosse vento e non c’è vento, non c’è mai vento, non c’è più vento ormai qui dentro, da tanto, da tanto e allora coraggio, fammela questa carezza, una di quelle che si fanno ai vecchi su una mano sempre fredda, no, non la mia mano, la mia, quella non è fredda. La mano, per lo meno.

                       Magari è vecchia, la mia mano. Magari lei sì. Vedi l’indice? È un po’ curvo, quello della destra, dico, un po’ curvo a forza di scrivere e scrivere, la penna, il mouse, deve essere quello che l’ha curvato, [vedi la sinistra, quella del cuore? Quella no. Non è piena di solchi e nodi. Quella no. È giovane. Quella del cuore]

                       La destra, invece. Sarà quel sempre voler indicare un lontano, ci si stanca a indicare sempre un lontano chissà dove, laggiù dove si schiudono i sogni. Dove potremmo, dove potrebbero, prima o poi. Vedrai che.

Coraggio.

-       Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

che vedrai, ti sorriderò come allora, tanto tempo. Tanto tempo passato.

Allora, quando credevo che Visto? Pure io ho trovato. Mica solo le altre. Mica solo Giovanna, o Caterina, o Sara o che ne so, non mi ricordo come si chiamava e lei ce l’aveva l’innamorato. E io pensavo Io mai! Io mai lo troverò uno che.

Io che papà non si fa trenta chilometri per venirmi a portare un cesto di frutta prima che mi svegli. Ché io non me lo merito, Caterina o Giovanna o Sarà sì. A loro i padri glieli portano i cesti di frutta. Io mai. Io no. Io non lo trovo uno che mi ama finalmente e mi fa scordare che tu, papà, non mi  porti i cesti di frutta. E invece poi.

 

-       Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

Che non ti dirò Ma che fai, scemo. Non ti prenderò in giro.

Non ti dirò siamo vecchi. Lascia perdere che non.

 

                       Ti sorriderò come sorridevo a correrti incontro, quaranta, trentacinque, trenta, tanti anni fa, quando ancora credevo che sarebbe bastato salvare il mondo, magari salvare solo te dal mondo per sentire che anche io, no, i cesti di frutta no, ma non per colpa mia. Io ero ok.

Io salvavo il mondo. Io salvavo te dal mondo. Ero brava. Ero bella. Ero meglio di Giovanna, Caterina o Sara o non so chi. Non ricordo chi.

-       Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

che ti sorriderò come fossimo in una nuova casa tutta bianca e rossa, in un nuovo giardino, no nuovo, il primo giardino, ché non abbiamo mai avuto un giardino nostro e ci nascondevamo nei giardinetti pubblici per scambiarci l’anima e scoprire i corpi diversi. E non ci siamo accorti che. Allora non ci siamo accorti che tutto era diverso. Non abbiamo voluto vedere che noi stessi. Si guarda sempre dentro di noi, da ragazzi e si cerca il riflesso. Ci si illude del riflesso. Ci si convince del riflesso.

                         Poi, quando s’aprono gli occhi, c’è chi li apre, sai? tutto si svela, ma ormai è tardi. Non si possono ricucire i silenzi, non si possono spianare i monti. Si tira avanti e ogni tanto

 

-       Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

così, per dimenticare d’esserci sbagliati. Per cercare scuse alla nostra fragilità, alla nostra voglia di perdono. Che non c’è tempo più, ormai. Non c’è tempo per ricominciare. Per riscrivere la pergamena del destino.

Siamo vecchi.

E allora, allora

-       Ma sì, fammela una carezza, fammela

 

Fammela e resta qui, vicino a me. Resta qui e aspetta che faccia effetto, ci vuole poco sai? m’ha assicurato che ci vuole poco. Gli ho detto del gatto, il cancro, non voglio vedere che … piano piano… soffrendo. Voglio farlo io.

 

                            Ci vuole poco, vedrai. Aspetta con me che faccia effetto quest’addio al tutto, al niente, al passato e al futuro che non voglio, quest’addio che ho buttato giù con un po’ d’acqua.

Era fresca, sai.

(by poetella)

 

 

 

 

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Quello che vorrei dirti...

Post n°1871 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Quello che vorrei dirti

è che non basta questa

neve

a scaldare il mio tempo

non basta

 

anche se tutto è così strano e bello

e bianco e nuovo

e tutto coperto e non si vede

il grigio

il brutto

il vuoto

di questa periferia dei miei pensieri che vaga

verso il suo centro

 

e non lo trova

tutto bloccato

tutto sbarrato

tutto gelato

e non si può andare a cercare

non si può

e domandare e vendere e comprare

e neanche regalare

ché ti regalerei tanto tempo

tutto il tempo

lungo tempo bianco e soffice

 

lungo tempo colorato

lungo tempo padrone intransigente

 

abbindolato da un sorriso

e un occhiolino

e conquistato. E vinto a festa

(by poetella)

 

 

Ascolta poetella

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poetella cuochella...

Post n°1870 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da poetella

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chi vuole un biscottino?

Foto di martina.lucia1952

 

sono buonissimiiiiiiiiiii!

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Com’ero prima ...

Post n°1869 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Com’ero prima Mi ricordo

cos’ero. Basta guardare un po’ dietro

 

Un grumo di domande

senza rassegnazione

[metti le mani giunte e prega]

freccia in cerca d’arco

sasso di fionda

Sbando, ero sbando di falena

grandi colpi contro

la lampadina

ché accade che ci si inganni

accade che la luce

il calore, il calore!

anche una fiammella

un’incandescenza

accade che

e allora grandi picchiate verso

e friccichi di sbruciacchiamenti

 

Com’ero prima che lo so com’ero

come chiedevo, mi chiedevo, vi chiedevo

come ti chiedevo

lo so. Prima. Come tremavo. Come temevo

 

Poi è stato un chiaro

un largo dopo quel

taglio, quel segno

quel buco fondo quelle unghie

a scavare e ribaltare

strappare via

 

fino al puro del sangue.

 

È stato poi tutto un sempre

tutto un anche

Poi tutto un sereno, dopo che

(by poetella)

 

Ascolta poetella

 

 

 

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Su in cima...

Post n°1868 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Su in cima

l’aria

Stacchiamoci!

Me lo chiede

Me lo chiede questa pioggia che ha smesso

svanita di leggerezza

dimenticanza del cielo

 

Stacchiamoci di foglia che si stacca

Di foglia, mi stacco

indolore

di foglia che non piange

il suo morire vegetale

 

Le oscillazioni di rami

Ma guarda!

Spericolate al vento

a questo forte vento

gelido vento

Le oscillazioni forsennate

strappano, loro, scacciano (forti)

 

liberandosi. Liberandoci

 

Liberiamoci di tutto

tutto

quello che

facilmente/difficilmente

si stacca

 

Strappiamoci via pensieri e sigilli e nomi

Battiamoci per l’essenza

 

La foglia, la foglia che mi volteggia

(smuove l’aria) che ne so

 

direi che, tuttavia, parrebbe felice

(by poetella)

 

 

Claude Debussy - Arabesque

 

 

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Stiamo sospesi...

Post n°1867 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da poetella
Foto di poetella

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Stiamo sospesi

Semplice respiro trattenuto

vuoti. Vagamente in attesa di un

 

Dice che dovrebbe nevicare.

 

Io sono sempre, sarò sempre

quella che aspetta.

Una deriva, sarò

una probabilità.

Sarò un se

un forse

 

forse nevicherà.

 

Traccia progetti bianchi

su carta lucida

l’inverno.

S’infila nelle filigrane dei giorni

nel collo delle ore

lungo la schiena della mia ragione.

Spoglia, l’inverno. Sfoglia

quest’agendina col nastro rosso

da spostare. Ci soffia su.

 

Sposto più avanti lo sguardo.

Oltre. Nel grigio del cielo.

 

E forse, dico forse, forse nevicherà.

(by poetella)

 

 

Ascolta poetella

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beh...

Post n°1866 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da poetella

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al diavolo!

e buona notte

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COSA STO LEGGENDO...

 

Trilogia della città di K.

Kristof Agota

(grazie, Marco!)

 

Michele Mari

Cristina Annino

Marco Giovenale

Bestia di gioia

 

 Mariangela Gualtieri

Esercizi di stile. Testo francese a fronte

Queneau Raymond

Rimbaud-

Una stagione all'inferno

 

 

 

Murasaki Shikibu

 

 

APPENA FINITI DI LEGGERE.

 anche se li rileggo

e rileggo

e rileggo...

Foto di martina.lucia1952

Mariangela Gualtieri

 Poesia dal silenzio

Transtromer

 

 

Hrabal

cop[9].jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vargas Llosa

 

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   Bohumil Hrabal

 

    Francesca Genti

Murakami

 

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La festa del caprone

 

Vargas Llosa

 

 I quaderni di don Rigoberto

 

Vargas Llosa

 

Llosa La tentazione dell

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vargas Llosa

 

Note del guanciale

Sei Shonagon

 

 

Foto di martina.lucia1952

 

il 10 Novembre, ore 18.00

al Mangiaparole, poetella

presenta il suo libro

"Storia senza rima"...

Chi ci viene?

 

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Beh...peccato per  chi non

c'è stato!

Un trionfo!