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IL PUNTO P

(PER VEDERE TUTTI I COMMENTI, CLICCARE SUL TITOLO IN ALTO OPPURE SULLA FIGURA EGO SUM) questo blog tratta prevalentemente del come questo sistema non funziona, e intendo chiarire che non sono ne di destra o di sinistra o di centro, ma sono per lo sviluppo concreto di questo paese,voglio un paese libero da bustarelle o favori clientelari, non potra' mai esistere un paese di sviluppo con personaggi che rubano al popolo per dare a se stessi. chiedo scusa anticipatamente per errori ortografici o errori di sintassi, ma non sono un giornalista, ma una semplice persona che cerca semplicemente di cambiare il sistema e di denunciare tutto quello che distrugge la nostra comunita'.................... EGO SUM..... io sono... GUIDA LUCIANO... con tutti i miei difetti e le mie virtu'.... i governi hanno un solo motto DIVIDI ET IMPERA......... dividi e comanda...... io ne ho un altro....CUM IMPERIO SUM ET UNITAS.......IL POTERE SOVRANO E' L'UNITA'.. e il mio sogno e' scrivere questa frase su tutti i palazzi di governo, comuni, regioni, e tutto quello che appartiene allo stato...in modo di non far scordare al popolo di chi e' l'italia.... tutto il cambiamento gira intorno a questa idea.

Creato da pop46 il 18/12/2008

 

 
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parrocchie e chiese di condino e storo a costi d'oro

Post n°614 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da pop46

p.s " i milioni sono espresse in vecchie lire e non in euro"

Delibera 8206: 339 milioni per la costruzione di un nuovo complesso per la parrocchia di S. Giorgio a Rovereto;

delibera 8207: 337 milioni per il restauro di Palazzo Fedrigotti dell'Istituto Beata Vergine Maria di Rovereto;

delibera 8208: 845 milioni per ristrutturare e ampliare il convitto del Collegio Arcivescovile di Trento;

delibera 8209: 711 milioni per il restauro della parrocchia di Condino; dove quest' anno sono stati stanziati altri denari per altre ristrutturazioni interne

delibera 8211: 70 milioni per l'impianto elettrico e il riscaldamento della parrocchia di S. Vigilie a Ossana;

delibera 8212: 517 milioni per la ristrutturazione e l'ampliamento della colonia alpina "Don V. Fabbi" a Fasemo di Storo, di proprietà della parrocchia di San Floriano di Storo.

Totale: due miliardi e mezzo di contributi per restauri e lavori vari a edifici religiosi, erogati in un solo giorno scelto a caso (il 17 luglio), fra quelli in cui sono state distribuite le ricche spoglie derivanti dal cosiddetto assestamento di bilancio della Provincia. Per un profano, è difficile capire se questi soldi -insieme agli altri distribuiti prima e dopo- siano tanti o pochi. Quello su cui un profano, a lume di puro buon senso, può esprimersi, è il metodo con cui questi denari andrebbero distribuiti. Parrebbe logico fare un censimento delle necessità- su quali edifici bisogna intervenire? Con quanta urgenza?- e poi compilare una lista delle priorità, sulle quali, man mano, verranno impegnate le risorse disponibili, finché ce ne saranno.

Niente di tutto questo esiste, come non c'è un raccordo fra i diversi enti che danno contributi (oltre alla Provincia, i comuni, i comprensori, il Bim, ecc.). Ne si sa quanto del suo ci abbia messo, in queste operazioni, la Curia di Trento, non particolarmente indigente. Si sa invece che negli ultimi due anni la spesa della Pat in questo settore è stata di 112 miliardi, circa 150 milioni al giorno; ai quali vanno aggiunti moltissimi altri miliardi di contributi per tutte quelle opere (dalle fognature alle scuole) il cui finanziamento è regolato da una legge regionale del 1968 e da una legge provinciale dell'83.

Pochi o tanti? -ci chiedevamo.

Per quel che vale, proviamo a fare un raffronto con la situazione nel confinante Veneto, che per questo capitolo di spesa dispone di 8 (otto) miliardi l'anno erogati dallo Stato per le necessità dell'intera regione, oltre ai fondi previsti da una legge regionale, che però da due anni non è più finanziata. I soldi a disposizione dell'autonomia trentina, dunque, sono parecchi: "La nostra Provincia -ci dice l'ex assessore provinciale agli Enti Locali Mauro Bondi- spende per investimenti di questo tipo otto volte tanto rispetto alla media italiana, e il bilancio del comune di Trento è la metà di quello di Napoli. I soldi sono tanti che, una volta eseguite le opere davvero necessarie, ne restano ancora molti a disposizione, e a quel punto scatta la corsa all'accaparramento da parte dei vari assessori". Una corsa in cui i più abili s'impadroniscono di risorse che a volte non sanno neanche come spendere (ma alla fine, il modo lo trovano sempre...), mentre magari in altri settori vi sono delle urgenze che restano insoddisfatte, solo perché il relativo assessore ha gli artigli meno affilati.

"Una pratica -commenta Bondi- pienamente legittima, resa possibile dalla mancanza di programmazione; una pratica inevitabile, poi, quando ad agire è una giunta come questa, fatta di singoli e priva di un programma complessivo".

Per illustrare la situazione attuale, siamo partiti dai contributi per interventi su edifici religiosi, ma le cose non cambiano se si tratta di opere pubbliche "laiche". Prendiamo il caso di un'amministrazione comunale che voglia sistemare un cimitero. Le possibilità di realizzare l'opera sono sostanzialmente tre: pagarli di tasca propria, confidare negli scarsi fondi riservati alla finanza locale, e, infine, essere in buoni rapporti con questo o quell'assessore. Ed è quest'ultima la strada più sicura, anche se il politico amico guida un assessorato che poco ha a che fare col contributo richiesto: "Mettiamo il caso che si voglia restaurare la cappella di una Casa di Riposo: -spiega Bondi- ricevuto il diniego del contributo dai Lavori Pubblici e dalla Cultura, si può magari avere più successo presso l'assessore alla Sanità, o il Comprensorio. Non parlo di casi teorici, sono cose che ho visto coi miei occhi quando ero assessore: io negavo dei soldi e il postulante andava a batter cassa, ottenendoli, da un altro; e non sempre era possibile accorgersene".

Il sistema attuale, infatti, oltre a non prevedere programmazione, rende anche laboriosi e spesso impossibili i controlli: ogni venerdì, alle riunioni della Giunta provinciale, arrivano fino a 2-300 delibere, predisposte in totale autonomia dai singoli assessori e di cui è disponibile una succinta sintesi dalla quale non sempre risulta chiara la natura dell'intervento proposto. "Ma anche quando, verificando puntigliosamente, arrivi a scoprire un contributo che consideri uno spreco di denaro pubblico, cosa puoi fare ? Opporti sistematicamente a degli atti che formalmente sono ineccepibili? La sola soluzione è cambiare il sistema: introdurre la programmazione ed eliminare le cosiddette leggi di settore ".

E Bondi, da assessore nella giunta Abete-Ulivo, ci aveva provato con la sua riforma istituzionale -quella stessa che doveva abolire i comprensori- incontrando però una resistenza invincibile all' interno della stessa giunta, perché l'introduzione delle nuove regole avrebbe sottratto agli assessori quel potere discrezionale, fatto appunto di favori e contributi a pioggia, senza il quale tutto un sistema fatto di clientele crollerebbe miseramente.

Ma fino a quando la nostra Provincia potrà disporre di risorse finanziarie così ricche da permettere la continuazione di questo sistema? Un paio d'anni, probabilmente, dopo di che le alternative sono due: o finalmente si comincerà a programmare, oppure si continuerà con la vecchia musica senza però averne più i mezzi, e quindi ricorrendo ad un indebitamento pubblico che, per il Trentino, sarebbe una poco onorevole novità.

Per evitare questa brutta fine, occorrono nuove regole e il superamento di quella mentalità, oggi corrente, che dagli assessorati, attraverso i vari servizi della Provincia, i comprensori, i comuni, ecc., arriva fino al microcosmo dei Consigli d'istituto delle nostre scuole: una mentalità grazie alla quale si dimentica che i soldi pubblici sono -appunto- denaro di tutti; una mentalità che porta a pensare che quanto si è avuto va speso in ogni caso fino all'ultima lira, "altrimenti l'anno prossimo ce ne danno di meno".

"In Germania -è ancora Bondi che parla- quando in un Comune si tiene un referendum sulla realizzazione di un ' opera pubblica, il cittadino va a votare sapendo che, in caso di risultato positivo, quell'opera comporterà il pagamento di una tassa ad hoc, e dunque decide in maniera consapevole e responsabile." In Trentino, lo abbiamo visto, le cose vanno un po' diversamente.

 
 
 

risposte

Post n°613 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da pop46

marco il 08/02/12 alle 19:22 via WEB

caro pop 46 perchè non ti candidi come sindaco di Storo?Saremmo tutti felici.LA DOMANDA CHE VOGLIO FARE A TE E I 50 MILA VISITATORI DEL TUO BLOG E'QUESTA:ESISTE SOLO SALVATORE MONEGHINI COME PROGETTISTA NELLA NOSTRA VALLE?

FA PIù DANNI CHE ALTRO.

PARLIAMO DELLA CASA DELLA SALUTE DI STORO.L'EX ASSESSORE REMO ANDREOLLI CHE E' STATO UN GRANDE ASSESSORE E HA FATTO LE COSE HA DATO IL PROGETTO DELLA CASA DELLA SALUTE A MONEGHINI CHE PER RINGRAZIARLO L'HA SPUTTANATO E QUANDO CERA BISOGNO DI SOSTEGNO PER ANDREOLLI MONEGHINI SE NE' BEN GUARDATO DI PARLARE IN SUO FAVORE ANZI..

 

 

caro marco, ti ringrazio della tua stima e della tua proposta, ma non ci tengo (almeno per adesso) di candidarmi come sindaco, o almeno fino a che c'e questa politica Storese, e poi se tu non lo avessi notato già mi ero candidato con mauro ferretti, e ti dico che è stata una battaglia contro i mulini a vento, se tu leggi alcuni commenti del mio blog, capirai cosa intendo dire.

ti posso solo dire che abbiamo perso per 40/50 voti e se anche questa maggioranza non lo vuole ammettere siamo il primo partito di Storo pur essendo in minoranza.

La gente non è pronta o non vuole cambiamenti, oppure non è in grado di capire il vero funzionamento della politica che regna da ormai 60 anni in Italia.

In questo mio blog  quasi ogni giorno scrivo commenti per far capire il vero funzionamento della politica, dall’ più piccolo paese fino ad arrivare all’ funzionamento delle grandi nazioni.

Non scrivo tutto questo per avere una visibilità individuale o per avere un certo potere, ma scrivo tutto questo per  cambiare gli stili di vita e per cercare di fare capire alla gente che legge che se si vuole si può cambiare tutto questo senza essere di partito.

purtroppo questa vecchia politica, obsoleta e stupida é radicata da troppo tempo nei nostri territori che é difficile poi da sradicare, perché  per il semplice motivo che hanno caste potere e denaro (rubato come sempre hai comuni cittadini tra promesse e truffe elettorali di ogni tipo) vedi candidarsi come sindaco non é facile specialmente per uno come me che non appartiene a nessuna casta politica.

Nella nostra Italia purtroppo se siamo in crisi profonda é dovuto molto a questa gente che ha creato tutto questo marcio in Italia e la cosa più strana è che ora di fronte a questa crisi tutti Regnano in una sorta di demoralizzazione e rassegnazione, COME VEDI IL LAVORO SCARSEGGIA, le ditte chiudono, le banche chiudono i rubinetti, e il fisco (come sempre) batte il territorio per prendere gli evasori fiscali che sono sempre i poveretti che non riescono a tirare fine mese, ma mai toccano politica e grandi imprenditori che sono il vero cancro di questa crisi.

Purtroppo se la gente non incomincia a fidarsi della gente onesta e delle persone che veramente vogliono fare risollevare questo paese è una battaglia persa fin dall’ inizio.

Difficile portare verità in questo paese, perché  le verità vengono nascoste da mille menzogne per troppo potere politico.

Quello che hai descritto tu nella domanda dove cerchi una risposta, è il prodotto della politica sia a livello territoriale che a livello comunale di qualsiasi paese di Italia.

La gente ad ogni tornata elettorale pensa ogni volta di votare una persona onesta, almeno dall’ modo di esprimersi nei comizi, dove spesso promette i miracoli il lavoro ecc.. ecc.. u n esempio lo abbiamo dall’ attuale sindaco dove a ogni uno prometteva lavori alla coop o in altri posti che sapeva di non mantenere, e che durante il ballottaggio prometteva poltrone agli stessi partiti che gli davano contro pur di salire al governo

Ad ogni elezioni si promettono mari e monti per poter prendersi una poltrona, poi una volta conquistata si fanno gli affari propri, che sono conquistare appalti pubblici per fare sporchi affari facendo lievitare i costi e le spese sull’ pubblico dove ricadono sulla testa di ogni contribuente, perché il vero scopo della politica è questo e non esistono altre ragioni

Un esempio te lo posso fare con Berlusconi:

1994 PRIMA DI SALIRE IN POLITICA AVEVA 1700 MILIARDI DI DEBITO CON LE BANCHE.

2012 ORA E’ L’UOMO PIU’ RICCO D’ITALIA.

Chiunque faccia un piccolo ragionamento sa’ che la ricchezza di quest’ uomo deriva dalla politica e dai soldi pubblici tra truffe, leggi e migliaia di trappole su come truffare i cittadini.

Se sai interpretare questo sai quale è il vero scopo della nostra politica attuale sia nei nostri piccoli comuni fino ad arrivare hai grandi governi.

Il teoria la politica di ogni paese esiste per risolvere i problemi, per fare leggi con i soldi pubblici (delle nostre tasse) per creare posti di lavoro, aiutare aziende, risolvere problemi di qualsiasi territorio, a tutela dell’ nostro territorio

Viceversa in questi ultimi anni la politica si è trasformata nell’ vero problema che ci ha portato a questa situazione, e dove chi si candida non si candida per trasformare il proprio paese in un paese migliore coeso dove tutto il bene e gli aiuti sono solidali e spalmati su ogni uno per portare benessere e fiducia.

Ma viceversa si trasforma per fare business e affari individuali tra mazzette e imbrogli sperperando con soldi pubblici e dei contribuenti, proprio come hai descritto tu’ nelle tue domande.

Un esempio lo hai descritto tu con Moneghini, un altro te lo posso fare io con il frantoio costruito dove non doveva essere costruito, e altre le trovi in diversi miei commenti su questo blog

La gente deve comprendere che la vera faccia della politica è questa.

L’unico potere che abbiamo è vigilare e denunciare alle varie procure, solo in questo modo si smascherano i veri truffatori che rubano i soldi pubblici.

E di far capire alla gente che nelle prossime tornate elettorali non devono commettere più gli stessi sbagli, specialmente di non vendersi per  1kg di farina gialla o un pacchetto di caffe’ e ne tanto meno di un ipotetica promessa di lavoro che non verrà mai mantenuta.

Ciao

Ego sum… guida luciano

 
 
 

le tasse italiane

Post n°612 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da pop46

in italia si paga un numero spropositato di tasse. Non è mai stata fatta una lista vera e propria ma si suppone siano circa 2000.
sono divise in imposte dirette e indirette (come l'Iva).

Pressione tributaria al 47%. Su 8 ore di lavoro, 4 se ne vanno per pagare tasse. Nel 2010 ci vorranno quasi 6 mesi di sgobbo per mettersi in regola con lo Stato. Per la precisione 173 giorni, 1 in più rispetto al 2009, fino al 23 giugno.

Ma non è finita qui, c'è anche l'analisi odierna del Sole 24 Ore: il Puzzle Fiscale italiano degli ultimi 20 anni è una giungla inestricabile di numeri, normative, balzelli, modifiche. Ad esempio.

  • 250 imposte diverse, e c'è incertezza persino sul nome delle principali! (Ire? Ires? Irpef?)
  • 1.779 leggi fiscali in vigore, ma è impossibile contare il numero di Decreti, Regolamenti, Circolari.
  • 1.053 modifiche al Testo Unico dall'86 ad oggi.
  • L'Irap conta oltre 120 aliquote, sparse per il territorio.
  • 334 ore, 14 giorni l'anno, ecco il tempo sprecato da una Piccola Impresa per l'assolvimento degli obblighi tributari. In Francia bastano 5 giorni e mezzo, in Svizzera 2 e mezzo!
  • 76 tipi di Modelli diversi, all'interno di essi più di 1 milione di parole.
  • Processi per il Fisco in un anno: 329 mila, e 641 mila quelli pendenti.

Come ai tempi della Rivoluzione Francese, purtroppo si paga la cattiva gestione delle risorse pubbliche, che invece di essere usate per il bene del Paese, sono utilizzate per mantenere magari organismi inutili o coprire spese superflue.
Purtroppo ormai il danno è fatto, e tocca rimediare, peccato che però a farlo sia sempre la classe lavoratrice e non quella dirigente, che di certo non si abbasserà lo stipendio ma anzi si cullerà sui propri privilegi come è sempre stato

Le tasse in Italia

Tutti in Italia ci lamentiamo che i costi di beni e servizi siano tra i più cari d'Europa. Ebbene è del tutto normale che nel Paese dove c'è la più alta tassazione alle imprese ci siano anche i costi più alti.

Se sono un'azienda ed il mio prodotto costa 100, il ricavato della mia vendita verrà decurtato subito di un 50% di tasse ed oneri aggiunti. Se nel tempo questa tassazione diretta ed indiretta giunge al 60% è gioco forza che io debba aumentare il prezzo del mio prodotto a 110.

Nella semplicità e nella banalizzazione di questo concetto è impossibile alcuna obiezione. Un'alta tassazione fa lievitare i costi di beni e servizi.

E' da chiarire che in Italia la tassazione è diretta ed inderetta, spalmata in decine e decine di voci, risulta, pertanto, anche difficile il sole elencarle.

Ci proviamo, se ne saltiamo qualcuna aiutateci:

- Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF): Questa tassa è sul reddito e va dal 23% al 43%

- Imposta sul reddito delle società (IRES): Questa tassa ha un aliquota al 33%

- Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP): Questa tassa ha un aliquota dal 4,25% al 8,50%

- Imposta sul Valore Aggiunto (IVA): Questa tassa è un aggiunta del 20% al costo di un bene o di un servizio. Nessuno la considera, perché si ritiene che sia una partita di giro...CON IL CAVOLO!!! Vi sono beni la cui IVA non è detraibile e l'uso promiscuo di un bene o servizio non ti consente di detrarla.

- Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.): Questa la tassa più vergognosa sul patrimonio e sul possesso, varia da comune a comune e da tipologia d'immobile.

- Imposta di Registro: E' un obolo che si dà allo Stato per registrare qualsiasi documento

- Accise: Queste sono tasse nascoste e poco conosciute, sono all'interno dei prezzi della benzina, del gas, delle sigarette, degli alcolici e chissà dentro cos'altro.

- Imposte e addizionali sull'energia elettrica: Chiunque consumi energia elettrica ha due tipi di imposte, quella erariale e l'addizionale regionale. Una media/piccola azienda, che consuma 1 milione di kWh annui, deve tirar fuori di tasse circa 15 mila euro, lo stipendio mensile di quasi 10 addetti!!!!!

- Tasse sui rifiuti: Sono diventate incredibili, ogni anno aumentano in modo vertigionoso

- ALTRE IMPOSTE: Imposta ipotecaria, Imposta catastale, Imposta di bollo, Imposta sulle pubblicità

Qualcuna ci sarà sfuggita, segnalatecelo. In questo contesto il futuro dell'Italia è fosco, soprattutto, perché la classe dirigente non comprende che l'evasione fiscale per molte realtà è una necessità.

Tra la vita e la morte scegliamo sempre e, comunque, la vita. Riteniamo, quindi, giusta l'evasione fiscale in quelle realtà dove non farla equivalrebbe a morire...

L'evasione fiscale è, però, un reato, ma anche il fascismo, quando era al potere, era un "reato", anche l'oppressione dello Zar sui contadini era un "reato"...

Un appello alla classe dirigente, di giovani emergenti, abbattete le tasse non fate altro!!!

 
 
 

31500 euro di debito per ogni italiano

Post n°611 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da pop46


quardate questo grafico, questo é il nostro debito pubblico.
ovvero:

Il debito pubblico, che si manifesta come le obbligazioni emesse dal Tesoro, si forma perché le spese dello Stato sono maggiori delle sue entrate – il deficit pubblico.

 La differenza, se non è finanziata con l’emissione di moneta, è coperta con l’emissione di obbligazioni.

Si deve perciò andare alla ricerca della fonte

: come si è formato il deficit.

Più o meno tutti i Paesi sviluppati hanno visto crescere smisuratamente la spesa pubblica a partire dagli anni Sessanta.

Quelli che hanno registrato una crescita delle imposte non troppo distante dalla crescita della spesa, hanno oggi dei debiti contenuti.

Altri, invece, hanno speso velocemente, con le imposte che crescevano lentamente. Da qui i grossi deficit, che cumulati, hanno prodotto un gran debito.

La spesa pubblica si divide in spesa pubblica “per lo Stato minimo”, e in quella “per lo Stato sociale”.

La prima finanzia la polizia, i magistrati, i soldati.

Ossia l’ordine, la giustizia, la difesa.

La seconda finanzia i medici, gli infermieri, le medicine, gli insegnanti, ecc.

Ossia l’istruzione e la salute.

Le pensioni sono ambigue, perché sono pagate – attraverso un apposito organismo – a chi è in pensione da chi lavora, quindi sono un trasferimento, non proprio una spesa.

Premesso ciò, la spesa per lo stato minimo è rimasta all’incirca la stessa nel secondo dopoguerra, mentre è esplosa quella per lo stato sociale.

Ed è qui il punto.

Quest’esplosione è avvenuta in tutti i Paesi europei.

Negli Stati Uniti un po’ meno, ma non troppo meno, se si fanno dei conti sofisticati. Dunque non è un fenomeno solo italiano.

O meglio, l’Italia spende più di alcuni altri Paesi, ma non “troppo di più”. Il punto è che ha incassato di meno per troppo tempo.

(I conti comparati sulla spesa pubblica per lo stato minimo e per quello sociale vanno fatti escludendo la spesa per interessi sul debito, che è il frutto del cumularsi dei deficit nel corso del tempo e non della spesa corrente).

Abbiamo così a che fare con un fenomeno storico.

Se abbiamo a che fare con un fenomeno storico, allora la crescita del debito non è attribuibile – se non in minima parte – a un bravo o cattivo presidente del consiglio dei ministri.

Il protagonista è il “Processo” e non l’“Eroe”.

In conclusione, l’Italia ha speso più di quanto incassasse per troppo tempo, e si trova oggi ad avere un gran debito pubblico.

Fino a quando ha speso più di quanto incassasse? Fino a prima dell’ultimo governo Andreotti.

Il conto è fatto guardando la spesa pubblica meno le entrate prima del pagamento degli interessi (il saldo primario). Intorno al 1990 il bilancio dello Stato va in pareggio prima del pagamento degli interessi.

In altre parole, non genera un nuovo deficit prima di pagare gli interessi sul cumulato dei deficit prodotti nel corso della storia (il debito).

Da allora il saldo primario è stato o in avanzo, o in leggero disavanzo.

Il deficit è stato il figlio del pagamento degli interessi sul debito cumulato.

I deficit solo finanziari hanno però prodotto altro debito.

La crescita economica (la variazione del PIL) non è mai stata troppo robusta, e perciò il rapporto debito su Pil o è rimasto stabile, o è appena sceso, o è cresciuto. Ultimamente il rapporto è cresciuto molto, perché il PIL (il denominatore) è caduto molto nel biennio 2008/2009 e non si è ancora ripreso.

come potrete notare le linee blu del grafico determinano il governo della destra, mentre le altre di colore rosso determinano il governo della sinistra.

negli ultimi anni come ricorderete bene il governo berlusconi, ha fatto molti tagli, sulle scuole, sulla giustizia, sulle forze dell ordine(ricorderete la benzina che mancava ecc..ecc..) insomma si é tagliato su tutto a pioggia, ma nonostante tutto questo il debito é continuato a salire, ora la domanda viene espontanea oltre che logica, come mai? perché se è vero che si é tagliato si dovrebbero vedere risultati in forma di spesa e di un netto calo del pil, e noi oggi non ci dovremmo trovare in queste situazioni, invece come vedete é salito drasticamente.

la risposta é una sola, si sono fatti i tagli, e con il ricavato di questi soldi, la politica a investito su loro stessi, tra appalti pubblici truccati in cambio di bustarelle, rialzi dei costi sanitari (oltre i tiket esorbitanti che si pagano che sono entrate extra) per questo motivo il debito é salito invece che scendere, ora nonstate tutto questo il governo monti invece che fare leggi che arginino tutto questo e inventandosi leggi che si possa riprendere il maltolto si inventa altre manovre su tutti i cittadini...

se analiziamo la logica (e non bisogna essere professori per comprendere queste cose) se io in casa mia taglio su alcune spese (come sto già facendo) in pratica poi dovrei ritrovarmele.

un esempio:

se io ho un debito di 100 ma ne spendo 110 é ovvio che il debito non riusciro mai a pagarlo, ma tagliando sulla spesa anche di 20 (visto tutti i tagli fatti) in teoria oggi dovrei trovarmene 80.

ora i dati sopra mostrano il grafico fino all' anno 2010 quindi nell anno 2011 dovremmo notare un certo calo (anche minimo ma dovremmo notarlo)

SAPETE QUANTO é IL PIL 2011?

1900 MILIARDI

Cosa significa tutto ciò? Che il debito italiano complessivo è arrivato a sfiorare quota 1.900 miliardi di euro (1.890,60), in aumento del 2,5% rispetto alla fine del 2010 (Debito pubblico italiano 2010 pari 1684 miliardi), e a pesare sulle tasche di ogni singolo italiano per ben 31510 euro, calcolando che siamo circa 60.000.000

COME MAI???? come si spiega tutto questo??? si spiega in unico modo che la politica é incapace di amministrare questo paese, visto che i costi della politica incidono sull' pil di oltre il 20% tra appalti, bustarelle, leggi truffa, assunzioni di amici degli amici in comuni e posti pubblici, dove spesse volte si timbra e poi si vanno a fare i kaz... prorpi (come hanno dimostrato diversi servizi delle jene) stipendi parlamentari dati a degli sfigati solo per fare numero e dire sempre si ad ogni proposta senza sapere nemmeno cosa contiene, incarichi milionari scaldalosi che costano 300/500 volte il salariodi un operaio, è assurdo ma questi sono i veri bilanci, e monti che fa????? aumenta l'iva 1% aumenta la benzina con accise da ormai perenni di 80 anni, pensate siamo l'unico stato all' mondo (sottolineo mondo) ad avere i carburanti cosi' alti, pensate che Al momento circa il 60% del prezzo al consumo della benzina è costituita da tasse e accise varie, quindi solo con questo si dovrebbe risanare almeno qualche briciola di pil... invece... siamo in recessione... demoralizzati senza un lavoro e con gli stipendi piu' bassi dell' europa, e la politica che fa? aumenta ancora le tasse invece di dimezzarsi stipendi o correre dietro agli evasori politici.

noi non siamo la grecia....

Molti analisti danno la colpa agli italiani che spendono tanto e non risparmiano, ma questa é una scusante delle tante balle che tirano in giro giornalisti stipendiati dai burocrati per non puntare il dito verso chi ha prodotto tutto questo e ha fatto cadere nel baratro questo nostro splendido paese che fino a qualche anno fa' brillava di luce propria... e che ora viceversa ci hanno fatto entrare in un tunnel dove non si intravede un uscita.

Esiste un unica soluzione per rivedere la luce, rivoluzionare la politica dalla A alla Z assurdo ma si puo' fare, come!!!! semplicemente facendo unità italiana, una vera e unica e indivisibile italia, e mandare a casa totalmente destra sinistra e centro.

1 non andare più a votare, o viceversa votare l'ultimo dei partiti, anche il più insignificante puo' dare una svolta.

2 non pagare più le tasse dirette, bolli auto emu (o ici) multe ecc.. ecc.. visto che sulle buste paga ci ritirano oltre il 45% e senza nessun servizio senza contare che paghiamo tasse su tutto, e senza nessun servizio, visto che lo paghiamo doppiamente.

non siamo noi gli evasori... sono loro che truffano alzando tasse e facendo condoni a loro stessi e alle loro caste...

l'ultima se non la sapete.. il pd aveva proposto un emendamento di soppiatto per condonare tutte le multe per abusi sulla pubblicità elettorale.... e sarebbe passata, se una delle jene non avesse sollevato il caso... ora mi domando ma un emendamento per risanare le multe degli italiani!!!! come mai questo non si fa? mentre quando riguardano i loro !!!! interessi si fanno le leggine a d.o.c?????

questo vuol dire una sola cosa..... destra sinistra centro.... non risolveranno i problemi in italia.... visto che sono loro la vera causa di questo disastro, sono il cancro che ci fa sprofondare sempre più in basso.

Noi siamo i veri medici di questo paese, non curiamolo dando ancora potere a questa gente con i nostri voti...

Fare rivoluzioni non serve a nulla, e gli italiani sono stanchi di pagare crisi che tutti i governi mondiali continuano a produrre per vivere nei prorpi lussi e nei prorpi agi, mentre un cittadino deve vivere con 800 euro al mese e non sa piu' come o dove andare a sbattere la testa per mantere una famiglia, vivendo alla giornata senza un futuro e avendo un incognita per il domani...

già perche con questa politica il nostro futuro é un incognita....

Ormai come ho sempre ripetuto in italia pagare le tasse é diventato un lusso che ogni italiano onesto non si puo' piu' permettere di pagare..

 

ego sum... guida luciano

 

 

 

 

 
 
 

euforismi sulla politica

Post n°610 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da pop46

Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l'uguale condivisione della miseria.
Winston Churchill

Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
Otto von Bismarck

In politica la stupidità non è un handicap.
Napoleone I

Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.
Ettore Petrolini

Non c'è niente di più esilarante che l'esser preso di mira senza successo.
Winston Churchill

Non sono un Libertador. I Libertadores non esistono. Sono i popoli che si liberano da sé.
Ernesto Che Guevara

I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose; dunque, peggio son svolte, meglio è.
Bertrand Russell

D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Italo Calvino

In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.
Gandhi

La politica non è una scienza, ma un'arte.
Otto von Bismarck

Governare è far credere.
Niccolò Machiavelli

La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica.
Luigi Einaudi

La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
Winston Churchill

Poiché un politico non crede mai in quello che dice, quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso. Charles De Gaulle

La satira è una sorta di specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutti tranne la propria.
Jonathan Swift

Una volta deciso che la cosa può e deve essere fatta, bisogna solo trovare il modo.
Abraham Lincoln

La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali
la brutale necessità non permette di rispettarla.
B. Brecht

L'arte della politica. Il segreto di fare i propri affari e di impedire agli altri di fare i
loro.
G. Courtilz de Sandras

Da quando le società esistono un governo è sempre stato, per forza di cose, un contratto d'assicurazione concluso fra i ricchi contro i poveri.
H. de Balzac

In ogni caso la causa della rivolta è l'inuguaglianza.
Aristotele

Corrado Staiano dice che nella letteratura, come del resto tra gli intellettuali di questa società, c’è carenza di passione, c’è acquiescenza, e questo perchè non nascono più ribelli. Ecco, io sono un ribelle.
Carl William Brown

A proposito di politica... ci sarebbe qualcosa da mangiare?
Totò

L'abilità politica è l'abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.
Winston Churchill

Lo Stato sono io.
Luigi XIV

Quando chi sta in alto parla di pace, la gente comune sa che ci sarà la guerra. Quando chi sta in alto maledice la guerra, le cartoline precetto sono già state compilate.
Bertolt Brecht

Se l'esperienza ci insegna qualcosa, ci insegna questo: che un buon politico, in democrazia, è tanto impensabile quanto un ladro onesto.
Henry Louis Mencken

La corruzione esiste da molto tempo, ed è quindi molto vecchia, ma ogni anno, invece di morire, diventa sempre più subdola ed arzilla.
Carl William Brown

Mentre il governo vi frega l'opposizione vi da l'illusione di salvaguardare i vostri diritti, quando finalmente le cose cambiano l'opposizione va al governo, il governo va all'opposizione e voi continuate tranquillamente ad essere fregati.
Carl William Brown

E’ meglio dare regole da infrangere che nessuna regola.
Anonimo

I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.
Woody Allen

La politica non è altro che un modo per fare il proprio interesse fingendo di fare il bene comune, è una disonesta dissimulazione.
Carl William Brown

Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee.
Leo Longanesi

Il vero conservatore sa andare indietro perché, per andare avanti, bisogna qualche volta arretrare per prendere meglio la spinta.
Giuseppe Prezzolini

Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori.
Al Capone

“Corruzione” è lo slogan della vita americana oggi. E’ la legge, quando non si rispetta altra legge. Sta minando il paese. In tutte le città, i legislatori onesti si contano sulle dita delle mani. Quelli di Chicago, poi sulle dita di una mano sola! La virtù, l’onore, la verità e la legge sono scomparsi. Siamo tutti imbroglioni. Ci piace “farla franca”. E se non riusciamo a guadagnare il pane in modo onesto, lo facciamo in un altro modo.
Al Capone

La miglior dote dei peggior politici è l'ipocrisia; quella dei peggior giornalisti è di mascherarla.
Carl William Brown

I nostri grandi politici parlano a lungo e ancor di più i loro sicofanti, ma raramente dicono qualcosa che meriti di essere citato, preferiscono essere ricordati per le loro cattive azioni. Carl William Brown

Sin da quando il popolo ha conquistato il diritto di voto i burocrati si sono impegnati per rendere i sistemi di governo sempre più stupidi e caotici e purtroppo ci sono riusciti.
Carl William Brown

Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.
Otto von Bismarck

La differenza tra i repubblicani e i democratici americani? I primi corrono dietro ai soldi. I secondi dietro a tua sorella. Anonimo

Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.
Dalai Lama

E' primo canone dell'arte politica essere franco e fuggire dall'infingimento; promettere poco e mantenere quel che si è promesso.
Luigi Sturzo

Ma se un tiranno (o un manipolo di deficienti, anche democraticamente eletti) usurpa il potere e prescrive al popolo quel che deve fare, è anche questa una legge?
Alcibiade

Tre metri di corda e un asse mobile, questo è tutto ciò che occorre al potere.
O. Wilde

Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola.
Adolf Hitler

E' un errore considerare puramente politico quello che noi facciamo.
Adolf Hitler

Chi gode d'una ferma autorità presto apprende che è la sicurezza, e non il progresso, la più grande lezione nell'arte del governo.
James Russell Lowell

Il potere è l'afrodisiaco supremo.
Henry Kissinger

Il problema è che il 90% dei politici rovina il buon nome di tutto l'altro 10%.
Henry Kissinger

Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.
Luigi Einaudi

In questi ultimi anni non ho mai sentito un socialista nominare B. Russel o G.B. Shaw, forse perché questi grandi uomini erano veramente socialisti.
Carl William Brown

Il politico in verità è un attore, a volte comico, a volte drammatico, ma sempre " hypocritès ".
Carl William Brown

L'attore deve saper fingere, deve saper mentire, nell'antichità veniva designato con il termine " hypocritès "; ecco spiegato perché i nostri politici sono bravi attori.
Carl William Brown

Non ci può essere una crisi la settimana prossima. La mia agenda è già piena.
Henry Kissinger

L'esperienza mostra che il momento più pericoloso per un cattivo governo è in genere proprio quando sta cominciando ad emendarsi.
Charles-Alexis de Tocqueville

Se tutto deve rimanere com'è, è necessario che tutto cambi.
Giuseppe Tomasi di Lampedusa

La politica non mi dice niente. Non amo le persone che sono insensibili alla verità.
Boris Pasternak

Lasciate che la gente creda di governare e sarà governata.
William Penn

Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono un partito politico.
Franz Kafka

Non c'è vocabolo di cui non si sia oggi fatto così largo abuso come di questa parola: libertà. Non mi fido di questo vocabolo, per la ragione che nessuno vuole la libertà per tutti; ciascuno la vuole per sé.
Otto von Bismarck

Solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai.
Indro Montanelli

Quando i molti governano, pensano solo a contentar sé stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.
Luigi Pirandello

Il buonsenso è un giudizio formulato senza riflettere, condiviso da una classe intera, da una nazione intera, o dall'umanità intera.
Giambattista Vico

La base del nostro sistema politico è il diritto della gente di fare e di cambiare la costituzione del loro governo.
George Washington

Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.
Boris Makaresko

Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l'omicidio rispettabile, e per dare una parvenza di solidità all'aria.
George Orwell

Chi rompe non paga e si siede al governo.
Leo Longanesi

La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.
Franklin Delano Roosevelt

Il potere politico nasce dalla canna del fucile.
Mao Tse-tung

Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
Tolstoj

Che cosa sono i regni senza giustizia, se non delle vaste imprese brigantesche?
S. Agostino

I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati.
Giambattista Vico

Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone.
Fedro

Ogni potere emana dal popolo, e non torna più.
Gabriel Laub

Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l'unanimità dei consensi.
Luigi Einaudi

I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l'atto di fede.
Indro Montanelli

Lui non sa nulla e pensa di sapere tutto: tutto ciò fa pensare chiaramente ad una carriera politica.
George Bernard Shaw

Finché il re è sano e salvo, tutti la pensano in egual maniera, ma, perduto il re, il patto è infranto.
Virgilio

Il Governo ha due doveri, quello di mantenere l'ordine pubblico a qualunque costo ed in qualunque occasione, e quello di garantire nel modo più assoluto la libertà di lavoro.
Giovanni Giolitti

Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate.
Giovanni Giolitti

La politica è guerra senza spargimento di sangue, mentre la guerra è politica con spargimento di sangue.
Mao Tse-tung

 
 
 

quando la nave affonda i primi a salvarsi sono i capitani

Post n°609 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da pop46

Scrivo al popolo italiano, quell' popolo che non ha opportunità di fare furbizie, quell' popolo che paga i servizi, quell' popolo che non specula, non evade, non ruba, e non truffa.

penso che siamo veramente tanti, migliaia o forse milioni che stanno facendo sacrifici pagando questa crisi che non é nostra ma che questo governo di bancari ci fanno pagare lavandosene le mani.

Il governo monti come ben sappiamo ha accelerato il cancro che sta divorando questo nostro povero paese

Quando é nato questo governo pensavo che le cose cambiassero, nutrivo una certa fiducia e che finalmente si andasse a  colpire le fasce ricche, ma aimé, nulla e cambiato, ma anzi si é accelerata la discesa alla fine moritura di questo paese, siamo passati dalla fase di chi non arrivava a fine mese alla fase di chi non riesce più nemmeno ad iniziarlo il mese.

In effetti questo governo salvabanche e salva assicurazioni (perché e a questo che serve questo governo) ha pensato bene hai propri interessi prima che di quelli delle famiglie, dell' lavoro, della precarietà e dei disoccupati.

la strada da percorrere secondo la logica, per rilanciare lavoro e arginare la disoccupazione, sarebbe stata colpire le fasce ricche, incentivare le aziende con meno tasse sull’ lavoro, aiuti alle famiglie e a chi e più debole, viceversa si é fatto l'esatto contrario, si e colpito le pensioni di chi percepisce circa 500/700 euro  mettendo tasse sulla casa, alzando l' iva di 1% e alzando ancora la benzina a danno di tutto il territorio nazionale, di cui vengono a pagare sempre l'utente finale ovvero chi percepisce una busta paga (che é quello che paga sempre) facendo così si aumenta su tutto aggravando un paese che sta già collassando.

sono ormai 40 anni che ascolto le solite panzanate da destra di centro e di sinistra e sono 40 anni che si dice aiuti alle famiglie, aiuti hai lavoratori, abbassamento di tasse e aumenti di salari, ma la verità é che in 40 anni ci hanno sempre preso per il culo a tutti quanti, e i risultati sono davanti agli occhi di tutti.

i salari sono fermi da ben 17 anni ( busta paga alla mano anno 1995 1.700.000 mila lire circa mensili, anno 2012 800 euro)

i prezzi di tutto con l'euro sono lievitati di oltre il 300%

prendiamo i prezzi dell' anno 1995 e confrontiamoli con quelli degli attuali nostri.

farina 300 lire (1995)

farina 40/50 cent (2012)

differenza 320%

pane 2500 lire all' kg (1995)

pane 3/5 euro all kg (2012)

differenza 120%

benzina 1700/1800 lire all' litro (1995)

benzina 1,80 all' litro (2012)

differenza 120%

sigarette marlboro 3500 lire (1995)

sigarette marlboro 4,9 eur (2012)

differenza  280%

prezzi di vendita all mq appartamenti 1700.000 mila lire (1995) stima di paese fuori centro abitato

prezzi di vendita all' mq appartamenti  1800/2000 euro (2012)

differenza 120%

salari 1.700.000 mila lire (1995)

salari 800/1200 euro (2012)

10/20%

calcolando la differenza prezzi di lievitazione e salari,  il minimo salariale dovrebbe aggirarsi intorno alle 2000/2200 euro mensili, viceversa tutto é cresciuto mentre le paga sono rimaste ferme da 17 anni, questo e dovuto alla più grande truffa nazionale venduta dai sindacati alle industrie, già perché prima del 1995 esisteva un sistema che si chiamava scala mobile, che alzava gli stipendi in base hai prezzi che salivano, in questi anni la scala mobile é stata abolita in cambio di contratti interni di ogni azienda dove se aumentava il fatturato aumentavano gli stipendi, ma chissà come mai ogni azienda ogni anno non denunciava il vero fatturato, specialmente dopo le leggi truffa che il governo berlusconi (insieme agli altri partiti) che il falso in bilancio non é più reato.

ma i nostri sindacati oltre a questo hanno ottenuto anche l'innalzamento dei salari in base hai sondaggi istat, che ogni anno stila il famoso paniere, e dove ogni anno bisognerebbe chiedergli dove fa a fare la spesa, visto che in questo paniere, non tiene conto della farina, dell' pane e della benzina in continui aumenti, in conclusione i nostri sindacati si sono venduti la classe operaia in cambio di nulla, per questo motivo ci troviamo i salari fermi e i prezzi alle stelle.

e inutile dirlo perché lo avrò ripetuto ormai centinaia di volte in questo mio blog, che se la gente non guadagna, non spende, e se non spende, l'economia va a rotoli, questo é un dato di fatto, e questo governo cosa fà??? tasse sulla casa... l’abbassamento delle pensioni e degli stipendi nemmeno se ne parla (ogni tanto qualche 10 euro lorde, giusto per dare la carotina agli asinelli per farli andare avanti e per comperarsi un pacchetto in più di sigarette all' mese) e mentre le aziende sbaraccano e vanno all' estero pensando di fare fortune a bassi costi pensando bene poi di rivenderli allo stesso paese, questa nostra italia sprofonda sempre più negli abissi più profondi.

vedete tutte queste cose i nostri governi, sindacati e industrie lo sanno benissimo, e che purtroppo non gli tocca per il semplice motivo che questo e un paese di egoisti dove si pensa a se stessi e alla propria casta, dove con la scusante di un paese democratico e civilista chi paga sono sempre gli stessi ovvero quelli che le tasse non le possono evadere proprio perché i soldi vengono detratti alla fonte direttamente, e non riescono a capire che se si vuole veramente far risalire questo paese bisogna incentivare le aziende abbassando le aliquote fiscali (che sono dell' 60%) mettendole in busta paga degli operai, solo in questo modo si può risollevare questo paese.

molti penseranno, già ma non si può fare perché dobbiamo pagare il debito pubblico che nell 1995 era 121,5 miliardi e che nell’ 2010 e di 119 miliardi, quindi come vedete a questo benedetto debito nessuno ci ha mai pensato, la verità é che e solo una scusante per costringere la gente hai soliti sacrifici annuali.

pensate che dall’ 1950 /1969 il debito era di circa 40 miliardi di euro e si e alzato fino ad arrivare nell' 2010 di 119 in 60 anni si e sempre alzato a dismisura e non si e mai abbassato, tranne negli anni 94/95 che e arrivato alla soglia descritta sopra di 121.

eppure in quegli anni poco si parlava e in quegli anni c'era il bum economico e tutto andava a meraviglia, mentre oggi si grida che abbiamo un debito astronomico ma come!!!! solo oggi??? ma se lo abbiamo sempre avuto!!! quindi cosa e cambiato da allora a oggi??? e cambiato che per colpa delle banche che erogavano mutui senza garanzia, ora sono in deficit (ricordiamocelo perché e partita dal’ America questo sistema) e invece che inseguire i truffatori ricchi che si portavano i proventi all' estero si pensa bene di fare leggi che incentivino a pagare con conti correnti a spese decise dalle banche stesse, un esempio accendi un mutuo e insieme ti danno 2 polizze assicurative obbligatorie una sulla vita e una sulla casa (che non ti tutela su nulla) ma che devi accendere obbligatoriamente altrimenti niente mutuo, questa polizza ti costa 40 euro all’ mese 480 euro l'anno che le banche si prendono a costo zero una truffa nella truffa, la stessa cosa vale per un prestito personale

Non e vero che in Italia non ci sono liquidi, ce ne sono in quantità specialmente dopo che la bce ha erogato 100 miliardi dandole all’ 1% e che le banche dovrebbero far circolare in Italia a circa il 3/4 % ma cosa hanno pensato bene queste banche??? Oltre a chiedere garanzia di tutela che nessuno avrà mai??

 

vuoi un mutuo? bene mi devi dare le garanzia all’ 1000% doppia garanzia, firma di un garante, ipoteca sulla casa e sicurezza di un lavoro indeterminato, cosa che in Italia ormai non esiste più visto le leggi sull' precariato che hanno attuato i governi di sinistra e destra, e anche dopo queste garanzia sempre che tu le abbia storciano il naso e ti guardano come un pezzente come se loro ti facessero un piacere.

Non hai tutte queste referenze? Ti indirizzano o ti costringono e ti buttano verso le finanziarie con un costo di tasso di oltre il 10/20% ma anche qui ti chiedono garanzie minori della banca, tutelati appunto da quell’ tasso di interesse da usura.

Insomma l’italia è in deficit non perché siamo caduti in recessione data da alcune agenzie di reting e comandate da chissà quale magnate della finanza, ma siamo in deficit perché non c’ e più onestà e fiducia, e sopra tutto anche perché non c’e lavoro e lo stato non fa nulla per incentivarli e aumentarli con idee, in poche parole non investe sopra il proprio paese, e investe sulle proprie caste.

Quando le navi affondano i comandanti sono i primi che cercano di salvarsi…. E non mi faccio riferimento alla concordia.

Ego sum… guida luciano

 

 
 
 

equitalia ecco quanto ci costa

Post n°608 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da pop46

Oggi vorrei parlare di equitalia.

molte e-mail e molti consigli mi sono arrivati riguardo hai moltissimi problemi che equitalia sta attuando su tutti i cittadini.

i metodi usati da equitalia sono metodi in puro stile mafioso, la differenza tra la mafia ed equitalia é che e legalizzata e tutelata dai governi sia di destra e di sinistra.

Equitalia é nata con il governo prodi, poi portata avanti con il governo berlusconi, ed é una s.p.a ovvero società per azioni, 51% lo detiene l'agenzia delle entrate, mentre il restante 49% lo detiene l' inps.

ma chi sono questi alieni che ogni anno ci dissanguano con le cartelle pazze???

lo fanno perche' amano l'italia?

forse lo fanno perchè credono nel giustizialismo?

o forse lo fanno perchè credono realmente che chi non paga le tasse é un parassita della società?

no!!! nulla di tutto questo, lo fanno perché più contribuentui pagano (anche per cartelle inesistenti) e più si fanno soldi... grazie hai premi di finalità di azienda.. e di utile di obbiettivo, questo significa che ogni anno devono raggiungere almeno un bilancio o pari o consolidato, quindi non si guarda in faccia a nessuno (tranne alcune eccezzioni di cui tutti sapete) altrimenti... niente premio, quindi dove si và a prenderli? ovviamente dall' solito gregge che ogni anno puntulmente passa alla tosatura, strozzando la gente e dissanguandola aiutati dalle leggi dello stato che ogni anno costringono a rendere sempre più debole questo paese.

e chi sono questi personaggi?

quardateli in faccia!!!

Il direttivo di Equitalia e composto da questi signori:

Presidente
Attilio Befera

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Vice Presidente
Antonio Mastrapasqua

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Consiglieri:
Vincenzo Busa
Vittorio Crecco
Stefano Crociata
Felice Serino
Francesco Tinelli

Direttore Generale Marco Cuccagna (il cui nome è già tutto un programma)

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Ritengo giusto e doveroso vengano resi pubblici i nomi di chi procura danno agli altri - i loro indirizzi sono presenti sulle pagine bianche delle rispettive città. Tutta gente che gira in Auto o meglio in Audi e Mercedes BLU, a spese del contribuente !! Ma che pignora la PANDA dell'artigiano che ha scordato o non ha potuto pagare una rata dell'INPS . Al Capone o la vecchietta con 500 euro di pensione che non è riuscita a pagare la tassa immondizie per loro sono la stessa cosa.

Arrivano, notificano, pignorano, sequestrano, ipotecano, bloccano i conti senza nemmeno la necessità di un giudice che firmi. Ma non è finita. Dal prossimo anno la società avrà anche un'altra arma: quella di agire direttamente sul contribuente infedele con indagini finanziarie che fino a oggi erano riservate all'Agenzia e relegate alla procedura penale, e rispetto alle quali il contribuente godeva di garanzie e tutele. Da domani, gli esattori potranno eseguirle in via amministrativa e guardare così nei conti correnti e negli investimenti di chiunque.

presumo che tutti quanti abbiate visto lo spot trasmessa da varie emittenti televisive, dove veniva paragonato un evasore ad un parassita della società bene incominciamo con il vedere cosa prendono questi personaggi che dissanguano i cittadini con i loro metodi.

Attilio Befera, direttore dell'Agenzie delle Entrate, percepisce dalla sola Equitalia una retribuzione annua di 25.000 euro, cui si sommano ogni anno altri 160.000 euro, più altri 50.000 euro di bonus al raggiungimento del target di riscossione, più, ancora, l'1% per i risultati a lungo termine su base triennale, per un totale di 235.000 euro all'anno, 643 euro all' giorno per 365 giorni.

Meglio di Befera fa il 'suo' vice, Antonio Mastrapasqua, anche presidente dell'Inps. Il suo 'stipendio', sempre secondo la Corte dei Conti, è di 25.000 euro l'anno, più 350.000 fissi ogni dodici mesi, più un 'premio' di 90.000 l'anno per la riscossione, 465.000 euro l'anno, 1273 euro all' giorno per 365 giorni annui.

Marco cuccagna direttore generale di equitalia prende circa uno stipendi di 300.000 mila euro annui circa 821 euro all' giorno per 365 giorni.

solo questi 3 personaggi messi insieme ci costano la bellezza di 1.000.000 di euro l'anno (circa 2 miliadi di vecchie lire) senza contare gli stipendi di doppi o tripli incarichi, probabilmente non gli bastano questi soldi per campare.

Ora capite il perché equitalia ( dove di equo ha ben poco) continua a fare razzie su i poveri cristi e non tocca i propri simili, ovvero politici e affilliati della loro casta.

Tutti i paesi mondiali civili e democratici hanno un agenzia di riscossioni, ma la nostra é quella che ci costa di piu' in assoluto, pensate che equitalia ha una spesa di 1 miliado e 50 milioni di euro, solo di spesa di funzionamento, quindi capite bene che devono tirarli su' in qualche modo, e quale é il modo migliore se non prenderli dai piccoli artigiani, le piccole aziende, e la povera gente che non paga l'immondizia o altre cose del genere?

l'utile dell' agenzia uniriscossioni nell' 2010 ha fatto un utile di 28.244.000 ventottomilionieduecentoquarantaquattromilaeuro euro a fronte di un ricavo 1.297.768.000 unmiliardoeduecentonovantasettemilioniesettecentosessantottomilaeuro.

con tutta sincerità é quasi più il costo che il ricavo,

se tagliassero su gli stipendi almeno dell' 50% di questi personaggi forse ci sarebbe più utile e meno pressione fiscale non vi sembra?

e il risultato é depressione generale mandando sull' lastrico migliaia di famiglie per avere un utile misero di circa 28 millioni di euro!!!! non c'e che dire come paese facciamo veramente schifo, con questi soldi l'italia non ne paga di debiti, se non si decide di andare a prendere i veri evasori, ovvero quelli che evadono i grandi capitali, e quelli che speculano rubando alla società ovvero i veri parassiti come berlusconi, tremonti (che si fa affittare una casa con 4 soldi in nero) o come altri espoenti a cui regalano e gli ristrutturano le case e nemmeno se ne accorge (vedesi scajola) se si andasse a toccare almeno un terzo di questi personaggi, il debito pubblico sarebbe risanato in circa 3 anni, e senza mettere alla fame la povera gente.

a mio dire un ente inutile!! se questi sono i risultati... nemmeno in mille anni risaniamo il debito italiano, visto che non c'e più nulla da tosare (l'italiano é arrivato alla frutta) quindi a meno che questa agenzia vada veramente a prendere i soldi dai veri evasori, banche, grandi industriee politica (cosa improbabile perche vorrebbe dire darsi la zappa su i prorpi piedi, e nessuno di questi amministratori lo farebbe)questa agenzia é destinata fallire, se non prima li fanno saltare in aria, visto i continui attacchi dinamitardi in varie agenzie sparse in tutta italia.

pensate!!! se nessuno pagherebbe piu' le cartelle esattoriali in un anno (o anche solo il 50%) questa agenzia chiuderebbe i battenti e dovrebbe dichiarare il fallimento, e ci guadagneremmo ancora...

c'e da sottolineare anche che non tutto lo stipendio di questi personaggi finisce nelle proprie tasche, alcuni vanno a finanziare i partiti di vari esponenti politici, già perche questo direttivo é istituito da esponenti politici (come moltissimi altri,rai, ecc.. ecc..) quindi di conseguenza qualche regalino si dovrà pur fare di ringrazziamento verso chi li ha nominati.

l'italia popolana le ha sempre pagate le tasse giuste.. ma ora siamo arrivati ad un livello estremamente stressante dove pagare le tasse é diventato un lusso che ogni italiano non si puo' più permettere, immondizia che é salita del 120% in 2 anni, autostrada é salita di oltre il 90% in due anni, non parliamo di benziana dove stiamo pagando ancora l'accise sull' abissinia, e dove le accise sono dell' 80% che paghiamo su ogni litro di benzina, per non parlare dei servizi dove tuto si paga, sanità inps, inail e tasse fantasma, solo il 47% su qualsiasi cosa che paghiamo va a finanziare lo stato e tutte le sue caste politiche, quindi forse é arrivato il momento di dire basta a questo dissanguamento verso il popolo.

se pensate che solo il parlamento con le nostre tasse si pagano le loro cure e quelle dei loro famigliari che hanno un costo di 10 milioni e 117mila euro, quindi sono circa la metà dell' utile dell' uniriscossioni, sangue e sudore della gente.

così suddivisi:

: 3 milioni e 92 mila euro per spese odontoiatriche

: oltre 3 milioni per ricoveri e interventi

: quasi un milione per fisioterapia

: per visite varie 698 mila euro

: 488 mila euro per occhiali

: 257 mila euro per psicoterapia e per problemi psicologici e psichiatrici di deputati e loro famigliari

: 28 mila e 138 euro per curare le vene varicose

: per visite omeopatiche 3 mila e 636 euro

: alcui deputati si sono fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, ma hanno chiesto il rimborso all' assistenza integrativa del parlamento per 153 mila euro di tiket

: balneoterapia, shiatsu terapia, massaggio sportivo , elettroscultura (ginnastica passiva) interventi per chirurgia plastica, ma su questi conti i questori della camera non li hanno voluti dare, chissà come mai!! perche questo segreto??

ogni anno ci costano circa 10 milioni di euro di tutte queste cose, mentre ogni uno di noi deve fare i conti con il fisco ed equitalia, ci controllano se ci possiamo permettere una casa, una macchina, ci controllano cosa possiamo permetterci di mangiare, o di bere, ci controllano fino all' ultimo cent su quello che abbiamo sull' conto, ormai con i sistemi informatizzati, (sanno pure quante volte vai all' cesso) ma chissa' come mai tutta questa spazzatura di politica non viene mai controllata, e noi continuiamo a pagare il lusso a ogni uno di questi politici, e paghiamo anche questa crisi...

Non mi meraviglia per nulla se l'agenzia delle entrate e l'uniriscossioni ogni anno vanno a prendere sempre le solite persone che hanno sempre pagato, e hanno contribuito allo sviluppo di questa società, visto le spese di questa politica di cui tutti noi dobbiamo pagarne le spese.... si sa' si fà più lana da un gregge di pecore che scuoiare un branco di squali...

Quindi non meraviglio... per queste cartelle pazze... visto che alla fine c'e  sempre chi paga le spese di questa ingiustizia, e chi se non i deboli che ormai non hanno più nulla da dare... 

sull loro link si vantano anche di avere un codice etico

ego sum.. guida luciano

 

 

 
 
 

europa, un corpo senza anima

Post n°607 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da pop46

L’Europa è nata con lo spirito di unità di paesi, di mentalità, di forze, di economia, di moneta, di competizione, di cultura, e di unione.

Questo in teoria era il vero spirito in cui molti credevano, e che speravano che avvenisse.

Si credeva che costruendo un Europa unita di molti paesi, si avesse la forza di unità come l’America, la Cina, la Russia ecc.. ecc.. invece oggi ci ritroviamo in un Europa in crisi e sempre più debole.

Ma cosa è successo veramente? Perché non ha funzionato?

La ragione è una sola, ed è che si è costruito un Europa senza un anima, senza regole e senza cervello.

Si è voluto costruire una nazione senza regole con un mercato libero ma senza dire o spiegare o dettare limiti, già sapevo che non funzionava, il perché è subito detto, siamo paesi troppo diversi di mentalità  di metodologie,  di culture, e di storie che risalgono ancora alle guerre, quindi tutto questo era già prevedibile, ma si è proceduto ugualmente come se nulla fosse.

Perché e come mai?

Forse si immaginavano che costruendo questa Europa avremmo potuto avere più potere finanziario e di competizione con gli altri paesi, invece è tutto crollato con una crisi che non è nemmeno nostra.

Questo perché i grandi della terra (g20) dettavano sempre più leggi di un mercato libero, di una finanza senza legge e con la prospettiva di un guadagno più facile per tutti i paesi dell’ unione europea, ma così non è visto che molti stati sono sulla crisi di un fallimento, in effetti i primi a saltare sono Spagna, Grecia, Italia,

Vi siete posti la domanda dell’ perché  la crisi abbia colpito per primi questi paesi? Per il semplice motivo che dentro questi paesi regnano mafie, corruzioni e amministrazioni politiche che non funzionano, e che della popolazione non gli e ne frega e non gli è ne mai fregato nulla, ma è sempre interessato l’arricchimento individuale o di casta, e la prova è questa crisi.

Questa crisi a portato a galla tutto il marcio che è in ogni paese europeo, e ha mostrato il vero volto di ogni politicante che senza idee e senza soluzioni pensano ancora di governare questi paesi con le solite metodologie di partito.

L’italia circa 15/20 anni fa godeva di previlegi e di diritti costituzionali, allora si poteva dire che era una nazione fondata sull’ lavoro e si poteva anche dire di sentirsi orgogliosamente italiani, avevamo sì i difetti che abbiamo ancora tutt’oggi, ovvero le mafie, la corruzione, il debito pubblico ecc.. ecc.. ma eravamo sereni e il lavoro non mancava, il vecchi insegnavano il mestiere al giovani, e i giovani si costruivano un futuro, con gli insegnamenti e con le fatiche di voler costruire orgogliosamente il proprio lavoro e la propria famiglia, poi è arrivato il sogno europeo, che in pochi volevano, e così hanno inculcato il metodo liberalista di mercato, soldi facili per tutti, carriere sempre più veloci, mercato libero.

Ora il denaro non è più reale ma è denaro fatto con la plastica o trasformato in realtà virtuale, carriere facili ha chi rubava più denaro e faceva fare affari hai grandi investitori sulla pelle dei risparmiatori, insomma le varie tv con i loro spot ci trasmettevano e ci facevano vedere che non era più necessario sprecare sudore o fatiche per fare la bella vita, ogni giorno ci trasmettevano, spendete.. siamo in Europa e quindi bisognava spendere…spendere…  comprare come se fosse una malattia, riempire le case di roba inutile, avere macchine belle sempre più costose, sorte di droghe senza controllo e case sempre più belle e di proprietà con mutui sulle spalle, insomma indebitarsi fino al collo fino all’ ultimo risparmio, poi il domani si vedrà….

La verità è che ci hanno voluto far fare i passi più lunghi della gamba, e così che all’ primo scalino siamo tutti caduti giù per terra.

Da una parte è colpa nostra che abbiamo voluto credere alla vita facile inculcata e lobotomizzata da tv e centri di informazioni che ci costringevano a stare a passo con i tempi, ma la stragrande maggioranza la colpa la do a stati e a tutti quei grandi sognatori europei che hanno speculato su tutto e tutti.

  Guardiamoci in faccia cosa siamo diventati? Grazie a questa Europa, Un popolo di egoisti, soli, dove ogni uno pensa a se stesso, e ora che ce’ la crisi anche tartassati e senza lavoro, il classico dividi et impera.

Già perché mentre noi spendevamo e non badavamo al futuro dei nostri figli, facendo un po’ di economia, ma facendo fare ricchezze immense agli speculatori, i nostri governatori ogni giorno continuavano a mettere tasse su qualsiasi cosa che fosse un guadagno, e a fare leggi sempre più nascoste per uccidere i diritti costituzionali.

 La gente si ammalava e si rovinava con le slot machine!!! E lo stato invece che bandirle perché un pericolo per  il cittadino, cosa fa?  Le legalizza è gli mette le tasse,(da buon stato mafioso) e anzi.. si è avuto la buona idea di immettere sempre più giochi con l’ illusionismo di soldi facili, gratta e vinci, 10 e lotto ecc.. ecc.. dove pochi vinco e i molti invece rimangono sull’ lastrico e si mangiano pure le pensioni.

Lo stato vede che si vendono sempre più macchine, e lo stato aumenta il bollo, lo stato vede che la gente usa più la macchina? E lo stato aumenta carburanti e autostrade,( e non mi soffermo a parlare di miriade di multe o di semafori truccati) insomma in 15/20 anni abbiamo una tassazione di circa il 40/50% su qualsiasi bene, mentre nessuno si è accorto che gli stipendi erano fermi e congelati da ben 17 anni, da quando i sindacati si sono venduti la scala mobile (sistema che aumentava i salari in base al carovita) una domanda dovremmo pur porcela, ma tutti questi soldi di tasse dove vanno a finire? In teoria ogni cent che paghiamo di tasse dovrebbero trasformarsi in servizi… e dove sono? Ormai non vedo più nulla che assomigli a un servizio, visto che le scuole si pagano, le autostrade pagate con i nostri soldi ma amministrate da privati come i benetton hanno sempre più buchi (per non parlare delle strade statali provinciali e comunali) e quindi dove vanno a finire? Forse a finanziare le mafie politiche e i grandi amici industriali…

 

Ora la crisi ha fermato tutto questo, e ora…..??? ora… le piccole e medie industrie falliscono, il lavoro scarseggia, le banche non erogano più denaro perché dichiarano che non hanno liquidità ,anche se prendono denaro dalla bce al tasso dell’ 1%, mentre le finanziarie si fanno i soldi con i tassi del 9/10% chissà come mai…i cittadini sono sempre più resi deboli e in fin di vita, e portati a uno stato di depressione perché non vedono ne sbocchi e ne futuro, e mentre le grandi industrie falliscono lasciando sull’ lastrico intere famiglie, trasferiscono il tutto in paesi poveri, con meno tasse e meno costi di manodopera (anche se mi chiedo poi.. a chi li venderanno i loro prodotti… visto che questa Europa sta fallendo…) tutti gli italiani che credevano a un Europa come se fosse un America si trovano a pagare una crisi che è stata generata da un Europa priva di anima e di cervello, dove quello che contava non era dividere ricchezze, cultura o benessere tra tutti, ma fare razzie dei mercati e speculazioni sulla pelle di ogni cittadino europeo, per poi lasciarli abbandonati al proprio destino senza la speranza di poter ricostruire un futuro per altre generazioni.

Tutto questo è l’EUROPA

Ego sum… guida luciano  

 

 
 
 

in italia pagare le tasse é diventato un lusso

Post n°606 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da pop46
 

come cantavano i doors siamo alla fine magnifico amico

this is the end beautifull friends.

l'italia ha toccato il fondo grazie a monti siamo arrivati hai livelli della grecia.

molteplici aziende medie hanno chiuso e trovare un lavoro é diventato letteralmente impossibile, le  banche dicono che non hanno più liquidita, anche dopo che la bce ha stanziato piu' di 100 miliardi di euro solo alle banche italiane (400 miliardi in tutta europa) e li ha dati all'1% ma queste banche, non si accontentano di rivendere il denaro al tasso attuale che é intorno al 4/5% ma fà (come sempre) speculazione con le finanziarie che lo rivendono al prezzo dell' 8/10% di tasso di interesse.

come tutti ben sapete le finanziarie non sono altro che costole delle banche che rivendono i soldi con minori garanzie, per questo motivo la stragrande maggioranza di banche difficilmente concede fidi o prestiti, costringendovi allo strozzinaggio con le  loro finanziarie(alcune ve le consigliano direttamente senza remori), questo inutile dirlo é un altra speculazione bancaria di cui il nostro stato non si interessa minimamamente visto che ha fatto anche delle leggi a d.o.c riguardo a questi episodi.

l'innalzamento della benzina voluta  da questo governo a fatto sì di innalzare i prezzi sia alimentari che beni materiali, per non parlare della manovra sulle pensioni, e la tassa ici (ora la chiamano emu)

 e con tutto questo si vorrebbe fare ripartire l'economia!!! e/o risanare i debiti dello stato? a me sembra che gli unici debiti che si riescono a pagare sono i buchi lasciati dai soliti bancari e politici.

un altra cosa assurda...per chi non lo sapesse le tasse dell' inalzamento della benzina, vanno a pagare i trasporti pubblici che sono ammnistrate da ditte private.. e qui siamo arrivati all'assurdo delle cose.

io che sono di un pase e uso sempre la macchina per poter andare a lavorare, pago per un servizio che non esiste e che se dovessi anche usufruire pago ne + e ne - con un biglietto, fosse gratis potrei anche concepirlo....

i buchi dei trasporti dovrebbero pagarli chi ha dato in mano le municipalizzate ha privati e non chi usa l'auto, che secondo il governo sembra che sia un lusso averla. 

a me sembra che qui si fa di tutto per arrivare a toccare il fondo.

 

UNA COSA CI TERREI A DIRE, IN ITALIA PAGARE LE TASSE E' DIVENTATO UN LUSSO...CHE UN ITALIANO MEDIO NON SI PUO PIU' PERMETTERE.

Ora mi domando come possa essere assurdo tutto questo!!!

di solito per via di logica (nozione fondamentale che é alla base del nostro cervello)

per fare partire un economia bisogna abbassarle le tasse e non alzarle, e sopra tutto incentivare le aziende (non con contributi a fondo perso o regalie varie ricattatorie)incentivarle con la riduzione fiscale alle assunzioni, e incentivare le ricerche in qualsiasi campo.

Monti in questo modo non solo ha incentivato a fare piu nero, ma ha affossato un intero paese in un colpo solo, colpendo come sempre la piccole medie imprese,gli artigiani,il lavoratori,e i pensionati, insomma quelli che le tasse le hanno sempre pagate perche facili prede, essendo che vengono presi alla fonte e sono soldi sicuri.

Tutto questo é stato dettato sotto il segno dell'europa, e con la scusante dell' debito pubblico... in italia sono ormai 40 anni che abbiamo il debito pubblico oltre il 100% e siamo sempre sopravvissuti... e non devo dirlo io che il debito pubblico é derivato dai soliti furbi che sono sempre i soliti, ovvero quelli che le tasse non le hanno mai pagate, politici che fanno i condoni, i grossi industriali che portano i soldi all'estero e si fanno gli imperi come il nostrobene amato cavaliere nero, o come molte mafie che non vengono quasi mai toccate di cui vengono anche fatte leggi a d.o.c per poi non parlare delle banche che speculano (come descritto sopra) ogni governo insegna che questo mondo e nato per i furbi, e non di certo per i poveri plebei, c'e da dire che se non esistessero i plebei che continuano a pagare queste crisi, dettate sempre da chi comanda governa e specula pensando di essere intoccabili, saremmo un popolo orfana di un governo, e l'onestà  e l'etica sarebbe già stata messa al bando.

e questo signor monti votato da nessuno invece che fare battaglia su tutti questi personaggi cosa si inventa? imu, + revisione del catasto,+ prolungamento delle pensioni, e non contento alza pure il prezzo della benzina, e si vanta di essere un tecnico professore??? diciamo che fino a quici sei arrivato pure io anche se non sono un professore.

La verità é che cane non mangia cane, e quindi non potrà mai andare a prendere i soldi da chi veramente ha incentivato questo debito pubblico,che stanno pagando come sempre tutti gli italiani.

Se un povero plebeo prima non riusciva ad arrivare a  fine mese, ora non lo inizia nemmeno, e questo é un dato di fatto.

e con tutta sincerità quando mi arriverà il famigerato bollettino di questa imu, mando fotocopia delle  chiavi della mia casa della mia macchina, del mio conto corrente insieme al mio mutuo,e della mia busta paga, direttamente all'agenzia delle entrate e mi autodenuncio come evasore di tasse.

spero che ogni uno di voi faccia quello che ho descritto sopra, e forse qualche cosa potrà cambiare 

PAGARE LE TASSE IN ITALIA E' DIVENTATO UN LUSSO, BISOGNEREBBE CHE QUALCUNO GLI E LO DICESSE A QUESTO PROFESSORE CHE SI SPACCIA PER TECNICO E STA FACENDO LA GUERRA SU POVERI.

QUANDO SI DICEVA CHE QUESTO ERA UN GOVERNO DI BANCHIERI ERA VERO, E LO STANNO DIMOSTRANDO ANCHE SFACCIATAMENTE...

FORSE NON TUTTI SANNO CHE MONTI ERA UN COLLABORATORE CON GIANNI AGNELLI.. E CHI HA ORECCHIE  PER INTENDERE INTENDA.. POICHE' NESSUNO REMEREBBE CONTRO I PROPRI INTERESSI, CHE NON SONO QUELLI DEI POVERI PLEBEI..

ASPETTIAMO LA VENUTA DI UN ALTRO NUOVO MESSIA... POICHE' QUESTO HA ACCENTUATO I PROBLEMI CON ALTRI PROBLEMI.

FORSE NEL 2013 SE NON FINISCE QUESTO SCHIFO DI MONDO, COME HANNO PREVISTO I MAYA, AVREMMO QUALCHE ALIENO AL GOVERNO, VISTO CHE ORMAI LE ABBIAMO PROVATI TUTTI I SIGNORI CHE RISOLVONO I PROBLEMI E CHE FANNO I MIRACOLI CON I SUDORI DEI SOLITI PLEBEI...

 

ego sum..... guida luciano

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°605 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da pop46

Non è un segreto per nessuno che il mercato di lavoro italiano è in crisi. Il paese sta registrando non solo la riduzione dell’occupazione, ma anche l’incremento del tasso della disoccupazione, la quale negli ultimi tempi è aumentata dal 8,3%, al 8,5%. I settori dell'occupazione più colpiti riguardano sopratutto quelli del primo impiego e in questo caso sono i giovani ad essere i più svantaggiati.

Nel frattempo, il governo sta pensando di riformare il mercato del lavoro in Italia, per migliorare la situazione che si è venuta a creare. 

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fantascienza politica 2p

Post n°604 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da pop46

POLITICA ECONOMICA E MEZZOGIORNO
Nel dopoguerra le industrie del Nord videro nel Sud un possibile mercato di sbocco dei propri prodotti e non un possibile centro di produzione autonoma. La funzione principale del Sud era quella di esportare forza-lavoro a basso costo. L'unica politica attuata con una certa serietà e sforzi reali fu quella delle opere pubbliche che accresceva la capacità di acquisto ma non sviluppava la capacità di produzione. Le condizioni di vita create al Sud dalla Riforma agraria e dalla Cassa per il Mezzogiorno non potevano reggere il confronto con le possibilità di occupazione offerte dalle industrie del Nord o dal "patologico" gonfiamento della pubblica amministrazione. Falliva così la politica basata sulle infrastrutture.
Anche l'insediamento della grande industria del Nord nel Mezzogiorno non sortì grande effetto, fu sempre notevole l'assenteismo dal punto di vista sociale e politica; se produsse relativi benefici al reddito ed alla occupazione, non diede alcun impulso sul versante della convivenza sociale più moderna lasciando il dominio del Mezzogiorno - in base ad un preciso patto - alla classe politica meridionale (il referente del Nord è l'imprenditore con la sua mentalità d'impresa, al Sud il referente è il politico con la sua mentalità clientelare).
E' questo il
SISTEMA MERIDIONALE di cui parla P. A. Allum riecheggiando e modernizzando la intuizione gramsciana: la grande industria rinuncia ad ogni azione politica e amministrativa anche se insediata al Sud, in cambio i potentati meridionali assecondano le scelte nazionali filo- settentrionali di politica economica per non vedere compromessi i propri privilegi locali.
Inoltre, nella organizzazione industriale italiana - oggi in forme diverse dal periodo post-bellico - è ancora in forte trasformazione e, all'inizio del terzo Millennio, soprattutto dopo la vittoria di Berlusconi alle politiche del 2001, il criterio dell'efficienza prevale sul criterio dell'occupazione, il problema fondamentale del Mezzogiorno diventa così quello dell'occupazione che, a sua volta, genera emigrazione.

LA DEPRESSIONE DAL 1964
La piena occupazione in alcuni settori industriali (meccanico, chimico) e il generale incremento del tasso di occupazione favoriscono le lotte sindacali per il rinnovo dei contratti, negli anni '59-63, dove si assiste ad un generale slittamento salariale e a forti incrementi nell'industria che provocano un abbassamento dei margini di profitto; è la fine del "miracolo economico" provocato dal fatto che l'Italia era - fino agli anni Sessanta - tra i paesi industrializzati quello con il più basso livello salariale. Ci troviamo in presenza di un'inflazione dovuta ad un eccesso di domanda che provoca un aumento dei prezzi all'ingrosso, un disavanzo della bilancia commerciale e dei pagamenti, conseguenza dello squilibrio import/export. Nel 1963 il Governo mette in atto una prima stretta creditizia che provoca una caduta degli investimenti e una caduta della domanda: i settori meno depressi continuano ad essere quelli sostenuti dall'esportazione mentre la via della ripresa poteva trovarsi nell'accrescimento degli investimenti a partecipazione statale nei settori produttori di beni pubblici: edilizia popolare, sanità, scuola, trasporti pubblici.

Dal 1964 al 1966
si assiste, inoltre, ad un'animata discussione sulla politica dei redditi, all'espansione commerciale dell'industria settentrionale verso i mercati meridionali, all'ulteriore aggravarsi della crisi delle piccole industrie del Sud.

Negli anni dal '66 al '68
appaiono alcuni sintomi di una blanda e transitoria ripresa. Le Partecipazioni Statali si estendono alla grande industria (SIP - ENEL - OLIVETTI - MONTEDISON), la grande industria privata si internazionalizza attraverso le multinazionali, si assiste anche ad una terribile congestione delle grandi città industriali in seguito alla ripresa della produzione: i servizi pubblici (trasporti, casa, sanità, scuola) continuano ad essere trascurati o maltrattati dalla politica degli investimenti.

Il 1969
è caratterizzato dalle grandi lotte sindacali (spesso fuse con la contestazione giovanile e studentesca) volte non solo e non tanto a miglioramenti sindacali quanto alla richiesta di investimenti sociali nel contesto di un nuovo modello di sviluppo; nei settori dinamici i prezzi aumentano per allinearsi all'aumento sul mercato internazionale (USA, MEC); aumentano gli interessi bancari all'estero e si assiste all'esportazione dei capitali e ad un'incontrollabile e selvaggia evasione fiscale. Il governo impiega una nuova e più dura stretta creditizia che finisce col rendere irreversibile la crisi delle imprese minori.

Nel 1970
il governo prende nuove drastiche misure fiscali per contrarre i consumi e ad accrescere le entrate dello Stato; la spesa pubblica ristagna, il tassi di domanda di consumi cala sensibilmente, il volume degli investimenti produttivi si riduce ulteriormente.



- U
n SECONDO

Dal '74
, dove il PIL dal +6% del '62 si attesta su dimensioni medie internazionali +2,5%, il forte rallentamento è conseguenza diretta della crisi petrolifera del '73 (barile da 2 a 20 dollari - austerity) e della saturazione dei bisogni per cui la richiesta di merci si riduce sensibilmente.
Il capitalismo non si evolve linearmente ma con oscillazioni (nell'800 capofila era l'Inghilterra, a cavallo '800/'900 Usa e Germania, oggi Usa, Giappone e soprattutto Germania)
Altri motivi di crisi sono: l'alto costo del lavoro (nel 1830 le ore lavorative erano in media 70, nel '73 sono 40); sviluppo industriale (tessile) del Terzo Mondo che inonda di merci a basso costo il mercato.
Il mercato è sempre più sottoposto a monopoli e si determinano collaborazioni Stato - mercato. Si delinea la necessità di privilegiare la piccola industria meno elefantiaca della grande, di incentivare la ricerca scientifica applicata (vedi Giappone) e infine ricercare una sapiente dosatura tra pubblico e privato.




I TENTATIVI DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Un primo tentativo organico di programmazione economica, relativo al decennio '55-'64, può essere considerato il Piano Vanoni che individuava alcuni problemi fondamentali della nostra economia quali il forte tasso di disoccupazione, il disavanzo della bilancia dei pagamenti, il persistente dello squilibrio Nord/Sud, e si prevedeva la creazione di 4 milioni di nuovi posti di lavoro (naturalmente mai realizzata), il pareggio della bilancia dei pagamenti (effettivamente realizzata nel '58), l'eliminazione progressiva del divario Nord/Sud.

Nel 1963 la "Nota aggiuntiva La Malfa
" illuminava a sua volta - con una diagnosi alquanto precisa - gli squilibri settoriali (agricoltura/industria, settore dinamico/settore stagnante, territoriali 8Nord/Sud) e nei consumi (pubblici/privati), ma era alquanto evasiva nella terapia basata su una troppo schematica richiesta di programmazione economica connessa ad una insufficiente politica di riforme.

Nel '67 veniva preparato un piano di sviluppo economico per il quinquennio
seguente che prevedeva tutta una serie di investimenti sociali connessi alla scuola , alla sanità , all'assetto territoriale.

Nel '69, il Ministero del Bilancio e della Programmazione
economica presentava il suo "Manifesto" ("Progetto 80") che prevedeva una rincorsa alla stabilizzazione monetaria e all'equilibrio della bilancia dei pagamenti come base per una nuova politica degli investimenti connessa all'aumento del reddito nazionale.

Il "piano annuale" del '72
prevedevaun piano a "breve termine" per la ripresa dell'attività produttiva.

Il 1973 è l'anno della crisi energetica
che colpisce tutti i paesi industrializzati dell'Occidente e in misura maggiore il nostro che di questi è sicuramente il più debole.
Intanto si assiste ad una progressiva depressione della forza-lavoro e ad un sempre più accentuato ristagno della domanda di lavoro. La percentuale della popolazione attiva che nel 1959 è del 46%, nel 1968 è già del 37,5% fino a toccare a fina anni Settanta percentuali del 30%.



ALCUNE PROPOSTE PROGRAMMATICHE SULL'ECONOMIA DI META' ANNI SETTANTA

La linea della "continuità
", suggerita dalla destra economica reazionaria, prevede una politica di controllo salariale connessa ad una rigida politica dei redditi, quest'ultima prevede, infatti, la rinuncia alla lotta da parte dei lavoratori e che potrebbe essere accettata dai sindacati solo in cambio di una presenza decisionale dei lavoratori nelle scelte della politica degli investimenti (es.: riduzione degli investimenti direttamente produttivi e forte incremento degli investimenti sociali).

La linea "riformistica"
prevede, invece, un contenimento dei consumi privati ed una parallela espansione di quelli pubblici attraverso un'articolata politica dei redditi ovvero una "programmazione simultanea di tutte le grandezze macroeconomiche nel contesto di una progettazione economica completa". La politica dei redditi - cioè – deve essere integrata con la politica degli investimenti".

La linea "radicale
", al contrario, parte dal presupposto che la politica delle riforme è insufficiente ad eliminare le gravi distorsioni dello sviluppo economico; essa auspica, perciò, un confinamento in limiti ristretti dell'iniziativa privata e una centralizzazione delle decisioni attraverso l'accumulazione del capitale del settore pubblico.




OCCUPAZIONE E POLITICA ECONOMICA

Il mercato del lavoro oggi è molto squilibrato: 50% di disoccupati tra i giovani tra i 18 e i 22 anni, alquanto drammatica perché di lunga durata (le situazioni critiche precedenti sono più brevi anche grazie ad eventi straordinari come la guerra che assorbiva mano d'opera) e caratterizzata dall'avvitamento del disoccupato (incapace di rigenerarsi o riconvertirsi). Il grafico della disoccupazione presenta una certa ciclicità nell'800 a cadenza decennale, che si ampliata moderatamente fino al 1960 e vistosamente dopo soprattutto per le variazioni verticali anagrafiche (la non regolare distribuzione di età per le grosse decimazioni, per alcune generazioni, dovuti alla guerra).
Le crisi sono legate alle spinte non sempre regolari delle innovazioni tecnologiche, di norma esse costano in media il 2% annuo dei posti di lavoro (l'informatica ha determinato vistosi esuberi nelle banche).
L'organizzazione del lavoro capitalistico contiene una quota di disoccupati fisiologici (attuale in Italia 20%, Inghilterra 2%, Usa 3,5%, Germania quasi nulla).
Altre considerazioni per una giusta valutazione: - il metodo per definire il disoccupato (chi non lavora da un mese, da tre mesi, da un anno, ecc.?), in genere la Sinistra sopravvaluta e la Destra minimizza; - l'incontrollabile lavoro nero a tutti i livelli (secondo lavoro per prepensionamenti, cassa integrazione, ecc.); - il migliorato grado di istruzione modifica l'intenzionalità del disoccupato con una maggiore oculatezza nella scelta del lavoro; - la maggiore presenza di donne e la forte crescita demografica di 15-22 anni fa; - squilibrio territoriale demografico Nord - Sud.
La risposta sta nella crescita del reddito (ora cresce meno dell'1,3) che non può essere inferiore al tasso di disoccupazione in buona parte fisiologica (ora su 2,5% di cui, come già detto, il 2% è fisiologico) in quanto oltre a non assorbire ne provoca altra: l'equilibrio giusto è di una crescita immediata del 3% per assorbire la disoccupazione per poi attestarsi su 2,7-2,8% limite in grado di assorbire le quote fisiologiche del 2-2,5% di disoccupazione.
Tale obiettivo si può raggiungere attraverso un progressivo equilibrio tra pubblico, da privilegiare nei servizi, e privato (piccola impresa più idonea perché più duratura e meno incline alla diffusa robottistica come la grande), da privilegiare nella produzione.

La riduzione delle ore (lavorare meno lavorare tutti!) può essere solo un contenimento della disoccupazione non un aumento di reddito, per cui non deve essere generalizzata ma usata con prudenza e razionalità solo limitatamente (basterebbe il 2,8% pari alla quota fisiologica di riduzione di posti di lavoro). Stesso discorso per altri variatori come la flessibilità e l'incentivazione.

CETO MEDIO
Il ceto (da latino coetus: riunione, adunanza di persone) medio nel Novecento si forma a partire dal fascismo, con l’atomizzazione della borghesia, e rappresenta un’entità sociale priva di quelle nervature culturali e di quei canali di selezione che modellano la borghesia classica; una stratificazione amorfa, una specie di macchia d’olio che galleggia sulla società, più simile a un aggregato parassitario che non alla spina dorsale del paese (non si trova un termine per definire questa classe che non è una classe, Dahrendorf).

Negli anni Cinquanta
si vuole rappresentare il ceto medio (dove, con Tocqueville, sono più tenaci e aspre le passioni che la società fa nascere), nell’ambito della cultura di sinistra dominante, con gli imprenditori artigiani del centro-nord e con le classi sociali che cominciavano ad attraversare la ricostruzione ed il successivo miracolo economico, che si avvicinavano al mondo della fabbrica, del fordismo, dei consumi via via più evoluti, della televisione e degli elettrodomestici, dell’automobile, della pubblicità (per la solidarietà sociale, sono importanti non solo i nuovi ricchi, ma anche la classe media, Giddens).
Altra definizione vede il ceto medio nella società che affronta la modernizzazione, in cui diventano dominanti simboli e comportamenti della civiltà di massa (il valori dei ceti medi non sono più sanfedisti e clericali ma sono valori dell’ideologia edonistica del consumo, Pisolini)

I
ceti medi italiani stabiliscono una propria identità nel periodo fra la svolta centrosinistra degli anni Sessanta e la liberalizzazione degli accessi universitari del 1969; trovano un vertice politico-ideologico (e socialmente compromissorio) bel 1975, con l’accordo sul punto unico di contingenza, strumento di appiattimento del differenziale fra i redditi. Si ha un’anomia sociale “implosa nella privacy” con consumi simili ai ricchi e livelli di vita superiori alle proprie possibilità, tutto ciò ha fatto saltare gli equilibri provando in molti casi un impoverimento relativo: come nel caso degli insegnanti, che alla perdita di reddito hanno visto affiancarsi un sostanziale smarrimento di status sociale; mentre la “proletarizzazione” dei ceti medi, avvertibile soprattutto nel settore impiegatizio, tende anche a comprimere le chance di miglioramento sociale per i figli attraverso gli studi.
In ogni caso la nostalgia per forme borghesi di sobrietà e rigore rappresenta un mito, dal momento che una proletarizzazione analoga si è registrata anche nei consumi. Questo ceto medio proliferante, non sagomato socialmente, soggetto a dispersione nella collettività determina un’incastellatura di barriere semicastali, non si libera con il mito della buona borghesia me con una buona “liberalizzazione”.

La l
iberazione dei consumi è di per sé una garanzia di mobilità sociale, la vera questione sociale potrebbe essere che i ceti medi devono fare i conti con il permanere di strutture corporative, claniche, addirittura tribali, che impediscono la crescita.
La trasformazione del ceto medio lo ha diviso in modo tale che nessuna “politica del ceto medio” sembra possibile. Un movimento politico cerca di far progredire gli interessi dei gruppi che comprende; in questo senso, manca sulla scena politica un movimento che sia significatamene del ceto media. Infatti le varie classi del ceto medio si diversificano nella forma sociale, hanno interessi materiali contrastanti, e illusioni ideologiche dissimili; non c’è in esso alcuna omogeneità di base per un movimento politico comune. In fatto di paghe e di politica sociale, i membri del ceto medio assumono sempre più l’atteggiamento di prestatori d’opera; quelli del vecchio ceto medio, mantengono l’atteggiamento del datore di lavoro. Se il vecchio ceto medio ha occasionalmente combattuto, in nome della piccola proprietà, le grosse concentrazioni monopolistiche, il nuovo ceto medio dipendeva da esse per un lavoro sicuro, e ha dimostrato psicologicamente questo fatto mantenendosi fedele alla ditta.

Ora riprendiamo il ragionamento logico.

Chi provoca le crisi?

ovviamente i petrolieri, le banche, e gli stati, e gli industriali, non certo chi lavora onestamente e chi paga e ha sempre pagato le tasse.

E chi pagherà sempre queste crisi?

ovviamente chi le ha sempre pagate ovvero i lavoratori e le persone oneste, quelli con stipendio fisso, artigiani, e piccole e medie aziende.

cosa fanno i nostri stati per arginare e per trovare soluzioni alle crisi?

come ovvio regalano soldi alle banche (vedesi bce che ultimamente a stanziato circa 400 miliardi di euro alle banche facendogli pagare circa 1% di tasso di interesse, vendendolo poi a un interesse 6/10 volte superiore a quello comperato.)

Forse non tutti sanno che le banche sono come imprese private, e come tutti sapete il denaro é una merce di scambio, ovvero compro a 1 e rivendo a 6/7 e a volte anche 10/13 come nel caso di finanziarie, che nn sono altro che filiali di banche a sfondo speculativo.

E forse non tutti sanno che il denaro viene stampato e venduto a circa 1cent a biglietto a ditte private, e che se lo facesse lo stato ci sarebbe un immenso risparmio, quindi su questo sistema ci sono enormi speculazioni.

ora come si potrebbe uscire da queste crisi? di logica tutti gli stati che rischiano il defoult stanno alzando tasse e facendo tagli a non finire, vedesi ici, vedesi pensioni, vedesi alzamenti del catasto per quintuplicare tassa ici (ora la chiamano imu)

ora secondo una logica. come si puo' uscire da una crisi facendo queste manovre? quando il lavoro scarseggia, la disoccupazione é alle stelle, e le piccole e medie imprese chiudono? per non poi parlare della pressione fiscale e le grandi industrie che scappano all' estero.. tutto questo é paradossalmente fantascienza politica, perche questi metodi alimentano rabbia, impossibilità di sopravvivenza di depressione e non fanno altro che aumentare la pressione fiscale per non dire una rivolta sociale di tutto l'intero paese.

ultimamente si parla tanto di fare ripartire l'economia, ma come si puo' far partire un economia se abbiamo una pressione fiscale di circa il 50% e un operaio che prende una media di 800 1000 euro mensili? quando c'e una disuguaglianza tra popolo di ceto medio e popolo di industriali e politici ricchi?

un esempio é che se un cittadino lavoratore evade per 10/1000 euro, ecco che arrivano cartelle esattoriali con ricatti in stile mafioso, mentre se un grande industriale evade 10000/100000 euro ecco chenon viene perseguito, e a volte in certi casi viene patuito un concordato dell' 1% 5% (vedesi scudo fiscale)

ora perché é più facile andare a prendere i soldi dai poveri? per la semplicità che sono soldi sicuri facili e subito esigibili al portatore, vedesi aumento benzina con un accise di oltre il 50% insomma queste crisi sono sempre state pagate dai più poveri, essendosi generalizzate dai più ricchi..

questo é il sistema degli stati e delle varie caste che esistono sulla faccia della terra.

la soluzione??? molti ineggiano a una rivolta civile, come stanno avvenendo in vari paesi arabi, stanchi di oppressioni, ma loro non hanno nulla da perdere, viceversa da noi, che abbiamo case auto a cui teniamo e che quindi sotto ricatto paghiamo senza rimore, quindi é chiaro che la rivolta civile specialmente nel nostro paese é più facile a dirsi che a farsi, per il semplice motivo che siamo un popolo interamente diviso (vedesi dividi et impera di cui ho scritto un intero capitolo)

la soluzione!!! forse una rivoluzione fiscale dove non pagare le tasse dirette, ovvero multe, ici, tass automobilistiche ecc..ecc.. cosa che ci arriveremo automaticamente visto la crisi salariale e disoccupazione del lavoro per non parlare di crisi aziendali.

un altra soluzione sarebbe abbattere tutta la classe politica, dove anche ora percepiscono uno sipendo pur non governando (su questo bisognerebbe fare tagli e congelargli gli stipendi) ma anche qui é chiaro che alle prossime elezioni il cittadino andrà a votare sempre per le solite persone di pd e pdl ecc..ecc.. con le solite panzanate per far credere alla gente che hanno le soluzioni per la crisi attuale, ma guardiamo in faccia alla realtà, da chi sono composti prevalentemente i politici? se non da imprenditori, avvocati e speculatori per non parlare da mafiosi? quindi pur sapendo come si fa a dare una fiducia di un voto a questa gente che risolveranno le loro crisi individuali o di casta, senza mai darvi un lavoro o una certezza di sviluppo?

Quindi altre soluzioni no ne esistono tranne che inventarsi dei lavori prevalentemente in nero per tirare a campare...

ma forse una soluzione esisterebbe, anche se ci vorrebbe un miracolo, e la soluzione é coesione sociale vera, una vera comunità unica e indivisibile (come scritto nella carta costituzionale, cosa dimenticata ed estinta e che la politica attuale vorrebbe straciare e farne una nuova a propria immagine e somiglianza per altre speculazioni sulla classe sociale) dove il popolo pensa decide e sviluppa, senza decisione da parte della classe politica che pensa prevalentemente a se stessa.

Ricordatevi le crisi non le sviluppiamo noi, ma a pagarle siamo sempre noi... forse una buona volta dovremmo avere la forza di farle pagare a chi queste crisi le ha sviluppate, ovvero i governi gli speculatori le banche e hai grandi vertici dell' europa.

RICORDATEVI IL MOTTO "DIVIDI ET IMPERA" che é alla base di tutto, la divisione fa si' che i governi possano decidere delle sorti di ogni uno di noi, se un paese fosse unito il proprio destino di un futuro migliore sarebbe già segnato, ma fino a che aspettiamo un ipotetico messia che scenda dai cieli e risolva i nostri problemi, o fino a che metteremo il nostro detino in mano a questi signori... be' allora vuol dire che siamo e rimmarremo sempre degli agnelli da sacrificio...

ego sum guida luciano 

 
 
 

la fantascienza politica 1P

Post n°603 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da pop46

Una volta si chiamavano scienze politiche, ora possiamo chiamarle fantascienze politiche, visto le varie manovre adottate dal nostro paese, ma possiamo anche dire di tutto il sistema europeo.

non siamo nuovi a crisi mondiali, a speculazioni ecc.. ecc..

dovremmo risalire alla storia per analizzare come e perchè esistono le crisi dettate ovviamente da poteri politici e industriali e per fare ciò ho redatto questo documento trovato in rete per fare un analisi approfondita e per fare chiarezza di come e perche' si sviluppano le crisi, leggete attentamente e forse vi renderete conto a cosa e sopra tutto a chi giovano le crisi.

STORIA ED EVOLUZIONE DELL'ECONOMIA ITALIANA


LO SVILUPPO FINO ALLA GRANDE GUERRA

Un quadro esaustivo deve obbligatoriamente analizzare le premesse sin dal 1500 e utilizzare come punto di riferimento l'anno 1896, vero e proprio spartiacque dello sviluppo dell'economia italiana, in seguito si chiarirà il perché.

L'economia italiana del '500, '600 e '700,
essendo caratterizzata diffusamente da attività manifatturiera, è molto evoluta, registra una forte flessione con l'avvento dell'industria (attività macchina-fatturiera). I banchi (poi banche, monti di pietà, ecc. - Repubbliche Marinare, Firenze, Lombardia e Olanda) erano depositi di moneta pregiata (oro o argento) e provvedevano ai prestiti. Poi compaiono le monete collaterali (bronzo o rame) e infine, data la necessità di commerciare a distanze sempre maggiori, la carta inizialmente vere e proprie cambiali avallate dalla banche, poi carta-moneta (soprattutto in Francia).

Lo sviluppo economico interagisce direttamente con lo sviluppo scientifico (laboratori, ricerca) per cui in generale tale sviluppo è, in massima parte, culturale, le risorse (materie prime, geografia, clima, ecc.) incidono in maniera secondaria (i paesi arabi pur essendo ricchi di materia prima non decollano). L'evoluzione sociale è economica ed è evoluta se il diritto (leggi, istituzioni) è evoluto: il fiume economico se scorre in argini efficienti (le leggi) è fonte di benessere, se gli argini sono inefficienti diventa paludoso, malarico; viceversa se si hanno argini senza fiume si ha il deserto. Il ritardo italiano attuale è soprattutto culturale, dovuto essenzialmente ad una ridotta attenzione alla ricerca.

Dal 1860 al 1896
lo sviluppo, fino ad allora esclusivamente agrario, si arricchisce di attività manifatturiere (soprattutto nel Sud) come la filatura (le mogli dei contadini), la falegnameria, ecc. Nel primo censimento dell'Italia unita, 1881, si rileva che il 60% delle donne del Sud (al Nord 30-40%) sono nella produzione manifatturiera, il tutto per il forte carattere familiare della economia meridionale che, trasformandosi con l'industria, franerà dopo il 1881, inoltre i vecchi metodi produttivi in agricoltura non sono in grado di fronteggiare il mercato inondato da prodotti a basso costo provenienti dal nuovo mondo. Il Sud reagirà con l'emigrazione massiccia a cavallo dei due secoli e il nuovo orientamento produttivo (industriale) si concentra al Nord (il triangolo). L'analisi dei prezzi dal 1800 al 1896 (ecco perché tale anno funge da spartiacque) registra una costante riduzione - DEFLAZIONE - (posto a 100 il prezzo del 1800, nel 1896 era a 20) dopo inizia la ininterrotta risalita fino ai nostri giorni -INFLAZIONE.



LO SVILUPPO FRA LE DUE GUERRE MONDIALI

Dopo la evoluzione della prima guerra mondiale, durante la quale si orienta solo nel senso bellico per cui salta ogni analisi, l'economia si svilupperà, fino al secondo conflitto mondiale in tre fasi distinte corrispondenti a tre sottoperiodi:
1) un prologo anni '19-'22 con una crisi sociale, politica ed economica;
2) anni '22-'32;
3) anni '32-'39.


La riconversione post-bellica costa molti licenziamenti da parte dei colossi industriali FIAT (fabbrica italiana auto taxi), BREDA, ANSALDO ecc. La guerra fu combattuta quasi esclusivamente dagli analfabeti contadini (gli operai, visti come casta privilegiata, ancora in numero esiguo venivano in genere esonerati per far funzionare l'industria), le lunghissime permanenze nelle trincee permisero un certo affiatamento tra i contadini soldati e gli ufficiali (quasi tutti di complemento e rappresentanti della borghesia agraria) che venivano istruiti per promuovere un minimo di alfabetizzazione e per alimentare il sentimento patrio con promesse di riforme agrarie a guerra finita. Tali mancate promesse renderanno rabbiosi i contadini contro gli agrari (i portavoce della riforma) che non comprendevano questo odio incolpando i socialisti (massimalisti) quali fomentatori.
La crisi interna (l'incalzare degli scioperi) si aggrava anche a causa di quella internazionale; il
mito della rivoluzione viene incoraggiato dal bolscevismo (no alla religione, mito dei beni in comune: - tien' a mogl' bona, si vuò fa ca' cos' p'a comunità porta a ccà): agrari, industriali e ceti medi sono letteralmente assaliti dal panico e con molta leggerezza alimentano in tutti i modi quello che sembrava il baluardo: il Fascismo, anche perché i componenti erano giovani ignoranti e quindi di breve durata e di facile controllo successivo (nell'immaginario collettivo è sopravvissuta, ancora in atto, la convinzione che il comunista è più pericoloso del fascista).
Insomma i benestanti si scavarono la fossa, per salvare la libertà si consegnarono nelle mani della dittatura.


La profonda crisi del '21 si mitiga nel marzo '22 e fino al '27,
grazie a concezioni liberiste (di tipo economiche - liberalismo e una concezione politica) del ministro De Stefani si registra una timida ripresa. Dal '27 (licenziato De Stefani) l'ossessione di Mussolini, visto la riduzione degli scioperi e del deficit, della rivalutazione della lira (quota 90 - erroneamente il punto di riferimento sarà la vecchia e disastrata sterlina anziché il nuovo emergente dollaro - crollo esportazioni) per prestigio, produrrà una depressione ingigantita da quella mondiale del '29.

Dal '32 inizia un forte intervento dello Stato (si creano IMI, IRI - visione non negativa per la ripresa in quanto nelle azioni statali in economia il profitto non è più tutto del padrone ma garantisce l'autonomia) per sostenere l'economia orientandola, per non dipendere dagli umori internazionali, verso l'autarchia (statalismo e protezionismo).
Tale orientamento era necessario per sostenere la guerra (motto: la guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna) e fu promosso con azioni come la battaglia del grano. Si guarda all'Inghilterra che è rigorosamente protezionista fin quando non aumenta la produttività per competere in campo internazionale poi diventa leader del liberismo.



LO SVILUPPO NEL SECONDO DOPOGUERRA

Anche il periodo dal '45 ad oggi è divisibile in tre sottoperiodi:

- Un
PROLOGO

Anni '44-'45/'50
, dove si pensa alla Ricostruzione che sarà veloce grazie al ricorso alla iniziativa individuale in un sistema di liberismo economico integrato nell'economia europea, nel '50 il PIL, contro ogni più rosea previsione economica, era già uguale al '38. Dopo le prime incertezze con una inflazione galoppante (grazie alla forte presenza di amlire - Lira Amministrazione Militare - introdotte dai liberatori americani), si definisce la scelta di campo e gli Usa, terrorizzati dall'espansione del bolscevismo, finanziano abbondantemente la ricostruzione (il vincitore paga i vinti); ad esempio viene finanziata una campagna di recupero materiale bellico (così iniziano le italiche porcherie, si pagano a peso d'oro carcasse vere o finte, il tasso di corruzione è su livelli del 100% - commissione Rossi).
Gravi e numerosi sono i problemi di fronte ai quali si trovano il Governo e le forze politiche uscite dalla Resistenza: ricostruire le attrezzature distrutte dalla guerra (soprattutto al Sud), un'inflazione galoppante che tocca la punta massima nel '47, l'enorme tasso di disoccupazione, la riconversione della struttura produttiva protezionistica e autarchica.
I settori fondamentali dell'industria erano quelli alimentare, tessile, elettrico e non, come in seguito, quelli siderurgico, chimico, automobilistico; basti pensare che nel 1938 si costruivano in Italia solo 50 mila vetture.
Fino al '45 il lavoro era organizzato in maniera arretrata: a domicilio, pezzo a pezzo, manuale; solo in seguito cominciò ad organizzarsi su base Ford-Taylorista; lavoro di fabbrica, montaggio a catena, meccanizzato , parcellizzazione estrema.
Le caratteristiche della politica economica del regime fascista erano state il protezionismo, l'autarchia, il controllo dell'apparato produttivo; la restaurazione democratica in politica economica fu caratterizzata della libertà degli scambi e dall'apertura commerciale. P. Togliatti, nell'aprile del '45, dichiarò che l'Italia non era matura per un esperimento di pianificazione economica.
L'efficienza dell'apparato industriale fu vista in subordinazione allo sviluppo delle esportazioni in quanto la liberalizzazione è una via obbligata per un paese povero di materie prime: il necessario sviluppo delle importazioni esige un parallelo sviluppo delle esportazioni. In un regime di economia chiusa l'Italia avrebbe dovuto rinunciare ad un certo tipo di sviluppo industriale.
Altro grave problema era la galoppante inflazione favorita anche dalla "pressione" delle AMLIRE, per arginarla le sinistre proposero il razionamento dei generi di consumo, l'immediato "cambio" della moneta e una forte imposta sui profitti nella riconversione; le destre, al contrario, proponevano l'abolizione di ogni controllo, la definitiva e completa liberalizzazione della economia e, naturalmente, si opponevano al cambio della moneta.

Il Governo Parri
fu molto incerto sul cambio della moneta e cadde proprio quando si impegnò formalmente ad effettuarlo: le matrici per il conio della nuova moneta venivano, intanto, "misteriosamente" trafugate. Il Governo successivo iniziò una politica di stretta creditizia per il salvataggio della lira; tale politica provocò una crisi del reddito e una contemporanea crisi della produzione e dell'occupazione. La stabilizzazione della lira finì, però, col dare una forte spinta all'integrazione dell'economia italiana in quella occidentale in funzione della ricostruzione del potenziale produttivo e della stabilizzazione della valuta e della bilancia commerciale.


- U
n PRIMO

Anni '50/'73-74
, caratterizzato da un forte dinamismo (idem per Germania) economico (più precisamente in espansione per la Ricostruzione fino al '63 , poi dal '64 ristagno per la depressione subentrata alla fase espansiva precedente), dove le notevoli intuizioni di Einaudi permettono una prosperità dell'industria privata e una trasformazione della struttura agricola e provinciale del paese in una struttura industriale integrata in quella europea e mondiale, la crescita del PIL è di 5,5% (quello Usa è sul 3,5%), anche per una favorevole congiuntura internazionale (per il Giappone si parla di super miracolo economico e si attesta su livelli sociali europei). Agli inizi degli anni Sessanta si raggiunge l'apice con il cosiddetto BOOM, che si conclude con le grandi lotte operaie per i rinnovi contrattuali del '62-'63; poi inizia il degrado a causa della forte depressione e ristagno degli investimenti, si assiste alla crisi dell'industria, alla caduta della fase di lavoro e del tasso di occupazione, alle fughe dei capitali e al dissesto della bilancia dei pagamenti, alla concentrazione delle imprese, all'espansione della Partecipazioni Statali (PPSS).

SVILUPPO SETTORIALE
Lo sviluppo economico italiano presenta caratteristiche comuni a tutti i paesi industrializzati: sviluppo dell'industria manifatturiera e passaggio da un'economia agricola ad una prevalentemente industriale; integrazione economica e commerciale con gli altri paesi industriali, concentrazione della popolazione nelle grandi città. Accanto a queste caratteristiche comuni a tutti i paesi industrializzati lo sviluppo economico italiano presenta al cune peculiarità: dualismo della struttura produttiva (grandi industrie tecnologicamente all'avanguardia e piccole iniziative arretrate), distorsione dei consumi (gonfiamento di quelli privati a danno di quelli pubblici), perdurare ed aggravarsi del sottosviluppo meridionale nonostante gli investimenti. Questi gravi squilibri sono funzionali al veloce sviluppo industriale in quanto l'industrializzazione è favorita dall'incremento delle esportazioni a loro volta r regolate sulle richieste dei mercati internazionali.
Per esportare, l'Italia deve produrre quanto richiesto sul mercato internazionale, la produzione interna viene perciò modellata sulla domanda esterna, i beni prodotti, però, risultano fuori fase rispetto alle necessità e ai livelli di reddito italiani. L'industria così finisce col produrre beni caratteristici di un'economia "opulenta" anziché beni di consumo necessari.
Il dualismo produttivo tra industrie esportatrici avanzate (
settore dinamico), con forte e continui aumenti della produttività ma non della occupazione dove gli aumenti dei salari sono inferiori all'aumento della produttività per cui alti profitti, e industrie che producono solo per il mercato interno arretrate (settore stagnante) con esiti completamente contrari alla prima.
Nel settore stagnante i salari crescono più della produttività e provocano un aumento dei prezzi, in quello dinamico la produttività cresce più dei salari e determina stabilità dei prezzi: la conseguenza di tale situazioneè un'inflazione strisciante provocata dagli squilibri settoriali.
In questi squilibri sono già presenti i germi della futura crisi: l'intera struttura industriale presenta da un lato settori fortemente dinamici, dall'altro un settore fortemente stagnante: i consumi sono distorti per la netta prevalenza dei privati sui pubblici, il distacco economico tra Nord e Sud si aggrava ciclicamente, la spesa pubblica appare nel complesso insufficiente; tutto ciò è la conseguenza di uno sviluppo stimolato quasi esclusivamente dalla domanda estera.
Il REGIME DEI CONSUMI, in particolare, si modella diversamente tra il settore dinamico con aumento produttività, aumento dei salari, attiva presenza sindacale, rigorosa applicazione dei contratti, e il settore stagnante (forte nel Sud come anche come lavoro nero) con scarso aumento della produttività, basso tasso di salario, non soddisfacente presenza sindacale, gabbie salariali (parametri diversi per zone geografiche e no per qualità del lavoro). I consumi voluttuari prevalgono, perciò, su quelli essenziali in quanto la domanda di questi ultimi cresce perché sono relativamente meno cari in virtù dei prezzi stazionari, i beni essenziali sono, invece, relativamente più cari in virtù dell'aumento dei prezzi: sono beni ad alto prezzo relativo le carni, l'assistenza sanitaria, la scuola, o libri, la casa, i trasporti pubblici; sono beni a basso prezzo relativo gli elettrodomestici, i televisori, i mobili. Lo sviluppo dei consumi non essenziali si spiega, perciò, non solo in base a fattori psicologici o sociali (mito dell'America, urbanesimo) ma anche per il fatto che essi sono sia meno cari relativamente sia fortemente voluti dall'industria dinamica per imporre gli stessi prodotti al mercato estero e a quello interno.
La mancanza di un valido investimento diretto, poiché non sarebbe coerente col modello di sviluppo proprio della classe dominante, la disoccupazione meridionale trovano come unica ancora di salvezza l'emigrazione (all'estero o nel triangolo") o il parziale assorbimento nel pubblico impiego attraverso " patologico" gonfiamento del settore terziario.

 

 

 

 
 
 

ricorso cvd trento, quando l'incostituzione diventa costituzione grazie alla politica

Post n°602 pubblicato il 05 Agosto 2011 da pop46

Buongiono a tutti,dovrete scusarmi se é qualche tempo che non posto più commenti, ma purtroppo sono presissimo per lavori in corso, e che quindi a fine settembre ritornero più informato e incavolato che mai.

Vi posto questo post, mandatomi  dall' avvocato luca turinelli, di cui mi sembra doveroso e anche molto interessante denunciare l'arroganza delle forze politiche trentine (ovviamente pagate con i soldi pubblici)

 

Oggi si è celebrata a Trento, avanti il Tribunale Ordinario, l’udienza per la discussione del ricorso presentato dal sottoscritto e da altri sei ex consiglieri della Comunità delle Giudicarie, a mezzo degli Avvocati Alessio Eccher e Gianluca Pinamonti, avverso la delibera con cui siamo stati esclusi dall’Assemblea di Comunità per incompatibilità con la contemporanea carica di consiglieri comunali.

Il Collegio, composto dal Presidente dott.ssa Fermanelli, dal Relatore dott.ssa Manfroni e dal Giudice dott.ssa Segna, non ha – evidentemente – accolto le nostre doglianze, rigettando le richieste da noi avanzate e condannandoci alla rifusione di spese liquidate in Euro 1.250,00 oltre accessori a favore di PAT e Comunità.

Ogni commento è doverosamente rinviato alla lettura delle motivazioni della sentenza, contro cui valuteremo naturalmente la possibilità di fare Appello.

Purtroppo i costi di questa azione sono elevati, e noi non siamo finanziati da nessun partito. Per cui dobbiamo procedere con le nostre sole forze contro giganti ben più attrezzati: basti pensare che Comunità e PAT hanno speso complessivamente oltre 10 mila Euro di spese (a fronte di una rifusione ben minore).

Nel merito, per spiegarla in poche parole, richiamo i miei precedenti post: perché nella Assemblea di Comunità di Valle possono validamente essere presenti i consiglieri comunali designati dal loro Comune, e non possono essere presenti i consiglieri comunali eletti dai cittadini? Perché nello stesso Organo c’è questa disparità? A nostro avviso, è incostituzionale.

Ecco quindi l’impugnazione della delibera di esclusione (dicendo che la Comunità non ha sbagliato ad applicare una legge, ma è la legge applicata ad essere sbagliata) che ci ha portati all’udienza odierna.

Ad oggi si conosce solo l’esito: le motivazioni saranno rese note solo nei prossimi giorni e solo in quel momento si potrà valutare perché il Collegio ha deciso in questo senso, evidentemente non rilevando la non manifesta infondatezza  e la rilevanza della questione. Quale dei due parametri sarà difettato? Non lo so. Ci sono varie questioni, anche preliminari, e quindi è necessario, oltre che opportuno e rispettoso del lavoro dei Giudici, attendere la stesura completa del provvedimento.

Naturalmente, resta l’amarezza per una decisione a noi avversa, che non possiamo condividere. Riteniamo che la norma sia fatta male.

Ma siamo altrettanto convinti che le Sentenze, anche se non condivise, si debbano rispettare, in qualunque senso queste vadano.

 
 
 

italia in guerra contro gheddaffy duck

Post n°601 pubblicato il 26 Aprile 2011 da pop46

Come tutti sappiamo, oggi il governo italiano ha deciso su i bombardamenti libici.

Ovviamente era già scontato l'esito, qundi già di facile intuizione,anche perche l'italia non poteva tirarsi indietro alla chiamata della nato, anche se comunque molti credevano alle panzanate del ministro della difesa la russa che l'italia non ha mai sparato un colpo sulla libia, ovviamente solo i più creduloni ci possono credere, anche perché é di ieri la notizia (data da lo stesso ministro) che l'italia aveva già bombardato le postazioni radar per lo spazio aereo imposto dalla nato, e ovviamente nelle postazioni radar, non ci sono sagome di cartone, ma esseri umani, ormai esplosi in mille pezzi.

con tutta sincerità io ripudio la guerra, perche la conosco personalmente (libano)

Quindi chiunque parli di guerra prima dovrebbero conoscerla per capirla,altrimenti non si capirebbe di cosa si sta parlando.

E per l'appunto che la conosco che la ripudio, anche se in questo caso della libia la condivido , anche se non pienamente.

Tutti sanno che che dietro questa guerra cammuffata da missioni umanistiche e pacifiste contro lo sterminio di un popolo, si celano interessi petroliferi, ma aldilà di questo se serve a togliere la podestà a un dittatore che per circa 40 anni ha ucciso il proprio popolo, con torture e con sangue innocente di chi non la pensava come lui, allora ben venga.. sperando che questo porti democrazia "vera" in libia, anche se questo richiederà moltissimi anni, ma d'altra parte é un atto dovuto che il prezzo della democrazia richiede.

Ma ritornando alla decisione italiana, ovviamente questo governo confuso, prima con il baciamano del nostro premier visto da tutto il mondo come segno di devozione e di debolezza con tanto di figure di merda!! verso tutte le nazioni mondiali.. per aver stupulato gli accordi petroliferi e dei gasdotti, che ovviamente avrebbero reso palate di soldi alle solite industrie, ma non di certo alle famiglie italiane, senza contare i 500 milioni di euro dati come segno di risarcimento per la colonizzazione, dove il caro gheddaffy duck ha pensato di investirli in una banca italiana ovvero l'unicredit, all'insaputa dei soci italiani, ora il nostro governo é costretto a stracciare tale accordo dopo vari temporeggiamenti per vedere da che parte stare, ovviamente messo alle strette per l'annunciata fine di gheddaffy duck, dove tutti gli danno contro, ha dovuto allearsi senza condizioni con la nato per i bombardamenti..sulla libia.. loro dicono bombardamenti chirurgici.. io direi ad occhio, visto le ultime figure di m... che ha fatto la nato bombardando gli stessi insorti scambiandoli per alleati di gheddaffy duck.

ovviamente sia la nato che la francia hanno scopi ben precisi sulle sorti della libia, visto che i giacimenti petroliferi della libia coprono il 20% del fabisogno mondiale di petrolio, quindi!!! un piatto molto goloso, dove all'italia come al solito resteranno solo le ossa, visto il grande carisma del nostro premier di fare gli affari solo con i dittatori (solo con quelli puo' fare affari, d'altra parte gli affari si fanno con i propri simili) e dove gli italiani di interessi non ne vedranno mai!!! come sempre d'altra parte.

La cosa che risulta molto strana é il comportamento della lega, dove dice no hai bombardamenti sulla libia...ma come!!! prima voleva bombardare le navi degli emigrati, e ora li preserva?? strano comportamento... forse é perche siamo sotto le elezioni amministrative e ha paura di perdere voti che adottano questo comportamento??

ba' il fatto stà che questa italia é un paese molto strano.. o forse sono solo strani i nostri governatori, che farebbro patti con il diavolo pur di tenersi la poltrona incollata sotto il proprio culo flacido.

p.s un commento su gheddaffy duck...ma non vi ricorda qualcuno??? per chi avesse visto il film mars attack, non vi ricorda il capo alieno che attaccava la terra??? e poi dicono che gli alieni non esistono... secondo me questo personaggio é stato preso come spunto proprio da gheddaffy duck per il suo modo di esprimersi.

ego sum... guida luciano

 

 

 

 

 
 
 

tu credi in dio?

Post n°600 pubblicato il 26 Aprile 2011 da pop46

Quante volte nel nome di dio ci siamo pentiti, quante volte abbiamo combattuto guerre che non ci appartenevano, quante volte abbiamo ucciso e distrutto interi popoli per inculcare la fede, quante volte si é truffato e rubato hai poveri per dare hai ricchi nel nome di dio, quante volte abbiamo armato le mani dei popolani per portare distruzioni e guerre, quante volte si sono sviluppate guerre con questo nome!!! quante...volte!!!

Eppure molta gente crede ancora... questo perche deve credere in qualche cosa quando non crede più in se stesso, questo inculcato ancora dalla nascita, restiamo aggrappati a un appiglio inesistente, un arma di credenza, la più grande arma di distruzione di massa che sia mai esistito.

Ovviamente non sto parlando solo di cristianesimo, ma di tutti i credi e sette esistenti sulla terra, che con tale scusante portano alle guerre e alle distruzioni, per un solo fine, il potere e il denaro... non a caso il vaticano é uno degli stati più ricchi al mondo, con tesori inestimabili, e che se solo volesse potrebbe risolvere la fame del terzo mondo e risollevare economie mondiali.

La concezione di dio in molti popoli non é sbagliato in se stesso, perche se questo porta il rispetto e l'equilibrio di poter credere per stare meglio con se stesso e verso gli altri, e accompagna anche oltre la vita, tutto questo é molto più che positivo, ma é il metodo e le falsità in cui tutto questo concetto viene sviluppato che sono sbagliate.

A partire nel credere che questo mondo sia stato fatto da un entità sopranaturale a nostra immagine e somiglianza per chissà quale scopo, fino ad arrivare che questo essere abbia creato tutto l'universo solo per questa civiltà, e che oltre non esistano altre sorgenti di vita oltre a noi.. é a dir poco stupido per non dire inutile.

Ma d'altra parte questi credi  sono talmente radicati in centinaia di anni che é difficile provare poi il contrario, anche perché sono sistemi come lo é quello politico, e quindi venivi considerato un eretico se si voleva provare il contrario, e vengono inculcate come se queste fossero le uniche verità sulla faccia della terra..

Gli unici veri scopi di tutti questi credi sono solo il dominio, il potere, e il denaro, come d'altra parte sono il sistema di tutte le politiche mondiali, che sono e restano alla base di tutte le credenze, sfruttando la stupidità dei deboli e degli ammalati per gli scopi indivudialistici o di caste, ovvero sistemi per sfruttare il ceto basso,nello scopo egoistico di accumulare ricchezze e fama.

Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcuno o in qualche cosa che sia aldisopra di noi stessi, come credere in  un medico che ci risolva i nostri dolori, o come credere in un esponente politico che ci risolva i nostri problemi economici, oppure come credere che un entità un giorno scenda sulla terra e risolva tutti i nostri problemi che noi stessi abbiamo creato... questa é pura e semplice illusione di manipolare tramite i credi immense ricchezze.

L'illusione, non é qualche cosa che riguarda maghi o fattucchiere, l'illusione é fare credere in qualche cosa che é nascosto, come la lievitazione, o fare sparire e riapparire oggetti pur sapendo che dietro ce' sempre il trucco che lo rende credibile, il trucco ce' ma non si vede, e dove tutto questo ha sempre un tornaconto economico.

Se tutte queste credenze all'inizio avevano lo scopo di dettare delle regole comportamentali contro l'autodistruzione dell' uomo, ora sono diventati sistemi che non si discostano dalle politiche sociali e mondiali, dove l'unico scopo é avere denaro, e più denaro si ha é più potere si aquisisce, e più potere si aquisisce e più l'uomo puo' dominare interi popoli di economie, per questo motivo esistono le cosidette caste, ovvero sistemi nei sistemi fatte di pochi uomini che dominano su intere città, paesi, regioni, stati, dove dividono la ricchezza e la povertà, dove rubano hai poveri per donare a se stessi.

Il danno più grave é che non rubano solo beni come denaro o beni immobili, ma rubano anche l'anima, le idee di un nuovo mondo e la fiducia donata in cambio di pure illusioni di credenza.. ovvero viene venduta aria fritta in cambio di denaro e di immense fatiche, le stesse fatiche che hanno costruito questo mondo, e che vengono rubate donanandoci in cambio il nulla!!!

ego sum.... guida luciano

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

"il" senso della vita

Post n°599 pubblicato il 18 Aprile 2011 da pop46

Se l’uomo, diventando adulto, passa dalla tappa istintivo-riflettente del suo sviluppo a quella umana nel senso stretto, nella quale per stabilire un modo di vita e di comportamento, comincia a dominare l’intelletto, davanti a lui sorge, immancabilmente, il problema del senso della sua vita.

Molti filosofi si sono lambiccati il cervello per risolvere questo problema.

A tutti costoro è stata inaccessibile la vera filosofia di Dio, mentre le concezioni travisate create dalle sette, non li potevano certo soddisfare.

Di conseguenza, il problema del senso della vita è stato “riconosciuto” da molti essere uno “pseudo-problema”, cioè un problema che in partenza non ha risposta.

Secondo questa concezione ateistica, risultava che in linea di principio l’uomo non si distingue dagli animali e il senso oggettivo della sua esistenza sulla Terra è… soltanto lasciare la prole, continuare “il genere umano”, creare i valori materiali per i discendenti.

Se è così, nessuno sforzo spirituale è necessario, non c’è bisogno neppure dell’etica nei rapporti con gli altri esseri viventi… “Che cos’è la nostra vita?

E’ un gioco… Il bene e il male sono null’altro che sogni… Il lavoro, l’onestà sono fiabe per donnette…”

E “quando arriva il momento”, il suicidio è l’unico passo corretto per l’uomo degno di rispetto…

Ma la Verità è che il senso della vita esiste.

Esso è lo sviluppo della coscienza qualitativo e quantitativo.

Lo sviluppo qualitativo comprende il perfezionamento intellettuale ed etico, nonché l’affinarsi della consapevolezza. Quello quantitativo è l’accrescimento diretto della quantità dell’energia della consapevolezza fine.

In particolare, l’ultimo rispecchia la cosiddetta “forza personale” dell’uomo  la potenza psicoenergetica della coscienza individuale concreta che dipende dalla quantità accumulata di energia della coscienza, in altre parole, dalla grandezza dell’anima.

Quando l'uomo imparerà a comprendere che il senso della vita é la vita stessa, con tutte le sue gioie e tutti i suoi dolori forse allora avrà compreso che tutti siamo indispensabili e non solo utili come un euforisma viene descritto, e come i mercati industriali pensano..

Molti pensano che la vita non abbia un senso, questo perche chi veramente la pensa in questo modo, ha provato nella vita più dolori e sofferenze che gioie.. e che quindi rende sempre più fragile la forza di andare avanti, non trovando più un senso nella vita, ma é proprio quando le speranze si fanno più buie che nascono le opportunità..e incominci a trovarne un senso, é proprio quando una persona che non sà nuotare e che sta annegando che impara a nuotare... 

Il corso della vita che ci trascorre velocemente, non ci fa fermare a pensare a riflettere e sopra tutto non ci permette di guardarci indietro e a ripercorrere la nostra propria esistenza.. perche se ogni uno di noi avesse il coraggio di farlo... forse solo allora scoprirebbe il vero senso della vita..

ego sum guida luciano 

 
 
 

il coraggio di vivere

Post n°598 pubblicato il 18 Aprile 2011 da pop46

Che cos’è in realtà il coraggio?

Uno scalatore che decide di raggiungere la vetta dell’everest è un coraggioso o è una persona che decide di sfidare se stessa?

Un timido che chiede a una ragazza di uscire è un coraggioso o si è solo stancato di far decidere agli altri per lui?

Un sedicenne che pur essendo in punizione esce di nascosto rischiando di essere beccato è un coraggioso o è solamente un giovane con un forte istinto di ribellione alle regole imposte?

Un neo laureato che decide di trasferirsi a vivere in un paese lontano e straniero di cui non sa quasi niente è un coraggioso o è una persona che ha bisogno di sentirsi libero di decidere della propria vita?

Il coraggio non nasce da un gesto che noi decidiamo di compiere, non è buttandosi da un ponte per fare bungee jumping e non è lanciandosi in una cascata da 200 metri d’altezza che si dimostra di avere uno spirito coraggioso.

Il coraggio si dimostra quando di fronte a una situazione estremamente dolorosa si è in grado di rialzarsi, di ricominciare a vivere e talvolta anche di saper sorridere.

E’ coraggioso chi si sveglia alla mattina e decide di affrontare la giornata pur sapendo che non merita di essere vissuta perchè tanto sarà orribile, chi si era addormentato al volante causando la morte di un suo amico e trova la forza di ritornare a guidare, chi trova la forza di ammettere di essere anoressico e decide di farsi aiutare, chi sacrifica la propria vita per gli altri senza pensare nemmeno un momento alla possibilità che un giorno avrà la sensazione di aver buttato via sé stesso, chi dopo una storia che considerava la più bella della sua vita viene lasciato ma riesce a tirare fuori la forza che ha dentro e il coraggio di amarsi al punto di smettere di soffrire, chi alla mattina fa colazione con sua madre ma alla sera piange sul suo corpo morto e ha la voglia di continuare il suo cammino per non buttare via gli insegnamenti che lei gli ha impartito, chi si raccomanda con il figlio:- vai piano e vieni a casa presto!- ma che nel cuore della notte riceve una telefonata che non si dimenticherà mai e ha il coraggio di andare a riconoscere il corpo del proprio amato, chi aspetta un bambino costruendo intorno al suo arrivo il proprio futuro ma ha un aborto spontaneo sei mesi dopo e deve trovare la forza di ricominciare a pensare alla vita senza di lui, chi deve trovare il coraggio di riorganizzare da sola la propria vita e quella della figlia perché tornando a casa inaspettatamente una sera trova suo marito che consuma allegramente sul tappeto del salotto con una ragazza che non ha ancora compiuto la maggiore età, chi è finito in prigione per sbaglio ma non può dimostrarlo e ha la forza di scontare una pena che non merita ma che lo segnerà per il resto della sua vita, chi subisce per troppo tempo abusi e decide di reagire a questa ingiustizia pur sapendo che le conseguenze potrebbero rovinarlo, chi scopre di avere il cancro ma non può fare niente per fermarne il processo e decide di sfruttare al massimo ogni momento della sua vita perchè qualsiasi istante potrebbe essere l’ultimo, chi da un’ecografia scopre che il proprio bambino ha una malformazione e nella difficile scelta se tenerlo o privarlo di un’esistenza diversa decide di prendersi cura di lui per tutta la vita.

Queste sofferenze implicano una forma di coraggio che non ha niente a che vedere con la voglia di sfidarsi e con la ricerca di un gesto che dia gratificazione.

E’una conquista che ognuno deve fare per cercare di sopravvivere di fronte alle situazioni che il destino impone, una forza che scaturisce dal più profondo della nostra anima e quando questa viene turbata, immancabilmente fuoriesce la sua essenza nella quale si trova il coraggio che resta lì a riposare per anni per essere pronto nel momento in cui si avrà davvero bisogno solo di lui per sopportare il peso delle nostre scelte o di quelle altrui che ci influenzeranno costantemente.

Il vero coraggioso è colui che non si accorge di averne abusato, ma sa riconoscerlo solo quando tutto è finito, superato, quando quella battaglia contro il suo ego vede un unico vincitore con un unico alleato: sè stesso e il proprio coraggio!

 
 
 

cosa sono i sogni

Post n°597 pubblicato il 17 Aprile 2011 da pop46

Molta gente si rifugia nei sogni per sfuggire alla realtà terrena.

ma cosa sono realmente i sogni?

I sogni sono il subconscio di cio' che vorremmo essere, o cio' che vorremmo avere, o di come vorremmo vivere nella realtà, nei sogni si celano le paure, le ansie, i desideri, il nostro stare in pace con il proprio "io" dove costruirsi un mondo proprio per poterlo plasmare come vorremmo che esso sia, alcuni si trasformano in veri e propri incubi, altri in celestiale benessere.

Ogni uno di noi individualmente sogna in base al proprio sitle di vita, in base a cio' che vede, o a cio' che sente, a cio' che legge, o in base a cio' che vorrebbe essere fuori da questa realtà.

A volte chi ha paura di vivere si rifugia nei sogni perennemente, e quindi vive fuori da questa realtà pur avendo un corpo che lo trasporta, in molti casi questo é dovuto a molte droghe di cui l'uomo ne fa uso spropositato e non ne conosce le conseguenze.

Chi di ogni uno di noi non ha mai desiderato che si avverasse il proprio sogno così come lo ha sempre sognato?? tutti!! presumo.

Ce chi sogna una ricchezza inestimabile per poter comperare tutto cio' che vuole, ce invece chi sogna morbosi sogni sessuali, o chi sogna un avventura sentimentale con il proprio amato di cui non viene corrisposto l'amore, e altri invece che sognano divi televisivi o cinematografici... insomma ogni uno fa dell' proprio sogno una pellicola cinematografica dove l'attore e il regista principale é egli stesso.

Potremmo vivere senza sogni??? ovviamente noi!! perche i sogni sono quella speranza e quel desiderio che ci tengono in vita.

Cosa sarebbe una vita senza sognare o senza avere desideri nascosti nella propria mente?? sarebbe una vita senza speranze, e sinceramente anche senza invenzioni o idee, già perche senza i sogni noi non avremmo potuto costruire nulla in questo mondo.

Già perche le idee sono il frutto dei nostri stessi sogni, il desiderio di sapere quanto ogni uno di noi vale per lo sviluppo di poter portare migliorie a questo nostro sistema, alcuni riescono ad estrapolarli dalla propria mente per renderli solidi e reali, ma a pochi é dato questo dono.

Il nostro cervello é talmente complesso e intriseco, dove noi sviluppiamo al max il 10% delle nostre capacità, dove immagazziniamo tutto cio' che leggiamo, vediamo, sentiamo e cerchiamo di svilupparlo nelle nostre proprie idee.

Molti sogni rimangono rinchiusi nella nostra prorpia mente, e al nostro risveglio non riusciamo più a trovarne traccia, mi sono chiesto spesse volte il perché.. e non sono mai riuscito a trovare risposta.

Spesse volte trovavo tutte le risposte alle mie domande nei miei sogni, ma al mio risveglio mi scordavo praticamente tutto, come se quelle risposte non dovevano essere rivelate, forse troppe domande e troppe risposte mi sono posto che le mie cellule mnemoniche  potessero contenere... forse dovute anche al caos dovuta alla vita terrena che contrasta con il ricercare tante risposte alle domande, dove spesse volte si ritengono inutili perche non ce nessuno ad ascoltarle, e quindi vengono rimosse automaticamente.

Già perche il nostro cervello non é un infinito contenitore, quindi anche la memoria ha biosogno di fare posto a nuove informazioni, cancellandone altre, e tenendone in memoria quelle più significative che noi stessi elaboriamo.

Questo sta a significare quanto la nostra mente é complessa e soffisticata, non che goda di un intelligenza indipendente dal nostro volere che preserva il limite al raggiungimento della pazzia che é in ogni uno di noi, cosa che in alcune persone é gia successa oltrepassando tali limiti.. bruciando la propria esistenza.

Anche i sogni possono diventare una droga, quindi non abusatene troppo!!! perche potrebbe sconvolgere la propria esistenza senza che voi possiate rendervene conto.. e se non volete che la vostra vita diventi schiava dei propri sogni fate sì che i sogni possano diventare realtà, senza droghe che li possano alterare, perche i sogni sono desideri, desideri che ogni uno di noi ha paura di affrontare e li racchiude nella mente ( provateci!! almeno quelli che hanno una certa logica)

ego sum... guida luciano

 

 

 

 
 
 

storo azione 10 un vanto... per i comuni

Post n°596 pubblicato il 14 Aprile 2011 da pop46

 VALLE DEL CHIESE. Si gonfia di anno in anno, Azione 10. Nata per dare un’occupazione almeno parziale a lavoratori espulsi dal mercato, è diventata paradossalmente la quarta azienda del Chiese.
 Da qualche giorno la succursale Ascop ha intrapreso la sua attività stagionale, che dura 8 mesi. Per i successivi 120 giorni lo stesso personale beneficerà poi dell’assegno di disoccupazione. In questo modo operatori ecologici e assistenti si garantiranno un mini stipendio per l’intero arco dell’anno. Il mansionario comprende non solo la tenuta di aree verdi, spazi pubblici e arredo urbano ma anche ruoli impiegatizi. Donne di mezza età verranno via via utilizzate all’interno delle diverse case di riposo come animatrici o per tener compagnia agli anziani. Un modo, questo, con cui si conta di poter contenere il costo delle rette.
 Da una conta approssimativa, dopo il gruppo Sapes & Sawam, Cartiera Carmignano e la multinazionale Isaf, Azione 10 - di cui è capofila il comune di Storo al quale si sono aggregati Condino e Brione - viene oramai considerata, come numero di occupati, la quarta azienda di valle. “Ogni squadra - dicono Pietro Uboldi ed Elio Scarpari - ha un suo responsabile, il cui referente deve quotidianamente rendere conto. In caso di maltempo gli operatori ecologici rimarranno a disposizione per l’arco di ore coperte.
 “Attualmente - dice il sindaco di Storo Vigilio Giovanelli - abbiamo un organico di circa 40 persone, che dovrebbero ben presto aumentare di altre 15 unità mediante una convenzione stipulata con l’ente Bim del Chiese che ha già destinato in proposito un sostanzioso sussidio di 50 mila euro. Il resto della spesa sarà coperto per il 70% dalla Provincia e per il 30 % dai Comuni convenzionati”.
 Tre sono le case di riposo - Storo, Condino e Strada - che potranno avvalersi di tale formula. Le giovani operatrici si occuperanno solo ed esclusivamente di fare compagnia e intrattenimento a personale degente.

Bè non esageriamo adesso, a confronto dell' anno scorso si sono assunte 3 persone, e le paghe orarie di questi lavoratori che vengono sfruttati, sono di circa 3,50 euro all' ora con uno stipendio di circa 800 euro mensili per 7 ore, comprese di spettanze, ovvero tredicesima quattordicesima, liquidazione, ferie, ecc.. ecc.. si é trovata la scusante di impiegare operai per lo sfruttamento a basso costo, nemmeno i raccoglitori di cotone prendevano così poco

Circa la metà di questi operai sono persone con problemi psicologici e fisici, non scordiamoci perché é nata e come é nata l'azione 10, é nata per l'appunto togliere e impegnare la gente nel sociale con problemi di alcool o altre tipologie, cosa sancita dalla costitutzione italiana, e non é un invenzione delle giudicarie.

come dicevo circa la metà di questi operai non possono svolgere lavori pesanti o stressanti, quindi il restante della metà deve fare il lavoro per 2 con lo stipendio di 1 ma il bello di tutto questo é che ogni anno vengono stanziati diversi milioni, ad esempio quest'anno sono stati stanziati circa 460 mila euro di cui 260 mila euro vanno a coprire gli stipendi di questi operai, e il restante di 200 mila euro???

la cosa buffa e anomala sono sugli stipendi dei capisquadra, dove l'anno scorso i 5 capisquadra prendevano circa 61 mila euro.. mentre quest'anno sono circa 51 mila sempre gli stessi medesimi 5, sinceramente c'e qualche cosa che non funziona, e trovo assurdo che ci sia qualche sbaglio, questo é scritto nelle determina comunale basta confrontarla con quella dell' anno scorso, e si trovano diverse voci gonfiate.

ora!! non é per criticare questo progetto, perché é anche una cosa buona, quindi!! ben venga se si da lavoro alla gente, ma farla passare per un aiuto umanitario ringraziando i comuni pensando che lo facciano per un criterio umanitario a dell' assurdo, perche per prima cosa la speculazione in questo progetto é alle stelle, visto che i lavoratori sono sfruttati per lavori che dovrebbero essere pagati con stipendi normali, e con paghe decenti e consone, e non con contratti da sottosviluppati, dove si pretende a farli lavorare anche a 30 gradi sotto il sole.

forse la gente che li vede, non si rende conto dei lavori svolti durante questo periodo, e pensano che vengano pagati per fare nulla, e se si trovano il proprio pase lustro e pulito é perche questi lavoratori svolgono il proprio lavoro pur avendo una paga da sottosviluppati, questo lo dico e lo affermo perche molta gente critica e denigra questi operai senza guardare realmente il servizio che svolgono e pensano che vengano pagati come operai normali, il morale della favola é che se qualcuno ci guadagna da tutto questo sono proprio i comuni e la cooperativa che continuano a specularci sopra, pretendendo e schivizzando questa gente, perche vengono pagati con gli stessi soldi che loro stessi hanno pagato di tasse, e la dimostrazione sono i 200 mila euro mancanti, di cui un 75 mila  va per il coordinamento e la gestione 75 mila di sola iva (che ritorna in regione o allo stato) e le altre 50 mila euro in teoria andrebbero per i materiali di consumo, dove i macchinari sono gli stessi da 5 anni che vengono rigenerati anno per anno.

e i comuni non dicono che a ogni fine stagione gli avvanzi di denaro ritornano ancora nelle casse comunali (l'anno scorso sono avanzati circa 12 mila euro divisi per i 3 comuni in proporzione)

I comuni pensano che questo sia un piacere dovuto e ne fanno un pregio, ma qui i soldi non vengono dati gratis, ma vengono sudati con miseri stipendi pur facendo un lavoro da stipendio pieno, e che quindi questi comuni ne traggono un vanto come se fosse un piacere dovuto, questo é un sistema come un altro di speculazione e di sfruttamento del essere, con la scusante della crisi, si assume a basso costo facendo passare gli operai come una sorta di disgraziati e di cui vengono sfruttati per 4 soldi.

senza poi contare che questi operai sono costretti anche ad andare a lavorare con i propri mezzi, e non vengono trasportati nei vari cantieri, dove non gli viene nemmeno rimborsato il carburante, e che quindi si aggrava sul costo dello stipendio.

faccio un esempio: per pulire la strada di faserno si deve percorrere circa 30 km tra andata e ritorno ed é pure in salita, quindi come minimo 5 euro vengono spese al giorno, di media un lavoratore spende dalle 70 alle 100 euro al mese di carburante con il proprio mezzo e senza che queste vengano rimborsate, e se le dettraiamo dal misero stipendio di circa 800 euro ne rimangono circa 700, ora ditemi voi ne vale la pena??? l'unico diritto che hanno questi lavoratori é quando piove, che vengono pagati ugualmente,ma statene certi che troveranno il metodo per sfruttare anche questi periodi.

calcolate che un operaio di 7 ore prende circa 28 euro nette al giorno, e un operaio a part-time di 3,5 ore circa 14 euro.. secondo voi é uno stipendio giusto? da calcolare che nell tutto, non esistono ferie, ne liquidazione, ne tredicesima, e ne quattordicesima, ed é tutto conglobato in questo misero stipendio, senza poi contare che la disoccupazione viene elargita nel mese di luglio agosto, questo vuol dire che nella fine della stagione per 4 mesi questi operai sono costretti a vivere di pane e acqua perche privi di entrate, e di questo ringraziamo anche il nostro benamato dellai, visto che l'anno scorso i sindacati hanno avvanzato alcune richieste, di cui anche 4 soldi in più, e di cui il nostro amato dellai e company ha rifiutato.. già perche é lui che firma questi contratti...

ego sum... guida luciano

 
 
 

storo paese di opportunismo, ma non chiamateci mafiosi

Post n°595 pubblicato il 13 Aprile 2011 da pop46

A storo, paese di circa 5000 abitanti, qui regna l'omertà, regna il clientelismo, regna il partitocrazismo, in questo paese se parli di politica e non sei con loro, vieni tagliato fuori, e costretto ad elemosinare un lavoro a circa 600 euro al mese, e se qui parli di politica o ti azzardi a tirare fuori inchieste di speculazioni di denaro pubblico, vieni guardato come un extraterrestre o peggio ancora come un nemico di questo piccolo paese. 

In questo paese la speculazione é all' ordine del giorno, la trasparenza é un optional, e se devi chiedere qualche cosa o hai bisogno di un lavoro, devi rivolgerti al padrino di turno... se non gli sei simpatico, scordati di lavorare..

Questo paese non si trova in sicilia regno della mafia, o nella basilicata regno della camorra, o peggio ancora  in calabria, regno della andrangheda, questo paese si trova nel sorridente trentino, già proprio così.

In questo paese, non si uccide come fanno nei paesi bassi, ma si avverte, si minaccia di denuncie, o peggio ancora non trovi più nemmeno un lavoro.

Perche affermo questo??? perche lo sto vivendo sulla mia propria pelle, non che tutto questo mi faccia ben che minima paura!! PERCHE SINCERAMENTE NON MI TOCCA MINIMAMENTE.

E se dico tutte queste cose é perche non riesco più a respirare l'aria di circa 17 anni fa anno in cui sono venuto a vivere in queste zone, allora l'aria che si respirava era di allegria, di solidarietà, di sorrisi, e di persone che amavano questo piccolo paese, ora l'aria che si respira é diventata soffocante,(per non parlare la puzza di sterco di galline per fertilizzare i campi di mais anche nei giorni più caldi, senza che nessuno dica nulla o si lamenti e sopra tutto senza che il nostro sindaco dica nulla in merito) piena di malumori e di cose nascoste, di pensieri affaristici per fregare chi paga le tasse e speculare con i soldi pubblici, a partire da tutte le strutture pubbliche esistenti su questo territorio.

casa di cura

casa di riposo

scuole

centri sportivi

strade boschive

circonvallazioni

auditorium

comune

fognature

supermercati

frantoi

su ogni una di queste strutture si sono perpretate enormi speculazioni, ne volete alcuni esempi!!!

la casa di cura, costata piu' di 2 milioni di euro, doveva essere un centro di servizi per le cure dei cittadini, risultato!!

i servizi sono inesistenti, e si sono spostati solo medici di base che erano esistenti, si fanno alcuni esami del sangue, c'e un ortopedia, ma non c'e il sostituto, e quindi manca ormai da circa 1 anno, non si é pensato di costruire un pronto soccorso, e quindi anche per piccole evenienze, un cittadino deve andare a tione che dista a circa 30 km, in questa struttura ci dovevano essere grandi servizi, risultato... non esiste praticamente nulla...

 

casa di riposo:

in questa struttura si sono lanciate dalle finestre enormi quantitativi di denaro pubblico, sprecando quantitativi di denaro pubblico che viene finanziato dalla provincia di trento, qui, non si guarda l'esatto valore dei soldi spesi per i vari interventi, non si bada a spese quando il valore del denaro é pubblico, vi faccio un esempio, un geranio per abbellimento 3,50 euro... quando da un fioraio qualsiasi costa circa un 1 euro..senza poi contare 14.500 euro annui dati per 2 ore alla settimana, ovvero 8 ore al mese per un totale di 96 ore all' anno, al prezzo di 151 euro all' ora, non c'e che dire questa struttura non bada a spese, quando si tratta di amministrare i soldi pubblici, e come per finire la ciliegina sulla torta sono gli oltre 495 mila euro per finire la struttura nuova, oltre la miriade di denaro per la costruzione di quella nuova.. questo denaro va a completare la struttura facendoli passare come spese straordinaria manutenzione... io di solito le spese straordinarie ho sempre pensato che fossero mobili, tavoli ecc... ecc... e invece.. servono per straordinaria manutenzione... ma come é appena stata costruita.. e servono altri soldi per straordinarie manutenzioni????

poi!!!

riguarda la conduzione e la manutenzione degli impianti

tecnologici presenti nella struttura al costo di € 7.728,00 oltre all’IVA per € 1.545,60 per un

totale complessivo di € 9.273,60... (circa 18 milioni di lire annui, circa 800 euro al mese) sinceramente mi sembrano eccessivi, visto che io ho il patentino per conduttore di impianti termici, e so' come vengono svolti questi lavori, ovvero controllo della caldaia inizio inverno e fine inverno, in totale circa 2 interventi, più accensione e spegnimento e regolazione.. anche perche altri interventi di riparazioni o evventuali guasti sono spese extra... molte ditte a trento fanno questi lavori a circa 2000/3000 euro annui.. qui si é voluto veramente esagerare... ma non badiamo a spese tanto sono soldi pubblici..

senza poi contare le assunzioni fuori ruolo, assunti senza un criterio di assunzione e senza bandi di concorso, e di solito la scusante é sempre l'urgenza dettata dal raggiramento delle leggi (della serie cosi' fan tutti) quasi ogni settimana questa struttura fa assunzioni di ogni genere, sarei curioso di darci un occhiata, perche mi sà che in questa struttura ci siano più lavoratori assunti che degenti anziani, e chiudiamo qui altrimenti mi dilungherei anche fin troppo se dovessi specificare tutte le spese gonfiate dalle ditte... la verità su queste trutture che non c'e criterio di risparmio, e non si controllano le spese realmente sostenute, per il semplice motivo che sono soldi pubblici, se queste strutture fossero private... si spenderebbero tutti questi soldi??? e pensate che tutte le strutture d questa categoria, sono tutte amministrate in questo modo... e il bello di tutto questo, che in queste strutture viene anche pagato un economo che in teoria dovrebbe controllare i prezzi di mercato e confrontarle con la minima offerta...

scuole:

a darzo é stata fabbricata una scuola per circa 100 scolari, e che ora risultano essere più di 120, e che quindi si dovranno restringere le aule, costo circa 3 milioni di euro (6 miliardi di lire) mentre a storo le scuole stanno cadendo a pezzi perche ormai fatidiscenti, aspettando i soldi che arrivano dalla regione, per costruirne un altra, sperando che non caschi in testa agli scolari nelle ore delle lezioni, e nell' frattempo si tampona per tenerla in piedi.

poi abbiamo i centri sportivi..

su questa struttura non vi dico quanti soldi spesi (anche se il mio blog ne é pieno) una per tutte.. 1,6 milioni di euro per uno spogliatorio... (circa 3 miliardi) dovreste andare a vederlo... e solo con i vostri occhi potete dire il vero valore per uno spogliatoio, senza poi contare i soldi buttati per appezzamenti di campi da calcio... pagati a peso d'oro... anche qui non badimo a spese... con i soldi pubblici..

strade boschive:

una per tutte sono i 50 mila euro... (circa 100 milioni, io mi faccio la ristrutturazione con tutti questi soldi, e loro li sperperano per queste piccole cose) per 13 canaline di legno 4 metri di lunghezza, due tombini 25x25 e una cammionata di ghiaia per circa 1km, senza contare i soldi regalati ad alcuni agricoltori per la pulizia di stradine di montagna, dove si rivendevano pure la legna tagliata oltre che il compenso patuito si parla dalle 40 alle 50 mila euro per 3 agricoltori.. quando poi se andiamo a vedere... non é mai stato fatto nulla.. e come sempre pulite dai poveri operai dell azione 10 a 3,50 euro all' ora.

circonvallazioni:

un esempio lo abbiamo sulla circonvallazione di casa rossa, costo 1,6 milioni di euro (questo diciamo che é provinciale) ma per la gioia del nostro benamato sindaco, si farà una variante per fare altre strade (con i soldi pubblici) che confluiranno al nuovo frantorio (voluto e costruito su suolo agricolo con la mano santa del nostro benamato dellai, patron della regione di trento)

auditorium:

be' su questa struttura.. si potrebbe scrive un libro... visto che é stato il più grande contenitore di denaro pubblico degli anni che furono... pensate é circa 17 anni che é in costruzione... e ancora é fermo pur essendo finito (si fa per dire) se dovessimo quantificare quanti soldi sono stati spesi su questa struttura... si avrebbe potuto costruire metà paese di storo... i soldi stanziati dalla regione... sono incalcolabili, a fine lavori la chiamere l'incompiuta, nulla da invidiare alle centinaia di strutture pubbliche del sud a speculazioni pubbliche.. anche il nostro piccolo pase si é adeguato alla moda..

comune:

Anche qui si dovrebbe scrivere un intero capitolo dei costi di manutenzione, e di spese di gestione, basti pensare che per le sole pulizie di questo comune il costo si aggira circa 98 mila euro all' anno.. e non é il comune di milano o il pirellone, ma bensi' un piccolo comune di circa 30 persone..

senza poi contare i costi.. il costo si aggira intorno alle 1,5 milioni di euro annui per la gestione comunale, senza contare i premi produzione.. (le bocche cucite) il costo giornaliero é di circa 4109 euro al giorno, compreso il sabato e domenica e festivi quando il comune é chiuso, ovviamente nelle spese rientrano le spese della giunta personale ecc.. ecc.. e mi fermo qui...

fognature:

qui preferisco non dilungarmi troppo, ma il nostro sindaco aveva promesso un dilugamento in alcune zone di questo paese, e sono gi' stati stanziati piuì di 300 mila euro dal maggio dell' anno scorso che fine hanno fatto?

supermercati:

Qui possiamo parlare della dico, ribattezzato dal sindaco di storo il supermercato dei poveretti durante la sua innauguarazione, unico supermercato costruito al limite della statale senza controlli di delimitazioni di distanze dovute per legge, e senza contare che siamo uno dei primi casi dove una struttura privata riesce ad esproriare un marciapiedi a un comune... di solito dovrebbe essere l'esatto contrario... e il comune non ha detto una sillaba...

frantoio:

Qui a storo é stato costruito un frantoio, su un prato agricolo prorio di fianco a una statale e di fianco a case civili e abitate (provateci voi a farlo)e senza che nessuno ne sapesse nulla, e in più siccome questo frantoio durante la macina, superava i decibel ammessi a ridosso di abitazioni civili... si é avuto la bella pensata di alzare i decibel di rumore, con la scusante delle aperture delle chiuse della centrale elettrica... che avviene poche volte all' anno... con un decreto comunale... ora ditemi voi... come mai questo frantorio nn si é potuto costruire nella zona industriale??? per il semplice motivo che costruire nella zona industriale, il costo tra agricolo e fabbricabile é 50 volte superiore... e che quindi si é potuto fabbricare a minor prezzo... provate voi a costruire una piccola baracca in un terreno agricolo, a meno che non siate vicesindaco o sindaco...o amico di dellai, questo é impossibile per noi poveri peones... c'e chi puo' e chi non puo'... e lui puo'...

Quindi per concludere... che cosa ci diversifica dai paesi del sud??? io pensavo che queste cose potessero succedere solo in alcuni paesi, non avrei mai pensato che succedessero in questi paesi trentini...

loro nel sud la chiamano mafia, camorra, andrangheda... noi come la possiamo chiamare????

Scegliete un nome a piacere, ma non chiamatela mafia perche i siciliani magari si potrebbero anche offendere...

ego sum.. guida luciano

 
 
 
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