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joandgl4
   
 
Creato da joandgl4 il 27/10/2012

That's life...again

e ancora...vivere...

 

 

wonder woman wwwwwoowwww

Post n°217 pubblicato il 22 Agosto 2014 da joandgl4

 

Ma nn sono io ....ehehehehe

assomiglia a chi si atteggia a certi comportamenti....

 

 

 

 

 

 
 
 

...

Post n°216 pubblicato il 20 Agosto 2014 da joandgl4

Non ti credo
Ma c'è chi giura che esisti
Forse non ti so cercare
O rassegnarmi a cadere
E tu giochi a nasconderti
Non ti fai trovare,
Sembriamo
Due strani innamorati
Ma io ti sento qui alle mie spalle,
A volte mi sento toccare

Salvatore Toma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

°___°

Post n°215 pubblicato il 20 Agosto 2014 da joandgl4

 

do you understand???

                             °___°

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Fashion world (2)

Post n°214 pubblicato il 20 Agosto 2014 da joandgl4

Con il buongiorno a tutti gli amici riprendo a scrivere un pò del mondo della Jo sempre per 

quel che concerne il mio spazio professionale...

dunque riprendo da ieri la mia interminabile dissertazione sulla moda e sul fashion...

cambiamenti nel mondo della moda sono nel corso del tempo, provocati da particolari 

avvenimenti, più sovente coincidenti con periodi di reazione e divario generazionale.

Moda come manifestazione di personalità, novità aderenza al presente e reazione al passato.

Fin dai tempi lontani ed antichi come il settecento, la moda intesa come tentativo di rompere

le tradizioni si fa più "svelta", tali variazioni si intensificheranno fino ad assumere progressivo

costante nel secolo successivo, l'ottocento.

Con l'avvento del novecento la moda fmminile impone ancora l'uso del celebre quanto 

nocivo busto steccato con fanoni di balena (impensabile e improponibile ai tempi nostri)

alti colletti, gonne a campana con strascico lieve. Per i maschietti calzoni a tubo ( che 

mettevano più che altro in mostra le gambe, a tutto svantaggio di coloro che le avevano

"ercoline" ) poco pratici, spalle imbottite (sovente finte ) camicia bianche con collo 

inamidato (tormentose) nonchè cravatta dal piccolo nodo.

Nel primo decennio del novecento , dalla comparsa del famoso sarto Paul Poiret, ci fu 

una svolta innovativa nel mondo della moda: il suo modernismo fu paragonato negli

anni a quello di Picasso nel mondo dell'arte.

E ci fu la tanto agognata liberazione femminile dal bustino (felicità!) : gli abiti finalmente

scendevano ad accarezzare ed esaltare le forme del corpo. Le gonne si accorciarono

fino a metà polpaccio, presentando una varietà numerosa di fogge, fino ad arrivare 

agli anni venti con l'avvento del celeberrimo "tailleur", ispirato all'abbigliamento 

maschile, che diverrà un "must" nel guardaroba femminile.

Nel contempo arriva la famosa "garçonne" ovvero il taglio corto dei capelli fino ad allora

lunghi raccolti in chiome: questa sobrietà degli abitidetermina la necessità di alleggerire

anche gli indumenti intimi. Ed ecco comparire calze trasparenti di seta rosa, adito di

scandali dell'epoca: Per l'uomo predomina la linea inglese.

Negli anni trenta ecco evidenziate ancor più le forme: epoca dei grandi colli e guarnizioni 

in pelliccia, specie di volpe, con uomini "incalzonati alla zuava", dai capelli imbrillantinati

lisci o leggermente ondulati.

Anni quaranta che con la guerra mortificheranno la fantasìa e la moda vedrà la necessità

di riutilizzare gli abiti pratici e sobri per ovvi motivi.

Negli anni cinquanta, in concomitanza dell'avvento del "Borsalino" (famosissima griffe

di cappelli in feltro maschili, impeccabili anche oggi) , la donna vedrà il susseguirsi di

linee sempre più sofisticate e diverse: abiti a "palloncino", a "trapezio" a "fuso" e molti sarti

si adopereranno per l'affermazione al meglio della moda italiana (Made in Italy) a livelli

internazionali.

Molti sarti o couturiers come Christian Dior ad esempio, daranno inizio alla produzione

seriale dell'abbigliamento, dando vita al "pret-à-porter".

Ma l'avvento più rilevante di questi anni sessanta è il lancio della "minigonna" (ad opera 

della stilista inglese Mary Quant), alla quale seguirà per eccesso e contrasto di stili la

"maxigonna"; i giovani vestiranno blue jeans mentre il casual orienterà la produzione

di abiti: in seguito la contestazione giovanile (1968) di quegli anni determinerà la più 

grande confusione del modo di abbigliarsi.

Se negli anni settanta i giovani troveranno appagamento solo quando si vedranno abbigliati 

tutti uguali (hippies e flowers sons) con medaglioni, stivali e gonnelloni variopinti che 

riguardandoli oggi, seppur riveduti e corretti appaiono orrendi, negli anni ottanta il 

desiderio individuale di affermarsi farà si che nel vestire si realizzi uguaglianza ma al tempo

stesso diversità con una moda di aspetti vari e articolati.

La pubblicità condizionerà in maniera determinante le scelte e la produzione e il medio 

consumo si qualificheranno in alto, basso e medio appunto.

Oggi in sintonìa con l'era informatica la moda presenta mille sfaccettature: vediamo

allo stesso tempo abiti che  sono il risultato della somma delle diverse culture

(i cosiddetti abiti etnici) di espressione romantica, essenziali, pratici e confortevoli

spiritosi e scanzonati, oppure ancorati al classico ma con linee e proporzioni nuove e 

diverse tra loro, eccezion fatta per il sopracitato classico Tailleur.

La moda come arte evocativa ironica e beffarda ha questo potere: trasformare, 

allungare, travestire, accorciare, mascherare, e unire il genere umano all'ambiente, o 

separarlo, distinguerlo pur accentuando la sua appartenenza di massa.

E credo che in questa libertà di espressione, di mutazione, di trasformazione potrebbe 

essere racchiusa la ricetta della vera felicità.

....ecco perchè adoro il mio lavoro....

 

                       Yours Jo

 

 

 
 
 

Fashion (1)

Post n°213 pubblicato il 19 Agosto 2014 da joandgl4

Mi ha chiesto qualche amica: Jo vuoi deciderti a parlarci del tuo mondo????

Ebbene dopo 7 anni di permanenza qui lo faccio...caratterialmente conoscete

la Jo come una Warrior...eh si, non posso farci nulla, questa sono e questa 

prendete...o lasciate...ma oggi voglio parlarvi della mia professione...a me ha sempre

stregato...affascinato fin da piccolissima...

ma andiamo per ordine: si sostiene che la felicità sia uno stato d'animo positivo

di chi ritiene soddisfatto un proprio desiderio, quell'insieme di emozioni e sensazioni

del corpo e dell'intelletto che procurano benessere e gioia in un momento più o meno

lungo della nostra vita. Quindi anche le necessitàordinarie della nostra vita ci fanno

pensare di aver soddisfatto il nostro diritto alla felicitàquando abbiamo raggiunto tutte le 

cose che riteniamo allietino la nostra vita, come ad esempio gli abiti acquistati in nome della

moda....ed ecco entra in gioco il mio lavoro...ma la moda può renderci felici?

Possiamo dire si perchè appartiene a quel mondo della pubblicità e dei costumi dove 

ogni cosa appare un appello ad una vita felice.

La preoccupazione che ogni uomo ha sempre avuto nel propinare il proprio corpo

è certamente rappresentata dall'abbigliamento, il cosiddetto "look".

per questo motivo la storia dell'abbigliamento è strettamente connessa alla storia 

dell'umanità.Questa preoccupazione è comprensibile se si riflette sul fatto che il

corpo è l'unica cosa che possediamo e che ci seguirà fino alla fine della nostra vita.

Meno comprensibile appare il senso di insoddisfazione che l'uomo prova per tutto ciò che 

madre natura gli ha elargito.

E così nelcorso del tempo egli compie sforzi per migliorare le proprie doti naturali:

ha desiderato avere una testa più grande, un collo più lungo,piedi più piccoli, un 

torace prominente e fianchi più sottili. Ogni uomo si è servito dell'abbigliamento

per soddisfare le aspirazioni più fantasiose, per avere un corpo migliore, o perlomeno 

diverso. Molti storici hanno attribuito a tre cause l'origine dell'abbigliamento: necessità

di proteggersi dagli elementi, pudore ed esibizionismo connesso al fatto di rendersi 

desiderabili e quindi felici. Indubbio che l'esibizionismo rappresenta la causa rilevante

dell'origine dell'abbigliamento: desiderio di apparire più attraente è senza dubbio il 

movente più importante del modo di vestirsi.

Anche l'estetica ha la sua importanza, ma sempre come completamento del gusto del

momento: Modestia a parte. Il buonsenso è sempre assente e la realtà più elementare

dell'anatomìa è stata fondamentalmente ignorata, specie nei tempi passati.

Quando la preoccupazione dell'uomo per il modo di presentare il proprio corpo divenne

vera manìa, si ebbe la nascita della moda e dell'eleganza.

 

...avrete certamente da questo "tomo" intuito che lavoro nel settore della moda...

ebbene si :)))) nel secondo "tomo" approfondirò questo studio...altrimenti rischio di

farvi crollar di sonno sul pc.....

                                          Yours Jo

 

 

 

 
 
 
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